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Le nostre lotte faranno scuola – 5 e 6 dicembre di nuovo in piazza! 11/27/12

In un paese che fino a poche settimane fa sembrava totalmente pacificato e rassegnato ai sacrifici imposti dalle politiche di austerity, la presenza di un movimento studentesco ampio e diffuso, ...


In un paese che fino a poche settimane fa sembrava totalmente pacificato e rassegnato ai sacrifici imposti dalle politiche di austerity, la presenza di un movimento studentesco ampio e diffuso, capace di portare in piazza istanze vertenziali delle scuole e delle università e di leggerle e contestualizzarle nell’ambito di una battaglia generale, è stata la novità non prevista per molti. Il 14 novembre gli studenti e le studentesse, la generazione precaria, hanno alzato la testa anche nel nostro paese, come Spagna, Grecia e Portogallo. Siamo tornati in piazza il 24, dimostrando di non avere paura, di non essere spaventati dalla repressione messa in campo dalle forze dell’ordine nella giornata del 14. Come studenti e studentesse, torneremo in piazza il 5 (solo Lombardia, Marche e Toscana) e 6 dicembre, in occasione dello sciopero di otto ore indetto dalla FIOM.

Le date del 5 e del 6 hanno un significato importante. Per anni si sono contrapposti i diritti dei “garantiti” alla precarietà dei non garantiti, individuando nelle garanzie degli uni la causa dell’insicurezza degli altri. Ora questa divisione è andata cadendo a causa della crisi, dell’austerità e delle riforme del governo. L’aumento della disoccupazione, soprattutto giovanile, la precarietà che non si sostanzia solo nelle forme contrattuali, ma si manifesta ogni giorno come un male latente. É la precarietà esistenziale, condizione materiale e psicologica tristemente propria oggi di milioni di persone nel nostro paese un numero insostenibile, che delinea i contorni di una crisi generazionale senza precedenti. Questa incertezza riguardo al futuro ormai si è estesa a tutta la società italiana ed è stata utilizzata a lungo come deterrente, come strumento per mettere a tacere le proteste, in una falsa ottica di unità nazionale, in cui tutti devono concorrere a tenere a galla la barca. Una retorica che non possiamo più accettare: il 5 e il 6 è necessario scendere in piazza per dimostrare come i sacrifici che ci vengono chiesti non siano l’unica soluzione possibile, ma come attraverso i saperi, liberi dagli interessi del mercato, sia possibile costruire e creare un cambiamento.

Oggi possiamo vincere. Il governo ha già ritirato l’aumento dell’orario di lavoro degli insegnanti, il PDL Aprea può essere bloccato, ma tutto questo non ci può bastare!

Vogliamo costruire un paese che si regga sulla democrazia nei luoghi di lavoro e di studio, un Paese dove vengano garantiti i diritti e la dignità, a scuola, nelle università e in fabbrica, vogliamo lottare per un Paese dove l’istruzione e la ricerca abbiano investimenti pubblici per immaginarci un nuovo modello di sviluppo per uscire dalla crisi e per costruirci un presente e un futuro giusto e degno!

 

IL 5 E 6 DICEMBRE

LE NOSTRE LOTTE #FARANNOSCUOLA!

NON CI FERMIAMO, RIPRENDIAMOCI IL PAESE!

 

L’elenco delle piazze

 

5 Dicembre

Milano (manifestazione Regionale) – piazza Cairoli ore 9,30

Catania – Piazza Roma ore 9,00
6 Dicembre

Torino (manifestazione Regionale) – Piazza Arbarello ore 9,30

Genova – Piazza Caricamento ore 9,30

Padova (manifestazione Regionale) – Stazione FF.SS ore 9,00

Gorizia – Piazzale della Stazione ore 8,30
Bologna – Piazza San Francesco ore 9,30
Pisa – Piazza Sant’Antonio ore 9,00
Siena – Via Banchi di Sotto (davanti al Rettorato) ore 16,00

Roma – Piazza della Repubblica ore 9,30

Napoli (manifestazione Regionale) – Piazza Garibaldi ore 9,30
Bari (manifestazione Regionale) – Piazza Umberto ore 9,30
Catania – Piazza Roma ore 9,00

Cagliari – Piazza del Carmine ore 9,30

 

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