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Tasse o contributi? Il teatrino dei pagamenti scolastici. Tasse o contributi? Il teatrino dei pagamenti scolastici. 02/13/12

Come ogni anno va in scena il teatro delle tasse scolastiche, legittime ed illegittime, imposte con la forza da dirigenti autoritari e professori conniventi. In un momento di crisi economica ...


Come ogni anno va in scena il teatro delle tasse scolastiche, legittime ed illegittime, imposte con la forza da dirigenti autoritari e professori conniventi.

In un momento di crisi economica come quello che stiamo vivendo riteniamo indegno che si continuino a vessare le famiglie degli studenti che troppo spesso si vedono piombare addosso, oltre ai circa 17 euro di tasse scolastiche (quelle vere, quelle che vanno direttamente nelle casse dello Stato e alle, quali, peraltro, sono esenti diverse categorie), decine e decine di euro di “contributi scolastici” che pur essendo, per definizione stessa della parola “contributo”, volontari e facoltativi, vengono fatti passare per obbligatori.

Non sono poche, infatti, le segnalazioni che ci sono giunte da parte di studenti che, per reali difficoltà economiche, hanno chiesto ai propri dirigenti scolastici un modo per venire incontro alle esigenze familiari: rateizzare il contributo, annullarlo, avere “sconti” per chi ha più di un figlio iscritto nella stessa scuola o in età scolare. Il rifiuto dei dirigenti cade implacabile come una scure. Sempre. Puntualmente. Si punta sulla disinformazione e se ne fa un’arma per sottomettere la volontà di chi la scuola dovrebbe viverla, non subirla.

Eppure l’istruzione obbligatoria in Italia è gratuita e proprio in ragione dei principi di obbligatorietà e di gratuità, non è consentito imporre tasse o richiedere contributi obbligatori alle famiglie per l’espletamento delle attività curriculari e di quelle connesse all’assolvimento dell’obbligo scolastico (fotocopie, materiale didattico o altro). Unica eccezione ammessa: i rimborsi delle spese sostenute per conto delle famiglie (assicurazione individuale degli studenti, libretto delle assenze, gite scolastiche, carta per le pagelle e tutte le cose che restino allo studente) che, messe insieme, costituiscono una spesa che non supera i 20-25 euro!

Versare i contributi per l’arricchimento dell’offerta culturale e formativa degli alunni, per l’innovazione tecnologica o per l’edilizia scolastica (DL 40/2007, legge Bersani) è invece possibile, ma solo ed esclusivamente su base volontaria. Detto ciò, è illegale quanto accade in alcune scuole che li utilizzano spesso per coprire le spese ordinarie come pulizie, manutenzione, fotocopie, supplenze brevi, ecc.

Dal momento che né le scuole (né tanto meno i Consigli di Istituto) risultano titolari di autonomo potere impositivo di tasse e contributi, facoltà questa riservata esclusivamente allo Stato, nessuna scuola può obbligare il cittadino a pagare alcun tipo di somma e mai può essere rifiutata una domanda di iscrizione a causa del mancato pagamento di contributi scolastici, sebbene le minacce in tal senso da parte di dirigenti autoritari siano all’ordine del giorno.

Ci rendiamo ben conto che spesso le scuole impongono il pagamento dei contributi per delle reali difficoltà economiche. Siamo stati in prima linea nel combattere le politiche che da anni stanno gradualmente destituendo il valore ed il senso della scuola pubblica e siamo convinti che tagliare direttamente i fondi destinati agli istituti scolastici significa che questi, per organizzare al meglio le attività didattiche ed extra-didattiche, sono costretti a chiedere aiuto alle famiglie. Consigliamo quindi agli studenti di versare, dove non ci siano reali problemi economici familiare, i contributi richiesti dalle scuole ma invitiamo anche i dirigenti scolastici a non imporre con la forza del ricatto tale pagamento.

Invitiamo inoltre a specificare sempre la causale dei versamenti e monitorare attraverso i rappresentanti al Consiglio di Istituto di studenti e genitori i bilanci, che potrebbero essere discussi in assemblea studentesca d’istituto e nel comitato degli studenti o dei genitori.

-> leggi la scheda informativa


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