PROFUMO: “Niente tasse alle scuole cattoliche” – FERMIAMOLI! 11/28/12
“Mi farò portatore positivo con il presidente Mario Monti di questa richiesta” ha dichiarato il Ministro dell’Istruzione Francesco Profumo in merito alle richieste delle scuole cattoliche private di non pagare ...
“Mi farò portatore positivo con il presidente Mario Monti di questa richiesta” ha dichiarato il Ministro dell’Istruzione Francesco Profumo in merito alle richieste delle scuole cattoliche private di non pagare l’IMU rispondendo all’interpellanza della parlamentare centrista Luisa Capitanio Santolini.
Come al solito i Ministri italiani hanno la memoria breve, anzi brevissima, e Profumo è passato in pochi giorni dallo “scaricare” di fatto la legge Aprea, a tornare alla strenua difesa delle scuole private, nello specifico in questo caso quelle cattoliche.
Non c’è da meravigliarsi che mentre per le scuole pubbliche si parla di nuovi tagli al fondo ministeriale per l’offerta formativa (che finanzia corsi di recupero, sportelli, attività autogestite dagli studenti, corsi extracurrculari) dopo qualche lamentele dalle lobby cattoliche, si vogliano reintrodurre le esenzioni per le cattoliche.
Le scuole cattoliche sono scuole private, ci teniamo a ribadirlo perchè non è concepibile in un paese civile che quando si tratta di tagliare la scuola “per tutti” i governi si pongano ben pochi problemi, quando si tratta di favorire le solite lobby ci sia sempre massima disponibilità. Non accettiamo in alcun modo che questo possa avvenire ancora, soprattutto in una fase in cui centinai di scuole occupate e cortei stanno ribadendo quotidianamente il valore della scuola pubblica.
Il 5 e 6 dicembre saremo di nuovo in piazza per contestare profondamente questa scelta: vi abbiamo già fermato, lo faremo di nuovo!
SCARICA, STAMPA E DIFFONDI IL VOLANTINO NELLA TUA SCUOLA! PROSEGUI LA PROTESTA!
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Ma le assurdità non finiscono qua. Il 22 novembre, in un incontro che si è tenuto a Palazzo Chigi tra il Governo e i sindacati (CISL, UIL, SNALS), il primo ha acconsentito alla richiesta dei secondi di restituire gli “scatti d'anzianità”, ossia i progressivi aumenti stipendiali che si maturano con gli anni di servizio. Per fare ciò Profumo ha definito che il costo per pagare gli scatti del 2011 sarebbe stato pari a 480 milioni di euro. Recuperando 86 milioni di euro dalle economie del FIS (taglio già smascherato in 







