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Il perchè del caro-libro e le vere soluzioni 08/22/11

La scuola non è ancora cominciata ma già si prospetta l’ennesima stangata al diritto allo studio. Se l’apertura della scuola è vicina, si avvicina anche l’ennesimo costosissimo acquisto di libri ...


La scuola non è ancora cominciata ma già si prospetta l’ennesima stangata al diritto allo studio. Se l’apertura della scuola è vicina, si avvicina anche l’ennesimo costosissimo acquisto di libri di testo per l’anno che verrà.

Il problema del caro libri, e più in generale del caro scuola, si presenta ogni anno non perchè ignorato, ma perchè i provvedimenti che vengono presi sono sistematicamente riflesso degli interessi delle case editrici, o vetrine propagandistiche per chi li mette in campo, ma sicuramente non puntano alla radice della questione e a garantire il diritto allo studio.

Partendo dalle inziative messe in atto dai governi negli ultimi anni possiamo vedere come nell’ultimo anno del governo Prodi, l’allora ministro dell’Istruzione Giuseppe Fioroni istituì il tetto massimo di spesa per i libri di testo, questo voleva forse essere un provvedimento che si affiancava alla finanziaria del 2007 (l. 27 dicembre 2006 n. 296) che all’articolo 1, comma 628, stabiliva la garanzia della gratuità parziale del costo sostenuto per i libri, dagli studenti compresi nella scuola dell’obbligo, quindi anche per i primi due anni di scuola superiore; l’esiguo capitolo di spesa dedicato a tale voce non garantiva però il rispetto di tale diritto, che era già d’altronde ribadito all’articolo 21 comma 1 della legge 23 dicembre 1998, n. 448 (finanziaria 1999). Il provvedimento del tetto di spesa, risultava  e risulta tutt’ora vano poichè il tetto di spesa è limite cui vengono sottoposti i consigli di classe, i quali però sono sempre costretti ad acquistare dei testi il cui costo è deciso a monte dalle case editrici. La conseguenza è che quasi nessun consiglio di classe riesce a stare nei tetti di spesa che vengono sistematicamente sforati. Se un limite veniva giustamente posto ai consigli di classe, nulla invece è stato fatto per limitare le case editrici, per questa ragione i tetti di spesa erano già evidentemente alti. Il provvedimento è stato quindi mantenuto invariato dal ministro Gelmini, la quale ha pensato bene che se i tetti non venitano rispettati, vanno alzati ulteriormente. Nonostante la rassicurazione, la spesa aumenta con picchi che arrivano anche al 37,5%.

Con la giustificazione dei nuovi programmi scolastici dovuti all’entrata in vigore della riforma della scuola sono stati infatti alzati i tetti di spesa. Il Ministero, con decreto n. 43 del 10 maggio 2011 ha sancito, infatti, un innalzamento del limite massimo di spesa per i libri scolastici di ogni ordine e grado di scuola.

SCUOLA

CLASSE

TETTI MASSIMI DI SPESA PER LIBRI SCOLASTICI

2010/11

2011/12

Aumento %

Liceo Classico

320

330

3,1

181

190

5,0

370

376

1,6

305

310

1,6

315

320

1,6

Liceo Scientifico

305

315

3,3

210

220

4,8

310

315

1,6

280

284

1,4

300

305

1,7

Istituto Tecnico – Settore Tecnologico

305

315

3,3

160

220

37,5

300

305

1,7

245

249

1,6

215

218

1,4

Istituto tecnico – Settore Economico

290

300

3,4

170

205

20,6

280

284

1,4

240

244

1,7

220

223

1,4

1) Confronto fatto con l’Istituto Tecnico Industriale del vecchio ordinamento

2) Confronto fatto con l’Istituto Tecnico Commerciale del vecchio ordinamento

A subire gli aumenti più significativi saranno gli studenti degli istituti tecnici del settore tecnologico (9,1%) e del settore economico (5,7%): in questi due casi il confronto è stato fatto con i tetti degli istituti tecnici industriali e commerciali del vecchio ordinamento. Gli incrementi di spesa per il secondo anno arrivano al 37,5% per il settore tecnologico e al 20,6% per quello economico.

In combinazione con il tetto di spesa, l’e-book, altro provvedimento passerella adottato dalla Gelmini un’anno fa, avrebbe dovuto abbassare in tre anni il costro dei libri del 30%. Ciò non è sicuramente avvenuto se l’anno scorso i costi, come dichiarano le associazioni dei consumatori, sono aumentati del 6% e quest’anno del 2/3%. Il fallimento dell’ e-book è dettato dal fatto che non è praticabile uno studio prolungato di un testo davanti ad un monitor, che nell’ipotesi di essere stampato avrebbe costi ancora più elevati del normale, duque i docenti non lo hanno adottato.

Così che l’anno scorso oltre il 60% delle scuole ha sforato i tetti ministeriali (sondaggio de il Messaggero). I tetti vengono sforati sistematicamente raggiungendo anche picchi di spesa d’oltre 400 € mentre si dovrebbero attestare sui 300 €. I costi dei libri arrivano quindi anche a fagocitare il 40% di uno stipendio medio mensile (stime ADOC 2009). Senza considerare il corredo scolastico la spesa media per i testi scolastici si attesterà sui 468 € a famiglia che raddoppiano con le spese di corredo.

La risposta che portiamo avanti da anni di chiama comodato d’uso dei libri di testo, sistema adottato già in alcune regioni italiane con successo e che è la vera soluzione al problema. Una soluzione che permette agli studenti di accedere gratuitamente ai libri di testo, riconsegnandoli a fine anno alla scuola la quale li può fornire nell’anno successivo agli studenti che frequenteranno la classe superiore. Ogni anno infatti le case editrici mettono in commercio libri completamente uguali nei contenuti, o al massimo con qualche pagina diversa, cambiando il titolo o il codice ISBN. I docenti si trovano quindi costretti a dover adottare la nuova edizione poichè la precedente viene ritirata dal mercato e gli studenti si trovano costretti a non poter neanche acquistare volumi usati di fatto identici. Risulta necessaria una legge quadro nazionale sul diritto allo studio che vincoli le regioni ad adottare il comodato d’uso per i libri scolastici e ne stabilisca le quote di finanziamento minime.

Le decine di Mercatini del Libro Usato che organizziamo in tutt’Italia vogliono essere, oltre che una risposta ad un problema concreto abbattendo del 50% il costo dei libri, uno spazio di sensibilizzazione e denuncia del problema nonchè di rivendicazione del nostro modello di diritto allo studio e scuola.


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