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	<title>Unione degli Studenti &#187; Diritti degli studenti</title>
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		<title>Stiamo Diritti &#8211; Students&#8217; (r)Evolution &#124; Al via la consultazione nazionale studentesca</title>
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		<pubDate>Mon, 30 May 2016 07:17:50 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-10293" href="/sito/stiamo-diritti-students-revolution-al-via-la-consultazione-nazionale-studentesca/stiamodirittidef-011/"><img class="alignleft size-full wp-image-10293" title="STIAMODIRITTIDEF-01(1)" src="/sito/wp-content/uploads/2016/05/STIAMODIRITTIDEF-011.png" alt="" width="364" height="258" /></a>Al via una nuova consultazione nazionale studentesca per  l’identificazione di un nuovo statuto delle studentesse e degli studenti  delle scuole secondarie di II grado. La campagna si chiama Stiamo  Diritti &#8211; Students’ (r)Evolution e ha come obiettivo, al termine di una  consultazione semestrale, di proporre una nuova carta per conquistare un  rinnovato protagonismo nelle scuole e nelle città attraverso la  definizione di uno stutus dei soggetti in formazione.<br />
In questi ultimi anni  stiamo assistendo ad una compressione dei diritti degli studenti nelle  scuole superiori. La spinta propulsiva delle lotte degli anni ‘90, che  ha portato all’approvazione del <a href="/sito/wp-content/uploads/downloads/2012/01/Statuto-aggiornato.pdf" target="_blank">DPR 294/1998</a>, il vecchio statuto dei  diritti delle studentesse e degli studenti, si è definitivamente  esaurita. Le nostre scuole sono diventate dei luoghi di  disciplinamento e controllo, basti pensare agli effetti che hanno avuto  alcune scelte quali l’introduzione nella riforma Gelmini del limite  delle 50 assenze, il voto di condotta, l’utilizzo distorto delle nuove  tecnologie. Oggi, a quasi un anno dall’approvazione della legge 107/15,  registriamo un inasprimento delle misure repressive ai danni degli  studenti da parte di Dirigenti Scolastici o professori particolarmente  autoritari, nonché una restrizione sostanziale degli spazi di  protagonismo degli studenti. Risulta palese la perdita di tutele,  diritti e possibilità di decisione su tanti aspetti della vita scolastica e non, quali  il diritto allo studio, i percorsi di alternanza scuola-lavoro, la  valutazione, la didattica, la progettualità studentesca, gli organi  collegiali.<br />
Il Governo ha preso troppe scelte in nostro nome senza  mai ascoltarci &#8211; basti pensare alla consultazione sulla Buona Scuola -, pertanto abbiamo deciso di avviare una vera  consultazione nazionale studentesca in grado di raccogliere i nuovi  bisogni degli studenti all’interno della scuola riformata e le nuove  necessità alle quali dare una risposta se si vuole garantire l’accesso  ai saperi e la crescita consapevole dei cittadini. Nella prima fase della campagna, che durerà sino a fine settembre,  proveremo ad intercettare opinioni e domande, in particolare ci  confronteremo sull’attualità dei diritti sanciti nello Statuto degli  studenti e delle studentesse e proveremo ad immaginare soluzioni per  vedere riconosciuti diritti di cui sentiamo l’esigenza ma che ad oggi  non sono ancora sanciti. Sul sito<a href="http://www.stiamodiritti.it/" target="_blank"> www.stiamodiritti.it</a> ci sono una serie  di sezioni in cui si può rispondere alle domande o inserire le istanze  individuali o collettive, emerse nel corso di assemblee di classe,  assemblee d’istituto, comitati studenteschi, collettivi. Nella seconda  fase, da ottobre a dicembre, elaboreremo le istanze emerse e le  tradurremo in proposte, che verranno nuovamente sottoposte a  consultazione aperta. A gennaio, infine, presenteremo un nuovo Statuto  delle studentesse e degli studenti, per conquistare un nuovo  protagonismo nelle scuole e nelle nostre città.</p>
<h3>Partecipa alla consultazione visitando <a href="http://www.stiamodiritti.it/" target="_blank">www.stiamodiritti.it</a> e attivati nellla tua scuola! Segui la pagina <a href="https://www.facebook.com/stiamodiritti/?fref=ts" target="_blank">facebook</a> e il profilo<a href="https://twitter.com/Stiamo_Diritti" target="_blank"> twitter!</a></h3>
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		<title>BOLOGNA &#8211; 4 e 5 giugno: scuole di formazione ai diritti per gli studenti del nord-est</title>
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		<pubDate>Mon, 16 May 2016 11:16:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>danilolampis</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-10280" href="/sito/bologna-4-e-5-giugno-scuole-di-formazione-ai-diritti-per-gli-studenti-del-nord-est/piacenza-foto-bella/"><img class="alignleft size-full wp-image-10280" title="piacenza foto bella" src="/sito/wp-content/uploads/2016/05/piacenza-foto-bella.jpg" alt="" width="403" height="269" /></a>“La cultura [...] è organizzazione, disciplina del proprio io interiore;  è presa di possesso della propria personalità, e conquista di coscienza  superiore, per la quale si riesce a comprendere il proprio valore  storico, la propria funzione e nella vita, i propri diritti, i propri  doveri.”<br />
Antonio Gramsci, Socialismo e cultura</p>
<p>L&#8217;Unione degli  Studenti organizza, per gli studenti del nord-est, le scuole di  formazione sui diritti degli studenti, sulle rivendicazioni in merito al  diritto allo studio, al welfare, sulle prassi mutualistiche, sulla  buona rappresentanza studentesca e sulla comunicazione politica. Le  scuole di formazione si terranno a Bologna, il 4 e 5 giugno, presso il  circolo Arci <a href="https://www.facebook.com/RitmoLento-1197605863586683/?fref=ts" target="_blank">Ritmo Lento</a>. Scuole di formazione aperte a tutti gli  studenti curiosi e pronti a rivendicare i propri diritti, a tutte e  tutti coloro che non si arrendono e che vogliono comprendere e cambiare  il mondo a partire dalla propria scuola.<br />
Pensare dei corsi di  formazione per essere capaci di affrontare le complessità dei contesti  territoriali è un atto di coraggio, in controtendenza rispetto alla  politica del &#8220;fare&#8221; senza contenuti, della giornata piuttosto che del  lungo periodo. Una politica spettacolarizzata, incapace di destrutturare  le demagogie dando risposte concrete. Formarsi sui propri diritti è  dunque uno strumento per cambiare realmente dal basso la propria  condizione, senza dover delegare ma facendo sentire la propria voce. Gli  studenti sono cittadini a 360° e perciò hanno tutto il diritto di  studiare la realtà che li circonda, analizzarla e prendere posizione per  cambiarla. Non ci si può limitare a studiare senza agire, come non  basta agire senza comprendere il proprio contesto. Per questo le scuole  di formazione possono rappresentare un momento importante per tutti  coloro che credono nella necessità del sindacato studentesco come  strumento di reale cambiamento delle proprie condizioni. Uno strumento  unico, che può costruire dal basso un&#8217;alternativa culturale non solo  nelle scuole ma anche nelle città.</p>
<p>Gli obiettivi che ci proponiamo di raggiungere sono:<br />
- Conoscenza di base rispetto ai diritti degli studenti e a quali sono gli strumenti di difesa e di tutela;<br />
- Conoscenza degli strumenti della rappresentanza studentesca;<br />
- Capacità di impostare una vertenza nella propria scuola e nella propria città;<br />
- Conoscenza del modello di welfare attuale e delle nostre rivendicazioni;<br />
- Cosa intendiamo per diritto allo studio e come lo rivendichiamo e lo costruiamo sui territori;<br />
- Conoscenza sul mutualismo e delle diverse pratiche da poter realizzare sui territori;<br />
- Conoscenze di base sulle strategie comunicative</p>
<p>Modalità e tempi della discussione</p>
<p>I  punti di partenza sono i materiali informativi richiedibili scrivendo  alla mail segnalata poco sotto e la modalità di discussione sarà quanto  più aperta e orizzontale possibile, con l&#8217;utilizzo di cartelloni e  post-it. Pensiamo di organizzare la discussione in questo modo:<br />
-  sabato 4, dalle ore 18: Memoria e Immaginazione: dibattito sulla storia e  le nuove sfide dell’Unione degli Studenti. A seguire serata a Ritmo  Lento.<br />
- domenica 5, dalle ore 10, si terranno i seguenti gruppi di  lavoro: vertenzialità e rappresentanza; diritto allo studio e welfare;  mutualismo e solidarietà; comunicazione e organizzazione della  mobilitazione.</p>
<p>Se vuoi ricevere i materiali utili per  partecipare all&#8217;iniziativa o se vuoi organizzare le scuole di  formazione nella tua  città scrivi a  unionedeglistudenti@gmail.com  o chiama al 3401653203.</p>
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		<title>Studenti per il referendum contro La Buona Scuola. Apriamo una primavera di diritti, per una scuola di tutti e per tutti!</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Mar 2016 12:57:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La scuola pubblica italiana sta soffrendo: per l’inesistenza di un piano di investimenti, per l’assenza del diritto allo studio, per una situazione dell’edilizia scolastica che giorno dopo giorno si fa ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr">La scuola pubblica italiana sta soffrendo: per l’inesistenza di un piano di investimenti, per l’assenza del diritto allo studio, per una situazione dell’edilizia scolastica che giorno dopo giorno si fa sempre più tragica e per tanti altri motivi che ben conosciamo, che fanno parte della nostra quotidianità. Ma sopratutto soffre perché è vittima di una riforma ingiusta, la legge 107, che non soltanto non ha risposto ai bisogni cronici della scuola italiana, ma che sta imponendo un modello di scuola padronale, con un dirigente che decide tutto in forma diretta e indiretta, succube dei privati, palestra di precarietà per docenti e studenti, in cui le diseguaglianze attraverso lo school bonus vengono legittimate anziché abbattute, in cui scuola privata e scuola pubblica vengono messe in concorrenza falsata, salvo poi concedere nuove agevolazioni a favore di quest’ultima.</p>
<p dir="ltr"><a rel="attachment wp-att-9991" href="/sito/studenti-per-il-referendum-contro-la-buona-scuola-apriamo-una-primavera-di-diritti-per-una-scuola-di-tutti-e-per-tutti/la-buona-scuola-siamo-noi-3/"><img class="alignright size-full wp-image-9991" title="la buona scuola siamo noi" src="/sito/wp-content/uploads/2016/03/la-buona-scuola-siamo-noi.jpg" alt="" width="346" height="230" /></a>Noi non siamo mai stati conservatori, come ci ha voluto dipingere il Governo: negli ultimi mesi abbiamo fatto delle proposte concrete contenute ne l’Altra Scuola, documento frutto delle mobilitazioni studentesche<a href="/sito/wp-content/uploads/downloads/2015/03/altrascuola-2.pdf" target="_blank">. Chiediamo di partire da 7 priorità: un nuovo diritto allo studio col fine di raggiungere la piena gratuità dell’istruzione; un’alternanza scuola-lavoro finanziata e qualificata; finanziamenti per il rilancio della scuola pubblica; una riforma della valutazione in chiave democratica; investimenti sostanziosi sull’edilizia scolastica; un ripensamento radicale dell’autonomia scolastica; una riforma dei cicli scolastici, dei programmi e della didattica. Non ci hanno voluto ascoltare, preferendo i consigli di Confindustria e dei poteri forti.</a></p>
<p dir="ltr">Eppure, nonostante l’approvazione della legge 107, in questi ultimi mesi le scuole hanno dimostrato di essere ancora una volta indomabili. Da Nord a Sud del Paese si sono moltiplicate forme di boicottaggio dei comitati di valutazione, assemblee e coordinamenti in grado di opporre alla ristrutturazione neoliberale, autoritaria e centralistica delle valide alternative, cortei e iniziative &#8211; prevalentemente studentesche &#8211; in grado di palesare ancora una volta il vero significato della parola “democrazia”. La più bella lezione che ci lascia il movimento della e per la scuola pubblica è proprio questa: quando un governo, a maggior ragione se non legittimato dal voto popolare, impone delle leggi, allora è giusto lottare per cancellarle e imporre una visione alternativa di società. Per questo il Governo non ci ha sconfitto, poiché non ha fatto i conti con l’ostinazione e il forte consenso raccolto da chi in questi ultimi anni ha lottato contro l’aziendalizzazione della scuola pubblica, contro le devastazioni ambientali, contro la precarizzazione del lavoro e la ristrutturazione istituzionale in chiave verticistica.</p>
<p dir="ltr"><a rel="attachment wp-att-9985" href="/sito/studenti-per-il-referendum-contro-la-buona-scuola-apriamo-una-primavera-di-diritti-per-una-scuola-di-tutti-e-per-tutti/mani-rep/"><img class="alignleft size-full wp-image-9985" title="mani rep" src="/sito/wp-content/uploads/2016/03/mani-rep.jpg" alt="" width="285" height="190" /></a>Ora è giunto il momento di unire le forze, organizzando un’irruzione della maggioranza invisibile che i vari governi che si sono succeduti hanno provato a schiacciare in questi ultimi anni. Vogliamo avviare un processo costituente politico e sociale di ricomposizione nell&#8217;era della frammentazione, considerando le lotte come uno strumento imprescindibile per affermare i nostri bisogni, rivendicando e praticando l&#8217;uguaglianza nei luoghi che attualmente riproducono disuguaglianze, combattendo le logiche autoritarie e costruendo un&#8217;altra scuola e un&#8217;altra società dal basso. E’ il momento di entrare in scena, tutti assieme, per decidere sulla scuola pubblica e sul futuro del Paese. Per questo, un inedito arco di forze sociali, che vede in campo per ora sindacati e associazioni di studenti e genitori, ha deciso di promuovere un referendum contro parti della legge 107, contro la Buona Scuola che di “buono” non ha nulla.</p>
<p dir="ltr">Nei prossimi giorni quattro quesiti verrano depositati in Cassazione da parte del <a href="/sito/verso-il-referendum-contro-la-legge-107-le-delibere-dellassemblea-nazionale-di-napoli/" target="_blank">Comitato Promotore</a> e ad aprile inizierà la raccolta delle firme per poter andare al voto nella primavera del 2017. I quesiti andranno ad attaccare i seguenti punti, forse i più pericolosi della legge 107:</p>
<ol>
<li>School bonus. Si chiederà di cancellare un beneficio di fatto  riservato alle scuole private, che inoltre accrescerebbe anche le  disuguaglianze tra le scuole pubbliche: le erogazioni liberali non  dovranno più essere riservate alle singole scuole, ma all’intero sistema  scolastico. Non possiamo accettare che si accresca la divisione tra  scuole di serie A e scuole di serie B, come non possiamo accettare che  si privatizzi ulteriormente l’istruzione;</li>
<li>Poteri del dirigente  scolastico: si prova ad abrogare la chiamata diretta degli insegnanti da  parte del dirigente scolastico sugli ambiti territoriali per incarichi  solo triennali. Nella scuola pubblica non può esserci spazio per  clientelismi e competizione.</li>
<li>Alternanza scuola-lavoro: si vuole  abrogare l’obbligo di 200 ore nei licei e 400 ore nei  tecnico-professionali, lasciando le scuole libere di organizzare tali  attività come hanno sempre fatto, al fine di impedire che gli studenti  possano affrontare, come già stiamo rilevando, dei percorsi di  alternanza dequalificati, senza reali tutele, non attinenti al percorso  di studi e soprattutto eccessivamente invasivi per l’assurdità delle ore  imposte;</li>
<li>Premi ai docenti: si vuole abrogare la possibilità del  dirigente Scolastico di attribuire dei premi ai docenti, ripristinando  le funzioni precedenti del comitato di valutazione secondo il T.U. (Dl  297/94), salvaguardando al contempo il fondo per la valorizzazione dei  docenti, demandandolo dunque alla contrattazione d’istituto. Non è  questo il modello di valutazione che ci interessa: alla punizione e ai  premi preferiamo la cooperazione, il dialogo e la definizione dal basso  di strategie di miglioramento condivise.</li>
</ol>
<p dir="ltr"><a rel="attachment wp-att-9982" href="/sito/studenti-per-il-referendum-contro-la-buona-scuola-apriamo-una-primavera-di-diritti-per-una-scuola-di-tutti-e-per-tutti/vogliamo-potere-napoli/"><img class="size-full wp-image-9982 alignright" title="vogliamo potere napoli" src="/sito/wp-content/uploads/2016/03/vogliamo-potere-napoli.jpg" alt="" width="363" height="233" /></a>Abbiamo definito questi quattro quesiti per cambiare stagione: è il momento di aprire una primavera democratica di contestazione e creazione, per restituire la parola al popolo e ai suoi bisogni. Il referendum contro la legge 107 pertanto sarà accompagnato da altri referendum: uno per fermare gli incentivi alla privatizzazione dell’acqua e dei servizi pubblici locali; uno per cambiare le politiche ambientali, a partire dallo stop definitivo alle trivellazioni petrolifere in terra e in mare; uno contro la riforma del lavoro del Governo Renzi, il Jobs act, che verrà promosso dalla CGIL. Pensiamo dunque ad una nuova stagione di referendum sociali, naturale compimento del percorso di mobilitazione capillare e diffuso <a href="http://www.notriv.com/2016/02/26/perche-dobbiamo-votare-si-al-referendum-no-triv-del-17-aprile/" target="_blank">per il SI al referendum contro le trivellazioni che si terrà il 17 aprile</a> e del referendum per il NO alla controriforma costituzionale promossa dal Governo che si terrà ad ottobre. Di questo parleremo nell’assemblea nazionale promossa a <a href="http://www.retedellaconoscenza.it/blog/2016/02/24/appello-per-unassemblea-nazionale-verso-la-stagione-dei-referendum-sociali/" target="_blank">Roma il 13 marzo dalle varie forze che oggi compongono  l’arco dei referendum sociali</a>. Crediamo sia necessario immaginare la tornata referendaria non soltanto affiancata da un nuovo piano di mobilitazione diffusa, ma anche accompagnata da un piano di proposte alternative a partire da: <a href="http://www.retedellaconoscenza.it/blog/2016/02/11/la-strategia-del-governo-sul-lavoro-e-la-strada-verso-i-diritti-per-tuttei/" target="_blank">la Carta dei diritti universali del Lavoro promossa dalla Cgil, la carta dei diritti e dei principi del lavoro autonomo e indipendente promossa dalla coalizione 27f</a>, la <a href="http://linkcoordinamentouniversitario.it/nasce-il-comitato-promotore-della-lip-sul-diritto-allo-studio-la-partita-e-aperta/" target="_blank">legge d’iniziativa popolare sul diritto allo studio universitario presentata da Link</a>, la battaglia per il<a href="https://www.facebook.com/redditodidignita/" target="_blank"> reddito di dignità promossa da Libera</a>, le nostre  idee per un’<a href="https://issuu.com/retedellaconoscenza/docs/altrascuola__2_" target="_blank">Altra Scuola</a>. Esiste la possibilità di mettere a sistema referendum, mobilitazione e proposte alternative; una possibilità da non sprecare ma da incentivare, a partire dai territori, promuovendo larghe coalizioni sociali. Per questo ci impegneremo per la scrittura di una nuova legge per la scuola pubblica, in base alle numerose idee e proposte raccolte negli ultimi anni in autogestioni, assemblee ed occupazioni.</p>
<p dir="ltr"><a rel="attachment wp-att-9994" href="/sito/studenti-per-il-referendum-contro-la-buona-scuola-apriamo-una-primavera-di-diritti-per-una-scuola-di-tutti-e-per-tutti/studenti-sui-banchi/"><img class="size-full wp-image-9994 alignleft" title="studenti sui banchi" src="/sito/wp-content/uploads/2016/03/studenti-sui-banchi.jpg" alt="" width="277" height="207" /></a>Come accennavamo non possiamo pensare però che bastino i referendum per riscattare anni di soprusi e ingiustizie. La campagna referendaria dovrà viaggiare di pari passo ad un moltiplicarsi delle lotte, scuola per scuola, città per città. Per questo pensiamo che in ogni scuola si debba discutere di come praticare sin da subito un modello alternativo a quello della legge 107, utilizzando gli strumenti, gli OdG e le buone pratiche consigliati dal <a href="/sito/manuale-per-una-scuola-ribelle-leggi-diffondi-pratica-lalternativa-dal-basso/" target="_blank">Manuale della Scuola Ribelle</a>, lottando per un’alternativa di valutazione con la campagna Nessuno ci può giudicare, denunciando le condizioni<a href="/sito/sicuridamorire-parte-la-campagna-di-denuncia-sulledilizia-scolastica/" target="_blank"> dell’edilizia scolastica con la campagna “Sicuri da Morire”</a>, attivandosi <a href="/sito/formati-non-sfruttati-al-via-la-campagna-sullalternanza-scuola-lavoro/" target="_blank">affinché i percorsi di alternanza scuola-lavoro non diventino occasioni di sfruttamento e lavoro gratuito</a>. Occorrerà dunque sfruttare i banchetti di raccolta delle firme per parlare della scuola che si ribella ogni giorno, del perché si boicotteranno anche quest’anno i test Invalsi o ad esempio dell’importanza di aver ottenuto un’aula autogestita nella propria scuola. La campagna referendaria sarà quindi un’importante occasione per far comprendere che la scuola è di tutti e per tutti, non soltanto per gli addetti ai lavori. Una scuola al centro del territorio, che nonostante abbia subito per anni un attacco devastante al suo ruolo pubblico, mantiene ancora tutte le potenzialità per essere fucina di cambiamento e liberazione individuale e collettiva. Solo così si comprenderà pienamente il senso del referendum contro la legge 107: esso non potrà mai essere la panacea di tutti i mali, nè lo strumento di qualche partito per ridurlo ad ariete di punta contro il Governo Renzi; esso invece sarà un utile strumento per rispondere ai nostri bisogni, per praticare la democrazia e parlare al Paese della necessità di una scuola democratica, inclusiva, di tutti e per tutti.</p>
<p dir="ltr"><a rel="attachment wp-att-9988" href="/sito/studenti-per-il-referendum-contro-la-buona-scuola-apriamo-una-primavera-di-diritti-per-una-scuola-di-tutti-e-per-tutti/roma-3/"><img class="alignright size-full wp-image-9988" title="roma" src="/sito/wp-content/uploads/2016/03/roma.jpg" alt="" width="363" height="242" /></a>I referendum sociali, combinati alle tante lotte che continueremo a promuovere in tutto il Paese, <a href="http://www.notriv.com/2016/02/26/perche-dobbiamo-votare-si-al-referendum-no-triv-del-17-aprile/" target="_blank">a partire dal prossimo appuntamento del referendum contro le trivelle del 17 aprile</a>, rappresentano un’opportunità per disegnare tutti assieme i contorni di una nuova democrazia partecipata. La democrazia non è un feticcio, non è il voto ogni 5 anni. La democrazia è presenza costante, affermazione della volontà collettiva in ogni Consiglio d&#8217;Istituto, in ogni assemblea, in ogni drammatico sgombero di occupazione abitativa, in ogni lotta contro la devastazione dei territorio e in tanto altro. La politica, invece, parafrasando Foa, non è soltanto governo della gente, ma aiutare la gente a governarsi da sè. E’ proprio questa la scommessa dei prossimi mesi: occuparci del bene comune, dando fiducia ai nostri saperi e alla nostra voglia di cambiamento, praticando la democrazia senza subire più le decisioni dall’alto. Da aprile riempiremo le nostre scuole e città di banchetti di raccolta firme per poter presentare i quesiti, accompagnandoli con iniziative, cortei e assemblee di confronto aperte a tutta la cittadinanza. Raccoglieremo tutte le firme, da quelle per la scuola pubblica a quelle per i beni comuni, per la tutela dell’ambiente e dei territori, per i diritti del lavoro, per una nuova legge d’iniziativa popolare sul diritto allo studio universitario.</p>
<p dir="ltr"><a rel="attachment wp-att-9979" href="/sito/studenti-per-il-referendum-contro-la-buona-scuola-apriamo-una-primavera-di-diritti-per-una-scuola-di-tutti-e-per-tutti/porte-ouverte/"><img class="alignleft size-full wp-image-9979" title="porte ouverte" src="/sito/wp-content/uploads/2016/03/porte-ouverte.jpg" alt="" width="259" height="259" /></a>Stiamo attraversando tempi difficili: il progetto europeo svanisce con l’erizione dei muri alle frontiere, vi è una preoccupante avanzata delle destre xenofobe e fasciste, le politiche economiche continuano a garantire i privilegi accanendosi contro i deboli, la povertà e le disuguaglianze si accrescono. I governi di mezzi Europa sono complici ed esecutori delle peggiori politiche antidemocratiche e autoritarie dal dopoguerra ad oggi. Il caso italiano ne è un emblema, con le riforme imposte l’ultimo anno. Non possiamo consegnare il nostro futuro alle decisioni di una casta economico-politica che risponde agli interessi dei pochi che mangiano sulle nostre spalle, sui saperi e sul lavoro della maggioranza che mantiene la testa bassa perché divisa, sfiduciata, senza prospettive. Vogliamo un Paese e un’Europa per tutte e tutti, diritti, lavoro, reddito e istruzione. Noi studenti torniamo prepotentemente in campo per conquistare il nostro futuro, che è il futuro del Paese e dell’Europa intera. Per questo facciamo appello a tutta la cittadinanza: organizziamoci ed entriamo in scena, reclamando il potere di decidere sulle nostre vite, sul nostro lavoro, sui nostri studi. Stanno provando a recidere tutti i fiori, ma non fermeranno mai la nostra primavera.</p>
<h4>Vuoi aprire un comitato locale nella tua città per prepararti alla raccolta delle firme? Contattaci scrivendo a <a href="mailto:unionedeglistudenti@gmail.com">unionedeglistudenti@gmail.com</a> o chiamando ai tuoi <a href="/sito/nazionale/" target="_blank">responsabili territoriali di riferimento.</a></h4>
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		<title>NO al Contributo Volontario! &#124; Tutti i materiali utili per far rispettare i nostri diritti</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Jan 2016 13:58:34 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Dirigenti scolastici e professori autoritari che impongono il  pagamento del contributo scolastico? Non una rarità ma la triste  quotidianità delle scuole del nostro Paese. Il più delle volte gli  studenti vengono minacciati dicendo che non li sarà permesso iscriversi  alla classe successiva, o molto spesso che non li sarà consegnata la  pagella. Delle volte invece viene spacciato come tassa di iscrizione,  cosa assolutamente illegittima per vari motivi. L&#8217;anno scorso abbiamo  somministrato un breve questionario per portare alla luce i casi di  minacce e ritorsioni: secondo i dati circa il 90% degli studenti non  sapevano che il contributo è volontario e dove vengono destinati i fondi  derivanti dal pagamento dello stesso.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-9694" href="/sito/no-al-contributo-volontario-tutti-i-materiali-utili-per-far-rispettare-i-nostri-diritti/contributo-profilo-3/"><img class="alignleft size-large wp-image-9694" title="contributo-profilo" src="/sito/wp-content/uploads/2016/01/contributo-profilo-592x600.png" alt="" width="355" height="360" /></a>Le cifre richieste talvolta superano i 120/130€, non facendo altro  che confermare il grande ruolo che hanno le famiglie italiane nel  sostentamento della scuola pubblica; ruolo che diventerà sempre  più determinante ora che si iniziano a vedere gli effetti della legge 107, che non ha messo un solo euro per garantire il diritto allo studio. Chi ha ricevuto un trattamento diverso invece sono le scuole private che anche quest&#8217;anno possono<a href="http://www.retedellaconoscenza.it/blog/2015/12/23/approvata-la-legge-di-stabilita-una-manovra-iniqua-che-non-da-vere-risposte/" target="_blank"> gioire per i loro 497 milioni di euro, raggiunti grazie all&#8217;aggiunta di ulteriori 25 milioni in legge di stabilità, ossia la legge finanziaria per il 2016.</a> Il risultato è che nelle nostre scuole, nonostante i fondi  derivanti dalla contribuzione volontaria debbano essere indirizzati  unicamente all’ampliamento dell’offerta formativa, e ciò attraverso un  gestione trasparente dei fondi, quotidianamente vengono destinati al  funzionamento ordinario delle scuole. Noi paghiamo con le nostre tasche le scelte sbagliate di un Governo che difende gli interessi dei soliti noti, delle lobbies e dei privilegiati.</p>
<p>L&#8217;istruzione pubblica è privatizzata nella sostanza, poiché per accedervisi i costi sono sempre più  elevati, tanto che in futuro, secondo la legge 107 &#8220;la Buona Scuola&#8221;, dovrà appoggiarsi anche alla benificienza dei finanziamenti privati tramite lo school bonus. Non possiamo accettare che l&#8217;emergenza possa  divenire normalità. Soprattutto oggi, con la crisi economica che impoverisce  sempre più, non possiamo permettere che studenti vengano minacciati o  subiscano ritorsioni per non aver voluto o potuto pagare il contributo  &#8220;volontario&#8221;. L&#8217;istruzione pubblica e il diritto alla studio vanno  rifinanziati e non si possono continuare a coprire anni di tagli con  contributi imposti alle famiglie.<a href="http://www.retedellaconoscenza.it/blog/2015/12/17/per-listruzione-gratuita-contro-le-disuguaglianze-e-per-lo-sviluppo-del-paese/" target="_blank"> Vogliamo l&#8217;istruzione gratuita!</a></p>
<p>Se credi che sia giunta l&#8217;ora di denunciare questa ingiustizia  scarica il <a class="downloadlink" href="/sito/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=150" title=" scaricato 2495 volte" >modulo vertenza contributo scolastico UdS (2495)</a>  per presentare nella tua scuola una  vertenza per il NON PAGAMENTO del contributo volontario.</p>
<p>DENUNCIA IL CONTRIBUTO! <a href="/sito/denuncia-il-contributo/">COMPILA IL FORM</a> E FACCI SAPERE QUANTO TI VIENE CHIESTO!</p>
<p>Contattaci per essere aiutato nella compilazione del modulo o se  ricevi minacce da presidi e professori che vogliono negarti gite o  iscrizioni.</p>
<p>Scrivici a unionedeglistudenti@gmail.com oppure chiamaci allo 06/69770332 o al 3401653203/3461234420</p>
<h3>-&gt; Vuoi approfondire il tema? Leggi la <a class="downloadlink" href="/sito/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=151" title=" scaricato 12835 volte" >Guida al contributo volontario (12835)</a></h3>
<h3>-&gt; Partecipa al <a href="https://www.facebook.com/groups/680061082013346/">gruppo di discussione</a> per condividere con altri studenti quanto ti viene imposto nella tua scuola e per organizzare al meglio la protesta.</h3>
<h3>-&gt; Metti &#8220;Mi piace&#8221; alla pagina <a href="https://www.facebook.com/NOalcontributovolontario?skip_nax_wizard=true">No al contributo volontario</a> per rimanere aggiornato su quanto succede nel resto delle scuole del Paese.</h3>
<h3>-&gt; Diffondi i volantini nella tua scuola! <a class="downloadlink" href="/sito/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=201" title=" scaricato 279 volte" >Volantino contributo volontario 1 (279)</a>, <a class="downloadlink" href="/sito/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=202" title=" scaricato 256 volte" >Volantino contributo volontario 2 (256)</a> e <a class="downloadlink" href="/sito/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=271" title=" scaricato 76 volte" >volantino contributo volontario 3 (76)</a></h3>
<h3>-&gt; Vuoi scoprire come vengono spesi i soldi nella tua scuola? Leggi <a href="/sito/dove-vanno-a-finire-i-nostri-soldi-come-analizzare-e-rendere-partecipato-il-bilancio-scolastico/">QUI</a></h3>
<h3>-&gt; Leggi il <a href="/sito/manuale-per-una-scuola-ribelle-leggi-diffondi-pratica-lalternativa-dal-basso/" target="_blank">Manuale per la Scuola Ribelle</a> e la nostra proposta di riforma della scuola pubblica, <a href="http://issuu.com/retedellaconoscenza/docs/altrascuola__2_" target="_blank">l&#8217;AltraScuola</a></h3>
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		<title>S.O.S. studenti: è attivo lo sportello di supporto contro le ritorsioni e le minacce</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Dec 2015 12:07:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Da oggi l&#8217;Unione degli Studenti apre lo sportello di supporto su tutto il territorio nazionale contro le ritorsioni subite dagli studenti a seguito di momenti di protesta. Contattateci a unionedeglistudenti@gmail.com ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a rel="attachment wp-att-9547" href="/sito/s-o-s-studenti-e-attivo-lo-sportello-di-supporto-contro-le-ritorsioni-e-le-minacce/sosstudenti-2/"><img class="alignleft size-large wp-image-9547" title="sosstudenti" src="/sito/wp-content/uploads/2015/12/sosstudenti-600x354.png" alt="" width="336" height="198" /></a>Da oggi l&#8217;Unione degli Studenti apre lo sportello di  supporto su tutto il territorio nazionale contro le ritorsioni subite  dagli studenti a seguito di momenti di protesta.</strong><br />
<strong>Contattateci a unionedeglistudenti@gmail.com o su <a href="https://www.facebook.com/uds.studenti" target="_blank">fb.com/uds.studenti</a> e saremo a disposizione per difendere i nostri diritti!</strong><br />
Sono tante. Tantissime le segnalazioni che ci sono arrivate. Quest&#8217;anno più che mai le occupazioni e le autogestioni sono state fortemente represse da docenti e dirigenti scolastici. Minacce, ritorsioni, gite eliminate, voti in condotta abbassati, rischi  bocciatura, medie distrutte nelle singole materie. Tutto ciò per far  tacere le nostre voci in nome della &#8220;disciplina&#8221;.</p>
<p>Nessuna studentessa o studente sarà lasciato solo! Daremo ad ogni  studentesse o studente gli strumenti per difendersi dalla repressione e  dall&#8217;autoritarismo.<br />
Non intendiamo, però, rispondere solo con le scartoffie, ma oltre a  difendere questi studenti, che spesso sono stati puniti a nome di tutti,  rispondiamo con solidarietà e rilancio propositivo.<br />
Lo spirito ed il clima delle nostre occupazioni continua, ed anzi ora  deve trovare forma pratica nelle prossime lotte e nelle alternative che  stiamo costruendo dal basso! Eppure noi volevamo portare a scuola la gioia ed i nostri colori,  eppure le occupazioni sono una forma di partecipazione tra le più alte  rimaste, sono sintomo di una scuola che vuole cambiare davvero, sono  prototipi ed esperimenti dell&#8217;idea di scuola a nostra misura che  vorremmo poter vivere.<br />
Come si fa a parlare di democrazia quando non c&#8217;è un luogo di dialogo e  incontro tra docenti e studenti? Come si fa a parlare di sapere se non  c&#8217;è alcuna riflessione critica sul senso di quanto ci costringete ad  imparare a memoria?<br />
Come si fa a parlare di scuola come &#8220;centro di cittadinanza attiva&#8221; quando non c&#8217;è confronto, ma solo punizioni?<br />
Competizione, autoritarismo, divisioni. Ecco cosa combattiamo nelle  nostre scuole. Nessuna riforma può modificare questo, ma solo le  comunità scolastiche stesse.<br />
Rispondiamo alle vostre minacce con l&#8217;apertura di nuovi spazi di  democrazia e partecipazione. Con le richieste di commissioni paritetiche  e referendum studenteschi, con la sfida di chi non ha paura e vuole  continuare a riempire la scuola delle proprie attitudini, sogni ed  aspirazioni.</p>
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		<title>BARI &#8211; Caso &#8220;Majiorana&#8221;: Non siamo merce nelle mani dei presidi manager!</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Oct 2015 15:14:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>danilolampis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il caso &#8220;Majiorana&#8221; di bari, anni di denunce da parte degli studenti: avevamo ragione, la dirigenza ha speculato su di noi! Come Unione degli studenti intendiamo esprimerci sull’inchiesta che riguarda ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-9379" href="/sito/bari-caso-majiorana-non-siamo-merce-nelle-mani-dei-presidi-manager/majorana-bari/"><img class="alignleft size-medium wp-image-9379" title="majorana bari" src="/sito/wp-content/uploads/2015/10/majorana-bari-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a> Il caso &#8220;Majiorana&#8221; di bari, anni di denunce da parte degli studenti: avevamo ragione, la dirigenza ha speculato su di noi!<br />
Come Unione degli studenti intendiamo esprimerci sull’inchiesta che riguarda la preside Petruzzelli del Majorana. Già in passato abbiamo denunciato dei problemi riguardo il contributo volontario. Effettivamente quest&#8217;ultimo era imposto agli studenti a cui era detto che se non avessero pagato la quota non si sarebbero potuti iscrivere all&#8217;anno successivo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nello stesso giorno in cui la ministra Giannini presentava il documento della Buona Scuola nell&#8217;auditorium di quest&#8217;istituto, senza far entrare nessuno studente che non fosse stato scelto dalla preside , noi eravamo al di fuori dall&#8217;istituto, davanti ai cancelli assieme agli studenti del Majorana a contestare la docente Petruzzeli e la Ministra.<br />
Abbiamo aspettato che tutti i presidi delle scuole uscissero per incontrare la Petruzzeli con la quale abbiamo avuto un&#8217;accesa discussione.<br />
È passato non tanto tempo da allora e quelle linee guida che la ministra aveva presentato come la migliore riforma per la scuola pubblica costruita dal basso, sono diventate legge.</p>
<p>Dalle ultime inchieste è evidente come la preside Petruzzelli era già da prima uno di quei presidi manager di cui la riforma parla. La scuola era la sua piccola impresa. Gli studenti ed i docenti i suoi lavoratori sfruttati e i privati i colleghi perfetti. In maniera del tutto autoritaria, senza nessun dialogo con il personale ata, i docenti e gli studenti, ha cominciato ad affittare dei locali dell&#8217;istituto. In accordo con un organizzatore esterno ha affittato l&#8217;auditorium e la sala ristorante-bar per organizzare feste private fuori dall&#8217;orario scolastico. Per la ristrutturazione di questi spazi ha speso circa 70mila euro dai contributi ma,per preservarli, sono inaccessibili agli studenti che, per svolgere le regolari attività curriculari,sono costretti ad utilizzare l&#8217;atrio esteriore. Questo è allucinante ed inaccettabile ma lo scandalo non finisce qui.</p>
<p>È, inoltre stata ritrovata, una convenzione con la società ASD ASEM Volley Bari per l’anno scolastico 2013/14. Viene quindi messa a disposizione della società sportiva la palestra del plesso di Palese e il pullman dell’istituto, dietro un corrispettivo di 1200 euro. Il verbale fa riferimento anche ad altre società. Voci dall’interno parlano anche di una scuola di danza. Questo è reso ancor più credibile dalla dichiarazione di un docente che ha riferito agli ispettori:“La palestra della sede di Palese, essendo stata affittata a privati nelle attività pomeridiane, è stata arredata ricoprendo con degli specchi le pareti. Questo inibisce e rende pericoloso l’uso della palestra stessa in ore scolastiche“, col risultato che, come avviene per il ristorante, agli studenti sarebbe inibito l’accesso alla palestra, per preservarla a beneficio dei privati che la fittano.&#8221; Già qui osserviamo il risultato che provocano la gestione autoritaria di una scuola da parte della preside e l&#8217;effetto dei privati nella scuola.</p>
<p>Nel 2014 è stata costituita la Società Cooperativa Sociale Majorana, con presidente del consiglio di amministrazione la professoressa Paola Petruzzelli, e con membri del CDA i docenti Rosanna Brienza e Lorenzo Griglia. Dal sito della scuola risulta che: “Studenti dell’Istituto Superiore Alberghiero Ettore Majorana di Bari, si sono costituiti in cooperativa per poter lavorare, con regolare contratto, dopo il diploma”. Di fatto la società conta solamente due dipendenti, non è chiaro quindi da chi è effettivamente gestita. Questo vuol dire che la docente potrebbe guadagnare da feste ed eventi organizzati utilizzando materiale, manodopera, alimenti dalla scuola naturalmente gratuitamente. Ci sono fatture per forniture alberghiere a carico della scuola e alcuni collaboratori dichiarano di aver dovuto lavorare in masseria fuori dal l&#8217;orario scolastico ma i movimenti non sono molto chiari e questo è affiancato dalla mancanza di registri e scritture di magazzino per monitorare l&#8217;uso dei beni scolastici.</p>
<p>La scuola inoltre aveva vinto un progetto con la coop per far acquisire le competenze per produrre birra artigianale dagli studenti. Anche qui ci sono delle perplessità riguardo al corso, nel momento in cui è realmente a titolo dimostrativo. Nel corso non è stata fornita alcuna specifica nozione di chimica o di tecniche che potessero mettere i ragazzi in condizione di riprodurre la stessa ricetta eseguita, figuriamoci elaborarne una propria. In ogni caso con i soldi del progetto, 3.908 euro euro, la docente paga al birrificio Cafara la somma di 2.740,61 euro, ricavando un utile di 1.167,39 euro iva inclusa, non vendendo dunque effettivamente la birra artigianale preparata dagli studenti. Dunque si sta effettuando una semplice attività commerciale, che esula dalle attività didattiche e istituzionali. Attività per cui è necessaria una gestione economica con scritture separate, cosa che alla scuola manca, ammesso che questi soldi siano finiti effettivamente nelle casse della scuola.</p>
<p>Come Unione degli studenti riteniamo siano necessari degli interventi giudiziari sulla dirigente scolastica. Questa preside è l&#8217;emblema del preside manager, padrone della scuola che può trarre profitto per i suoi interessi personali, insomma un anticipo di quell&#8217;idea contanuta nella Buona Scuola. Una riforma che non fa altro che peggiorare delle condizioni già critiche. La scuola non può essere un&#8217;impresa per soddisfare gli interessi di qualcuno ma un luogo di crescita sano per gli studenti che devono poterla vivere serenamente essendo coscienti di ciò che accade poiché coinvolti nelle decisioni. Continueremo a mobilitarci perchè non siamo degli utenti di un servizio, nè una merce. Scenderemo in piazza per rivendicare un&#8217;istruzione gratuita ed una gestione collettiva delle scuole che non lasci spazio all&#8217;arricchimento personale.</p>
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		<title>Appello per un&#8217;assemblea nazionale per costruire una manifestazione della e per la scuola pubblica.</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Apr 2015 18:42:31 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<h2 dir="ltr">La scuola e la democrazia sono nelle nostre mani.</h2>
<p><img class="alignleft size-large wp-image-8631" title="nellenostremani" src="/sito/wp-content/uploads/2015/04/nellenostremani-600x222.jpg" alt="" width="600" height="222" /></p>
<h5 dir="ltr">Appello per un’assemblea della e per la scuola pubblica per valutare l&#8217;opportunità di costruire tutti assieme una manifestazione nazionale unitaria. Vediamoci il pomeriggio di sabato 11 aprile a Roma, a partire dalle 15.30, presso Spin Time Labs in via Statilia 15.</h5>
<p style="text-align: right;" dir="ltr">&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;" dir="ltr">A tutti i soggetti sociali, sindacali e politici,<br />
A tutti i singoli che credono ancora nella scuola pubblica e nella democrazia,</p>
<p dir="ltr">La Buona Scuola ha iniziato il suo percorso parlamentare. Un percorso che si preannuncia denso di insidie e che potrebbe ritardare la conversione in legge agli inizi dell’estate. Al di là delle tante considerazioni che si potrebbero fare, ciò significherebbe che tante delle promesse del Governo sulle assunzioni e sull&#8217;implementazione degli organici cadrebbero nel vuoto. Difatti il 31 maggio, termine ultimo per permettere al Miur di attivare il complesso meccanismo delle immissioni in ruolo, è vicino. Per questo le tanto acclamate assunzioni, cavallo di battaglia di Renzi, o verranno salvate mediante un decreto legge o resteranno unicamente sulla carta delle 136 pagine patinate diffuse a settembre.</p>
<p dir="ltr">Da mesi tantissime voci hanno provato a dire la loro sulla scuola. Voci inascoltate, delegittimate da una consultazione tendenziosa e di conseguenza scarsamente partecipata. Voci che però non si sono rassegnate, ma che hanno costruito negli ultimi mesi centinaia di momenti di confronto e mobilitazione, l’ultimo dei quali quello del <a href="/sito/50-mila-in-piazza-gli-studenti-sfiduciano-il-governo/" target="_blank">12 marzo</a>, giornata che ha visto un’inedita mobilitazione studentesca diffusa su 40 città italiane. Abbiamo occupato le scuole e costruito momenti di mobilitazione non per rappresentare una ritualità stanca o il solito déjà vu, ma per mostrare il senso dei sapere, funzionale alla comprensione e alla presa di posizione e non al silenzio acritico. La riforma rispetto alle premesse iniziali è cambiata in peggio e, nonostante le forti critiche, il Governo, forte dei risultati della consultazione, ha deciso di procedere a tappe forzate, imponendo dei tempi stringenti alla discussione parlamentare.</p>
<p dir="ltr">Al di là della pessima gestione antidemocratica, sulla quale occorrerà aprire un dibattito serio nel Paese,<a href="/sito/guida-critica-a-la-buona-scuola-il-ddl-analizzato-punto-per-punto/" target="_blank"> è utile far emergere le principali linee politiche sulle quali si inscrive questa riforma.</a> A cinque anni dalla sconfitta del movimento universitario e dalla messa in campo della legge Gelmini, si vuole frantumare il sistema scolastico pubblico al pari di quello universitario. La valutazione e il merito diventano strumenti di selezione feroce per far competere sulla miseria, la gestione viene centralizzata nelle mani del preside-manager, lasciando che i clientelismi imperversino, e il contesto territoriale, sociale ed economico, determina la qualità di ogni singola scuola. Non che ora la scuola sia perfetta, non che ora il sistema riesca a garantire a tutti pari opportunità indipendenetemente dal contesto. Di certo però il Governo non ha come priorità una risoluzione positiva delle disuguaglianze. Semplicemente le accetta e le inasprisce, senza garantire cospicui investimenti a livello centrale e legando tutto alla capacità di ogni singola scuola di rendersi appetibile agli interessi dei privati. E allora il dato è tratto: sarà legittimato pienamente un sistema binario diviso tra scuole di qualità e scuole “parcheggio” o di serie B. Basta guardare la situazione universitaria e si capisce qual è la direzione che si vuole intraprendere. Una cosa accumunerà scuole di serie A, B e Z: i costi sempre più alti che ogni famiglia dovrà sostenere &#8211; anche attraverso il 5 per 1000 &#8211; se vorrà garantire semplicemente l’attività ordinaria. Dietro l’evocazione di una nuova autonomia scolastica, completamente svilita e distorta, si nasconde la legittimazione della gerarchizzazione tra scuole ed un inasprirsi del classismo. Se ci si addentra poi sul tema del rapporto tra scuola e lavoro si palesa ulteriormente l’idea distorta che si ha dello stesso, tristemente evidenziata dalle parole del Ministro Poletti che legittimavano lo scaricare delle cassette un’esperienza formativa. Nel corso degli ultimi mesi nulla sono serviti i solleciti per far fronte alle grandi priorità assenti dal testo della riforma, dal diritto allo studio ai finanziamenti per rilanciare l’autonomia in chiave democratica, da una nuova alternanza scuola lavoro ad una riforma radicale dei cicli, della didattica e della valutazione. In tanti dall’inizio hanno riscontrato queste mancanze che, oggi confermate, denotano un’assenza di un complesso progetto educativo fondato sull’inclusione, la laicità e la gratuità dell’accesso ai saperi.</p>
<p dir="ltr">Il Ddl, inoltre, non assegna tutti i temi alla discussione parlamentare, delegandone tantissimi al Governo. Un atteggiamento inaccettabile, considerando peraltro i temi importanti e nodali come quello del diritto allo studio o della riforma del Testo Unico del ‘94. E’ in atto una forzatura democratica troppo forte che merita risposte altrettanto forti e quanto più unitarie e di massa. Occorre continuare a farsi sentire e contemporaneamente costruire dal basso un’altra idea di scuola e di Paese. Dal canto nostro ci stiamo provando da tempo attraverso la lotta per la messa in discussione della<a href="/sito/buona-scuola-no-grazie-meglio-la-lip-costruiamo-lalternativa/" target="_blank"> Legge d’Iniziativa Popolare (LIP)</a>, finalmente <a href="http://lipscuola.it/blog/comunicato-stampa-del-2-aprile-2015/" target="_blank">abbinata nella discussione della Commissione Cultura al ddl governativo</a>, insieme alle decine di comitati per la riproposizione del Ddl,<a href="/sito/buona-scuola-no-grazie-meglio-la-lip-costruiamo-lalternativa/"> </a>e l’apertura di un dibattito sulle <a href="http://issuu.com/retedellaconoscenza/docs/altrascuola__2_">7 priorità per un’Altra Scuola</a>. Crediamo però sia necessaria una presa di responsabilità da parte di tutti, perché stiamo giungendo ad un punto di non ritorno. A fronte di una deriva aziendalista del sistema formativo pubblico e ad una sua sostanziale perdita del carattere “pubblico” dello stesso, accompagnato da uno strapotere del mercato del lavoro nel determinarne obiettivi e contenuti dell’apprendimento, non possiamo sottrarci ad una forte presa di posizione che sappia far emergere voci diverse unite non soltanto per difendere, ma soprattutto per rivendicare la riapertura di un dibattito democratico su una nuova idea di scuola alternativa a quella del Governo.</p>
<p dir="ltr">Crediamo sia opportuno considerare la possibilità di una grande manifestazione nazionale, magari a Roma, per la prima metà di maggio, in concomitanza del probabile approdo del Ddl al Senato, per rivendicare un’idea alternativa di scuola, pubblica, gratuita, di qualità, non fucina di precarietà ma palestra di cittadinanza e democrazia. Una manifestazione nazionale sulla scuola e non soltanto della scuola, perché pensiamo che ora più che mai si debba abbandonare ogni approccio corporativo e concepire il tema dei saperi come un tema di ordine generale sul quale il Paese intero deve sentirsi chiamato a dare una risposta. Una risposta tesa alla liberazione dei saperi, variabile indipendente dalle logiche del mercato, in grado di cambiare il modello sociale, di sviluppo e di lavoro. Dopo le giornate di mobilitazione del 10 ottobre, del 14 novembre, del 12 dicembre e del 12 marzo, ci sentiamo addosso la responsabilità di allargare quanto più possibile il fronte dell’opposizione a questo provvedimento. Noi, che siamo “poveri in incubazione”, che subiamo un’esclusione quotidiana dalla cittadinanza, che subiamo una dispersione scolastica altissima nelle nostre classi, ci sentiamo una fetta di un’ampia condizione di precarietà e subalternità diffusa che reclama risposte a partire dal sistema d’istruzione. Vogliamo dire la nostra insieme a tutti i lavoratori, i precari, i docenti, i genitori che vivono la scuola o che, da fuori, pensano che la scuola sia un bene collettivo da difendere e sul quale investire. Vediamoci tutti assieme il pomeriggio dell’11 aprile a Roma per identificare un percorso di lotta che valuti l&#8217;opportunità di costruire una manifestazione nazionale in grado di rivendicare il ritiro de La Buona Scuola ma anche di opporre delle valide alternative, connesse ad una nuova idea di società. Vogliamo che ci siano veramente tutti, dai sindacati alle associazioni, dai singoli ai collettivi delle scuole e delle città sino ad esponenti della politica. C’è il bisogno di tutti per costruire una manifestazione in grado di parlare al Paese intero e di avviare una riscossa democratica sempre più necessaria. Non abbiamo la presunzione di mettere d’accordo tutti, crediamo però sia possibile unirci tutti assieme con lo scopo di contrastare questa riforma e fissare anche dei punti basilari condivisi per costruire un’azione unitaria. E’ tempo di coalizzarci e di far sentire la voce di chi crede realmente in una scuola libera in un Paese libero dalla precarietà e dall’austerità.</p>
<p dir="ltr">Non abbiamo fatto passi indietro finora, ma siamo rimasti divisi. E’ il momento di farne avanti tutti assieme!</p>
<p dir="ltr">Per confermare la propria partecipazione all&#8217;assemblea vi chiediamo cortesemente di inviare una mail di conferma a unionedeglistudenti@gmail.com e comunicare il numero dei partecipanti per esigenze di natura logistica.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>50 mila in piazza. Gli studenti sfiduciano il Governo!</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Mar 2015 13:10:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[50 MILA STUDENTI IN PIAZZA. ABBIAMO SFIDUCIATO IL GOVERNO. VOGLIAMO COSTRUIRE UN&#8217;ALTERNATIVA DI SCUOLA, DI PAESE E D&#8217;EUROPA 40 cortei in tutto il Paese nella data convocata dall&#8217;Unione degli Studenti contro ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: medium;"><strong>50 MILA STUDENTI IN PIAZZA. </strong></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><strong> </strong></span><strong style="font-size: medium;">ABBIAMO SFIDUCIATO IL GOVERNO. VOGLIAMO COSTRUIRE UN&#8217;ALTERNATIVA DI SCUOLA, DI PAESE E D&#8217;EUROPA</strong></p>
<p><img class="alignright size-full wp-image-8540" title="ROMA1" src="/sito/wp-content/uploads/2015/03/ROMA1.jpg" alt="" width="419" height="236" /></p>
<p><em><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;">40 cortei in tutto il Paese nella data convocata dall&#8217;Unione degli Studenti contro<strong> l&#8217;idea di scuola contenuta nelle linee guida del Governo che verranno presentate questo pomeriggio, per supportare la LIP e le p<a href="http://retedellaconoscenza.us8.list-manage1.com/track/click?u=43c4ad0879f19e3eeace91c35&amp;id=0e4f350692&amp;e=b22a8ceda2" target="_blank">roposte dell&#8217;Altrascuola</a>. Bavagli bianchi, azioni contro scuole private, banche e istituzioni europee, striscioni per il reddito minimo, università murate simbolicamente, barchette della Lip: tanti i temi emersi dei cortei. </strong></span></em></p>
<p><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;"> </span></p>
<p><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;"> </span></p>
<p><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;">Il Governo non ha la fiducia degli studenti. Le piazze di oggi devono essere ascoltate, è tempo di finirla con vuoti slogan e populismo!<strong> </strong>La consultazione imposta dal Governo, con la scarsissima partecipazione che ha raccolto da parte della componente studentesca, non può legittimare una riforma della scuola che<strong> risponde alle esigenze dell&#8217;impresa e ai poteri forti del Paese.</strong> <strong>A confermarlo vi sono le nuove agevolazioni previste per chi sceglie le scuole private e il bonus fiscale per gli investimenti privati nella scuola pubblica.</strong></span></p>
<p><strong style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, serif; font-size: medium;"><a rel="attachment wp-att-8543" href="/sito/50-mila-in-piazza-gli-studenti-sfiduciano-il-governo/attachment/20150312020959/"><img class="alignright size-large wp-image-8543" title="20150312020959" src="/sito/wp-content/uploads/2015/03/20150312020959-600x450.jpg" alt="" width="360" height="270" /></a></strong>La giornata di oggi sarà soltanto la prima tappa di un percorso di mobilitazione di lungo periodo. Non ci limitiamo a richiedere il ritiro de La Buona Scuola, ma stiamo opponendo delle valide alternative, proposte il 10 marzo in una conferenza stampa alla Camera. <a href="http://retedellaconoscenza.us8.list-manage.com/track/click?u=43c4ad0879f19e3eeace91c35&amp;id=e2e2e09835&amp;e=b22a8ceda2" target="_blank">Vogliamo un &#8220;Altra Scuola&#8221; giusta che riparta dalle sette priorità</a> presentate il 10 marzo alla Camera: <strong>un nuovo diritto allo studio col fine di raggiungere la piena gratuità dell&#8217;istruzione; un&#8217;alternanza scuola-lavoro finanziata e qualificata; </strong><strong>finanziamenti per il rilancio dell&#8217;autonomia scolastica; una riforma della valutazione in chiave democratica; investimenti sostanziosi sull&#8217;edilizia scolastica; un ripensamento radicale dell&#8217;autonomia scolastica; una riforma dei cicli scolastici, dei programmi e della didattica.</strong></p>
<p><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;">Anche gli universitari hanno animato le piazze di stamane. In tante città <strong>abbiamo murato simbolicamente l&#8217;ingresso delle f</strong></span><strong style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;">acoltà per rivendicare l&#8217;accesso all&#8217;università a partire dal finanziamento del diritto allo studio, chiedendo l&#8217;introduzione dei L.E.P.</strong></p>
<p><img class="size-large wp-image-8541 alignleft" title="20150312014302" src="/sito/wp-content/uploads/2015/03/20150312014302-600x450.jpg" alt="" width="360" height="270" /></p>
<div>
<p><strong>Nei cortei di stamane abbiamo detto un secco no alla precarietà e dell&#8217;austerità. Il Governo Renzi è espressione dei poteri forti che tengono sotto scacco l&#8217;intera Europa. </strong>E&#8217; necessario costruire una riscossa democratica a livello europeo che parta dalla gratuità dell&#8217;istruzione, d<a href="http://retedellaconoscenza.us8.list-manage1.com/track/click?u=43c4ad0879f19e3eeace91c35&amp;id=2ae09db4a0&amp;e=b22a8ceda2" target="_blank">al reddito di base</a>, da un lavoro di qualità e pagato, dalla definizione di un modello di sviluppo fondato sulla giustizia ambientale, sulla democrazia dei territori, sulla rottura con le politiche di austerità. Per questo le piazze di oggi hanno rilanciato la <a href="http://retedellaconoscenza.us8.list-manage.com/track/click?u=43c4ad0879f19e3eeace91c35&amp;id=55cf5f6725&amp;e=b22a8ceda2" target="_blank"><strong>giornata del 18 marzo, giorno nel quale movimenti e sindacati di tutta Europa, manifesteranno a Francoforte in occasione dell&#8217;inaugurazione dell&#8217;Eurotower della BCE</strong></a>&#8221;</p>
<div><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;"><strong>GALLERIA FOTOGRAFICA DEI CORTEI <a href="http://goo.gl/iF0pK9" target="_blank">http://goo.gl/iF0pK9</a></strong></span></div>
<div>
<div><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;"> </span></div>
<div><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;"><strong><em><span style="text-decoration: underline;">Il riepilogo della giornata si può trovare sulla pagina <a href="http://retedellaconoscenza.us8.list-manage1.com/track/click?u=43c4ad0879f19e3eeace91c35&amp;id=dd13533027&amp;e=b22a8ceda2" target="_blank">facebook </a>e <a href="http://retedellaconoscenza.us8.list-manage.com/track/click?u=43c4ad0879f19e3eeace91c35&amp;id=76569b4f1f&amp;e=b22a8ceda2" target="_blank">twitter</a> dell&#8217;Unione degli Studenti. Gli hashtag con i quali seguire la discussione sulla giornata sono: #12M #nonunpassoindietro #megliolaLip</span></em></strong>&nbsp;</p>
<p>LA LISTA DEI CORTEI: <a href="http://retedellaconoscenza.us8.list-manage2.com/track/click?u=43c4ad0879f19e3eeace91c35&amp;id=018c07a47e&amp;e=b22a8ceda2" target="_blank">http://goo.gl/N3htOB</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p></span></div>
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<div><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;"> </span></div>
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<div><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;"> </span></div>
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<div><strong><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;">QUI IL DOCUMENTO DE L&#8217;ALTRA SCUOLA PRESENTATO IL 10 MARZO ALLA CAMERA DEI DEPUTATI: <a href="http://retedellaconoscenza.us8.list-manage.com/track/click?u=43c4ad0879f19e3eeace91c35&amp;id=0c7d8be43f&amp;e=b22a8ceda2" target="_blank">http://goo.gl/QCzJMS</a><br />
QUI IL VIDEO DELLA CONFERENZA STAMPA:<a href="http://retedellaconoscenza.us8.list-manage.com/track/click?u=43c4ad0879f19e3eeace91c35&amp;id=2c70cdeba5&amp;e=b22a8ceda2" target="_blank">http://webtv.camera.it/conferenze_stampa4</a> </span></strong></div>
</div>
</div>
<p>&nbsp;</p>
</div>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Il 12 marzo in piazza: Non un passo indietro! [SCARICA I MATERIALI]</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Mar 2015 16:14:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>danilolampis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Perché scendere in piazza il 12 marzo? Una breve riflessione e tanti materiali utili. Stop alla riforma della scuola di Renzi! Inascoltate e liquidate con facili retoriche. Il Governo Renzi ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: medium;">Perché scendere in piazza il 12 marzo? Una breve riflessione e tanti materiali utili. </span></p>
<ol>
<li><span style="font-size: medium; font-weight: normal;">Stop alla riforma della scuola di Renzi!</span></li>
</ol>
<h2><span style="font-size: medium;"><a rel="attachment wp-att-8442" href="/sito/il-12-marzo-in-piazza-non-un-passo-indietro-scarica-i-materiali/12webb-01/"><img class="alignright size-large wp-image-8442" title="12webb-01" src="/sito/wp-content/uploads/2015/03/12webb-01-424x600.png" alt="" width="339" height="480" /></a></span></h2>
<p>Inascoltate e liquidate con facili retoriche. Il Governo Renzi ha pensato in questi ultimi mesi di trattare in questo modo le tante critiche che venivano fatte al suo progetto di riforma, La Buona Scuola. Nonostante questo non ci siamo fermati e dopo le piazze abbiamo occupato e riempito di idee le nostre scuole, da nord a sud del Paese. Dicevamo che una riforma della scuola non si può calare dall&#8217;alto provandola a legittimare con due click in una tastiera, chiamandola poi “consultazione”. La vera consultazione si è fatta nelle scuole del Paese, e l&#8217;hanno fatta gli studenti nelle assemblee, autogestioni e occupazioni, molto spesso assieme a docenti, genitori e personale. E questa consultazione nata dal basso, e non calata dall&#8217;alto, è stata chiara: il Governo non ha capito nulla di scuola e le sue idee puzzano di vecchio, seguendo le linee tracciate dai governi precedenti. <a href="/sito/risultati-buona-scuola-la-buona-farsa-del-governo/" target="_blank">Ma il Governo è stato sordo e si è accontentato di circa 6500 studenti che hanno compilato il questionario consultivo per dire che avevano realizzato la consultazione più grande degli ultimi anni. </a>Sordo e cieco di fronte al mezzo milione di studenti che questo autunno si sono mobilitati in tutto il Paese. Noi però non ci fermiamo, perché la battaglia è ancora tutta da giocare. Il 3 marzo il Governo emanerà un decreto legge e avvierà la discussione su un disegno di legge. Con questi due provvedimenti legislativi vorrebbero cambiare le nostre scuole. Come? Fondandole sulla valutazione in salsa Invalsi e rendendole succubi degli interessi delle imprese che richiedono soltanto basse competenze e precari; aprendole agli interessi e ai finanziamenti dei privati, perché senza questi e senza i contributi delle nostre famiglie, la nostra scuola non riuscirebbe a sostenersi; trasformandone la gestione e rendendola sempre più simile a quella di un&#8217;azienda, con al centro il preside-manager; fondandole sulla competizione e sui premi perché quando non ci sono i finanziamenti, dirottati magari su spese inutili o sui cacciabombardieri, si prova a far competere sulla miseria, a far lottare per qualche briciola. Intanto si continuano a favorire le scuole private, con probabili detrazioni fiscali a coloro che iscrivono il proprio figlio in una di esse.</p>
<h6>Scarica <a class="downloadlink" href="/sito/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=170" title=" scaricato 3828 volte" >La Buona Scuola vista dagli studenti - Una guida critica (3828)</a></h6>
<ol>
<li><span style="font-size: medium; font-weight: normal;">L&#8217;Altra Scuola la costruiamo dal basso!</span></li>
</ol>
<p>Nel pieno della propaganda di Governo, nessuno ha parlato delle proposte alternative alla “Buona Scuola”. Nessuno ha parlato della Legge di Iniziativa Popolare che come studenti sosteniamo insieme a tantissimi docenti e genitori in tutto il Paese. Vogliamo che finalmente si costruisca una idea di scuola. Quella di questo Governo parla di produttività e di necessità di adeguarsi al mercato. Noi, che siamo “poveri in incubazione”, che subiamo un’esclusione quotidiana dalla cittadinanza, che subiamo una dispersione scolastica altissima nelle nostre classi, non pensiamo sia da favorire l’idea di scuola del Governo. La nostra parla di diritto allo studio, inclusione sociale, rapporto con il territorio, città educativa, life long learning, capacitazioni, autodeterminazione dell’individuo, scoperta di se’, diritto al recupero e bisogni. Una scuola capace di rispondere ai bisogni della società e non a quelli del mercato. Nelle centinaia di assemblee abbiamo iniziato ad immaginare alcune alternative e priorità. Vogliamo offrirle a tutte e tutti per criticarle, stravolgerle, arricchirle. Pensiamo che le priorità dalle quali si debba ripartire siano le seguenti:</p>
<ul>
<li>
<h5><a href="/sito/finanziamenti-certi-per-un%E2%80%99altra-scuola-completamente-gratuita-di-qualita-e-al-passo-con-l%E2%80%99europa/">Finanziamenti per un&#8217;Altra Scuola completamente gratuita e al passo con l&#8217;Europa</a></h5>
</li>
<li>
<h5><a href="/sito/studiare-non-e-un-lusso-ripartire-dal-diritto-allo-studio-per-raggiungere-la-gratuita-dellistruzione/">Studiare non è un lusso! Ripartire dal diritto allo studio per raggiungere la gratuità dell&#8217;istruzione</a></h5>
</li>
<li>
<h5><a href="/sito/per-un%E2%80%99altra-formazione-tecnica-e-professionale-costruire-un%E2%80%99opportunita-formativa-liberarsi-dallo-sfruttamento/">Una nuova scuola dei saperi e del saper fare. Costruire un’opportunità formativa per liberarsi dallo sfruttamento e costruire un’altra formazione tecnica e professionale</a></h5>
</li>
<li>
<h5><a href="/sito/partire-dalla-sicurezza-per-costruire-una-scuola-a-misura-di-studente/">Partire dalla sicurezza per costruire una scuola a misura di studente</a></h5>
</li>
<li>
<h5><a href="/sito/per-una-valutazione-che-non-faccia-rima-non-punizione-o-schedatura/">Per una valutazione che non faccia rima con punizione o schedatura</a></h5>
</li>
</ul>
<h5><a href="/sito/buona-scuola-no-grazie-meglio-la-lip-costruiamo-lalternativa/" target="_blank">Leggi come sostenere la Legge d&#8217;Iniziativa Popolare</a>!</h5>
<ol>
<li><span style="font-size: medium; font-weight: normal;">Stop precarietà e austerità: noi valiamo più dei loro profitti!</span></li>
</ol>
<p>Il Jobs Act, la riforma del lavoro di Renzi, ci renderà tutti più precari e ricattabili. Siamo ripiombati nell&#8217;800 in termini di diritti. Intanto la disoccupazione avanza inarrestabile e, come direbbe una <a href="https://www.youtube.com/watch?v=ikQRbv5R5J8" target="_blank">bella canzone de Lo Stato Sociale</a>, saremmo costretti a farci concorrenza tra di noi senza mai lavorare. E se lavoreremo dovremmo ben sperare di stare simpatici al padrone di turno per non essere licenziati da un momento all&#8217;altro e accontentarci di quattro soldi. Ma se qualcuno pensa che il nostro futuro potrà continuare ad essere marchiato dalla precarietà, dalla povertà e dai ricatti si sbaglia di grosso. Nel corso dell&#8217;autunno ci siamo fatti sentire, costruendo proposte alternative sul modello di lavoro e welfare. Continueremo a rivendicare un reddito di base per uscire dalla precarietà, dalla povertà e dal ricatto delle mafie, servizi, l&#8217;istruzione gratuita, un salario minimo, la riduzione delle tipologie contrattuali atipiche, un lavoro di qualità e che non inquini, più diritti per tutte e tutti. Non è più tempo di aspettare. Oggi, i ricatti subiti dal popolo greco da parte delle élites finanziarie, ci dimostrano quanto la vera democrazia, fondata sulla giustizia sociale, sia incompatibile con gli interessi delle banche e dei grandi investitori, responsabili delle politiche di tagli degli ultimi vent&#8217;anni. Il nostro Paese è stato distrutto da queste politiche ingiuste e oggi dobbiamo rivendicare un&#8217;Europa diversa e radicalmente alternativa, senza frontiere e confini, che sappia mettere al centro i diritti, le libertà e il lavoro. Solo cambiando l&#8217;Europa riusciremo a contrastare preoccupanti fenomeni quali i neofascismi che imperversano nei nostri Paesi e che speculano sul malessere sociale.</p>
<ul>
<li><span style="font-size: 1em;">Scarica <a class="downloadlink" href="/sito/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=199" title=" scaricato 608 volte" >Piattaforma Non servi | Contro il Jobs Act per un altro modello di lavoro (608)</a></span></li>
<li><a style="font-size: 1em; font-weight: normal;" href="http://issuu.com/retedellaconoscenza/docs/reddito?e=2156356/11442724">Leggi le nostre proposte sul reddito</a></li>
<li><a href="La Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti di tutte le mafie giunge alla sua XX edizione e quest’anno si svolgerà a Bologna." target="_blank">Scopri come partecipare alla XX Giornata in Memoria e in Ricordo delle vittime di mafia</a></li>
</ul>
<p><a href="/sito/il-12-marzo-torniamo-in-piazza-non-un-passo-indietro/" target="_blank">C&#8217;è bisogno di una riscossa democratica del Paese. Oggi ci giochiamo una partita storica</a>. La nostra generazione ha un biglietto di sola andata per fuggire da questo Paese puntato sulla testa. Sembra che l’unica nostra prospettiva sia quella di accettare anni e anni di lavori sottopagati o gratuiti, non allineati ad anni di studi che ci sono costati un’occhio della testa, o direttamente la disoccupazione. Sembra che l’unica prospettiva sia la guerra con chi sta peggio di noi, in una società monopolizzata dalle paure. Qualcuno oggi ci dice di tornare nei nostri banchi, come se non stesse succedendo niente, come se dovessimo lasciar spazio a qualcun altro che metterà le cose a posto. Mai che invece si lasci spazio alle nostre idee e soluzioni. Per questo se il Governo e le élites economiche marciano compatti contro i nostri diritti e il nostro futuro, noi non faremo alcun passo indietro, neanche per prendere la rincorsa.</p>
<p>#12m in piazza per costruire un&#8217;alternativa a partire dalle nostre idee!</p>
<p>&#8212;&#8212;-&gt; MATERIALI UTILI PER LA MOBILITAZIONE IN CONTINUO AGGIORNAMENTO &lt;&#8212;&#8212;-</p>
<ul>
<li>Volantini 12 marzo: <strong><a class="downloadlink" href="/sito/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=213" title=" scaricato 279 volte" >Volantino #12M retro a colori (279)</a> e </strong><strong><a class="downloadlink" href="/sito/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=212" title=" scaricato 291 volte" >Volantino #12M fronte a colori (291)</a></strong></li>
<li><strong><a href="https://drive.google.com/drive/u/0/#folders/0B1a62Es2BzQrfkJwMlZ0ZTdqMGJwdUNXTFFxWVJVNzctWndZQ1pMV2J6TWR3Tm9fcXRfN1U" target="_blank">Volantini in pdf facilmente stampabili</a></strong></li>
<li>Volantini per la LIP: <strong style="font-size: 1em;"><a class="downloadlink" href="/sito/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=203" title=" scaricato 422 volte" >Volantino LIP Scuola (422)</a>, </strong><strong style="font-size: 1em;"><a class="downloadlink" href="/sito/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=211" title=" scaricato 316 volte" >Volantino Lip scuola (2) (316)</a>, </strong><strong style="font-size: 1em;">l&#8217;</strong><strong style="font-size: 1em;"><a class="downloadlink" href="/sito/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=207" title=" scaricato 356 volte" >immagine di copertina LIP scuola (356)</a> e </strong><strong style="font-size: 1em;"><a class="downloadlink" href="/sito/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=215" title=" scaricato 268 volte" >Volantino Lip scuola (3) (268)</a></strong></li>
<li>Immagine di copertina: <strong style="font-size: 1em;"><a class="downloadlink" href="/sito/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=214" title=" scaricato 249 volte" >Copertina #12M (249)</a></strong></li>
<li><strong style="font-size: 1em;">I nostri editoriali per una primavera di mobilitazione: <a href="/sito/il-12-marzo-torniamo-in-piazza-non-un-passo-indietro/" target="_blank">1</a> e <a href="http://www.retedellaconoscenza.it/2015/02/primavera-mobilitazione-incubo-annoiati/" target="_blank">2</a></strong></li>
</ul>
<p><strong>Nella tua scuola ci sarà un’assemblea verso il 12 marzo? Organizzerai un flash-mob verso il 12? Organizzerai un corteo? Comunicacelo inviando una mail a unionedeglistudenti@gmail.com o chiamando ai <a href="/sito/nazionale/"> responsabili territoriali di riferimento per la tua regione</a>. Oppure scrivici tranquillamente su <a href="https://www.facebook.com/uds.studenti">facebook</a>!<br />
</strong></p>
<p><img class="alignright size-large wp-image-8451" title="copertina_12" src="/sito/wp-content/uploads/2015/03/copertina_12-600x222.jpg" alt="" width="600" height="222" /></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Costruiamo il 10 ottobre &#8211; SCARICA I MATERIALI! ENTRA IN SCENA!</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Sep 2014 23:12:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il 10 ottobre entreremo in scena. Non rimarremo spettatori passivi mentre si riforma la scuola e il mercato del lavoro contro i nostri bisogni e i nostri desideri. La Buona ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-7449" href="/sito/costruiamo-il-10-ottobre-scarica-i-materiali-entra-in-scena/corteo4/"><img class="alignleft size-large wp-image-7449" title="corteo4" src="/sito/wp-content/uploads/2014/09/corteo4-600x399.jpg" alt="" width="360" height="239" /></a>Il 10 ottobre entreremo in scena. Non rimarremo spettatori passivi mentre si riforma la scuola e il mercato del lavoro contro i nostri bisogni e i nostri desideri. La Buona Scuola di Renzi è una scuola che apre le porte agli interessi delle imprese, che da più poteri ai presidi, che valuta e punisce docenti, studenti e scuole, che assume la competizione e le classifiche come unico fine, che si appiattisce alle esigenze di un mercato del lavoro che ha bisogno di manodopera a basso prezzo, precaria e senza diritti invece che vedere nei saperi un investimento per ribaltare l&#8217;attuale modello di sviluppo ormai sempre più insostenibile. Una &#8220;buona scuola&#8221; della precarietà, condizione che attanaglia le nostre generazioni e che ci impedisce di immaginare il nostro futuro.</p>
<p>Siamo stanchi di promesse e di interventi minimi che non cambiano le condizioni materiali degli studenti che devono far fronte a costi sempre più esosi per poter studiare.  Le altissime percentuali di dispersione scolastica, i costi sempre più alti per studiare, dai trasporti fino ai libri di testo, delineano un Paese che non crede più nel valore sociale dell’istruzione, che espelle tanti giovani da scuole e università  privilegiando un modello sociale ed economico fondato sulla precarietà, sulle basse competenze e sui salari da fame. Questa assurda tendenza viene confermata dal Jobs Act, che continua a inseguire il mito fallace della precarietà come risoluzione della crisi.</p>
<p>Ma questa non è il nostro modello di istruzione, di lavoro e di società. Vogliamo un’istruzione gratuita e di qualità per tutte e tutti, un reddito di formazione per poter studiare quello che vogliamo indipendentemente dal contesto famigliare, spazi all’interno e fuori dalle scuole per organizzare attività e dare spazio alla nostra creatività, un nuovo modello di didattica per non ridurci ad essere dei contenitori di nozioni sterili, una valutazione che non faccia rima con punizione, stages di qualità che non si riducano a lavoro non pagato e senza alcuna valenza formativa, nuovi programmi aperti alle differenze culturali, sessuali e religiose. Vogliamo tanto altro, ma tocca a noi immaginare l’alternativa e farci sentire in tutto il Paese, scuola dopo scuola, piazza dopo piazza: lo faremo il 10 ottobre e torneremo a farlo tutti assieme il <a href="http://www.retedellaconoscenza.it/2014/09/batte-sciopero-sociale/"> 14 novembre, giornata di sciopero sociale da nord a sud dell&#8217;Italia.</a></p>
<p><a rel="attachment wp-att-7457" href="/sito/costruiamo-il-10-ottobre-scarica-i-materiali-entra-in-scena/12102012-manifestazione-studenti-to-andreja-retsek-2/"><img class="size-large wp-image-7457 alignright" title="12/10/2012 manifestazione studenti to / andreja retsek" src="/sito/wp-content/uploads/2014/09/bologna-2-600x400.jpg" alt="" width="324" height="216" /></a></p>
<p>Riempiremo le piazze di centinaia di città italiane lanciando tre parole d’ordine al Governo e al Paese intero per uscire dalla crisi: istruzione libera e gratuita per tutte e tutti; diritti di cittadinanza e welfare universale; basta con la precarietà.</p>
<p>Abbiamo fame di diritti, di partecipazione, di democrazia.<br />
La scuola non si paga e non si vende!<br />
#10o #entrainscena</p>
<div>
<p>Nella tua scuola ci sarà un’assemblea di discussione de &#8220;La Buona Scuola&#8221; e dei &#8220;perché&#8221; della mobilitazione del 10 ottobre? Organizzerai un flash-mob verso il 10 ottobre? Organizzerai un corteo il 10 ottobre? Comunicacelo inviando una mail a unionedeglistudenti@gmail.com o chiamando ai <a href="/sito/nazionale/"> responsabili territoriali di riferimento per la tua regione</a>. Oppure scrivici tranquillamente su <a href="https://www.facebook.com/uds.studenti">facebook</a>!</p>
<p>&#8212;&#8211;&gt;[MATERIALI UTILI PER LA MOBILITAZIONE: IN CONTINUO AGGIORNAMENTO]&lt;&#8212;&#8211;</p>
<p>PARTECIPA ALLA FOTOPETIZIONE &#8220;ENTRO IN SCENA PER&#8230;&#8221; SALENDO SUL BANCO DELLA TUA CLASSE: <a href="/sito/perche-salire-sui-banchi-di-scuola/">leggi l&#8217;articolo</a> e <a href="https://www.facebook.com/uds.studenti/photos/a.461377216022.254697.325481031022/10152671590771023/?type=1&amp;theater">clicca QUI per visualizzare un esempio</a></p>
<p><a href="https://www.facebook.com/uds.studenti/photos/a.461377216022.254697.325481031022/10152671590771023/?type=1&amp;theater"></a>SCARICA LA <a class="downloadlink" href="/sito/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=171" title=" scaricato 2498 volte" >Piattaforma rivendicativa del 10 ottobre #entrainscena (2498)</a></p>
<p>SCARICA LA <a class="downloadlink" href="/sito/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=170" title=" scaricato 3828 volte" >La Buona Scuola vista dagli studenti - Una guida critica (3828)</a></p>
<p>SCARICA <a class="downloadlink" href="/sito/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=183" title=" scaricato 728 volte" >La consultazione de La Buona Scuola svelata punto per punto dagli studenti (728)</a></p>
<p>SCARICA E STAMPA IL <a class="downloadlink" href="/sito/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=181" title=" scaricato 491 volte" >Manifesto #entrainscena il #10o (491)</a></p>
<p>VOLANTINI (in continuo aggiornamento, quindi ricontrolla spesso l&#8217;articolo ;):</p>
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<li><a class="downloadlink" href="/sito/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=174" title=" scaricato 525 volte" >Volantino #entrainscena: la scuola non si paga e non si vende (525)</a></li>
<li><a class="downloadlink" href="/sito/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=175" title=" scaricato 728 volte" >volantino presentazione UdS (728)</a></li>
<li><a class="downloadlink" href="/sito/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=176" title=" scaricato 664 volte" >volantino presentazione UdS bianco e nero (664)</a></li>
<li><a class="downloadlink" href="/sito/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=177" title=" scaricato 261 volte" >Volantino contro i privati nelle scuole (261)</a></li>
<li><a class="downloadlink" href="/sito/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=178" title=" scaricato 233 volte" >Volantino contro i privati nelle scuole bianco e nero (233)</a></li>
<li><a class="downloadlink" href="/sito/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=179" title=" scaricato 709 volte" >volantino sui diritti degli studenti (709)</a></li>
<li><a class="downloadlink" href="/sito/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=180" title=" scaricato 684 volte" >volantino sui diritti degli studenti bianco e nero (684)</a></li>
<li><a class="downloadlink" href="/sito/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=182" title=" scaricato 285 volte" >volantino scontrino (285)</a></li>
<li><a class="downloadlink" href="/sito/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=184" title=" scaricato 232 volte" >Volantino sul diritto allo studio (232)</a></li>
<li><a class="downloadlink" href="/sito/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=185" title=" scaricato 196 volte" >Volantino per l'innalzamento dell'obbligo scolastico e per la riforma dei cicli (196)</a></li>
<li><a class="downloadlink" href="/sito/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=186" title=" scaricato 194 volte" >Volantino contro l'apprendistato sperimentale al IV e V anno (194)</a></li>
</ul>
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<p>&nbsp;</p>
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