L'AQUILA – Presidio in memoria di Peppino Impastato

L’AQUILA – Il 9 maggio del 1978 moriva assassinato in un attentato di matrice mafiosa Peppino Impastato.

Il ricordo della sua morte atroce non ha soltanto il senso di recuperare una memoria che troppo spesso ci appare come sotterrata, nonostante riaffiori ancora vivida in occasione degli innumerevoli processi che la sua famiglia ha dovuto sostenere fino a questi ultimi mesi, ma anche quello di tornare a gridare a gran voce che l’antimafia e la legalità sono il terreno su cui elaborare le risposte alle innumerevoli questioni che L’Aquila si trova ad affrontare a quattro anni dal terremoto.

La Storia di Peppino ci insegna il vuoto della politica è troppo grande per sperare che si colmi senza una presa di coscienza collettiva, contro la speculazione, il ricatto, la corruzione, la cooptazione, il clientelismo. Infatti questo ragazzo di Cinisi ha contribuito a far riscoprire l’importanza dell’aggregazione, dell’intervento mutualistico dal basso laddove lo stato sociale e lo Stato non esistono.

È necessario perciò una massiccia azione contro la criminalità che sia basata soprattutto sulla sottrazione dei cittadini alle fila delle Mafie. Proprio in ragione del particolare momento storico che il nostro Paese sta vivendo è necessario avviare un miglioramento delle condizioni abitative, politiche di redistribuzione del reddito e occupazione slegata dal meccanismo della precarietà sono dei tasselli necessari per contrastare le Mafie.

La situazione della nostra città concilia alle dinamiche assolutamente non trasparenti della gestione degli appalti per la ricostruzione la pratica dell’immobilismo come scelta politica. L’immobilismo, negare un futuro e una prospettiva ai soggetti in formazione soprattutto in una città terremotata vuol dire cedere il proprio campo di azione alle mafie, permettere che assumano il controllo della composizione sociale di un territorio, permettere che si concedano come favori quelli che invece sono diritti inalienabili.

Nella giornata del 25 aprile, il Laboratorio di Legalità “Francesco Marcone”, nato su iniziativa del Presidio di LIBERA di Cerignola (Fg) è stato attaccato vergognosamente. La scritta “ A vinto la mafia” (senza la “h”) esposta all’ingresso è una provocazione che ha un sapore intimidatorio, per questo esprimiamo solidarietà a coloro che portano avanti questo laboratorio.

Questi episodi ci fanno capire che la nostra lotta si intreccia quindi alla lotta di Peppino: è una lotta di Resistenza, di rivendicazione sociale, di creazione di una nuova stagione che spiani la strada alle nuove generazioni

GIOVEDì 9 MAGGIO 2013 TI ASPETTIAMO A PIAZZA REGINA MARGHERITA, A PARTIRE DALLE 20:00 IN MEMORIA DI PEPPINO E CON L’IMPEGNO PER LA NOSTRA CITTA’.

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