Scuola: ci mancava la Spending Review? 05/03/12
In arrivo in un nuovo miliardo di tagli per la scuola pubblica, vediamo perchè. Spending Rewing, letteralmente revisione della spesa. Se però in Italia usano parole inglesi, dall’apparenza elegante, c’è ...
In arrivo in un nuovo miliardo di tagli per la scuola pubblica, vediamo perchè.
Spending Rewing, letteralmente revisione della spesa. Se però in Italia usano parole inglesi, dall’apparenza elegante, c’è sempre da stare allerta, soprattutto in tempi di crisi. La spending review è infatti l’immediata conseguenza dell’approvazione in Costituzione del pareggio di bilancio, i conti devono essere in ordine e dunque, in nome di questo, alle ultime manovre finanziarie di decine di miliardi di tagli, segue un’altra sforbiciata.
Quest’ultima sforbiciata si realizza in ulteriori 4,2 miliardi di euro in meno alla spesa pubblica, di cui il Governo annuncia un miliardo dedicato tutto alla scuola. La scuola pubblica ha già subito, in seguito alla legge 133 del 2008, circa 8 miliardi di tagli realizzatisi nei tre anni successivi. Oggi i nostri istituti sono in situazione di pesante difficoltà economica, fioccano le richieste alla famiglie di “contributi volontari” – spesso obbligatori – semplificabili anche come un’aumento di fatto della tassazione scolastica e una privatizzazione sostanziale delle scuole.
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Non rassicurano affatto le ultime dichiarazioni di Profumo sul fatto che la scuola “ha già pagato tanto e non deve dare ancora”, se l’alternativa è l’entrata dei privati nella gestione delle scuole come prevede la legge Aprea 2, sulla quale il ministro non si è ancora espresso. Ad oggi la scuola pubblica non ha bisogno di essere difesa, poichè da difendere rimane ben poco, ma di essere rilanciata e per fare questo servono investimenti.
Il 16 maggio nelle scuole superiori si terranno infine i test INVALSI. Un pericoloso strumento di valutazione, che porta con se l’idea di standardizzare l’apprendimento su standard arbitrari penalizzando chi non li persegue. In quella giornata non staremo a guardare passivamente nelle classi lo svolgersi di una schedatura di massa, boicotteremo le prove e ci mobiliteremo energicamente, a poche settimane dal 23 aprile.
IL GOVERNO HA CHIESTO AI CITTADINI DI SEGNALARE GLI SPRECHI DELLO STATO, ECCO QUI ALCUNE DELLE NOSTRE PROPOSTE!
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Contro la violenza e il terrorismo gli studenti invitano a reagire. La violenza cieca e criminale del terrorismo ha colpito ancora. Colpisce vittime innocenti, ragazzi, studenti nella loro scuola, presidio di legalità e spazio di giustizie e libertà, luogo in cui dovrebbe nascere la speranza di un futuro migliore, e che invece oggi è stato teatro di una orribile tragedia. Il fatto che si possa morire a scuola è per noi inconcepibile da sempre, ma il fatto che questo accada in una dinamica folle ed omicida è un dato preoccupante che non può lasciarci in silenzio. Proprio in una scuola, che ha il nome della moglie del giudice Falcone, vittima di una violenza mafiosa, proprio in contemporanea al passaggio in città della carovana antimafia. Poco importa quale sia la pista, certo è che la violenza in questi territori, nel Sud Italia, è figlia di una cultura che deve essere distrutta e cancellata. Indipendentemente dall'esito delle prime indagini, quello che oggi è successo è un atto gravissimo, senza precedenti. La risposta delle studentesse e degli studenti deve essere immediata, come quella di tutta la cittadinanza italiana, colpita ancora una volta al cuore, aggredendo al futuro del Paese, agli studenti. Per chi oggi è morto, per chi è ferito, senza motivo, solo perchè era uno studente con dei sogni, con delle passioni, con dei desideri, con un futuro di libertà per cui lottare. Per chi aveva dei sogni che oggi sono stati spezzati dalla follia della cieca violenza. Perché non si può morire così, entrando a scuola. Non ci faremo terrorizzare, non possiamo darla vinta a chi vuole, attraverso la violenza e il terrorismo, mettere in scacco la democrazia nel nostro Paese e mettere a rischio la vita di innocenti.Non abbiamo paura di urlare, di opporre la conoscenza e la voglia di libertà alla vile azione violenta. Come studenti non possiamo restare fermi. La solidarietà attiva, umana è una necessità senza la quale si rimane soli, senza la quale si perde il senso collettivo di una tragedia come questa. Chiediamo quindi di mobilitarci sin da subito, nelle piazze, davanti ai Comuni. A Brindisi saremo in piazza alle 18.00. Vi chiediamo di fare lo stesso in tutta Italia. Lo chiediamo, come studenti a tutta la cittadinanza italiana. Non restiamo fermi, bisogna reagire a questa violenza. Contro la violenza e il terrorismo, scendiamo subito in piazza, insieme, uniti da un solo spirito e da quella voglia di libertà e democrazia che ancora una volta hanno provato a scalfire, ma che non potranno mai soffocare. Martina Carpani, Presidente della Consulta Provinciale di Brindisi Francesca Rossi, Studentessa di Brindisi, coordinatrice dell'UdS Brindisi Giuseppe Campanelli, Portavoce regionale Rete della Conoscenza Puglia

a della pevenzione dei fenomeni discriminatori nell’ambiente classe; tutto questo mediante una sostanziale riforma di riqualificazione degli spazi scolastici pomeridiani ben oltre la tradizionale didattica frontale. Si moltiplicano nelle Università iniziative per la promozione della prassi del doppio libretto - piccola soluzione - per studentesse e studenti in transito come provvedimento che tuteli il loro percorso di cambiamento, assicurando così un sereno percorso di studi: attualmente più di dieci gli atenei (Bari, i tre atenei di Roma, Salerno, Pisa, Napoli, Milano etc) in cui la proposta è in corso di discussione nei Comitati Pari Opportunità - in via di chiusura - o nei Senati Accademici, sul modello virtuoso inaugurato dall’Università di Torino. All’università di Fisciano uno sportello cogestito da Arcigay, Link e Cgil tutela i diritti delle persone LGBTQI, garantendo, oltre ai servizi, momenti di proposte programmatiche per l’Ateneo attraverso i rappresentanti di Link presenti negli organi di governance dell’ateneo. Sempre a Salerno a partire da questa settimana saranno attivi militanti di Arcigay e della Rete nel far vivere nella città l’esperienza del Pride Park al parco Pinocchio, costruendo un percorso sociale e culturale forte nel capoluogo di provincia, che vada oltre la giornata del 17, e che vedrà il suo culmine nella parata del 26 maggio. All’università di Siena il 16 maggio un’intera giornata dedicata ai diritti LGBTQI, attraverso assemblee, workshop e cineforum promosse sempre in modo congiunto dalle due associazioni; a Bari il 15 e il 16 lezioni in piazza su diritti e omofobia: il 17 sarà inaugurata una targa al comune in memoria delle vittime dell’omocausto, e la sera verrà rilanciato il cross-kissing nelle strade della città. Le bandiere arcobaleno coloreranno le finestre di tante scuole da Piacenza a Campobasso, da Vimercate a Latina e tante altre ancora, con assemblee e dibattiti a tema. A Torino il 17 maggio verrà promosso un flash mob sotto l’Inps dalla Rete della Conoscenza come Alter Eva, Laboratorio Last e Studenti Indipendenti, per denunciare il modulo ICD9 chiedendo provocatoriamente la pensione in quanto omosessuali egodistonici. [caption id="attachment_3395" align="alignnone" width="561" caption="utilizza questa immagine come copertina facebook"]














