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Cose dell’Altro Mondo: dossier sul diritto allo studio, com’è in Italia e in Europa. 02/29/12

L’Unione degli Studenti, in collaborazione con l’OBESSU – la rete europea dei sindacati studenteschi – ha prodotto uno studio comparativo tra i modelli di diritto allo studio di 15 paesi ...


L’Unione degli Studenti, in collaborazione con l’OBESSU – la rete europea dei sindacati studenteschi – ha prodotto uno studio comparativo tra i modelli di diritto allo studio di 15 paesi d’Europa. I campi di indagine variano dalle agevolazioni che lo stato offre in numerosi ambiti, dai trasporti, scolastici e non, ai libri, ai consumi culturali, sino ad agevolazioni non si immaginano neanche.

L’Italia risulta bocciata in 8 ambiti di servizio su 14, in uno solo riscontra valutazione positiva, mentre sui restanti si attesta sulla mediocrità, peggio dell’Italia ben pochi paesi. Risultano lampanti le differenze con il sistema di welfare studentesco norvegese dove ben 11 ambiti di servizio su 14 sono garantiti.

Curioso apprendere come in alcuni paesi come Austria e Norvegia i computer per gli studenti siano gratis, in Finlandia e altri i servizi di mensa e il cibo siamo totalmente  o parzialmente garantiti anche nelle scuole superiori, e addirittura sia fornito gratuitamente anche il materiale di cancelleria per la scuola, oltre che libri di testo e addirittura le gite scolastiche in modo gratuito. Punte di avanguardia sono in ultima analisi Norvegia, Austria, Francia e Finlandia dove esistono forme di reddito per gli studenti.

C’è da chiedersi se queste garanzie siano “Cose dell’Altro Mondo” – come l’UdS ha ironicamente intitolato lo studio – . La risposta è evidentemente no, la risposta va ricercata nei sistemi di welfare Nord europei, in cui l’accesso all’istruzione è garantito tendenzialmente in tutti gli ambiti della cittadinanza studentesca, un modello sociale che permette a tutti i cittadini di essere accompagnato nella formazione fino al raggiungimento del successo formativo. In Italia la situazione è più complessa di quello che può apparire. Manca totalmente una normativa nazionale sul diritto allo studio che sancisca le prestazioni minime che le Regioni devono offrire agli studenti in materia di diritto allo studio. Esistono 21 diversi sistemi, uno per ogni regione, in cui le discriminazioni da zona a zona sono lampanti sia per offerta che per anno di approvazione della legge regionale. E’ fondamentale che venga messa in tempi rapidissimi in campo un’iniziativa normativa che porti l’Italia ai livelli di media europei in materia di welfare studentesco ed equipari il quadro tra le regioni del paese.

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