Come si #entrainscena?

 

Qui di seguito trovi alcuni spunti pratici per entrare in scena con la tua classe o la tua scuola. Hai altre idee? Contattaci e le aggiungeremo alla lista! Scambiamoci buone pratiche di partecipazione tra tutte le città e le scuole d’Italia, costruiamo dal basso la nostra idea di scuola.

 

SALIAMO SUI BANCHI

Salire sui banchi è un modo per cambiare punto di vista nell’osservazione del mondo. Salire sui banchi indica la volontà di costruire una coscienza critica, rifiutare le logiche imposte e le autorità costituite, voler prendere parola e incidere.

Leggi il nostro editoriale: perchè gli studenti salgono sui banchi?

Partecipa alla foto petizione: Se anche tu vuoi entrare in scena con noi il 10 ottobre, sali su un banco e fatti scattare una foto. Pubblicala su fb, tagga la pagina “Unione degli Studenti – sindacato studentesco (pagina nazionale)” o inviala a unionedeglistudenti@gmail.com, dicci cosa ti ha spinto a entrare in scena e ricordati di nominare i tuoi amici o una classe della tua scuola. Accompagna la tua foto con una didascalia. (es: *il tuo nome* #entrainscena il #10o per un’istruzione pubblica, gratuita e di qualità. Nomino X, Y, Z / la VB)

 

OCCUPAZIONI

Corsi alternativi peer to peer, workshop di formazione, lezioni cooperative, le assemblee di discussione così come quelle organizzative che si svolgono durante i momenti d’occupazione sono sperimentazioni dal basso di modelli alternativi di scuola.

Per approfondire: Occupazioni

 

AUTOGESTIONI

Nelle nostre classi non solo con le lezioni frontali la partecipazione viene mortificata, ma nell’offerta formativa mancano ore nelle quali noi studenti possiamo confrontarci sull’attualità, sulle crisi economiche e ambientali, sui provvedimenti governativi che incidono sulla nostra vita, sui diritti e su tante altre tematiche quotidianamente tralasciate. Costruiamo dei momenti di discussione autogestita, sviluppiamo dal basso un ragionamento sulle cose di cui la scuola dovrebbe parlare.

 

SCUOLE TENUTE APERTE DA NOI IL POMERIGGIO, SPAZI, AULE AUTOGESTITE

La questione degli spazi nelle nostre scuole e nelle nostre università è un problema storico ma che ci troviamo a vivere tutti i giorni.

Dobbiamo rivendicare il nostro diritto a vivere la scuola non solo come luogo accademico, ma soprattutto come luogo di socialità, riempito di idee e iniziative promosse a tutti gli effetti degli studenti, per combattere la dispersione scolastica e la criminalità organizzata, e far tornare le scuole ad essere punti di riferimento nel nostro quartiere o nella nostra città.

 

CONTESTAZIONE ALLA LEZIONE

Le lezioni hanno un doppio problema: cosa si insegna e come lo si insegna. Serve organizzarsi come studenti per riuscire a porre il problema al professore e imporre lezioni diverse.
Si può cambiare l’ordine dei banchi prima che entri il prof in classe, contestare la lezione frontale interrompendola (anche ripetutamente), farsi trovare fuori dalla classe e davanti ad un laboratorio nel caso si tratti di una materia in cui sarebbe necessario l’uso del laboratorio.

Con l’obiettivo dell’insegnamento non frontale e apprendimento peer to peer dobbiamo ripensare i temi della lezione chiedendo un cambio del programma (teorie eterodosse in economia, la storia della seconda metà ’900 a storia, ecc.) e un cambio nel metodo di insegnare.

 

ASSEMBLEE/LABORATORI DIDATTICI

La didattica soffre di 20 anni di riforme mancate, è dogmatica e frontale, modellata sull’idea di un travaso nudo e crudo di nozioni da un lato all’altro della cattedra; essa vede quindi gli studenti come spettatori passivi del processo d’apprendimento e scoraggia l’acquisizione critica di cosa e come si studia. Le uniche emozioni suscitate nelle aule sono dunque la noia e l’ansia, anziché la curiosità o l’interesse, è necessario ripartire da queste considerazioni per contestare gli strumenti di cui attualmente si serve la didattica italiana e sviluppare sperimentazioni didattiche classe dopo classe a seconda degli interessi del gruppo studentesco di riferimento.

 

MANIFESTAZIONI CULTURALI SERALI, CONCERTI DI GRUPPI GIOVANILI, ARTI DI STRADA

Creare momenti aperti non solo agli studenti e alle studentesse è un modo per affrontare temi nuovi e per far comprendere a tutta la cittadinanza il significato di una scuola pubblica. Conferenze su temi di attualità, incontri e seminari su temi esclusi dai luoghi della formazione, proiezioni di film, spettacoli teatrali, concerti, mostre e performance sono strumenti per presentare un altro sistema di istruzione. Se poi si riesce a costruire momenti in cui dare agli studenti la possibilità di esprimersi e d far emergere culture popolari o di strada, si favorisce la diffusione di culture non mainstream e troppo spesso sottovalutate.

 

ASSEMBLEE IN PIAZZA

Lo strumento delle Assemblee in piazza dà la possibilità di ampliare lo spazio della contestazione allargandola ad altri soggetti sociali delle nostre città, ma anche e soprattutto alla cittadinanza.

Le assemblee potrebbero essere organizzate davanti ad edifici pubblici abbandonati o degradati o in luoghi dall’alta densità criminale uscendo dalla modalità classica dell’assemblea all’interno di un luogo fisico aprendola al coinvolgimento di cittadini e cittadine per dimostrare il valore dell’istruzione nello sviluppo del territorio e per coinvolgere altre parti sociali.

 

OCCUPAZIONE DI SPAZI CULTURALI E/O ABBANDONATI

La rivoluzione culturale che vogliamo compiere nelle scuole trova naturale sponda in tutti quei luoghi in cui la cultura stessa ha trovato un habitat fertile. In questo senso i luoghi teatri, cinema, potrebbero rivivere mediante un’occupazione che provi ad evidenziare la desolazione che si determina a seguito della dismissione di uno spazio in cui si è prodotta a vario titolo cultura. L’azione conflittuale potrebbe essere condotta con l’aiuto di lavoratori dello spettacolo.

Gestire lo spazio autonomamente, organizzarvi corsi di teatro, reading letterari, cineforum tematici, presentazioni di libri, dibattiti è un modo per rivendicare un’istruzione ed una cultura accessibile a tutti.

 

BOOKSHARING E BOOKCROSSING

Per condividere la cultura in modo libero si possono organizzare o scuola o in piazza scambi di libri o biblioteche popolari autogestite per la condivisione dei libri di testo. Queste iniziative possono essere utilizzate anche per flashmob o azioni più comunicative.

BLITZ NEI LUOGHI DELLA CULTURA

La cultura a pagamento non è accessibile a tutti. Per questo si possono costruire dei blitz o delle azioni davanti ai luoghi simbolo del “ticket d’accesso” (musei, teatri a pagamento) o della spesa economica (librerie, negozi di musica ecc..) per far comprendere  il valore dell’accesso alla cultura.

 

REGALARE LIBRI PER STRADA

Regalare libri per strada è un modo per compiere un gesto comunicativo e simbolico di condivisione della cultura e costruzione di una istruzione formale e non formale realmente accessibile a tutti.

 

 

 

 


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