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	<title>Unione degli Studenti &#187; News UDS</title>
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		<title>Tecnici e professionali: lavoro gratuito o opportunità formativa?</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Dec 2014 11:49:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>martinacarpani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’istruzione tecnica professionale sta diventando, sempre di più, un tema all’ordine del giorno nel dibattito sul mondo della scuola. Quando si parla del rapporto tra scuola e mondo del lavoro ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-7973" title="apprendistato sperimentale" src="/sito/wp-content/uploads/2014/12/apprendistato-sperimentale.jpg" alt="" width="258" height="258" /></p>
<p dir="ltr">L’istruzione tecnica professionale sta diventando, sempre di più, un tema all’ordine del giorno nel dibattito sul mondo della scuola. Quando si parla del rapporto tra scuola e mondo del lavoro vengono evocati spesso sistemi come il duale tedesco, l’aumento del rapporto tra mondo delle imprese e addirittura in alcuni casi, come ne La Buona Scuola, si parla dell’entrata di “esperti” aziendale nelle reti di scuole per consigliare una didattica maggiormente efficace.</p>
<p dir="ltr">Queste affermazioni sono state esplicitate ad esempio dall’introduzione dell’apprendistato sperimentale con il decreto interministeriale 104/2013 che vuole essere un primo passo per introdurre il modello duale tedesco in Italia. Questo provvedimento prevede che gli studenti passino il 35% delle  ore di lezione non in classe ma in azienda: non ancor a a livello dei 4 giorni su 6 in azienda ma poco ci manca.</p>
<p dir="ltr">Altra misura che si muove sullo stesso piano  prevede la costituzioni di Poli tecnici professionali, che non sono altro che reti tra scuole, che però abbiano all’interno delle figure provenienti dalle mondo dell’impresa che aiutino l’innovamento della didattica per una maggiora integrazione aziendale.</p>
<p dir="ltr">Viene legittimo chiedersi se si parli di riformare il mondo dell’istruzione tecnica professionale o si stia parlando di come asservire le nostre scuole a quelle che sono le necessità delle aziende.</p>
<p dir="ltr">Molteplici valutazione nel merito vanno condotte rispetto a questi provvedimenti o meglio in molti casi a queste carte d’intento vaghe e indistinte. Innanzitutto pensare di importare il modello tedesco, che già ha molte criticità come le scarse competenze trasversali che da agli studenti in Italia, con un sistema produttivo che gode di immense diversità e un arretratezza congenita, è quanto di più sbagliato possa esservi e non può che andare a creare, come nel caso dell’apprendistato sperimentale, una trasmissione di basse competenze funzionali solamente al profitto delle aziende e alla flessibilizzazione del mondo del lavoro.</p>
<p dir="ltr">Questo governo ci vuole consegnare una scuola ancor più divisa tra bassa e alta formazione, tra chi potrà accedere a percorsi di studio superiore e chi non ne avrà la possibilità se non sulla carta perché non gli verranno forniti i mezzi per accedervi.</p>
<p dir="ltr">Sarebbe necessario mettere in campo altri provvedimenti per rendere realmente l’istruzione tecnica professionale un agente formativo in grado di dare competenze trasversali e non recintare gli studenti in un futuro già segnato dalle loro condizioni di partenza.</p>
<p dir="ltr">Innanzitutto un gap enorme è quello dell’alternanza scuola lavoro effettuata solo dal 9% degli studenti a causa dei continui tagli al fondo( solamente 11 mln su 2000 scuole) e alla scarsa utilità didattica che spesso assume diventando un momento di sfruttamento e non di reale apprendimento. Di pari passo troppi istituti tecnici professionali registrano una mancanza di laboratori funzionanti costringendo gli studenti ad apprendere solamente a livello teorico, senza andare a interrogarsi sul “saper fare”.</p>
<p dir="ltr">Inoltre è necessario andare a sistematizzare i vari enti che forniscono percorsi di istruzione tecnica professionale in quanto alcuni, come gli iefp, non sono statali ma sono regolati da regolamenti regionali con una netta diversità a seconda della legislazione regionale e anche una diversa gestione, alcuni appaltati a privati alcuni pubblici, con il risultato che none esiste pressoché alcun controllo di questi enti.</p>
<p>Rendere l’istruzione tecnica professionale un agente formativo reale ed emancipante per gli studente significa cambiare il rapporto tra scuola e lavoro, tra saperi e sistema economico ma anche tra ambiente e scuola. E’ necessario che le nostre scuole diventino luoghi in cui i saperi possono e devono determinare le logiche produttive e non il contrario, dove non si crei un rapporto subalterno con il sistema produttivo.  E’ altresì necessario che le nostre scuole non contribuiscano più alle devastazioni ambientali, piaga ormai onnipresente in Italia, collaborando con quelle aziende che ogni giorno producono danni ambientali ma siano presidi dove si discute e si elaborano soluzioni a questi problemi.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Occuperemo le vostre paure con la nostra gioia. Una risposta degli studenti in mobilitazione</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Dec 2014 10:00:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>danilolampis</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_7933" class="wp-caption alignleft" style="width: 368px"><a rel="attachment wp-att-7933" href="/sito/occuperemo-le-vostre-paure-con-la-nostra-gioia-una-risposta-degli-studenti-in-mobilitazione/montale-roma/"><img class="size-full wp-image-7933   " title="montale roma" src="/sito/wp-content/uploads/2014/12/montale-roma.jpg" alt="" width="358" height="201" /></a><p class="wp-caption-text">Il Montale di Roma all&#39;unanimità per l&#39;autogestione</p></div>
<p>Il Paese pullula di occupazioni e autogestioni scolastiche verso e oltre le<a href="http://www.retedellaconoscenza.it/2014/12/non-in-nostro-nome-le-studentesse-e-gli-studenti-verso-lo-sciopero-generale/"> manifestazioni studentesche del 12 dicembre in occasione dello sciopero generale.</a> Da nord a sud, migliaia di scuole praticano forme diverse di didattica, di cooperazione e gestione dei propri istituti resistendo al tempo stesso alle riforme propinate dal Governo Renzi, da La Buona Scuola al Jobs Act, passando per lo Sblocca Italia. Un Governo che, proprio due giorni fa, <a href="http://www.retedellaconoscenza.it/2014/12/jobs-act-la-sfiducia-e-arrivata-dalla-piazza-di-studenti-e-precari-non-ci-fermiamo-verso-il-12d/">in occasione della fiducia definitiva al Jobs Act</a>, non si è posto troppi problemi nel manganellare a freddo centinaia di studenti e precari accorsi nel centro della città per arrivare vicino al palazzo del Senato ed esprimere la propria contrarietà ad una legge che, partendo dalla legge Poletti, toglie diritti e tutele anziché estenderli a chi subisce il ricatto della discontinuità di reddito e delle condizioni atipiche di lavoro. La liberalizzazione dei contratti a termine introdotta dal Decreto Poletti, l’apprendistato senza vincoli formativi, la cancellazione definitiva dell&#8217;articolo 18, le norme su demansionemanto e controlli a distanza, sono un attacco senza pari ai diritti fuori e dentro i luoghi di lavoro, sono un attacco al nostro futuro. Ciò che è avvenuto due giorni fa scrive una pagina triste della democrazia italiana, sempre più drogata dalla spettacolarizzazione e da pulsioni autoritarie che non riconoscono volutamente le istanze provenienti dal sociale, in nome della stabilità dei conti voluta dalle élites finanziarie.</p>
<p>Eppure nel nostro Paese c’è chi non si arrende, dando una lezione di sana democrazia e partecipazione. Oggi praticare la democrazia è rivoluzionario, come lo è credere che la partecipazione serva realmente a risolvere i problemi individuali e collettivi. Partecipazione e democrazia sono i paradigmi fondanti delle occupazioni, delle autogestioni, delle nostre assemblee. Lo sono perché pensiamo che a fronte di uno svilimento dei processi di partecipazione, come nel caso della consultazione farsa su La Buona Scuola, occorra praticare l’alternativa e non soltanto evocarla. Ecco che allora, quando restituiamo dignità ai nostri luoghi, rendendoli nuovamente fucine di saperi critici in grado di liberare gli individui e cambiare ciò che li circonda, qualcuno ha paura di noi.</p>
<p>Ad aver paura della partecipazione sono in tanti. Ha paura il Governo, che risponde o con la repressione o dicendo di sostenere le occupazioni per bocca del sottosegretario Faraone; hanno paura le destre e i neofascismi, che si rendono conto di non trovare più spazio nelle scuole liberate dall’intolleranza, dall’odio, dall’omofobia e dal razzismo; hanno paura i dirigenti autoritari che il 3 dicembre hanno presidiato il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca per protestare contro le parole di Faraone che, a detta loro, avrebbe incitato all’illegalità.</p>
<div id="attachment_7934" class="wp-caption alignright" style="width: 356px"><a rel="attachment wp-att-7934" href="/sito/occuperemo-le-vostre-paure-con-la-nostra-gioia-una-risposta-degli-studenti-in-mobilitazione/pescara-freddo/"><img class="size-full wp-image-7934  " title="pescara freddo" src="/sito/wp-content/uploads/2014/12/pescara-freddo.jpg" alt="" width="346" height="259" /></a><p class="wp-caption-text">Gli studenti dell&#39;IIS Volta di Pescara che hanno proseguito l&#39;occupazione nonostante la dirigenza si fosse rifiutata di aprire le palazzine nel primo giorno di occupazione, costringendo i ragazzi al freddo.</p></div>
<p>Noi vogliamo rispondere a tutti questi. A differenza loro non risponderemo all’odio con l’odio, alla menzogna con la menzogna, alle passioni tristi con passioni altrettanto tristi. Rispondiamo al Governo e lo invitiamo a non strumentalizzare le occupazioni per bocca di Faraone. È inutile che ora diciate di volerci ascoltare: il Jobs Act è passato senza l’ascolto dei movimenti e del sindacato, la Buona Scuola procede senza volersi arrestare e, al contempo, con lo Sblocca Italia approvato, continuate a finanziare il cemento e le grandi opere, togliendo gli ultimi lacci alle imprese che hanno distrutto interi territori, invece di finanziare scuole, università e ricerca. Nelle nostre scuole sta partendo la vera consultazione e di sicuro questa non sarà pilotata. Difatti, si riproducono a macchia d’olio assemblee tra studenti, docenti e genitori che stanno iniziando a discutere di un’Altra Scuola, perché dietro la parola “Buona” si è sempre nascosta una fregatura. Non ci fidiamo più. Discuteremo di diritto allo studio, di come raggiungere la piena gratuità dell’istruzione, di alternanza scuola lavoro, di valutazione, di didattica, di finanziamenti con il nostro sguardo limpido e non macchiato dagli interessi dei soliti noti, dei pochi che vogliono continuare a fare profitto sui nostri diritti.</p>
<p>Ci preoccupa invece l’avanzata delle nuove destre, i pestaggi infami –<a href="/sito/roma-aggressione-fascista-al-liceo-tasso/"> l’ultimo della lunga serie avvenuto al Tasso di Roma </a>-, la violenza che si insinua nei nostri quartieri dormitorio, l’odio verso il diverso come soluzione alla crisi. Ci preoccupa e ci stiamo assumendo la responsabilità di dare una risposta culturale, veramente antifascista, al regime della paura che vorrebbero costruire. Nelle nostre scuole, nelle nostre assemblee aperte alla cittadinanza, ci occupiamo di svelare le cose che come stanno. Diciamo, ad esempio, che non ci dobbiamo cascare alla “caccia alle streghe” in quartieri come Tor Sapienza, ma che il problema sono le mancate risposte della politica al disagio sociale, i quartieri senza servizi ma solo con cemento, le politiche sociali inesistenti, le speculazioni degli imprenditori legati alle mafie, le fabbriche che chiudono e che lasciano intere famiglie nella disperazione. Diciamo questo e tanto altro convinti che in questo momento le guerre tra i poveri sono funzionali ai pochi che oggi, in un intreccio di malaffare e politica lontana dai bisogni delle persone,  continuano a speculare sulle nostre vite e sui nostri territori.</p>
<p>Le nostre occupazioni restituiscono alla nostra scuola un ruolo attivo sui territori. Le scuole aperte ci piacciono, quelle dove c’è il protagonismo degli studenti che mettono in capo i loro progetti, quelle finanziate dallo Stato che dovrebbero essere in grado di offrire un’offerta formativa ampia, sfruttando a pieno la propria autonomia scolastica e intrecciandosi realmente con le esigenze del territorio. Non ci piace invece la tendenza in atto. Ad oggi le nostre scuole sono prigioni che vorrebbero insegnare la libertà. Una contraddizione non risolvibile se non con il protagonismo di chi la vive ogni nel praticare l’alternativa provando allo stesso tempo a rivendicare il proprio diritto a studiare in una scuola ricca, aperta alle differenze, al territorio, capace di coniugare sapere e saper fare. Una scuola gratuita, capace di includere tutti e non disegnata sul modello americano delle rette altissime, come se fosse un investimento privato poter studiare.</p>
<p>Ora non ci interessa però addentrarci nelle nostre rivendicazioni o contrarietà. Ci interessa piuttosto rispondere a chi oggi fa di tutto per screditare i nostri esperimenti democratici.</p>
<div id="attachment_7940" class="wp-caption alignleft" style="width: 342px"><a rel="attachment wp-att-7940" href="/sito/occuperemo-le-vostre-paure-con-la-nostra-gioia-una-risposta-degli-studenti-in-mobilitazione/napoli-cellule/"><img class="size-full wp-image-7940    " title="napoli cellule" src="/sito/wp-content/uploads/2014/12/napoli-cellule.jpg" alt="" width="332" height="249" /></a><p class="wp-caption-text">Dopo aver definito come &quot;cellule terroristiche&quot; i collettivi studenteschi della Campania la preside dell&#39;ITI Giordani, qualche giorno fa, ha chiamato la celere per cacciare gli studenti che stavano bloccando la scuola per chiedere risposte rispetto alle vergognose dichiarazioni.</p></div>
<p>Oggi ci additano di compiere un atto illegale. Al di là della strumentalità con la quale si fa questo attacco, ci teniamo a ricordare tutto le varie sentenze emesse in questi anni che tutelano l’occupazione e che specificano quanto, a dispetto della retorica dominante, <a href="/sito/wp-content/uploads/downloads/2014/11/Norme-e-sentenze-per-difendersi-dalle-accuse-per-le-occupazioni.pdf">gli studenti non stiano assolutamente interrompendo il servizio, poiché non sono dei semplici fruitori, ma partecipano attivamente al compimento della missione educativa della scuola.</a></p>
<p>Ci additano di perdere del tempo, di andare a ledere il nostro diritto allo studio. L’ignoranza espressa da queste asserzioni potrebbe benissimo non meritare alcuna risposta, poiché oltretutto confonde il complesso di servizi e prestazioni attraverso i quali si dovrebbe sostanziare il nostro diritto allo studio con la noiosa – troppo spesso &#8211; fruizione della lezione frontale quotidiana. Ci limitiamo ad invitare tutti a vedere cosa succede nelle nostre scuole occupate che diventano laboratori di studio alternativo dove si affronta una molteplicità di tematiche che non vengono trattate dalla didattica di ogni giorno. Allora, cari signori, cari genitori, docenti, sindaci, dirigenti: di cosa avete paura?</p>
<p>Occupiamo per r-esistere, occupiamo per creare. Occupiamo non soltanto “contro”, ma soprattutto “per”. Occupiamo per indagare nuove forme di socialità libere dalla competizione e dalla meritocrazia usata come arma. Occupiamo per rendere la nostra scuola più bella, a nostra misura. Una scuola libera dai sensi di colpa, dalle punizioni, dalle sanzioni, dalle lezioni frontali, dal silenzio; una scuola dove invece ci si possa sentire pienamente se stessi, dove riscoprire lo stupore al posto di dover ingoiare pillole di sapere parcellizato, dove discutere, mettersi in gioco, fare esperienze significative, amare ferocemente, passare il tempo travolti dalle passioni.</p>
<p>Forse vi facciamo paura perché pratichiamo una scuola che ancora non c’è. Una scuola libera da autoritarismi, dove ognuno si senta appagato, una scuola che fa i conti con la realtà. Ecco, forse è questo che vi spaventa. Vi piacerebbe vedere la scuola come un luogo avulso dalle contraddizioni, all’oscuro da quello che succede nel Paese reale, un luogo dove non si fa politica, dove non si capisce da che parte stare. Invece noi apriamo la scuola, le restituiamo un ruolo di critica dell’esistente e non una sua riproduzione. Odiamo due cose: l’indifferenza e l’abulia. Pensiamo che il sapere serva per comprendere, ma soprattutto per prendere posizione.</p>
<p>Voi, Governo e dirigenti autoritari, siete il vecchio che ci propone sempre le solite soluzioni che ci hanno portato a questa situazione. Se non ci ascolterete continueremo ad occupare, giorno dopo giorno, riprendendoci le nostre scuole occupate dalle vostre regole e dalle vostre paure. Ma state tranquilli una buona volta: occuperemo anche le vostre paure con la nostra gioia.</p>
<div id="attachment_7937" class="wp-caption alignleft" style="width: 701px"><a rel="attachment wp-att-7937" href="/sito/occuperemo-le-vostre-paure-con-la-nostra-gioia-una-risposta-degli-studenti-in-mobilitazione/giulio-cesare-di-bari/"><img class="size-full wp-image-7937  " title="giulio cesare di bari" src="/sito/wp-content/uploads/2014/12/giulio-cesare-di-bari.jpg" alt="" width="691" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Assemblea autoconvocata al Giulio Cesare di Bari</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Dispersione scolastica un problema irrisolto!</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Dec 2014 17:12:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>martinacarpani</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-7928" href="/sito/dispersione-scolastica-un-problema-irrisolto/dispersione-scolastica-3/"><img class="alignleft size-medium wp-image-7928" title="Dispersione-scolastica" src="/sito/wp-content/uploads/2014/12/Dispersione-scolastica-300x193.jpg" alt="" width="300" height="193" /></a></p>
<p dir="ltr">Pochi giorni fa è stato presentato dalla VII commissione della Camera, Cultura scienza e istruzione, uno studio sulla dispersione scolastica che si pone come l&#8217;obiettivo di ricercare la correlazione tra dispersione, bocciature e investimenti nonché di elaborare una strategia di azione per raggiungere gli obiettivi di Europa 2020.</p>
<p>Lo studio ci consegna una situazione drammatica soprattuto nelle regioni del mezzogiorno con il 42% della dispersione scolastica concentrata nel sud italia e in particolare il 20% degli abbandoni scolastici localizzati in Campania. Questo studio considera anche la differenza tra il mero dato relativo all’abbandono scolastico nell’età dell’obbligo e quelli che vengono definiti ESL (early shool leavers) ossia i ragazzi che abbandonano la scuola prima di conseguire un diploma che in questo caso si attestano al 29,7% del corpo studentesco a livello nazionale. Ma il dato senza dubbio più interessante è quello che riguarda il primo biennio di scuola superiore in cui si concentra la maggior parte della dispersione scolastica causata principalmente da una scelta sbagliata del percorso e da bocciature che spesso creano sfiducia e inducono lo studente ad abbandonare la scuola. Altri dati senza dubbio interessanti riguardano la maggiore dispersione nei percorsi di istruzione tecnica professionale e l’assenteismo degli studenti che formalmente sono iscritti alla scuola superiore ma realmente non frequentano.</p>
<p dir="ltr">Lo studio evidenzia anche come i progetti che mirano a ridurre la dispersione scolastica non godano dei necessari finanziamenti, solo 15 milioni per il 2013/2014, e anche i Pon(Piani operativi nazionali) a cui sono destinati maggiori finanziamenti, si evidenzia quanto rimangano estemporanei e senza una necessaria continuità.</p>
<p dir="ltr">
Le soluzioni proposte dalla VII commisione per abbattere il dato della dispersione scolastica sono molteplici: il contenimento delle bocciature nel primo biennio, l’apertura delle scuole al pomeriggio con corsi di recupero per gli studenti in difficoltà gestiti non solo da docenti ma anche da team di educatori e psicologi, il potenziamento dell’autonomia scolastica, un implementazione dei percorsi di istruzione e formazione professionale, nuovi ambienti scolastici che favoriscano l’apprendimento e un riordino dei cicli non meglio specificato, che andrebbe sostanziato ad esempio nel biennio unitario considerato che molti studenti abbandonano la scuola proprio perchè riconoscono di aver sbagliato orientamento. Il tutto verrebbe monitorato dal sistema nazionale di valutazione basato sugli Invalsi.</p>
<p>Senza dubbio alcune di queste misure sono necessarie per la scuola italiana anche se ad esempio il sistema di misurazione basato sul sistema nazionale di valutazione è errato e parziale rispetto alla realtà vissuta da chi ogni giorno dagli studenti. E’ altresì vero che le sooluzioni proposte non sono bastevoli. È totalmente assente un ragionamento sulle forme di welfare sia diretto che indiretto e sulla gratuità dell’istruzione, un tema imprescindibile quando si affronta il tema dell’abbandono scolastico soprattutto considerando che chi abbandona la scuola lo fa spesso per ragioni di carattere economico. Fondamentale è anche l’eliminazione della bocciatura, non solo durante il primo biennio delle superiore ma in generale, poiché non ha un reale fine didattico ma un fine meramente repressivo che spesso va a bloccare lo studente al posto di incentivarlo o dargli maggiori mezzi per proseguire il suo percorso scolastico.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>DALLE SCUOLE OCCUPATE VERSO LO SCIOPERO GENERALE DEL #12D: NON IN NOSTRO NOME!</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Dec 2014 11:24:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[OCCUPA LA TUA SCUOLA E SCARICA TUTTI I MATERIALI UTILI &#8211;&#62; http://goo.gl/FSrqWk SEGNALACI CHE FARAI NELLA TUA CITTA&#8217; SCRIVENDOCI A retedellaconoscenza@gmail.com o chiamando allo 06/69770332 o al 3471591055 NON IN ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-7897" href="/sito/dalle-scuole-occupate-verso-lo-sciopero-generale-del-12d-non-in-nostro-nome/noninmionome_copertina-1/"><img class="alignleft size-full wp-image-7897" title="noninmionome_copertina (1)" src="/sito/wp-content/uploads/2014/12/noninmionome_copertina-1.png" alt="" width="613" height="227" /></a></p>
<p>OCCUPA LA TUA SCUOLA E SCARICA TUTTI I MATERIALI UTILI &#8211;&gt;<a href="/sito/occupiamo-e-autogestiamo-le-scuole-verso-lo-sciopero-generale-scopri-come-organizzarle/"> http://goo.gl/FSrqWk</a><br />
SEGNALACI CHE FARAI NELLA TUA CITTA&#8217; SCRIVENDOCI A retedellaconoscenza@gmail.com o chiamando allo 06/69770332 o al 3471591055</p>
<h3>NON IN NOSTRO NOME! LE STUDENTESSE E GLI STUDENTI VERSO LO SCIOPERO GENERALE</h3>
<p>Le politiche che il governo Renzi ci sta imponendo sono parte di una ricetta vecchia e fallimentare. Oltre tutti gli slogan e le promesse ci sono le stesse logiche che ci hanno trascinato nella crisi.</p>
<p>Si affida ai privati il compito di finanziare e indirizzare la scuola pubblica, si precarizza totalmente il mondo del lavoro, si fa il deserto dei diritti, dei servizi di welfare e delle tutele, si devasta l’ambiente e si saccheggiano i beni comuni. Ogni prospettiva di futuro dignitoso viene cancellata e ci dicono di fare tutto questo proprio in nome della nostra generazione. Non glielo possiamo permettere!</p>
<p>Mentre la disoccupazione giovanile supera il 43% con il Jobs Act il Governo continua sulla strada della flessibiltià estrema e della deregolamentazione, che è una causa e non una soluzione dei livelli di disoccupazione così alti. Non possiamo più permettere che la competizione si giochi al ribasso sulle nostre vite, né che la guerra tra poveri innescata dalle misure di austerità e amplificata dalle politiche falsamente redistributive di Renzi diventi terreno fertile per l’odio xenofobo e razzista, come sta accadendo in particolare in molte periferie delle nostre città.</p>
<p>Non possiamo permettere che con la Buona Scuola si trasformi la formazione in una palestra di precarietà, né che con lo Sblocca Italia e la legge di Stabilità si sottraggano risorse all’università e alla ricerca scientifica, mentre si continuano ad investire milioni in trivellazioni petrolifere, grandi opere inutili e dannose per i nostri territori.</p>
<p>Dopo la prima data di mobilitazione studentesca del 10 ottobre il 14 novembre ci siamo mobilitati per prendere parola direttamente, abbiamo costruito uno sciopero di chi finora – dentro e fuori dal mondo del lavoro – non ha avuto modo di praticarlo, abbiamo attraversato le città dal centro alle periferie e lungo tutte le 24 ore.</p>
<p>In queste settimane abbiamo occupato le nostre scuole e non abbiamo intenzione di fermarci: torneremo in piazza il 12 dicembre, durante la giornata dello sciopero generale, proprio perché non accettiamo che il Governo usi la contrapposizione tra presunti “garantiti” e non garantiti per livellare verso il basso i diritti di tutti.</p>
<p>L’imminente approvazione definitiva da parte del Senato del Jobs Act forza pesantemente il dibattito democratico del Paese ed ignora chi come noi è sceso in piazza in questi mesi per rivendicare misure di welfare realmente universali, un reddito minimo, investimenti concreti per l’istruzione e la ricerca.</p>
<p>Dal blocco del Senato di oggi, dove siamo stati oggetto di una tanto dura quanto ingiustificata repressione, rilanciamo affermando personalmente e collettivamente “non in mio nome”, perché ora è il momento di risposte nuove, quelle che abbiamo elaborato dalle scuole e dalle università e che porteremo ancora una volta nelle piazze e nelle strade delle nostre città, contro (e oltre) il teatrino del Governo che dietro hashtag e anglicismi cela la solita vecchia politica sorda alle istanze dal basso.</p>
<p>La flessibilizzazione del contratto a tempo indeterminato e l’eliminazione delle tutele contro licenziamenti ingiusti, demansionamenti e controllo?#noninmionome!</p>
<p>Pretendiamo l’abolizione delle forme di contratto precarie e l’estensione dei diritti a tutte e tutti i lavoratori.</p>
<p>L’eliminazione dell’obbligo di causalità per i contratti a termine e la possibilità di rinnovarli ad oltranza, tenendo i lavoratori sotto ricatto fino a 9 anni? #noninmionome!</p>
<p>Pretendiamo un reddito di base che ci restituisca autonomia sociale e ci permetta di rifiutare il lavoro sottopagato, gratuito, senza dignità.</p>
<p>Ammortizzatori sociali che escludono la maggior parte dei lavoratori precari e intermittenti anche a causa delle scarse risorse statali disponibili? #noninmionome!</p>
<p>Pretendiamo un welfare universale e non assistenziale, vogliamo la possibilità di emanciparci dalle nostre famiglie e il riconoscimento reale del diritto allo studio, di quello alla genitorialità e alla previdenza, combattendo realmente le disparità di genere presenti anche nel mondo del lavoro.</p>
<p>#labuonascuola che spalanca le porte alle imprese private e offre loro lavoro gratis in forma di stage e apprendistato e manodopera a basso costo e senza tutele? #noninmionome!</p>
<p>Pretendiamo l’istruzione gratuita fino a 18 anni e la possibilità che la conoscenza libera orienti il modello produttivo e di sviluppo, senza subalternità agli interessi delle aziende.</p>
<p>La valutazione come strumento per classificare e mettere in competizione le scuole, come arma per aumentare l’autoritarismo di presidi-manager e per imporre differenze salariali tra i docenti? #noninmionome!</p>
<p>Pretendiamo che le scuole siano laiche e democratiche, spazi di protagonismo per i bisogni degli studenti e non terreni dove sperimentare forme nuove di controllo sulle nostre coscienze e sui nostri corpi.</p>
<p>Fondi per le scuole private e tagli all’autonomia scolastica e al fondo di finanziamento ordinario delle università nella legge di stabilità? #noninmionome!</p>
<p>Pretendiamo il rifinanziamento della scuola e dell’università pubblica, solo così si ferma l’espulsione di massa degli studenti dai luoghi di formazione.</p>
<p>Meno 50.000 borse di studio grazie ai vincoli del Patto di stabilità e l’aumento continuo del dramma degli idonei non beneficiari? #noninmionome!</p>
<p>Pretendiamo che studiare sia un diritto di tutti e non un lusso per pochi, serve un sistema di welfare studentesco capace di abbattere le disuguaglianze e garantire a tutti pari opportunità.</p>
<p>La definitiva precarizzazione di tutti i ricercatori e i dottorandi, l’ulteriore diminuzione degli investimenti in Ricerca e sviluppo? #noninmionome!</p>
<p>Pretendiamo che si investa almeno il 3% del PIL nella ricerca, come accade nel resto d’Europa, lo sblocco del turn-over, un piano industriale che metta al centro la riconversione del nostro modello di sviluppo in una chiave di sostenibilità sociale ed ecologica.</p>
<p>Il via libera alle trivellazioni per l’estrazione di combustibili fossili e alla costruzione di nuovi inceneritori per gestire il ciclo dei rifiuti, come previsto dallo Sblocca Italia? #noninmionome!</p>
<p>Pretendiamo un piano straordinario di piccole opere per la riqualificazione dei territori, a partire dagli interventi di messa in sicurezza e di bonifica fino agli investimenti nelle energie rinnovabili e nel riutilizzo degli scarti della produzione.</p>
<p>Una legge di stabilità che diminuisce le tasse per le imprese mentre stanzia risorse insufficienti per l’estensione del sostegno al reddito ai milioni di precari e disoccupati, aumenta la tassazione per i lavoratori autonomi e prevede nuovi tagli agli Enti Locali che si riverseranno negativamente sulla spesa sociale? #noninmionome!</p>
<p>Pretendiamo un piano industriale in grado di creare buona occupazione, una manovra veramente anti-ciclica e non un testo in continuità con le politiche d’austerità.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Rapporto Sbilanciamoci 2015! &#8211; “Come usare la spesa pubblica per i diritti, la pace, l’ambiente”</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Nov 2014 20:52:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>martinacarpani</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-7824" href="/sito/rapporto-sbilanciamoci-2015-%e2%80%9ccome-usare-la-spesa-pubblica-per-i-diritti-la-pace-l%e2%80%99ambiente%e2%80%9d/cover_15-165x200/"><img class="alignleft size-full wp-image-7824" title="cover_15-165x200" src="/sito/wp-content/uploads/2014/11/cover_15-165x200.png" alt="" width="165" height="200" /></a>E&#8217;  uscito il XVI rapporto Sbilanciamoci 2015! “Come usare la spesa pubblica per i diritti, la pace, l’ambiente”, scaricabile gratuitamente <a href="http://www.sbilanciamoci.org/2014/11/sbilanciamoci-rapporto-2015-come-usare-la-spesa-pubblica-per-i-diritti-la-pace-lambiente/" target="_blank">qui</a></p>
<p>Anche quest&#8217;anno siamo riusciti a costruire insieme a tante altre associazioni, in modo attivo e partecipato, una Contro-Manovra finanziaria che si oppone alla recessiva e per nulla espansiva Legge di Stabilità del Governo Renzi. A dimostrazione, ancora una volta, che un&#8217;alternativa è possibile ed è praticabile.</p>
<p>Non esiste il dogma del &#8220;non ci sono abbastanza risorse&#8221;, le scelte di politica economica del Governo sono scelte politiche ben precise, che hanno un significato e si rifanno ad una precisa ideologia.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Troverete il nostro contributo sulla Scuola a pagina 90!</strong></span></p>
<p><strong>84 proposte dettagliate, </strong>elaborate dalle<strong> 46 organizzazioni aderenti a Sbilanciamoci!,</strong> generano risparmi o maggiori entrate da un lato, tagli alla spesa sbagliata e maggiori stanziamenti per quella giusta dall’altro, in <strong>7 aree chiave</strong>: Fisco e Finanza, Lavoro e Reddito, Cultura e Conoscenza, Ambiente e sviluppo sostenibile, Welfare e diritti, Cooperazione pace e disarmo, Altraeconomia.</p>
<p>La Contro-Manovra rispetta l’obbligo del pareggio di bilancio, pur proponendone l’abolizione, dimostrando che la quantità delle risorse pubbliche disponibili non è l’unica variabile che condiziona l’impianto della legge di stabilità. Il punto dirimente resta quale modello di economia, di società e di democrazia si ha in mente. Quello della legge di stabilità 2015 continua ad essere sbagliato perché finge di fare l’interesse di tutti, ma si inchina agli interessi di banche e imprese e non affronta i buchi neri del declino del nostro paese: l’economia in declino, un’occupazione in calo e sempre più precaria, un sistema di istruzione e di ricerca pubblico indebolito dai progressivi tagli, un disagio sociale crescente che consegna alla povertà assoluta sei milioni di persone, politiche sociali fragili e sempre più delegate alla famiglia, un patrimonio naturale e culturale in abbandono.</p>
<p>Il rapporto è  scaricabile gratuitamente <a href="http://www.sbilanciamoci.org/2014/11/sbilanciamoci-rapporto-2015-come-usare-la-spesa-pubblica-per-i-diritti-la-pace-lambiente/" target="_blank">qui</a></p>
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		<title>Italia condannata dall&#8217;Europa: stop al precariato nella scuola!</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Nov 2014 15:20:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>danilolampis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo cinque anni di attesa è arrivata la vittoria: la Corte di Giustizia Europea ha stabilito (QUI IL TESTO) la stabilizzazione del personale precario della scuola in Italia, che abbia svolto almeno ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-7805" href="/sito/italia-condannata-dalleuropa-stop-al-precariato-nella-scuola/precari-2/"><img class="alignright size-full wp-image-7805" title="precari" src="/sito/wp-content/uploads/2014/11/precari.jpg" alt="" width="360" height="276" /></a>Dopo cinque anni di attesa è arrivata la vittoria: la Corte di Giustizia Europea ha stabilito (<a href="http://3.flcgil.stgy.it/files/pdf/20141126/sentenza-della-corte-di-giustizia-europea-del-26-novembre-2014-successione-contratti-di-lavoro-a-tempo-determinato-precari-scuola.pdf">QUI IL TESTO</a>) la stabilizzazione del personale precario della scuola in Italia, che abbia svolto almeno 36 mesi di servizio, ossia 3 anni. Le migliaia di ricorsi della FLC CGIL e di altri sindacati hanno dato uno schiaffo al Governo che si erge a paladino della lotta alla precarietà quando invece la estende a tutti con il Jobs Act. Secondo la Corte l’Italia per oltre dieci anni ha violato la Direttiva CE del 1999 imponendo il rinnovo di contratti a tempo determinato per provvedere alla copertura di posti vacanti d’insegnamento, in assenza di ragioni oggettive. La sentenza riguarda i precari della scuola ma può essere estesa a tutti i precari della pubblica amministrazione. I giudici sovranazionali hanno spiegato che la direttiva comunitaria contrasta con la nostra normativa nazionale che autorizza, in attesa dell’assunzione del personale di ruolo, il rinnovo dei posti vacanti e disponibili, senza indicare tempi certi ed escludendo possibilità di ottenere il risarcimento danno. In pratica, secondo la Corte, non esistono criteri “oggettivi e trasparenti” per giustificare la mancata assunzione del personale con oltre 36 mesi di servizio, né l’Italia ha fatto niente per impedire il ricorso abusivo al rinnovo dei contratti.</p>
<p>Solo nella scuola riguarda 250mila persone che possono chiedere la stabilizzazione e risarcimenti per 2 miliardi di euro, oltre agli scatti di anzianità maturati tra il 2002 e il 2012 dopo il primo biennio di servizio e le mensilità estive su posto vacante. Il Governo, anticipando la sentenza, ha già provato a correre ai ripari prevedendo, proprio ne “La Buona Scuola”, il famoso piano di assunzioni di tutti i docenti inseriti nelle Graduatorie ad Esaurimento (circa 150mila). Eppure rimangono esclusi i 100mila docenti che sono abilitati ma non inclusi nelle Gae nonché i circa 20 mila ATA chiamati in supplenza annuale che potranno ricorrere al giudice del lavoro. La sentenza della Corte Ue, per la precisione, risponde al quesito posto (con rinvio pregiudiziale) dalla Corte costituzionale e dal Tribunale di Napoli &#8220;se la normativa italiana sia conforme all’accordo quadro dell’Ue sul lavoro a tempo determinato&#8221;. La questione trova la sua origine nelle cause presentate da un gruppo di lavoratori precari assunti in istituti pubblici come docenti e collaboratori amministrativi in base a contratti di lavoro a tempo determinato stipulati in successione: tutti loro hanno lavorato durante periodi differenti, ma non sono mai state impiegati per meno di 45 mesi su un periodo di 5 anni. Sostenendo l’illegittimità di tali contratti, hanno quindi chiesto per via giudiziaria la riqualificazione dei loro contratti in rapporto di lavoro a tempo indeterminato, l’immissione in ruolo, il pagamento degli stipendi corrispondenti ai periodi di interruzione tra i contratti nonché il risarcimento del danno subito. Secondo i giudici di Lussemburgo hanno sostanzialmente ragione: perché la normativa italiana non prevede alcuna misura che possa prevenire il ricorso abusivo ad una successione di contratti di lavoro a tempo determinato. Inoltre la legge italiana “non prevede criteri obiettivi e trasparenti al fine di verificare se il rinnovo risponda ad un’esigenza reale, sia idoneo a conseguire l’obiettivo perseguito e sia necessario a tal fine”, rileva la sentenza. E “non contempla neanche altre misure dirette a prevenire e a sanzionare il ricorso abusivo a tali contratti”. Ora comunque, trattandosi di un rinvio pregiudiziale, e cioè di quel meccanismo che consente ai giudici degli Stati membri di interpellare la Corte in merito all’interpretazione del diritto dell’Unione,  spetta al giudice del Paese Ue, in questo caso il nostro, risolvere la causa conformemente alla decisione della Corte europea e quindi procedere o all’indennizzo o alla stabilizzazione.</p>
<p>Come Unione degli Studenti siamo felicissimi di tale risultato che da una speranza a tanti docenti e personale ATA che da troppi anni non riescono ad avere alcuna prospettiva. Le ragioni dei precari, almeno per questa volta, sono state rispettate. La nostra partecipazione convinta allo<a href="http://http://www.retedellaconoscenza.it/2014/11/non-in-nostro-nome-fino-in-fondo-contro-e-oltre-le-politiche-del-governo/"> sciopero generale del 12 dicembre</a> si rafforza ancora di più: a dispetto degli slogan del Premier c’è chi lotta realmente per la stabilizzazione, per gli aumenti salariali e per il reddito. Noi siamo dalla parte di questi ultimi e nelle centinaia di occupazioni in corso nelle scuole costruiremo momenti di confronto per intrecciare ulteriormente le lotte assieme ai lavoratori che oggi hanno ottenuto una prima e grande vittoria.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>#17NOW &#8211; Ancora in piazza per il diritto allo studio! Verso il #5D</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Nov 2014 07:55:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>danilolampis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi 17 Novembre, Giornata Internazionale dello Studente gli studenti delle scuole dell&#8217;Unione degli Studenti e gli studenti universitari di LINK &#8211; Coordinamento Universitario si mobilitano verso lo sciopero generale del ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr"><a rel="attachment wp-att-7739" href="/sito/17now-ancora-in-piazza-per-il-diritto-allo-studio-verso-il-5d/miur-3/"><img class="alignleft size-large wp-image-7739" title="miur (3)" src="/sito/wp-content/uploads/2014/11/miur-3-600x337.jpg" alt="" width="600" height="337" /></a>Oggi <a href="/sito/17now-giornata-internazionale-dello-studente-nel-14n/" target="_blank">17 Novembre, Giornata Internazionale dello Studente</a> gli studenti delle scuole dell&#8217;Unione degli Studenti e gli studenti universitari di LINK &#8211; Coordinamento Universitario si mobilitano verso lo sciopero generale del 5 Dicembre per una istruzione gratuita, di qualità e per il diritto allo studio.<strong> Abbiamo esposto di fronte al MIUR tutte le cifre del fallimento del diritto allo studio italiano. L&#8217;azione rientra all&#8217;interno <a href="/sito/17now-giornata-internazionale-dello-studente-nel-14n/" target="_blank">dell&#8217;iniziativa mondiale per il diritto allo studio e l&#8217;accesso all&#8217;istruzione promossa dall&#8217;OBESSU,</a> sindacato studentesco europeo. </strong></p>
<p dir="ltr">Dopo la mobilitazione del 14 Novembre oggi siamo sotto al Miur per una azione simbolica. <strong>Con azioni a Milano, Napoli, Siracusa, Pistoia, Taranto, Bari, Campobasso ed in numerose altre città italiane, oggi lanciamo occupazioni, autogestioni e iniziative in tutte le scuole verso lo sciopero generale per rivendicare nuovamente il nostro diritto ad un futuro non precario.</strong></p>
<p dir="ltr">Il 17 Novembre da 10 anni a questa parte è una giornata simbolo delle mobilitazioni studentesche nel mondo ed è per noi una data molto importante per rivendicare nuovamente, così come stiamo facendo dal 10 Ottobre, <strong>una istruzione gratuita e di qualità ed una legge nazionale sul diritto allo studio. Con un Paese che ha oramai 720.000 ragazzi in dispersione scolastica è inaccettabile la miopia del Governo.</strong> Dopo centinaia di segnalazioni di famiglie che non hanno possibilità di pagare il contributo volontario, è oramai chiaro quanto la scuola italiana sia escludente e classista. Il primo punto della vera buona scuola per noi è il diritto allo studio, che Renzi ha completamente eluso nella sua proposta. <strong>Con la fine della consultazione su &#8220;La Buona Scuola&#8221; il 15 novembre, ora saremo noi studenti a consultarci e costruire dal basso la nostra idea di scuola e di società, classe dopo classe. E’ solo a partire dai saperi, infatti, che si può riscrivere il Paese</strong>.</p>
<p dir="ltr">Per quanto riguarda l&#8217;università, con la reintroduzione di 150 mln di € del Fondo Integrativo Statale nel Patto di Stabilità Interno <strong>il Governo Renzi e la Ministra Giannini stanno decretando la fine del Diritto allo Studio per tantissime studentesse e studenti e la sottrazione di decine di migliaia di borse di studio. </strong>Molte Regioni, a causa delle norme contenute nel c.d. “Decreto Sblocca Italia” e dei 4 miliardi di tagli contenuti nella Legge di Stabilità, ridurranno pesantemente la copertura delle borse di studio aumentando il numero di idonei-non beneficiari.</p>
<p dir="ltr"><strong>Il Governo accolga subito le richieste degli studenti nella Legge di Stabilità </strong><strong>escludendo i fondi per il Diritto allo Studio dai vincoli di bilancio europei, rifinanzi con 400 mln di € la copertura totale delle borse di studio anche mediante lo sblocco del 3% del Fondo Unico Giustizia in favore del F.I.S. e il finanzi l’edilizia universitaria per la costruzione di nuove residenze studentesche.</strong></p>
<p>Ecco qui di seguito gli eventi di alcune iniziative previste per oggi:</p>
<p>MILANO -<a href=" https://www.facebook.com/events/580820488730158/" target="_blank"> https://www.facebook.com/events/580820488730158/</a></p>
<p>NAPOLI &#8211; Assemblee autoconvocate</p>
<p>TARANTO -<a href=" https://www.facebook.com/events/649908125123108/" target="_blank"> https://www.facebook.com/events/649908125123108/</a></p>
<p>SIRACUSA - <a href="https://www.facebook.com/events/804534489589325/" target="_blank">https://www.facebook.com/events/804534489589325/</a></p>
<p>AUGUSTA - <a href="https://www.facebook.com/events/1563079590576701/" target="_blank">https://www.facebook.com/events/1563079590576701/</a></p>
<p>BARI - <a href="https://www.facebook.com/events/1522644434671428/permalink/1522697504666121/" target="_blank">https://www.facebook.com/events/1522644434671428/permalink/1522697504666121/</a></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Occupiamo e autogestiamo le scuole verso lo sciopero generale! [SCOPRI COME ORGANIZZARLE!]</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Nov 2014 13:10:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>danilolampis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Leggi l&#8217;appello alla mobilitazione del 12 dicembre In questi ultimi due mesi siamo scesi in piazza contro la riforma della scuola, il Jobs Act e la Legge di Stabilità del ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-large wp-image-7732" title="occupa_autogestisci" src="/sito/wp-content/uploads/2014/11/occupa_autogestisci-600x400.jpg" alt="" width="378" height="252" /></p>
<p>Leggi <a href="/sito/dalle-scuole-occupate-verso-lo-sciopero-generale-del-12d-non-in-nostro-nome/">l&#8217;appello alla mobilitazione del 12 dicembre</a></p>
<p>In questi ultimi due mesi siamo scesi in piazza contro la riforma della scuola, il Jobs Act e la Legge di Stabilità del Governo Renzi. Ma non abbiamo contestato e basta: non ci stiamo alle accuse di chi oggi ci dice che gli studenti sono senza idee per cambiare la propria scuola, la propria città e il Paese intero. Dopo il 10 ottobre e la straordinaria giornata del 14 novembre, che ha portato in piazza e unito le istanze di precari, studenti, lavoratori e operai, in occasione dello sciopero sociale, è tempo di fare un salto di qualità, di bloccare il Paese sul serio in vista dello sciopero generale, guardando pure oltre.</p>
<p>È ora di attivarci in ogni singola scuola, occupando, autogestendo, cogestendo, organizzando assemblee permanenti aperte a tutta la cittadinanza, perché ora è arrivato il momento di unire tutti coloro che pagano sulla propria pelle le politiche di un Governo che pensa a soddisfare gli interessi di Confindustria e delle banche invece di affrontare ad esempio il drammi della disoccupazione giovanile e della povertà, vere priorità per un Paese in cui la precarietà e l&#8217;assenza di futuro diventano le costanti della nostra generazione.</p>
<p>Ogni giorno viviamo in contesti scolastici difficili, in cui spesso capeggiano presidi autoritari che negano i nostri diritti, professori incapaci di dialogare con gli studenti, scuole che cadono a pezzi, laboratori non funzionati: ora è tempo di riprenderci le nostre scuole!<br />
L’occupazione e l’autogestione della propria scuola rappresentano un momento fondamentale in cui gli studenti si riprendono la propria scuola e la liberano da una didattica oppressiva e noiosa mettendo in campo corsi e lezioni alternative su argomenti fondamentali che spesso non vengono trattati nelle ore di lezione di normali come ad esempio l’antimafia, l’immigrazione, l’ambiente e le questioni di genere.<br />
Occupare o autogestire significa anche aprire la propria scuola all’esterno, al proprio territorio, discutendo delle problematiche che ci toccano da vicino, incontrando sindaci e assessori per denunciare le problematiche della propria scuola e della propria città, parlando con altre associazioni che sono coinvolte attivamente nelle problematiche sia del proprio territorio che nazionali come ad esempio associazioni di docenti, genitori e sindacati.</p>
<p>Ora che la consultazione-farsa del Governo sulla riforma della scuola è finita, dimostriamo che la vera consultazione inizia ora, nelle nostre assemblee, autogestioni e occupazioni. Costruiremo la scuola alternativa dal basso, mettendo al centro la partecipazione e il protagonismo attivo degli studenti, partendo dai disagi che ogni giorno viviamo andando a scuola per riuscire a immaginare e praticare un&#8217;altra idea di scuola e di società!</p>
<p>PARTECIPA ALLA PROTESTA!</p>
<h2>Leggi gli <a href="/sito/percorso-entrainscena/spunti-tematici/">spunti tematici per costruire un&#8217;Altra Scuola!</a></h2>
<h2>Scarica <a class="downloadlink" href="/sito/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=170" title=" scaricato 1879 volte" >La Buona Scuola vista dagli studenti - Una guida critica (1879)</a></h2>
<h2>Scarica <a class="downloadlink" href="/sito/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=199" title=" scaricato 99 volte" >Piattaforma Non servi | Contro il Jobs Act per un altro modello di lavoro (99)</a>. Qual&#8217;è l&#8217;idea di lavoro del Governo Renzi? Perché contrastarla?</h2>
<h2>Non sai come occupare la tua scuola? Leggi il <strong><a class="downloadlink" href="/sito/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=197" title=" scaricato 805 volte" >vademecum occupazioni (805)</a></strong></h2>
<h2>Leggi le <strong> </strong><strong><a class="downloadlink" href="/sito/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=198" title=" scaricato 458 volte" >Norme e sentenze per difendersi dalle accuse per le occupazioni (458)</a></strong></h2>
<h2><strong> </strong>Non sai come autogestire la tua scuola? Leggi il <strong><a class="downloadlink" href="/sito/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=106" title=" scaricato 274 volte" >vademecum autogestioni (274)</a></strong></h2>
<h2><strong><a title="materiali utili per cambiare la tua scuola e la tua città" href="https://drive.google.com/#folders/0B1a62Es2BzQrc2dJMUdQRXpkdGM" target="_blank">Leggi e scarica materiali utili per cambiare la tua scuola e la tua città</a>!<br />
</strong></h2>
<div>Segnalaci se nella tua scuola è partita la protesta inviando un messaggio (anche su whatsapp) al <a href="/sito/nazionale/">responsabile della tua regione</a> oppure scrivi a unionedeglistudenti@gmail.com o alla nostra <a href="https://www.facebook.com/uds.studenti?fref=ts">pagina facebook</a>&nbsp;</p>
</div>
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		<title>#17NOW &#8211; Giornata internazionale dello studente &#8211; nel #14N</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Nov 2014 11:20:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>martinacarpani</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Quest&#8217;anno ricorre il decennale dalla scelta di proclamare il 17 Novembre come Giornata Internazionale dello Studente, giornata che rappresenta le lotte rivoluzionarie degli studenti nel mondo da oltre 70 anni.</p>
<p>Leggi qui la storia &gt;&gt; <a href="/sito/17now/">http://www.unionedeglistudenti.net/sito/17now/</a></p>
<p><a href="/sito/17now/"></a><br />
Quest&#8217;anno l&#8217;<a href="http://www.obessu.org/" target="_blank">Obessu &#8211; Organising Beaureau of European School Student Unions</a>, su proposta dell&#8217;Unione degli Studenti e di altre organizzazioni studentesche europee, ha promosso un appello internazionale mondiale per costruire una mobilitazione globale sui temi dell&#8217;istruzione gratuita.<br />
Dall&#8217;assemblea studentesca nel Social Forum Mondiale di Bombay 2004, che ha proclamato il #17now come giornata internazionale dello studente, sono passati 10 anni, ma a 5 mesi dal prossimo Social Forum Mondiale di Tunisi 2014 crediamo sia ancora molto forte la necessità di costruire delle connessioni e delle rivendicazioni globali.<br />
Tante sono infatti le contraddizioni che la crisi ha fatto emergere e che abbracciano non solo la dimensione nazionale, non solo quella europea, ma quella mondiale. L&#8217;attacco generalizzato al diritto allo studio è una lotta comune a noi italiani, agli studenti cileni, tunisini, spagnoli che si sono mobilitati in questi mesi e negli ultimi anni.<br />
E&#8217; arrivato il momento di discuterne nuovamente insieme e di immaginare insieme una reazione collettiva che attacchi le politiche sociali ed economiche globali e promuova una alternativa credibile.<br />
In un Paese che ha ben il 17% dei giovani tra i 18 ed i 24 anni fermi al diploma di scuola media, una dispersione scolastica sempre più in aumento, ed una espulsione di massa di oltre 58.000 studenti dall&#8217;università italiana negli ultimi 10 anni, non possiamo che continuare a intendere il 17 novembre come una giornata cardine anche per l&#8217;Italia del 2014.<br />
Dunque supportiamo l&#8217;appello dell&#8217;Obessu per una istruzione gratuita, libera dalle discriminazioni e dalla repressione, motivazioni per le quali siamo scesi in Piazza anche lo scorso 10 ottobre.<br />
In Italia<a href="/sito/la-dichiarazione-della-studentessa-e-dello-studente-in-sciopero/" target="_blank"> saremo in piazza il 14 Novembre </a>in tutte le città per una istruzione libera e gratuita, contro la Buona Scuola del Governo Renzi ed il JobsAct che precarizza le nostre vite ed il nostro futuro.<br />
Qui la lista dei cortei &gt;&gt;<a href=" http://www.retedellaconoscenza.it/2014/11/14-novembre-il-nostro-futuro-non-e-uno-slogan-le-piazze-dello-sciopero-studentesco/" target="_blank"> http://www.retedellaconoscenza.it/2014/11/14-novembre-il-nostro-futuro-non-e-uno-slogan-le-piazze-dello-sciopero-studentesco/</a></p>
<p><a href=" http://www.retedellaconoscenza.it/2014/11/14-novembre-il-nostro-futuro-non-e-uno-slogan-le-piazze-dello-sciopero-studentesco/" target="_blank"></a>Organizzeremo inoltre in tantissime città d&#8217;Italia azioni nelle scuole e nelle piazze per ricordare il 17 novembre, non solo come giornata memoriale, ma soprattutto come giornata simbolo dell&#8217;idea che a partire dalle scuole, dalle università e dai movimenti studenteschi in generale sia possibile cambiare questa società.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Continua la nostra battaglia per una istruzione pubblica, gratuita, di qualità, accessibile a tutti e finalizzata all&#8217;autodeterminazione della persona!<br />
Il diritto allo studio è centrale non solo per lo sviluppo della persona, ma soprattutto per lo sviluppo del Paese e del mondo.<br />
Da scuole ed università deve partire una grande riflessione collettiva per immaginare insieme un altro modello di sviluppo più sostenibile ed equo a partire dal diritto allo studio di tutte e tutti e dal ruolo dei saperi nella società attuale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div>&#8212;&#8212;&#8211;</div>
<div><a rel="attachment wp-att-7706" href="/sito/17now-giornata-internazionale-dello-studente-nel-14n/17nov/"><img class="alignleft size-full wp-image-7706" title="17nov" src="/sito/wp-content/uploads/2014/11/17nov.jpg" alt="" width="300" height="220" /></a>&nbsp;</p>
<div>L<a href="http://www.obessu.org/global-call-for-action-international-students-day" target="_blank">&#8216;appello mondiale</a> tradotto in italiano:&nbsp;</p>
<p><em>&#8220;Chiamiamo tutte le organizzazioni del mondo a mobilitarsi il 17 novembre per una istruzione libera e gratuita. Ogni 17 Novembre commemoriamo le lotte studentesche passate e poniamo l&#8217;attenzione su quelle di oggi. Nel 2015, così come i responsabili politici di tutto il mondo si riuniscono per impostare un quadro di istruzione globale nell&#8217;agenda per lo sviluppo post-2015, noi promuoviamo una azione globale per rivendicare gli interessi studenteschi. Rivendichiamo quindi innanzitutto che l&#8217;istruzione è un diritto. Per garantire i diritti civili e sociali alla formazione di tutti gli studenti ed i cittadini, rivendichiamo una istruzione libera e gratuita. Ciò significa a tutti i livelli:</em></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><em>- ISTRUZIONE SENZA TASSE E COSTI INDIRETTI &#8211; L&#8217;istruzione è un diritto non un privilegio!</em></span><br />
<em>L&#8217;istruzione non è una merce da comprare e vendere, ma la chiave per lo sviluppo di una società informata ed emancipata. Questa deve restare responsabilità del pubblico ed al servizio del bene comune. Il diritto universale alla formazione deve essere garantito attraverso l&#8217;abolizione di tutte le barriere finanziarie, incluse le tasse ed i costi indiretti. L&#8217;istruzione è un diritto, non un privilegio!</em><br />
<span style="color: #ff0000;"><em>- ISTRUZIONE LIBERA DALLA DISCRIMINAZIONE &#8211; L&#8217;istruzione è uno strumento di emancipazione!</em></span><br />
<em>I sistemi di istruzione spesso riproducono i meccanismi della società, perpetuando discriminazione e disuguaglianze sociali. Invece scuole e università dovrebbero decostruire attivamente i pregiudizi e gli stereotipi sociali per assicurare a tutte e tutti uguali diritti nei luoghi della formazione e nella società. L&#8217;istruzione è uno strumento di emancipazione!</em><br />
<span style="color: #ff0000;"><em>- ISTRUZIONE  LIBERA DALLA PAURA &#8211; I diritti degli studenti sono diritti umani!</em></span><br />
<em>Sempre più spesso, gli studenti sono presi di mira da istituzioni, governi e regimi che impongono loro riforme scolastiche e sociali dannose. Chi è al potere dovrebbe essere all&#8217;altezza delle proprie responsabilità: sostenendo i diritti degli studenti di esprimersi ed organizzarsi senza paura; tutelando gli studenti in conflitto e garantendo il loro diritto di impegnarsi come società civile. I diritti degli studenti sono diritti umani!</em><br />
<em>Chiediamo alle organizzazioni studentesche di tutto il mondo di unirsi il 17 novembre in modo solidale: per difendere i nostri diritti e mobilitarci per una istruzione libera e gratuita, per promuovere una azione collettiva e lottare per sistemi di istruzione più giusti ed una società più giusta per tutte e tutti.&#8221;</em></p>
</div>
</div>
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		<title>La dichiarazione della studentessa e dello studente in sciopero</title>
		<link>http://www.unionedeglistudenti.net/sito/la-dichiarazione-della-studentessa-e-dello-studente-in-sciopero/</link>
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		<pubDate>Wed, 05 Nov 2014 16:36:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>danilolampis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Scarica il Scarica l&#8217; Scarica il LEGGI LA PIATTAFORMA RIVENDICATIVA DEL #14N Leggi l&#8217;editoriale QUI Partecipa alla fotonomination verso il #14N: ribalta il banco, incrocia le braccia e scrivi &#8220;Io sciopero perché ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-7680" href="/sito/la-dichiarazione-della-studentessa-e-dello-studente-in-sciopero/sciopero-studentessa-2/"><img class="alignleft size-large wp-image-7680" title="sciopero studentessa 2" src="/sito/wp-content/uploads/2014/11/sciopero-studentessa-2-505x600.jpg" alt="" width="364" height="432" /></a>Scarica il <a class="downloadlink" href="/sito/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=194" title=" scaricato 651 volte" >Volantino per lo sciopero studentesco #14N (651)</a><br />
Scarica l&#8217;<a class="downloadlink" href="/sito/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=195" title=" scaricato 485 volte" >immagine di copertina #14N (485)</a><br />
Scarica il <a class="downloadlink" href="/sito/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=196" title=" scaricato 550 volte" >Manifesto #14N (550)</a></p>
<div>LEGGI LA<a href="http://issuu.com/retedellaconoscenza/docs/piattaforma_14n"> PIATTAFORMA RIVENDICATIVA DEL #14N</a></div>
<div>Leggi l&#8217;editoriale <a href="http://www.retedellaconoscenza.it/2014/11/nello-sciopero-sociale-verso-lo-sciopero-generale-il-nostro-futuro-non-e-uno-slogan/" target="_blank">QUI</a></p>
<div>Partecipa alla <a href="https://www.facebook.com/uds.studenti/photos/a.461377216022.254697.325481031022/10152770304276023/?type=1&amp;theater" target="_blank">fotonomination </a>verso il #14N: ribalta il banco, incrocia le braccia e scrivi &#8220;Io sciopero perché [scrivi i motivi che ti spingono a farlo]. Nomino [scrivi il nome di 5 amici]. Il #14N scendi in piazza per lo sciopero studentesco nello #scioperosociale.&#8221; Dopo invia la foto alla <a href="https://www.facebook.com/uds.studenti" target="_blank">pagina dell&#8217;UdS</a></div>
</div>
<div></div>
<h2>LA DICHIARAZIONE DELLO SCIOPERO: IL NOSTRO FUTURO NON E&#8217; UNO SLOGAN!</h2>
<p>Il 14 novembre sciopererò tutta la giornata e scenderò in piazza. In realtà noi studenti scioperiamo da anni, ma stavolta vorrei fare sul serio, bloccando la mia scuola e la mia città. Tanti dicono che scioperare non serve più a nulla, che tanto il Governo non ci ascolta, che è meglio restare in classe a studiare come sempre. Ma io il 14 novembre sciopererò, incrocerò le braccia con tanti miei coetanei che oggi vengono sfruttati, che non riescono più a studiare; affianco a tutti coloro che oggi, come me, vedono nel futuro soltanto precarietà e assenza di prospettive. Lo farò inventandomi nuove forme per farmi sentire, perché oggi esistono tanti nuovi modi per creare problemi a chi ci vorrebbe a testa bassa, senza il desiderio e il bisogno di cambiare questo Paese in macerie.</p>
<p>Io sciopero perché la disoccupazione giovanile nel nostro Paese supera il 44% e non voglio un futuro contraddistinto dalla precarietà e dall’impossibilità di inseguire i propri sogni.</p>
<p>Io sciopero perché ne La Buona Scuola di Renzi non è prevista alcuna misura per il diritto allo studio e contro la dispersione scolastica, ma vengono favoriti soltanto gli interessi dei privati e delle aziende della porta accanto.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-7685" href="/sito/la-dichiarazione-della-studentessa-e-dello-studente-in-sciopero/roma-14-2-3/"><img class="alignleft size-large wp-image-7685" title="roma #14 2" src="/sito/wp-content/uploads/2014/11/roma-14-22-600x368.jpg" alt="" width="360" height="221" /></a>Io sciopero perché studiare non può essere un lusso per pochi, perché vorrei un reddito per emanciparmi dalla condizione sociale ed economica della mia famiglia e studiare quello che voglio. Ogni anno per andare a scuola devo sostenere spese altissime, tra libri, materiale scolastico, trasporti. Voglio un’istruzione pubblica, gratuita e di qualità!</p>
<p>Io sciopero perché con lo Sblocca Italia si finanziano le Grandi Opere e si taglia sul diritto allo studio.</p>
<p>Io sciopero perché la mia scuola è a pezzi e condivide questa situazione con tante altre nel Paese. Il 65% degli edifici scolastici si trova in una zona a rischio sismico, il 24% è stato costruito in terreni a rischio idrogeologico, il 73% presenta lesioni strutturali e sulla facciata esterna, il 41% presenta uno stato di manutenzione mediocre o pessimo e 2.000 edifici sono a rischio amianto per 342.000 studenti.</p>
<p>Io sciopero perché voglio l’innalzamento dell’obbligo scolastico ai 18 anni: una misura di civiltà per non lasciare indietro nessuno.</p>
<p>Io sciopero perché voglio spazi sociali nella mia città, perché non posso più accettare che per divertirmi, suonare, confrontarmi con i miei amici e amiche debba sempre pagare qualcosa.</p>
<p>Io sciopero perché con la Legge di stabilità si taglia il fondo 440/97 che finanzia l’autonomia scolastica, i corsi di recupero, la formazione dei docenti, l’alternanza scuola-lavoro e la progettazione delle scuole. Voglio una scuola all’altezza delle mie aspettative!</p>
<p>Io sciopero perché mentre la scuola pubblica subisce un taglio di 400 milioni alle scuole non statali vanno altri 200 milioni.</p>
<p>Io sciopero perché la contribuzione volontaria delle famiglie, spesso imposta come tassazione obbligatoria, è aumentata e costituisce oggi il 33% del bilancio totale delle scuole. Non ce la faccio più a pagare 150 € di contributo volontario: voglio l’istruzione gratuita!<a rel="attachment wp-att-7671" href="/sito/la-dichiarazione-della-studentessa-e-dello-studente-in-sciopero/roma-14-3/"><img class="size-large wp-image-7671 alignright" title="roma #14" src="/sito/wp-content/uploads/2014/11/roma-141-600x400.jpg" alt="" width="378" height="252" /></a></p>
<p>Io sciopero perché ad oggi solamente il 9% degli studenti riesce a compiere un’esperienza di alternanza nei 3 anni di scuola superiore e perché la selezione tra chi può accedervi e chi no non deve più essere effettuata con criteri meritocratici che vanno a ledere soprattutto chi proviene da contesti sociali ed economici difficili.</p>
<p>Io sciopero perché la scuola non deve adeguarsi alle richieste di un mercato del lavoro sempre più precario ma lo deve cambiare!</p>
<p>Io sciopero perché anziché dare tutto il potere ai dirigenti scolastici bisogna favorire il protagonismo degli studenti, perché voglio incidere nelle scelte della mia scuola.</p>
<p>Io sciopero perché con il nuovo Sistema Nazionale di Valutazione si continuano a fare classifiche degli studenti, dei docenti e degli istituti. Voglio una scuola che educhi alla cooperazione e non alla competizione!</p>
<p>Io sciopero perché voglio un’aula autogestita e la scuola aperta nel pomeriggio che favoriscano la partecipazione degli studenti e contrastino la dispersione scolastica.</p>
<p>Io sciopero perché la didattica non deve essere la trasmissione di nozioni, ma uno scambio multidirezionale di saperi e conoscenze. Sono stanco di essere visto come un contenitore di nozioni: sono in grado di pensare, i miei prof lo devono capire!</p>
<p>Io sciopero perché l’apprendistato non sia alternativo alla scuola dell’obbligo e perché venga introdotto al più presto lo Statuto degli studenti in stage che garantisca tutele didattiche, lavorative e assicurative. Nessuno mi venga a dire che l&#8217;apprendistato sperimentale di cui si parla ne La Buona Scuola garantisce la mia formazione: è solo sfruttamento e asservimento agli interessi delle imprese!</p>
<p>Io sciopero perché la bocciatura è un enorme fallimento del sistema formativo.</p>
<p>Io sciopero perché non voglio fuggire dall’Italia. Voglio un Paese che sappia valorizzare le mie potenzialità!</p>
<p>Io sciopero perché mi han detto che dalla crisi si esce da soli, ma io non ci credo più. Il 10 ottobre siamo entrati in scena in più di 100 piazze del Paese per dire ad un Governo sordo alle istanze dei più deboli, che risponde con tweet e manganelli alla disperazione degli operai di Terni come degli studenti, che non accettiamo più soprusi e leggi che vanno contro i nostri bisogni. Ci siamo tutti stancati di vedere le TV e i giornali imbottiti di dichiarazioni a nostro nome. Renzi e i poteri forti di questo Paese non possono pensare di convincere il Paese della bontà del Jobs Act dicendo che è una risposta ai nostri bisogni, alla disoccupazione, alla mancanza di reddito. Nessuno ci ingannerà più: sappiamo bene che dietro il Jobs Act si nasconde la definitiva precarizzazione del mercato del lavoro, il demansionamento, i controlli a distanza, i licenziamenti facili e nessuna reale tutela.</p>
<p>Il 14, nella giornata di sciopero sociale e della Fiom, in vista dello sciopero generale, incroceremo le braccia e daremo vita, tutti assieme, ad uno sciopero studentesco diffuso e generalizzato, scuola per scuola, città per città.</p>
<p>Scenderemo in piazza e bloccheremo la circolazione, andremo ad attaccare i dispositivi proprietari della cultura perché la conoscenza è un bene comune non recintabile, per restituire un ruolo sociale ai saperi, alla ricerca.</p>
<p>Il nostro futuro non è uno slogan. Nessuno potrà scriverlo in nostro nome: lo scriveremo noi, con tutta la rabbia, con tutto l&#8217;amore.</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p>Organizzerai un corteo il 14 novembre? Comunicacelo inviando una mail a unionedeglistudenti@gmail.com o chiamando ai <a href="/sito/nazionale/"> responsabili territoriali di riferimento per la tua regione</a>. Oppure scrivici tranquillamente su <a href="https://www.facebook.com/uds.studenti">facebook</a>!</p>
<p><a rel="attachment wp-att-7647" href="/sito/la-dichiarazione-della-studentessa-e-dello-studente-in-sciopero/copertina-14n/"><img class="alignleft size-full wp-image-7647" title="copertina #14N" src="/sito/wp-content/uploads/2014/11/copertina-14N.jpg" alt="" width="672" height="248" /></a></p>
<div><span style="color: #222222; font-family: arial; font-size: small; line-height: normal;"><br />
</span></div>
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