"E se credete ora che tutto sia come prima perché avete votato ancora la sicurezza, la disciplina, convinti di allontanare la paura di cambiare verremo ancora alle vostre porte e grideremo ancora più forte" F. De Andrè 0

OCCUPAZIONI – Apre lo sportello contro le ritorsioni 01/06/15

  Da oggi l’Unione degli Studenti apre lo sportello di supporto su tutto il territorio nazionale contro le ritorsioni subite dagli studenti a seguito delle occupazioni. Contattateci a unionedeglistudenti@gmail.com o ...


 

"E se credete ora che tutto sia come prima perché avete votato ancora la sicurezza, la disciplina, convinti di allontanare la paura di cambiare verremo ancora alle vostre porte e grideremo ancora più forte" F. De Andrè

Da oggi l’Unione degli Studenti apre lo sportello di supporto su tutto il territorio nazionale contro le ritorsioni subite dagli studenti a seguito delle occupazioni.
Contattateci a unionedeglistudenti@gmail.com o su fb.com/uds.studenti e saremo a disposizione per difendere i nostri diritti!
Sono tante. Tantissime le segnalazioni che ci sono arrivate. Quest’anno più che mai le occupazioni e le autogestioni sono state fortemente represse da docenti e dirigenti scolastici. Minacce, ritorsioni, gite eliminate, voti in condotta abbassati, rischi bocciatura, medie distrutte nelle singole materie. Tutto ciò per far tacere le nostre voci in nome della “disciplina”.

Nessuna studentessa o studente sarà lasciato solo! Daremo ad ogni studentesse o studente gli strumenti per difendersi dalla repressione e dall’autoritarismo.
Non intendiamo, però, rispondere solo con le scartoffie, ma oltre a difendere questi studenti, che spesso sono stati puniti a nome di tutti, rispondiamo con solidarietà e rilancio propositivo.
Lo spirito ed il clima delle nostre occupazioni continua, ed anzi ora deve trovare forma pratica nelle prossime lotte e nelle alternative che stiamo costruendo dal basso!

Eppure noi volevamo portare a scuola la gioia ed i nostri colori, eppure le occupazioni sono una forma di partecipazione tra le più alte rimaste, sono sintomo di una scuola che vuole cambiare davvero, sono prototipi ed esperimenti dell’idea di scuola a nostra misura che vorremmo poter vivere.
Come si fa a parlare di democrazia quando non c’è un luogo di dialogo e incontro tra docenti e studenti? Come si fa a parlare di sapere se non c’è alcuna riflessione critica sul senso di quanto ci costringete ad imparare a memoria?
Come si fa a parlare di scuola come “centro di cittadinanza attiva” quando non c’è confronto, ma solo punizioni?
Competizione, autoritarismo, divisioni. Ecco cosa combattiamo nelle nostre scuole. Nessuna riforma può modificare questo, ma solo le comunità scolastiche stesse.
Rispondiamo alle vostre minacce con l’apertura di nuovi spazi di democrazia e partecipazione. Con le richieste di commissioni paritetiche e referendum studenteschi, con la sfida di chi non ha paura e vuole continuare a riempire la scuola delle proprie attitudini, sogni ed aspirazioni.

 

 


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