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MONTEBELLUNA: IL LICEO BLINDATO, GLI STUDENTI RISPONDONO 09/25/12

Quest’anno il ritorno a scuola degli studenti del Liceo Levi di Montebelluna si è rivelato meno accogliente del solito. Nella seduta del Consiglio d’Istituto datata 14 Settembre è stato deliberato ...


Quest’anno il ritorno a scuola degli studenti del Liceo Levi di Montebelluna si è rivelato meno accogliente del solito. Nella seduta del Consiglio d’Istituto datata 14 Settembre è stato deliberato il nuovo regolamento, nel quale vengono ridisciplinate le modalità di fruizione dell’edificio scolastico.

L’accesso all’istituto e la permanenza al suo interno sono consentiti solo durante gli orari di lezione, quindi non prima delle 7.55 e non oltre i 10 minuti successivi al suono dell’ultima campana. Anche la ricreazione non si salva da questa direttiva: aule vuote, corridoi sgombri, tutti fuori!

Insomma, se il nuovo preside Ezio Toffano sperava di partire con il piede giusto, non ne ha azzeccata proprio una!

Non sono mancate le lamentele degli studenti, costretti ad attendere in giardino l’apertura delle porte. Infatti, la maggior parte di essi proviene da fuori Montebelluna, e l’orario di arrivo a scuola è legato esclusivamente ai trasporti: non manca chi deve pazientare più di 20 minuti per poter sedersi su una sedia!

Di fronte alle temperature in calo, la risposta del preside è stata “Usate il giubbotto!”.

L’unico elemento di “apertura” è una circolare che chiede ai genitori se vogliono che i loro figli possano entrare prima dell’orario consentito e se sono disposti a pagare per questo, premettendo però che la scuola non lo può garantire gratuitamente. Praticamente fanno le domande e si danno anche le risposte!

Riteniamo sconcertante l’impossibilità di rimanere nell’edificio durante la ricreazione, sia per le varie esigenze che lo studente potrebbe avere nell’unico quarto d’ora di reale libertà, sia perché il corpo docente e il personale tecnico sono presenti nell’edificio, potendone garantire la sorveglianza.

Infine, si ha la possibilità di restare oltre l’orario di fine lezioni solo in caso di attività pomeridiane legate all’istituto, escludendo chi ha necessità legate ai trasporti.

Queste nuove direttive sviliscono secondo noi il senso stesso di spazio di formazione che la scuola rappresenta. Spazio che va ben oltre la didattica frontale, ma intesse una fitta rete di legami sociali e culturali: il tessuto della società di domani.

Vogliamo quindi rivolgere delle domande, dovutamente provocatorie, al nuovo preside del Liceo Levi:

“Se la ragione principale per queste nuove disposizioni è la scarsa sicurezza dell’edificio, com’è che essa scompare magicamente durante le ore di lezione?”

“Com’è stato possibile che fino allo scorso anno fosse possibile rimanere oltre gli orari strettamente didattici?”

“Lo studente è tenuto fuori dall’edificio perché la scuola, nella persona del preside, non vuole assumersi la responsabilità in caso di disgrazie: ma non è responsabilità della scuola anche se ciò avvenisse malauguratamente in giardino?”

In attesa di risposte, invitiamo il preside a farci compagnia durante l’attesa del suono della prima campanella. Grazie.


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