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Via libera all’apprendistato sperimentale: inaccettabile sfruttamento! Ora basta! 10/06/15

Via libera della conferenza Stato-Regioni al Decreto interministeriale tra MIUE, MEF e Ministrero del Lavoro attuativo delle disposizioni del Jobs Act sull’apprendistato formativo. Il Governo si appresta dunque a varare ...


Via libera della conferenza Stato-Regioni al Decreto interministeriale tra MIUE, MEF e Ministrero del Lavoro attuativo delle disposizioni del Jobs Act sull’apprendistato formativo. Il Governo si appresta dunque a varare il decreto per il riordino dell’apprendistato. L’intesa raggiunta in Conferenza Stato-Regioni prevede il potenziamento dell’apprendistato sperimentale per il diploma e la qualifica professionale con l’aumento delle ore di formazione “on the job” e la personalizzazzione dei percorsi. Queste misure sono innaccetabili. L’apprendistato è un vero e proprio contatto di lavoro e perciò chiediamo che venga previsto solo dopo dopo l’assolvimento dell’obbligo scolastico, da innalzare fino a diciotto anni rispetto ai sedici attua. Il Governo invece pensa di equiparare ore di lavoro sottopagato con ore di formazione in classe, andando a dequalificare ulteriormente la formazione.
Apprendiamo, inoltre, dai giornali che entro l’autunno sarà operativo il registro nazionale delle imprese per l’alternanza scuola-lavoro istituito dalla c.d Buona Scuola presso le Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura. Riteniamo inaccettabile che questa prospettiva non sia supportata dall’approvazione di uno statuto dei diritti degli studenti e delle studentesse in stage, altra delega prevista dalla Buona Scuola e sulla quale la discussione risulta fortemente deficitaria, non prevedendo incompatibilità per le imprese che non svolgono formazione e ricerca o che hanno un alto impatto inquinante sul territorio, rimborsi spese per gli studenti in alternanza e previsione di ore di formazione sui diritti del lavoro.
Non ci stupisce che il Governo che ha elevato la precarietà a norma generale con l’approvazione del Decreto Poletti e del Jobs Act prosegua con arroganza inseguendo un modello tedesco, peraltro dequalificato dal basso tasso di ricerca e sviluppo nel nostro tessuto imprenditoriale, che snatura il significato dell’obbligo scolastico. Il rapporto tra formazione e lavoro non deve essere negato, ma radicalmente ripensato nell’ottica di favorire il valore sociale della conoscenza e la capacità dei saperi di trasformare l’esistente, anziché lasciare mano libera al profitto a breve termine delle imprese.
Sempre più studenti e studentesse sono costretti a svolgere lavori malpagati e dequalificanti per sostenere economicamente gli studi o in percorsi di stage che diventano sfruttamento anziché esperienza formativa. Riteniamo tutto questo inaccettabile: il 9 ottobre saremo nelle piazze di tutta Italia anche per dire che Vogliamo Potere per mettere al bando lo sfruttamento nelle imprese degli studenti e per vivere esperienze di formazione “on the jobs” realmente qualificanti.


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