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PRATO – I ripetenti della provincia non possono iscriversi a scuola 02/10/14

L ‘Istituto Alberghiero Datini di Prato sbarra le porte d’accesso all’iscrizione agli studenti ripetenti provenienti dalla provincia. Il preside giustifica la scelta con la volontà di privilegiare il territorio e ...


L ‘Istituto Alberghiero Datini di Prato sbarra le porte d’accesso all’iscrizione agli studenti ripetenti provenienti dalla provincia. Il preside giustifica la scelta con la volontà di privilegiare il territorio e garantire l’eccellenza della scuola.
Impedendo l’iscrizione ai ripetenti il Datini di Prato trasforma l’insuccesso scolastico degli studenti in una colpa personale irrecuperale, ne ignora così totalmente le cause sociali e di contesto e ne fa un pretesto per restringere la libertà di scelta e il diritto al recupero di questi studenti. Crediamo inoltre che discriminare gli studenti della provincia rispetto a quelli di città sia una scelta ingiustificabile e illogica.
La preoccupazione principale della scuola dell’obbligo, specie in un Paese come l’Italia con i tassi di abbandono scolastico tra i più alti d’Europa, dovrebbe essere non lasciare nessuno indietro e garantire, abbattendo ostacoli economici e sociali ,il diritto allo studio e al successo formativo. Quello che si è scelto di fare al Datini di Prato è l’esatto opposto.  Un esempio di come l’autonomia scolastica dei singoli istituti possa tradursi, tramite gestioni manageriali e privatistiche da parte delle dirigenze, in esperimenti assolutamente negativi che minacciano lo stesso carattere pubblico dell’istruzione, un precedente preoccupante che il MIUR si dovrebbe impegnare a stoppare con la massima celerità, trasformando in fatti le criticità già espresse in questi giorni.
Il numero chiuso si estende anche a scuola, minacciando il diritto allo studio di tante e tanti. Il Datini di Prato sceglie infatti di avallare le logiche d’esclusione e restrinimento dell’accesso ai saperi messi in campo ormai da anni e in maniera totalizzante all’Università. Quasi il 60% degli studenti che hanno partecipato al Referendum Studentesco “Diritti al futuro” nello scoro anno si sono però espressioni a favore del carattere totalmente pubblico e aperto dell’istruzione. Alla luce di ciò la scelta del Datini al pari dell’ulteriore restringimento del numero chiuso a medicina, odontoiatria e veterinaria operato dal MIUR è totalmente antidemocratico rispetto alle volontà e ai bisogni degli studenti  e rappresenta una minaccia per il futuro culturale e non solo dell’intero Paese. Ci mobilteremo nelle prossime settimane contro l’iniquo e sbagliato sistema del numero chiuso, il suo ulteriore inasprimento ed estensione.


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