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No ai finanziamenti alle scuole private, il 26 Maggio a Bologna come in tutta Italia 05/22/13

Il 26 Maggio a Bologna la cittadinanza sarà chiamata a votare per decidere della destinazione dei finanziamenti per la scuola dell’infanzia: l’opzione A chiede che i fondi pubblici vengano utilizzati ...


Il 26 Maggio a Bologna la cittadinanza sarà chiamata a votare per decidere della destinazione dei finanziamenti per la scuola dell’infanzia: l’opzione A chiede che i fondi pubblici vengano utilizzati per le scuole statali e comunali, l’opzione B che vengano utilizzati per le scuole paritarie-private. Il quesito referendario pone una questione importante per la città e il Paese tutto; dal nord al sud infatti le scuole stanno subendo le dure conseguenze di anni di tagli e riforme sbagliate, a Bologna l’emergenza è rappresentata da quasi 450 bambini esclusi a settembre del 2012 dalle scuole comunali e dai tanti posti vacanti nelle scuole private, in cui le famiglie pagano rette annuali di migliaia e migliaia di euro.

L’emergenza che vive la città di Bologna è una fotografia delle macerie prodotte in questi anni nell’intero sistema pubblico d’istruzione: i diversi ministri che si sono succeduti hanno scelto di definanziare drasticamente le scuole e le università pubbliche lasciando intatti i fondi a quelle private e confessionali. Il Ministro Carrozza con le dichirazioni di oggi, sceglie di non difendere il valore della scuola pubblica; una scelta a cui dovrà rispondere agli studenti nelle piazze nei prossimi mesi. Ci sembra grave e inammissibile che da parte dell’attuale ministra non ci sia nessun segnale di controtendenza. Garantire l’accesso libero all’istruzione a tutti i bambini non vuol dire scegliere di schierarsi a favore dell’opzione B e quindi a favore della “libertà di scelta” di chi, partendo da condizioni economiche più favorevoli, può permettersi di pagare le scuole private.

La Costituzione prevede che l’istituzione di scuole da parte di enti e privati non gravi sulle finanze pubbliche e che lo Stato garantisca a tutti il diritto allo studio; ci appelliamo all’art. 33 e 34 del dettato costituzionale, così come hanno fatto il Comitato promotore e tutti i cittadini che in queste settimane si sono attivati a favore dell’opzione A, perchè crediamo che sia necessario dargli piena attuazione, a Bologna come in tutta Italia: rifinanziando completamente l’istruzione pubblica, abolendo la legge di parità 62/2000, garantendo a tutte e tutti l’accesso ad una scuola pubblica e laica .


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