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CAMPANIA – Prima settimana di scuola: #MAKE SCHOOL! NOT WAR! 09/19/13

Anche quest’anno, con la riapertura delle scuole, ricominciano per gli studenti gli stessi problemi e disagi di sempre: mezzi pubblici inefficienti (anche se più costosi),  strutture scolastiche precarie, ingenti spese ...


Anche quest’anno, con la riapertura delle scuole, ricominciano per gli studenti gli stessi problemi e disagi di sempre: mezzi pubblici inefficienti (anche se più costosi),  strutture scolastiche precarie, ingenti spese per libri e materiale scolastico, stessi programmi, stessi metodi didattici, stesso sistema di valutazione.

Si sono ormai materializzati compiutamente i provvedimenti della “non-riforma” Gelmini e le conseguenze di tagli su tagli degli ultimi governi alla scuola pubblica, che ne hanno prodotto uno svuotamento della sua funzione educatrice, trasformandola sempre più in un mero traghetto per l’università, sancito dal conseguimento di un diploma.

E mentre l’istruzione e la formazione vengono spinte sempre più ai margini del dibattito politico, nel nostro Paese si accendono i riflettori sul settore militare, quasi a voler giustificare gli ingenti finanziamenti stanziati, come l’acquisto di cacciabombardieri F-35.

Per denunciare questa contraddizione radicale che vi è tra chi vive i problemi delle scuole e chi, invece, decide di finanziare la guerra, come Unione degli Studenti Campania ci siamo mobilitati in tutti i capoluoghi della regione e in molte città e paesi delle provincie per fare sentire il forte “No” alla politica bellica messa in atto in Siria e alla campagna di disinformazione e manipolazione creatasi a livello internazionale. Ironicamente abbiamo simulato un attacco aereo, come quello ipotizzato per la risoluzione del conflitto Siriano, con aereoplanini di carta che, invece di bombe, lanciavano un messaggio ben chiaro “MAKE SCHOOL, NO WAR!”.

Crediamo, infatti, che non è con una politica bellica che si risolvono i conflitti, e che il finanziamento alle industrie di armi e agli F-35, ma anche alle grandi opere come la TAV, il Ponte, il MUOS, sono precise scelte politiche di un governo che si pone come priorità la creazione di un modello di sviluppo, che non tiene conto dei diritti, della pubblicità dei servizi e, soprattutto, della formazione.Gli studenti di tutto il Paese hanno espresso la loro forte contrarietà all’esplosione di un conflitto che va contro la nostra Costituzione, più volte deturpata, e contro tutto ciò che quotidianamente viene studiato nelle classi.

A seguito del primo giorno, abbiamo promosso e stiamo promuovendo una serie di iniziative, nelle nostre scuole e nelle nostre sedi, per comprendere al meglio la questione Siriana e tutti i conflitti che da anni e anni attraversano il mediterraneo meridionale e orientale, un’unica striscia di terra colpita dalla guerra.

L’11 ottobre saremo in piazza per rivendicare in primo luogo maggiori investimenti sulla scuola pubblica e di qualità, un piano di finanziamento della legge regionale sul diritto allo studio del 2005 e per lanciare un segnale di lotta e di costruzione di alternativa!

Unione degli Studenti Campania

 


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