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	<title>UDS - Unione Degli Studenti &#187; genova</title>
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	<description>Sindacato Studentesco</description>
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		<title>GENOVA &#8211; Assemblea pubblica: Valutati, non schedati!</title>
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		<pubDate>Wed, 08 May 2013 16:25:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>carmenguarino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[GENOVA &#8211; Agli inizi di aprile, il MIUR e il ministro Profumo hanno stabilito che le prove invalsi non solo verranno propinate alle classi seconde, ma saranno introdotte anche alle [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">GENOVA &#8211; Agli inizi di aprile, il MIUR e il ministro Profumo hanno stabilito che le prove invalsi non solo verranno propinate alle classi seconde, ma saranno introdotte anche alle classi quinte, in via sperimentale, per l’anno scolastico in corso. Alcune classi campione svolgeranno le prove, che non influiranno sul rendimento scolastico, ma, che dall’anno venturo, saranno obbligatorie per tutti gli studenti maturandi e potranno quindi andare a incidere sulla valutazione dell’esame di maturità oltre a essere usate come criterio di ammissione all’università. Questa decisione seguendo la linea degli ultimi governi tende a uniformare le conoscenze e le menti di coloro che si troveranno a comporre la società futura.</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">Questo tipo di valutazione infatti non tiene conto delle specificità presenti all’interno di ogni contesto scolastico, riducendo l’apprendimento a semplici nozioni che non descrivono appieno le conoscenze dei singoli. Lo scopo ultimo di queste prove sarà inoltre valutare il rendimento delle singole scuole, determinando così una divisione in classi, aumentando il divario tra gli istituti di serie A che riceveranno finanziamenti maggiori rispetto a quelli di serie B.</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">Per discutere di questo scempio e organizzare il boicottaggio dei test invalsi, che saranno svolti il 16 maggio, vi invitiamo a partecipare all’assemblea pubblica che si terrà l’8 maggio alle ore 15 presso l’Ex Latteria Occupata in piazza Sarzano, durante la quale interverranno membri dell’Unione degli Studenti, professori autoconvocati e rappresentanti dei genitori.</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;"><a href="https://www.facebook.com/events/441314102627142/?fref=ts">link dell&#8217;evento fb</a></span></p>
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		<title>GENOVA &#8211; Crollo al liceo King</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Mar 2013 14:31:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>danilolampis</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Giovedì 21 marzo sono iniziati a crollare calcinacci dal soffitto, da poco ristrutturato della succursale del Liceo King a Genova Nervi. Il giorno dopo gli studenti per paura di crolli improvvisi hanno disertato  le aule e si sono mossi verso la sede per avere un incontro con la presidenza.<br />
Non è la prima volta che gli studenti del Liceo King denunciano le problematiche legate all’edilizia della propria scuola, ma le loro voci sono rimaste inascoltate, anzi minimizzate da tecnici della provincia che affermavano che non vi fosse alcun problema strutturale.<br />
E’ inaccettabile che le istituzioni rimangano sorde a richieste d’aiuto per problemi di cui sono responsabili, rendendosi colpevoli, di tragici eventi, come l’episodio del 22 novembre del 2008 al liceo Darwin di Rivoli, in cui lo studente Vito Scafidi è rimasto ucciso dal crollo di un soffitto. I continui tagli indiscriminati degli ultimi anni ai fondi destinati all’edilizia scolastica hanno messo in ginocchio scuole la cui situazione era critica da anni.<br />
Il liceo King non è un caso isolato:l’anno scorso al Liceo Pertini, in concomitanza con l’alluvione le infiltrazioni d’acqua erano state molte e avevano portato all’allagamento di alcuni locali.Ogni anno  studenti e studentesse, denunciano il fatto che questi casi estremi sono solo la punta di un iceberg fatto di moltissimi edifici inadeguati. Non è possibile che la questione dell’edilizia scolastica venga a galla soltanto a seguito di incidenti gravi e pericolosi come quello di oggi.<br />
Nella provincia di Genova,  così come in tutta Italia è necessario un forte e rapido intervento con provvedimenti concreti che mettano in sicurezza tutte le scuole e che garantiscano ad ogni studente il diritto a studiare in un ambiente adeguato, non rischiando sopratutto di mettere a rischio la propria vita.</p>
<p>Unione Degli Studenti Genova<br />
Collettivo Studenti King</p>
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		<title>GENOVA &#8211; Partono le ripetizioni autogestite</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Mar 2013 18:13:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>danilolampis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[GENOVA &#8211; L’Unione degli Studenti di Genova ha organizzato un servizio di ripetizioni totalmente gratuite, da studente a studente, volto a sottolineare le forti carenze del sistema scolastico. Di anno [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">GENOVA &#8211; L’Unione degli Studenti di Genova ha organizzato un servizio di ripetizioni totalmente gratuite, da studente a studente, volto a sottolineare le forti carenze del sistema scolastico.</span><br />
<span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;"> Di anno in anno, di riforma in riforma, i fondi per l’istruzione pubblica vengono sempre più tagliati, portandoci a fare i conti con un sistema scolastico non più adeguato alle reali esigenze degli studenti.</span><br />
<span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;"> Le scuole si ritrovano a non poter più offrire corsi di approfondimento e recupero del programma curricolare funzionali alle necessità di chi, per i più svariati motivi, abbia riscontrato delle difficoltà di apprendimento in alcune materie. Le classi troppo numerose, composte da studenti con differenti livelli di preparazione, un programma troppo esteso da trattare in un numero troppo ridotto di ore, durante corsi che talvolta sono gestiti dagli stessi docenti il cui metodo non è risultato efficace sono le più evidenti problematiche riscontrate che hanno portato alla realizzazione di questo progetto volto a creare consapevolezza tra gli studenti delle reali condizioni della scuola in cui ogni giorno trascorrono gran parte del proprio tempo.</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">Le ripetizioni sono prenotabili ai seguenti contatti:</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">Alberto (Matematica e fisica) 3489821122</span><br />
<span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;"> Matilde (Inglese, matematica e fisica per il biennio) 3489276949</span><br />
<span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;"> Giacomo (Francese per il biennio) 3295991994</span></p>
<div><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;"><strong>COME ORGANIZZARE LE RIPETIZIONI AUTOGESTITE?</strong></span></div>
<div><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;"><strong>Leggi la scheda tecnica, informati e discutine!</strong></span></div>
<div><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;"><strong> </strong><a class="downloadlink" href="/wp/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=guida-mercatino-del-libro-usato.pdf" title=" scaricato 125 volte" >Guida-mercatino-del-libro-usato (125)</a></span></div>
<div><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">SE DECIDI DI ORGANIZZARLE CONTATTACI A info@unionedeglistudenti.it o chiamaci allo 06/69770332</span></div>
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		<title>GENOVA &#8211; Approvata commissione paritetica al Fermi</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Mar 2013 21:17:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>danilolampis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[GENOVA &#8211; Un&#8217;importante vittoria è stata raggiunta oggi all&#8217;interno del Liceo Enrico Fermi di Genova. Per la prima volta in un Consiglio di Istituto Ligure è stata discussa ed approvata [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">GENOVA &#8211; Un&#8217;importante vittoria è stata raggiunta oggi all&#8217;interno del Liceo Enrico Fermi di Genova.</span><br />
<span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;"> Per la prima volta in un Consiglio di Istituto Ligure è stata discussa ed approvata la costituzione di una Commissione Paritetica.</span><br />
<span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;"> Questa conquista, uno dei punti di AltraRiforma, è solo il primo passo verso una didattica equa ed efficiente, che permetta agli studenti di far sentire la propria voce all&#8217;interno dell&#8217;istituzione scolastica, un cambiamento nella scuola portato avanti dal basso dagli studenti, in controtendenza con le politiche dei governi nazionali di questi ultimi anni che stanno rendendo le nostre scuole sempre più simili ad aziende dove non c&#8217;è spazio per la partecipazione studentesca ma solo per la ricerca del profitto, dove i finanziamenti sono visti come uno spreco da tagliare e non come un investimento sul futuro.</span><br />
<span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;"> La Commmissione, costituita e messa agli atti il giorno stesso del CdI, entrerà in vigore a maggio, quando, durante il Collegio dei Docenti, sarà stabilito il numero di professori disposti a partecipare alle assemblee;</span><br />
<span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;"> quindi, nelle settimane successive, il Comitato Studentesco eleggerà i propri rappresentanti all&#8217;interno della Paritetica fra gli studenti che si candideranno.</span><br />
<span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;"> Il regolamento della stessa sarà redatto entro il prossimo Consiglio d&#8217;Istituto dai rappresentanti d&#8217;istituto.</span><br />
<span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;"> Studenti e docenti insieme monitoreranno l’offerta formativa e la qualità della didattica nonché l’attività di servizio agli studenti da parte dei professori stessi.</span><br />
<span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;"> La commissione paritetica deve essere quindi il laboratorio di sintesi, confronto e cooperazione tra il Collegio dei Docenti e il Comitato Studentesco, sia per togliere potere al corporativismo dei docenti sia per legittimare spazi di costruzione e analisi come il Comitato studentesco.</span><br />
<span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;"> Tutto ciò non sarebbe stato possibile senza il Collettivo Studentesco che, in collaborazione con l&#8217;Unione degli Studenti, ha fornito ai rappresentanti d&#8217;istituto i mezzi necessari per portare avanti la proposta.</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">Collettivo Autogestito Studentesco Enrico Fermi e Rappresentanti d&#8217;Istituto</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">VUOI PORTARE ANCHE TU UNA COMMISSIONE PARITETICA NELLA TUA SCUOLA?</span></p>
<ul>
<li><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">Scarica, studia e discuti la <a class="downloadlink" href="/wp/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=ev-10.jpg" title=" scaricato 126 volte" >Ev-10 (126)</a></span></li>
<li><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">Scarica, leggi e proponi anche tu l&#8217; <a class="downloadlink" href="/wp/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=ev-1.jpg" title=" scaricato 132 volte" >Ev-1 (132)</a></span></li>
</ul>
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		<title>GENOVA &#8211; Ambiente e salute sono diritti: reddito minimo grantito a tutti/e</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Dec 2012 17:49:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>danilolampis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi, 6 Dicembre, un corteo studentesco ha sfilato per le strade di Genova, come nelle più grandi città italiane, una data di mobilitazione convocata contro i tagli all’istruzione e per [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi, 6 Dicembre, un corteo studentesco ha sfilato per le strade di Genova, come nelle più grandi città italiane, una data di mobilitazione convocata contro i tagli all’istruzione e per proporre un alternativa al modello di scuola ed università che siamo costretti a subire ogni giorno. Durante il corteo però, quando all’ incrocio tra via Gramsci e via delle Fontane, gli studenti sono venuti in contatto con il corteo dei lavoratori edili si sono verificati degli episodi spiacevoli.</p>
<p>Dal furgone del corteo degli studenti un intervento ha espresso le perplessità del movimento sulle rivendicazioni e sulla piattaforma del corteo dei sindacati confederali dei lavoratori edili. Ancora una volta dopo Taranto, la protesta sindacale non riesce ad andare oltre la difesa ad ogni costo del posto di lavoro. Il lavoro reclamato dai lavoratori edili oggi coincide con la costruzione del III Valico e della gronda autostradale quindi con la distruzione sistematica dell’ambiente e del territorio, mettendo anche a rischio la salute della popolazione per via della concentrazione di amianto presente nell’Appennino. Riteniamo che scendere in piazza esclusivamente per difendere il posto di lavoro sia un errore, una presa di posizione sbagliata che deriva da un ideologia culturale secondo la quale “di più” significa per forza “meglio”, secondo la quale il progresso porta sempre e comunque benessere, quando invece questo caso e quello dell’Ilva di Taranto dimostrano il contrario. La battaglia che deve essere portata avanti oggi invece è quella della difesa del territorio e dell’ambiente dalle logiche del profitto e dalla speculazione economica, è necessario rivendicare un reddito minimo garantito che assicuri un tenore di vita decoroso a tutti, senza spingersi alla strenua difesa di posti di lavoro che comunque rischiano di scomparire per la crisi inevitabile del settore.</p>
<p>Noi non ci poniamo contro gli operai ma contro la strumentalizzazione di cui questi sono purtroppo vittime e che li porta a lottare per interessi altrui, per chi ha degli interessi economici forti sulla costruzione di queste grandi opere per esempio, gli stessi che sfruttano il lavoro degli operai in ogni fabbrica ed in ogni cantiere. Ciò che gli operai avrebbero interesse a rivendicare è l’istituzione di un welfare che non sia solamente assistenzialista ma che vada oltre la prestazione lavorativa, garantendo un reddito minimo, un territorio e un ambiente liberi dalla speculazione edilizia, dalla cementificazione e dalle grandi opere devastatrici.</p>
<p>Dopo l’intervento fatto dal furgone, nel quale si esponevano questi argomenti, un gruppo di operai ha tentato di aggredire il corteo studentesco, francamente ci dispiace constare che la rabbia degli operai dimostrata in quel momento raramente si vede in piazza e quasi mai contro chi sarebbe giusto rivolgerla, non contro chi durante un corteo ha espresso legittimamente la sua posizione.</p>
<p>Concludendo vogliamo ribadire la nostra assoluta contrarietà al III Valico e alla gronda autostradale, grandi opere che vengono realizzate in nome del progresso, ma che in realtà hanno il solo scopo di far realizzare dei profitti agli investitori, danneggiando l’ambiente ed il nostro territorio e sprecando miliardi di risorse pubbliche che potrebbero essere investite nelle scuole, nell’università e nel sociale. Non potremmo mai difendere lavoratori che accettano simili compromessi, in quanto difendendo il singolo posto di lavoro si danneggia la collettività nel suo insieme. A volte il diritto alla salute e all’ambiente possono essere in contrasto con il lavoro, ma di certo non con un reddito minimo garantito, se tra i lavoratori in futuro ci sarà questa consapevolezza saremo felici di essere al loro fianco.</p>
<p>Le studentesse e gli studenti dell&#8217;Unione degli studenti Genova</p>
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		<title>GENOVA &#8211; Noi, generazione senza futuro, Liberiamo i saperi!</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Dec 2012 14:44:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>danilolampis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le piazze sono piene di una rabbia che ogni giorno urla più forte: una consistente parte della popolazione ha rotto gli indugi e deciso di scendere in piazza, ha deciso [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Le piazze sono piene di una rabbia che ogni giorno urla più forte: una consistente parte della popolazione ha rotto gli indugi e deciso di scendere in piazza, ha deciso di reclamare i propri diritti, deciso che vuole smettere di continuare a pagare questa crisi in nome del rigore, dell&#8217;austerità e dei sacrifici. Persone stanche di sentirsi ripetere quotidianamente a reti unificate che“E&#8217; necessario fare dei sacrifici”, “siamo sull&#8217;orlo del baratro” o che “Rischiamo di finire come la Grecia” per giustificare le peggiori manovre e la distruzione dello stato sociale e di ogni certezza sul futuro di studenti, precari, pensionati e lavoratori, disoccupati quando invece le risorse ci sono ma vengono impiegate in folli spese militari o in grandi opere inutili e dannose. Nelle piazze però c&#8217;eravamo sopratutto noi giovani: studenti e studentesse, precari e disoccupati, parte di una generazione senza garanzie che ogni giorno vede un futuro sempre più buio, incerto, traballante, in una parola: precario!<br />
Siamo arrabbiati ma al tempo stesso consapevoli che questa situazione non dipende né da noi (come invece sostiene chi continua a chiamarci sfigati, bamboccioni e choosy) né da cause di forza maggiore di fronte alle quali non possiamo che desistere. Questa situazione deriva da anni di politiche sociali fallimentari dettate da quel&#8217;1% che ha portato a provvedimenti disastrosi su tutti i fronti, ottenendo come unico risultato l&#8217;allargarsi della forbice sociale. Dal Fiscal Compact alla riforma del Lavoro, dal decreto SalvaItalia alla riforma delle Pensioni, dai tagli alla sanità a quelli alla scuola pubblica, passando per tutte le &#8220;manovre correttive&#8221; la conseguenza immediata è che la crisi economica viene fatta pagare sistematicamente alle classi sociali più deboli.<br />
In particolare le misure sulla scuola segnano un punto di non ritorno per l&#8217;istruzione pubblica: ai drammatici tagli che si sono abbattuti in questi anni sul sistema scuola, minandone gravemente l&#8217;efficienza e l&#8217;offerta formativa, si aggiunge ora la minaccia del progetto di legge 953 &#8220;Ex-Aprea&#8221;, che apre di fatto le porte delle scuole ai privati come solamente un anno fa aveva fatto la legge Gelmini per le Università. Fortunatamente grazie alle mobilitazioni nelle piazze, alle autogestioni e alle occupazioni questo progetto di legge è stato temporaneamente bloccato: tutto è rimandato alla prossima legislatura, una vittoria seppur piccola ma che ci dimostra che la nostra lotta porta a dei risultati concreti. Non è difficile immaginare le ricadute che questo quadro potrebbe comportare: l&#8217;offerta formativa e la produzione di saperi verrebbero completamente assoggettate a quelle che sono le logiche del profitto e del guadagno, è evidente che le decisioni all&#8217;interno della scuola verrebbero prese non più secondo ciò che è bene per lo studente ma secondo ciò che è conveniente per l&#8217;investitore! Si creerebbe poi una disparità sempre più elevata tra le varie scuole in quanto gli istituti meno &#8220;redditizi&#8221; susciterebbero scarso interesse negli investitori (banche , imprese, fondazioni) e si ritroverebbero con fondi ancora più scarsi! Inoltre l&#8217;abrogazione di molti articoli del testo unico sulla scuola darebbero la possibilità al nuovo consiglio dell&#8217;autonomia di cancellare diversi diritti degli studenti a cominciare dalla rappresentanza. Non si può non citare anche la situazione dell&#8217;edilizia scolastica: molte delle nostre scuole sono fatiscenti e pericolose, prive di attrezzature che ad ogni allerta meteo rischiano allagamenti o cedimenti, scuole dove nonostante sia già morto un ragazzo per un crollo continuano a cedere controsoffitti. Tutto questo avviene mentre le borse di studio sembrano sempre più un miraggio, i comodati d&#8217;uso sui libri di testo diminuiscono e i trasporti pubblici sono sempre più cari, rendendo difficile studiare per chi proviene da una situazione economica difficile e/o vive in periferia. Ribadiamo che il diritto allo studio invece deve essere un punto fermo per una società equa e solidale, una società nella quale può e deve esistere un futuro per tutti, mentre oggi il sapere e l&#8217;istruzione rischiano di non essere più un diritto ma un privilegio per un “élite” ristretta, uno strumento di controllo sociale.<br />
Per questo autogestiamo, o occupiamo le nostre scuole, perché di fronte a una sempre maggiore privatizzazione dei saperi, di fronte alla privazione quotidiana di un diritto così fondamentale, intendiamo riappropriarcene costruendo nelle nostre scuole lezioni alternative , laboratori, dibattiti sia inerenti al nostro percorso di studi sia su temi di attualità che sui nostri particolari interessi, mettendo in pratica una produzione di saperi dal basso, restituendo ai saperi la loro natura di “bene comune”, contro la prassi secondo la quale le nozioni vengono calate dall&#8217;alto da un “docente” che le detiene a studenti che le recepiscono passivamente; autogestiamo quindi anche per rilanciare una nostra idea di didattica che renda lo studente protagonista del processo di apprendimento e che né sviluppi il senso critico. Autogestire quindi significa apprendere, condividere, imparare aiutarsi senza lo spirito della competizione ossessiva che ci vieni imposta quotidianamente.<br />
La nostra iniziativa è quindi sia un atto di protesta verso i provvedimenti che stanno distruggendo la scuola pubblica, e non solo, sia una vera e propria riappropriazione dei processi di produzione dei saperi, la proposta di un alternativa concreta ai tradizionali modelli di scuola e istruzione.</p>
<p>Unione Degli Studenti Genova<br />
Cassini Autogestito<br />
Collettivo Deledda<br />
CASEF<br />
Majorana Autogestito<br />
Collettivo 24 Aprile, Mazzini<br />
CollettivoLiceo King<br />
Klee Quarto</p>
]]></content:encoded>
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		<title>GENOVA &#8211; Studenti del Klee-Barabino sospesi durante l&#039;autogestione: La vostra repressione non fermerà la nostra protesta!</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Nov 2012 14:44:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>danilolampis</dc:creator>
				<category><![CDATA[News dai Territori]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[autogestione]]></category>
		<category><![CDATA[autunno 2012]]></category>
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		<category><![CDATA[uds]]></category>
		<category><![CDATA[uniojne degli studenti]]></category>

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		<description><![CDATA[Gli studenti del liceo artistico Klee Barabino della sede di Genova Quarto hanno deciso al seguito di diverse assemblee di autogestire la scuola. Un modo per mettere in pratica una [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-4434" href="/sito/genova-studenti-del-klee-barabino-sospesi-durante-lautogestione-la-vostra-repressione-non-fermera-la-nostra-protesta/klleee/"><img class="alignleft size-medium wp-image-4434" title="klleee" src="/sito/wp-content/uploads/2012/11/klleee-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Gli studenti del liceo artistico Klee Barabino della sede di Genova Quarto hanno deciso al seguito di diverse assemblee di autogestire la scuola. Un modo per mettere in pratica una produzione di saperi dal basso per far fronte ai tagli e leggi (in primis il progetto di legge 953 “Ex-Aprea”) che avviano l&#8217;istruzione pubblica sulla strada della privatizzazione. Queste politiche hanno incontrato nelle settimane scorse la resistenza di studenti e docenti che si sono riversati nelle strade in occasione dello sciopero generale europeo lo scorso 14 Novembre.</p>
<p>Ora in tutta Italia non si contano le scuole occupate o in autogestione o che inizieranno nelle prossime settimane, e gli studenti del Klee-Barabino hanno deciso di aderire a questa forma di protesta che oltre alla contestazione alle politiche sulla scuola e al pdl Aprea si propongono di creare un&#8217;alternativa: un modello di scuola alla base del quale c&#8217;è la diretta partecipazione dello studente, c&#8217;è una diversa idea di didattica che rende lo studente protagonista del processo di apprendimento e lo mette in discussione e ne sviluppa il senso critico. Durante le autogestioni si organizzano Lezioni alternative (molte delle quali gestite direttamente dagli studenti), incontri, assemblee, workshop e dibattiti riguardanti temi di attualità, il percorso di studi o interessi personali.</p>
<p>Ma tutto ciò spesso non è ben visto da presidi e dirigenti autoritari che tentano di salvaguardare un modello di scuola obsoleto e totalmente verticista. E come è avvenuto al Klee-Barabino attuano provvedimenti repressivi come le sospensioni al fine di dissuadere gli studenti dal partecipare a qualsiasi forma d protesta.</p>
<p>Infatti le sospensioni,più di 10 , sono chiaramente volute da parte della dirigenza scolastica, che in mancanza di motivazioni disciplinari serie ha punito gli studenti per aver sbagliato la modalità con cui avevano scritto la manleva, o coloro che fumavano sigarette nel cortile della scuola od usavano il cellulare durante l&#8217;autogestione.</p>
<p>Chiediamo l&#8217;immediato ritiro delle sospensioni, provvedimenti dettati da motivazioni politiche e non disciplinari con l&#8217;obbiettivo di far cessare l&#8217;autogestione e far rientrare tutto nell&#8217;ordinarietà. Ma non ci faremo intimorire da queste minacce le nostre ragioni sono troppo forti continueremo ad autogestire le nostre scuole come avevamo programmato (a partire dalle prossime settimane diverse scuole a Genova si uniranno), continueremo a scendere in piazza, la posta in gioco è troppo alta: è in gioco il futuro di noi studenti e professori!</p>
<p>Unione degli Studenti Genova</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Klee Sezione Quarto</p>
<p>Cobas Scuola</p>
<p>Roberto Pardini, Ugo Gabaldi comitato docenti autoconvocati</p>
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		<title>Genova: prima condanna per la Diaz, ma non basta</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Jul 2012 19:10:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Lanza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[EVIDENZA]]></category>
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		<category><![CDATA[De Gennaro]]></category>
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		<description><![CDATA[Oggi la Corte di Cassazione ha confermato le condanne sull&#8217;irruzione alla scuola Diaz. Si tratta senza dubbio di una buona notizia, per tutti coloro che temevano che la violenze di [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="text-align: justify;">Oggi la Corte di Cassazione ha confermato le condanne sull&#8217;irruzione alla scuola Diaz. Si tratta senza dubbio di una buona notizia, per tutti coloro che temevano che la violenze di ormai 11 anni fa rimanessero totalmente impunite. Quella di oggi è una sentenza importante che riconosce, nonostante i limiti evidenti, che ciò che è avvenuto quella sera a Genova non è accettabile in un Paese che si definisce democratico. Nonostante la prescrizione, nonostante la marginalità dei reati contestati (rispetto alla gravità dei fatti), si tratta di una conclusione non scontata per un processo lungo e difficile, che ha subito tentativi di depistaggio, resistenze e opposizioni, ma che alla fine è giunto a condannare alcuni dei vertici della Polizia di Stato, cosa quasi impensabile 11 anni fa.</span></p>
<p style="text-align: justify;">Certamente la lista dei condannati vede l&#8217;ingombrante assenza di Gianni De Gennaro, capo della Polizia all&#8217;epoca e attualmente sottosegretario, che è stato assolto, nonostante le sue responsabilità sull&#8217;episodio della Diaz e in generale sulle giornate di Genova siano pesanti ed evidenti.</p>
<p><img class="alignleft" style="border: 0px;" src="http://retedellaconoscenza.it/images/stories/genova2001.jpg" border="0" alt="" width="384" height="228" /></p>
<p style="text-align: justify;">Ora che la giustizia ha fatto il suo corso, è necessario che anche la politica dia alcune risposte chiare. Dalla sentenza emerge che i vertici della polizia italiana sono stati coinvolti in un episodio che Amnesty International ha definito “la più grave sospensione dei diritti democratici dopo la Seconda Guerra Mondiale”. È evidente che lo Stato italiano deve ora rispondere di questa cosa. In primo luogo è necessario che lo Stato chieda scusa alle vittime, per ciò che è successo in quei giorni, per gli arresti e la detenzione a Bolzaneto che molti e molte hanno subito in aggiunta alla carneficina della Diaz, ma anche per le promozioni di cui tutti e 25 i condannati hanno beneficiato in questi anni, promozioni che sono state come un insulto quo</p>
<p style="text-align: justify;">tidiano per chi ha vissuto quei giorni e per tutti e tutte coloro che vivono nel nostro paese. È necessario che chi ha favorito, pianificato o appoggiato la gestione “dell&#8217;ordine pubblico” e tutti coloro che hanno cercato di deviare le indagini in questi anni paghino e che coloro che sono coinvolti nelle vicende di Genova non ricoprano più incarichi pubblici, a partire da De Gennaro. E soprattutto è necessaria una riflessione pubblica sulla necessità di un processo reale di democratizzazione delle forze dell&#8217;ordine, su come lo stato esercita il monopolio legale della forza nel nostro paese e su come dovrebbe invece esercitarlo, alla luce dei fatti di Genova e di tanti altri episodi (dai casi di Aldovandri e Cucchi alla violenza nelle carceri, alla repressione di cui sono spesso stati oggetto i movimenti sociali negli ultimi anni, a partire dal Movimento NO TAV).</p>
<p style="text-align: justify;">In questi giorni si sta mettendo la parola fine sulle vicende giudiziarie relative a ciò che è avvenuto a Genova nel luglio 2001, per una curiosa coincidenza tra pochi giorni si concluderà anche il processo a carico dei manifestanti, che vede purtroppo pene assai più pesanti sulla testa degli imputati, nonostante la sproporzione tra la gravità dei comportamenti (su questo ricordiamo a chi ancora non la conoscesse la campagna <a href="http://www.10x100.it/" target="_blank">10&#215;100</a>). Però una volta messa la parola fine ai processi Genova non deve finire. Esattamente come ogni giorno lottiamo portando avanti gli stessi ideali di chi scese in piazza in quei giorni, così dobbiamo ricordare cos&#8217;è successo in quei giorni: la repressione nelle strade, Carlo Giuliani, la Diaz, Bolzaneto. E soprattutto dobbiamo lottare contro gli atteggiamenti autoritari e la repressione che in questi giorni si sono espressi con tutta la loro forza e che spesso riaffiorano nelle nostre città.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://retedellaconoscenza.it/component/content/article/44-homepage/582-genova-prima-condanna-per-la-diaz-ma-non-basta.html" target="_blank">retedellaconoscenza.it</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.10x100.it/" target="_blank">campagna G8 Genova 2001 NON È FINITA &#8211; 10 X 100</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a rel="attachment wp-att-3782" href="/sito/genova-prima-condanna-per-la-diaz-ma-non-basta/genova-non-e-finita/"><img class="aligncenter size-large wp-image-3782" title="genova non è finita" src="/sito/wp-content/uploads/2012/07/genova-non-è-finita-600x218.jpg" alt="" width="600" height="218" /></a></p>
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		<title>UdS Genova: in piazza contro il Terzo Valico</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Apr 2012 12:02:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giuseppinatucci</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;Unione degli Studenti Genova era in piazza il 20 aprile a fianco dei comitati No III valico. Costruire il terzo valico significa garantire un cantiere aperto per i prossimi 10 [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Unione degli Studenti Genova era in piazza il 20 aprile a fianco dei comitati No III valico.<br />
Costruire il terzo valico significa garantire un cantiere aperto per i prossimi 10 anni in Val Polcevera, significa sventrare e deforestare una valle per costruire nuove strade, prosciugare falde acquifere e sollevare polveri di amianto per scavare 39 chilometri di gallerie.</p>
<p>Entro pochi giorni in Valpolcevera verranno aperti 19 cantieri, molte persone saranno costrette a lasciare le proprie case per far spazio al “progresso”, altre dovranno convivere per anni con rumore, inquinamento e polveri di AMIANTO senza ricevere ovviamente alcun indennizzo!<br />
Continuano a farci credere che quest&#8217;opera valga il suo costo (6 miliardi e 200 milioni, più di quanto il nuovo governo preleverà agli italiani con i recenti tagli sulle pensioni), e che sia indispensabile per la crescità economica della città. In realtà non è altro che una colossale truffa completamente a carico dei cittadini, perpetrata per arricchire costruttori, banchieri, mafiosi e politicanti! Nessuno studio infatti ha provato la necessità di una nuova linea fra Liguria e Valle Padana; le linee attuali sono già cinque, utilizzate solo al 30% della loro reale capacità.</p>
<p>I dati dicono che nel nostro paese il 95% dei pendolari ferroviari utilizzano i treni su percorsi brevi, ma per questo genere di trasporto viene utilizzata una percentuale piccolissima degli investimenti (elettrificazione totale, doppi binari, linee parallele, locomotori nuovi, carrozze confortevoli e pulite, maggiore densità, orari rispettati, stazioni efficienti e non abbandonate o trasformate in supermercati). Tutti i finanziamenti vengono invece concentrati verso l’Alta Velocità che ha pochi passeggeri.<br />
Come se non bastasse, la scuola Villa Sanguineti dovrà chiudere per lasciar posto agli scavi.</p>
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		<title>Ripartiamo da Genova</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Mar 2012 13:33:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>robertocampanelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Antimafia]]></category>
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		<description><![CDATA[﻿Nell&#8217;Italia della crisi c&#8217;è per fortuna chi non si arrende. Abbiamo visto in questi anni come si muova e cresca nel paese un desiderio sempre più forte e vivo di [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">﻿Nell&#8217;Italia della crisi c&#8217;è per fortuna chi non si arrende. Abbiamo visto in questi anni come si muova e cresca nel paese un desiderio sempre più forte e vivo di partecipare, esserci e dire la propria. Non arrendersi ai diktat dei grandi gruppi finanziari, ai dogmi di rigore e austerità dei governi tecnici, alle violenze che subiscono i nostri territori. E&#8217; questo lo spirito che ci ha portato a organizzare centinaia di assemblee, iniziative pubbliche, dibattiti e conferenze sul tema delle mafie e delle loro vittime, e discutere ancora una volta, in vista del 17 Marzo, data della manifestazione nazionale organizzata da Libera. di come le criminalità organizzate squarcino quotidianamente il tessuto della nostra società, distruggano le comunità, perpetuino violenza e sopraffazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Nell&#8217;Italia della crisi le mafie sono un problema ancora più grave. Di fronte alle finanziarie lacrime e sangue da decine di miliardi di euro, dà rabbia e umiliazione pensare come il bilancio delle mafie sia stimato a circa 135 mld di euro, e che l&#8217;economia sommersa pesi per più di 1/4 nel PIL italiano. Di fronte alla macelleria sociale un ragionamento che ogni governo dotato di un minimo di buon senso dovrebbe adottare è quello di porsi come priorità politica la riappropriazione di tutto ciò che le mafie espropriano ai cittadini e alle comunità.</p>
<p style="text-align: justify;">A Genova eravamo in tanti, un corteo straordinario, sicuramente oltre le centomila presenze in città. A chiudere il corteo un&#8217;altro spezzone straordinario, composto da decine di migliaia di studenti giunti da tutte le scuole di Genova e da ogni parte del paese. C&#8217;è voglia nel paese di ricordare le vittime di mafia, c&#8217;è voglia nel paese di non arrendersi alla criminalità organizzata e alla loro violenza.  Tante le bandiera NOTAV come le bandiere NOPONTE nello spezzone ad evidenziare l&#8217;importanza di queste lotte che si oppongono anche al giro di appalti illeciti che girano attorno alla costruzione della grande opera. Tante sono infatti le grandi opere che nel paese deturpano il paesaggio, non hanno alcuna utilità economica e vengono costruite solo per garantire gli interessi dei soliti noti. Sullo striscione alla testa del nostro spezzone abbiamo scritto che contro queste grandi opere noi ribadiamo la necessità del riuso dei beni confiscati alle mafie. Di fronte a chi si appropria di ciò che non è suo, bisogna distribuire alla collettività i patrimoni dei mafiosi.</p>
<p style="text-align: justify;">Un&#8217;altra parole d&#8217;ordine fondamentale era scritta in testa dello spezzone &#8220;SAPERI VS MAFIE&#8221;, per sancire la fondamentale importanza che la conoscenza ha nel percorso di sconfitta della criminalità organizzata. Solo se si permette di accedere ad un sapere critico, all&#8217;educazione alla cittadinanza, ad imparare un lavoro si potranno sconfiggere le criminalità organizzate che covano nell&#8217;ignoranza e nella disperazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo il corteo si sono trattenute a Genova circa trecento studenti, delegazioni provenienti da tantissime città si sono confrontate nella terza assemblea nazionale della Rete della Conoscenza. Numerosi sono stati in temi discussi, dalle mafie ovviamente al ruolo dei saperi,  scuole e università, lavoro e precarietà, la lotta NoTav, il welfare per i soggetti in formazione. Durante l&#8217;assemblea è stato inoltre rinnovato l&#8217;esecutivo nazionale della Rete della Conoscenza, non possiamo pertanto che salutare chi lascia e fare un grosso augurio a chi intraprende questo nuovo viaggio.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo spirito che ci ha spinto in così tanti a scendere per le strade di Genova e a discutere così intensamente dei temi che riguardano il nostro futuro e quindi quello del paese è lo spirito che ci fa ripartire più determinati che mai a cambiare il mondo.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p><a href="/sito/wp-content/uploads/2012/03/17-marzo-genova-corteo1.jpg"><img class="size-full wp-image-2830 aligncenter" title="17 marzo genova corteo" src="/sito/wp-content/uploads/2012/03/17-marzo-genova-corteo1.jpg" alt="" width="561" height="205" /></a></p>
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