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	<title>UDS - Unione Degli Studenti &#187; Ambiente</title>
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	<description>Sindacato Studentesco</description>
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		<title>VAL DI SUSA &#8211; 23 marzo manifestazione NO TAV</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Mar 2013 18:36:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>danilolampis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[VAL DI SUSA &#8211; Il 23 marzo si terrà la manifestazione popolare No Tav che partirà da Susa e arriverà a Bussoleno. Il movimento popolare NoTav resiste e lotta da [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">VAL DI SUSA &#8211; Il 23 marzo si terrà la manifestazione popolare No Tav che partirà da Susa e arriverà a Bussoleno. Il movimento popolare NoTav resiste e lotta da oltre vent&#8217;anni contro un&#8217;opera inutile, costosissima e dannosa sia per l&#8217;ambiente che per la salute, che con l&#8217;avanzare della crisi si dimostra sempre più insostenibile non solo per la Val di Susa ma per tutto paese. L&#8217;avanzare della crisi economica, in Italia come in tutta Europa, ha dimostrato come le politiche economiche, sociali e ambientali messe in atto negli ultimi anni non siano assolutamente più sostenibili. Il modello economico e sociale degli ultimi decenni ha costantemente ignorato le tematiche ambientali e la volontà democratica delle popolazioni. Oggi, nel pieno di una crisi ambientale, non si possono continuare ad ignorare o sottovalutare i “costi” ambientali, i danni alla salute della popolazione. Così come non si può ignorare la volontà di una popolazione che, con tutti gli strumenti a sua disposizione, ha dimostrato negli ultimi vent&#8217;anni di volere quest&#8217;opera, andando ben oltre alla semplice difesa del proprio territorio, sottolineando tutti i danni che il Tav porterà non solo alla popolazione valsusina. Questa è l&#8217;opera pubblica più costosa mai progettata in Italia e una delle più inutili in quanto non è in alcun modo giustificata da previsioni di traffico merci e passeggeri, il suo costo è insostenibile e tutto sulle spalle della spesa pubblica, le conseguenze sull&#8217;ambiente e sulla salute saranno irreversibili,  inoltre non farebbe che favorire la crescita dell&#8217;intreccio e dei rapporti tra partiti, imprenditori e mafie. Con la formula retorica “ce lo chiede l&#8217;Europa” sono state messe in atto politiche di austerity che hanno messo in ginocchio la popolazione tagliando sul welfare, sui servizi, restringendo i diritti e distruggendo il pubblico in favore di continue privatizzazioni, dai trasporti, alla sanità e al mondo della scuola e dell&#8217;università. Questo non basta, non dobbiamo solo rispondere alle “richieste dell&#8217;Europa”, ma dobbiamo sempre “stare al passo con gli altri paesi europei” e con la retorica del Progresso vengono portati avanti i progetti più inutili, dannosi e costosi per il paese. Quindi se da una parte la disoccupazione è in continua ascesa, continuano a venir tagliati fondi a welfare, servizi, sanità e diritto allo studio, dall&#8217;altra le grandi opere inutili continuano a venir finanziate, come il Tav, che ormai, è stato dimostrato, essere una delle più grandi truffe del secolo. Il movimento NoTav negli anni ha maturato una lotta che non è circoscritta al territorio piemontese, ma coinvolge tutto il territorio nazionale portando avanti una nuova e differente idea di modello di sviluppo ambientale, economico e sociale, dimostrando come questo sistema politico sia sostanzialmente fallito. Come studentesse e studenti sentiamo sempre più l&#8217;esigenza di portare avanti questa battaglia, non solo in Valle di Susa ma in tutte le scuole e tutte le università presenti nel nostro paese, perchè la battaglia per un nuovo modello di sviluppo passa per la Valle di Susa ma riguarda tutto il paese. E&#8217; necessario riuscire a rompere quel muro che il governo e i media hanno tentato di creare attorno al movimento notav, che non solo viene ignorato, ma viene messo a tacere e viene represso in ogni modo possibile, dalla militarizzazione della Valle di Susa, al silenzio dei media, ai processi svolti nell&#8217;aula bunker con lo Stato che decide di costituirsi parte civile nel processo contro i notav, al tentativo di criminalizzare un movimento con arresti e misure cautelari totalmente insensate. L&#8217;appello alla partecipazione è rivolto a tutti, singoli, famiglie, lavoratori e lavoratrici, studenti e studentesse. Le studentesse e gli studenti il 23 marzo ci saranno, negli anni abbiamo sempre ripetuto “liberare i saperi per liberare le persone”, ma la liberazione passa anche per il territorio in cui viviamo e per cui lottiamo ogni giorno, da anni.</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">Di nuovo in marcia perché fermarlo è possibile e tocca a noi!</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">Partenza: Susa, PIAZZA D&#8217;ARMI, h 14.00</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">Appello del Movimento NoTav e materiali per il corteo:</span></p>
<ul>
<li><a style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;" href="http://www.notav.info/post/difendi-il-tuo-futuro-23-marzo-manifestazione-no-tav/" target="_blank">http://www.notav.info/post/difendi-il-tuo-futuro-23-marzo-manifestazione-no-tav/</a></li>
</ul>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">Articoli di approfondimento:</span></p>
<div>
<ul>
<li><a style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;" rel="nofollow" href="http://www.notavtorino.org/documenti/150-rag-notav-corret-16-1-11.pdf" target="_blank">http://www.notavtorino.org/documenti/150-rag-notav-corret-16-1-11.pdf</a></li>
<li><a style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;" rel="nofollow" href="/sito/tav-perche-il-patto-hollande-monti-non-convince/" target="_blank">http://www.unionedeglistudenti.net/sito/tav-perche-il-patto-hollande-monti-non-convince/</a></li>
<li><a style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;" rel="nofollow" href="http://www.notavtorino.org/documenti-02/dossier-notav-ago-2011.pdf" target="_blank">http://www.notavtorino.org/documenti-02/dossier-notav-ago-2011.pdf</a></li>
<li><a style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;" rel="nofollow" href="http://www.notavtorino.org/indice-doc-autorevoli.html" target="_blank">http://www.notavtorino.org/indice-doc-autorevoli.html</a></li>
</ul>
</div>
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		<title>TAV &#8211; perché il patto Hollande-Monti non convince</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Mar 2013 16:31:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>robertocampanelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>
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		<category><![CDATA[no tav]]></category>
		<category><![CDATA[tav torino-lione]]></category>

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		<description><![CDATA[La TAV Torino &#8211; Lione faceva parte del Corridoio n°5 Lisbona Kiev (un progetto della metà degli anni 90), mentre ora rientra nel Progetto Prioritario n°6 che coinvolge Barcellona, Lione, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">La TAV Torino &#8211; Lione faceva parte del Corridoio n°5 Lisbona Kiev (un progetto della metà degli anni 90), mentre ora rientra nel Progetto Prioritario n°6 che coinvolge Barcellona, Lione, Torino, Trieste, Lubiana fino ad arrivare al confine ucraino; il suo costo complessivo è di 500 miliardi e l’Europa contribuirà per 32 miliardi. La finalità è quella di facilitare lo scambio di merci tra il Sud e l’Est dell’Europa e di ridurre le emissioni di CO2. I treni in questione saranno ad alta capacità &#8211; cioè capaci di trasportare sia merci che persone &#8211; e viaggeranno sopra i 250 km/h.</span><br />
<span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">La tratta tra Torino e Lione fu progettata nel 1990 (il protocollo d’intesa tra Francia e Italia fu siglato nel 1991) ed è lunga 250 km, di cui 57 in galleria. Si era previsto che la linea storica sarebbe giunta a saturazione. Così non è andato. E non è l’unico problema.</span><br />
<span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;"><img class="alignleft size-full wp-image-4971" title="notav" src="/sito/wp-content/uploads/2013/03/notav.jpg" alt="" width="638" height="425" />Nel Marzo del 2012 il Portogallo si è tirato fuori dal progetto europeo a causa della crisi economica abbattutasi sul paese. Non ha pagato alcuna penale all’Europa.</span><br />
<span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">Dall’Italia per Lubiana non parte nessun treno dal Dicembre 2011 e per raggiunger Kiev ci vogliono venti ore di viaggio. L’Ungheria ha affermato la volontà di usare i fondi europei non per il trasporto su rotaia ma per quello su gomma, potenziando il servizio autostradale. Mentre tra Torino e Milano c’è già una linea ad alta velocità, tra Milano e Brescia è stata solo progettata e da lì in poi, verso Est, non c’è alcun progetto di costruzione di linee per treni ad alta velocità a causa della contrarietà delle amministrazioni. Il Sindaco di Trieste e l’AD di Trenitalia nel 2010 hanno escluso, per motivi diversi, il passaggio dell’alta velocità per la città.</span><br />
<span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">Ci troviamo quindi davanti ad un progetto che coinvolge nazioni che sono in parte prive di collegamenti ordinari tra loro e che hanno priorità e interessi diversi, esplosi per fattori diversi: la recente crisi economica, l’accumularsi di ritardi nazionali nello sviluppo delle infrastrutture e la mancata realizzazione delle previsioni effettuate sull’utilità della linea.</span><br />
<span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">In sostanza, la tratta sarebbe una modesta Barcellona – Milano, nella quale però il traffico di merci e di passeggeri non giustifica alcun investimento.</span><br />
<span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">Il 3 dicembre Monti e Hollande hanno confermato la volontà di proseguire nella costruzione della tratta Torino Lione, nonostante il Ministro del Bilancio francese Cahuzac e la Corte dei Conti di entrambi i paesi si siano espressi sfavorevolmente. In Italia la Corte dei Conti, nel 2008, bocciò il progetto definendolo inutile e ingiusto verso le generazioni future.</span><br />
<span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">Le osservazioni della Corte francese riguardano l’enormità dei costi, decollati da 12 a 26 miliardi, e l’inutilità dell’opera. Inutilità dovuta al trend negativo registratosi tra il 1998 e oggi nel traffico di merci, che sono diminuite da 10 a 3,9 milioni di tonnellate, e tra il 1991 e il 2012 nel numero di passeggeri, che sono diminuiti da 1.500.000 a 750.000. Si pensi inoltre che, a oggi, solo il 10% delle merci che attraversano le Alpi lo fanno viaggiando sulla direttrice tra l&#8217;Italia e la Francia, contro il 60% sull&#8217;asse con la Svizzera e il 30% con l&#8217;Austria.</span><br />
<span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">Il progetto di cui Monti e Hollande parlano è quello “Low Cost”, da 8,2 miliardi di euro, al quale l’Europa dovrebbe contribuire per 3,2 miliardi, lasciando all’Italia 2,849 miliardi. I problemi principali di questo progetto sono che il finanziamento europeo non è certo e che in questo progetto è prevista solo la realizzazione della galleria e della stazione senza alcun ammodernamento della linea esistente. La linea attuale è stata potenziata da poco ma non è comunque possibile permettere il passaggio a treni ad alta velocità su tale linea dove, pertanto, si potrebbero trasportare esattamente le attuali quantità di merci e persone (peraltro inferiori alle capacità). Un documento dell’impresa che coordina i lavori, RFI (Rete Ferroviaria Italiana), testimonia che le limitazioni che impedivano di caricare su treno passante per il Frejus camion standard, alti 4 metri, non ci sono più, perché c’è stato un innalzamento di 44 centimetri in più nel tunnel.</span><br />
<span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">La seconda parte del Progetto verrà realizzata solo una volta che la linea si saturerà. Quindi il progetto non solo non è diminuito nei costi ma è anche privo di una coerenza intrinseca all’opera.</span><br />
<span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">Intanto la Germania, la locomotiva d’Europa, il modello, ha disinvestito nell’alta velocità perché i treni che viaggiano trai 250 e i 350 km/h richiedono binari, cavi elettrici e traversine diverse rispetto agli altri treni impiegati. L’adattamento dei materiali ha costi elevati, inoltre anche se innovati la loro tolleranza sarebbe estremamente bassa in quanto l’alta velocità dei treni comporta un logoramento maggiore. Oltre a ciò bisogna considerare il maggiore consumo energetico che, oltre all’aumento dei costi vanifica l’obiettivo della riduzione di CO2. Infine, treni veloci e nodi inadeguati significano intasamenti nell´ultimo chilometro: è come avere una grande autostrada con piccoli caselli.</span><br />
<span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">In Italia la tendenza è inversa. L’AD di Trenitalia, Mauro Moretti, ha affermato che probabilmente interromperà le linee dei treni regionali usate dai pendolari per mancanza di fondi. I fondi esistenti invece saranno usati per l’alta velocità di cui, in questo paese, un km costa 3 volte quanto in Francia o in Spagna. Senza prendere in considerazione che, solitamente, i costi di previsione sono largamente sottostimati rispetto a quelli effettivi. Basti pensare alla Torino &#8211; Milano il cui costo finale è stato di 8 miliardi a fronte di una previsione di 1 miliardo. Un costo otto volte superiore.</span><br />
<span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">La TAV dovrebbe essere realizzata con il project financing ovvero con un finanziamento privato a lungo termine ad un’opera pubblica il cui ristoro è garantito dagli introiti previsti dalla gestione dell’opera. I privati si devono accollare totalmente o parzialmente il costo della realizzazione. Purtroppo nel caso della TAV ci troviamo davanti a un finto project financing in quanto le aziende di diritto privato che dovrebbero costruire l’opera sono controllate dallo Stato e pertanto i costi ricadono sul bilancio pubblico. Come è infatti accaduto nel 2007 quando i debiti di 13 miliardi di euro accumulati nella costruzione di alcune tratte sul territorio italiano sono ricaduti sul debito pubblico. Mentre la sezione internazionale comprende il tunnel di base ed è di competenza della LTF (Lyon Turin Ferroviaire) le due sezioni nazionali (italiana e francese) sono rispettivamente di competenza RFI, controllata dalle Ferrovie dello Stato e RFF (Reseau Ferré de France). La RFI ha affidato il progetto a tre società tra cui la FIAT, che ha a sua volta subappaltato alla Impregilo, sua controllata. L’Impregilo ha suddiviso i lavori in lotti e li ha affidati senza gara d’appalto a vari consorzi che hanno a loro volta affidato le forniture e l’esecuzione del lavoro di scavo e costruzione a ditte minori. In sintesi: i lavori che all’ultima ditta costano 10, RFI li fattura a 100. I costi effettivi per la realizzazione, così, lievitano esponenzialmente poiché si paga l’intermediazione tra le varie società. Per inciso, l’Impregilo ha un’incidenza sul costo del lavoro del 2,4% a fronte di profitti di circa un miliardo l’anno, è coinvolta nella costruzione del Ponte sullo Stretto ed è sotto inchiesta per lo smaltimento dei rifiuti in Campania.</span><br />
<span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">Merita infine attenzione l’esposizione al pericolo di infiltrazioni mafiose, già realizzatesi, secondo i risultati dell’inchiesta Minotauro e l’articolo di Roberto Saviano (Repubblica, 6/3/2012), sia nella tratta Torino &#8211; Milano che nella Roma &#8211; Napoli. Inoltre la Direzione Nazionale Antimafia e la Corte dei Conti hanno individuato nella Val di Susa e nei comuni di Bardonecchia e Roccaforti una consistente presenza di clan ‘ndranghetisti. Infatti, per le organizzazioni criminali è facile e redditizio inserirsi nel contorto intreccio di appalti e subappalti che caratterizza tali tipi di opere.</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">Bruno Montesano, studente del liceo Tasso &#8211; Ascoltateli! Roma</span></p>
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		<title>TARANTO &#8211; studenti in piazza per cambiare la città</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Dec 2012 13:25:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>robertocampanelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Cortei]]></category>
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		<description><![CDATA[TARANTO &#8211; Il Comitato 15 dicembre (che racchiude diverse realtà locali e nazionali) organizza per domani, 15 dicembre una grande manifestazione che possa denunciare la reale situazione tarantina. La società [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>TARANTO &#8211; Il Comitato 15 dicembre (che racchiude diverse realtà locali e nazionali) organizza per domani, 15 dicembre una grande manifestazione che possa denunciare la reale situazione tarantina.</p>
<p>La società civile tarantina e non solo, scenderà in piazza per rivendicare i diritti fondamentali sanciti dalla nostra Costituzione (Salute e Lavoro), che a causa del modello di sviluppo liberista, basato solo sul profitto, troppo spesso vengono violati.</p>
<p>In questi anni c&#8217;é stata una grande frammentazione e fermentazione del  movimento ambient<a rel="attachment wp-att-4644" href="/sito/taranto-studenti-in-piazza-per-cambiare-la-citta/taranto/"><img class="alignleft size-full wp-image-4644" title="taranto" src="/sito/wp-content/uploads/2012/12/taranto.jpg" alt="" width="180" height="101" /></a>alista, che tuttavia a livello locale si è spesso diviso sul tema del ricatto ambiente/lavoro. Solo con i tristi avvenimenti degli ultimi mesi si é iniziato a condividere, tra la maggioranza dei cittadini, il senso di frustrazione e la volontà di scendere in piazza uniti. Ciononostante sussistono ancora posizioni contrapposte alle possibili soluzioni sul dramma ambientale e sociale dell&#8217;Ilva.</p>
<p>Come studenti e studentesse tarantini e pugliesi, come futuro di questo paese e di questo territorio, sentiamo il dovere di portare il nostro contributo alla condizione sociale ed ambientale della nostra città e crediamo che il cambiamento non possa che arrivare dalla nostra generazione.</p>
<p>Parteciperemo al corteo senza simboli e bandiere e ci uniremo allo spezzone studentesco che si costituirà, rispettando la decisione delle assemblee studentesche tenutesi finora.Riteniamo fondamentale la partecipazione a questi momenti collettivi, tenendo bene a mente che il movimento è uno strumento di lotta e di informazione, deve alimentare la partecipazione attiva, ma soprattutto deve essere portatore di proposte e soluzioni. Esso è il mezzo con il quale dobbiamo agire, se vogliamo essere in grado di interagire con la popolazione tutta: quella popolazione che da decenni subisce le angherie di una ristretta classe dirigente, subendola sui suoi polmoni e sulla propria vita.</p>
<p>Il contributo che possiamo dare alla città, non può essere solo quello di riempire le piazze, ma anche quello di rendere tutti partecipi nell’elaborazione delle proposte concrete e programmatiche che possano portare al miglioramento delle condizioni sociali ed ambientali della città e del territorio circostante.</p>
<p>Queste decisioni sono state e continuano ad essere demandate alla politica ufficiale, denunciando le problematiche nelle piazze e nei cortei, ma senza essere in grado di pianificare e proporre una reale e concreta strategia.</p>
<p>Riteniamo infatti che il movimento debba farsi forte delle competenze, dei saperi e delle conoscenze, diffuse nella società e superare gli ostacoli trovati finora; non demandare ad altri le soluzioni, ma essere in grado di metterle a frutto, confrontarle, sottoporle al vaglio di processi democratici reali. Proprio quelli che sono mancati in decenni di sfruttamento del territorio.</p>
<p>Abbiamo più volte espresso il nostro parere indicando come dovrebbe essere adottata una seria politica industriale, in grado di portare ad una risoluzione della dicotomia tra ambiente e industria. Il risanamento dovrà ricadere sia sulle tasche che sulle spalle della famiglia Riva così come delle istituzioni locali e nazionali, che negli anni hanno contribuito entrambi alla situazione attuale, chi per trarne profitto, chi per disinteresse e connivenza. Crediamo quindi, che sia necessario puntare sull’eco-compatibilità tramite non solo l’utilizzo di migliori tecnologie, ma allontanando la produzione industriale dai centri abitati (come già stabilito dall’Unione Europea).</p>
<p>L&#8217;assenza di un’economia complessa nel nostro territorio e l’egemonia dell’industria pesante ed altamente inquinante, hanno impresso una deformazione, difficile da cancellare sia dal nostro territorio che dalla nostra memoria. Siamo convinti che la svolta debba passare da ciò che non è mai stato fatto; il coinvolgimento della popolazione, cittadini, studenti e lavoratori, quella società civile che da anni si impegna per vedere il territorio non più deturpato dall’inquinamento. Solo così, tenendo bene a mente la sostenibilità ambientale ed i processi democratici (che non possono che andare di pari passo) potremo ridare dignità ad un territorio piegato e segnato troppo a fondo dalla deturpazione che solo il capitalismo più sfrenato è in grado di dare.</p>
<p>Scenderemo in piazza il 15 dicembre, perchè siamo contrari al decreto ILVA prodotto in questi giorni dal governo, un precedente terribile per il nostro paese, in cui ancora una volta istituzioni della Repubblica si pestano i piedi, si mettono in competizione e si confondono le priorità del territorio, tra salute, ambiente e lavoro.</p>
<p>Saremo in piazza perchè non vogliamo uno sviluppo del genere, non vogliamo una crescita che ci uccida; ma saremo in piazza anche per portare le nostre idee, le nostre proposte. Per dire che il futuro dipende da noi, dal nostro impegno e dalla nostra capacità di far sentire la nostra voce.</p>
<div>
<p>Rete della conoscenza Puglia, Link Taranto,  Link Bari, Link Lecce, Link Foggia, Unione degli studenti Puglia</p></div>
]]></content:encoded>
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		<title>14 novembre, sciopero generale europeo: studenti in piazza</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Oct 2012 13:57:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giuseppinatucci</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Antifascismo]]></category>
		<category><![CDATA[Antimafia]]></category>
		<category><![CDATA[Cortei]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<category><![CDATA[sciopero generale]]></category>
		<category><![CDATA[sciopero generale europeo]]></category>

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		<description><![CDATA[CAMBIA L’EUROPA, FERMA LA PRECARIETA’, LIBERA I SAPERI! 14 Novembre &#8211; sciopero generale europeo scendi in piazza contro le politiche di austerità A tutti coloro che vogliono cambiare la scuola, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>CAMBIA L’EUROPA, FERMA LA PRECARIETA’, LIBERA I SAPERI!</p>
<p>14 Novembre &#8211; sciopero generale europeo<br />
scendi in piazza contro le politiche di austerità</p>
<div>A tutti coloro che vogliono cambiare la scuola, l’università, per costruire un’altra società in Europa e nel mondo&nbsp;</p>
<p>Sono uno studente del 2012. La mia scuola è il liceo classico “Cavour”, è l’istituto tecnico “Volta”, è il professionale “Marconi”. La mia scuola cade a pezzi e da anni mi dicono che non ci sono soldi per ristrutturarla. Ogni anno però la mia famiglia spende centinaia di euro per farmi di studiare, anche se non può permetterselo. Se passasse la Legge 953, ex Aprea, verrebbe cancellata la rappresentanza studentesca e aboliti i diritti democratici miei e dei miei compagni di scuola. Scendo in piazza il 14 novembre per bloccare questo progetto di legge e rivendico fondi straordinari per l’edilizia scolastica, una legge quadro nazionale per il diritto allo studio, più borse di studio, il diritto ad una mensa accessibile.</p>
<p>Sono una studentessa universitaria. La mia università è a Roma, a Milano, a Cosenza. Studio lettere, studio ingegneria, studio scienze. Questi sono i luoghi nei quali io mi sento estranea. Non so più a cosa serva la mia università, non avendo nessuna certezza per il futuro, sul lavoro che andrò a fare e nessuna sicurezza per il presente, perché studio in aule sovraffollate, con una didattica sempre peggiore a causa del blocco del turn over, pago tasse sempre più alte, mentre i servizi che ricevo sono sempre più scadenti.</p>
<p>Sono una studentessa e questa didattica non mi piace. Voglio che nella mia scuola e nella mia università studiare non significhi solo apprendere velocemente nozioni. Voglio che le aule siano luoghi di discussione e dibattito. Voglio che i saperi siano liberi e non al servizio del mercato, della fondazione che finanzia la mia scuola e la mia università. Voglio saperi che non discriminano, che parlino di donne e di uomini, di ambiente, di lavoro, che aprano la mente, non voglio saperi che indottrinano e che presentano visioni univoche e assolute delle realtà.</p>
<p>Sono uno studente escluso. Uno di quelli che voleva studiare medicina, ingegneria, lingue. Ma una stupida legge sul “numero chiuso” o le tasse troppo alte mi impediscono di avere il diritto di studiare ciò che voglio. E’ per questo che il 14 novembre voglio liberare il diritto di studiare, abbattendo le barriere all’accesso all’istruzione.</p>
<p>Sono una giovane come tante, ma non posso permettermi di accedere ai luoghi della cultura, so che oggi la scuola e l’università non sono più gli unici luoghi dove apprendere, che si apprende anche al cinema, a teatro, in un museo o leggendo libri. Ed è per questo che manifesto il 14 novembre, perché voglio che l’accesso al sapere sia libero.</p>
<p>Sono uno studente indebitato. Sono un idoneo non vincitore e per pagarmi gli studi ho chiesto un prestito. Dovrò restituire i soldi che ho preso in prestito a tassi elevati non appena avrò un lavoro. Sarò più ricattabile dei miei colleghi e delle mie colleghe, sarò due volte precario. Per questo il 14 novembre scendo in piazza per un reddito per i soggetti in formazione che non mi obblighi ad indebitarmi per studiare.</p>
<p>Sono una studentessa fuorisede, lavoratrice. Lavoro in nero per pagare 300 euro per un posto letto in doppia, senza contratto; spesso lavoro nei fine settimana, a volte d’estate perché gli studi costano troppo e non voglio e non posso pesare sulle spalle della mia famiglia. Manifesto il 14 novembre perchè pretendo una vita dignitosa, un diritto all’abitare realmente garantito.</p>
<p>Sono un pendolare. Per studiare sono costretto a spendere centinaia di euro l’anno per raggiungere la mia scuola o la mia università. Nessuna legge tutela la mia condizione per garantirmi l’abbassamento del costo dei trasporti. E’ per questo che voglio manifestare il 14 novembre.</p>
<p>Sono uno studente fuoricorso, ma non me ne vergogno. Lavoro per studiare, prendo i miei tempi per apprendere e non credo che studiare sia una gara contro gli altri studenti, ma un mio percorso di crescita individuale, che non lede in nessun modo quello degli altri. Scendo in piazza il 14 novembre perché sono contro chi vuole alzare le tasse ai fuoricorso definendoli un costo sociale, riversando su di loro le cause dell&#8217;inefficienza del sistema universitario.</p>
<p>Sono uno studente omosessuale, una giovane  migrante, una ragazza  madre. Sono discriminato/a per la mia storia, il mio orientamento sessuale e le mie passioni. Vorrei che le scuole e le università fossero un luogo di incontro, in cui ognuno possa essere se stesso, arricchire e essere arricchiti dagli altri; un luogo dove costruire l’uguglianza di genere e per uscire da questa società patriarcale ed eteronormotiva.</p>
<p>Sono uno studente di Taranto, Iglesias, Mirafiori. Mi hanno detto che per continuare ad avere lavoro sul mio territorio dovevamo sacrificare i diritti: quello al salario dignitoso, quello alla salute, quello alle pause. Voglio che nella mia università si studino modelli alternativi di mobilità,  e modelli per produrre acciaio o carbone garantendo diritti, lavoro e salute. Il mio sapere è un’opportunità per il mio territorio, per questo il 14 novembre lotterò per maggiori investimenti in ricerca e innovazione, per un lavoro dignitoso e la salute dei cittadini e delle cittadine e per il rispetto dell’ambiente.</p>
<p>Non sono uno studente ma desidero studiare con tutto me stesso. Ho deciso di andare a fare l’apprendista per prendermi il diploma guadagnandomi da vivere. Mi avevano detto che avrei imparato come a scuola, ma ho dovuto lavorare incessantemente. E’ per questo che anch’io manifesto il 14 novembre, perché anche per me studiare sia un diritto.</p>
<p>Sono un neet, uno dei  giovani  tra i 15 e i 29 anni che “né studia e né lavora” , sono una disoccupata neolaureata e faccio parte del 36% di giovani italiani che non riesce a trovare un lavoro.</p>
<p>Ci chiamano “choosy” perchè non ci accontentiamo del lavoro, precario, sottopagato che ci propongono. Ma spesso non troviamo nemmeno quello. Qui in Italia docenti, ministri, amici mi dicono di andare all&#8217;estero per non dover continuare a pagare le conseguenze di questa crisi.</p>
<p>Eppure io voglio restare per cambiare questo paese, voglio riconquistare il mio presente per liberare il mio futuro tenuto in ostaggio dalla precarietà. Per questo il 14 novembre lotto contro l’attacco ai diritti dei lavoratori, per un reddito, per l’articolo 18 e i miei diritti, i diritti dei miei genitori, dei miei fratelli.</p>
<p>Sono una studentessa italiana, sono uno studente greco, sono una studentessa spagnola, sono uno studente portoghese. Per uscire dalla crisi il mio governo sta smantellando il welfare e i diritti: tagli ai fondi per le scuole, le università, la ricerca, tagli ai sussidi di disoccupazione ai miei genitori e la sanità alla mia famiglia. Nonostante ciò la condizione di tutti è peggiorata e non siamo usciti dalla crisi. La disuccupazione giovanile in Europa è aumentata al 22% .  Io sono una risorsa per l’Europa, per questo voglio che ciò che apprendo a scuola e all’università sia un’opportunità per uscire dalla crisi. Per questo anche io sarò in piazza il 14 Novembre nel mio paese in occasione dello sciopero generale europeo, per lottare per il mio presente e per il mio futuro, insieme ai miei coetanei e le lavoratrici e i  lavoratori europei.</p>
<p>Sono uno, nessuno e centomila. Ho mille facce, ma rappresento una sola condizione.</p>
<p>Per questo che scendo in piazza il 14 novembre, in occasione dello sciopero generale in Italia, Spagna, Portogallo, Grecia contro le politiche di austerity dell’Unione Europea, contro un’Europa senza democrazia e governata dai poteri forti.</p>
<p>Scendo in piazza perchè voglio costruire, insieme a chi si sta mobilitando negli altri paesi, un’idea d’Europa differente, inclusiva, giusta ed eguale a che metta al centro i saperi, il welfare, i diritti  e il futuro delle persone.</p>
<p>E’ per questo che organizzo giornate di partecipazione e mobilitazione studentesca verso il 17 novembre, giornata Internazionale delle studentesse e degli studenti.</p>
<p>Faccio questo perché cambiare la scuola e l’università, significa cambiare l’Europa e la società tutta.</p>
<p>Uno studente, una studentessa&#8211;</p>
</div>
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		<title>Ambienti Comuni: studenti e società civile a confronto per un ambiente ed una società più giusti</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Jun 2012 10:30:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Lanza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>La vera crisi che condizionerà realmente il futuro delle giovani generazioni è quella ambientale. Già da un decennio a questa parte le emergenze ambientali che colpiscono i nostri territori e le nostre vite provocando perdite di vite umane e risorse economiche sono sotto gli occhi di tutti. Se c&#8217;è una responsabilità in tutto questo è sicuramente da imputare ad un modello di sviluppo energivoro e inquinante imposto dai mercati e le grandi industrie sostenute dai governi nazionali.</p>
<p>A <strong>Taranto</strong> la grande industria dell&#8217;acciaio si erge come lapide su qualsiasi prospettiva futura di esistenza. I costi di produzione scaricati sulla salute dei cittadini e sulle ricchezze del territorio non possono essere più tollerati. Bisogna annientare una volta per tutte la dicotomia strumentalmente gonfiata dai Riva e da i seguaci del neoliberismo tra ambiente e lavoro. È necessario proporre un nuovo paradigma di sviluppo che sia compatibile con l&#8217;ambiente, che garantisca il rispetto dei diritti dei lavoratori e degli abitanti e ci traghetti verso una società sostenibile.</p>
<p>La riconversione del sistema produttivo e dello stile di vita una società orientata ad un nuovo civismo ecologico coinvolge il livello locale cittadino, ma anche quello regionale, specie in una regione come la Puglia che gode una alta sensibilità ambientale. Un processo che opera in maniera trasversale alla società e progredisce con le proposte e il confronto di tutti, dallo studente, all&#8217;operaio all&#8217;imprenditore. Un discussione che deve vertere su una nuova politica mirata alla difesa e gestione dei Beni Comuni, tra i quali l&#8217;ambiente e la salute sono imprescindibili.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a rel="attachment wp-att-3674" href="/sito/ambienti-comuni-studenti-e-societa-civile-a-confronto-per-un-ambiente-ed-una-societa-piu-giusti/banner-assemblea-regionale-ambiente/"><img class="alignnone size-large wp-image-3674" title="Banner Assemblea Regionale Ambiente" src="/sito/wp-content/uploads/2012/06/Banner-Assemblea-Regionale-Ambiente-600x282.png" alt="" width="600" height="282" /></a></p>
<p><a href="https://www.facebook.com/Retepuglia" target="_blank">RETE DELLA CONOSCENZA PUGLIA</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: 'arial black', 'avant garde';">28 giugno 2012 &#8211; ore 9.30</span></p>
<p><span style="font-family: 'arial black', 'avant garde';">Ex Convento San Francesco &#8211; Sede delle facoltà di Lettere, Giurisprudenza e Scienze della Formazione</span></p>
<p><span style="font-family: 'arial black', 'avant garde';">Aula C Primo Piano</span></p>
<p><span style="font-family: 'arial black', 'avant garde';">Via Duomo, Città Vecchia &#8211; Taranto</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h1>&#8212;&#8211; PROGRAMMA &#8212;&#8211;</h1>
<ul>
<li> Ore 9.30</li>
</ul>
<h2>TARANTO ED I SUOI MOSTRI: Come uscire dalla tenaglia dell&#8217;inquinamento e ricatto del lavoro.</h2>
<h3>Riconversione industriale, politiche pubbliche, e proposte dei movimenti.</h3>
<ul>
<li>Ore 15.30</li>
</ul>
<h2>LA PUGLIA E L&#8217;AMBIENTE: tavola rotonda tra istituzioni, associazioni, movimenti, partiti e sindacati.</h2>
<h3>Un&#8217;occasione per analizzare, costruire e presentare proposte concrete sulla questione ambientale in Puglia.</h3>
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		<title>Verso Rio+20 &#8211; scenaRIO futuro</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Apr 2012 19:11:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Lanza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Temi]]></category>

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				<content:encoded><![CDATA[<p>Mancano meno di tre mesi all&#8217;inizio di Rio +20, la conferenza delle Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibile che si svolgerà in Brasile a vent&#8217;anni di distanza dalla celebre conferenza di Rio de Janeiro che rappresentò una speranza per il cambiamento del modello di sviluppo del nostro pianeta, speranza ad oggi purtroppo ancora disattesa. Ma nel frattempo stiamo vivendo la più grande crisi economico-finanziaria degli ultimi ottant&#8217;anni, e questo non fa che accelerare la necessità di una radicale trasformazione dei processi produttivi e di consumo, dei nostri stili di vita, delle modalità di gestione dei beni comuni. C&#8217;è sempre meno tempo, questa è ormai una certezza, i segnali sono ormai tanti, troppi per essere ancora ignorati: dall&#8217;aumento delle temperature medie del Globo alla progressiva distruzione degli ecosistemi e della biodiversità, dal saccheggio dei beni comuni alle sempre più evidenti ingiustizie e disparità tra il Nord e il Sud del mondo.</p>
<p>E allora è proprio questo il momento in cui tutte le realtà sociali italiane devono essere in grado di mettere a sistema un insieme di proposte per un&#8217;altra uscita dalla crisi, con un altro modello di sviluppo, produzione, consumo, democrazia.</p>
<p>Per questo la Rete della Conoscenza aderisce all&#8217;appello di Rigas (Rete Italiana per la Giustizia Ambientale e Sociale)</p>
<p style="text-align: justify;">Rigas, la Rete Italiana per la Giustizia Sociale ed Ambientale, lancia verso il Vertice di RIO +20 che si terrà in Brasile nel prossimo giugno, la campagna “pRIOrità Futuro – i Popoli per la giustizia ambientale e sociale”. Dopo due decenni di fallimenti dal precedente Summit della Terra di RIO del 1992 e sotto la scure dell’attuale crisi che lungi dall’essere soltanto economica e finanziaria è soprattutto ecologica, le reti sociali si riuniranno ancora una volta parallelamente al vertice governativo per discutere e promuovere la propria alternativa al modello attuale. Un’alternativa costruita attorno alla giustizia ambientale e sociale, la democratizzazione dello sviluppo, la riconversione ecologica, che RIGAS porterà a Rio riaffermando che la priorità è appunto pensare al futuro.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-3014" title="rio +20" src="/sito/wp-content/uploads/2012/04/rio-+20.jpg" alt="" width="258" height="336" /></p>
<p style="text-align: justify;">Promuovendo un percorso di informazione, discussione, mobilitazione e articolazione di proposte sui temi della giustizia ambientale e sociale e sulla necessità di operare una transizione verso un modello fondato sulla giustizia, Rigas si fa portatrice delle istanze di sindacati, comitati, centri di ricerca, organizzazioni sociali e ecologiste, università.</p>
<p style="text-align: justify;">La campagna verrà lanciata dall&#8217;evento “scenaRio futuro” che si terrà a Roma, al Teatro Valle Occupato sabato 21 aprile a partire dalle ore 14.00. L&#8217;iniziativa intervallerà interventi di rappresentanti delle organizzazioni sociali, del mondo della cultura, dell&#8217;informazione, dei sindacati e contributi artistici.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Tra gli interventi:</p>
<p style="text-align: justify;">Mario <strong>Agostinelli</strong>/Energia Felice &#8211; Andrea <strong>Alzetta</strong>/Action &#8211; Raffaella <strong>Bolini</strong>/ Arci &#8211; Paolo <strong>Cacciari</strong>/Rete@sinistra &#8211; Danilo <strong>Chirico</strong>/daSud &#8211; Angelo <strong>Consoli</strong>/Cetri &#8211; Giuseppe <strong>De Marzo</strong>/A Sud – Livio <strong>De Santoli</strong>/Citera – Federico <strong>Del Giudice</strong>/Rete della conoscenza &#8211; Francesca <strong>Koch</strong>/Casa Internazionale delle Donne &#8211; Maurizio <strong>Landini</strong>/FIOM &#8211; Mattia <strong>Lolli</strong>/comitato 3e32 – Fulvio <strong>Molena</strong>/Valle Occupato &#8211; Emilio <strong>Molinari</strong>/Contratto Mondiale dell&#8217;Acqua – Roberto <strong>Natale</strong>/FNSI &#8211; Maria Pia <strong>Pizzolante</strong>/Tilt – Marco <strong>Revelli</strong> &#8211; Raffaele K.<strong>Salinari</strong>/Terres des Hommes &#8211; Carla <strong>Ravaioli</strong> &#8211; Patrizia <strong>Sentinelli</strong> /Altramente – Luca <strong>Tornatore</strong>/Ya basta &#8211; Guido <strong>Viale</strong> &#8211; Alex <strong>Zanotelli</strong></p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Contributi di:</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ascanio Celestini &#8211; Ulderico Pesce &#8211; Tete de Bois</strong> e in più.. <strong>incursioni artistiche del Teatro Valle Occupato</strong></p>
<p style="text-align: justify;">* * *</p>
<p style="text-align: justify;">Info e contatti: maricadipierri@asud.net / 348.6861204</p>
<p style="text-align: justify;">www.prioritafuturo.it</p>
<p style="text-align: justify;">www.reteambientalesociale.org</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><a href="https://www.facebook.com/events/334003499991607/" target="_blank">Evento Fb</a></li>
<li><a href="http://reteambientalesociale.org/images/DOC/rigasrio.pdf" target="_blank">Documento politico</a></li>
<li><a href="http://reteambientalesociale.org/images/DOC/materialidiffondi.pdf" target="_blank">Altri materiali</a></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="/sito/wp-content/uploads/2012/04/rio-+-20.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3013" title="rio + 20" src="/sito/wp-content/uploads/2012/04/rio-+-20.jpg" alt="" width="935" height="326" /></a></p>
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		<title>Non in nome di questa strana gioventù. Risposta a E. Scalfari</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Mar 2012 15:43:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>robertocampanelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[News UDS]]></category>
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		<category><![CDATA[Temi]]></category>
		<category><![CDATA[no tav]]></category>
		<category><![CDATA[repubblica]]></category>
		<category><![CDATA[scalfari]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblichiamo la risposta all&#8217;editoriale di Eugenio Scalfari del 4 Marzo, su Repubblica. Caro Scalfari, siamo studentesse e studenti medi e universitari, aderenti alla Rete della Conoscenza; la nostra Rete è presente [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>Pubblichiamo la risposta all&#8217;editoriale di Eugenio Scalfari del 4 Marzo, su Repubblica.</em></p>
<p>Caro Scalfari,</p>
<p>siamo studentesse e studenti medi e universitari, aderenti alla Rete della Conoscenza; la nostra Rete è presente in tutt’Italia, dal Piemonte della Val di Susa, alla Calabria di cui Lei parla nel suo editoriale.</p>
<p>Le replichiamo perché “questa strana gioventù” ha motivazioni concrete e ben ponderate per ritenersi più che razionale e tutt’altro che strana. Proviamo qui a spiegare il perché, senza riprendere nel dettaglio le motivazioni espresse quotidianamente dai valsusini e da centinaia di esperti, ma raramente riportate dalla stampa, che dimostrano come l’opera “strategica” abbia ormai ben poco fondamento: crollo delle quantità di merci trasportate in quella tratta negli ultimi anni, sottoutilizzo dell’attuale tratta ferroviaria, elevato impatto ambientale.</p>
<p>Tantissimi sono i dati scientifici posti dal movimento NoTav, pochissimi, anzi inesistenti sono gli uomini politici e del governo che rispondano nel merito. Solo proclami di irreprensibili pugni di ferro. Davanti a migliaia di persone in piazza l’unica risposta può forse essere “andiamo avanti”? Può una grande mobilitazione essere ridotta a un problema di ordine pubblico da reprimere con istituzione di nuovi reati e militarizzazione del territorio? E’ più strana questa gioventù o questa politica che non sa più discutere nel merito?</p>
<p>La nostra è una generazione che, senza retorica, si sente depredata di tutto. Abbiamo urlato spesso nelle piazze, nei cortei contro la Gelmini “ci hanno rubato il futuro”; ma quando urliamo ciò lo facciamo parlando di cose molto concrete, non di sensazioni astratte. Parliamo di 11 miliardi all’istruzione pubblica tagliati negli ultimi anni, di fondi inesistenti per il diritto allo studio con migliaia di studenti meritevoli e con redditi bassi, che ogni anno lasciano l’università a causa di questi tagli, mentre gli atenei innalzano le tasse universitarie oltre i limiti di legge. Cosa c’è di strano in una generazione che individua delle altre priorità nella spesa pubblica del nostro Paese e lotta perché diventino scelta politica concreta?</p>
<p>Lei scrive degli studenti calabresi contro il TAV descrivendoli come figure quasi paradossali che si oppongono all’Alta Velocità invece di pensare alla disastrosa situazione del trasporto pubblico nel loro territorio. Con il dovuto rispetto, si informi. Noi ci impegniamo tanto contro opere folli come il Tav, quanto contro la drammatica riduzione dei fondi statali per il trasporto locale dedicato ai pendolari e contro le vergognose scelte aziendali di Trenitalia, con il conseguente aumento delle tariffe e una riduzione della qualità.</p>
<p>Forse Lei non lo sa, ma proprio questa settimana abbiamo dato avvio a una campagna nazionale per il diritto alla mobilità degli studenti, per ottenere un miglioramento dei trasporti che ci portano nelle scuole, università o luoghi di lavoro. Servirebbe una politica seria sulla mobilità collettiva anziché lasciare questo ramo nevralgico per la società e l’economia alla “mano invisibile” del mercato. Vorremmo poter raggiungere le nostre scuole e università senza che questo fosse un peso economico per le nostre famiglie, chi di noi è fuorisede vorrebbe poter tornare dai nostri cari con i treni notte che invece sono stati tagliati, e non con costosissime frecce rosse che dividono in due l’Italia.</p>
<p>Questa “strana gioventù” di cui lei scrive ha letto con attenzione le inchieste giudiziarie e quelle giornalistiche che svelano il rischio di infiltrazione mafiosa in Val di Susa. Anche per questo siamo contrari al Tav. Ma ovviamente vorremo poter avere un’argomentazione in meno contro i lavori e vivere in un Paese in cui le mafie vengono realmente combattute, i loro beni confiscati e vi sia trasparenza nelle gare di appalto, da quelle delle grandi opere ai lavori di cui necessitano le nostre scuole e le nostre università. Anche per questo il 17 Marzo saremo in piazza a Genova con tutto il nostro impegno per l’antimafia sociale. Dopodiché il problema delle infiltrazioni mafiose esiste e non può essere ignorato.</p>
<p>Caro Scalfari, Lei più volte nell’articolo riprende la ormai abusata retorica paternalista dei giovani che devono riscattare il Paese dalle colpe dei propri padri. Una retorica che rifiutiamo. Crediamo piuttosto di doverlo riscattare da un pensiero unico neoliberista che ha provocato la crisi economica, ambientale, democratica e sociale e che ora si propone come la soluzione ai drammi che lo stesso neoliberismo ha generato.</p>
<p>Siamo di fronte al paradosso di politiche di austerity che trovano maglie larghe solo per grandi opere dannose per l’ambiente, e non per finanziare l’istruzione e la ricerca, la mobilità sostenibile, l’occupazione (si veda il caso della Irisbus e di come politiche per la mobilità sostenibile possano produrre occupazione quanto, se non più del Tav). Da un lato ci imponete la regola aurea del pareggio di bilancio, ci chiedete più flessibilità, meno Stato. Dall’altro lo Stato diventa forte e spendaccione per un’opera dannosa e inutile. Ci sono troppi interessi particolari, nessun diritto e beneficio collettivo.</p>
<p>Monti ha dichiarato che il Tav si farà, e che lo si farà per risolvere i problemi di disagio sociale che viviamo noi giovani.Se proprio il governo dovesse decidere di andare avanti, non lo faccia in nome di questa “strana gioventù”. Non in nostro nome.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Il Governo Monti fa marcia indietro: la ripubblicizzazione dell&#039;acqua è possibile</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Jan 2012 11:25:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>robertocampanelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[News UDS]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[La mobilitazione paga: il popolo dell&#8217;acqua ha costretto il Governo a ritirare il provvedimento che vietava la gestione del servizio idrico attraverso enti di diritto pubblico, quali le aziende speciali. [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La mobilitazione paga: il popolo dell&#8217;acqua ha costretto il Governo a ritirare il provvedimento che vietava la gestione del servizio idrico attraverso enti di diritto pubblico, quali le aziende speciali.</p>
<p>È una vittoria dei cittadini e dei comitati che in tutto il paese hanno fatto sentire forte la loro voce in difesa del voto referendario.</p>
<p>Rimane ampiamente negativo il giudizio del Forum Italiano dei Movimenti per l&#8217;Acqua sul decreto liberalizzazioni che, a dispregio voto del giugno scorso, peggiora le già pessime misure del precedente Governo sulla privatizzazione degli altri servizi pubblici locali.</p>
<p>La mobilitazione del popolo dell&#8217;acqua continua per la piena attuazione del risultato referendario: avanti tutta con la ripubblicizzazione del servizio idrico e la campagna di obbedienza civile per una tariffa corretta e coerente coi referendum. Si scrive acqua, si legge democrazia.</p>
<p>Roma, 20 gennaio 2012</p>
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		<title>Il nostro voto va rispettato! 26 Novembre Manifestazione Nazionale per la democrazia</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Nov 2011 16:42:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Lanza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[acqua pubblica]]></category>
		<category><![CDATA[beni comuni]]></category>
		<category><![CDATA[mobilitazioni]]></category>

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				<content:encoded><![CDATA[<p>Venti  anni di berlusconismo, una legge elettorale che consente a una decina  di persone di governare completamente il gioco parlamentare, l&#8217;esistenza  o meno di un Governo che non dipende dai numeri di Camera o Senato, ma  dal “<a href="http://www.retedellaconoscenza.it/component/content/article/44-homepage/430-litalia-e-una-repubblica-fondata-sullo-spread.html">ricatto dello spread</a>”  e quindi dai mercati finanziari: è proprio vero l&#8217;art. 1 comma 2 della  Costituzione è ormai invecchiato e dovrebbe essere&#8230;la sovranità di  certo non appartiene più al Popolo.</p>
<p>Una  delle dimostrazioni più lampanti di questa situazione si evince da un  dato di fatto che purtroppo sta passando inosservato: sono ormai  trascorsi 5 mesi dal voto ai Referendum che hanno decretato, tra gli  altri quesiti, l&#8217;eliminazione del profitto del 7% sulla bolletta  dell&#8217;acqua e più in generale la ripubblicizzazione dei servizi idrici,  ma degli effetti di questa vittoria neanche l&#8217;ombra!</p>
<p>Il  Governo Berlusconi, autore dei più recenti tentativi di privatizzazione  di un Bene comune ed universale come l&#8217;Acqua è finalmente andato a  casa, purtroppo, però, sappiamo fin troppo che Banca Centrale e  Commissione Europea, Fondo Monetario Internazionale e Organizzazione  Mondiale del Commercio (veri detentori della sovranità nel nostro paese)  stanno preparando  l&#8217;ennesimo violentissimo attaccato ai beni comuni,  finalizzato ad una loro mercificazione definitiva.</p>
<p>Dagli indirizzi politici di queste organizzazioni internazionali derivano la recente approvazione degli articoli <a href="http://www.altalex.com/index.php?idnot=53435#_Toc304130357">4 e 5</a> della Manovra economica estiva (D.L. 138/2011) che ripropongono, in  modo forse ancor più devastante del precedente Decreto Ronchi, la  privatizzazione dei “Servizi Pubblici Locali” (tra cui ovviamente quello  idrico) e la mancata eliminazione dei profitti dalla tariffa tanto cara  a chi sull&#8217;acqua intende costruire grandi profitti a costo zero.</p>
<p>Dopo  la straordinaria stagione referendaria dello scorso giugno culminata  con una tanto schiacciante quanto inaspettata vittoria, non possiamo  rimanere inermi dinanzi a tali manovre e come Studentesse e Studenti che  hanno contribuito fortemente al raggiungimento del quorum non resteremo  di certo a guardare anzi proporremo nelle scuole, nelle Università e  nell&#8217;intero paese il rispetto del voto dei Referendum rilanciando la  Campagna “Obbedienza Civile” per il taglio della voce di tariffa  &#8220;remunerazione del capitale investito&#8221; ormai da Giugno divenuta  illegale.</p>
<p>La  Rete della Conoscenza ha da sempre considerato la ripubblicizzazione  dell&#8217;acqua un tema di importanza assoluta, per questo abbiamo deciso di  sottoscrivere l&#8217;<a href="http://www.acquabenecomune.org/raccoltafirme/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=1170:26-novembre-in-piazza-per-lacqua-i-beni-comuni-e-la-democrazia&amp;catid=137">Appello</a> per la costruzione di una grande Manifestazione di piazza il 26  Novembre a Roma e di entrare ufficialmente a far parte del dal Forum  Italiano per i Movimenti dell&#8217;Acqua che lo ha promosso.</p>
<p>Scenderemo  in piazza per rilanciare la difesa sui Beni Comuni, ma soprattutto per  il rispetto dell&#8217;esito referendario, strumento certamente prodromico ad  un&#8217;uscita alternativa dalla Crisi economica.</p>
<p>Questa  manifestazione intende lanciare monito di democrazia al nuovo Governo  Monti, a quelli che verranno dopo, ed anche a quei centri di potere  internazionali che tanto temono questa parola (es. il Referendum in  Grecia subito ritirato).</p>
<p>Non resteremo a guardare mentre i Beni Comuni ed il nostro futuro vengono pian piano annientatati: <a href="http://www.acquabenecomune.org/raccoltafirme/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=1175:vota-il-logo-dela-campagna-di-obbedienza-civile&amp;catid=37:primo-piano">Il Nostro Voto Va Rispettato</a></p>
<p><strong>Roma &#8211; 26 Novembre, ore 14.0<br />
</strong></p>
<p><strong>Manifestazione Nazionale per l&#8217;Acqua, i Beni Comuni e la Democrazia</strong></p>
<p><strong>Per il Rispetto dell&#8217;esito referendario e per un&#8217;uscita alternativa dalla Crisi</strong></p>
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<div id="attachment_2360" class="wp-caption aligncenter" style="width: 410px"><a href="/sito/wp-content/uploads/2011/11/acqua-manif-26-nov1.jpg"><img class="size-full wp-image-2360" title="acqua manif 26 nov" src="/sito/wp-content/uploads/2011/11/acqua-manif-26-nov1.jpg" alt="" width="400" height="400" /></a><p class="wp-caption-text">Condividi su Facebook e tagga gli amici!</p></div>
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		<title>29/10 &#124; Fermiamo il carbone! Manifestazione nazionale ad Adria (Ro)</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Oct 2011 17:55:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Lanza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[News UDS]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Temi]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[ecologia]]></category>
		<category><![CDATA[no carbone]]></category>
		<category><![CDATA[territorio]]></category>

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		<description><![CDATA[Nonostante il 14 e 15 Giugno oltre 27 milioni di italiane ed italiani abbiano espresso la chiara e ferma convinzione che l’ambiente rientra a pieno titolo tra i beni comuni, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Nonostante  il 14 e 15 Giugno oltre 27 milioni di italiane ed italiani abbiano  espresso la chiara e ferma convinzione che l’ambiente rientra a pieno  titolo tra i beni comuni, pubblici e non svendibili, il Governo italiano  ed alcune tra le principali imprese del settore energetico continuano a  perseguire strade errate, nocive, sconvenienti economicamente ed in  contrasto con la volontà popolare.</p>
<p>L’accantonamento  (per ora) dell’energia nucleare non ha mandato in soffitta l’intento di  perseguire politiche energetiche inquinanti, l’ultima notizia in ordine  cronologico è la riscoperta del Carbone, una delle fonti fossili più  inquinanti ed ormai desuete nel mondo.</p>
<p>Purtroppo  ENEL, con la complicità attiva del Governo italiano e di molti  amministratori pubblici di tutti gli schieramenti, ha idee  diametralmente differenti: il “piano carbone” prevede l’incomprensibile  scelta di riaprire vecchie centrali, riconvertirne altre e addirittura  costruirne di nuove.</p>
<p>Porto Tolle in Emilia, Brindisi in Puglia, Vado Ligure in Liguria, <a href="http://www.legambiente.it/contenuti/articoli/no-al-carbone-manifestazione-internazionale-sabato-27-agosto">Saline Joniche</a> in Calabria, da Nord a Sud si riaffaccia lo spettro dell’inquinamento  derivante da polveri sottili e piogge acide, il tutto senza un reale  miglioramento della cronica dipendenza energetica italiana dagli altri  paesi e reali introiti solo per le multinazionali che investiranno.</p>
<p>Oltre alle enormi bugie in tema ambientale (solo l&#8217;impianto nel Polesine comporterebbe l’emissione di oltre <a href="http://www.legambiente.it/contenuti/giornate-di-mobilitazione/fermiamo-il-carbone">10 milioni di tonnellate</a> l’anno di CO2: l’equivalente di oltre 4 volte le emissioni annuali di una città come Milano), una delle argomentazioni più odiose che vengono sbandierate dai soggetti coinvolti in questa ennesima brutta storia, è quella dell&#8217;aumento dei posti di lavoro.</p>
<p>Il  ricatto occupazionale è storia tristemente nota (esempio lampante ne è  l’ILVA di Taranto), ma è giunto ormai il momento di rispedirlo al  mittente ribadendo che tutte le politiche energetiche di questo paese  non potranno prescindere da 2 elementi fondamentali: la Riconversione  Ecologica e le Fonti Rinnovabili, gli unici due strumenti che potranno  realmente contemperare il rispetto dell’ambiente e la tutela/aumento  dell&#8217;occupazione.</p>
<p>Per questi motivi, la <a href="http://retedellaconoscenza.it/component/content/article/44-homepage/388-2910fermiamo-il-carbone-manifestazione-nazionale-adria-ro.html" target="_blank">Rete della Conoscenza </a>ha sottoscritto l&#8217;<a href="http://www.fermiamoilcarbone.it/wp-content/uploads/2011/10/Appello-manifestazione-contro-il-carbone.pdf">appello</a> e con oltre 40 tra associazioni e soggetti politici sarà in piazza il  29 Ottrobre ad Adria (Ravenna) per ribadire con forza un secco NO alla  costruzione della Centrale a Carbone di Porto Tolle e a qualsiasi  progetto industriale incompatibile con politiche di tutela dell&#8217;ambiente  e di difesa del territorio.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="/sito/wp-content/uploads/2011/10/Carbone.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1950" title="Carbone" src="/sito/wp-content/uploads/2011/10/Carbone.jpg" alt="" width="671" height="244" /></a></p>
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