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Roma – Blitz al Virgilio, studenti contro la repressione 03/24/16

Riportiamo il comunicato del collettivo del Virgilio rispetto la reazione prodotta dagli studenti all’indomani dell’ingresso delle forze di polizia dentro l’edificio scolastico. Riteniamo importantissima la mobilitazione degli studenti del Virgilio, ...


Riportiamo il comunicato del collettivo del Virgilio rispetto la reazione prodotta dagli studenti all’indomani dell’ingresso delle forze di polizia dentro l’edificio scolastico. Riteniamo importantissima la mobilitazione degli studenti del Virgilio, ora è fondamentale rilanciare in tutte le scuole di Roma e non.
Il clima è preoccupante, la città da tempo chiude i propri spazi e non accetta dissenso, aggregazione e socialità, se non quella imposta da loro stessi e non è cosa nuova l’ingresso di forze dell’ordine nelLe scuole, proprio nel luogo di formazione del giovane dove si dovrebbe emancipazione, formazione di spirito critico, coscienza proprio su temi di questo genere. Non la vede così probabilmente il dirigente scolastico, ben pronta per l’ennesima volta a bipassare il patto educativo tra genitori, professori e studenti nel nome della lotta a “terribili narcotrafficanti” che poi si sono rilevati in possesso di dosi irrisorie. Il dato repressivo in questa città è preoccupante, pertanto ci uniamo ai compagni del Virgilio nel
chiedere un intervento da parte di quella parte di città (dagli artisti a chi fa politica in questa città ) che ancora non si arrende a questo modello, dentro e fuori le scuole.

“Dopo i fatti di ieri, gli studenti e le studentesse del Liceo Virgilio hanno deciso di scendere nelle piazze per rivendicare il diritto ad avere luoghi di formazione e crescita liberi, dove ad un problema si risponde informando ed educando gli alunni, non reprimendo e intimidendo, dove la risposta del dirigente non è minaccia ma confronto, dove non si ha paura di attraversare le classi e i corridoi.
La risposta alle centinaia di studenti e studentesse scesi oggi in piazza è sempre la stessa: la chiusura, l’intervento delle forze dell’ordine, l’impossibilità di agire, non solo nella scuola ma anche nelle vie del quartiere. Il corteo è stato infatti bloccato da un ingente schieramento di polizia (due blindati e decine di poliziotti cordonati) dopo aver percorso solo un breve tratto di Via Giulia, impendendo alla mobilitazione di proseguire. Le forze dell’ordine hanno rifitutato una qualsiasi proposta di movimento o percorso, temporeggiando, sperando che il corteo si sciogliesse con il passare del tempo. Ma gli studenti, non volendo causare momenti di tensione, hanno girato il corteo proseguendo nella direzione opposta, fin sotto l’istituto Virgilio, dove avrebbero voluto entrare per chiedere ancora una volta confronto e dialogo con la dirigenza, esigendo spiegazioni sulla gestione autoritaria della scuola, ma anche stavolta la porta gli è stata chiusa in faccia, dopo esser stati nuovamente bloccati dai mezzi della polizia.
Il corteo si è sciolto per ritrovarsi in forma di presidio a Piazzale Clodio, sotto il tribunale dove si stava svolgendo l’udienza di convalida dell’arresto del ragazzo portato via il giorno precedente.
La risposta agli studenti non cambia, che sia un’istituzione scolastica o un cordone di forze dell’ordine, comunque non possiamo usufruire dei nostri spazi, non abbiamo diritto di creare dissenso o organizzare una contestazione perché allora verrai chiuso fuori o bloccato.
Nel corso della mattinata, all’interno dell’istituto, dopo che agli studenti era stato negato l’accesso per creare un’assemblea, il Dirigente Scolastico ha organizzato un’assemblea propria in cui il contraddittorio era inesistente, perché sceso nelle strade a protestare. Questo avvenimento sottolinea ancora una volta qual è l’idea di dialogo di chi gestisce il Virgilio: una comunicazione a senso unico, dove non è lecito contestare, dove chi è etichettato come “facinoroso” (vd anche “antidemocratico”: quello/a che occupa, che parla al megafono) viene chiuso fuori, perché in grado solo di causare problemi.
All’orario di uscita dalla scuola, un nuovo schieramento di DIGOS e polizia si è posizionato di fronte al portone, facendo da scorta a chi usciva da un’assemblea senza confronto, dando l’impressione di star attraversando un luogo blindato, chiuso, controllato, in cui vige la repressione.
Non accettiamo che la nostra scuola venga militarizzata in tal modo, non deve essere certo un luogo dove tutto è lecito o una “zona franca”, ma un luogo dove sentirsi liberi di esprimersi e sicuri.
Se si presenta un problema allora va risolto tramite l’informazione, chi di dovere si assumesse il suo ruolo di educatore, ben diverso da chi ha il ruolo di intimidire e arrestare.
Non è questa la nostra scuola, non è questo il luogo in cui vogliamo crescere giorno per giorno, non è questo il rapporto che pretendiamo con una dirigenza che nega il dialogo e con dei professori che lasciano passare nell’indifferenza più totale.
Continueremo a lottare per uno spazio di crescita reale, che sviluppi anche la coscienza critica di ogni individuo, di cui l’obbiettivo non sia creare utenti colmi di un sapere dogmatico in una scuola “d’eccellenza” ma formare in modo diverso ogni singolarità.
Nelle scuole, nelle piazze e nelle strade ci troverete! Per una scuola pubblica, sicura e libera.
Non ci fermerete mai!”


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