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Edilizia – Il Ferraris di Brindisi ottiene una nuova sede. La battaglia non finisce qui! 10/21/16

Tutta la vicenda creatasi attorno all’IPSIA G.Ferraris di Brindisi sembrerebbe nascere dalle forti piogge del 7 ottobre le quali hanno causato numerosi problemi in giro per la città e, all’interno ...


Tutta la vicenda creatasi attorno all’IPSIA G.Ferraris di Brindisi sembrerebbe nascere dalle forti piogge del 7 ottobre le quali hanno causato numerosi problemi in giro per la città e, all’interno della scuola, il crollo di un solaio.

Dopo giorni in attesa di risposte dalle istituzioni competenti, giovedì 13 ottobre la scuola viene chiusa, poiché dichiarata inagibile. I ragazzi della scuola, a quel punto, hanno organizzato con l’aiuto di altri studenti, dei docenti e della dirigente, un’autogestione in giro per la città, sperimentando metodi di didattica alternativa e trattando temi di attualità che troppo poco spazio hanno altrimenti all’interno delle nostre scuole.

Contemporaneamente avanzavano le prime ipotesi sul luogo che avrebbe potuto ospitare gli studenti e permesso di continuare le lezioni, ma lo smantellamento delle province a seguito della legge Delrio e i mancati finanziamenti nazionali, bloccati dal Patto di Stabilità, hanno complicato notevolmente la vicenda, rendendo inattuabile quasi ogni soluzione.

Lunedì 17, dunque, in pochissimi giorni, la scuola è scesa in piazza, in un corteo che ha coinvolto gli studenti tutti, i docenti, la Dirigente, il personale ATA e i genitori e ha lacerato il velo d’ipocrisia della città, i teatrini istituzionali e la completa noncuranza del Governo sul tema dell’edilizia scolastica, riuscendo ad ottenere, solamente nella giornata di ieri, l’appoggio fino al termine dell’anno scolastico in quella che era la struttura di un liceo scientifico, struttura spostata lo scorso anno anch’essa per problemi di edilizia.

Oggi però vogliamo raccontarvi l’altra faccia della medaglia, una di quelle storie che magari non va sui giornali ma parla della realtà di tutti i giorni.

10 scuole su 11, nella città di Brindisi, presentano gravi problemi strutturali; il Ferraris è il caso emblematico di questa vicenda, ma, da un giorno all’altro, siamo coscienti che una situazione analoga potrebbe ripresentarsi in qualsiasi altra scuola della città.

L’IPSIA Ferraris, indipendentemente dalle piogge del 7 ottobre, versava in condizioni pessime, più volte denunciate dell’Unione degli Studenti e dalla Dirigente, spesso rimasti inauditi dalle istituzioni competenti.

Per chiudere il cerchio: il caso Ferraris non è un caso di contingenza ma è l’esempio di quanto la situazione delle strutture scolastiche a Brindisi sia pericolosamente al collasso. Proprio per questo non ci accontentiamo: la nostra battaglia non finisce qui. Esigiamo reali risposte, in maniera immediata, che risolvano il problema dell’edilizia scolastica.
La vicenda Ferraris racconta la storia di tanti ragazzi, di tanti studenti, che all’interno della città sono sempre stati marchiati da un’etichetta che sembrava quasi indelebile, sono sempre stati visti da questo Governo come studenti di serie B, in una scuola di serie B; questi studenti però hanno preso coscienza e, con l’aiuto della loro preside e dei loro docenti, hanno deciso di prendere parola sulle loro vite, sulla propria scuola e sul proprio territorio. E’ l’ora dell’ evoluzione: contro chi ci toglie quotidianamente ciò che ci spetta, siamo pronti a gridare che d’ora in poi, decidiamo noi!

 


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