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	<title>Unione degli Studenti &#187; Istruzione tecnica e professionale</title>
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		<title>Stiamo Diritti &#8211; Students&#8217; (r)Evolution &#124; Al via la consultazione nazionale studentesca</title>
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		<pubDate>Mon, 30 May 2016 07:17:50 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-10293" href="/sito/stiamo-diritti-students-revolution-al-via-la-consultazione-nazionale-studentesca/stiamodirittidef-011/"><img class="alignleft size-full wp-image-10293" title="STIAMODIRITTIDEF-01(1)" src="/sito/wp-content/uploads/2016/05/STIAMODIRITTIDEF-011.png" alt="" width="364" height="258" /></a>Al via una nuova consultazione nazionale studentesca per  l’identificazione di un nuovo statuto delle studentesse e degli studenti  delle scuole secondarie di II grado. La campagna si chiama Stiamo  Diritti &#8211; Students’ (r)Evolution e ha come obiettivo, al termine di una  consultazione semestrale, di proporre una nuova carta per conquistare un  rinnovato protagonismo nelle scuole e nelle città attraverso la  definizione di uno stutus dei soggetti in formazione.<br />
In questi ultimi anni  stiamo assistendo ad una compressione dei diritti degli studenti nelle  scuole superiori. La spinta propulsiva delle lotte degli anni ‘90, che  ha portato all’approvazione del <a href="/sito/wp-content/uploads/downloads/2012/01/Statuto-aggiornato.pdf" target="_blank">DPR 294/1998</a>, il vecchio statuto dei  diritti delle studentesse e degli studenti, si è definitivamente  esaurita. Le nostre scuole sono diventate dei luoghi di  disciplinamento e controllo, basti pensare agli effetti che hanno avuto  alcune scelte quali l’introduzione nella riforma Gelmini del limite  delle 50 assenze, il voto di condotta, l’utilizzo distorto delle nuove  tecnologie. Oggi, a quasi un anno dall’approvazione della legge 107/15,  registriamo un inasprimento delle misure repressive ai danni degli  studenti da parte di Dirigenti Scolastici o professori particolarmente  autoritari, nonché una restrizione sostanziale degli spazi di  protagonismo degli studenti. Risulta palese la perdita di tutele,  diritti e possibilità di decisione su tanti aspetti della vita scolastica e non, quali  il diritto allo studio, i percorsi di alternanza scuola-lavoro, la  valutazione, la didattica, la progettualità studentesca, gli organi  collegiali.<br />
Il Governo ha preso troppe scelte in nostro nome senza  mai ascoltarci &#8211; basti pensare alla consultazione sulla Buona Scuola -, pertanto abbiamo deciso di avviare una vera  consultazione nazionale studentesca in grado di raccogliere i nuovi  bisogni degli studenti all’interno della scuola riformata e le nuove  necessità alle quali dare una risposta se si vuole garantire l’accesso  ai saperi e la crescita consapevole dei cittadini. Nella prima fase della campagna, che durerà sino a fine settembre,  proveremo ad intercettare opinioni e domande, in particolare ci  confronteremo sull’attualità dei diritti sanciti nello Statuto degli  studenti e delle studentesse e proveremo ad immaginare soluzioni per  vedere riconosciuti diritti di cui sentiamo l’esigenza ma che ad oggi  non sono ancora sanciti. Sul sito<a href="http://www.stiamodiritti.it/" target="_blank"> www.stiamodiritti.it</a> ci sono una serie  di sezioni in cui si può rispondere alle domande o inserire le istanze  individuali o collettive, emerse nel corso di assemblee di classe,  assemblee d’istituto, comitati studenteschi, collettivi. Nella seconda  fase, da ottobre a dicembre, elaboreremo le istanze emerse e le  tradurremo in proposte, che verranno nuovamente sottoposte a  consultazione aperta. A gennaio, infine, presenteremo un nuovo Statuto  delle studentesse e degli studenti, per conquistare un nuovo  protagonismo nelle scuole e nelle nostre città.</p>
<h3>Partecipa alla consultazione visitando <a href="http://www.stiamodiritti.it/" target="_blank">www.stiamodiritti.it</a> e attivati nellla tua scuola! Segui la pagina <a href="https://www.facebook.com/stiamodiritti/?fref=ts" target="_blank">facebook</a> e il profilo<a href="https://twitter.com/Stiamo_Diritti" target="_blank"> twitter!</a></h3>
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		<title>BOLOGNA &#8211; 4 e 5 giugno: scuole di formazione ai diritti per gli studenti del nord-est</title>
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		<pubDate>Mon, 16 May 2016 11:16:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>danilolampis</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-10280" href="/sito/bologna-4-e-5-giugno-scuole-di-formazione-ai-diritti-per-gli-studenti-del-nord-est/piacenza-foto-bella/"><img class="alignleft size-full wp-image-10280" title="piacenza foto bella" src="/sito/wp-content/uploads/2016/05/piacenza-foto-bella.jpg" alt="" width="403" height="269" /></a>“La cultura [...] è organizzazione, disciplina del proprio io interiore;  è presa di possesso della propria personalità, e conquista di coscienza  superiore, per la quale si riesce a comprendere il proprio valore  storico, la propria funzione e nella vita, i propri diritti, i propri  doveri.”<br />
Antonio Gramsci, Socialismo e cultura</p>
<p>L&#8217;Unione degli  Studenti organizza, per gli studenti del nord-est, le scuole di  formazione sui diritti degli studenti, sulle rivendicazioni in merito al  diritto allo studio, al welfare, sulle prassi mutualistiche, sulla  buona rappresentanza studentesca e sulla comunicazione politica. Le  scuole di formazione si terranno a Bologna, il 4 e 5 giugno, presso il  circolo Arci <a href="https://www.facebook.com/RitmoLento-1197605863586683/?fref=ts" target="_blank">Ritmo Lento</a>. Scuole di formazione aperte a tutti gli  studenti curiosi e pronti a rivendicare i propri diritti, a tutte e  tutti coloro che non si arrendono e che vogliono comprendere e cambiare  il mondo a partire dalla propria scuola.<br />
Pensare dei corsi di  formazione per essere capaci di affrontare le complessità dei contesti  territoriali è un atto di coraggio, in controtendenza rispetto alla  politica del &#8220;fare&#8221; senza contenuti, della giornata piuttosto che del  lungo periodo. Una politica spettacolarizzata, incapace di destrutturare  le demagogie dando risposte concrete. Formarsi sui propri diritti è  dunque uno strumento per cambiare realmente dal basso la propria  condizione, senza dover delegare ma facendo sentire la propria voce. Gli  studenti sono cittadini a 360° e perciò hanno tutto il diritto di  studiare la realtà che li circonda, analizzarla e prendere posizione per  cambiarla. Non ci si può limitare a studiare senza agire, come non  basta agire senza comprendere il proprio contesto. Per questo le scuole  di formazione possono rappresentare un momento importante per tutti  coloro che credono nella necessità del sindacato studentesco come  strumento di reale cambiamento delle proprie condizioni. Uno strumento  unico, che può costruire dal basso un&#8217;alternativa culturale non solo  nelle scuole ma anche nelle città.</p>
<p>Gli obiettivi che ci proponiamo di raggiungere sono:<br />
- Conoscenza di base rispetto ai diritti degli studenti e a quali sono gli strumenti di difesa e di tutela;<br />
- Conoscenza degli strumenti della rappresentanza studentesca;<br />
- Capacità di impostare una vertenza nella propria scuola e nella propria città;<br />
- Conoscenza del modello di welfare attuale e delle nostre rivendicazioni;<br />
- Cosa intendiamo per diritto allo studio e come lo rivendichiamo e lo costruiamo sui territori;<br />
- Conoscenza sul mutualismo e delle diverse pratiche da poter realizzare sui territori;<br />
- Conoscenze di base sulle strategie comunicative</p>
<p>Modalità e tempi della discussione</p>
<p>I  punti di partenza sono i materiali informativi richiedibili scrivendo  alla mail segnalata poco sotto e la modalità di discussione sarà quanto  più aperta e orizzontale possibile, con l&#8217;utilizzo di cartelloni e  post-it. Pensiamo di organizzare la discussione in questo modo:<br />
-  sabato 4, dalle ore 18: Memoria e Immaginazione: dibattito sulla storia e  le nuove sfide dell’Unione degli Studenti. A seguire serata a Ritmo  Lento.<br />
- domenica 5, dalle ore 10, si terranno i seguenti gruppi di  lavoro: vertenzialità e rappresentanza; diritto allo studio e welfare;  mutualismo e solidarietà; comunicazione e organizzazione della  mobilitazione.</p>
<p>Se vuoi ricevere i materiali utili per  partecipare all&#8217;iniziativa o se vuoi organizzare le scuole di  formazione nella tua  città scrivi a  unionedeglistudenti@gmail.com  o chiama al 3401653203.</p>
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		<title>PIEMONTE &#8211; Alternanza scuola-lavoro obbligatoria in parrocchia: inaccettabile!</title>
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		<pubDate>Wed, 11 May 2016 18:23:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>danilolampis</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-10196" href="/sito/piemonte-alternanza-scuola-lavoro-obbligatoria-in-parrocchia-inaccettabile/parrocchia/"><img class="alignleft size-full wp-image-10196" title="parrocchia" src="/sito/wp-content/uploads/2016/05/parrocchia.jpg" alt="" width="360" height="203" /></a>Lunedì 9 Maggio è stato firmato il protocollo  d&#8217;intesa per l&#8217;alternanza scuola-lavoro tra l&#8217;ufficio scolastico  regionale del Piemonte e la Conferenza Episcopale Piemontese che  stabilisce la possibilità di svolgere esperienze di alternanza  scuola-lavoro nelle 16 Diocesi del Piemonte rispetto alla gestione e  cura del patrimonio artistico e culturale delle Diocesi, alle attività  educative, ricreative, assistenziali e di volontariato.  Riteniamo inaccettabile un&#8217;offerta da parte delle Diocesi per le  studentesse e gli studenti delle scuole superiori. Seppur parte della  possibile offerta formativa legata ai beni culturali della Diocesi possa  risultare un percorso interessante da intraprendere per molti ragazzi,  pensiamo che sia importante, e per questo non accettiamo né attività  educative né di volontariato nelle Diocesi, separare l’alternanza  scuola-lavoro dalle idee, dai valori e dai comportamenti di quella che è  la comunità religiosa. Questo per evitare che si presenti l’ennesimo  attacco alla laicità della scuola pubblica.   Inoltre si parla di formazione integrale e maturazione del singolo  raggiunte tramite un&#8217;alleanza educativa tra scuola, famiglia e comunità  territoriale (civile e religiosa). Noi però riteniamo che debba esser  lasciato alla scelta dei singoli se inserire, o no, la comunità  religiosa all&#8217;interno del proprio processo di crescita, e quindi non si  possa inserire all&#8217;interno del percorso formativo degli studenti. Questo  anche perché all&#8217;interno di tale percorso verrebbe inserito  l&#8217;insegnamento di valori che non sono condivisi da tutti i cittadini, ma  solo dalla comunità religiosa e che quindi non possono che dare un  insegnamento parziale rispetto all mondo del lavoro.  Pensiamo che parlando di volontariato, attività ricreative e  assistenziali si confonda il senso dell&#8217;alternanza scuola lavoro. Si  pensa solamente a come colmare il monte ore e non a come fornire  un&#8217;esperienza di qualità e realmente formativa.  Riteniamo debba essere importante concentrarsi su altre priorità come  quella di garantire uno statuto degli studenti e delle studentesse in  alternanza scuola-lavoro, poiché troppo spesso si finisce in aziende che  non rispettano i criteri minimi in termini di diritti e tutele, e  quella di garantire una un&#8217;esperienza formativa di qualità e non  un&#8217;esperienza lavorativa fine a se stessa.</p>
<p>LaSt Laboratorio Studentesco</p>
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		<title>Alternanza scuola lavoro: la prospettiva referendaria</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Apr 2016 11:40:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>martinacarpani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; L’alternanza scuola lavoro è un dispositivo inserito nel 2005 dalla Legge Moratti che prevedeva una sperimentazione volontaria da parte delle scuole di questa esperienza. I risultati in questi anni ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr">&nbsp;</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-10085" title="alternanza" src="/sito/wp-content/uploads/2016/04/alternanza.jpg" alt="" width="275" height="183" /></p>
<p dir="ltr">L’alternanza scuola lavoro è un dispositivo inserito nel 2005 dalla Legge Moratti che prevedeva una sperimentazione volontaria da parte delle scuole di questa esperienza. I risultati in questi anni sono stati tutt’altro che positivi: da una parte l’alternanza scuola lavoro è stata effettuata solamente dal 9% degli studenti di tutta Italia e spesso soffriva di enormi problematiche per gli studenti, tra cui l’inesistenza di un quadro normativo complessivo di diritti e tutele e la mancanza di una reale attinenza al percorso formativo.</p>
<p dir="ltr">La legge 107, approvata con voto di fiducia lo scorso luglio, ha istituito l’obbligo dell’alternanza scuola lavoro non solo per gli istituti tecnici professionali ma anche per i licei, non istituendo solamente l’obbligo ma definendo anche un minimo di monte ore pari a 200 ore per i licei e 400 ore per i tecnici professionali. Resta ancora aperto il tema delle tutele e dei diritti degli studenti, visto che lo statuto dei diritti degli studenti in alternanza scuola lavoro è ancora bloccato al Ministero dell’istruzione. Nel frattempo, 500.000 studenti si apprestano a compiere esperienze di alternanza scuola lavoro senza alcuna tutela concreta.</p>
<p>Appare evidente quanto imporre un monte orario così corposo di punto in bianco, senza la possibilità per le scuole di adattare l’alternanza scuola lavoro al contesto in cui si trovano, rischi di produrre delle esperienze che di formativo hanno ben poco. Queste assomiglieranno molto di più a lavoro gratuito o, nella migliore delle ipotesi, a esperienze inutili messe in campo soltanto per poter certificare un certo numero di ore e rispettare la normativa vigente.</p>
<p>Purtroppo i problemi non si fermano qui perché la legge 107, oltre a non prevedere forme di tutele reali per gli studenti, non interviene su temi fondamentali come la gratuità dei percorsi formativi in alternanza scuola lavoro. Cosa decisiva se si pensa che, soprattutto nelle regioni del sud Italia dove il tessuto produttivo è meno sviluppato, molti studenti sono costretti a pagarsi di tasca propria il trasferimento, il vitto e l’alloggio. Inoltre è assurdo come non sia previsto minimamente alcuna partecipazione degli studenti nella determinazione del percorso e che sia tutto in mano dei docenti referenti e del dirigente scolastico.</p>
<p>In questo quadro il dispositivo referendario assume centralità dal momento che, andando ad abrogare l’obbligatorietà delle 200 e delle 400 ore di alternanza, restituirebbe la titolarità alle scuole di decidere il monte ore dei percorsi. Questo permettebbe di creare esperienze di alternanza che abbiano una reale valenza formativa, utili per lo studente, capaci di coniugare sapere e saper fare (questione mai risolta dalla didattica nostrana). Potenzialità valide anche negli istituti tecnici e professionali che si concentrano troppo sul sapere nozionistico e non sul sapere pratico, soprattutto dopo la riduzione delle ore laboratoriali e l’inesistenza di laboratori in molte scuole. Lo strumento abrogativo è evidentemente parziale perché non risolve la mancanza di diritti e tutele per gli studenti e la codeterminazione dei percorsi, però è un primo passo che deve essere coniugato da una forte campagna in grado di mettere al centro del dibattito pubblico il tema e sviluppare una valida alternativa al modello renziano, di Confindustria e della TreeLLLe, &#8220;think tank&#8221; dei poteri forti che ha scritto mezza riforma.</p>
<p>La sfida è aperta, ma è utile sgombrare il campo da alcune falsità che iniziano a circolare. Un esempio: è assolutamente falso affermare che in caso di vittoria di questo quesito si ritornerebbe alla legge del 2005, che prevedeva l’alternanza come esperienza facoltativa, in quanto l’obbligatorietà dell’alternanza nella legge 107 si basa su 3 dispositivi: la quantificazione delle ore minime, lo stanziamento di risorse stabili e la programmazione delle attività formative all’interno del Ptof. Come spiegavamo precedentemente il quesito va ad agire solo sul primo dispositivo quindi rimane intatta l’obbligatorietà dell’alternanza; semplicemente si va ad eliminare l’obbligo tassativo di fare un determinato monte ore.</p>
<p dir="ltr">In questo quadro ci stupiscono le posizioni di chi afferma che con il referendum si ritornerebbe al quadro legislativo precedente, ovvero alla non obbligatorietà dell’alternanza scuola lavoro, gridando allo scandalo senza considerare opportunamente le basi giuridiche su cui si basa il quesito.</p>
<p>Vogliamo azzardare qualche riflessione ulteriore. Con il tessuto produttivo odierno, il tema dell’alternanza apre molteplici contraddizioni. E’ infatti possibile permettere che gli studenti facciano percorsi di alternanza scuola lavoro in aziende che devastano i territori e inquinano? O in aziende che non fanno da anni formazione ai propri dipendenti? Queste ultime come potrebbero formare studenti se non operano in un’ottica di life long learning? A nostro avviso identificare dei principi etici è necessario per sviluppare percorsi realmente formativi. E’ necessaria, su questa scia, la scrittura di una carta etica da parte del MIUR che permetta l’alternanza scuola-lavoro solo in aziende qualificate, che hanno esperienza formativa nell’ambito del life long learning e che rispondano a precisi principi ambientali e norme anticorruzione. E’ inoltre necessario potenziare il fondo di mobilità, per permettere anche agli studenti delle Regioni più periferiche di svolgere esperienze di alternanza senza sopportare costi ingenti per le famiglie. In un tessuto produttivo così diseguale non si può pensare di mantenere l’assetto attuale che lo riproduce a livello scolastico: tanti istituti tecnici e professionali al nord, tanti licei al sud. Sapere e saper fare devono potersi contaminare, mettendosi al servizio delle comunità e stimolando lo sviluppo di capacitazioni negli studenti. A nostro avviso non si può più prescindere dal ripensare completamente la finalità dell’alternanza scuola lavoro. Se infatti lo scopo dell’ASL non è insegnare “la mansione”, ma delle competenze e delle capacitazioni di saper fare, non è indispensabile sviluppare necessariamente i percorsi nelle aziende, ma sarebbe possibile mettere le scuole a servizio del territorio.</p>
<p>Per fare una nuova alternanza è innegabile che serva aprire un ragionamento sul mercato del lavoro nel suo complesso. Nel nostro Paese è veramente poco il lavoro che richiede alte competenze. Nella maggioranza dei casi le giovani generazioni entrano all’interno di un mercato del lavoro che offre soltanto precarietà e lavori dequalificati che di formativo non hanno nulla. Come dicevamo le imprese fanno poca formazione, anche per colpa di un tessuto imprenditoriale ignorante che non ha mai investito sulla ricerca, sull’innovazione di processo e di prodotto. Quindi, la colpa della mancata connessione tra mondo del lavoro e luoghi della formazione, sta soprattutto nel primo soggetto, incapace di accogliere chi esce dai percorsi formativi. Non a caso in questi ultimi anni abbiamo visto l’esplosione del fenomeno dei cosiddetti over educated, ossia intere fasce di studenti e ricercatori “eccessivamente formati” per poter trovare lavoro nel nostro Paese. La scuola e l’università non potranno mai essere la vera cura alla disoccupazione finché non cambieremo il sistema produttivo e il modello di sviluppo. La retorica del Governo ha sempre scaricato sulla scuola i mali della precarietà e dell’assenza di prospettive. Le scelte del Governo Renzi bisogna leggerle in una tendenza complessiva, volta a scaricare sulla pelle degli studenti e dei lavoratori le distorsioni del capitalismo “straccione” italiano, drogato in questi ultimi mesi dai nuovi dispositivi messi in campo dal Jobs Act e famelico di lavoro gratuito e senza diritti.</p>
<p dir="ltr">Tornando al referendum sulla scuola, dunque, non può che essere chiaro il nostro intento: restituire il protagonismo alle persone che frequentano ogni giorno la scuola pubblica italiana. Con la legge 107/15 il protagonismo l’hanno assunto gli interessi delle aziende “della porta accanto”, incapaci di garantire dei veri percorsi formativi a favore degli studenti. Abrogando quest’articolo e aprendo un dibattito nel Paese vogliamo scommettere sulla possibilità di mettere a tema un nuovo rapporto tra luoghi della formazione e mondo del lavoro, innescando un meccanismo virtuoso che ponga i primi come fucina e motore per uno stravolgimento del secondo. I saperi possono cambiare la società, i territori e il lavoro. Per affrontare questa sfida occorre assumere una prospettiva innovativa che non sia subalterna culturalmente e ideologicamente all’ordine del discorso egemone.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Alternanza scuola lavoro: opportunità o sfruttamento?</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Mar 2016 10:58:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>martinacarpani</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-10013" href="/sito/alternanza-scuola-lavoro-opportunita-o-sfruttamento/istruzione/"><img class="alignleft size-medium wp-image-10013" title="istruzione" src="/sito/wp-content/uploads/2016/03/istruzione-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a></p>
<p>In queste settimane si è notata una reazione decisamente scomposta e disorientata da parte delle scuole, soprattutto dei licei che si ritrovano in immensa difficoltà nel trovare strutture adeguate e coerenti con il percorso formativo; infatti sono molti gli esempi di studenti che hanno compiuto esperienze non attinenti al loro percorso oppure di soluzioni molto fantasiose come il fatto che vengano calcolate forfettariamente le ore impiegate nella rappresentanza d&#8217;istituto e di classe come esperienze di alternanza scuola lavoro.<br />
Non mancano esempi ancor più negativi, come già denunciavamo l&#8217;anno scorso, di studenti costretti a fare queste esperienze in aziende che devastano il territorio, oppure l&#8217;esempio dell&#8217;Ufficio Scolastico della Lombardia che ha siglato un protocollo per svolgere l&#8217;alternanza scuola lavoro nelle parrocchie, tale da far sembrare il progetto più simile ad un’esperienza di volontariato che ad una di reale formazione, che dovrebbe essere funzionale ad implementare quel saper fare che manca sempre di più nelle scuole italiane.</p>
<p>Ancor più preoccupanti sono le affermazioni del presidente di Assolombardia “Le scuole pensano a se stesse, i professori pensano a se stessi. Devono invece pensare ai ragazzi. Dobbiamo mettere il mondo della scuola e quello del lavoro vicini, senza pensare che uno sia nemico dell&#8217;altro, bensì pensando che siano alleati”, che ci fanno pensare sempre di più ad un rapporto malato con le aziende fatto sempre più di lavoro gratuito e non di formazione qualificata.<br />
A questo si collega un’enorme mancanza per una buona alternanza scuola lavoro, ossia la “Carta dei diritti e dei doveri delle studentesse e degli studenti in alternanza”. Su quest’ultima il Ministero dell’Istruzione non da risposte da mesi e la prima versione presentata evidenziava molte mancanze e una tutela molto blanda degli studenti. Tra le tante mancanze evidenziamo la non previsione di una partecipazione studentesca nella determinazione dei concordati tra scuole e aziende;  e anzi si è arrivati al punto che il Ministero ha preparato un fac simile di concordato scuola e azienda in cui le priorità didattica sono specificate in modo molto vago e generico che se adottato realmente dalle scuole dimostrerebbe la poca cura nel determinare il percorso formativo degli studenti ricadendo in un’esperienza per nulla formativa.</p>
<p>Il discorso sull’alternanza scuola non può prescindere dal discorso più complessivo sulle aziende in cui gli studenti vanno a svolgere queste esperienze, aziende che spesso non svolgono formazione ( secondo i dati Isfol solo nel  45% delle aziende si svolge formazione permanente per una media oraria di sole 21,1 ore )  e hanno grandi quantità di personale precario che quindi per definizione è inadatto a fare formazione. Un altro capitolo va aperto sull’alternanza scuola lavoro svolto in aziende che hanno forte responsibilità nelle devastazioni ambientali o che hanno collusioni con la criminalità organizzata.<br />
Probabilmente, gli esempi più negativi dell&#8217;alternanza scuola-lavoro come determinati nella legge 107, si vedranno quest&#8217;estate in quanto, venendo implementata la possibilità di svolgere queste esperienze durante le sospensioni dell&#8217;attività didattiche, vedremo studenti trattati come lavoratori stagionali e non come studenti, soprattutto nei settori turistici e alberghieri.</p>
<p><a href="/sito/studenti-per-il-referendum-contro-la-buona-scuola-apriamo-una-primavera-di-diritti-per-una-scuola-di-tutti-e-per-tutti/" target="_blank">In questo quadro uno step importantissimo sarà la battaglia referendaria per l&#8217;abolizione dell&#8217;obbligo delle 200 e delle 400 ore per restituire titolarità alle scuole sul monte orario</a>. L’eliminazione di questa imposizione per le scuole andrebbe di sicuro a risolvere una parte dei problemi che si sono presentati durante quest’anno. Ovviamente questa misura non andrebbe a risolvere totalmente i problemi su cui andrebbe compiuto un intervento legislativo più ampio come spieghiamo nelle nostre proposte.</p>
<p>Proposte altra scuola&#8212;&gt; <a href="http://goo.gl/bCQONP">http://goo.gl/bCQONP</a><br />
Manuale della Scuola ribelle, proposte per l&#8217;alternanza scuola lavoro&#8212;&gt; <a href="http://goo.gl/cLM4bp">http://goo.gl/cLM4bp</a></p>
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		<title>Studenti per il referendum contro La Buona Scuola. Apriamo una primavera di diritti, per una scuola di tutti e per tutti!</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Mar 2016 12:57:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>danilolampis</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr">La scuola pubblica italiana sta soffrendo: per l’inesistenza di un piano di investimenti, per l’assenza del diritto allo studio, per una situazione dell’edilizia scolastica che giorno dopo giorno si fa sempre più tragica e per tanti altri motivi che ben conosciamo, che fanno parte della nostra quotidianità. Ma sopratutto soffre perché è vittima di una riforma ingiusta, la legge 107, che non soltanto non ha risposto ai bisogni cronici della scuola italiana, ma che sta imponendo un modello di scuola padronale, con un dirigente che decide tutto in forma diretta e indiretta, succube dei privati, palestra di precarietà per docenti e studenti, in cui le diseguaglianze attraverso lo school bonus vengono legittimate anziché abbattute, in cui scuola privata e scuola pubblica vengono messe in concorrenza falsata, salvo poi concedere nuove agevolazioni a favore di quest’ultima.</p>
<p dir="ltr"><a rel="attachment wp-att-9991" href="/sito/studenti-per-il-referendum-contro-la-buona-scuola-apriamo-una-primavera-di-diritti-per-una-scuola-di-tutti-e-per-tutti/la-buona-scuola-siamo-noi-3/"><img class="alignright size-full wp-image-9991" title="la buona scuola siamo noi" src="/sito/wp-content/uploads/2016/03/la-buona-scuola-siamo-noi.jpg" alt="" width="346" height="230" /></a>Noi non siamo mai stati conservatori, come ci ha voluto dipingere il Governo: negli ultimi mesi abbiamo fatto delle proposte concrete contenute ne l’Altra Scuola, documento frutto delle mobilitazioni studentesche<a href="/sito/wp-content/uploads/downloads/2015/03/altrascuola-2.pdf" target="_blank">. Chiediamo di partire da 7 priorità: un nuovo diritto allo studio col fine di raggiungere la piena gratuità dell’istruzione; un’alternanza scuola-lavoro finanziata e qualificata; finanziamenti per il rilancio della scuola pubblica; una riforma della valutazione in chiave democratica; investimenti sostanziosi sull’edilizia scolastica; un ripensamento radicale dell’autonomia scolastica; una riforma dei cicli scolastici, dei programmi e della didattica. Non ci hanno voluto ascoltare, preferendo i consigli di Confindustria e dei poteri forti.</a></p>
<p dir="ltr">Eppure, nonostante l’approvazione della legge 107, in questi ultimi mesi le scuole hanno dimostrato di essere ancora una volta indomabili. Da Nord a Sud del Paese si sono moltiplicate forme di boicottaggio dei comitati di valutazione, assemblee e coordinamenti in grado di opporre alla ristrutturazione neoliberale, autoritaria e centralistica delle valide alternative, cortei e iniziative &#8211; prevalentemente studentesche &#8211; in grado di palesare ancora una volta il vero significato della parola “democrazia”. La più bella lezione che ci lascia il movimento della e per la scuola pubblica è proprio questa: quando un governo, a maggior ragione se non legittimato dal voto popolare, impone delle leggi, allora è giusto lottare per cancellarle e imporre una visione alternativa di società. Per questo il Governo non ci ha sconfitto, poiché non ha fatto i conti con l’ostinazione e il forte consenso raccolto da chi in questi ultimi anni ha lottato contro l’aziendalizzazione della scuola pubblica, contro le devastazioni ambientali, contro la precarizzazione del lavoro e la ristrutturazione istituzionale in chiave verticistica.</p>
<p dir="ltr"><a rel="attachment wp-att-9985" href="/sito/studenti-per-il-referendum-contro-la-buona-scuola-apriamo-una-primavera-di-diritti-per-una-scuola-di-tutti-e-per-tutti/mani-rep/"><img class="alignleft size-full wp-image-9985" title="mani rep" src="/sito/wp-content/uploads/2016/03/mani-rep.jpg" alt="" width="285" height="190" /></a>Ora è giunto il momento di unire le forze, organizzando un’irruzione della maggioranza invisibile che i vari governi che si sono succeduti hanno provato a schiacciare in questi ultimi anni. Vogliamo avviare un processo costituente politico e sociale di ricomposizione nell&#8217;era della frammentazione, considerando le lotte come uno strumento imprescindibile per affermare i nostri bisogni, rivendicando e praticando l&#8217;uguaglianza nei luoghi che attualmente riproducono disuguaglianze, combattendo le logiche autoritarie e costruendo un&#8217;altra scuola e un&#8217;altra società dal basso. E’ il momento di entrare in scena, tutti assieme, per decidere sulla scuola pubblica e sul futuro del Paese. Per questo, un inedito arco di forze sociali, che vede in campo per ora sindacati e associazioni di studenti e genitori, ha deciso di promuovere un referendum contro parti della legge 107, contro la Buona Scuola che di “buono” non ha nulla.</p>
<p dir="ltr">Nei prossimi giorni quattro quesiti verrano depositati in Cassazione da parte del <a href="/sito/verso-il-referendum-contro-la-legge-107-le-delibere-dellassemblea-nazionale-di-napoli/" target="_blank">Comitato Promotore</a> e ad aprile inizierà la raccolta delle firme per poter andare al voto nella primavera del 2017. I quesiti andranno ad attaccare i seguenti punti, forse i più pericolosi della legge 107:</p>
<ol>
<li>School bonus. Si chiederà di cancellare un beneficio di fatto  riservato alle scuole private, che inoltre accrescerebbe anche le  disuguaglianze tra le scuole pubbliche: le erogazioni liberali non  dovranno più essere riservate alle singole scuole, ma all’intero sistema  scolastico. Non possiamo accettare che si accresca la divisione tra  scuole di serie A e scuole di serie B, come non possiamo accettare che  si privatizzi ulteriormente l’istruzione;</li>
<li>Poteri del dirigente  scolastico: si prova ad abrogare la chiamata diretta degli insegnanti da  parte del dirigente scolastico sugli ambiti territoriali per incarichi  solo triennali. Nella scuola pubblica non può esserci spazio per  clientelismi e competizione.</li>
<li>Alternanza scuola-lavoro: si vuole  abrogare l’obbligo di 200 ore nei licei e 400 ore nei  tecnico-professionali, lasciando le scuole libere di organizzare tali  attività come hanno sempre fatto, al fine di impedire che gli studenti  possano affrontare, come già stiamo rilevando, dei percorsi di  alternanza dequalificati, senza reali tutele, non attinenti al percorso  di studi e soprattutto eccessivamente invasivi per l’assurdità delle ore  imposte;</li>
<li>Premi ai docenti: si vuole abrogare la possibilità del  dirigente Scolastico di attribuire dei premi ai docenti, ripristinando  le funzioni precedenti del comitato di valutazione secondo il T.U. (Dl  297/94), salvaguardando al contempo il fondo per la valorizzazione dei  docenti, demandandolo dunque alla contrattazione d’istituto. Non è  questo il modello di valutazione che ci interessa: alla punizione e ai  premi preferiamo la cooperazione, il dialogo e la definizione dal basso  di strategie di miglioramento condivise.</li>
</ol>
<p dir="ltr"><a rel="attachment wp-att-9982" href="/sito/studenti-per-il-referendum-contro-la-buona-scuola-apriamo-una-primavera-di-diritti-per-una-scuola-di-tutti-e-per-tutti/vogliamo-potere-napoli/"><img class="size-full wp-image-9982 alignright" title="vogliamo potere napoli" src="/sito/wp-content/uploads/2016/03/vogliamo-potere-napoli.jpg" alt="" width="363" height="233" /></a>Abbiamo definito questi quattro quesiti per cambiare stagione: è il momento di aprire una primavera democratica di contestazione e creazione, per restituire la parola al popolo e ai suoi bisogni. Il referendum contro la legge 107 pertanto sarà accompagnato da altri referendum: uno per fermare gli incentivi alla privatizzazione dell’acqua e dei servizi pubblici locali; uno per cambiare le politiche ambientali, a partire dallo stop definitivo alle trivellazioni petrolifere in terra e in mare; uno contro la riforma del lavoro del Governo Renzi, il Jobs act, che verrà promosso dalla CGIL. Pensiamo dunque ad una nuova stagione di referendum sociali, naturale compimento del percorso di mobilitazione capillare e diffuso <a href="http://www.notriv.com/2016/02/26/perche-dobbiamo-votare-si-al-referendum-no-triv-del-17-aprile/" target="_blank">per il SI al referendum contro le trivellazioni che si terrà il 17 aprile</a> e del referendum per il NO alla controriforma costituzionale promossa dal Governo che si terrà ad ottobre. Di questo parleremo nell’assemblea nazionale promossa a <a href="http://www.retedellaconoscenza.it/blog/2016/02/24/appello-per-unassemblea-nazionale-verso-la-stagione-dei-referendum-sociali/" target="_blank">Roma il 13 marzo dalle varie forze che oggi compongono  l’arco dei referendum sociali</a>. Crediamo sia necessario immaginare la tornata referendaria non soltanto affiancata da un nuovo piano di mobilitazione diffusa, ma anche accompagnata da un piano di proposte alternative a partire da: <a href="http://www.retedellaconoscenza.it/blog/2016/02/11/la-strategia-del-governo-sul-lavoro-e-la-strada-verso-i-diritti-per-tuttei/" target="_blank">la Carta dei diritti universali del Lavoro promossa dalla Cgil, la carta dei diritti e dei principi del lavoro autonomo e indipendente promossa dalla coalizione 27f</a>, la <a href="http://linkcoordinamentouniversitario.it/nasce-il-comitato-promotore-della-lip-sul-diritto-allo-studio-la-partita-e-aperta/" target="_blank">legge d’iniziativa popolare sul diritto allo studio universitario presentata da Link</a>, la battaglia per il<a href="https://www.facebook.com/redditodidignita/" target="_blank"> reddito di dignità promossa da Libera</a>, le nostre  idee per un’<a href="https://issuu.com/retedellaconoscenza/docs/altrascuola__2_" target="_blank">Altra Scuola</a>. Esiste la possibilità di mettere a sistema referendum, mobilitazione e proposte alternative; una possibilità da non sprecare ma da incentivare, a partire dai territori, promuovendo larghe coalizioni sociali. Per questo ci impegneremo per la scrittura di una nuova legge per la scuola pubblica, in base alle numerose idee e proposte raccolte negli ultimi anni in autogestioni, assemblee ed occupazioni.</p>
<p dir="ltr"><a rel="attachment wp-att-9994" href="/sito/studenti-per-il-referendum-contro-la-buona-scuola-apriamo-una-primavera-di-diritti-per-una-scuola-di-tutti-e-per-tutti/studenti-sui-banchi/"><img class="size-full wp-image-9994 alignleft" title="studenti sui banchi" src="/sito/wp-content/uploads/2016/03/studenti-sui-banchi.jpg" alt="" width="277" height="207" /></a>Come accennavamo non possiamo pensare però che bastino i referendum per riscattare anni di soprusi e ingiustizie. La campagna referendaria dovrà viaggiare di pari passo ad un moltiplicarsi delle lotte, scuola per scuola, città per città. Per questo pensiamo che in ogni scuola si debba discutere di come praticare sin da subito un modello alternativo a quello della legge 107, utilizzando gli strumenti, gli OdG e le buone pratiche consigliati dal <a href="/sito/manuale-per-una-scuola-ribelle-leggi-diffondi-pratica-lalternativa-dal-basso/" target="_blank">Manuale della Scuola Ribelle</a>, lottando per un’alternativa di valutazione con la campagna Nessuno ci può giudicare, denunciando le condizioni<a href="/sito/sicuridamorire-parte-la-campagna-di-denuncia-sulledilizia-scolastica/" target="_blank"> dell’edilizia scolastica con la campagna “Sicuri da Morire”</a>, attivandosi <a href="/sito/formati-non-sfruttati-al-via-la-campagna-sullalternanza-scuola-lavoro/" target="_blank">affinché i percorsi di alternanza scuola-lavoro non diventino occasioni di sfruttamento e lavoro gratuito</a>. Occorrerà dunque sfruttare i banchetti di raccolta delle firme per parlare della scuola che si ribella ogni giorno, del perché si boicotteranno anche quest’anno i test Invalsi o ad esempio dell’importanza di aver ottenuto un’aula autogestita nella propria scuola. La campagna referendaria sarà quindi un’importante occasione per far comprendere che la scuola è di tutti e per tutti, non soltanto per gli addetti ai lavori. Una scuola al centro del territorio, che nonostante abbia subito per anni un attacco devastante al suo ruolo pubblico, mantiene ancora tutte le potenzialità per essere fucina di cambiamento e liberazione individuale e collettiva. Solo così si comprenderà pienamente il senso del referendum contro la legge 107: esso non potrà mai essere la panacea di tutti i mali, nè lo strumento di qualche partito per ridurlo ad ariete di punta contro il Governo Renzi; esso invece sarà un utile strumento per rispondere ai nostri bisogni, per praticare la democrazia e parlare al Paese della necessità di una scuola democratica, inclusiva, di tutti e per tutti.</p>
<p dir="ltr"><a rel="attachment wp-att-9988" href="/sito/studenti-per-il-referendum-contro-la-buona-scuola-apriamo-una-primavera-di-diritti-per-una-scuola-di-tutti-e-per-tutti/roma-3/"><img class="alignright size-full wp-image-9988" title="roma" src="/sito/wp-content/uploads/2016/03/roma.jpg" alt="" width="363" height="242" /></a>I referendum sociali, combinati alle tante lotte che continueremo a promuovere in tutto il Paese, <a href="http://www.notriv.com/2016/02/26/perche-dobbiamo-votare-si-al-referendum-no-triv-del-17-aprile/" target="_blank">a partire dal prossimo appuntamento del referendum contro le trivelle del 17 aprile</a>, rappresentano un’opportunità per disegnare tutti assieme i contorni di una nuova democrazia partecipata. La democrazia non è un feticcio, non è il voto ogni 5 anni. La democrazia è presenza costante, affermazione della volontà collettiva in ogni Consiglio d&#8217;Istituto, in ogni assemblea, in ogni drammatico sgombero di occupazione abitativa, in ogni lotta contro la devastazione dei territorio e in tanto altro. La politica, invece, parafrasando Foa, non è soltanto governo della gente, ma aiutare la gente a governarsi da sè. E’ proprio questa la scommessa dei prossimi mesi: occuparci del bene comune, dando fiducia ai nostri saperi e alla nostra voglia di cambiamento, praticando la democrazia senza subire più le decisioni dall’alto. Da aprile riempiremo le nostre scuole e città di banchetti di raccolta firme per poter presentare i quesiti, accompagnandoli con iniziative, cortei e assemblee di confronto aperte a tutta la cittadinanza. Raccoglieremo tutte le firme, da quelle per la scuola pubblica a quelle per i beni comuni, per la tutela dell’ambiente e dei territori, per i diritti del lavoro, per una nuova legge d’iniziativa popolare sul diritto allo studio universitario.</p>
<p dir="ltr"><a rel="attachment wp-att-9979" href="/sito/studenti-per-il-referendum-contro-la-buona-scuola-apriamo-una-primavera-di-diritti-per-una-scuola-di-tutti-e-per-tutti/porte-ouverte/"><img class="alignleft size-full wp-image-9979" title="porte ouverte" src="/sito/wp-content/uploads/2016/03/porte-ouverte.jpg" alt="" width="259" height="259" /></a>Stiamo attraversando tempi difficili: il progetto europeo svanisce con l’erizione dei muri alle frontiere, vi è una preoccupante avanzata delle destre xenofobe e fasciste, le politiche economiche continuano a garantire i privilegi accanendosi contro i deboli, la povertà e le disuguaglianze si accrescono. I governi di mezzi Europa sono complici ed esecutori delle peggiori politiche antidemocratiche e autoritarie dal dopoguerra ad oggi. Il caso italiano ne è un emblema, con le riforme imposte l’ultimo anno. Non possiamo consegnare il nostro futuro alle decisioni di una casta economico-politica che risponde agli interessi dei pochi che mangiano sulle nostre spalle, sui saperi e sul lavoro della maggioranza che mantiene la testa bassa perché divisa, sfiduciata, senza prospettive. Vogliamo un Paese e un’Europa per tutte e tutti, diritti, lavoro, reddito e istruzione. Noi studenti torniamo prepotentemente in campo per conquistare il nostro futuro, che è il futuro del Paese e dell’Europa intera. Per questo facciamo appello a tutta la cittadinanza: organizziamoci ed entriamo in scena, reclamando il potere di decidere sulle nostre vite, sul nostro lavoro, sui nostri studi. Stanno provando a recidere tutti i fiori, ma non fermeranno mai la nostra primavera.</p>
<h4>Vuoi aprire un comitato locale nella tua città per prepararti alla raccolta delle firme? Contattaci scrivendo a <a href="mailto:unionedeglistudenti@gmail.com">unionedeglistudenti@gmail.com</a> o chiamando ai tuoi <a href="/sito/nazionale/" target="_blank">responsabili territoriali di riferimento.</a></h4>
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		<title>FORMATI, NON SFRUTTATI! Al via la campagna sull&#8217;alternanza scuola lavoro</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Feb 2016 10:19:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>martinacarpani</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-9808" title="formmodificato" src="/sito/wp-content/uploads/2016/02/formmodificato-300x177.png" alt="" width="300" height="177" /></p>
<p>Da quest’anno con l’entrata in vigore della legge 107 sarà obbligatorio  lo svolgimento di esperienze di alternanza scuola-lavoro sia nei licei  che negli istituti professionali. Tutti gli studenti dovranno accedere a  queste esperienze.<br />
Seppur da anni all’interno della scuola italiana  si viva la cronica mancanza del “saper fare” all’interno dell’offerta  formativa, con una concentrazione sull’apprendimento nozionistico e  frontale senza alcuna esperienza all’infuori di esso, la legge 107 non  va a implementare esperienze di alternanza scuola lavoro realmente  formative e attinenti al loro percorso di studi.<br />
Lo statuto degli  studenti in alternanza scuola lavoro rimane una promessa del Governo e  in questo momento gli studenti si ritrovano ad affrontare l’alternanza  scuola lavoro senza alcuna tutela con il risultato che spesso si fa  l’alternanza scuola lavoro in aziende che non hanno le competenze per  insegnare e in percorsi formativi che non hanno attinenza con il  percorso di studi intrapreso.<br />
Noi rivendichiamo da anni un’alternanza  scuola lavoro che sia realmente tutelata, che sia decisa dagli studenti  con una programmazione che non coinvolga solamente il Dirigente e che  sia fatta in aziende che non abbiano lavoratori precari, che non  devastino l’ambiente e che non abbiano legami con la criminalità  organizzata.<br />
Per questo è fondamentale riuscire a denunciare quegli  esempi negativi di alternanza scuola lavoro, quelle aziende ed enti che  peccano in quanto a tutela dell’ambiente, investimenti in formazione e  rispetto per i lavoratori, in cui ci costringono a fare l’alternanza  scuola lavoro.<br />
Vogliamo dotarci degli strumenti necessari per dare la  voce agli studenti e per impedirne lo sfruttamento, elaborando una  ricerca in cui mettere nero su bianco le contraddizioni di questo  sistema, chiarendo al Governo che per noi lo sfruttamento non è  formazione!</p>
<ul>
<li>
<h4>Segnalaci le esperienze di scuola lavoro negative compilando il questionario &#8212;&gt; <a href=" https://goo.gl/mEQUrk" target="_blank"> https://goo.gl/mEQUrk</a></h4>
</li>
<li>
<h4>Fai approvare l&#8217;ordine del giorno per la commissione paritetica per determinare i concordati tra scuole e aziende. Scarica l&#8217; <strong><a class="downloadlink" href="/sito/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=231" title=" scaricato 703 volte" >Odg della commissione paritetica per l'alternanza scuola lavoro (703)</a></strong></h4>
</li>
<li>
<h4>Fai approvare lo statuto delle studentesse e degli studenti in stage: SCARICA IL <strong><a class="downloadlink" href="/sito/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=26" title=" scaricato 2348 volte" >Modello di statuto per le studentesse e gli studenti in stage (2348)</a></strong></h4>
</li>
<li><strong>Scarica i volantini: <a href="https://goo.gl/VzLxMd" target="_blank">https://goo.gl/VzLxMd </a><br />
</strong></li>
</ul>
<p dir="ltr">Per contatti:</p>
<p>Giacomo Zolezzi 3295991994 giacomo.zolezzi@gmail.com / unionedeglistudenti@gmail.com</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>BOLOGNA &#8211; DESI: la sperimentazione di un&#8217;alternativa di rapporto tra formazione e lavoro</title>
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		<pubDate>Sun, 24 May 2015 16:25:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>danilolampis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Martedì 26 maggio si terrà a Bologna una giornata di approfondimento e discussione organizzata dalla FIOM CGIL di Bologna per parlare del progetto DESI (Dual Education Sistem Italy). Parteciperemo con ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-8940" href="/sito/bologna-desi-la-sperimentazione-di-unalternativa-di-rapporto-tra-formazione-e-lavoro/invito-26-maggio/"><img class="alignleft size-large wp-image-8940" title="Invito 26 Maggio" src="/sito/wp-content/uploads/2015/05/Invito-26-Maggio-423x600.png" alt="" width="338" height="480" /></a></p>
<p>Martedì 26 maggio si terrà a Bologna una giornata di approfondimento e discussione organizzata dalla FIOM CGIL di Bologna per parlare del progetto DESI (Dual Education Sistem Italy). Parteciperemo con interesse all&#8217;incontro perché riteniamo che tale progetto raccolga tante delle nostre idee espresse nella<a href="/sito/mettiamoci-al-lavoro-per-unaltra-istruzione-tecnica-e-professionale/" target="_blank"> campagna sull&#8217;istruzione tecnica e professionale lanciata qualche settimana fa dall&#8217;Unione degli Studenti.</a> Si tratta di un progetto frutto accordo innovativo, di cui si è molto parlato anche sulla stampa, siglato a luglio del 2014 tra le organizzazioni sindacali dei metalmeccanici con Automobili Lamborghini SpA e Ducati Motor Holding, imprese bolognesi acquisite dal gruppo tedesco Volkswagen. Si parla di un progetto sperimentale di istruzione e formazione, rivolto a giovani che abbiano già acquisito una qualifica professionale triennale, presso un istituto professionale per industria ed artigianato (Ipia) o presso i percorsi di istruzione e formazione professionale (IeFP), e che non stiano frequentando alcun corso di istruzione. E&#8217; stato messo in campo già da quest&#8217;anno e proseguirà anche nel prossimo anno scolastico.</p>
<p>Il progetto DESI nasce dall’iniziativa e dalla sponsorizzazione della Fondazione dei dipendenti del Gruppo Volkswagen. La Fondazione si occupa di valutare e finanziare progetti di natura sociale che riguardano la formazione e la scolarizzazione di giovani provenienti da contesti sociali ed economici difficili nelle nazioni in cui sono allocate le aziende del Gruppo Vw. In particolare DESI è quindi un programma finanziato dalla Fondazione dei lavoratori  per circa 2,5 milioni di Euro e si inserisce in un progetto più ampio che si pone l’obiettivo di sperimentare l’adozione di un sistema duale di qualità nelle nazioni che ospitano almeno una azienda del Gruppo Vw. Si è giunti infatti alla consapevolezza che tale modello abbia molteplici aspetti positivi che, se adeguatamente connessi con le peculiarità dei diversi territori, possono rappresentare un modo più efficace di gestire il complesso sistema di relazioni tra formazione e lavoro. Il progetto è sostenuto dal Ministero Italiano dell’Istruzione dell’ Università  e della Ricerca e dall’Assessorato della Pubblica Istruzione e Formazione della Regione Emilia-Romagna. Il DESI è stato formalmente riconosciuto come un corso ufficiale della scuola pubblica italiana. Il progetto si basa anche su una forte partecipazione delle RSU di Ducati e Lamborghini. L’obiettivo principale dell’accordo è conciliare la necessità di rendere i percorsi di istruzione professionale maggiormente aderenti alla realtà del lavoro con quella di sperimentare forme nuove di “apprendimento in situazione” potenzialmente estendibili ad altre realtà aziendali. In tal senso si condivide l’impegno a sviluppare forme di didattica laboratoriale in locali specifici, separati dalle aree di produzione, con il supporto di tutor formati e qualificati e a garantire occasioni di formazione in materia di salute sicurezza sul lavoro e di diritto del lavoro.</p>
<p>Come funziona? Viene definito un numero massimo di 48 persone, di età non superiore ai 25 anni, selezionate attraverso un bando pubblico, che frequenteranno percorsi di “istruzione per gli adulti di secondo livello” per conseguire, al termine del biennio e superato l’esame di stato, il diploma di maturità professionale. Trattandosi di un titolo di istruzione secondaria di secondo grado, tale diploma consente, tra l’altro, di accedere all’università, cosa non garantita invece dal percorso di apprendistato tedesco.</p>
<p>Il percorso formativo prevede l’alternarsi di lezioni che si terranno presso gli istituti scolastici coinvolti (Belluzzi Fioravanti e Aldini Valeriani Sirani), secondo quanto previsto dal piano formativo individuale, e periodi di apprendimento in situazione – non in ambiente – produttiva. Automobili Lamborghini e Ducati Motor Holding si impegnano infatti a mettere a disposizione attrezzature e locali specifici, separati dalle aree di produzione, e tutor aziendali formati e qualificati per seguire gli alunni presso i “Training Center”.<br />
I giovani che parteciperanno al progetto, riceveranno mensilmente una “borsa di studio-lavoro” di importo pari a 600 euro netti e avranno momenti di formazione, sia in materia di salute e sicurezza sul lavoro che di diritto del lavoro, che saranno concordati con le rappresentanze sindacali.</p>
<p>Riteniamo molto importante questo modello poiché va in controtendenza rispetto alla concezione malata che periste nel nostro Paese sul rapporto tra scuola e lavoro. Nel progetto DESI: si valorizza la didattica laboratoriale e l&#8217;apprendimento &#8220;in situazione&#8221;; si garantisce l&#8217;assolvimento vero dell&#8217;obbligo d&#8217;istruzione, contro l&#8217;escamotage dell&#8217;apprendistato dequalificato previsto del Decreto Legislativo 167 del 2011 e peggiorato ulteriormente dal JobS Act; ci si forma in un&#8217;impresa realmente formativa, che rispetta i diritti dei lavoratori e che investe in ricerca e sviluppo; si garantiscono 5 mesi in aula e 5 mesi in laboratorio, garantendo un adeguato equilibrio tra sapere e saper fare; si da un forte ruolo alle rappresentanze sindacali nella definizione contrattuale; si recuperano soggetti entrati in dispersione scolastica o disoccupati, aventi la qualifica professionale triennale ma non essendo riusciti ad acquisire il diploma negli ultimi due anni (4° e 5° anno), garantendoli un&#8217;opportunità in termini di inserimento nel mondo del lavoro e di innalzamento delle competenze; si da comunque la possibilità di potersi iscrivere all&#8217;università, diversamente dal modello duale tedesco.</p>
<p><strong style="font-size: 1em;">Per maggiori info: <a class="downloadlink" href="/sito/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=243" title=" scaricato 651 volte" >Accordo  DESI ducati lamborghini (651)</a></strong></p>
<p><strong>Il Programma della Giornata  | 26 Maggio 2015</strong>:</p>
<ul>
<li><strong>ore 9:00</strong> Arrivo in Lamborghini SpA (via Modena 12, Sant&#8217;Agata Bolognese)</li>
<li><strong>ore 9:00-10:00</strong> Visita Training Center</li>
<li><strong>ore 10:00-13:00</strong> Tavola Rotonda <span style="font-family: 'times new roman', serif;"><em>&#8220;</em></span><span style="color: #000000; font-family: arial, helvetica, sans-serif;"><em>Il Progetto DESI come sperimentazione di un nuovo modello di Alternanza Scuola-Lavoro&#8221;</em> </span>Interverranno i delegati FIOM Lamborghini e Ducati, FLC-CGIL, FIOM-Bologna, CGIL Emilia Romagna, gli studenti della Rete della Conoscenza, dell&#8217;Unione degli Studenti, di Link Coordinamento Universitario e i dirigenti scolastici degli Istituti interessati.</li>
<li><strong>ore 13:00-14:00</strong> Pausa Pranzo</li>
<li><strong>ore 14:00 </strong>spostamento in Ducati Motor (via Antonio Cavalieri Ducati 3, Bologna)</li>
<li><strong>ore 14:30-17:00</strong> Incontro con il Responsabile Risorse Umane Ducati e visita al Training Center.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Appello per un&#8217;assemblea nazionale per costruire una manifestazione della e per la scuola pubblica.</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Apr 2015 18:42:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>danilolampis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La scuola e la democrazia sono nelle nostre mani. Appello per un’assemblea della e per la scuola pubblica per valutare l&#8217;opportunità di costruire tutti assieme una manifestazione nazionale unitaria. Vediamoci ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 dir="ltr">La scuola e la democrazia sono nelle nostre mani.</h2>
<p><img class="alignleft size-large wp-image-8631" title="nellenostremani" src="/sito/wp-content/uploads/2015/04/nellenostremani-600x222.jpg" alt="" width="600" height="222" /></p>
<h5 dir="ltr">Appello per un’assemblea della e per la scuola pubblica per valutare l&#8217;opportunità di costruire tutti assieme una manifestazione nazionale unitaria. Vediamoci il pomeriggio di sabato 11 aprile a Roma, a partire dalle 15.30, presso Spin Time Labs in via Statilia 15.</h5>
<p style="text-align: right;" dir="ltr">&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;" dir="ltr">A tutti i soggetti sociali, sindacali e politici,<br />
A tutti i singoli che credono ancora nella scuola pubblica e nella democrazia,</p>
<p dir="ltr">La Buona Scuola ha iniziato il suo percorso parlamentare. Un percorso che si preannuncia denso di insidie e che potrebbe ritardare la conversione in legge agli inizi dell’estate. Al di là delle tante considerazioni che si potrebbero fare, ciò significherebbe che tante delle promesse del Governo sulle assunzioni e sull&#8217;implementazione degli organici cadrebbero nel vuoto. Difatti il 31 maggio, termine ultimo per permettere al Miur di attivare il complesso meccanismo delle immissioni in ruolo, è vicino. Per questo le tanto acclamate assunzioni, cavallo di battaglia di Renzi, o verranno salvate mediante un decreto legge o resteranno unicamente sulla carta delle 136 pagine patinate diffuse a settembre.</p>
<p dir="ltr">Da mesi tantissime voci hanno provato a dire la loro sulla scuola. Voci inascoltate, delegittimate da una consultazione tendenziosa e di conseguenza scarsamente partecipata. Voci che però non si sono rassegnate, ma che hanno costruito negli ultimi mesi centinaia di momenti di confronto e mobilitazione, l’ultimo dei quali quello del <a href="/sito/50-mila-in-piazza-gli-studenti-sfiduciano-il-governo/" target="_blank">12 marzo</a>, giornata che ha visto un’inedita mobilitazione studentesca diffusa su 40 città italiane. Abbiamo occupato le scuole e costruito momenti di mobilitazione non per rappresentare una ritualità stanca o il solito déjà vu, ma per mostrare il senso dei sapere, funzionale alla comprensione e alla presa di posizione e non al silenzio acritico. La riforma rispetto alle premesse iniziali è cambiata in peggio e, nonostante le forti critiche, il Governo, forte dei risultati della consultazione, ha deciso di procedere a tappe forzate, imponendo dei tempi stringenti alla discussione parlamentare.</p>
<p dir="ltr">Al di là della pessima gestione antidemocratica, sulla quale occorrerà aprire un dibattito serio nel Paese,<a href="/sito/guida-critica-a-la-buona-scuola-il-ddl-analizzato-punto-per-punto/" target="_blank"> è utile far emergere le principali linee politiche sulle quali si inscrive questa riforma.</a> A cinque anni dalla sconfitta del movimento universitario e dalla messa in campo della legge Gelmini, si vuole frantumare il sistema scolastico pubblico al pari di quello universitario. La valutazione e il merito diventano strumenti di selezione feroce per far competere sulla miseria, la gestione viene centralizzata nelle mani del preside-manager, lasciando che i clientelismi imperversino, e il contesto territoriale, sociale ed economico, determina la qualità di ogni singola scuola. Non che ora la scuola sia perfetta, non che ora il sistema riesca a garantire a tutti pari opportunità indipendenetemente dal contesto. Di certo però il Governo non ha come priorità una risoluzione positiva delle disuguaglianze. Semplicemente le accetta e le inasprisce, senza garantire cospicui investimenti a livello centrale e legando tutto alla capacità di ogni singola scuola di rendersi appetibile agli interessi dei privati. E allora il dato è tratto: sarà legittimato pienamente un sistema binario diviso tra scuole di qualità e scuole “parcheggio” o di serie B. Basta guardare la situazione universitaria e si capisce qual è la direzione che si vuole intraprendere. Una cosa accumunerà scuole di serie A, B e Z: i costi sempre più alti che ogni famiglia dovrà sostenere &#8211; anche attraverso il 5 per 1000 &#8211; se vorrà garantire semplicemente l’attività ordinaria. Dietro l’evocazione di una nuova autonomia scolastica, completamente svilita e distorta, si nasconde la legittimazione della gerarchizzazione tra scuole ed un inasprirsi del classismo. Se ci si addentra poi sul tema del rapporto tra scuola e lavoro si palesa ulteriormente l’idea distorta che si ha dello stesso, tristemente evidenziata dalle parole del Ministro Poletti che legittimavano lo scaricare delle cassette un’esperienza formativa. Nel corso degli ultimi mesi nulla sono serviti i solleciti per far fronte alle grandi priorità assenti dal testo della riforma, dal diritto allo studio ai finanziamenti per rilanciare l’autonomia in chiave democratica, da una nuova alternanza scuola lavoro ad una riforma radicale dei cicli, della didattica e della valutazione. In tanti dall’inizio hanno riscontrato queste mancanze che, oggi confermate, denotano un’assenza di un complesso progetto educativo fondato sull’inclusione, la laicità e la gratuità dell’accesso ai saperi.</p>
<p dir="ltr">Il Ddl, inoltre, non assegna tutti i temi alla discussione parlamentare, delegandone tantissimi al Governo. Un atteggiamento inaccettabile, considerando peraltro i temi importanti e nodali come quello del diritto allo studio o della riforma del Testo Unico del ‘94. E’ in atto una forzatura democratica troppo forte che merita risposte altrettanto forti e quanto più unitarie e di massa. Occorre continuare a farsi sentire e contemporaneamente costruire dal basso un’altra idea di scuola e di Paese. Dal canto nostro ci stiamo provando da tempo attraverso la lotta per la messa in discussione della<a href="/sito/buona-scuola-no-grazie-meglio-la-lip-costruiamo-lalternativa/" target="_blank"> Legge d’Iniziativa Popolare (LIP)</a>, finalmente <a href="http://lipscuola.it/blog/comunicato-stampa-del-2-aprile-2015/" target="_blank">abbinata nella discussione della Commissione Cultura al ddl governativo</a>, insieme alle decine di comitati per la riproposizione del Ddl,<a href="/sito/buona-scuola-no-grazie-meglio-la-lip-costruiamo-lalternativa/"> </a>e l’apertura di un dibattito sulle <a href="http://issuu.com/retedellaconoscenza/docs/altrascuola__2_">7 priorità per un’Altra Scuola</a>. Crediamo però sia necessaria una presa di responsabilità da parte di tutti, perché stiamo giungendo ad un punto di non ritorno. A fronte di una deriva aziendalista del sistema formativo pubblico e ad una sua sostanziale perdita del carattere “pubblico” dello stesso, accompagnato da uno strapotere del mercato del lavoro nel determinarne obiettivi e contenuti dell’apprendimento, non possiamo sottrarci ad una forte presa di posizione che sappia far emergere voci diverse unite non soltanto per difendere, ma soprattutto per rivendicare la riapertura di un dibattito democratico su una nuova idea di scuola alternativa a quella del Governo.</p>
<p dir="ltr">Crediamo sia opportuno considerare la possibilità di una grande manifestazione nazionale, magari a Roma, per la prima metà di maggio, in concomitanza del probabile approdo del Ddl al Senato, per rivendicare un’idea alternativa di scuola, pubblica, gratuita, di qualità, non fucina di precarietà ma palestra di cittadinanza e democrazia. Una manifestazione nazionale sulla scuola e non soltanto della scuola, perché pensiamo che ora più che mai si debba abbandonare ogni approccio corporativo e concepire il tema dei saperi come un tema di ordine generale sul quale il Paese intero deve sentirsi chiamato a dare una risposta. Una risposta tesa alla liberazione dei saperi, variabile indipendente dalle logiche del mercato, in grado di cambiare il modello sociale, di sviluppo e di lavoro. Dopo le giornate di mobilitazione del 10 ottobre, del 14 novembre, del 12 dicembre e del 12 marzo, ci sentiamo addosso la responsabilità di allargare quanto più possibile il fronte dell’opposizione a questo provvedimento. Noi, che siamo “poveri in incubazione”, che subiamo un’esclusione quotidiana dalla cittadinanza, che subiamo una dispersione scolastica altissima nelle nostre classi, ci sentiamo una fetta di un’ampia condizione di precarietà e subalternità diffusa che reclama risposte a partire dal sistema d’istruzione. Vogliamo dire la nostra insieme a tutti i lavoratori, i precari, i docenti, i genitori che vivono la scuola o che, da fuori, pensano che la scuola sia un bene collettivo da difendere e sul quale investire. Vediamoci tutti assieme il pomeriggio dell’11 aprile a Roma per identificare un percorso di lotta che valuti l&#8217;opportunità di costruire una manifestazione nazionale in grado di rivendicare il ritiro de La Buona Scuola ma anche di opporre delle valide alternative, connesse ad una nuova idea di società. Vogliamo che ci siano veramente tutti, dai sindacati alle associazioni, dai singoli ai collettivi delle scuole e delle città sino ad esponenti della politica. C’è il bisogno di tutti per costruire una manifestazione in grado di parlare al Paese intero e di avviare una riscossa democratica sempre più necessaria. Non abbiamo la presunzione di mettere d’accordo tutti, crediamo però sia possibile unirci tutti assieme con lo scopo di contrastare questa riforma e fissare anche dei punti basilari condivisi per costruire un’azione unitaria. E’ tempo di coalizzarci e di far sentire la voce di chi crede realmente in una scuola libera in un Paese libero dalla precarietà e dall’austerità.</p>
<p dir="ltr">Non abbiamo fatto passi indietro finora, ma siamo rimasti divisi. E’ il momento di farne avanti tutti assieme!</p>
<p dir="ltr">Per confermare la propria partecipazione all&#8217;assemblea vi chiediamo cortesemente di inviare una mail di conferma a unionedeglistudenti@gmail.com e comunicare il numero dei partecipanti per esigenze di natura logistica.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>50 mila in piazza. Gli studenti sfiduciano il Governo!</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Mar 2015 13:10:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>danilolampis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[50 MILA STUDENTI IN PIAZZA. ABBIAMO SFIDUCIATO IL GOVERNO. VOGLIAMO COSTRUIRE UN&#8217;ALTERNATIVA DI SCUOLA, DI PAESE E D&#8217;EUROPA 40 cortei in tutto il Paese nella data convocata dall&#8217;Unione degli Studenti contro ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: medium;"><strong>50 MILA STUDENTI IN PIAZZA. </strong></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><strong> </strong></span><strong style="font-size: medium;">ABBIAMO SFIDUCIATO IL GOVERNO. VOGLIAMO COSTRUIRE UN&#8217;ALTERNATIVA DI SCUOLA, DI PAESE E D&#8217;EUROPA</strong></p>
<p><img class="alignright size-full wp-image-8540" title="ROMA1" src="/sito/wp-content/uploads/2015/03/ROMA1.jpg" alt="" width="419" height="236" /></p>
<p><em><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;">40 cortei in tutto il Paese nella data convocata dall&#8217;Unione degli Studenti contro<strong> l&#8217;idea di scuola contenuta nelle linee guida del Governo che verranno presentate questo pomeriggio, per supportare la LIP e le p<a href="http://retedellaconoscenza.us8.list-manage1.com/track/click?u=43c4ad0879f19e3eeace91c35&amp;id=0e4f350692&amp;e=b22a8ceda2" target="_blank">roposte dell&#8217;Altrascuola</a>. Bavagli bianchi, azioni contro scuole private, banche e istituzioni europee, striscioni per il reddito minimo, università murate simbolicamente, barchette della Lip: tanti i temi emersi dei cortei. </strong></span></em></p>
<p><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;"> </span></p>
<p><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;"> </span></p>
<p><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;">Il Governo non ha la fiducia degli studenti. Le piazze di oggi devono essere ascoltate, è tempo di finirla con vuoti slogan e populismo!<strong> </strong>La consultazione imposta dal Governo, con la scarsissima partecipazione che ha raccolto da parte della componente studentesca, non può legittimare una riforma della scuola che<strong> risponde alle esigenze dell&#8217;impresa e ai poteri forti del Paese.</strong> <strong>A confermarlo vi sono le nuove agevolazioni previste per chi sceglie le scuole private e il bonus fiscale per gli investimenti privati nella scuola pubblica.</strong></span></p>
<p><strong style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, serif; font-size: medium;"><a rel="attachment wp-att-8543" href="/sito/50-mila-in-piazza-gli-studenti-sfiduciano-il-governo/attachment/20150312020959/"><img class="alignright size-large wp-image-8543" title="20150312020959" src="/sito/wp-content/uploads/2015/03/20150312020959-600x450.jpg" alt="" width="360" height="270" /></a></strong>La giornata di oggi sarà soltanto la prima tappa di un percorso di mobilitazione di lungo periodo. Non ci limitiamo a richiedere il ritiro de La Buona Scuola, ma stiamo opponendo delle valide alternative, proposte il 10 marzo in una conferenza stampa alla Camera. <a href="http://retedellaconoscenza.us8.list-manage.com/track/click?u=43c4ad0879f19e3eeace91c35&amp;id=e2e2e09835&amp;e=b22a8ceda2" target="_blank">Vogliamo un &#8220;Altra Scuola&#8221; giusta che riparta dalle sette priorità</a> presentate il 10 marzo alla Camera: <strong>un nuovo diritto allo studio col fine di raggiungere la piena gratuità dell&#8217;istruzione; un&#8217;alternanza scuola-lavoro finanziata e qualificata; </strong><strong>finanziamenti per il rilancio dell&#8217;autonomia scolastica; una riforma della valutazione in chiave democratica; investimenti sostanziosi sull&#8217;edilizia scolastica; un ripensamento radicale dell&#8217;autonomia scolastica; una riforma dei cicli scolastici, dei programmi e della didattica.</strong></p>
<p><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;">Anche gli universitari hanno animato le piazze di stamane. In tante città <strong>abbiamo murato simbolicamente l&#8217;ingresso delle f</strong></span><strong style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;">acoltà per rivendicare l&#8217;accesso all&#8217;università a partire dal finanziamento del diritto allo studio, chiedendo l&#8217;introduzione dei L.E.P.</strong></p>
<p><img class="size-large wp-image-8541 alignleft" title="20150312014302" src="/sito/wp-content/uploads/2015/03/20150312014302-600x450.jpg" alt="" width="360" height="270" /></p>
<div>
<p><strong>Nei cortei di stamane abbiamo detto un secco no alla precarietà e dell&#8217;austerità. Il Governo Renzi è espressione dei poteri forti che tengono sotto scacco l&#8217;intera Europa. </strong>E&#8217; necessario costruire una riscossa democratica a livello europeo che parta dalla gratuità dell&#8217;istruzione, d<a href="http://retedellaconoscenza.us8.list-manage1.com/track/click?u=43c4ad0879f19e3eeace91c35&amp;id=2ae09db4a0&amp;e=b22a8ceda2" target="_blank">al reddito di base</a>, da un lavoro di qualità e pagato, dalla definizione di un modello di sviluppo fondato sulla giustizia ambientale, sulla democrazia dei territori, sulla rottura con le politiche di austerità. Per questo le piazze di oggi hanno rilanciato la <a href="http://retedellaconoscenza.us8.list-manage.com/track/click?u=43c4ad0879f19e3eeace91c35&amp;id=55cf5f6725&amp;e=b22a8ceda2" target="_blank"><strong>giornata del 18 marzo, giorno nel quale movimenti e sindacati di tutta Europa, manifesteranno a Francoforte in occasione dell&#8217;inaugurazione dell&#8217;Eurotower della BCE</strong></a>&#8221;</p>
<div><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;"><strong>GALLERIA FOTOGRAFICA DEI CORTEI <a href="http://goo.gl/iF0pK9" target="_blank">http://goo.gl/iF0pK9</a></strong></span></div>
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<div><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;"> </span></div>
<div><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;"><strong><em><span style="text-decoration: underline;">Il riepilogo della giornata si può trovare sulla pagina <a href="http://retedellaconoscenza.us8.list-manage1.com/track/click?u=43c4ad0879f19e3eeace91c35&amp;id=dd13533027&amp;e=b22a8ceda2" target="_blank">facebook </a>e <a href="http://retedellaconoscenza.us8.list-manage.com/track/click?u=43c4ad0879f19e3eeace91c35&amp;id=76569b4f1f&amp;e=b22a8ceda2" target="_blank">twitter</a> dell&#8217;Unione degli Studenti. Gli hashtag con i quali seguire la discussione sulla giornata sono: #12M #nonunpassoindietro #megliolaLip</span></em></strong>&nbsp;</p>
<p>LA LISTA DEI CORTEI: <a href="http://retedellaconoscenza.us8.list-manage2.com/track/click?u=43c4ad0879f19e3eeace91c35&amp;id=018c07a47e&amp;e=b22a8ceda2" target="_blank">http://goo.gl/N3htOB</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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<div><strong><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;">QUI IL DOCUMENTO DE L&#8217;ALTRA SCUOLA PRESENTATO IL 10 MARZO ALLA CAMERA DEI DEPUTATI: <a href="http://retedellaconoscenza.us8.list-manage.com/track/click?u=43c4ad0879f19e3eeace91c35&amp;id=0c7d8be43f&amp;e=b22a8ceda2" target="_blank">http://goo.gl/QCzJMS</a><br />
QUI IL VIDEO DELLA CONFERENZA STAMPA:<a href="http://retedellaconoscenza.us8.list-manage.com/track/click?u=43c4ad0879f19e3eeace91c35&amp;id=2c70cdeba5&amp;e=b22a8ceda2" target="_blank">http://webtv.camera.it/conferenze_stampa4</a> </span></strong></div>
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<p>&nbsp;</p>
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