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19 maggio – Non abbiamo più paura, ma abbiamo dimenticato 05/26/15

Non abbiamo più paura e abbiamo dimenticato. Chi come noi, quello straordinario movimento naturale, spontaneo, che contrapponeva vitalità e voglia di riscatto di fronte a chi invece ci aveva portato ...


Non abbiamo più paura e abbiamo dimenticato. Chi come noi, quello straordinario movimento naturale, spontaneo, che contrapponeva vitalità e voglia di riscatto di fronte a chi invece ci aveva portato la morte ai cancelli delle nostre scuole, lo ha vissuto può anche facilmente riconoscere che qualcosa è andato storto. Dobbiamo oggi ammettere che quel movimento era evidentemente spinto dalla paura. Che le migliaia di persone che tornavano a riempire le piazze della nostra città, oggi sono tornati a rinchiudersi nei propri recinti individuali. Quella comune voglia di rilanciare un idea di società fondata su legalità e democrazia, una comune voglia di portare avanti un cambiamento dal basso che partisse dalla cultura e dalle scuole per sconfiggere ogni forma di violenza si è infranta quando è cessata la paura, quando si sono spenti i riflettori. Come se una volta sventata la minaccia, riconosciuto il responsabile in un folle, quei sentimenti si fossero appagati, destinando il 19 Maggio a diventare una ricorrenza da calendario. Abbiamo già in passato denunciato le enormi responsabilità istituzionali e del mondo delle associazioni nel portare avanti la memoria di quelle giornate e l’impegno civile contro ogni forma di violenza, sempre più necessario in un territorio e in una società come la nostra. E così, a tre anni da quel terribile giorno, ci rimane qualche passerella istituzionale, qualche commemorazione ufficiale, rare e sporadiche riflessioni sul tema e un po’ di spazio sulle testate giornalistiche locali e nazionali. Non possiamo pensare che la rabbia, lo sgomento, lo spirito di rivalsa di un’ intera generazione e di una città, si possano riflettere oggi in qualche commento su facebook, tra un “io non dimentico” e l’altro, tanto per ripulirsi la coscienza. Siamo coscenti delle enormi responsabilità del mondo della scuola, e consapevoli che il ricordo di Melissa e delle altre ragazze ferite, la memoria delle sensazioni di quei giorni sono nelle nostre mani e dipendono dalla nostra capacità di tornare a parlare e aggregare intorno a questi temi. Le istituzioni scolastiche si sono totalmente sottratte da quella necessità di stimolare e rappresentare i valori della legalità e della giustizia sociale come riscatto di fronte a un evento così grave. Ma nonostante ciò crediamo ancora che la nostra città debba diventare simbolo di legalità e lotta alla violenza e alla criminalità, con l’impegno quotidiano di tutti, è il modo migliore per ricordare Melissa.

 

UNIONE DEGLI STUDENTI BRINDISI


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