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10 Novembre- Flash Mob sull’alternanza scuola- lavoro! 11/07/16

Il Miur ha presentato un accordo dal nome ‘’Campioni dell’Alternanza’’: 16 le aziende e multinazionali, tra cui McDonald’s, Zara, FCA, Eni e Intesa San Paolo che hanno messo a disposizione ...


Il Miur ha presentato un accordo dal nome ‘’Campioni dell’Alternanza’’: 16 le aziende e multinazionali, tra cui McDonald’s, Zara, FCA, Eni e Intesa San Paolo che hanno messo a disposizione in totale 27.000 posti presso cui le studentesse e gli studenti possono andare a svolgere l’esperienza dell’Alternanza Scuola-Lavoro. Ci chiediamo cosa dovremmo imparare da questi che, più che essere campioni dell’alternanza sono campioni dello sfruttamento. Per contestare questa scelta del Miur, il 10 Novembre saremo davanti a questi negozi e multinazionali con flash mob e azioni dimostrative. Vogliamo palesare la nostra contrarietà, e lo faremo invitando la cittadinanza a boicottare questi colossi dello sfruttamento e della speculazione.

Questo programma, oltre ad essere stato presentato senza alcuna consultazione delle associazioni studentesche, evidentemente non può risponde ad un’idea di alternanza scuola-lavoro di qualità. Le aziende scelte infatti non sono luoghi idonei in cui poter portare avanti questo tipo di esperienza non rispondendo a quei criteri minimi di codice etico come il rispetto delle norme ambientali e il rispetto dei diritti dei lavoratori, come possiamo infatti apprendere in luoghi del genere? Quali sono le prospettive di crescita che ci vengono offerte? Nessuna. Inoltre risulta impossibile trovare un nesso fra le aziende e i programmi che si svolgono durante le ore di lezione andando a rendere il percorso formativo schizofrenico composto da due percorsi non comunicanti fra loro che rendono evidentemente inutile e anzi dannosa l’esperienza dell’alternanza scuola-lavoro.

Infatti, quando è stato presentato il programma , le motivazione esposte per la scelta delle aziende come per esempio McDonald’s erano che sarebbero nati percorsi che avrebbero formato gli studenti sulle Soft Skills, sul lavoro di gruppo e sul rapporto con il pubblico ma è evidente come, in realtà, il processo è inverso: il lavoro che si fa in questi luoghi è un lavoro allienante e ripetitivo, senza alcuna partecipazione attiva o creativa del lavoratore, non esiste un gruppo che collabora per uno stesso obiettivo ma singoli che rispondono a delle richieste precise, ed ecco che l’alternanza scuola-lavoro diventa dannosa e non più quello strumento per rendere reale il collegamento fra il ‘‘saper’’ e il ‘’saper fare’’ di cui tanto abbiamo bisogno.

Noi, infatti, crediamo nel valore formativo che quest’esperienza ha, pensiamo sia importantissimo dare una progettualità chiara e obiettivi condivisi. E’ evidente come non ci sia assolutamente nulla di formativo nel stare dietro ad una cassa a compiere gesti meccanici vendendo panini, questa infatti non si chiama alternanza ma si chiama vero e proprio sfruttamento e madonopera gratuita.

Come studentesse e studenti crediamo che la formazione sia una cosa seria e non può essere ridotta a questo. Ecco perchè boicotteremo le aziende che hanno firmato l’accordo e chiediamo ai cittadini di fare lo stesso: l’alternanza portata avanti in questi luoghi in tutte le scuole d’italia, non vogliamo lavorare gratis ne per McDonalds, ne per Zara ne per qualsiasi altra grande aziende che sfrutti i lavoratori, inquini i territori e danneggi la salute. Vogliamo essere formati, vogliamo esperienze di alternanza di qualità ad alto valore formativo, pretendiamo al più presto uno Statuto delle Studentesse e degli Studenti in Alternanza che tuteli i nostri diritti, troppo spesso calpestati, un Codice Etico che dia dei criteri di scelta per le aziende, le Commissioni Paritetiche in tutte le scuole affinchè anche gli studenti possano decidere dove, come e con quali obiettivi portare avanti l’esperienza dell’Alternanza scuola-lavoro, non siamo merce nelle  mani di nessuno. Questo è uno dei tanti motivi per cui saremo in piazza anche il 17 novembre con cortei in tutta italia, per dire che siamo stanchi di subire, ora riprendiamo parola, ora decidiamo noi.

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