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	<title>UDS - Unione Degli Studenti &#187; sciopero</title>
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	<description>Sindacato Studentesco</description>
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		<title>GENOVA &#8211; Ambiente e salute sono diritti: reddito minimo grantito a tutti/e</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Dec 2012 17:49:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>danilolampis</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi, 6 Dicembre, un corteo studentesco ha sfilato per le strade di Genova, come nelle più grandi città italiane, una data di mobilitazione convocata contro i tagli all’istruzione e per proporre un alternativa al modello di scuola ed università che siamo costretti a subire ogni giorno. Durante il corteo però, quando all’ incrocio tra via Gramsci e via delle Fontane, gli studenti sono venuti in contatto con il corteo dei lavoratori edili si sono verificati degli episodi spiacevoli.</p>
<p>Dal furgone del corteo degli studenti un intervento ha espresso le perplessità del movimento sulle rivendicazioni e sulla piattaforma del corteo dei sindacati confederali dei lavoratori edili. Ancora una volta dopo Taranto, la protesta sindacale non riesce ad andare oltre la difesa ad ogni costo del posto di lavoro. Il lavoro reclamato dai lavoratori edili oggi coincide con la costruzione del III Valico e della gronda autostradale quindi con la distruzione sistematica dell’ambiente e del territorio, mettendo anche a rischio la salute della popolazione per via della concentrazione di amianto presente nell’Appennino. Riteniamo che scendere in piazza esclusivamente per difendere il posto di lavoro sia un errore, una presa di posizione sbagliata che deriva da un ideologia culturale secondo la quale “di più” significa per forza “meglio”, secondo la quale il progresso porta sempre e comunque benessere, quando invece questo caso e quello dell’Ilva di Taranto dimostrano il contrario. La battaglia che deve essere portata avanti oggi invece è quella della difesa del territorio e dell’ambiente dalle logiche del profitto e dalla speculazione economica, è necessario rivendicare un reddito minimo garantito che assicuri un tenore di vita decoroso a tutti, senza spingersi alla strenua difesa di posti di lavoro che comunque rischiano di scomparire per la crisi inevitabile del settore.</p>
<p>Noi non ci poniamo contro gli operai ma contro la strumentalizzazione di cui questi sono purtroppo vittime e che li porta a lottare per interessi altrui, per chi ha degli interessi economici forti sulla costruzione di queste grandi opere per esempio, gli stessi che sfruttano il lavoro degli operai in ogni fabbrica ed in ogni cantiere. Ciò che gli operai avrebbero interesse a rivendicare è l’istituzione di un welfare che non sia solamente assistenzialista ma che vada oltre la prestazione lavorativa, garantendo un reddito minimo, un territorio e un ambiente liberi dalla speculazione edilizia, dalla cementificazione e dalle grandi opere devastatrici.</p>
<p>Dopo l’intervento fatto dal furgone, nel quale si esponevano questi argomenti, un gruppo di operai ha tentato di aggredire il corteo studentesco, francamente ci dispiace constare che la rabbia degli operai dimostrata in quel momento raramente si vede in piazza e quasi mai contro chi sarebbe giusto rivolgerla, non contro chi durante un corteo ha espresso legittimamente la sua posizione.</p>
<p>Concludendo vogliamo ribadire la nostra assoluta contrarietà al III Valico e alla gronda autostradale, grandi opere che vengono realizzate in nome del progresso, ma che in realtà hanno il solo scopo di far realizzare dei profitti agli investitori, danneggiando l’ambiente ed il nostro territorio e sprecando miliardi di risorse pubbliche che potrebbero essere investite nelle scuole, nell’università e nel sociale. Non potremmo mai difendere lavoratori che accettano simili compromessi, in quanto difendendo il singolo posto di lavoro si danneggia la collettività nel suo insieme. A volte il diritto alla salute e all’ambiente possono essere in contrasto con il lavoro, ma di certo non con un reddito minimo garantito, se tra i lavoratori in futuro ci sarà questa consapevolezza saremo felici di essere al loro fianco.</p>
<p>Le studentesse e gli studenti dell&#8217;Unione degli studenti Genova</p>
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		<title>GENOVA &#8211; Noi, generazione senza futuro, Liberiamo i saperi!</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Dec 2012 14:44:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>danilolampis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le piazze sono piene di una rabbia che ogni giorno urla più forte: una consistente parte della popolazione ha rotto gli indugi e deciso di scendere in piazza, ha deciso [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Le piazze sono piene di una rabbia che ogni giorno urla più forte: una consistente parte della popolazione ha rotto gli indugi e deciso di scendere in piazza, ha deciso di reclamare i propri diritti, deciso che vuole smettere di continuare a pagare questa crisi in nome del rigore, dell&#8217;austerità e dei sacrifici. Persone stanche di sentirsi ripetere quotidianamente a reti unificate che“E&#8217; necessario fare dei sacrifici”, “siamo sull&#8217;orlo del baratro” o che “Rischiamo di finire come la Grecia” per giustificare le peggiori manovre e la distruzione dello stato sociale e di ogni certezza sul futuro di studenti, precari, pensionati e lavoratori, disoccupati quando invece le risorse ci sono ma vengono impiegate in folli spese militari o in grandi opere inutili e dannose. Nelle piazze però c&#8217;eravamo sopratutto noi giovani: studenti e studentesse, precari e disoccupati, parte di una generazione senza garanzie che ogni giorno vede un futuro sempre più buio, incerto, traballante, in una parola: precario!<br />
Siamo arrabbiati ma al tempo stesso consapevoli che questa situazione non dipende né da noi (come invece sostiene chi continua a chiamarci sfigati, bamboccioni e choosy) né da cause di forza maggiore di fronte alle quali non possiamo che desistere. Questa situazione deriva da anni di politiche sociali fallimentari dettate da quel&#8217;1% che ha portato a provvedimenti disastrosi su tutti i fronti, ottenendo come unico risultato l&#8217;allargarsi della forbice sociale. Dal Fiscal Compact alla riforma del Lavoro, dal decreto SalvaItalia alla riforma delle Pensioni, dai tagli alla sanità a quelli alla scuola pubblica, passando per tutte le &#8220;manovre correttive&#8221; la conseguenza immediata è che la crisi economica viene fatta pagare sistematicamente alle classi sociali più deboli.<br />
In particolare le misure sulla scuola segnano un punto di non ritorno per l&#8217;istruzione pubblica: ai drammatici tagli che si sono abbattuti in questi anni sul sistema scuola, minandone gravemente l&#8217;efficienza e l&#8217;offerta formativa, si aggiunge ora la minaccia del progetto di legge 953 &#8220;Ex-Aprea&#8221;, che apre di fatto le porte delle scuole ai privati come solamente un anno fa aveva fatto la legge Gelmini per le Università. Fortunatamente grazie alle mobilitazioni nelle piazze, alle autogestioni e alle occupazioni questo progetto di legge è stato temporaneamente bloccato: tutto è rimandato alla prossima legislatura, una vittoria seppur piccola ma che ci dimostra che la nostra lotta porta a dei risultati concreti. Non è difficile immaginare le ricadute che questo quadro potrebbe comportare: l&#8217;offerta formativa e la produzione di saperi verrebbero completamente assoggettate a quelle che sono le logiche del profitto e del guadagno, è evidente che le decisioni all&#8217;interno della scuola verrebbero prese non più secondo ciò che è bene per lo studente ma secondo ciò che è conveniente per l&#8217;investitore! Si creerebbe poi una disparità sempre più elevata tra le varie scuole in quanto gli istituti meno &#8220;redditizi&#8221; susciterebbero scarso interesse negli investitori (banche , imprese, fondazioni) e si ritroverebbero con fondi ancora più scarsi! Inoltre l&#8217;abrogazione di molti articoli del testo unico sulla scuola darebbero la possibilità al nuovo consiglio dell&#8217;autonomia di cancellare diversi diritti degli studenti a cominciare dalla rappresentanza. Non si può non citare anche la situazione dell&#8217;edilizia scolastica: molte delle nostre scuole sono fatiscenti e pericolose, prive di attrezzature che ad ogni allerta meteo rischiano allagamenti o cedimenti, scuole dove nonostante sia già morto un ragazzo per un crollo continuano a cedere controsoffitti. Tutto questo avviene mentre le borse di studio sembrano sempre più un miraggio, i comodati d&#8217;uso sui libri di testo diminuiscono e i trasporti pubblici sono sempre più cari, rendendo difficile studiare per chi proviene da una situazione economica difficile e/o vive in periferia. Ribadiamo che il diritto allo studio invece deve essere un punto fermo per una società equa e solidale, una società nella quale può e deve esistere un futuro per tutti, mentre oggi il sapere e l&#8217;istruzione rischiano di non essere più un diritto ma un privilegio per un “élite” ristretta, uno strumento di controllo sociale.<br />
Per questo autogestiamo, o occupiamo le nostre scuole, perché di fronte a una sempre maggiore privatizzazione dei saperi, di fronte alla privazione quotidiana di un diritto così fondamentale, intendiamo riappropriarcene costruendo nelle nostre scuole lezioni alternative , laboratori, dibattiti sia inerenti al nostro percorso di studi sia su temi di attualità che sui nostri particolari interessi, mettendo in pratica una produzione di saperi dal basso, restituendo ai saperi la loro natura di “bene comune”, contro la prassi secondo la quale le nozioni vengono calate dall&#8217;alto da un “docente” che le detiene a studenti che le recepiscono passivamente; autogestiamo quindi anche per rilanciare una nostra idea di didattica che renda lo studente protagonista del processo di apprendimento e che né sviluppi il senso critico. Autogestire quindi significa apprendere, condividere, imparare aiutarsi senza lo spirito della competizione ossessiva che ci vieni imposta quotidianamente.<br />
La nostra iniziativa è quindi sia un atto di protesta verso i provvedimenti che stanno distruggendo la scuola pubblica, e non solo, sia una vera e propria riappropriazione dei processi di produzione dei saperi, la proposta di un alternativa concreta ai tradizionali modelli di scuola e istruzione.</p>
<p>Unione Degli Studenti Genova<br />
Cassini Autogestito<br />
Collettivo Deledda<br />
CASEF<br />
Majorana Autogestito<br />
Collettivo 24 Aprile, Mazzini<br />
CollettivoLiceo King<br />
Klee Quarto</p>
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		<title>Restano le 18 ore ma i tagli continuano</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Nov 2012 15:10:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>danilolampis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Domenica 11 novembre, la commissione “bilancio, tesoro e programmazione” della Camera ha approvato l&#8217;emendamento sull&#8217;art. 3 e precisamente sul comma 42, che fino ad ieri prevedeva l&#8217;innalzamento dell&#8217;orario dei docenti [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Domenica 11 novembre, la commissione “bilancio, tesoro e programmazione” della Camera ha approvato l&#8217;emendamento sull&#8217;art. 3 e precisamente sul comma 42, che fino ad ieri prevedeva l&#8217;innalzamento dell&#8217;orario dei docenti dalle 18 alle 24 ore. Un articolo che, se non fosse stato emendato, avrebbe prodotto un nuovo licenziamento di circa 30 mila precari della scuola. Ma, come si sapeva sin dall&#8217;inizio della discussione, i saldi del provvedimento sono rimasti rimasti invariati, con tagli mirati che rispettano i dettami della spending review.</p>
<p>Ecco come:</p>
<ul>
<li>1,8 milioni dal taglio dei 	distacchi sindacali e dei comandi dei docenti del personale 	scolastico al ministero e ad altri enti;</li>
<li>6 milioni dalla dismissione 	immobile di piazzale Kennedy, a Roma, utilizzato come sede del 	ministero dell&#8217;Università prima dell&#8217;accorpamento con il ministero 	dell&#8217;Istruzione;</li>
<li>20 milioni dai tagli per i bandi 	dei fondi First e Trin;</li>
<li>30 milioni di tagli sul progetto 	Smart City nel centro nord;</li>
<li>47,5 milioni dal fondo per il 	miglioramento dell&#8217;offerta formativa &#8220;senza pregiudicare 	l&#8217;offerta&#8221;;</li>
</ul>
<p>Altri soldi (circa 8o milioni) 	vengono recuperati da un fondo alimentato nel passato dagli 	accantonamenti di risorse raccolte con vecchi tagli. 183 milioni di 	euro che, per il 2013, invece che venir recuperati dall&#8217;aumento 	dell&#8217;orario dei docenti, sono stati recuperati con tagli lineari. 	Con tale emendamento verranno recuperati anche i i 172 milioni per 	il 2014 e 236 per il 2015.</p>
<p>Da quanto dice il Ministro Profumo, sulla scuola è stata trovata una soluzione che a saldi invariati “ci consente di non toccare i servizi agli studenti e gli orari dei docenti&#8221; e di &#8220;porre le basi una nuova gestione della scuola e una maggiore attenzione per una scuola moderna&#8221;. Le scuole di tutto il paese non dovrebbero essere tanto sicure di questo. Difatti una delle principali fonti di risparmio, come abbiamo già riportato, deriverebbero dal Fondo per il miglioramento dell&#8217;offerta formativa, e specificatamente dalle economie del FIS (Fondo dell&#8217;Istituzione Scolastica). Fino allo scorso anno, le risorse del FIS, che in parte non venivano assegnate per il sempre minor numero di precari che avrebbero dovuto svolgere le attività integrative, venivano ridistribuite alle scuole. Quest&#8217;anno, invece, sono servite per rispettare i vincoli della spending review. Per chiarezza: i fondi per l&#8217;anno corrente non dovrebbero subire un taglio rispetto a quanto già previsto (anche se per la prima volta dopo parecchi decenni il Ministero non ha ancora comunicato l&#8217;entità dei finanziamenti per l&#8217;anno 2012/2013 lasciando le scuole sull&#8217;orlo del default)  ed è per questo che si dice, con ipocrisia, che non verrà toccata l&#8217;offerta formativa. Invece non è così. Le risorse restanti dai Fondi di Istituto eccedenti, del quale il budget è unicamente proveniente dal MIUR, sarebbero potuti tornare nelle scuole per poter essere inseriti nel Fondo per l&#8217;anno successivo e dunque sarebbero serviti. Tutti finanziamenti utili per istituire corsi di recupero, per il rispetto del POF (Piano Offerta Formativa), per progetti aggiuntivi, progetti specifici per le aree a rischio e per i progetti del DPR 10/10/96 n.567. Quest&#8217;ultimo rappresenta uno dei pochi strumenti in mano agli studenti per poter presentare progetti, per avere aule autogestite, per tenere le scuole aperte il pomeriggio, per corsi di approfondimento; insomma, tutela la democrazia e la partecipazione degli studenti nelle scuole, anche attribuendo un forte potere al Comitato Studentesco, e contribuisce ad arricchire l&#8217;offerta formativa delle nostre scuole.</p>
<p>Niente di nuovo sotto il cielo dunque. Per l&#8217;ennesima volta si dequalifica la scuola pubblica sotto la retorica delle “spese” da tagliare. Sappiamo bene che ci sarebbero tante altre spese inutili sulle quali fare “cassa”, come le quelle militari che non diminuiscono (è emblematico l&#8217;aumento dei finanziamenti per i cacciabombardieri F35) o tutte le eccedenze della politica. Se proprio si vuole risparmiare su spese inutili, perché non imporre di usare i software open source nelle Pubbliche Amministrazioni?</p>
<p>Non vogliamo più sentir parlare di “sacrifici” e “revisioni”. Abbiamo capito da molto tempo che sono soltanto degli slogan utilizzati come viatico per proseguire senza remore lo smantellamento della scuola pubblica e del welfare in generale. Ci dicono che non c&#8217;è alternativa, che la via giusta è quella dell&#8217;austerità, ma il malessere sociale è sotto gli occhi di tutti. Dalle piazze del 14 novembre chiederemo e costruiremo dal basso un&#8217;altra politica, un altro tipo di società. Saremo in piazza perché pensiamo che dalla crisi si possa uscire solamente investendo sulle scuole e sulle università, perché pensiamo che non debbano più essere un mezzo per continuare a riprodurre le disuguaglianze sociali e le storture del presente, ma debbano rappresentare il laboratorio per ripensare il modello di sviluppo. Solo con il rifinanziamento di scuole e di università, solo con un nuovo modello di welfare che garantisca l&#8217;autonomia sociale dell&#8217;individuo, si potrà costruire dai luoghi della formazione un&#8217;alternativa non più rimandabile.</p>
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		<title>Le piazze del 14 novembre</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Nov 2012 21:03:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>danilolampis</dc:creator>
				<category><![CDATA[EVIDENZA]]></category>
		<category><![CDATA[News UDS]]></category>
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		<category><![CDATA[unione degli studenti]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblichiamo di seguito l&#8217;elenco delle piazze studentesche dello Sciopero G enerale Europeo contro l&#8217;austerità del 14 novembre. Segnalaci la piazza della tua città a info@unionedeglistudenti.it &#160; Piemonte Torino 9 P.zza [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Pubblichiamo di seguito l&#8217;elenco delle piazze studentesche dello Sciopero G enerale Europeo contro l&#8217;austerità del 14 novembre. Segnalaci la piazza della tua città a info@unionedeglistudenti.it</strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Piemonte</strong></p>
<p>Torino 9 P.zza Arbarello</p>
<p>Asti 8.30 P.zza Dante</p>
<p>Novara 8.30 P.zza Garibaldi</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Liguria</strong></p>
<p>Genova 9 P.zza Caricamento</p>
<p>Imperia 9 P.zza Ulisse Calvi</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Lombardia</strong></p>
<p>Milano 9 L.go Cairoli</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Veneto</strong></p>
<p>Padova 9 P.le della Stazione</p>
<p>Montebelluna 9 Stazione ferroviaria</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Friuli Venezia Giulia</strong></p>
<p>Trieste 9 P.zza Goldoni</p>
<p>Udine -&gt; si unisce al corteo di Trieste</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Emilia Romagna</strong></p>
<p>Piacenza 15.30 P.zza Cavalli</p>
<p>Bologna 9.30 P.ta Lame</p>
<p>Ferrara flash mob 17 P.zza Trento e Trieste</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Toscana</strong></p>
<p>Pisa 9.30 P.zza Guerrazzi</p>
<p>Siena 9.30 P.zza Gramsci</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Umbria</strong></p>
<p>Orvieto 8 Fortezza dell&#8217;Albornoz</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Lazio</strong></p>
<p>Roma</p>
<p>studenti medi 9 V.le Castro Pretorio</p>
<p>studenti universitari 9 P.le Aldo Moro</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Abruzzo</strong></p>
<p>Pescara 9.30 P.zza della Madonna &#8211; Ponte del Mare</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Molise</strong></p>
<p>Campobasso 9.30 presidio davanti alla Prefettura P.zza Pepe</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Campania</strong></p>
<p>Napoli 9 P.zza Garibaldi</p>
<p>Avellino</p>
<p>Salerno 9 P.zza Portanova</p>
<p>Pomigliano 9 Rotonda Alfa Romeo</p>
<p>Caserta 9.30 P.zza della stazione ferroviaria</p>
<p>Nola 9.30 P.zza Immacolata</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Puglia</strong></p>
<p>Foggia 9.30 P.zza Italia</p>
<p>Bari 9.30 P.zza Umberto I</p>
<p>Monopoli 9 P.zza S. Antonio</p>
<p>Taranto 9.30 presidio P.zza Immacolata</p>
<p>Brindisi 9 Stazione ferroviaria</p>
<p>Ostuni 8 V.le dello Sport &#8211; 8 Liceo Calamo</p>
<p>Nardò 9 P.zza XX Settembre</p>
<p>Lecce 9 P.ta Napoli</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Calabria</strong></p>
<p>Cosenza 9.30 P.zza Loreto</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Sicilia</strong></p>
<p>Catania 9 P.zza Roma</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Sardegna</strong></p>
<p>Cagliari 9.30 P.zza Repubblica</p>
<p>Carbonia 9 Anfiteatro</p>
<p>Sorgono – Oristano – Tonara – Macomer → pullman per Cagliari</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>ROMA &#8211; Studenti e professori assediano il ministero &quot;No ai tagli&quot;</title>
		<link>http://www.unionedeglistudenti.net/wp/studenti-e-professori-assediano-il-ministero-no-ai-tagli-oggi-nuova-protesta-al-miur/</link>
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		<pubDate>Sun, 11 Nov 2012 19:47:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>danilolampis</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[14 novembre]]></category>
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		<category><![CDATA[docenti]]></category>
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		<category><![CDATA[sciopero]]></category>

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		<description><![CDATA[da la Repubblica &#8220;Profumo, la scuola intera ti sfiducia&#8221;. Questo il messaggio che ieri migliaia di manifestanti, uniti sotto la sigla Coordinamento scuole di Roma, hanno voluto recapitare simbolicamente al [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>da la Repubblica</p>
<p><a href="http://roma.repubblica.it/cronaca/2012/11/11/news/studenti_e_professori_assediano_il_ministero_difendiamo_la_scuola_pubblica_no_ai_tagli-46359983/"></a><br />
&#8220;Profumo, la scuola intera ti sfiducia&#8221;. Questo il messaggio che ieri migliaia di manifestanti, uniti sotto la sigla Coordinamento scuole di Roma, hanno voluto recapitare simbolicamente al ministro dell&#8217;Istruzione, Francesco Profumo, concordando un cambio di percorso che ha portato il corteo di professori, studenti, genitori e Ata, partito da piazza dell&#8217;Esquilino, fino al dicastero di viale Trastevere e non a piazza Santi Apostoli, dove inizialmente avrebbe dovuto terminare. Il lungo corteo (&#8220;siamo cinquantamila&#8221;), pacifico e colorato, animato da balli e cori, è arrivato sotto il dicastero dell&#8217;Istruzione urlando &#8220;Dimissioni&#8221;, mentre gli insegnanti che reggevano lo striscione di testa (&#8220;Docenti, studenti, né servi né clienti&#8221;) hanno indossato delle mascherine antismog &#8220;per proteggersi dal Profumo di austerità&#8221;.<br />
A rinfocolare la protesta, diretta in particolare contro il ddl 953 ex Aprea e l&#8217;ipotesi di un ingresso dei privati nei consigli di autonomia delle scuole, anche la notizia della mancata copertura per i tagli previsti dalla spending review, con cui torna ad affacciarsi il rischio per i professori di un aumento dell&#8217;orario di insegnamento da 18 a 24 ore. Anche per questo, i docenti questa mattina torneranno a presidiare il dicastero per la quarta domenica consecutiva. &#8220;Ormai non ci fidiamo più  -  spiegano i professori  -  chiediamo un rifinanziamento della scuola pubblica che tuteli il personale&#8221;. A mostrare la vera entità del lavoro di un docente, lo striscione preparato dagli insegnanti dell&#8217;Aristotele con un collage di compiti in classe e terze prove della maturità corrette: &#8220;Vogliamo mostrare tutto il lavoro &#8220;sommerso&#8221; che pare invisibile al ministero e all&#8217;opinione pubblica&#8221; spiega Stefania Di Pietro, una professoressa del liceo.<br />
Al corteo di ieri hanno partecipato studenti e docenti di moltissime scuole romane, dal Tasso al Pascal, dall&#8217;Amaldi al coordinamento degli istituti del VI e VII municipio, solo per citarne alcune. Infuriati anche i precari, soprattutto contro il &#8220;Concorsone&#8221; per docenti voluto da Profumo: &#8220;I numeri, oltre 320mila domande per poco più di 11.500 posti in palio danno l&#8217;idea della disperazione per la mancanza di lavoro in questo Paese&#8221; gridano al megafono. Lotta Studentesca, formazione legata a Forza Nuova che in un primo momento aveva annunciato la propria partecipazione alla manifestazione del Coordinamento, ha deciso di non presentarsi. E gli studenti del coordinamento annunciano: &#8220;Mercoledì 14 saremo di nuovo in piazza con i sindacati&#8221;.</p>
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