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	<title>UDS - Unione Degli Studenti</title>
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	<description>Sindacato Studentesco</description>
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		<title>NIGERIA &#8211; No al terrorismo nelle scuole!</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Jul 2013 13:11:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>danilolampis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Rete della Conoscenza apprende con sgomento la notizia dell&#8217;attacco terroristico alla scuola di Mamudu in Nigeria, nel quale hanno perso la vita 42 persone tra studenti e personale della [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>
<div dir="ltr">
<p>La Rete della Conoscenza apprende con sgomento la notizia dell&#8217;attacco terroristico alla scuola di Mamudu in Nigeria, nel quale hanno perso la vita 42 persone tra studenti e personale della scuola. Nella regione, in cui si scontrano etnie cristiane e musulmane, vi sono già stati 209 attacchi a luoghi della formazione. La Rete Della Conoscenza intende fare una riflessione ampia sulle potenzialità della scuola e della formazione, considerando le scuole “zone franche” da tutelare e valorizzare. I luoghi della formazione, infatti, non possono essere utilizzate e attaccate per lotte etniche e religiose, ma devono diventare luoghi di inizio di un processo di multiculturalismo e pluralismo di idee. Occorre cominciare dalle scuole, infatti, processi di convivenza pacifica, condivisione e confronto, tutelando la necessità di una educazione alla conoscenza dell&#8217;altro ed alla cittadinanza attiva. Attaccare le scuole significa attaccare gli unici luoghi che possono diventare officina di idee per una risoluzione sociale del conflitto e per sperimentare pratiche di crescita laica, multiculturale e collettiva.</p>
</div>
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		<title>MILANO &#8211; Settimana corta? Penalizzata la didattica</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Jul 2013 19:57:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>danilolampis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come molti studenti e genitori sanno nelle prime settimane di giugno molti consigli d&#8217;istituto delle scuole di Milano hanno deciso se adottare o meno, per gli anni successivi, la cosiddetta [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-5730" href="/wp/milano-settimana-corta-penalizzata-la-didattica/tagli-scuola2/"><img class="alignleft size-large wp-image-5730" title="Tagli-Scuola2" src="/wp/wp-content/uploads/2013/07/Tagli-Scuola2-600x551.png" alt="" width="288" height="265" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Come molti studenti e genitori sanno nelle prime settimane di giugno molti consigli d&#8217;istituto delle scuole di Milano hanno deciso se adottare o meno, per gli anni successivi, la cosiddetta “settimana breve”.</p>
<p style="text-align: justify;">La provincia di Milano infatti <a href="http://www.istruzione.lombardia.gov.it/milano/wp-content/uploads/2013/06/orario-5.giorni-prov-mi-usrlo.pdf">invita caldamente tutte le scuole a pianificare l&#8217;orario delle lezioni su cinque giorni invece di sei</a> giustificando la scelta dicendo che consentirebbe una &#8220;miglior gestione dei tempi di riposo o delle attività sportive dei giovani, anche una più ottimale organizzazione del lavoro del personale ATA&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">La cosa scandalosa in tutto questo non sta tanto nella decisione di introdurre la settimana corta in sé per sé (che alcune scuole hanno già adottato), quanto nella motivazione che sta spingendo ed ha spinto alcune scuole ad intraprendere questa strada. Di fatto la giustificazione di tale scelta non ha nulla a che vedere con l&#8217;introduzione di una nuova e migliore didattica (che come apparente vantaggio lascerebbe agli studenti e ai professori il week-end completamente libero), ma si tratta di una mossa meramente economica causata dai pesanti tagli che al scuola pubblica ha subito negli ultimi anni.<br />
Tutte le scuole, infatti, necessitano di essere riscaldate quotidianamente: togliendo un giorno di scuola le spese per il riscaldamento si ridurrebbero drasticamente (si parla del 5-6 % di risparmio)..</p>
<p style="text-align: justify;">Come dire, “cinque giorni di lezione invece di sei per risparmiare sul riscaldamento”.<br />
Un buon risparmio, senza dubbio.</p>
<p style="text-align: justify;">Tuttavia, come studentessa di liceo, mi sento insultata da affermazioni e provvedimenti del genere.<br />
A tutti, studenti e professori, farebbe piacere avere il week end libero da trascorrere piacevolmente in famiglia eo con amici. Il punto, tuttavia, non è questo.<br />
Contando che le ore rimarrebbero esattamente le stesse (non sono infatti previsti cambiamenti nella didattica) e che i professori non modificherebbero certo le loro modalità di insegnamento e assegnazione dei compiti ormai collaudate da anni, gli studenti avrebbero da sopportare ritmi di lavoro troppo pesanti.<br />
Il calcolo è semplice: ipotizzando una media minima di 30 ore settimanali (in un liceo), distribuendole su 5 giorni si otterrebbero6 ore quotidiane. Aldilà della giornata pesante in sé (lo posso dire per esperienza, sei ore di lezioni da liceo distruggono letteralmente il cervello), è necessario tenere conto di tutte le conseguenze negative che ne deriverebbero.</p>
<p style="text-align: justify;">Prima di tutto, la quantità di lavoro da preparare per il giorno successivo: nel peggiore dei casi 6 materie diverse avendo a disposizione un pomeriggio scarso ed il cervello fuso dalla mattinata appena superata. Ed è inoltre inutile dire che “si avrebbero a disposizione i due giorni del week-end per prepararsi per la settimana seguente”: siamo tutti stati (o siamo) ragazzi e sappiamo che il discorso del “portarsi avanti” non funziona mai, soprattuto con una concentrazione così alta di materie al giorno.<br />
Inoltre, ad aggiungersi ad una mole di lavoro che risulterebbe nella maggior parte dei casi insostenibile, potrebbero venire meno anche molte delle attività offerte dalla scuola (come corsi di teatro, musica, giornalismo etc etc), quelle attività che fanno sì che un liceo non sia una sorta di “prigione” ma un luogo da vivere, non solo per il fatto che scalerebbero nel pieno pomeriggio, ma anche e soprattutto perché molti studenti dovrebbero rinunciarvi per lo studio.<br />
Avendo così poche ore a disposizione nel pomeriggio, in teoria, dovrebbero essere tutte dedicate allo studio per il giorno successivo, senza lasciare spazio a molto altro.<br />
Senza contare quei licei che offrono la possibilità del bilinguismo: come possono pensare di “spalmare” un numero ancora più alto di ore su cinque giorni? Perché, è chiaro, sarebbero proprio quei casi dove si tenta di offrire una formazione più completa o, per lo meno, più interessante, che risulterebbero i più danneggiati per il “meno tempo” di fatto concesso.</p>
<p style="text-align: justify;">Stesso discorso per gli istituti tecnici dove, anzi, la situazione precipiterebbe ulteriormente per un numero di ore ancora maggiore.</p>
<p style="text-align: justify;">È quindi evidente come coloro che si accingono ad intraprendere queste scelte siano del tutto estranei alla realtà che si propongono di modificare: si parla di un generale “impegno massimo di 32 ore”, ma non si entra in alcun modo nei dettagli delle varie e diverse situazioni dei licei della provincia e non si tiene minimamente conto delle conseguenze negative che deriverebbero.</p>
<p style="text-align: justify;">Voglio concludere con una piccola riflessione, condivisa da molti altri studenti liceali e universitari di Milano.<br />
L&#8217;istruzione deve essere considerata come uno dei pilastri portanti di un paese perché deve garantire la formazione di quelli che saranno i cittadini del domani che contribuiranno allo sviluppo del paese da tutti i punti di vista, anche da quello economico. Come è possibile, allora, che un qualcosa di così fondamentale sia limitato da motivi economici? Perché lo stato non è in grado di assicurare le migliori condizioni possibili e i giusti fondi ad un&#8217;entità così importante per la società? Come è possibile che sia ormai diventato quasi scontato “tagliare denaro” o cercare di “risparmiare” proprio sulla scuola pubblica, non capendo (o non volendo capire) che in questo modo di taglia lo sviluppo?</p>
<p style="text-align: justify;">Nel momento in cui una data scelta organizzativa sembra mettere a rischio una didattica funzionante, sembra danneggiarla e andare a peggiorare l&#8217;offerta formativa, è necessario fermarsi e riflettere sul fatto che, poiché stiamo parlando di scuola, l&#8217;organizzazione di quest&#8217;ultima dovrebbe essere in funzione della didattica, e non il contrario -come invece molti sembrano pensare-.</p>
<p style="text-align: justify;">Possiamo con tristezza considerare ancora valida l&#8217;affermazione di Calvino secondo cui “un paese che distrugge la sua scuola non lo fa mai solo per soldi, perché le risorse mancano o i costi sono eccessivi. Un paese che demolisce l’istruzione è già governato da quelli che dalla diffusione del sapere hanno solo da perdere”..?</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211;<br />
Maria Italia &#8211; LaPS Milano</p>
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		<title>ROMA &#8211; Sit-in a Montecitorio per fermare gli F-35</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Jun 2013 13:56:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>danilolampis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lunedì 24 giugno la Camera dei Deputati inizia a discutere una mozione che chiede la cancellazione della partecipazione italiana al programma dei cacciabombardieri F-35 Joint Strike Fighter, firmata da 158 [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
<p>Lunedì 24 giugno la Camera dei Deputati inizia a discutere una mozione che chiede la cancellazione della partecipazione italiana al programma dei cacciabombardieri F-35 Joint Strike Fighter, firmata da 158 parlamentari di SEL, PD e M5S.<br />
<img class="alignleft size-large wp-image-5720" title="Foto-M_Paolicelli-Roma-2012-12-11-Sit-in-contro-Di-Paola-009" src="/wp/wp-content/uploads/2013/06/Foto-M_Paolicelli-Roma-2012-12-11-Sit-in-contro-Di-Paola-009-600x450.jpg" alt="" width="336" height="252" />La campagna “Taglia le ali alle armi”, promossa dalla Campagna Sbilanciamoci!, la Rete Italiana per il Disarmo e la Tavola per la pace, ti invita a scendere in piazza per sostenere questa nuova iniziativa parlamentare e tutte quelle che si renderanno necessarie per bloccare una scelta sbagliata e dannosa.</p>
<p>I 14 miliardi di euro per comprare (e gli oltre 52 miliardi per l’intera vita del programma) un aereo con funzioni d’attacco, capace di trasportare ordigni nucleari, possono essere spesi meglio: per creare nuovi posti di lavoro, per finanziare la scuola pubblica, i servizi sanitari e sociali.</p>
<div style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ee;"><br />
</span>Chiediamo ai Deputati di votare la mozione che chiede al Governo di cancellare gli F35&nbsp;</p>
<p>L’appuntamento è a Roma in piazza Montecitorio ore 18-20</p>
<p>Per firmare l’appello lanciato dalla campagna:</p>
<p><a href="http://www.disarmo.org/nof35/">Per saperne di più</a></p>
<p><a href="http://www.peacelink.it/campagne/person.php?id=97&amp;id_topic=97">Per firmare l&#8217;appello</a></p>
<p><a href="http://www.disarmo.org/nof35/pressione-circoscrizioni">Per</a><a href="http://www.disarmo.org/nof35/pressione-circoscrizioni"> rilanciare l’appello</a></p>
</div>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p>Per informazioni:<br />
Campagna Sbilanciamoci! 068841880 info@sbilanciamoci.org<br />
Rete Italiana per il Disarmo: segreteria@disarmo.org – 328/3399267<br />
Tavola per la pace: tavola@perlapace.it&#8211;</p>
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		<title>CASERTA &#8211; II edizione del mercatino del libro usato</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Jun 2013 16:41:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>danilolampis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ogni anno sulle famiglie continuano a gravare centinaia e centinaia di euro di spese per l’acquisto di nuovi libri di testo. Il problema del “caro libri”, infatti, è una delle [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Ogni anno sulle famiglie continuano a gravare centinaia e centinaia di euro di spese per l’acquisto di nuovi libri di testo.  Il problema del “caro libri”, infatti, è una delle principali questioni che ci divide da un completo e libero accesso ai saperi. Gli studenti spendono annualmente fino a 900 € per i testi scolastici, somma che con l’avanzamento della crisi diventa sempre più determinante. Anche dopo il nuovo decreto che promuove la digitalizzazione dei libri di testo, e anche se da un lato il limite di spesa si è abbassato dal 30% al 20%, il rischio che i costi della digitalizzazione si abbattano sulle famiglie è molto alto. Questi ‘libri digitali misti’ non sono altro che normali libri cartacei con in allegato un semplice link o un CD-ROM, ma nonostante ciò costringono migliaia di studenti a comprare nuovi testi, identici ai precedenti, annualmente. Questo ostacola sia le famiglie che il diritto allo studio per il quale l’Unione Degli Studenti si batte da anni, e per questo motivo abbiamo deciso di organizzare il mercatino del libro usato come risposta a questa speculazione sulla cultura!  Portaci i tuoi libri e guadagnerai il 40% del prezzo di copertina su ogni libro venduto, e se al termine dell’estate non saranno venduti potrai tornare a riprenderli. Se invece vorrai acquistare dei libri li troverai al 50% del prezzo di copertina! Per diminuire la spesa anche del corredo scolastico potrai inoltre acquistare la Frecciagenda, il diario a basso costo dell’Unione degli Studenti, che troverai al mercatino!</p>
<p>Siamo aperti il MARTEDì dalle 16.00 alle 18.00, e il VENERDì dalle 18.00 alle 20.00, presso CASA DELLE ASSOCIAZIONI, in Via G. M. Bosco, 5.</p>
<p>EVENTO FACEBOOK: <a href="https://www.facebook.com/events/474495212630399/">https://www.facebook.com/events/474495212630399/</a></p>
<p>UdS Caserta</p>
<p>Vuoi organizzare il mercatino nella tua città? Scarica la [Download not found], il [Download not found], il [Download not found] e il [Download not found]</p>
<p>Hai bisogno di qualche consiglio utile o vuoi comunicarci la realizzazione del mercatino? Contattaci al 0669770332 o scrivici a info@unionedeglistudenti.it</p>
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		<title>SIRACUSA &#8211; Parte il mercatino del libro usato</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Jun 2013 16:27:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>robertocampanelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;Unione degli Studenti Siracusa annuncia ufficialmente che giorno venerdì 14 c.m. nei locali dell&#8217;Arci di Siracusa fino al sette settembre avverrà la seconda edizione del mercatino del libro usato. Sarà [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Unione degli Studenti Siracusa annuncia ufficialmente che giorno venerdì 14 c.m. nei locali dell&#8217;Arci di Siracusa fino al sette settembre avverrà la seconda edizione del mercatino del libro usato.<br />
Sarà possibile portare i libri e acquistarli fino a settembre, il mercatino chiuderà solo per due settimane una a a luglio e una ad agosto e sarà aperto: lunedì e venerdì mattina, giovedì e sabato pomeriggio.<br />
Il libro verrà venduto al 50% del costo iniziale e il 45% del ricavato andrà al proprietario del libro.<br />
Questa è la prima attività estiva dell&#8217;UdS e da inizio ad un periodo pieno di iniziative anti-crisi che da giugno fino ad agosto coinvolgeranno noi e la nostra provincia.</p>
<p>Unione degli Studenti Siracusa<br />
Centro Pio La Torre<br />
Piazza Santa Lucia 24<br />
3342090456</p>
<p>Vuoi organizzare il mercatino nella tua città? Scarica la [Download not found], il [Download not found], il [Download not found] e il [Download not found]</p>
<p>Hai bisogno di qualche consiglio utile o vuoi comunicarci la realizzazione del mercatino? Contattaci al 0669770332 o scrivici a info@unionedeglistudenti.it</p>
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		<title>Nuovo regolamento test d&#8217;ingresso all&#8217;università: i problemi restano gli stessi</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Jun 2013 14:30:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>carmenguarino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nella giornata di ieri e&#8217; stato pubblicato il nuovo Decreto Ministeriale n. 449/13 che definisce le modalità di svolgimento delle prove di ammissione per i corsi di laurea a numero [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Nella giornata di ieri e&#8217; stato pubblicato il nuovo Decreto Ministeriale n. 449/13 che definisce le modalità di svolgimento delle prove di ammissione per i corsi di laurea a numero chiuso e programmato.</p>
<hr id="system-readmore" />
<p>Riteniamo un&#8217;importante conquista lo slittamento ufficiale dei test da luglio a settembre e non possiamo che addebitare questo passo avanti alle pesanti critiche e alle iniziative messe in campo dalle studentesse e dagli studenti in tutta Italia, purtroppo pero&#8217; il decreto è riuscito solo ad ammorbidire il perverso meccanismo dei c.d. &#8220;punti bonus&#8221; senza risolvere il problema.</p>
<p>E&#8217; stata, infatti, superata la ripartizione dei 4, 6, 8, 10 punti e si modificano la base del calcolo dei bonus che verra&#8217; individuata all&#8217;interno delle commissioni dove si sostiene l&#8217;esame e non piu&#8217; sulla base dei voti dell&#8217;intera scuola nell&#8217;anno precedente.<br />
Questo sistema continuerà ad essere foriero di disparità: a parità di voto gli studenti della stessa scuola potrebbero vedersi attribuire dalle diverse commissioni punteggi diversi. Non si limita in questo modo il rischio di ingiustizie, le quali possono essere effettivamente eliminate solo prendendo in considerazione l&#8217;intero percorso formativo, o quanto meno i risultati dell&#8217;ultimo triennio, e non il solo esame di maturita&#8217; che presenta ad oggi innumerevoli criticità.&#8221;</p>
<p>Ci domandiamo inoltre se il termine di soli 4 giorni, previsto dal <a href="http://attiministeriali.miur.it/media/222171/allegati.pdf">punto 12 dell&#8217;Allegato n.2</a> del <a href="http://attiministeriali.miur.it/anno-2013/giugno/dm-12062013.aspx">D.M. 449/13</a>, per formalizzare l&#8217;immatricolazione a seguito della definizione della graduatoria nazionale prevista per il 30 Settembre, non sia troppo esiguo anche e soprattutto a fronte della certa esclusione in caso di ritardo.</p>
<p>Lo stesso problema riguarderà anche l&#8217;accesso ai bandi regionali per il diritto allo studio per le matricole assegnate, tramite il bando nazionale, ad un ateneo differente (indicato come seconda scelta) da quello in cui gli studenti hanno effettuato richiesta per ottenere la borsa di studio. Dalle prime verifiche effettuate, infatti, le agenzie regionali per il diritto allo studio e gli atenei si stanno organizzando in totale autonomia, con procedure differenti da regione a regione, senza garantire quindi nessuna tutela per gli studenti.</p>
<p>Crediamo che le suddette problematiche sono quelle più visibili, ma le disparita&#8217; e difficolta&#8217; logistiche non potranno essere risolte completamente se nonaffrontando con franchezza l&#8217;ingiusto sistema delle barriere all&#8217;accesso e del numero chiuso che rappresenta ad oggi per tante e tanti l&#8217;impossibilità di scegliere liberamente il proprio percorso di studio e di vita.</p>
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		<title>Torna nel cuore del Salento il Riot Village, il campeggio nazionale studentesco</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Jun 2013 12:22:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>danilolampis</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Torna Riot Village &#8211; Desideri in Movimento, il campeggio studentesco che unisce la vacanza sociale (solo 12 Euro al giorno) ad un vasto programma culturale e musicale. Il campeggio quest&#8217;anno torna a Otranto (LE), nel cuore del Salento. </p>
<p>Visita il sito www.riotvillage.it per saperne di più!</p>
<p>Riot Village è il villaggio studentesco: organizzato dagli studenti per gli studenti, e rivolto a studenti delle superiori, universitari, accademici e dottorandi, è la scelta migliore per trascorrere le tue vacanze tra mare, sole e vento delle giornate in campeggio, la musica e il divertimento delle dance hall e dei concerti organizzati ogni sera, le discussioni e gli approfondimenti dei workshop e dei dibattiti, e ancora l&#8217;arte, la scrittura, la fotografia, il cinema, la condivisione che vivrai in ogni istante della tua vacanza a Riot Village. E soprattutto, il calore e la compagnia delle centinaia di studentesse e studenti provenienti da tutte le regioni d&#8217;Italia e dal resto d&#8217;Europa. Riot Village si svolge in un camping nel cuore di una incantevole pineta, divisa dal mare solo da una striscia di sabbia, che per due settimane fra luglio e agosto diventa la spiaggia bella, divertente, sognatrice e colorata dove potrai trascorrere le tue giornate e le tue notti.</p>
<p>Riot Village è il luogo ideale per rilassarsi, per divertirsi, per conoscere nuove persone o ritrovare vecchi amici, ma è anche il posto dove centinaia di giovani e studenti si ritrovano ogni anno e parlandosi, confrontandosi e unendo i propri sogni danno vita al progetto di un altro mondo possibile. Riot Village è un modo per far vivere, con naturalezza e spontaneità, in un clima sì di divertimento e di relax ma non di distrazione o di alienazione, una piccola sacca di resistenza fatta di persone convinte che esista un modello alternativo di mondo possibile, alternativo all&#8217;ideologia dell&#8217;ingiustizia, della sopraffazione, della discriminazione, della violenza. Con la stessa naturalezza con cui in riva al mare è possibile guardare l&#8217;orizzonte, per due settimane a Riot Village è possibile riscoprire la speranza e svelare un altro orizzonte possibile. Riot Village non è una vacanza alienante, una fuga dal mondo; è al contrario la possibilità di relazionarsi al mondo in maniera differente. Anche per questo Riot Village è il posto ideale per incontrare delle persone fantastiche con cui conoscersi, parlarsi, stringere amicizia, innamorarsi.</p>
<p><img class="alignleft size-large wp-image-5693" title="riot" src="/wp/wp-content/uploads/2013/06/riot-600x401.jpg" alt="" width="420" height="281" />I concerti e le dance hall, le occasioni di divertimento non sono mai solo fini a sé stesse ma anche a creare legami, relazioni, a costruire spazi di condivisione e di socialità. C&#8217;è un filo che le congiunge e le lega indissolubilmente ai seminari, ai workshop, ai cineforum, ai dibattiti, ai momenti di formazione e di arte, cultura e politica. Per questo Riot Village non ha niente in comune con vacanze che rispondono solo al bisogno di vendere e di consumare, non entra nel novero delle possibilità che vengono offerte ai giovani come banale e sciocco divertimento e che non sono altro che prodotti commerciali vuoti di senso. A Riot Village ciascuno può trovare il tempo e lo spazio per rilassarsi, per divertirsi, per conoscere persone, per amare e per essere sé stesso, per condividere  esperienze, per desiderare  e per costruire, con semplicità, un mondo all&#8217;altezza dei propri sogni.</p>
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		<title>Posticipati i test d&#8217;ingresso a settembre: ennesimo flop dell&#8217;ex Ministro Profumo</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Jun 2013 14:15:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giuseppinatucci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Apprendiamo oggi che il Ministero dell&#8217;Istruzione, dell&#8217;Università e della Ricerca è intenzionato ad emanare un nuovo decreto sui test d&#8217;ingresso in modo da posporre i test alle facoltà di Medicina [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Apprendiamo oggi che il Ministero dell&#8217;Istruzione, dell&#8217;Università e della Ricerca è intenzionato ad emanare un nuovo decreto sui test d&#8217;ingresso in modo da posporre i test alle facoltà di Medicina e Chirurgia e Odontoiatria, Architettura, Professioni Sanitarie&#8230;</p>
<p>Apprendiamo oggi che il Ministero dell&#8217;Istruzione, dell&#8217;Università e della Ricerca è intenzionato ad emanare un nuovo decreto sui test d&#8217;ingresso in modo da posporre i test alle facoltà di Medicina e Chirurgia e Odontoiatria, Architettura, Professioni Sanitarie e Veterinaria a Settembre. In seguito alla pubblicazione dell&#8217;avviso del Minstero risalente a febbraio, avevamo duramente criticato l&#8217;anticipazione, non solo per l&#8217;impossibilità degli studenti di prepararsi a pieno per i test, vista la quasi coincidenza delle date dei test con quella degli esami di stato, ma anche per l&#8217;ambiguità dell&#8217;avviso che non prevedeva la modalità di svolgimento delle prove ma solo la calendarizzazione delle stesse.</p>
<p>&#8220;Riteniamo scandaloso &#8211; dichiara Roberto Campanelli, coordinatore nazionale dell&#8217;Unione degli Studenti &#8211; che migliaia di studentesse e studenti si ritrovino proprio oggi, giornata nella quale scadeva l&#8217;iscrizione ai test per le facoltà di Medicina, Architettura, Veterinaria e Professioni Sanitarie, nella condizione di incertezza e ambiguità rispetto a delle prove che avrebbero dovuto svolgere tra poco più di un mese.&#8221;<br />
&#8220;Comprendiamo la necessità di invertire una rotta totalmente sbagliata, ma chiediamo siano date risposte chiare alle studentesse e agli studenti iscritti ai test  in merito alle nuove modalità di svolgimento delle prove e sulle tempistiche, ma non solo anche in merito al già provveduto al pagamento della somma di 35€ necessari per l&#8217;iscrizione al test. Al Ministro Carrozza chiediamo allora &#8211; conclude l&#8217;Unione degli Studenti &#8211; che siano garantite procedure chiare per la ri-iscrizione e che non accadano ingiustizie&#8221;</p>
<p>&#8220;E&#8217; assurdo &#8211; continua Luca Spadon, portavoce nazionale di Link &#8211; coordinamento universitario &#8211; che ci sia tutta questa confusione rispetto al tema dell&#8217;iscrizione all&#8217;università. Guardiamo di buon occhio il posticipo dei test, ma siamo convinti che questa misura non sia sufficiente, ma che ci sia bisogno di aprire un dibattito ampio e condiviso sul tema dell&#8217;accesso all&#8217;università, ad oggi fortemente selettivo a causa dei corsi a numero chiuso, come del bonus maturità, sul quale chiediamo ancora una volta che si faccia chiarezza. Ribadiamo &#8211; conclude Spadon &#8211; che il 57% delle studentesse e degli studenti che hanno partecipato al referendum studentesco svoltosi questa primavera, crede che l&#8217;università debba essere completamente ad accesso libero per garantire a tutte e tutti l&#8217;accesso al sapere.&#8221;</p>
<p>&#8212;&#8211;&gt; <a href=" http://www.unionedeglistudenti.net/wp/wp-content/uploads/downloads/2013/06/La-linea-del-tempo-per-l.pdf">GUARDA IL NUOVO SPECCHIETTO </a> SUL CALENDARIO PER L&#8217;AMMISSIONE AI TEST!</p>
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		<title>In 3^media è il ceto a decidere che scuola superiore farai.</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Jun 2013 18:03:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>carmenguarino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[tratto da www.linkiesta.it Stella (tutti i nomi sono di fantasia ndr) ha 14 anni e siede a un banco della Scuola media Arcadia del Gratosoglio, estrema periferia Sud di Milano. [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>tratto da <a href="http://www.linkiesta.it/come-scegliere-la-scuola-superiore">www.linkiesta.it </a></p>
<p>Stella (tutti i nomi sono di fantasia ndr) ha 14 anni e siede a un banco della Scuola media Arcadia del Gratosoglio, estrema periferia Sud di Milano. «L’anno prossimo andrò al liceo scientifico. Mi piacciono matematica e scienza e da grande voglio lavorare come guardia parco, oppure veterinaria». La professoressa di Lettere Rosa Donatacci, che ha coordinato le attività di orientamento della scuola, spiega invece che il consiglio orientativo per Stella, mamma baby sitter a ore e papà impiegato con la licenza media, era diverso. «Noi insegnanti e la mamma di Stella avremmo preferito piuttosto un liceo delle scienze umane all’Agnesi. Stella è brava ma è anche molto empatica, e quella è la stessa scuola frequentata da sua madre».</p>
<p>Nella classe della scuola media del Gratosoglio, su 16 ragazzi presenti, quasi tutti figli di operai, artigiani, casalinghe e commercianti, solo cinque frequenteranno l’anno prossimo lo scientifico, nessuno il classico, tre il linguistico, altri tre un istituto tecnico e cinque una scuola di formazione professionale (Cfp). Luca, figlio di due ingegneri, andrà allo scientifico. Romina, papà idraulico, mamma al lavoro in una mensa, farà il Cfp.</p>
<p>Piazza Ascoli, non troppo distante da Porta Venezia, Milano. Al terzo piano della Scuola Tiepolo, tra i banchi di una delle terze c’è anche Carlo. Ha la stessa età di Stella, ma genitori entrambi architetti con uno studio in proprio. «Carlo», racconta la professoressa di Lettere Silveria Schiavo, «non studia molto, spesso non fa i compiti o dimentica il materiale. Per questo, di fronte alla preferenza dei genitori per un liceo classico, abbiamo piuttosto consigliato un liceo delle scienze umane». E invece, l’anno prossimo Carlo andrà al Parini, lo storico liceo classico milanese. «I miei genitori mi dicono che pone le basi, apre molte strade, dà più sbocchi professionali. Quando loro devono scegliere i tirocinanti preferiscono quelli che hanno fatto il classico o lo scientifico perché hanno più preparazione».</p>
<p>Su 28 ragazzi in aula, quasi tutti figli di professionisti, insegnanti universitari e dirigenti, 23 si divideranno tra classico e scientifico, due hanno scelto il linguistico, solo tre faranno un istituto tecnico, uno il professionale. Caterina ad esempio farà ragioneria. «I suoi genitori hanno una grossa pasticceria, e potrà dare una mano nell’amministrativo», spiega l’insegnante.</p>
<p>A 14 anni i giovani italiani di domani si preparano ad entrare nel terzo ciclo di istruzione scolastica. Finite elementari e medie, devono decidere a quale ciclo di scuola superiore iscriversi. Ed è in questo primo snodo che l’Italia misura la sua capacità di offrire pari opportunità educative agli studenti e fare della scuola un luogo in cui appianare le disparità sociali.</p>
<p>Ma basta entrare in una qualsiasi terza media del centro o una della periferia milanese per accorgersi che ancora oggi, nella maggior parte dei casi, «il destino scolastico futuro degli alunni viene progressivamente segnato dalle origini sociali, delle quali non portano alcuna responsabilità». È il commento del professor Daniele Checchi, docente di Economia politica dell’Università degli studi di Milano a margine di una delle numerose ricerche dedicate al tema, con cui ha mostrato, tra le altre cose, che gli insegnanti sono i primi a farsi influenzare dalla classe sociale di appartenenza del ragazzo nei consigli orientativi. Il tutto in un sistema di istruzione secondaria diviso per indirizzi ben distinti tra loro e dove la scelta della “filiera”, come la definisce Checchi, (generalista, accademica e professionale) avviene tra i 13 e i 14 anni, «un’età in cui l’influenza dei genitori è ancora forte».</p>
<p>Nel 2008 ha studiato un campione di studenti lombardi di terza media. E ha analizzato l’influenza di tre fattori sulla scelta della scuola superiore: background familiare, competenze e voti, contesto sociale. Lo ha fatto in tutte e tre le fasi della scelta: il momento dell’orientamento scolastico, la preiscrizione (ora non c’è più) e l’iscrizione definitiva. Si è accorto, ad esempio, che già nella fase di orientamento, «gli insegnanti nel formulare i loro consigli non si limitano ad una valutazione delle risultanze scolastiche oggettive dei ragazzi (come risulterebbe dai voti e dai test attitudinali), ma tengono anche conto della famiglia di provenienza». Cioè, sono gli stessi insegnanti ad essere per primi sensibili «alle pressioni direttamente o indirettamente provenienti dall’ambiente circostante». Del fenomeno, Checci propone due letture. Una positiva, che vede gli insegnanti «preoccupati che le famiglie non riescono fornire il supporto economico necessario a intraprendere carriere più lunghe e rischiose», l’altra, negativa, è che gli insegnanti assecondano troppo le aspirazioni dei genitori.</p>
<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-5677" href="/sito/in-3media-e-il-ceto-a-decidere-che-scuola-superiore-farai/effetto_marginale_istruzione_genitori/"><img class="size-full wp-image-5677 aligncenter" title="effetto_marginale_istruzione_genitori" src="/sito/wp-content/uploads/2013/06/effetto_marginale_istruzione_genitori.png" alt="" width="768" height="862" /></a></p>
<p>Dal grafico «si nota che il figlio di un genitore laureato ha una probabilità nulla di ricevere un orientamento verso la formazione professionale e molto raramente (meno del 10%) una indicazione di un istituto di formazione professionale. È invece possibile l’opposto: il figlio di genitori analfabeti (che sono meno del 2% del campione) ha una probabilità su cinque di ricevere l’indicazione di un liceo».</p>
<p>Valutando il peso delle competenze dei ragazzi nei consigli di orientamento dei professori, Checchi sottolinea come «un buon possesso delle competenze dei ragazzi risulta cruciale nel differenziare la carriera: la probabilità dell’orientamento verso la formazione professionale declina con il crescere delle competenze, mentre si accresce inversamente la probabilità di essere indirizzati verso i licei». Eppure, sottolinea il professore, «anche in questo caso il titolo di studio dei genitori continua a rimanere rilevante».</p>
<p>Al momento della preiscrizione, «notiamo &#8211; spiega Daniele Checchi &#8211; che sia i figli di genitori laureati che i figli di genitori che hanno completato l’obbligo tendono ad essere spinti all’insù, probabilmente per motivazioni differenti: i figli dei genitori con l’obbligo ricevono una pressione legata al desiderio del “riscatto sociale” per una scolarità mancata nella generazione dei genitori; i figli dei genitori laureati invece vengono spinti dall’idea che l’ambiente familiare possa compensare un eventuale scarso risultato scolastico». Ritornando alla Figura 1, è possibile notare come in fase di preiscrizione e di iscrizione, l’effetto familiare «estremizza» le decisioni, «alzando sia la probabilità di scegliere una scuola di formazione professionale che di scegliere un liceo».</p>
<p>«Possiamo quindi parlare di un sistema scolastico efficace nel selezionare gli individui verso le carriere scolastico-lavorative più adeguate alla loro preparazione?», si chiede Checchi. La risposta è negativa. «La scelta di indirizzo degli studenti parte da una allocazione poco oggettiva derivata dall’orientamento degli insegnanti e viene ulteriormente distorta (in senso di rafforzamento della componente familiare) nelle scelte di preiscrizione dei figli». Un destino, quello scolastico, «segnato progressivamente dalle origini sociali, che si riflettono «nella diversa disponibilità ad intraprendere carriere scolastiche più o meno esposte al rischio di fallimento». «La ricerca accademica mostra come la ricchezza familiare continui ad essere un fattore determinante nelle scelte scolastiche, in quanto le famiglie più ricche sono caratterizzate da una minore avversione al rischio».</p>
<p>Il professor Francesco dell’Oro, responsabile del Servizio Orientamento del comune di Milano, offre un dato su tutti. Tra le 584 richieste di aiuto di ragazzini delle scuole superiori ricevute nell’ultimo anno dal suo ufficio, il 56 per cento proveniva dai licei classico e scientifico. Adolescenti desiderosi di cambiare indirizzo scolastico. «O i ragazzi fanno scelte non consapevoli &#8211; commenta Dell’Oro &#8211; oppure i genitori fanno troppe pressioni. Mi accorgo che spesso è vera la seconda, soprattutto quando si tratta di professionisti: ingegneri, medici, i più in difficoltà nell’accettare per i figli un corso di studi diverso dal liceo classico o scientifico e prevenuti addirittura anche verso i licei delle scienze umane».</p>
<p>«Si considerano gli istituti tecnici scuole di serie b. Ed è un paradosso. Perché chi ha un livello culturale medio-alto, dovrebbe avere l’apertura mentale sufficiente a uscire da un sistema di gerarchie scolastiche del tutto opinabile. Anche gli istituti tecnici, se fatti bene, offrono la preparazione necessaria per frequentare l’università».<br />
Piuttosto, precisa il professore, è il tasso di abbandono scolastico a dimostrare le disuguaglianze di opportunità educative che ancora permangono nella scuola italiana. E a mostrare che la scuola, per come è fatta, non funziona. Dell’Oro cita il rapporto Noi Italia 2013 dell’Istat, dove emerge che il 18,2 per cento dei 18-24enni ha abbandonato gli studi prima di conseguire il titolo di scuola media superiore, contro il 13,5 per cento dei paesi Ue (il dato si riferisce al 2013).</p>
<p>Sempre secondo l’Istat, Annuario statistico italiano 2012, a conclusione del secondo ciclo di istruzione, il 97,9 per cento degli studenti ammessi a sostenere l’esame di Stato consegue il diploma di istruzione secondaria superiore nel 2010. Ma la riuscita all’esame di Stato è più elevata tra gli studenti dei licei classici e scientiﬁci (99,1 e 99,0 per cento), mentre è più bassa tra gli studenti dei licei linguistici (95,2 per cento), degli istituti tecnici (97,0 per cento) e degli istituti professionali (97,1 per cento).</p>
<p>«La scuola non deve essere pensata solo per i più bravi», incalza Dell’Oro, «deve riuscire ad accompagnare fino alla fine del percorso anche i mediocri. Ma il nostro sistema, così imbrigliato in una rigida divisione delle materie, non aiuta i ragazzi a scoprire passioni e capacità. Per questo servirebbe almeno un intero anno orientativo, in cui ciascuno si metta alla prova in più materie, per scoprire con maggiore autonomia dai genitori il percorso più adatto. Altrimenti, alle superiori continueremo a registrare un forte disagio scolastico», chiude Dell’Oro.</p>
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		<title>GENOVA &#8211; parte il mercatino del libro usato!</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Jun 2013 13:08:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>danilolampis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ogni anno gli studenti si trovano ad dovere affrontare spese esorbitanti per acquistare i nuovi libri di testo, infatti anche il mercato del libro usato è monopolizzato da grandi librerie [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Ogni anno gli studenti si trovano ad dovere affrontare spese esorbitanti per acquistare i nuovi libri di testo, infatti anche il mercato del libro usato è monopolizzato da grandi librerie che acquistano dagli studenti a prezzi stracciati per poi rivenderli a prezzi di molto superiori (praticamente simili a quelli di copertina).<br />
Questo lede gravemente il diritto allo studio per il quale da anni ci battiamo perciò abbiamo deciso di organizzare un mercatino del libro usato dove gli studenti riescano vendere i loro i libri usati e a comprarne per l&#8217;anno successivo senza che nessuno ci lucri sopra!!</p>
<p>Portaci i tuoi libri e li terremo in conto vendita per tutta l&#8217;estate (al 45% del prezzo di copertina) se non saranno venduti potrai tornare a riprenderli al termine del mercatino.<br />
Se invece devi acquistare i libri troverai i tuoi libri tra quelli che hanno portato gli altri studenti, li pagherai il 50% del prezzo di copertina (tratteniamo solamente il 5% per le spese di gestione del mercatino)!</p>
<p>POTRAI PORTARE I TUOI LIBRI USATI DAL 11/6 AL AL 11/7 e DAL 1/9 AL 3/10<br />
Terremo aperto il mercatino ogni:<br />
Martedì e Giovedì dalle 16 alle 19 30</p>
<p>POTRAI ACQUISTARE LIBRI USATI INVECE DAL 25/6 AL 11/7 E DAL 1/9 AL 3/10<br />
agli stessi giorni e stessi orari!</p>
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