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	<title>UDS - Unione Degli Studenti &#187; Diritti degli studenti</title>
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	<description>Sindacato Studentesco</description>
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		<title>Salviamo il TPL, ci stanno lasciando a piedi!</title>
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		<pubDate>Wed, 29 May 2013 15:49:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>robertocampanelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Campania]]></category>
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		<description><![CDATA[SALERNO &#8211; Venerdì 31 maggio 2013 verranno decise, per l&#8217;ennesima volta, le sorti del CSTP e quindi dell&#8217;intero trasporto pubblico locale su gomma. Ci troviamo, dopo anni dall&#8217;inizio della crisi [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">SALERNO &#8211; Venerdì 31 maggio 2013 verranno decise, per l&#8217;ennesima volta, le sorti del CSTP e quindi dell&#8217;intero trasporto pubblico locale su gomma. Ci troviamo, dopo anni dall&#8217;inizio della crisi del TPL, ancora ad un punto critico: un&#8217;altra assemblea dei soci per decidere, ancora una volta, se ricapitalizzare o meno l&#8217;azienda. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">Noi studenti crediamo che tutto ciò sia inaccettabile, che dopo anni di trattative e sacrifici soprattutto da parte dei lavoratori (tra licenziamenti e contratti di solidarietà) si debba ancora discutere di una decisione che sembrava essere stata già presa. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">Questo è l&#8217;ennesimo tassello di una crisi globale dei trasporti che non interessa soltanto il nostro territorio, ma tutta la Campania e l&#8217;intera nazione in generale.</span> <span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">E&#8217; assurdo che mentre il Comune festeggia per la (possibile) apertura della Metro, ci troviamo appiedati da un trasporto su gomma che non riesce a funzionare in modo adeguato: le linee vengono tagliate e ridotte, la manutenzione è praticamente assente, ecc.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">E tutto ciò per meri interessi politici ed economici! Noi studenti crediamo che debba esserci una svolta nel TPL, un cambiamento che parta dal basso per creare un sistema di trasporti pubblici efficiente, che sia di reale utilità per la popolazione studentesca e non. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;"> </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">Ci troviamo in un contesto in cui il libero accesso ai saperi non è garantito non solo dalle barriere economiche che incontriamo continuamente, ma anche dalla totale assenza di un trasporto che ci permetta di raggiungere i luoghi del sapere! </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">A causa della crisi del trasporto pubblico sempre più studenti non riescono a raggiungere i luoghi di formazione in orario, è questo è un dato allarmante! Si rischia di tarpare le ali all&#8217;unica vera risorsa di questa città: i giovani. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;"> </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">Per questo noi studenti scenderemo in Piazza al fianco dei lavoratori del CSTP, per ribadire ancora una volta che la ricapitalizzazione del trasporto pubblico è un dovere verso la cittadinanza tutta e non ci devono essere ulteriori dubbi su questa decisione: il trasporto è un diritto di tutti, e non va toccato !</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;"><br />
</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">UNIONE DEGLI STUDENTI SALERNO</span></p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;"><br />
</span></p>
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		<title>HO-STAGE. OPPORTUNITÀ O RICATTO? Inchiesta sugli stage</title>
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		<pubDate>Wed, 29 May 2013 12:33:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>danilolampis</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti degli studenti]]></category>
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		<description><![CDATA[Diamo diffusione ed invitiamo a partecipare a questa inchiesta sociale sul tema degli stage e dei tirocini formativi organizzata dall&#8217;IRES e dalla Camera del Lavoro Metropolitana di Bologna &#8220;Works! Lavori [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Diamo diffusione ed invitiamo a partecipare a questa inchiesta sociale sul tema degli stage e dei tirocini formativi organizzata dall&#8217;IRES e dalla Camera del Lavoro Metropolitana di Bologna &#8220;Works! Lavori Metropolitani&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><span>La rete dei giovani iscritti, attivisti e delegati della Camera del Lavoro Metropolitana di Bologna &#8220;Works! Lavori Metropolitani&#8221;, con il coinvolgimento e la consulenza scientifica dell’Istituto di Ricerche Economiche e<br />
Sociali (Ires) dell’Emilia-Romagna, ha deciso di  promuovere un’indagine sui tirocini formativi. Nonostante nasca come strumento formativo, è ormai sapere e opinione comune che il tirocinio molto spesso si configura, rispetto alle mansioni svolte (e altrettanto spesso non ufficialmente riconosciute), come un rapporto di lavoro dipendente, di cui non condivide però né le tutele né il compenso per il lavoratore né gli obblighi da parte del datore di lavoro.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Per questo abbiamo deciso di lanciare l&#8217;inchiesta “</span><span><em>Ho-stage</em></span><span>. Formazione o Sfruttamento?” con l&#8217;intento di indagare in profondità il “fenomeno-stage” mediante la diffusione di un questionario: uno strumento attraverso cui proveremo a ricostruire il quadro anagrafico del rispondente e il suo percorso formativo e lavorativo, sondare le condizioni materiali di lavoro durante il tirocinio, tastare le percezioni soggettive dei tirocinanti rispetto ai rapporti lavorativi e all’efficacia del tirocinio, fino a raccogliere dati sulle eventuali relazioni sindacali maturate nel luogo di lavoro. </span></p>
<p style="text-align: justify;">La correlazione tra questi aspetti, composizione anagrafica dei tirocinanti, i loro curricula e le loro condizioni di vita e lavorative, costituisce a nostro avviso un presupposto imprescindibile per avviare una discussione pubblica su una pratica istituzionalizzata che contiene il paradosso intrinseco di essere troppo fluida e disorganica per venire definita <em>lavoro</em>, ma allo stesso tempo troppo rigida e gravosa per poter considerarsi semplice formazione.</p>
<p style="text-align: justify;"><span>Una discussione pubblica che si palesa tanto più necessaria ora, alla luce della recente “riforma Fornero” secondo cui le regioni dovranno legiferare entro luglio in materia, per provare a mettere </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>ordine alla complessa normativa nazionale. Una discussione pubblica, infine, che vuole intrecciare anche la presenza delle organizzazione sindacali, data la natura ibrida dello strumento tirocinio, che si presta facilmente ad abusi veri e propri. Per questo pensiamo che tale ricerca sfugga dai confini del semplice lavoro speculativo, per farsi invece possibile vettore di soggettivazione e creare, così, anche uno spazio adeguato per avviare azioni e pratiche di intervento sindacale. </span></p>
<p style="text-align: justify;">Per compilare il questionario: <a href="https://www.surveymonkey.com/s/HOStage">https://www.surveymonkey.com/s/HOStage</a></p>
<p style="text-align: justify;">Per seguire le evoluzioni della ricerca: <a href="https://www.facebook.com/tirociniireser">https://www.facebook.com/tirociniireser</a></p>
<p style="text-align: justify;"><em>*Per “Works! Lavori Metropolitani”: Matteo Negri, Lisa Dorigatti, Eloisa Betti</em></p>
<div>
<p style="text-align: justify;"><span><em>Per IRES  Emilia-Romagna: Carlo Fontani, Daniele Dieci, Marco Marrone</em></span></p>
<p><a rel="attachment wp-att-5598" href="/sito/ho-stage-opportunita-o-ricatto-inchiesta-sugli-stage/hostage/"><img class="alignleft size-large wp-image-5598" title="hostage" src="/sito/wp-content/uploads/2013/05/hostage-600x203.jpg" alt="" width="490" height="203" /></a></p>
</div>
<div><span style="color: #0000ee;"><br />
</span>&nbsp;</p>
</div>
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		<title>16 Maggio &#8211; I test INVALSI non sono obbligatori! BOICOTTALI!</title>
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		<pubDate>Tue, 14 May 2013 13:42:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>carmenguarino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti degli studenti]]></category>
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		<description><![CDATA[Numerose in queste settimane sono state le segnalazioni di minacce e ritorsioni da parte di presidi e docenti contro gli studenti che hanno iniziato a protestare contro i test INVALSI. [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">Numerose in queste settimane sono state le segnalazioni di minacce e ritorsioni da parte di presidi e docenti contro gli studenti che hanno iniziato a protestare contro i test INVALSI. Questi spacciano le prove come obbligatorie e preannunciano sanzioni disciplinari gravi per tutti coloro che boicotteranno le prove. I test però non sono obbligatori ed è grave ed illegittimo punire chi il 16 Maggio boicotterà le prove. Difenditi dalle minacce infondate, lotta contro i test INVALSI! </span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">I TEST NON SONO OBBLIGATORI! Il D.L. Semplificazioni (decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5, recante disposizioni urgenti in materia di semplificazione e di sviluppo) considera i test INVALSI attività ordinaria delle scuole; al pari di gite e attività didattiche pomeridiane lo svolgimento dei test non è obbligatorio ma necessita dell’approvazione degli organi collegiali della scuola e gli studenti non sono obbligati nè possono essere costretti in alcun modo a prendervi parte. Nessuna sanzione può punire il rifiuto a partecipare alla somministrazione dei test INVALSI.</span></p>
<p><em><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">&#8220;Art. 55 – (Potenziamento del sistema nazionale di valutazione) </span></em><br />
<em><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">comma 3. Le istituzioni scolastiche partecipano, come attività ordinaria d’istituto, alle rilevazioni nazionali degli apprendimenti degli studenti, (&#8230;)&#8221;</span></em></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">E&#8217; sbagliato ed illegittimo che i presidi e i docenti stessi spaccino l’ordinarietà delle prove come tassativa obbligatorietà; questo significa negare, tra le altre cose, la libertà d’insegnamento sancita dalla Costituzione all&#8217;</span><em><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">art. 33 comma 1 :“L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento”</span></em></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">VALUTARE I TEST E PUNIRE CHI BOICOTTA E&#8217; ILLEGALE! L&#8217;Informativa ex art. 13 D. Lgs. n. 196/2003 per il trattamento dei dati personali degli studenti vieta  infatti di risalire all&#8217;identità dello studente attraverso il codice alfa numerico . Essa prevede:</span></p>
<p><span style="font-size: small;"><em><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">&#8220;Art. 1 i dati personali forniti verranno trattati esclusivamente per le finalità istituzionali dell’Istituto Nazionale per la Valutazione  del Sistema educativo di Istruzione e di Formazione, e in particolare per l’effettuazione delle “verifiche periodiche e sistematiche sulle conoscenze e abilità degli studenti” </span></em></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><em><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">Art. 3 I dati personali verranno trattati in modo da  essere resi anonimi all’esterno e all’interno dell’istituto, immediatamente dopo la raccolta  effettuata dalle istituzioni scolastiche. Il codice di accoppiamento tra le informazioni  raccolte e l’identificativo della persona è conosciuto solo dal personale docente dell’istituzione scolastica incaricato della somministrazione e dal personale di segreteria incaricato della trasposizione dei dati sulla scheda risposta e, una volta utilizzato per la predetta  funzione, non è ulteriormente utilizzabile; </span></em></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><em><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">Art. 7  (Diritto di accesso ai dati personali ed altri diritti) </span></em></span><br />
<span style="font-size: small;"><em><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">4.L&#8217;interessato ha diritto di opporsi, in tutto o in parte </span></em></span><span style="font-size: small;"><em><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">per motivi legittimi al trattamento dei dati personali che lo riguardano, ancorché pertinenti allo scopo della raccolta;&#8221;</span></em></span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">La normativa per  la privacy predisposta dall&#8217;INVALSI stesso vieta quindi espressamente a presidi e docenti di utilizzare la traccibilità delle prove per applicare provvedimenti disciplinari o voti personali al singolo studente. Le prove costituiscono uno strumento di indagine statistica&#8221;esterna&#8221; alla scuola, nonostante l&#8217;ambiguità che le contraddistinge esse non possono essere utilizzate come fossero semplici compiti in classe!</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">BOICOTTARE E&#8217; GIUSTO! Rifiutarsi di partecipare ai test INVALSI è atto di disobbedienza civile importante nei confronti di un modello di valutazione lesivo delle differenze personali di ognuno e mortificante per la didattica che quotidianamente si fa nelle classi. Boicottare i test INVALSI vuol dire opporsi in prima persona al tentativo concreto di omologare le intelligenze e smantellare la scuola pubblica già distrutta da anni e anni di tagli ai fondi.  Lo Statuto delle Studentesse e degli Studenti della Scuola Secondaria  all’art.1 e 4 prevede che:</span></p>
<p><em><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">&#8220;Art. 1 (Vita della comunità scolastica)</span></em><br />
<em><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">4. La vita della comunità scolastica si basa sulla libertà di espressione, di pensiero, di coscienza </span></em></p>
<p><em><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">Art. 4 (Disciplina)</span></em><br />
<em><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">4. In nessun caso può essere sanzionata, né direttamente né indirettamente, la libera espressione di opinioni correttamente  manifestata e non lesiva dell&#8217;altrui personalità.&#8221;</span></em></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">Esprimere dissenso contro il modello di scuola che i test INVALSI vogliono imporci è un nostro diritto!</span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;"> IL </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">16 MAGGIO BOICOTTA I TEST INVALSI, DIFENDI I TUOI DIRITTI</span></p>
<ul>
<li><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">Il tuo prof ha valutato la tua prova INVALSI o minaccia di punirti se boicotti? </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">Non può farlo! scarica qui il modulo della </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;"><a class="downloadlink" href="/wp/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=Volantino-A3-12-ottobre-2012.png" title=" scaricato 117 volte" >Volantino-A3-12-ottobre-2012 (117)</a></span></li>
<li><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">informati &#8211; leggi e diffondi le <a class="downloadlink" href="/wp/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=libri_catasta_web-400x300.jpg" title=" scaricato 104 volte" >Libri Catasta Web-400x300 (104)</a></span></li>
<li><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">scarica e distribuisci il [Download not found]</span></li>
</ul>
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		<title>PISA &#8211; Verso il 16 maggio boicottiamo l&#039;INVALSI</title>
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		<pubDate>Thu, 09 May 2013 10:47:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>robertocampanelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[PISA &#8211; In vista delle tre date di somministrazione dei test invalsi, 7, 14 e 16 maggio, rispettivamente nelle scuole elementari, medie e superiori, studenti e professori di tutta Italia [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;"><span style="font-size: small;">PISA &#8211; In vista delle tre date di somministrazione dei test invalsi, 7, 14 e 16 maggio, rispettivamente nelle scuole elementari, medie e superiori, studenti e professori di tutta Italia si stanno mobilitando per contrastarli. </span></span></p>
<p><span style="font-size: small; font-family: 'trebuchet ms', geneva;"><a rel="attachment wp-att-5530" href="/sito/pisa-verso-il-16-maggio-boicottiamo-linvalsi/pisa/"><img class="alignleft size-medium wp-image-5530" title="pisa" src="/sito/wp-content/uploads/2013/05/pisa-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Anche nella città di Pisa gli studenti del collettivo Officina Cinque Punte – UdS Pisa si sono organizzati con un percorso che li ha visti impegnati su vari livelli: una foto-petizione per sfruttare al meglio il potere diffusivo dei social network, un&#8217;assemblea cittadina lanciata insieme ad altri gruppi e componenti della scuola per il 10 maggio, e la giornata conclusiva del 16 maggio con i boicottaggi.</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;"><span style="font-size: small;">Le iniziative della mattina del 16 maggio verranno organizzate principalmente dalle realtà del mondo della scuola con lo scopo di manifestare dentro e fuori gli istituti il nostro dissenso a questo tipo di valutazione. </span></span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;"><span style="font-size: small;">Questa disapprovazione è emersa anche dai risultati del Referendum Studentesco proposto lo scorso mese dalla Rete della Conoscenza. </span></span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;"><span style="font-size: small;">Infatti la maggioranza degli studenti che hanno partecipato al Referendum nel nostro territorio ritiene che sia necessario contrastare il metodo di valutazione dei test invalsi o trovarne uno nuovo e alternativo per valutare la scuola, che comprenda democraticamente tutte le componenti della scuola stessa. </span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;"><span style="font-size: small;">Fiduciosi di veder partecipare il maggior numero di studenti così da dimostrare ancora una volta, in modo forte e deciso che c&#8217;è la speranza di veder sparire per sempre i test invalsi, ci auspichiamo che questo sia veramente l&#8217;ultimo anno di questo inutile e dannoso spreco di soldi.</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;"><span style="font-size: small;">Chiunque sia interessato a prendere attivamente parte all&#8217;organizzazione di queste giornate a Pisa, contatti la pagina Facebook Officina 5punte o scriva all&#8217;indirizzo mail officinacinquepunte@gmail.com</span></span></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>REGGIO CALABRIA &#8211; Verso il 16 maggio stop INVALSI!</title>
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		<pubDate>Mon, 06 May 2013 13:09:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>robertocampanelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[REGGIO CALABRIA &#8211; Assemblea pubblica verso il 16 Maggio, Stop Invalsi. Ciò che vogliamo fare è costruire: ricostruire la nostra scuola, rimpossessarcene. Vogliamo fare noi ciò che i test Invalsi [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">REGGIO CALABRIA &#8211; Assemblea pubblica verso il 16 Maggio, Stop Invalsi. Ciò che vogliamo fare è costruire: ricostruire la nostra scuola, rimpossessarcene. Vogliamo fare noi ciò che i test Invalsi non possono assolutamente fare. Questo perchè è assurdo che un test standardizzato possa davvero valutare e ricostruire la scuola senza tenere conto delle differenze degli indirizzi scolastici, senza permettere agli studenti di esprimere le loro conoscenze, mirando solo a premiare con riconoscimenti e fondi in denaro le scuole GIA&#8217; AVVANTAGGIATE, creando quindi tra le scuole differenze di stampo classista. Il tutto in un contesto socio-economico in cui la scuola pubblica è già in ginocchio a causa di una crisi per la quale ripagare imprese e privati è diventato più importante dei diritti sociali e civili. Vogliamo protestare contro questo sistema malato, inutile e degenerante. <a rel="attachment wp-att-5503" href="/sito/reggio-calabria-verso-il-16-maggio-stop-invalsi/exam/"><img class="alignleft size-medium wp-image-5503" title="Exam" src="/sito/wp-content/uploads/2013/05/noinvalsi-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Vogliamo comunicare che gli studenti di Reggio Calabria rifiutano i test Invalsi, perchè non sono disposti a farsi &#8220;schedare&#8221; per favorire l&#8217;investimento delle classi dominanti su scuole privilegiate o private.Non accettiamo di sentirci dire che questo sistema di valutazione valuti il &#8220;merito&#8221; per poi &#8220;revisionare l&#8217;intero sistema scolastico nazionale&#8221;! Ma come? Buttando giù definitivamente chi è in difficoltà a causa dei tagli dovuti alla LORO crisi? Ormai conosciamo le loro bugie e le loro scusanti. Ma ciò che vogliamo fare non è solo rifiutare l&#8217;Invalsi e gridare un &#8220;NO!&#8221;: vogliamo costruire, o meglio, ricostruire la nostra scuola partendo dal basso, riprendercela. Recuperare una scuola pubblica che da troppo tempo ormai non sente più dentro di se la vera partecipazione attiva dei suoi studenti, vuol dire anche lavorare insieme ripartendo proprio dalle esigenze locali: ecco perchè, non appena finita la protesta contro gli Invalsi, si partirà immediatamente con una campagna regionale sul Diritto allo Studio, con la quale gli studenti agiranno intorno a temi quali libri scolastici, borse di studio e trasporti nel contesto attuale della regione Calabria, che sono alcuni tra i temi soggetti alle difficoltà e ai soprusi più eclatanti. Ecco dunque le parole d&#8217;ordine: partecipiamo, organizziamoci, lavoriamo insieme, RICOSTRUIAMO DAL BASSO ciò che stanno provando a portarci via, e che fanno finta di voler salvare con sistemi deleteri e criminali come il Sistema Nazionale di Valutazione e i test Invalsi. RIPRENDIAMOCI LA NOSTRA SCUOLA. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">Mercoledì 8 maggio, alle ore 16.00, presso la sede della FLC-CGIL (per info sull’ubicazione contattare Barbara Ambrogio 3494707037 o Manuele Panella 3409266377) l&#8217; Unione degli Studenti Reggio Calabria organizza la terza assemblea aperta per la costruzione della campagna di protesta contro i test Invalsi, “NON CI AVRETE MAI COME VOLETE VOI!”</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">NON CI AVRETE MAI COME VOLETE VOI! </span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>BARI &#8211; Approvato il comodato d&#039;uso per i libri</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Apr 2013 11:11:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>robertocampanelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[BARI &#8211; Abbiamo vinto una battaglia storica: la Giunta Comunale (qui la delibera) ha approvato per l&#8217;a.s. 2013/14 il comodato d&#8217;uso gratuito dei libri di testo per gli studenti frequentanti [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">BARI &#8211; Abbiamo vinto una battaglia storica: la Giunta Comunale (<a href="https://docs.google.com/file/d/0B6daN_PPRFI-TFRmSFR0UTg3ZVU/edit">qui la delibera</a>) ha approvato per l&#8217;a.s. 2013/14 il comodato d&#8217;uso gratuito dei libri di testo per gli studenti frequentanti le scuole superiori a Bari. </span> <span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">Oggi uno studente di primo superiore spende dai 400 ai 700 euro solo per l&#8217;acquisto dei libri scolastici, una somma alla quale va aggiunta quella necessaria per tutto il restante materiale scolastico: il caro-libri è infatti una d</span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">elle principali barriere fra gli studenti e l&#8217;accesso ai saperi. </span> <img class="alignleft size-medium wp-image-5444" title="dirittoallostudio" src="/sito/wp-content/uploads/2013/04/dirittoallostudio-300x109.gif" alt="" width="300" height="109" /> <span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">Nel corso degli ultimi anni, i limiti di spesa sono stati costantemente aumentati, rendendo spesso impossibile per gli studenti acquistare i libri di testo; i tagli sempre più pesanti e i finanziamenti sempre più bassi hanno impedito alle scuole di poter mettere in pratica misure per contrastare tale situazione.</span> <span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">Come Unione degli Studenti, organizziamo da anni mercatini del libro usato: in questo modo la spesa viene dimezzata, ma abbiamo sempre sostenuto che non potesse essere questa la soluzione definitiva, che le istituzioni dovessero intervenire.</span> <span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">La soluzione che proponevamo e che abbiamo oggi ottenuto è quella del comodato d&#8217;uso gratuito: è la scuola ad acquistare i libri di testo e a “prestarli” allo studente, che dovrà poi riconsegnarli alla fine dell&#8217;anno scolastico. </span> <span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">Gli stessi libri, l&#8217;anno successivo, arriveranno ad altri studenti: in questo modo non c&#8217;è solo un risparmio economico rilevante, ma anche meno spreco di carta, e, fra l&#8217;altro, l&#8217;abbattimento della logica individualista a favore di una visione più collettiva della scuola tutta, che passa anche dal semplice libro.</span> <span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">Il comodato d&#8217;uso è “solo una parte di quello che ci spetta”, una prima vittoria verso il totale abbattimento delle barriere per l&#8217;accesso al mondo della formazione, per un diritto allo studio reale, per una scuola davvero pubblica e aperta a tutti.</span> <span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">Unione degli Studenti Bari</span></p>
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		<title>BARI &#8211; Striscioni nelle scuole per il referendum studentesco</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Apr 2013 13:09:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>robertocampanelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti degli studenti]]></category>
		<category><![CDATA[Iniziative]]></category>
		<category><![CDATA[News dai Territori]]></category>
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		<description><![CDATA[Questa mattina in 5 scuole superiori di Bari (Fermi, Salvemini, Flacco, Elena di Savoia, Majorana), al Politecnico e all&#8217;Ateneo gli studenti hanno calato degli striscioni che recitano: “Diamo voce alle nostre [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">Questa mattina in 5 scuole superiori di Bari (Fermi, Salvemini, Flacco, Elena di Savoia, Majorana), al Politecnico e all&#8217;Ateneo gli studenti hanno calato degli striscioni che recitano: “Diamo voce alle nostre idee – partecipa al referendum studentesco”.</span></p>

<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">In tutte le scuole e le università italiane, dal 15 aprile è iniziata la consultazione studentesca lanciata dalla Rete della Conoscenza per rimettere al centro del dibattito pubblico temi quali il futuro, il diritto allo studio, il welfare, per allargare al massimo la partecipazione in una fase politica nella quale proprio questa sembra essere la grande assente. La consultazione consiste quindi in un questionario con 7 domande proprio riguardo i temi citati, da sottoporre a tutte le studentesse e gli studenti di scuole e università.</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">Pensiamo che in tempo di crisi più che mai l&#8217;istruzione debba essere una priorità, quando invece avvertiamo che non se ne parla affatto, e il dibattito politico si schiaccia esclusivamente sulla “casta”.</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">“Vogliamo essere noi, studentesse e studenti”, dichiara Nicolò Ceci dell&#8217;Uds Bari, “i primi a poterci esprimere su temi che ci riguardano in prima persona. Siamo stanchi di assistere allo smantellamento della scuola e dell&#8217;università, vogliamo un mondo della conoscenza che corrisponda alle nostre esigenze: dal diritto allo studio, alla didattica, all&#8217;edilizia scolastica.”</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">Fino al 25 aprile sarà possibile partecipare alla consultazione.</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">DIAMO VOCE ALLE NOSTRE IDEE!</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">Rete della Conoscenza Bari</span></p>
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		<title>STUDENTI IN STAGE &#8211; Aumentano gli studenti in stage ma i diritti rimangono inesistenti</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Apr 2013 10:55:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>saravallerani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti degli studenti]]></category>
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		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola]]></category>
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		<description><![CDATA[Risposta all&#8217;articolo di Repubblica del 10/4/2013 ( http://www.repubblica.it/scuola/2013/04/10/news/scuola_lavoro-56355745/ ) Negli ultimi anni il numero degli studenti che ha passato gran parte del proprio orario scolastico in un ambiente lavorativo, secondo quanto [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva; font-size: small;">Risposta all&#8217;articolo di Repubblica del 10/4/2013</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva; font-size: small;">( <a href="http://www.repubblica.it/scuola/2013/04/10/news/scuola_lavoro-56355745/">http://www.repubblica.it/scuola/2013/04/10/news/scuola_lavoro-56355745/</a> )</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva; font-size: small;">Negli ultimi anni il numero degli studenti che ha passato gran parte del proprio orario scolastico in un ambiente lavorativo, secondo quanto previsto dall&#8217;alternanza scuola – lavoro, è cresciuto costantemente.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva; font-size: small;">L&#8217;alternanza scuola – lavoro (la terza area), lanciata dall&#8217;allora ministro dell&#8217;Istruzione Moratti, sembra che stia vivendo una nuova primavera.</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;"><span style="font-size: small;">Sempre più studenti intraprendono stage “formativi” nelle aziende e le scuole sembrano essere entusiaste degli esiti di queste esperienze, d<span style="color: #222222;">ai poco più di 90mila del 2010/2011 si è passati agli oltre 189mila del 2011/2012, con un incremento del 110 per cento. </span></span><span style="font-size: small;">Numerosi presidi hanno espresso preoccupazione, la crisi economica si fa sentire e le aziende sembrano sempre meno propense a trovare accordi con le scuole per la programmazione di stage volti alla “formazione” degli studenti.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva; font-size: small;">Tutta l&#8217;indagine sui numeri degli studenti impegnati negli stage o i rapporti tra scuole e aziende sembra non tener conto di uno dei problemi principali: i diritti degli studentesse e degli studenti.</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva; font-size: small;">Il soggetto in formazione viene catapultato nel mondo del lavoro e dovrebbe essere sotto il controllo di un tutor interno, un docente dell&#8217;istituto, e di un tutor esterno, supervisore appartenente all&#8217;azienda.</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva; font-size: small;">Durante gli stage gli studenti non sono tutelati né dallo Statuto delle studentesse e degli studenti, né dallo Statuto dei Lavoratori, non sono considerati come assunti secondo un regolare contratto, quindi non vengono garantite né il rimborso spese, né la remunerazione.</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;"><span style="font-size: small;">I tutor spesso sono assenti poiché costretti a seguire un numero eccessivo di studenti, questo comporta un rapporto estremamente superficiale tra studente e tutor che ha enormi conseguenze sul valore formativo di uno stage. E&#8217; necessario infatti che tra studenti e tutor vi sia un confronto costante. </span><span style="font-size: small;">Inoltre con i tagli apportati dalla legge 133/08 le ore di flessibilità legate alla formazione professionale sono aumentate a discapito di quelle trascorse a scuola.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva; font-size: small;">Per questo noi da anni lottiamo per far si che in tutte le scuole venga approvato lo Statuto delle studentesse e degli studenti in stage, il quale garantisce i diritti basilari a tutti gli studenti che frequentano stage e momenti formativi all&#8217;interno delle aziende.</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva; font-size: small;">Lo statuto prevede che le aziende abbiano una copertura assicurativa totale per gli studenti, a differenza dell&#8217;attuale sistema di assicurazioni che prevede la copertura solo per danni permanenti o in caso di morte.</span></p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-5352" title="stage" src="/sito/wp-content/uploads/2013/04/stage-300x282.jpg" alt="" width="300" height="282" /></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;"><span style="font-size: small;">Questo è uno strumento fondamentale per far si che gli stage divengano realmente dei momenti formativi e non una possibilità per le aziende di sfruttare gli studenti e le studentesse che intraprendono uno stage. </span><span style="font-size: small;">Quando uno studente intraprende uno stage deve essere garantito il rimborso spese, per far si che non possano parteciparvi solo chi può permetterselo.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva; font-size: small;">Un&#8217;indagine rivela che però a causa della crisi sarà più difficile trovare aziende disponibili a programmare con le scuole gli stage formativi.</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;"><span style="font-size: small;">Lo stage è un momento fondamentale per la formazione degli studenti, anche se spesso non funziona e gli studenti tornano a scuola senza aver realmente appreso qualcosa. </span><span style="font-size: small;">La sensazione che uno studente ha  è quella di essere stati più utili all&#8217;azienda rispetto a quanto l&#8217;azienda è stata formativa per lo studente. Questo rapporto deve essere invertito il prima possibile.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva; font-size: small;">La battaglia per la difesa dei diritti degli studenti e delle studentesse in stage è prioritaria e fondamentale, in quanto sempre più studenti si trovano ad essere sfruttati dall&#8217;azienda, senza essere tutelati, trovandosi catapultati nel mercato del lavoro. </span></p>
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		<title>Italia fanalino di coda sulla spesa in scuola e cultura</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Apr 2013 10:46:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>robertocampanelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti degli studenti]]></category>
		<category><![CDATA[Diritto allo studio]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>
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		<description><![CDATA[da ansa.it &#8211; L&#8217;Italia è all&#8217;ultimo posto in Europa per percentuale di spesa pubblica destinata alla cultura (1,1% a fronte del 2,2% dell&#8217;Ue a 27) e al penultimo posto, seguita [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">da ansa.it &#8211; L&#8217;Italia è all&#8217;ultimo posto in Europa per percentuale di spesa pubblica destinata alla cultura (1,1% a fronte del 2,2% dell&#8217;Ue a 27) e al penultimo posto, seguita solo dalla Grecia, per percentuale di spesa in istruzione (l&#8217;8,5% a fronte del 10,9% dell&#8217;Ue a 27). E&#8217; quanto emerge da uno studio pubblicato da Eurostat che compara la spesa pubblica nel 2011.</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">Secondo l&#8217;Istituto di statistica europeo in Italia è più alta la percentuale di spesa per i servizi pubblici generali (che comprendono gli interessi sul debito pubblico) con il 17,3% a fronte del 13,5% medio dell&#8217;Ue a 27 (in Grecia questa voce pesa per il 24,6% su tutta la spesa pubblica). La spesa per protezione sociale in Italia è invece ancora superiore a quella Ue a 27 con il 41% della spesa pubblica complessiva a fronte del 39,9%. La protezione sociale nel nostro Paese resta però sbilanciata su quella per le pensioni mentre arranca la<a rel="attachment wp-att-5301" href="/sito/italia-fanalino-coda-spesa-scuola-cultura/study/"><img class="alignleft size-medium wp-image-5301" title="study" src="/sito/wp-content/uploads/2013/04/study-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a> spesa per coloro che perdono il lavoro, per la casa e l&#8217;esclusione sociale. L&#8217;Italia spende il 3% della sua spesa pubblica per la difesa (in linea con l&#8217;Ue a 27) e il 4% per l&#8217;ordine pubblico (3,9% la media europea). Per la sanità pubblica il nostro Paese spende leggermente meno della media Ue a 27 (il 14,7% contro il 14,9%). Nel complesso, scrive Eurostat, la spesa pubblica complessiva nel 2011 è stata pari al 49,1% del Pil. Tra il 2010 e il 2011 la spesa è diminuita per tutte le voci ad eccezione dei servizi pubblici generali cresciuti di molto a causa del peso degli interessi. Nel complesso protezione sociale e sanità concentrano quasi il 55% del totale della spesa pubblica. Se si guarda al Pil la spesa per sanità e protezione sociale è rimasta stabile al 25% del Pil dal 2002 al 2008 per poi saltare al 27,6% nel 2009 (a causa del calo del reddito). Nel 2011 era al 26,9% in calo rispetto al 27,4% del 2010. In Italia la percentuale sul Pil della spesa per sanità e protezione sociale é passata dal 23,9% del 2002 al 29,9% con un aumento di quattro punti percentuali. La percentuale è inferiore alla Francia (32,2%) ma superiore alla Germania (26,6%). Per la sola protezione sociale l&#8217;Italia ha speso nel 2011 il 20,5% del Pil (19,6% la media Ue a 27, il 20,2% l&#8217;Ue a 17) pari a 5.322 euro per abitante. In Danimarca per la protezione sociale si spende il 25,2% del Pil pari, grazie a un pil pro capite più alto, a 10.892 euro per abitante. In Germania, sempre per la protezione sociale, si spende il 19,6% del Pil, pari a 6.215 euro per abitante. In Francia si spende il 23,9% del PIl con 7.306 euro per abitante. Se invece si guarda solo alla cultura l&#8217;Italia con il suo 1,1% di spesa pubblica dedicata a questa voce è superata dalla Grecia (1,2%) e da tutti gli altri Paesi dell&#8217;Ue a 27 con la Germania all&#8217;1,8%, la Francia al 2,5% e il Regno Unito al 2,1%.</span></p>
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		<title>IL 15 APRILE PARTE IL REFERENDUM NAZIONALE STUDENTESCO. VOTA E DECIDI IL TUO FUTURO!</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Apr 2013 14:48:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>danilolampis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nello stallo politico che stiamo vivendo, caratterizzato da dibattiti politicisti sulle alleanze e scambi di accuse conditi da sparate demagogiche che nulla hanno a che vedere con il disagio sociale [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Nello stallo politico che stiamo vivendo, caratterizzato da dibattiti politicisti sulle alleanze e scambi di accuse conditi da sparate demagogiche che nulla hanno a che vedere con il disagio sociale e le istanze dei movimenti che hanno attraversato il Paese negli scorsi anni, abbiamo deciso che è ora di riprenderci la parola. Non c&#8217;è più tempo per aspettare, bisogna riattivare i meccanismi democratici e la partecipazione politica dal basso. Abbiamo individuato 7 temi sui quali si potranno esprimere, in un grande processo politico reale, le studentesse e gli studenti di questo Paese: diritti e futuro, autonomia e democrazia, reddito di formazione, diritto allo studio, stage e tirocini, accesso all&#8217;università, valutazione (AVA e Invalsi). Dal 15 al 25 Aprile in centinaia di scuole e università italiane, nonché sul sito <a href="http://referendumstudentesco.it/" target="_blank">referendumstudentesco.it</a>, sarà possibile esprimere un&#8217;opinione sulle questioni prioritarie per il nostro futuro di studenti e cittadini. Per quanto riguarda le scuole, questa è anche l&#8217;occasione di riscoprire una norma spesso dimenticata, l&#8217;articolo 2 comma 5 dello Statuto delle Studentesse e degli Studenti, che prevede il diritto alla consultazione degli studenti delle scuole superiori. Alzare la voce gridando che non c&#8217;è più tempo, sperimentare nuove forme di partecipazione democratica e informata alla vita di scuole e università, e della società in generale, è oggi l&#8217;unica vera arma in mano alle studentesse e agli studenti di questo Paese per riaprire il dibattito sui saperi come vettore di emancipazione, su scuola e università come motori del cambiamento che vogliamo vedere nella società, sul diritto allo studio come diritto di cittadinanza.</p>
<div>Partecipa anche tu! Porta il referendum nella tua scuola o nella tua università: scopri come su <a href="http://www.referendumstudentesco.it/index.php/come-partecipare/" target="_blank">www.referendumstudentesco.it/index.php/come-partecipare/</a></div>
<p><a rel="attachment wp-att-5262" href="/sito/il-15-aprile-parte-il-referendum-nazionale-studentesco-vota-e-decidi-il-tuo-futuro/orizzontale-2/"><img class="alignleft size-large wp-image-5262" title="orizzontale" src="/sito/wp-content/uploads/2013/04/orizzontale1-600x424.png" alt="" width="600" height="424" /></a></p>
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