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	<title>UDS - Unione Degli Studenti &#187; Scuola</title>
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	<description>Sindacato Studentesco</description>
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		<title>NIGERIA &#8211; No al terrorismo nelle scuole!</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Jul 2013 13:11:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>danilolampis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Rete della Conoscenza apprende con sgomento la notizia dell&#8217;attacco terroristico alla scuola di Mamudu in Nigeria, nel quale hanno perso la vita 42 persone tra studenti e personale della [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>
<div dir="ltr">
<p>La Rete della Conoscenza apprende con sgomento la notizia dell&#8217;attacco terroristico alla scuola di Mamudu in Nigeria, nel quale hanno perso la vita 42 persone tra studenti e personale della scuola. Nella regione, in cui si scontrano etnie cristiane e musulmane, vi sono già stati 209 attacchi a luoghi della formazione. La Rete Della Conoscenza intende fare una riflessione ampia sulle potenzialità della scuola e della formazione, considerando le scuole “zone franche” da tutelare e valorizzare. I luoghi della formazione, infatti, non possono essere utilizzate e attaccate per lotte etniche e religiose, ma devono diventare luoghi di inizio di un processo di multiculturalismo e pluralismo di idee. Occorre cominciare dalle scuole, infatti, processi di convivenza pacifica, condivisione e confronto, tutelando la necessità di una educazione alla conoscenza dell&#8217;altro ed alla cittadinanza attiva. Attaccare le scuole significa attaccare gli unici luoghi che possono diventare officina di idee per una risoluzione sociale del conflitto e per sperimentare pratiche di crescita laica, multiculturale e collettiva.</p>
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		<title>Nuovo regolamento test d&#8217;ingresso all&#8217;università: i problemi restano gli stessi</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Jun 2013 14:30:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>carmenguarino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nella giornata di ieri e&#8217; stato pubblicato il nuovo Decreto Ministeriale n. 449/13 che definisce le modalità di svolgimento delle prove di ammissione per i corsi di laurea a numero [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Nella giornata di ieri e&#8217; stato pubblicato il nuovo Decreto Ministeriale n. 449/13 che definisce le modalità di svolgimento delle prove di ammissione per i corsi di laurea a numero chiuso e programmato.</p>
<hr id="system-readmore" />
<p>Riteniamo un&#8217;importante conquista lo slittamento ufficiale dei test da luglio a settembre e non possiamo che addebitare questo passo avanti alle pesanti critiche e alle iniziative messe in campo dalle studentesse e dagli studenti in tutta Italia, purtroppo pero&#8217; il decreto è riuscito solo ad ammorbidire il perverso meccanismo dei c.d. &#8220;punti bonus&#8221; senza risolvere il problema.</p>
<p>E&#8217; stata, infatti, superata la ripartizione dei 4, 6, 8, 10 punti e si modificano la base del calcolo dei bonus che verra&#8217; individuata all&#8217;interno delle commissioni dove si sostiene l&#8217;esame e non piu&#8217; sulla base dei voti dell&#8217;intera scuola nell&#8217;anno precedente.<br />
Questo sistema continuerà ad essere foriero di disparità: a parità di voto gli studenti della stessa scuola potrebbero vedersi attribuire dalle diverse commissioni punteggi diversi. Non si limita in questo modo il rischio di ingiustizie, le quali possono essere effettivamente eliminate solo prendendo in considerazione l&#8217;intero percorso formativo, o quanto meno i risultati dell&#8217;ultimo triennio, e non il solo esame di maturita&#8217; che presenta ad oggi innumerevoli criticità.&#8221;</p>
<p>Ci domandiamo inoltre se il termine di soli 4 giorni, previsto dal <a href="http://attiministeriali.miur.it/media/222171/allegati.pdf">punto 12 dell&#8217;Allegato n.2</a> del <a href="http://attiministeriali.miur.it/anno-2013/giugno/dm-12062013.aspx">D.M. 449/13</a>, per formalizzare l&#8217;immatricolazione a seguito della definizione della graduatoria nazionale prevista per il 30 Settembre, non sia troppo esiguo anche e soprattutto a fronte della certa esclusione in caso di ritardo.</p>
<p>Lo stesso problema riguarderà anche l&#8217;accesso ai bandi regionali per il diritto allo studio per le matricole assegnate, tramite il bando nazionale, ad un ateneo differente (indicato come seconda scelta) da quello in cui gli studenti hanno effettuato richiesta per ottenere la borsa di studio. Dalle prime verifiche effettuate, infatti, le agenzie regionali per il diritto allo studio e gli atenei si stanno organizzando in totale autonomia, con procedure differenti da regione a regione, senza garantire quindi nessuna tutela per gli studenti.</p>
<p>Crediamo che le suddette problematiche sono quelle più visibili, ma le disparita&#8217; e difficolta&#8217; logistiche non potranno essere risolte completamente se nonaffrontando con franchezza l&#8217;ingiusto sistema delle barriere all&#8217;accesso e del numero chiuso che rappresenta ad oggi per tante e tanti l&#8217;impossibilità di scegliere liberamente il proprio percorso di studio e di vita.</p>
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		<title>In 3^media è il ceto a decidere che scuola superiore farai.</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Jun 2013 18:03:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>carmenguarino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[tratto da www.linkiesta.it Stella (tutti i nomi sono di fantasia ndr) ha 14 anni e siede a un banco della Scuola media Arcadia del Gratosoglio, estrema periferia Sud di Milano. [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>tratto da <a href="http://www.linkiesta.it/come-scegliere-la-scuola-superiore">www.linkiesta.it </a></p>
<p>Stella (tutti i nomi sono di fantasia ndr) ha 14 anni e siede a un banco della Scuola media Arcadia del Gratosoglio, estrema periferia Sud di Milano. «L’anno prossimo andrò al liceo scientifico. Mi piacciono matematica e scienza e da grande voglio lavorare come guardia parco, oppure veterinaria». La professoressa di Lettere Rosa Donatacci, che ha coordinato le attività di orientamento della scuola, spiega invece che il consiglio orientativo per Stella, mamma baby sitter a ore e papà impiegato con la licenza media, era diverso. «Noi insegnanti e la mamma di Stella avremmo preferito piuttosto un liceo delle scienze umane all’Agnesi. Stella è brava ma è anche molto empatica, e quella è la stessa scuola frequentata da sua madre».</p>
<p>Nella classe della scuola media del Gratosoglio, su 16 ragazzi presenti, quasi tutti figli di operai, artigiani, casalinghe e commercianti, solo cinque frequenteranno l’anno prossimo lo scientifico, nessuno il classico, tre il linguistico, altri tre un istituto tecnico e cinque una scuola di formazione professionale (Cfp). Luca, figlio di due ingegneri, andrà allo scientifico. Romina, papà idraulico, mamma al lavoro in una mensa, farà il Cfp.</p>
<p>Piazza Ascoli, non troppo distante da Porta Venezia, Milano. Al terzo piano della Scuola Tiepolo, tra i banchi di una delle terze c’è anche Carlo. Ha la stessa età di Stella, ma genitori entrambi architetti con uno studio in proprio. «Carlo», racconta la professoressa di Lettere Silveria Schiavo, «non studia molto, spesso non fa i compiti o dimentica il materiale. Per questo, di fronte alla preferenza dei genitori per un liceo classico, abbiamo piuttosto consigliato un liceo delle scienze umane». E invece, l’anno prossimo Carlo andrà al Parini, lo storico liceo classico milanese. «I miei genitori mi dicono che pone le basi, apre molte strade, dà più sbocchi professionali. Quando loro devono scegliere i tirocinanti preferiscono quelli che hanno fatto il classico o lo scientifico perché hanno più preparazione».</p>
<p>Su 28 ragazzi in aula, quasi tutti figli di professionisti, insegnanti universitari e dirigenti, 23 si divideranno tra classico e scientifico, due hanno scelto il linguistico, solo tre faranno un istituto tecnico, uno il professionale. Caterina ad esempio farà ragioneria. «I suoi genitori hanno una grossa pasticceria, e potrà dare una mano nell’amministrativo», spiega l’insegnante.</p>
<p>A 14 anni i giovani italiani di domani si preparano ad entrare nel terzo ciclo di istruzione scolastica. Finite elementari e medie, devono decidere a quale ciclo di scuola superiore iscriversi. Ed è in questo primo snodo che l’Italia misura la sua capacità di offrire pari opportunità educative agli studenti e fare della scuola un luogo in cui appianare le disparità sociali.</p>
<p>Ma basta entrare in una qualsiasi terza media del centro o una della periferia milanese per accorgersi che ancora oggi, nella maggior parte dei casi, «il destino scolastico futuro degli alunni viene progressivamente segnato dalle origini sociali, delle quali non portano alcuna responsabilità». È il commento del professor Daniele Checchi, docente di Economia politica dell’Università degli studi di Milano a margine di una delle numerose ricerche dedicate al tema, con cui ha mostrato, tra le altre cose, che gli insegnanti sono i primi a farsi influenzare dalla classe sociale di appartenenza del ragazzo nei consigli orientativi. Il tutto in un sistema di istruzione secondaria diviso per indirizzi ben distinti tra loro e dove la scelta della “filiera”, come la definisce Checchi, (generalista, accademica e professionale) avviene tra i 13 e i 14 anni, «un’età in cui l’influenza dei genitori è ancora forte».</p>
<p>Nel 2008 ha studiato un campione di studenti lombardi di terza media. E ha analizzato l’influenza di tre fattori sulla scelta della scuola superiore: background familiare, competenze e voti, contesto sociale. Lo ha fatto in tutte e tre le fasi della scelta: il momento dell’orientamento scolastico, la preiscrizione (ora non c’è più) e l’iscrizione definitiva. Si è accorto, ad esempio, che già nella fase di orientamento, «gli insegnanti nel formulare i loro consigli non si limitano ad una valutazione delle risultanze scolastiche oggettive dei ragazzi (come risulterebbe dai voti e dai test attitudinali), ma tengono anche conto della famiglia di provenienza». Cioè, sono gli stessi insegnanti ad essere per primi sensibili «alle pressioni direttamente o indirettamente provenienti dall’ambiente circostante». Del fenomeno, Checci propone due letture. Una positiva, che vede gli insegnanti «preoccupati che le famiglie non riescono fornire il supporto economico necessario a intraprendere carriere più lunghe e rischiose», l’altra, negativa, è che gli insegnanti assecondano troppo le aspirazioni dei genitori.</p>
<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-5677" href="/sito/in-3media-e-il-ceto-a-decidere-che-scuola-superiore-farai/effetto_marginale_istruzione_genitori/"><img class="size-full wp-image-5677 aligncenter" title="effetto_marginale_istruzione_genitori" src="/sito/wp-content/uploads/2013/06/effetto_marginale_istruzione_genitori.png" alt="" width="768" height="862" /></a></p>
<p>Dal grafico «si nota che il figlio di un genitore laureato ha una probabilità nulla di ricevere un orientamento verso la formazione professionale e molto raramente (meno del 10%) una indicazione di un istituto di formazione professionale. È invece possibile l’opposto: il figlio di genitori analfabeti (che sono meno del 2% del campione) ha una probabilità su cinque di ricevere l’indicazione di un liceo».</p>
<p>Valutando il peso delle competenze dei ragazzi nei consigli di orientamento dei professori, Checchi sottolinea come «un buon possesso delle competenze dei ragazzi risulta cruciale nel differenziare la carriera: la probabilità dell’orientamento verso la formazione professionale declina con il crescere delle competenze, mentre si accresce inversamente la probabilità di essere indirizzati verso i licei». Eppure, sottolinea il professore, «anche in questo caso il titolo di studio dei genitori continua a rimanere rilevante».</p>
<p>Al momento della preiscrizione, «notiamo &#8211; spiega Daniele Checchi &#8211; che sia i figli di genitori laureati che i figli di genitori che hanno completato l’obbligo tendono ad essere spinti all’insù, probabilmente per motivazioni differenti: i figli dei genitori con l’obbligo ricevono una pressione legata al desiderio del “riscatto sociale” per una scolarità mancata nella generazione dei genitori; i figli dei genitori laureati invece vengono spinti dall’idea che l’ambiente familiare possa compensare un eventuale scarso risultato scolastico». Ritornando alla Figura 1, è possibile notare come in fase di preiscrizione e di iscrizione, l’effetto familiare «estremizza» le decisioni, «alzando sia la probabilità di scegliere una scuola di formazione professionale che di scegliere un liceo».</p>
<p>«Possiamo quindi parlare di un sistema scolastico efficace nel selezionare gli individui verso le carriere scolastico-lavorative più adeguate alla loro preparazione?», si chiede Checchi. La risposta è negativa. «La scelta di indirizzo degli studenti parte da una allocazione poco oggettiva derivata dall’orientamento degli insegnanti e viene ulteriormente distorta (in senso di rafforzamento della componente familiare) nelle scelte di preiscrizione dei figli». Un destino, quello scolastico, «segnato progressivamente dalle origini sociali, che si riflettono «nella diversa disponibilità ad intraprendere carriere scolastiche più o meno esposte al rischio di fallimento». «La ricerca accademica mostra come la ricchezza familiare continui ad essere un fattore determinante nelle scelte scolastiche, in quanto le famiglie più ricche sono caratterizzate da una minore avversione al rischio».</p>
<p>Il professor Francesco dell’Oro, responsabile del Servizio Orientamento del comune di Milano, offre un dato su tutti. Tra le 584 richieste di aiuto di ragazzini delle scuole superiori ricevute nell’ultimo anno dal suo ufficio, il 56 per cento proveniva dai licei classico e scientifico. Adolescenti desiderosi di cambiare indirizzo scolastico. «O i ragazzi fanno scelte non consapevoli &#8211; commenta Dell’Oro &#8211; oppure i genitori fanno troppe pressioni. Mi accorgo che spesso è vera la seconda, soprattutto quando si tratta di professionisti: ingegneri, medici, i più in difficoltà nell’accettare per i figli un corso di studi diverso dal liceo classico o scientifico e prevenuti addirittura anche verso i licei delle scienze umane».</p>
<p>«Si considerano gli istituti tecnici scuole di serie b. Ed è un paradosso. Perché chi ha un livello culturale medio-alto, dovrebbe avere l’apertura mentale sufficiente a uscire da un sistema di gerarchie scolastiche del tutto opinabile. Anche gli istituti tecnici, se fatti bene, offrono la preparazione necessaria per frequentare l’università».<br />
Piuttosto, precisa il professore, è il tasso di abbandono scolastico a dimostrare le disuguaglianze di opportunità educative che ancora permangono nella scuola italiana. E a mostrare che la scuola, per come è fatta, non funziona. Dell’Oro cita il rapporto Noi Italia 2013 dell’Istat, dove emerge che il 18,2 per cento dei 18-24enni ha abbandonato gli studi prima di conseguire il titolo di scuola media superiore, contro il 13,5 per cento dei paesi Ue (il dato si riferisce al 2013).</p>
<p>Sempre secondo l’Istat, Annuario statistico italiano 2012, a conclusione del secondo ciclo di istruzione, il 97,9 per cento degli studenti ammessi a sostenere l’esame di Stato consegue il diploma di istruzione secondaria superiore nel 2010. Ma la riuscita all’esame di Stato è più elevata tra gli studenti dei licei classici e scientiﬁci (99,1 e 99,0 per cento), mentre è più bassa tra gli studenti dei licei linguistici (95,2 per cento), degli istituti tecnici (97,0 per cento) e degli istituti professionali (97,1 per cento).</p>
<p>«La scuola non deve essere pensata solo per i più bravi», incalza Dell’Oro, «deve riuscire ad accompagnare fino alla fine del percorso anche i mediocri. Ma il nostro sistema, così imbrigliato in una rigida divisione delle materie, non aiuta i ragazzi a scoprire passioni e capacità. Per questo servirebbe almeno un intero anno orientativo, in cui ciascuno si metta alla prova in più materie, per scoprire con maggiore autonomia dai genitori il percorso più adatto. Altrimenti, alle superiori continueremo a registrare un forte disagio scolastico», chiude Dell’Oro.</p>
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		<title>Esami di Stato, arriva il bonus maturità: ecco la guida!</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Jun 2013 09:01:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>robertocampanelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gli esami di stato si avvicinano e anche quest&#8217;anno decine di migliaia di studentesse e studenti si scontreranno con prove, colloqui, punteggi e si avvieranno verso l&#8217;università. Per non lasciati [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">Gli esami di stato si avvicinano e anche quest&#8217;anno decine di migliaia di studentesse e studenti si scontreranno con prove, colloqui, punteggi e si avvieranno verso l&#8217;università.</span> <span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva; text-align: justify;">Per non lasciati solo abbiamo predisposto una guida in cui troverai la linea del tempo degli esami di stato, info utili sulle normative vigenti, sulle commissioni, sui punteggi delle prove, link utili alle prove degli esami di stato degli anni passati, ma troverai anche informazioni su come svolgere il saggio breve, come fare l&#8217;analisi del testo o in cosa consiste la terza prova, com&#8217;è strutturato il colloquio orale e soprattutto il famigerato &#8220;bonus di maturità&#8221; che entra da quest&#8217;anno in vigore. In seguito al riordino dei test d&#8217;ingresso abbiamo predisposto una sezione sull&#8217;accesso all&#8217;università nella quale specifichiamo cosa significa numero aperto, cos&#8217;è il numero chiuso e come sono cambiati i test d&#8217;ingresso nazionali per architettura, medicina ed odontoiatria, professioni sanitarie e veterinaria.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">Il grande cambiamento di quest&#8217;anno connesso ai test d&#8217;ingresso riguarda il &#8220;bonus maturità&#8221;, Di cosa si tratta? È un punteggio aggiuntivo al voto di maturità, che non viene conteggiato nei 100 punti massimi assegnati per l&#8217;esame di stato, ma viene assegnato come aggiunta per il punteggio sul test d&#8217;ingresso per il test di architettura, medicina ed odontoiatria, professioni sanitarie e veterinaria. Per queste quattro facoltà il punteggio massimo di 90 punti sarà integrato con un punteggio che va da 4 a 10.  Tale punteggio viene assegnato solo a coloro i quali hanno raggiunto un punteggio minimo di 80/100 e viene calcolato in base ad equazione legata ai percentili degli anni precedenti. Per chiarezza, se si dice che la prova d’esame di uno studente è al 90° percentile, si indica che ha fatto meglio del 90% dei suoi coetanei.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><script src="http://e.issuu.com/embed.js" type="text/javascript"></script><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">Nonostante il bonus sembri nascere come una forma di incentivo per le scuole che si trovano in contesti disagiati, per favorire l&#8217;accesso degli studenti e delle studentesse di quegli istituti nelle facoltà a numero programmato, risulta fallace in numerosi, primo su tutti il fatto che il percorso di studi precedente non può diventare escludente per un percorso successivo, in quanto la valutazione stessa non potrà mai essere un elemento oggettivo.</span> <span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">Il vero problema è che il numero chiuso è una barriera di per se all&#8217;accesso libero all&#8217;università, e in quanto tale ogni regolamento varato all&#8217;interno di questo sistema risulterà ugualmente limitante. Questa idea è confermata dai risultati del </span><a style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;" href="http://issuu.com/retedellaconoscenza/docs/diritti_al_futuro____presentazione_dati_consultazi" target="_blank">referendum studentesco</a><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;"> condotto questa primavera. Ribadiamo ancora una volta la nostra contrarietà rispetto a tutte le forme costituenti una barriera al libero accesso ai saperi. Non si può legare la possibilità di un successo formativo alla media di voto delle superiori, né tanto meno a dei percentili.</span> <span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">Scopri di più sulla guida!</span> <span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">In bocca al lupo a tutte e tutti!</span></p>
<div style="text-align: justify;">
<ul>
<li><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;"><a style="font-size: large; font-family: 'trebuchet ms', geneva;" href="http://issuu.com/retedellaconoscenza/docs/guida_maturita">CLICCA QUI per leggere la guida</a></span></li>
<li><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;"><a style="font-size: large; font-family: 'trebuchet ms', geneva;" href="http://clicca%20qui%20per%20sapere%20chi%20saranno%20i%20tuoi%20commissari%20esterni%21/">CLICCA QUI per sapere chi saranno i tuoi commissari esterni!</a></span></li>
</ul>
</div>
<p>< style="width: 525px; height: 525px;" class="issuuembed"><script type="text/javascript" src="http://e.issuu.com/embed.js" async="true"></script></p>
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		<title>Salviamo il TPL, ci stanno lasciando a piedi!</title>
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		<pubDate>Wed, 29 May 2013 15:49:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>robertocampanelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[SALERNO &#8211; Venerdì 31 maggio 2013 verranno decise, per l&#8217;ennesima volta, le sorti del CSTP e quindi dell&#8217;intero trasporto pubblico locale su gomma. Ci troviamo, dopo anni dall&#8217;inizio della crisi [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">SALERNO &#8211; Venerdì 31 maggio 2013 verranno decise, per l&#8217;ennesima volta, le sorti del CSTP e quindi dell&#8217;intero trasporto pubblico locale su gomma. Ci troviamo, dopo anni dall&#8217;inizio della crisi del TPL, ancora ad un punto critico: un&#8217;altra assemblea dei soci per decidere, ancora una volta, se ricapitalizzare o meno l&#8217;azienda. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">Noi studenti crediamo che tutto ciò sia inaccettabile, che dopo anni di trattative e sacrifici soprattutto da parte dei lavoratori (tra licenziamenti e contratti di solidarietà) si debba ancora discutere di una decisione che sembrava essere stata già presa. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">Questo è l&#8217;ennesimo tassello di una crisi globale dei trasporti che non interessa soltanto il nostro territorio, ma tutta la Campania e l&#8217;intera nazione in generale.</span> <span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">E&#8217; assurdo che mentre il Comune festeggia per la (possibile) apertura della Metro, ci troviamo appiedati da un trasporto su gomma che non riesce a funzionare in modo adeguato: le linee vengono tagliate e ridotte, la manutenzione è praticamente assente, ecc.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">E tutto ciò per meri interessi politici ed economici! Noi studenti crediamo che debba esserci una svolta nel TPL, un cambiamento che parta dal basso per creare un sistema di trasporti pubblici efficiente, che sia di reale utilità per la popolazione studentesca e non. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;"> </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">Ci troviamo in un contesto in cui il libero accesso ai saperi non è garantito non solo dalle barriere economiche che incontriamo continuamente, ma anche dalla totale assenza di un trasporto che ci permetta di raggiungere i luoghi del sapere! </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">A causa della crisi del trasporto pubblico sempre più studenti non riescono a raggiungere i luoghi di formazione in orario, è questo è un dato allarmante! Si rischia di tarpare le ali all&#8217;unica vera risorsa di questa città: i giovani. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;"> </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">Per questo noi studenti scenderemo in Piazza al fianco dei lavoratori del CSTP, per ribadire ancora una volta che la ricapitalizzazione del trasporto pubblico è un dovere verso la cittadinanza tutta e non ci devono essere ulteriori dubbi su questa decisione: il trasporto è un diritto di tutti, e non va toccato !</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;"><br />
</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">UNIONE DEGLI STUDENTI SALERNO</span></p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;"><br />
</span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>HO-STAGE. OPPORTUNITÀ O RICATTO? Inchiesta sugli stage</title>
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		<pubDate>Wed, 29 May 2013 12:33:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>danilolampis</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti degli studenti]]></category>
		<category><![CDATA[News UDS]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola]]></category>
		<category><![CDATA[bologna]]></category>
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		<description><![CDATA[Diamo diffusione ed invitiamo a partecipare a questa inchiesta sociale sul tema degli stage e dei tirocini formativi organizzata dall&#8217;IRES e dalla Camera del Lavoro Metropolitana di Bologna &#8220;Works! Lavori [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Diamo diffusione ed invitiamo a partecipare a questa inchiesta sociale sul tema degli stage e dei tirocini formativi organizzata dall&#8217;IRES e dalla Camera del Lavoro Metropolitana di Bologna &#8220;Works! Lavori Metropolitani&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><span>La rete dei giovani iscritti, attivisti e delegati della Camera del Lavoro Metropolitana di Bologna &#8220;Works! Lavori Metropolitani&#8221;, con il coinvolgimento e la consulenza scientifica dell’Istituto di Ricerche Economiche e<br />
Sociali (Ires) dell’Emilia-Romagna, ha deciso di  promuovere un’indagine sui tirocini formativi. Nonostante nasca come strumento formativo, è ormai sapere e opinione comune che il tirocinio molto spesso si configura, rispetto alle mansioni svolte (e altrettanto spesso non ufficialmente riconosciute), come un rapporto di lavoro dipendente, di cui non condivide però né le tutele né il compenso per il lavoratore né gli obblighi da parte del datore di lavoro.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Per questo abbiamo deciso di lanciare l&#8217;inchiesta “</span><span><em>Ho-stage</em></span><span>. Formazione o Sfruttamento?” con l&#8217;intento di indagare in profondità il “fenomeno-stage” mediante la diffusione di un questionario: uno strumento attraverso cui proveremo a ricostruire il quadro anagrafico del rispondente e il suo percorso formativo e lavorativo, sondare le condizioni materiali di lavoro durante il tirocinio, tastare le percezioni soggettive dei tirocinanti rispetto ai rapporti lavorativi e all’efficacia del tirocinio, fino a raccogliere dati sulle eventuali relazioni sindacali maturate nel luogo di lavoro. </span></p>
<p style="text-align: justify;">La correlazione tra questi aspetti, composizione anagrafica dei tirocinanti, i loro curricula e le loro condizioni di vita e lavorative, costituisce a nostro avviso un presupposto imprescindibile per avviare una discussione pubblica su una pratica istituzionalizzata che contiene il paradosso intrinseco di essere troppo fluida e disorganica per venire definita <em>lavoro</em>, ma allo stesso tempo troppo rigida e gravosa per poter considerarsi semplice formazione.</p>
<p style="text-align: justify;"><span>Una discussione pubblica che si palesa tanto più necessaria ora, alla luce della recente “riforma Fornero” secondo cui le regioni dovranno legiferare entro luglio in materia, per provare a mettere </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>ordine alla complessa normativa nazionale. Una discussione pubblica, infine, che vuole intrecciare anche la presenza delle organizzazione sindacali, data la natura ibrida dello strumento tirocinio, che si presta facilmente ad abusi veri e propri. Per questo pensiamo che tale ricerca sfugga dai confini del semplice lavoro speculativo, per farsi invece possibile vettore di soggettivazione e creare, così, anche uno spazio adeguato per avviare azioni e pratiche di intervento sindacale. </span></p>
<p style="text-align: justify;">Per compilare il questionario: <a href="https://www.surveymonkey.com/s/HOStage">https://www.surveymonkey.com/s/HOStage</a></p>
<p style="text-align: justify;">Per seguire le evoluzioni della ricerca: <a href="https://www.facebook.com/tirociniireser">https://www.facebook.com/tirociniireser</a></p>
<p style="text-align: justify;"><em>*Per “Works! Lavori Metropolitani”: Matteo Negri, Lisa Dorigatti, Eloisa Betti</em></p>
<div>
<p style="text-align: justify;"><span><em>Per IRES  Emilia-Romagna: Carlo Fontani, Daniele Dieci, Marco Marrone</em></span></p>
<p><a rel="attachment wp-att-5598" href="/sito/ho-stage-opportunita-o-ricatto-inchiesta-sugli-stage/hostage/"><img class="alignleft size-large wp-image-5598" title="hostage" src="/sito/wp-content/uploads/2013/05/hostage-600x203.jpg" alt="" width="490" height="203" /></a></p>
</div>
<div><span style="color: #0000ee;"><br />
</span>&nbsp;</p>
</div>
]]></content:encoded>
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		<title>L&#039;istruzione riparta da Bologna</title>
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		<pubDate>Mon, 27 May 2013 09:13:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>robertocampanelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[EVIDENZA]]></category>
		<category><![CDATA[News UDS]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Saperi liberi]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola]]></category>

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		<description><![CDATA[BOLOGNA &#8211; Nella notte di domenica 26 maggio dopo anni di lavoro del Comitato art. 33 è arrivata a Bologna una risposta che aspettava tutto il Paese. Con il 59% [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">BOLOGNA &#8211; Nella notte di domenica 26 maggio dopo anni di lavoro del Comitato art. 33 è arrivata a Bologna una risposta che aspettava tutto il Paese. Con il 59% dei votanti che ha espresso preferenza per l&#8217;opzione A, si è affermato un netto rifiuto del finanziamento pubblico alle scuole dell&#8217;infanzia private. Il Referendum comunale ha valore consultivo, di conseguenza non abroga norme, o cancella leggi, bensì traccia una direzione verso cui le amministrazioni dovrebbero muoversi.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">Ad oggi il sistema pubblico di prima istruzione dimostra numerosissime lacune: i comuni storicamente non sono mai riusciti a garantire scuole dell&#8217;infanzia per tutti i richiedenti. Un vuoto in termini di welfare colossale, che oggi costringe numerosissime famiglie ad iscrivere, a Bologna come nel resto d&#8217;Italia, i propri figli presso istituti privati. Partendo da questo presupposto in Italia le politiche di prima istruzione non hanno mai veramente mirato alla fornitura generalizzata di posti per ogni bambino in strutture pubbliche, ma hanno prodotto rattoppi e sprechi, finanziando le strutture private, producendo un sistema ambiguo attorno a cui sono maturati grandi interessi economici. Per queste ragioni i sostenitori della risposta B hanno agitato nei mesi della campagna referendaria lo spauracchio dei &#8220;bambini&#8221; che sarebbero rimasti senza la possibilità di accedere ad una scuola dell&#8217;infanzia. Questa tesi è totalmente infondata poichè il referendum, con la vittoria della risposta A, ha indicato una direzione verso cui l&#8217;amministrazione comunale deve lavorare, fornendo posti per tutti nelle strutture comunali.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">Questo risultato parla a tutto il Paese ed è in piena continuità con le mobilitazioni studentesche che in questi anni si sono caratterizzate in difesa dell&#8217;istruzione pubblica. Oggi è necessario fare un salto in avanti e capire dopo vent&#8217;anni di politiche ambigue sulla gestione dell&#8217;istruzione, come si innesca un processo di ri-pubblicizzazione dei saperi. E&#8217; necessario cogliere il segnale arrivato da Bologna per capire come ad esempio si riforma la 62/2000, legge che norma le scuole paritarie e quindi anche i finanziamenti alle private, in contrasto con i dettato costituzionale in cui i servizi privati sono previsti &#8220;senza oneri per lo Stato&#8221;. Come si ridà linfa vitale al sistema pubblico d&#8217;istruzione rifinanziandolo e ammodernandolo, come si ridefinisce la funzione dei saperi nella società? Lo svuotamento del sistema di ricerca pubblico, ha fatto si che negli ultimi anni l&#8217;unico finanziatore della ricerca divenisse il privato: la ricerca dunque non svolge più funzioni di cambiamento in senso alto della società, ma solo funzioni meramente economiche. Ripubblicizzare i saperi significa anche ristrutturare nel complesso il sistema di istruzione e formazione.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">E&#8217; ora necessaria una presa di responsabilità delle parti politiche, anche di quelle schierate a favore della risposta B, affinchè il dibattito si apra e si costruiscano risposte all&#8217;istanza popolare emersa dal Referendum. Nelle scorse settimane abbiamo organizzato un Referendum Studentesco nazionale in cui circa 100000 studenti tra scuole e università si sono espressi in tutt&#8217;Italia su sette temi riguardanti il futuro e l&#8217;istruzione. A breve presenteremo i risultati della consultazione e vogliamo sfruttare l&#8217;occasione per aprire un dibattito in tutto il Paese partendo da come gli studenti vorrebbero le proprie scuole ed università.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">Bologna vale per tutti, Bologna è stata solo il primo passo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;"><a href="http://www.issuu.com/retedellaconoscenza/docs/diritti_al_futuro____presentazione_dati_consultazi" target="_blank">Qui i risultati della consultazione studentesca</a>.</span></p>
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		<title>No ai finanziamenti alle scuole private, il 26 Maggio a Bologna come in tutta Italia</title>
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		<pubDate>Wed, 22 May 2013 16:10:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>carmenguarino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 26 Maggio a Bologna la cittadinanza sarà chiamata a votare per decidere della destinazione dei finanziamenti per la scuola dell&#8217;infanzia: l&#8217;opzione A chiede che i fondi pubblici vengano utilizzati [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il 26 Maggio a Bologna la cittadinanza sarà chiamata a votare per decidere della destinazione dei finanziamenti per la scuola dell&#8217;infanzia: l&#8217;opzione A chiede che i fondi pubblici vengano utilizzati per le scuole statali e comunali, l&#8217;opzione B che vengano utilizzati per le scuole paritarie-private. Il quesito referendario pone una questione importante per la città e il Paese tutto; dal nord al sud infatti le scuole stanno subendo le dure conseguenze di anni di tagli e riforme sbagliate, a Bologna l&#8217;emergenza è rappresentata da quasi 450 bambini esclusi a settembre del 2012 dalle scuole comunali e dai tanti posti vacanti nelle scuole private, in cui le famiglie pagano rette annuali di migliaia e migliaia di euro.</p>
<p>L&#8217;emergenza che vive la città di Bologna è una fotografia delle macerie prodotte in questi anni nell&#8217;intero sistema pubblico d&#8217;istruzione: i diversi ministri che si sono succeduti hanno scelto di definanziare drasticamente le scuole e le università pubbliche lasciando intatti i fondi a quelle private e confessionali. Il Ministro Carrozza con le dichirazioni di oggi, sceglie di non difendere il valore della scuola pubblica; una scelta a cui dovrà rispondere agli studenti nelle piazze nei prossimi mesi.  Ci sembra grave e inammissibile che da parte dell&#8217;attuale ministra non ci sia nessun segnale di controtendenza. Garantire l&#8217;accesso libero all&#8217;istruzione a tutti i bambini non vuol dire scegliere di schierarsi a favore dell&#8217;opzione B e quindi a favore della &#8220;libertà di scelta&#8221; di chi, partendo da condizioni economiche più favorevoli, può permettersi di pagare le scuole private.</p>
<p>La Costituzione prevede che l&#8217;istituzione di scuole da parte di enti e privati non gravi sulle finanze pubbliche e che lo Stato garantisca a tutti il diritto allo studio; ci appelliamo all&#8217;art. 33 e 34 del dettato costituzionale, così come hanno fatto  il Comitato promotore e tutti i cittadini che in queste settimane si sono attivati a favore dell&#8217;opzione A, perchè crediamo che sia necessario dargli piena attuazione, a Bologna come in tutta Italia: rifinanziando completamente l&#8217;istruzione pubblica, abolendo la legge di parità 62/2000, garantendo a tutte e tutti l&#8217;accesso ad una scuola pubblica e laica .</p>
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		<title>BARI &#8211; Partono le ripetizioni a basso costo</title>
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		<pubDate>Wed, 15 May 2013 11:14:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>danilolampis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Debiti, crediti, profitto e media dei voti: oramai la scuola si riduce solo a questo, in un&#8217;ottica di competitività sempre maggiore, nella quale chi non ce la fa a stare [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-5572" href="/sito/bari-partono-le-ripetizioni-a-basso-costo/ripetizioni-a-basso-costo/"><img class="alignleft size-large wp-image-5572" title="ripetizioni a basso costo" src="/sito/wp-content/uploads/2013/05/ripetizioni-a-basso-costo-600x226.jpg" alt="" width="384" height="145" /></a></p>
<div>Debiti, crediti, profitto e media dei voti: oramai la scuola si riduce solo a questo, in un&#8217;ottica di competitività sempre maggiore, nella quale chi non ce la fa a stare al passo, resta inevitabilmente indietro e da solo.</div>
<div>
<div>A questo punto, davanti a una scuola con sempre meno fondi a disposizione per i corsi di recupero, l&#8217;unica soluzione per evitare la bocciatura o il debito sono le ripetizioni private.</div>
<div>I costi delle ripetizioni individuali oscillano fra i 20 e i 50 euro e, sebbene ad oggi uno studente su due si rivolga a professori per seguirle, ciò comporta spesso sacrifici insostenibili.</div>
<div>Se riteniamo che i saperi debbano essere accessibili a tutti, che l&#8217;istruzione debba essere davvero pubblica e che la conoscenza possa avere il ruolo di strumento di emancipazione sociale, non possiamo tollerare che sia lo stresso sistema scolastico, messo in ginocchio da anni di politiche di tagli e privatizzazione, a tagliare fuori gli studenti.</div>
<div>Se vogliamo rispondere in maniera forte e con un cambiamento sostanziale a un&#8217;esigenza primaria di studentesse e studenti, dobbiamo necessariamente essere i primi ad attivarci in questo senso, ridando una forma concreta al concetto di mutualismo.</div>
<div>Per questo come Rete della Conoscenza Bari organizziamo a Zona Franka ripetizioni a basso costo in tutte le materie, rivolte a tutte le studentesse e gli studenti delle scuole di Bari e provincia&#8230; eliminiamo un po&#8217; di stress, recuperiamo le insufficienze e passiamo un&#8217;estate tranquilla, senza dover aprire un mutuo per passare l&#8217;anno!</div>
</div>
<div></div>
<div><strong>COME ORGANIZZARE LE RIPETIZIONI AUTOGESTITE?</strong></div>
<div><strong>Leggi la scheda tecnica, informati e discutine!</strong></div>
<div><strong> </strong><a class="downloadlink" href="/wp/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=guida-mercatino-del-libro-usato.pdf" title=" scaricato 111 volte" >Guida-mercatino-del-libro-usato (111)</a></div>
<div>SE DECIDI DI ORGANIZZARLE CONTATTACI A info@unionedeglistudenti.it o chiamaci allo 06/69770332</div>
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		</item>
		<item>
		<title>16 Maggio &#8211; I test INVALSI non sono obbligatori! BOICOTTALI!</title>
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		<pubDate>Tue, 14 May 2013 13:42:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>carmenguarino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti degli studenti]]></category>
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		<description><![CDATA[Numerose in queste settimane sono state le segnalazioni di minacce e ritorsioni da parte di presidi e docenti contro gli studenti che hanno iniziato a protestare contro i test INVALSI. [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">Numerose in queste settimane sono state le segnalazioni di minacce e ritorsioni da parte di presidi e docenti contro gli studenti che hanno iniziato a protestare contro i test INVALSI. Questi spacciano le prove come obbligatorie e preannunciano sanzioni disciplinari gravi per tutti coloro che boicotteranno le prove. I test però non sono obbligatori ed è grave ed illegittimo punire chi il 16 Maggio boicotterà le prove. Difenditi dalle minacce infondate, lotta contro i test INVALSI! </span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">I TEST NON SONO OBBLIGATORI! Il D.L. Semplificazioni (decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5, recante disposizioni urgenti in materia di semplificazione e di sviluppo) considera i test INVALSI attività ordinaria delle scuole; al pari di gite e attività didattiche pomeridiane lo svolgimento dei test non è obbligatorio ma necessita dell’approvazione degli organi collegiali della scuola e gli studenti non sono obbligati nè possono essere costretti in alcun modo a prendervi parte. Nessuna sanzione può punire il rifiuto a partecipare alla somministrazione dei test INVALSI.</span></p>
<p><em><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">&#8220;Art. 55 – (Potenziamento del sistema nazionale di valutazione) </span></em><br />
<em><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">comma 3. Le istituzioni scolastiche partecipano, come attività ordinaria d’istituto, alle rilevazioni nazionali degli apprendimenti degli studenti, (&#8230;)&#8221;</span></em></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">E&#8217; sbagliato ed illegittimo che i presidi e i docenti stessi spaccino l’ordinarietà delle prove come tassativa obbligatorietà; questo significa negare, tra le altre cose, la libertà d’insegnamento sancita dalla Costituzione all&#8217;</span><em><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">art. 33 comma 1 :“L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento”</span></em></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">VALUTARE I TEST E PUNIRE CHI BOICOTTA E&#8217; ILLEGALE! L&#8217;Informativa ex art. 13 D. Lgs. n. 196/2003 per il trattamento dei dati personali degli studenti vieta  infatti di risalire all&#8217;identità dello studente attraverso il codice alfa numerico . Essa prevede:</span></p>
<p><span style="font-size: small;"><em><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">&#8220;Art. 1 i dati personali forniti verranno trattati esclusivamente per le finalità istituzionali dell’Istituto Nazionale per la Valutazione  del Sistema educativo di Istruzione e di Formazione, e in particolare per l’effettuazione delle “verifiche periodiche e sistematiche sulle conoscenze e abilità degli studenti” </span></em></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><em><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">Art. 3 I dati personali verranno trattati in modo da  essere resi anonimi all’esterno e all’interno dell’istituto, immediatamente dopo la raccolta  effettuata dalle istituzioni scolastiche. Il codice di accoppiamento tra le informazioni  raccolte e l’identificativo della persona è conosciuto solo dal personale docente dell’istituzione scolastica incaricato della somministrazione e dal personale di segreteria incaricato della trasposizione dei dati sulla scheda risposta e, una volta utilizzato per la predetta  funzione, non è ulteriormente utilizzabile; </span></em></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><em><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">Art. 7  (Diritto di accesso ai dati personali ed altri diritti) </span></em></span><br />
<span style="font-size: small;"><em><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">4.L&#8217;interessato ha diritto di opporsi, in tutto o in parte </span></em></span><span style="font-size: small;"><em><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">per motivi legittimi al trattamento dei dati personali che lo riguardano, ancorché pertinenti allo scopo della raccolta;&#8221;</span></em></span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">La normativa per  la privacy predisposta dall&#8217;INVALSI stesso vieta quindi espressamente a presidi e docenti di utilizzare la traccibilità delle prove per applicare provvedimenti disciplinari o voti personali al singolo studente. Le prove costituiscono uno strumento di indagine statistica&#8221;esterna&#8221; alla scuola, nonostante l&#8217;ambiguità che le contraddistinge esse non possono essere utilizzate come fossero semplici compiti in classe!</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">BOICOTTARE E&#8217; GIUSTO! Rifiutarsi di partecipare ai test INVALSI è atto di disobbedienza civile importante nei confronti di un modello di valutazione lesivo delle differenze personali di ognuno e mortificante per la didattica che quotidianamente si fa nelle classi. Boicottare i test INVALSI vuol dire opporsi in prima persona al tentativo concreto di omologare le intelligenze e smantellare la scuola pubblica già distrutta da anni e anni di tagli ai fondi.  Lo Statuto delle Studentesse e degli Studenti della Scuola Secondaria  all’art.1 e 4 prevede che:</span></p>
<p><em><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">&#8220;Art. 1 (Vita della comunità scolastica)</span></em><br />
<em><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">4. La vita della comunità scolastica si basa sulla libertà di espressione, di pensiero, di coscienza </span></em></p>
<p><em><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">Art. 4 (Disciplina)</span></em><br />
<em><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">4. In nessun caso può essere sanzionata, né direttamente né indirettamente, la libera espressione di opinioni correttamente  manifestata e non lesiva dell&#8217;altrui personalità.&#8221;</span></em></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">Esprimere dissenso contro il modello di scuola che i test INVALSI vogliono imporci è un nostro diritto!</span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;"> IL </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">16 MAGGIO BOICOTTA I TEST INVALSI, DIFENDI I TUOI DIRITTI</span></p>
<ul>
<li><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">Il tuo prof ha valutato la tua prova INVALSI o minaccia di punirti se boicotti? </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">Non può farlo! scarica qui il modulo della </span><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;"><a class="downloadlink" href="/wp/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=Volantino-A3-12-ottobre-2012.png" title=" scaricato 118 volte" >Volantino-A3-12-ottobre-2012 (118)</a></span></li>
<li><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">informati &#8211; leggi e diffondi le <a class="downloadlink" href="/wp/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=libri_catasta_web-400x300.jpg" title=" scaricato 105 volte" >Libri Catasta Web-400x300 (105)</a></span></li>
<li><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">scarica e distribuisci il [Download not found]</span></li>
</ul>
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