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	<title>UDS - Unione Degli Studenti &#187; Assemblee nazionali</title>
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	<description>Sindacato Studentesco</description>
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		<title>Voglio restare &#8211; 3^incontro nazionale &#124; Roma, 21 Aprile</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Apr 2013 14:12:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>carmenguarino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da www.vogliorestare.it Il 21 aprile ci incontriamo a Roma, alle ore 10 per una giornata di discussione e confronto per organizzare le prossime mobilitazioni, radicare la campagna, organizzare il nostro [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Da www.vogliorestare.it<br />
Il 21 aprile ci incontriamo a Roma, alle ore 10 per una giornata di discussione e confronto per organizzare le prossime mobilitazioni, radicare la campagna, organizzare il nostro impegno con maggior forza e determinazione. A brevissimo troverete tutte le info tecniche sulla partecipazione dalle differenti città d&#8217;Italia e sul luogo che ospiterà l&#8217;assemblea. Se sei interessata/o a partecipare ti chiediamo di scriverciper aiutare chi di noi si occupa dell&#8217;organizzazione dell&#8217;iniziativa, e possa facilitare l&#8217;organizzazione di eventuali trasporti e regolarsi per la capienza della sala.</p>
<p>In queste lunghe settimane post-elettorali, i temi reali della crisi, della mancanza di lavoro e welfare, dell&#8217;impoverimento di parti sempre più ampie della popolazione, sembrano spariti dalla scena. Il giorno dell&#8217;insediamento del nuovo parlamento, il 15 marzo scorso, mentre un turbinio di calcoli parlamentari e numeri di seggi invadeva i quotidiani, ci siamo presentati davanti a Montecitorio a Roma, davanti alla torre pendente a Pisa e in piazza del Plebiscito sempre a Roma per far presente a tutti la quota drammatica dell&#8217;unica vera maggioranza nel paese: il 38,7% di giovani disoccupati.</p>
<p>L&#8217;urgenza della nostra situazione è evidente a chiunque si guardi intorno, fuori dalle aule dei palazzi: un&#8217;intera generazione è priva di ragionevoli prospettive di lavoro e di vita dignitosa, in questo paese come nelle altre aree maggiormente colpite da crisi e austerity, come l&#8217;iniziativa dei nostri coetanei spagnoli di Juventud Sin Futuro &#8220;No nos vamos, nos echan&#8221; (&#8220;non siamo noi che ce ne andiamo, sono loro che ci cacciano&#8221;) ci ha ricordato.</p>
<p>Una situazione che, come abbiamo sempre detto, ci preoccupa ma non ci spaventa. Eravamo e siamo pronti a metterci al lavoro per costruirci un futuro, a cambiare il paese per non dover cambiare paese. Nei quattro mesi che ci separano dal nostro primo incontro nazionale, lo scorso novembre a Firenze, il nostro percorso ha iniziato a radicarsi: le 10 proposte &#8220;un progetto di paese o un paese a progetto&#8221; che abbiamo presentato alla politica durante la campagna elettorale hanno riscosso interesse e attenzione, e tanti comitati territoriali sono nati e stanno iniziando a darsi da fare, ognuno nella propria città. Ora è il momento di rilanciare, scegliendo, in forma pubblica, aperta e partecipata, la strada da seguire.</p>
<p>Quali sono gli strumenti migliori per organizzare i disorganizzati e renderci tutti più forti? Come possiamo costruire, insieme ai tanti altri che come noi si pongono questi interrogativi, un terreno comune di mobilitazione, analisi e proposta su precarietà, welfare, abitare? Quali pratiche mutualistiche siamo in grado di mettere in campo già da oggi, come strumenti di cambiamento dal basso della nostra società? Come possiamo far superare alla nostra battaglia i confini nazionali e affrontare i nodi dell&#8217;Europa, della crisi e dell&#8217;austerity? Quali idee siamo già capaci di proporre e realizzare per mettere saperi e conoscenze al servizio dell&#8217;innovazione e del cambiamento?<br />
Per discutere di tutto questo, come deciso nell&#8217;incontro di febbraio, ci ritroveremo tutti insieme a Roma il 21 aprile, per un nuovo momento di discussione e partecipazione, dal qual poter ripartire mobilitando tutte le idee e le energie a nostra disposizione.</p>
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		<title>ASSEMBLEA NAZIONALE STUDENTESCA &#8211; STIAMO IMPARANDO A VINCERE!</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Dec 2012 14:49:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giuseppinatucci</dc:creator>
				<category><![CDATA[Assemblee nazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti degli studenti]]></category>
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		<description><![CDATA[STIAMO IMPARANDO A VINCERE &#8211; don&#8217;t give up the fight! L&#8217;autunno caldo 2012 porta la firma di tutti gli studenti e le studentesse del Paese. Siamo entrati a gamba tesa [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>STIAMO IMPARANDO A VINCERE &#8211; don&#8217;t give up the fight!</p>
<p>L&#8217;autunno caldo 2012 porta la firma di tutti gli studenti e le studentesse del Paese. Siamo entrati a gamba tesa in un dibattito pubblico schiacciato nel politicismo pre-elettorale, rompendo l&#8217;ordinarietà di giornali e telegiornali, interrompendo le lezioni e riprendendoci le nostre scuole: occupando, autogestendo, abbiamo dato forma alla partecipazione, abbiamo preso spazio per il nostr<br />
o protagonismo. Le nostre mobilitazioni hanno aperto una speranze per il futuro di un paese intero, abbiamo visto scendere in piazza con noi, insegnanti e genitori, precarie e lavoratrici. Siamo e vogliamo continuare ad essere un&#8217;ondata di partecipazione e cambiamento dal basso, vogliamo dare voce ad una generazione che non ha intenzione di arrendersi ad un destino di precarietà.</p>
<p>La legge Aprea (953) rappresenta un nemico a cui non abbiamo ceduto, lo abbiamo dimostrato in passato e la stiamo bloccando ancora una volta. Chi oggi vuole privatizzare le scuole pubbliche e cancellare i diritti degli studenti risponde ad un disegno ben preciso, in cui una scuola di qualità non vuol essere concessa a tutti, in cui si vuole educare alla precarietà, al non avere diritti, a non vivere la scuola come un luogo proprio, ma come un&#8217;azienda in cui siamo merce: le occupazioni e le autogestioni che abbiamo organizzato in centinaia di istituti hanno dimostrato come non mai la volontà di studenti e studentesse di vivere la scuola come uno spazio proprio, in cui liberare saperi e socialità. La nostra gioia, la nostra irruenza, la nostra incapacità di arrenderci mette giorno dopo giorno è stato un bastone tra le ruote del carro dei potenti. Dopo anni un fatto nuovo per i movimenti sociali nel paese si è realizzato: la possibilità concreta di strappare il risultato nella nostra battaglia.</p>
<p>La crisi e la macelleria sociale, le politiche di austerity e lo smantellamento in corso da anni dell&#8217;istruzione pubblica rendono sempre più necessaria un risposta collettiva ai problemi: siamo stanchi di essere condannati ad un presente eternamente precario, siamo stanchi di essere soli e abbiamo dimostrato come si rompe l&#8217;individualismo, siamo stanchi di perdere e stiamo imparando a vincere!</p>
<p>Vogliamo per questo confrontarci e parlarci, mettere a valore le lotte che ogni scuola ha organizzato e portato avanti nel proprio territorio, immaginare come continuare e cambiare le nostre scuole dal basso, strappando vittorie istituto per istituto, immaginare come opporci ai nuovi fantasmi che aleggiano sulla scuola pubblica e sul nostro futuro, ci incontreremo per questo a Roma in un&#8217;assemblea studentesca nazionale a Roma il 15 e 16 dicembre. Vogliamo imparare a vincere e lo possiamo fare solo tutti assieme.</p>
<p>per info bacheca <a href="https://www.facebook.com/events/141425626005040/?fref=ts">evento FB</a> | 0669770332 | info@unionedeglistudenti.it |</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>INFO LOGISTICHE<br />
Dove sarà l&#8217;assemblea:</p>
<p>15 Dicembre -&gt; ITC Armellini, Largo Placido Riccardi n.13 METRO B Basilica San Paolo</p>
<p>16 Dicembre -&gt; Facoltà di Ingegneria, Via Eudossiana n.18 METRO B Cavour</p>
<p>Dove si dorme: Casa dei Popoli, via Irpinia n.50 -&gt; Prendere Metro B (Rebibbia) direzione Termini, prendere il tram 5 o 14, scendere a Prenestina/Telese, a piedi per 250 mt.</p>
<p>Pasti:</p>
<p>sabato 15, Pranzo -&gt; Panino + Frutta. Sabato 15 Cena -&gt; Pasta + FruttaDomenica 16, Pranzo: Panino + Frutta</p>
<p>Contributo:</p>
<p>il contributo per i pasti, noleggio delle sale e spese organizzative è di 10 € a partecipante.</p>
<p>Note:</p>
<p>Munirsi di sacco a pelo, coperte e stuoietta/materassino.</p>
<p>ISCRIVITI ALL&#8217;ASSEMBLEA NAZIONALE <a href="/sito/assemblea-nazionale-studentesca/">QUI</a>!</p>
<p>TRASPORTI ORGANIZZATI PER RAGGIUNGERE ROMA DA:</p>
<ul>
<li>Puglia &#8211; Alessandra &#8211; 3279348691 &#8211; €30 (pullman)</li>
<li>Campania &#8211; Stefano &#8211; 3472659155 (pullman)</li>
<li>Lombardia &#8211; Andrea &#8211; 3395298184</li>
</ul>
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		<title>RIOT VILLAGE: REPORT DELL&#039;ASSEMBLEA UDS</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Aug 2012 10:43:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giuseppinatucci</dc:creator>
				<category><![CDATA[Assemblee nazionali]]></category>
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		<category><![CDATA[Diritti degli studenti]]></category>
		<category><![CDATA[Diritto allo studio]]></category>
		<category><![CDATA[EVIDENZA]]></category>
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		<description><![CDATA[Nelle giornate del 25, 26, 27 luglio si è svolta l&#8217;Assemblea Nazionale dell&#8217;Unione degli Studenti a Riot Village, il campeggio nazionale studentesco organizzato dalla Rete della Conoscenza. Migliaia di studenti [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: large;">N</span>elle giornate del 25, 26, 27 luglio si è svolta l&#8217;Assemblea Nazionale dell&#8217;Unione degli Studenti a <a href="http://www.riotvillage.it/Joomla" target="_blank">Riot Village, il campeggio nazionale studentesco</a> organizzato dalla <a href="http://www.retedellaconoscenza.it" target="_blank">Rete della Conoscenza</a>. Migliaia di studenti hanno preso parte alle iniziative, ai momenti di confronto, ai dibattiti e approfondimenti non solo su questioni meramente studentesche, ma anche su un progetto più complessivo di alternativa che deve necessariamente partire dal basso. Nell&#8217;assemblea plenaria conclusiva tenutasi il 27 luglio, le studentesse e gli studenti provenienti da tutta Italia hanno deciso di lanciare come data di mobilitazione studentesca nazionale il <span style="font-size: xx-large;"><strong>12 ottobre</strong></span> al grido “<span style="font-size: xx-large;"><strong>Non ci avrete mai come volete voi – liberare i saperi per liberare le persone</strong></span>”. L&#8217;esigenza di questa data è emersa dalla presa di coscienza che il processo di smantellamento della scuola pubblica e di privatizzazione dei saperi non si è arrestato, anzi, con il nuovo governo risulta sempre più deciso e manifesto. Risultano quantomai evidenti le politiche neoliberiste e di austerity realizzate con incredibile celerità dall&#8217;attuale Governo. In pochi mesi si è attaccato pesantemente lo stato sociale, in un modo che neanche Berlusconi era riuscito a fare in vent&#8217;anni.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: large;">L&#8217;attacco alla scuola pubblica</span> appare ancora una volta la scelta assunta nei “palazzi del potere”: non solo con la spending review si profilano nuovi tagli ma è stata riproposta la legge 953, l&#8217;ex pdl Aprea, che di fatto sancisce l&#8217;entrata dei privati nelle scuole, mortifica le rappresentanze studentesche e la partecipazione e inserisce i tanto contestati criteri dell&#8217;INVALSI come metro di valutazione sistemico per scuole, studenti e insegnanti. D&#8217;altro canto si è aperta una discussione sul merito assai deviante dalle vere problematiche che si vivono ogni giorno nelle nostre classi. Pensiamo che il concetto di merito proposto, non solo è fuorviante rispetto all&#8217;esigenza di finanziamenti per la scuola pubblica, ma anche perché impone nelle scuole il modello competitivo, antitetico alla naturale tendenza cooperativa dei saperi. Ciò è aggravato dal fatto che, nonostante le promesse del Ministro Profumo, non si è agito realmente per risolvere la questione del diritto allo studio e non si è voluta recepire l&#8217;esigenza di una legge nazionale sul diritto allo studio: questa oggi è un&#8217;esigenza imprescindibile, in Italia esistono infatti 20 sistemi differenti e discriminanti di diritto allo studio a secondo della regione in cui si studia si passa dai buoni scuola a leggi valide sulla carta ma prive di risorse come quella campana, pugliese o toscana. Approvare una legge nazionale sul diritto allo studio che sancisca livelli essenziali delle prestazioni e finanziamenti, basilari regione per regione, significa garantire l&#8217;accesso ai saperi uguale per tutti. I saperi per loro natura sono un prodotto sociale che non può in alcun modo essere ridotto a un servizio a pagamento.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: large;">Vogliamo liberare i saperi </span>e pretendiamo politiche che non considerino l&#8217;istruzione una semplice voce di spesa in bilancio ma una vera chiave d&#8217;uscita dalla crisi; una scuola di qualità, interamente finanziata dallo Stato e non dalle famiglie o dai privati, fatta di percorsi modulari cui tutti possono accedere e riuscire, quindi capace di valorizzare le differenze di ciascuno. Pensiamo che solo attraverso nuove politiche che vadano ad intercettare i nostri bisogni si potrà parlare non solo di vera libertà individuale nello scegliere i propri percorsi di studio e di vita, ma anche nel rendere i saperi al servizio della società intera. Per fare ciò è necessario ridare senso ad un&#8217;autonomia scolastica oggi fortemente depotenziata proprio per la mancanza di finanziamenti e per l&#8217;incapacità di costruire percorsi d&#8217;apprendimento legati al territorio ma svincolati dagli interessi privati.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: large;">Non possiamo più rimandare</span> una forte riposta alla questione della precarietà, cifra dominante della nostra generazione. Una generazione nata e cresciuta con il dogma della flessibilità e della “sana competizione” che in realtà si sono rivelate parole per mascherare una compressione dei diritti, della democrazia, un&#8217;impossibilità di costruire una vera progettualità di vita e dunque individualismo, insoddisfazione e solitudine. Sentiamo sulle nostre spalle una sfida storica; sentiamo il peso di anni e anni di politiche mancate, di scarsa partecipazione.<span style="text-decoration: underline;"><span style="font-size: large;"> <strong>Scenderemo in piazza per riprenderci tutto ciò che ci è stato negato, per riprenderci il diritto ad essere cittadini attivi, a poter scegliere autonomamente dove e cosa studiare senza dover per forza affidarci alle nostre famiglie, per rompere le catene che ci destinano ad un futuro incerto e precario. Il cambiamento parte da noi, dalla nostra capacità di resistere e proporre, di contestare e creare. La risposta delle studentesse e degli studenti sarà complessiva e radicale, senza paura. Rifiuteremo chi vorrà ridurre le nostre richieste alla retorica vecchi-giovani, garantiti-non garantiti. </strong></span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="font-size: xx-large; font-family: helvetica;">Non ci avrete mai come volete voi!</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="font-size: xx-large; font-family: helvetica;"><a rel="attachment wp-att-3805" href="/sito/riot-village-report-dellassemblea-uds/assemblea/"><img class="aligncenter size-large wp-image-3805" title="assemblea" src="/sito/wp-content/uploads/2012/08/assemblea--600x218.jpg" alt="" width="600" height="218" /></a><br />
</span></strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ambienti Comuni: studenti e società civile a confronto per un ambiente ed una società più giusti</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Jun 2012 10:30:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Lanza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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		<category><![CDATA[News dai Territori]]></category>
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		<category><![CDATA[Taranto]]></category>

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		<description><![CDATA[La vera crisi che condizionerà realmente il futuro delle giovani generazioni è quella ambientale. Già da un decennio a questa parte le emergenze ambientali che colpiscono i nostri territori e [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La vera crisi che condizionerà realmente il futuro delle giovani generazioni è quella ambientale. Già da un decennio a questa parte le emergenze ambientali che colpiscono i nostri territori e le nostre vite provocando perdite di vite umane e risorse economiche sono sotto gli occhi di tutti. Se c&#8217;è una responsabilità in tutto questo è sicuramente da imputare ad un modello di sviluppo energivoro e inquinante imposto dai mercati e le grandi industrie sostenute dai governi nazionali.</p>
<p>A <strong>Taranto</strong> la grande industria dell&#8217;acciaio si erge come lapide su qualsiasi prospettiva futura di esistenza. I costi di produzione scaricati sulla salute dei cittadini e sulle ricchezze del territorio non possono essere più tollerati. Bisogna annientare una volta per tutte la dicotomia strumentalmente gonfiata dai Riva e da i seguaci del neoliberismo tra ambiente e lavoro. È necessario proporre un nuovo paradigma di sviluppo che sia compatibile con l&#8217;ambiente, che garantisca il rispetto dei diritti dei lavoratori e degli abitanti e ci traghetti verso una società sostenibile.</p>
<p>La riconversione del sistema produttivo e dello stile di vita una società orientata ad un nuovo civismo ecologico coinvolge il livello locale cittadino, ma anche quello regionale, specie in una regione come la Puglia che gode una alta sensibilità ambientale. Un processo che opera in maniera trasversale alla società e progredisce con le proposte e il confronto di tutti, dallo studente, all&#8217;operaio all&#8217;imprenditore. Un discussione che deve vertere su una nuova politica mirata alla difesa e gestione dei Beni Comuni, tra i quali l&#8217;ambiente e la salute sono imprescindibili.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a rel="attachment wp-att-3674" href="/sito/ambienti-comuni-studenti-e-societa-civile-a-confronto-per-un-ambiente-ed-una-societa-piu-giusti/banner-assemblea-regionale-ambiente/"><img class="alignnone size-large wp-image-3674" title="Banner Assemblea Regionale Ambiente" src="/sito/wp-content/uploads/2012/06/Banner-Assemblea-Regionale-Ambiente-600x282.png" alt="" width="600" height="282" /></a></p>
<p><a href="https://www.facebook.com/Retepuglia" target="_blank">RETE DELLA CONOSCENZA PUGLIA</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: 'arial black', 'avant garde';">28 giugno 2012 &#8211; ore 9.30</span></p>
<p><span style="font-family: 'arial black', 'avant garde';">Ex Convento San Francesco &#8211; Sede delle facoltà di Lettere, Giurisprudenza e Scienze della Formazione</span></p>
<p><span style="font-family: 'arial black', 'avant garde';">Aula C Primo Piano</span></p>
<p><span style="font-family: 'arial black', 'avant garde';">Via Duomo, Città Vecchia &#8211; Taranto</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h1>&#8212;&#8211; PROGRAMMA &#8212;&#8211;</h1>
<ul>
<li> Ore 9.30</li>
</ul>
<h2>TARANTO ED I SUOI MOSTRI: Come uscire dalla tenaglia dell&#8217;inquinamento e ricatto del lavoro.</h2>
<h3>Riconversione industriale, politiche pubbliche, e proposte dei movimenti.</h3>
<ul>
<li>Ore 15.30</li>
</ul>
<h2>LA PUGLIA E L&#8217;AMBIENTE: tavola rotonda tra istituzioni, associazioni, movimenti, partiti e sindacati.</h2>
<h3>Un&#8217;occasione per analizzare, costruire e presentare proposte concrete sulla questione ambientale in Puglia.</h3>
]]></content:encoded>
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