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Referendum scuola: perché firmare? Scheda tecnica dei 4 quesiti 04/11/16

In questi giorni si è aperta la stagione referendaria sociale per restituire ai cittadini la possibilità di decidere su alcuni temi decisivi per il futuro del Paese. Noi siamo impegnati ...


In questi giorni si è aperta la stagione referendaria sociale per restituire ai cittadini la possibilità di decidere su alcuni temi decisivi per il futuro del Paese. Noi siamo impegnati su più fronti – come potrete leggere qui – ma ora ci interessa spiegare perché è importante mettere la firma sui quesiti abrogativi della legge 107. Nell’arco di questi tre mesi, entro i primi di luglio, ambiamo a raccogliere più di mezzo milione di firme per poter chiamare al voto la cittadinanza nella primavera del 2017. Per ulteriori info leggi e scarica i seguenti documenti:
- Scarica i primi volantini studenteschi

QUALI SONO I TEMI SUI QUALI I CITTADINI SONO CHIAMATI A FIRMARE?

 

  1. School bonus. Chiediamo di cancellare i finanziamenti dei privati alle singole scuole, che rischiano di accrescere le disuguaglianze tra le scuole pubbliche: vogliamo che le erogazioni liberali non siano più riservate alle singole scuole, ma all’intero sistema scolastico. Non possiamo accettare che si accresca la divisione tra scuole di serie A e scuole di serie B e vogliamo una scuola pubblica gratuita e di qualità per tutte e tutti, perché ne va del futuro del Paese;
  2. Poteri del dirigente scolastico: chiediamo di abrogare la possibilità che oggi ha il Dirigente Scolastico di scegliere, confermare o mandar via dopo tre anni i docenti. Abrogando gli articoli su questo tema vogliamo che l’assegnazione dei docenti alle scuole avvenga con criteri oggettivi e senza il ricatto della scadenza, eliminando il rischio di gestione clientelare delle assegnazioni, e di limitazione della libertà d’insegnamento.
  3. Premi ai docenti: si vuole abrogare la possibilità del dirigente Scolastico di attribuire dei premi ai docenti, ripristinando le funzioni precedenti del comitato di valutazione secondo il T.U. (Dl 297/94), salvaguardando al contempo il fondo per la valorizzazione dei docenti, demandandolo dunque alla contrattazione d’istituto. Non è questo il modello di valutazione che ci interessa: alla punizione e ai premi preferiamo la cooperazione, il dialogo e la definizione dal basso di strategie di miglioramento condivise.
  4. Alternanza scuola-lavoro: si vuole abrogare l’obbligo di 200 ore nei licei e 400 ore nei tecnico-professionali, lasciando le scuole libere di organizzare tali attività come hanno sempre fatto, al fine di impedire che gli studenti possano affrontare, come già stiamo rilevando, dei percorsi di alternanza dequalificati, senza reali tutele, non attinenti al percorso di studi e soprattutto eccessivamente invasivi per l’assurdità delle ore imposte.

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