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Ocse – Pisa, test dannosi. Troviamo un’alternativa! 02/11/16

In occasione della presentazione dei risultati OCSE – PISA 2015 riteniamo necessario esprimere dissenso rispetto all’abuso dell’utilizzo dei test standardizzati per la valutazione degli studenti e, di conseguenza, dei sistemi ...


In occasione della presentazione dei risultati OCSE – PISA 2015 riteniamo necessario esprimere dissenso rispetto all’abuso dell’utilizzo dei test standardizzati per la valutazione degli studenti e, di conseguenza, dei sistemi formativi nazionali. I test PISA sono poco chiari nelle loro intenzioni: “l’evidenza scientifica” che si ricava dai loro risultati non ha nessuna “controparte” che permetta un confronto. Essi risultano addirittura dannosi per buona parte della comunità accademica, come appare nella lettera pubblicata due anni fa sul The Guardian contro i test Ocse-Pisa.

Crediamo che i test OCSE-PISA presentino una visione distorta dell’istruzione in quanto valutano solo materie i cui apprendimenti siano più facilmente quantificabili, come la matematica, la grammatica e le scienze, per cui questi test valutano solo una minima parte di competenze. Inoltre questi non tengono assolutamente in considerazione aspetti importanti come i progressi dell’alunno, il suo background, l’ambiente di apprendimento. Ognuno di noi, infatti, ha diversi bisogni educativi e di conseguenza impara meglio con differenti metodi didattici e valutativi. La valutazione dello studente, specialmente se quindicenne, non può essere condotta in maniera soddisfacente se effettuata tramite test a risposta multipla.

I test come gli OCSE – PISA e gli INVALSI creano una competizione tra gli studenti, gli insegnanti, le scuole e i sistemi educativi nazionali. Tutta la didattica è concentrata sul metodo di “insegnare in relazione ai test” ponendo l’attenzione sulla singola prestazione e sul risultato raggiunto dallo studente. Questi test incentivano le scuole ad utilizzare modelli di valutazione standardizzata che, per noi, non sono considerabili come modello di istruzione valido. Rivendichiamo il passaggio da un modello quantitativo a un modello qualitativo di valutazione dei sistemi di istruzione. Vogliamo che si apra un dibattito ampio, inclusivo e democratico per cambiare il modello corrente di valutazione PISA e INVALSI, per trovare indicatori migliori che valutino lo stato di salute dell’istruzione e la sua qualità. Dimostreremo come questa alternativa sia possibile a partire dalla campagna “Nessuno ci può giudicare” che evidenzia la differenza tra una valutazione asettica ed una inclusiva e cooperativa come quella narrativa. Siamo studenti, non siamo numeri per delle classifiche.


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