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	<title>Unione degli Studenti</title>
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		<title>Edilizia &#8211; Il Ferraris di Brindisi ottiene una nuova sede. La battaglia non finisce qui!</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Oct 2016 10:19:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>martinacarpani</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-10562" title="14724622_10154442583631023_3371904367284176923_n" src="/sito/wp-content/uploads/2016/10/14724622_10154442583631023_3371904367284176923_n-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></p>
<p dir="ltr">Tutta la vicenda creatasi attorno all’IPSIA G.Ferraris di Brindisi sembrerebbe nascere dalle forti piogge del 7 ottobre le quali hanno causato numerosi problemi in giro per la città e, all’interno della scuola, il crollo di un solaio.</p>
<p>Dopo giorni in attesa di risposte dalle istituzioni competenti, giovedì 13 ottobre la scuola viene chiusa, poiché dichiarata inagibile. I ragazzi della scuola, a quel punto, hanno organizzato con l’aiuto di altri studenti, dei docenti e della dirigente, un&#8217;autogestione in giro per la città, sperimentando metodi di didattica alternativa e trattando temi di attualità che troppo poco spazio hanno altrimenti all’interno delle nostre scuole.</p>
<p dir="ltr">Contemporaneamente avanzavano le prime ipotesi sul luogo che avrebbe potuto ospitare gli studenti e permesso di continuare le lezioni, ma lo smantellamento delle province a seguito della legge Delrio e i mancati finanziamenti nazionali, bloccati dal Patto di Stabilità, hanno complicato notevolmente la vicenda, rendendo inattuabile quasi ogni soluzione.</p>
<p dir="ltr">Lunedì 17, dunque, in pochissimi giorni, la scuola è scesa in piazza, in un corteo che ha coinvolto gli studenti tutti, i docenti, la Dirigente, il personale ATA e i genitori e ha lacerato il velo d&#8217;ipocrisia della città, i teatrini istituzionali e la completa noncuranza del Governo sul tema dell’edilizia scolastica, riuscendo ad ottenere, solamente nella giornata di ieri, l&#8217;appoggio fino al termine dell’anno scolastico in quella che era la struttura di un liceo scientifico, struttura spostata lo scorso anno anch’essa per problemi di edilizia.</p>
<p dir="ltr">Oggi però vogliamo raccontarvi l’altra faccia della medaglia, una di quelle storie che magari non va sui giornali ma parla della realtà di tutti i giorni.</p>
<p dir="ltr">10 scuole su 11, nella città di Brindisi, presentano gravi problemi strutturali; il Ferraris è il caso emblematico di questa vicenda, ma, da un giorno all’altro, siamo coscienti che una situazione analoga potrebbe ripresentarsi in qualsiasi altra scuola della città.</p>
<p dir="ltr">L’IPSIA Ferraris, indipendentemente dalle piogge del 7 ottobre, versava in condizioni pessime, più volte denunciate dell’Unione degli Studenti e dalla Dirigente, spesso rimasti inauditi dalle istituzioni competenti.</p>
<p dir="ltr">Per chiudere il cerchio: il caso Ferraris non è un caso di contingenza ma è l’esempio di quanto la situazione delle strutture scolastiche a Brindisi sia pericolosamente al collasso. Proprio per questo non ci accontentiamo: la nostra battaglia non finisce qui. Esigiamo reali risposte, in maniera immediata, che risolvano il problema dell&#8217;edilizia scolastica.<br />
La vicenda Ferraris racconta la storia di tanti ragazzi, di tanti studenti, che all’interno della città sono sempre stati marchiati da un’etichetta che sembrava quasi indelebile, sono sempre stati visti da questo Governo come studenti di serie B, in una scuola di serie B; questi studenti però hanno preso coscienza e, con l’aiuto della loro preside e dei loro docenti, hanno deciso di prendere parola sulle loro vite, sulla propria scuola e sul proprio territorio. E’ l’ora dell&#8217; evoluzione: contro chi ci toglie quotidianamente ciò che ci spetta, siamo pronti a gridare che d’ora in poi, decidiamo noi!</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Alternanza scuola lavoro: formazione vs sfruttamento?</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Oct 2016 11:24:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>martinacarpani</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-10559" title="sciammia mac" src="/sito/wp-content/uploads/2016/10/sciammia-mac-300x208.png" alt="" width="300" height="208" /></p>
<p>Tante le novità riguardanti l’alternanza scuola-lavoro, esperienza resa obbligatoria dalla Buona Scuola con 200 ore per i Licei e 400 ore per gli Istituti Tecnici e Professionali. E’ doveroso però partire da una valutazione complessiva di quello che è stato il primo anno di questa esperienza: se da una parte il Ministero espone i propri numeri facendoli passare come sinonimi di qualità ed efficienza dall’altra la realtà che viviamo è ben diversa.</p>
<p>In questo primo anno di Buona Scuola uno studente su 4 ha portato avanti un’esperienza di  alternanza scuola-lavoro non di qualità. Infatti, per esempio più del 76% delle scuole non ha verificato che l’azienda presa in considerazione avesse fatto formazione per i propri dipendenti negli ultimi 3 anni.  Inoltre ben l’80% delle esperienze di alternanza scuola-lavoro sono state fatte in estate e in modo casuale senza una progettazione strutturata e di lungo periodo dietro.<br />
Casi di sfruttamento e manodopera a basso costo , come denunciato più e più volte sono stati all’ordine del giorno, assecondati dalla mancanza di una regolamentazione chiara dei diritti delle studentesse e degli studenti in alternanza,  inoltre non essendoci un Codice Etico che regolamenta le condizioni minime da rispettare per proporsi come azienda spesso le studentesse e gli studenti si sono ritrovati a fare l’alternanza in aziende che non rispettavano né dei criteri di salvaguardia ambientale né tantomeno i diritti dei lavoratori. Ecco che la domanda sorge, allora, spontanea: come può essere formativa un’attività portata avanti in un’azienda che non si preoccupa di fare formazione prima di tutto per i propri dipendenti?</p>
<p>E’ evidente quindi che questo primo anno di alternanza scuola-lavoro non possa che essere giudicato con un bilancio negativo e, guardando le prospettive che il Governo ci dà per questo inizio dell’anno, non sembra che la situazione possa migliorare.</p>
<p>Questi dati che analizziamo ci sono stati confermati dalla presentazione del Minisero dell’istruzione del programma ‘’I Campioni dell’Alternanza’’: un percorso che coinvolgerà ben 27.000 studenti che saranno impegnati in attività di alternanza scuola-lavoro in aziende come McDonald’s, Eni, Coop e Zara. Queste aziende, oltre ad avere un passato molto poco trasparente e macchiato da vari casi di mancato rispetto sia dei diritti dei lavoratori che delle norme ambientali, sono aziende in cui risulta impossibile un percorso di alternanza che sia trasversale al programma scolastico, uno dei requisiti minimi che crediamo debba essere rispettato per strutturare un’esperienza davvero formativa, utile e di qualità. E’ evidente come risulti sempre più necessario strutturare all’interno degli Istituti organi come le Commissioni Paritetiche che diano la possibilità agli studenti di partecipare al processo decisionale grazie al quale si decide dove, come e con quali obiettivi fare l’alternanza scuola-lavoro.</p>
<p>Il Consiglio dei Ministri ha licenziato la Legge di Stabilità che al suo interno contiene una manovra che prevede fino a 3250 euro di sgravi fiscali per tutte quelle aziende che assumono stabilmente o in apprendistato gli studenti precedentemente impegnati in un’esperienza di alternanza scuola-lavoro. Questa manovra, secondo il Governo, è una risposta valida al problema della disoccupazione giovanile nel nostro paese. Ma scendiamo nel merito: gli studenti assunti attraverso questo contratto sono privi di tutele e diritti, infatti stiamo parlando del contratto a tutele crescenti del Jobs Act, lo stesso contratto che dà la possibilità di licenziare senza giusta causa entro 3 anni, lo stesso contratto che attraverso la decontribuzione ha fatto risparmiare 8mila euro di contributi alle aziende per tre anni ma che una volta dimezzata la decontribuzione ha fatto scendere in picchiata il grafico delle nuove assunzioni stabili. E’ evidente come si vuole creare un canale di precarietà tra istruzione e mondo del lavoro ignorando il fatto che per rispondere alla disoccupazione giovanile che sta al 38,8% nel nostro Paese (calcolo che considera come occupati anche tutti quei giovani sfruttati e sottopagati con il sistema dei voucher che evidentemente non dovrebbero essere considerati come tali) ci sia bisogno di ben altro, a partire da investimenti seri in ricerca e sviluppo.</p>
<p>Infine risulta grave come si continui a posticipare l’uscita dello Statuto delle Studentesse e degli Studenti in alternanza che, come sottolineato prima, è indispensabile per la tutela dei ragazzi impegnati in quest’esperienza , ritardo a cui  il ministero  risponde liquidando la questione e proclamandone solo una fantomatica uscita entro la fine dell’anno ignorando il fatto che ce n’è un bisogno immediato.</p>
<p>Ecco perchè, come facciamo da tempo ormai, riconoscendo il valore formativo che un’esperienza come l’Alternanza scuola-lavoro può avere per tutte le studentesse e tutti gli studenti, richiediamo un Codice Etico che identifichi le aziende idonee in cui portare avanti questa attività, uno Statuto delle Studentesse e degli Studenti in Alternanza che garantisca i diritti di tutte e tutti e che stanzi i fondi per la mobilità studentesca: un’alternanza senza tutele e non formativa non può rispondere alle necessità che come giovani viviamo ogni giorno.</p>
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		<title>Legge di stabilità: Governo dimezza investimenti su Buona Scuola</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Oct 2016 17:15:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francescapicci</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-10548" href="/sito/legge-di-stabilita-governo-dimezza-investimenti-su-buona-scuola/si-potrebbe-organizzareunassemblea-distituto-per-vedere-tutti-assieme-le-ragioni-del-si-vengo-anchio/"><img class="alignleft size-medium wp-image-10548" title="Si potrebbe organizzareun'assemblea d'istituto, per vedere tutti assieme le ragioni del Sì...... Vengo anch'io!" src="/sito/wp-content/uploads/2016/10/Si-potrebbe-organizzareunassemblea-distituto-per-vedere-tutti-assieme-le-ragioni-del-Sì......-Vengo-anchio-300x251.png" alt="" width="300" height="251" /></a>Il Consiglio dei Ministri si è riunito lo scorso sabato per approvare la nuova Legge di Stabilità 2017: si parla di incentivare la crescita del Paese e di investire su giovani e capitale umano. Ma cosa c’è sotto? Misure propagandistiche e insufficienti che scansano finanziamenti strutturali su diritto allo studio e cultura.</p>
<p>La Legge di Stabilità approvata dal CdM che approderà in Parlamento il 20 Ottobre, rappresenta l’ulteriore manovra che restituisce briciole a chi esige reali investimenti. 50 milioni di euro del Fis saranno indirizzati allo Student Act che aumenta la competizione tra studenti sotto la determinante della meritocrazia e dall’altro l’idea risponde a problemi strutturali con interventi spot che eludono il nocciolo della questione.</p>
<p>A rendere esplicito il fallimento del Governo sono i 300 milioni di euro da destinare alle deleghe in bianco sulla Buona Scuola, a fronte dei tanto esaltati 3 miliardi invocati durante l’iter di approvazione della legge 107, questi risultano essere solo briciole. Ancora una volta si rilascia un’idea distorta di cosa significhi investire sul diritto allo studio. Noi vogliamo estendere la possibilità di istruirsi realmente a tutte e tutti.</p>
<p>Non siamo più disposti ad accettare lo smantellamento della scuola pubblica e la privatizzazione dei canali di cultura: esigiamo una legge nazionale sul diritto allo studio che apra i luoghi della formazione a tutte e tutti, da Nord a Sud; richiediamo reali misure sull’edilizia scolastica, a fronte dei 150 crolli recenti nelle scuole d’Italia, per garantire sicurezza a chi vive nelle scuole; vogliamo che vengano garantite misure di welfare studentesco e che il reddito di formazione sia realmente esteso a tutta la popolazione studentesca. Per questo continueremo a mobilitarci in questo autunno e a informare le studentesse e gli studenti nelle scuole.</p>
<div>Basta truffe, il diritto allo studio è un diritto di tutti.</div>
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		<title>Pisa &#8211; Crolla calcinaccio in palestra, studenti indignati!</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Oct 2016 14:05:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francescapicci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ormai da anni gli studenti, i docenti e il personale ATA, dell&#8217;istituto tecnico industriale Leonardo Da Vinci convivono con il disagio di palestre e spogliatoi malmessi, ma Sabato 15 Ottobre, ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-10541" href="/sito/pisa-crolla-calcinaccio-in-palestra-studenti-indignati/soffitto-scuola-crollato/"><img class="alignleft size-medium wp-image-10541" title="soffitto-scuola-crollato" src="/sito/wp-content/uploads/2016/10/soffitto-scuola-crollato-300x176.jpg" alt="" width="300" height="176" /></a> Ormai da anni gli studenti, i docenti e il personale ATA, dell&#8217;istituto tecnico industriale Leonardo Da Vinci convivono con il disagio di palestre e spogliatoi malmessi, ma Sabato 15 Ottobre, durante una regolare lezione di educazione fisica, il problema si è palesato, ed a rischiare la vita è stato proprio uno studente. Il calcinaccio, proveniente da una intercapedine del soffitto, ha colpito il ragazzo sulla schiena, fortunatamente senza provocare nessun tipo di trauma allo studente. Ma è stato solo un caso!</p>
<p>E&#8217; evidente che un singolo intervento su queste strutture non risolverebbe del tutto il problema. Già nel Marzo dell&#8217;anno scolastico 2015-2016 la guaina impermeabile che ricopriva il tetto delle palestre volò via a causa del forte vento, e anche in quel caso, le riparazioni furono fatte al fine di rattoppare le mancanze più macroscopiche dell&#8217;edificio , e non ad una sua vera e propria riparazione. Attualmente, oltre agli evidenti problemi al tetto, si aggiungono spogliatoi mal messi e troppo piccoli per ospitare le classi, e persino un buco di notevoli dimensioni, transennato, in una delle palestre (dove si svolgono regolarmente le lezioni).</p>
<p>Gli studenti stessi dell&#8217;istituto, consapevoli dei gravi problemi di edilizia delle palestre, non si sono stupiti nel vedere un calcinaccio colpire un loro compagno di classe, in quanto abituati da anni a vedere parti di soffitto accumularsi negli angoli delle palestre. Attualmente il dirigente scolastico ha chiuso l&#8217;impianto finchè la provincia non attuerà gli interventi di messa a norma; fino a quel momento gli studenti e le studentesse dell&#8217;istituto dovranno svolgere le lezioni all&#8217;aperto o nelle aule con lezioni teoriche, non svolgendo regolarmente il programma di educazione fisica. Denunciamo tale situazione, non è possibile assistere a questi episodi che si moltiplicano quotidianamente, vogliamo delle risposte immediate! #sicuridamorire</p>
<div><span style="color: #222222; font-family: arial, sans-serif; font-size: small;"><br />
</span></div>
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		<title>Verona- Scuole impongono contributo volontario, ma l&#8217;Uds lo impedisce!</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Oct 2016 17:47:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sempre più frequente ormai a causa dello stato di definanziamento della scuola pubblica statale i casi di imposizione del contributo volontario. Uno strumento che, secondo la legge, dovrebbe servire per ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-10534" href="/sito/verona-scuole-impongono-contributo-volontario-ma-luds-lo-impedisce/vertenze/"><img class="alignleft size-medium wp-image-10534" title="vertenze" src="/sito/wp-content/uploads/2016/10/vertenze-300x300.png" alt="" width="300" height="300" /></a> Sempre più frequente ormai a causa dello stato di definanziamento della scuola pubblica statale i casi di imposizione del contributo volontario. Uno strumento che, secondo la legge, dovrebbe servire per il finanziamento delle attività autogestite dagli studenti e all&#8217;arricchimento dell&#8217;offerta formativa. Tuttavia questo viene sempre più spesso imposto ed anche utilizzato ad altri fini, come noi denunciamo da anni.</p>
<p>Questo è il caso di alcuni studenti della provincia di Verona che si sono ritrovati nella spiacevole situazione di dover pagare obbligatoriamente tale contributo a rate. Nell&#8217;istituto tecnico &#8220;Marconi&#8221; di Verona il mancato versamento di queste rate implica la mancata consegna del libretto delle assenze e, a ritardi nel versamento segue una sollecitazione da parte della dirigenza scolastica. Altra segnalazione arriva dall&#8217;Istituto &#8220;Giuseppe Medici&#8221; di Legnano, dove in seguito ad una segnalazione dell&#8217;Unione degli studenti si è risolto il contenzioso, dimostrazione dell&#8217;efficacia e dell&#8217;utilità del sindacato studentesco come strumento di giustizia per le studentesse e gli studenti!<br />
A preoccupare invece è la situazione della scuola elementare di Oppeano, laddove non solo si impone il contributo, ma viene anche negata la possibilità per le famiglie di scorporare il pagamento del contributo dalla tassa</p>
<p>Tali episodi, sempre più all&#8217;ordine del giorno nelle nostre scuole, sono atti gravissimi che ledono il diritto allo studio e negano l&#8217;accesso all&#8217;istruzione. Le barriere economiche di accesso al sapere diventano così strutturali nella scuola italiana, definanziata e svilita del suo carattere &#8220;pubblico statale&#8221; attraverso l&#8217;introduzione dello &#8220;School Bonus&#8221; inserito nella Legge 107. Come unione degli studenti riteniamo inaccettabile tale imposizione che denota una mancanza di trasparenza ed una grave violazione del diritto allo studio. La scuola che crea disugualianze non è scuola. Non si può porre il contributo volontario come discriminante per l&#8217;accesso, per questo siamo al fianco delle studentesse e degli studenti colpiti da questa ingiustizia e saremo ovunque si porrà un limite sul diritto allo studio. Ogni qualvolta le condizioni economiche determineranno l&#8217;esclusione dalla formazione noi saremo pronti a intervenire perchè nessuno sia lasciato indietro!</p>
<p>Se anche tu hai ricevuto minacce per mancato pagamento del contributo o ti viene negato l&#8217;accesso a qualche servizio della scuola: Contattaci! Lo sportello vertenze dell&#8217;Unione degli studenti è sempre attivo, scrivi all&#8217;indirizzo: unionedeglistudenti@gmail.com o telefona al 3461234420</p>
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		<title>Avellino- Lettera degli studenti e dei lavoratori alla Giannini: ecco la condizione delle nostre scuole!</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Oct 2016 16:13:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Cara Ministra, dopo mesi di forti mobilitazioni e uno dei più grandi scioperi del mondo della scuola che la storia del nostro Paese ricordi, Lei e il suo Governo avete ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-10527" href="/sito/avellino-lettera-degli-studenti-e-dei-lavoratori-alla-giannini-ecco-la-condizione-delle-nostre-scuole/avellino-3/"><img class="alignleft size-medium wp-image-10527" title="avellino" src="/sito/wp-content/uploads/2016/10/avellino-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Cara Ministra,<br />
dopo mesi di forti mobilitazioni e uno dei più grandi scioperi del mondo della scuola che la storia del nostro Paese ricordi, Lei e il suo Governo avete deciso di approvare comunque la legge 107, riforma impopolare che sta devastando l&#8217;istruzione in Italia. Il vostro ascolto è sempre stato solo di facciata, disinteressandovi di ciò che studenti e docenti hanno rivendicato nei dibattiti, nelle piazze e nelle scuole. Oggi siamo qui per parlare delle ulteriori disparità che la vostra riforma ha portato, unitamente a una politica di welfare inesistente, sperando che questa volta, soprattutto sulle deleghe in bianco date al Governo, ci sia vero ascolto e non altre passerelle.</p>
<p>Approfittiamo, quindi, della sua venuta ad Avellino per ricordarLe una serie di questioni relative proprio all&#8217;idea di &#8220;Scuola Aperta&#8221; e Pubblica che noi abbiamo e che riteniamo differisca dalla sua, a giudicare dalla legge definita &#8220;la buona scuola&#8221;.</p>
<p>1. Edilizia scolastica. Sicuramente sarà a conoscenza delle pessime condizioni nelle quali versano gli edifici scolastici nel nostro Paese. Ma è sicuramente anche a conoscenza che, in questa provincia, quasi tutte le scuole sono prive di certificazioni antisismiche al punto che la Procura della Repubblica è stata costretta ad intervenire. Per noi una scuola prima di essere aperta, deve essere sicura per salvaguardare il Futuro, le future generazioni.</p>
<p>2. Trasporti pubblici. Una scuola realmente &#8220;aperta&#8221; è quella in grado di essere raggiunta dai suoi studenti e dai suoi lavoratori, se poi è raggiungibile facilità sarebbe l&#8217;ideale. Il diritto all&#8217;istruzione cammina di pari passo con il diritto alla mobilità. Troviamo poco efficace e incompleta, se non bizzarra, la scelta della Regione Campania che offre abbonamenti gratuiti agli studenti fino ai 26 anni con ISEE familiare non superiore a € 35,000 ma, contestualemente, taglia nei fatti i Km che comportano la riduzione del numero delle corse giornaliere, determinando, così, la riduzione del servizio quasi fino a non garantirlo.</p>
<p>3. Istruzione per adulti. Una scuola realmente &#8220;aperta&#8221; è quella che garantisce come priorità assoluta il diritto allo studio. E&#8217; contro i principi costituzionali basiciche molti studenti lavoratori non possano completare la loro formazione professionale in quanto è stato misteriosamente soppresso il terzo e conclusivo anno in tutte le scuole della provincia con corsi serali di &#8220;Istruzione per Adulti&#8221;. Non le sembra il caso di chiedere lumi all&#8217;Ufficio Scolastico Provinciale ed intervenire d&#8217;autorità come MIUR?</p>
<p>4. Avvio dell&#8217;anno scolastico. Tra gli effetti della cosiddetta &#8220;buona scuola&#8221;, numerosi studenti denunciano che ad oltre un mese dall&#8217;avvio delle attività didattiche, ci sono ancora diverse cattedre scoperte e ciò si traduce con orari delle lezioni provvisori che cambiano ogni giorno e discipline di cui ancora non si conoscono i docenti. Si palesa un diffuso disagio nello svolgimento regolare della didattica e dei programmi. Le sembra questa la<br />
&#8220;buona&#8221; scuola?</p>
<p>5. Dispersione scolastica. Nel nostro Paese è ancora forte il fenomeno della dispersione scolastica, soprattutto nel Sud Italia. Che senso ha affidare alla sponsorizzazione delle aziende la possibile apertura pomeridiana delle scuole per provare a intercettare i giovani, quando con le scarse imprese presenti sul territorio non si riesce neanche a portare avanti l&#8217;alternanza scuola-lavoro? La scuola dovrebbe essere realmente a contatto con il territorio, ma cosa succede quando tantissimi giovani si trovano costretti ad abbandonarla per assenza di finanziamenti alla legge regionale sul diritto allo studio? La &#8220;buona scuola&#8221; ha un piano B?</p>
<p>Per questi ed altri motivi, venerdì 14 ottobre, saremo presenti in sit-in presso il luogo del convegno a partire dalle ore 16,00. Vogliamo che i cittadini irpini sappiano qual è il nostro concetto di scuola aperta e di buona scuola.</p>
<p>Unione Degli Studenti Avellino</p>
<p>CdLT-CGIL Avellino</p>
<p>FLC-CGIL Avellino.</p>
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		<title>Scuole sicure? Un grande bluff da 117 crolli in un anno.</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Oct 2016 09:53:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francescapicci</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-10520" href="/sito/scuole-sicure-un-grande-bluff-da-117-crolli-in-un-anno/sicuri-3/"><img class="alignleft size-medium wp-image-10520" title="sicuri" src="/sito/wp-content/uploads/2016/10/sicuri-212x300.png" alt="" width="212" height="300" /></a>Un recente studio di Cittadinanzattiva evidenzia che nelle scuole italiane ci sono stati 117 crolli con 18 feriti in un anno. Tra queste le regioni più colpite sono: Lombardia con 18 edifici crollati, il Veneto, la Sicilia, e la Toscana, insomma nessuna zona del Paese è estranea al pericolo di crollo.</p>
<p>Inoltre uno studio di palazzo Chigi sulla sicurezza degli edifici scolastici ci indica mancanze di sicurezza nel 60% delle scuole, preoccupante il dato della Calabria con il 94% degli edifici privo di agibilità statica.<br />
E’ inaccettabile che ogni giorno gli studenti si rechino in scuole non sicure, il 60% delle scuole italiane sono a rischio di crollo e questo dopo il progetto &#8220;Scuole belle, scuole sicure&#8221;. Molte scuole non rispettano i criteri antisismici, contengono amianto e mostrano segni di cedimenti strutturali. Dove sono finiti gli investimenti annunciati?</p>
<p>Il dato della Calabria con il 94% delle scuole prive del certificato di agibilità statica, i 112  crolli in un anno ci dimostrano come gli investimenti del governo siano totalmente insufficienti. E’ necessario un piano di investimenti straordinario che permetta realmente la messa in sicurezza delle scuole e 4 miliardi non bastano! Vogliamo che sia subito presa in considerazione l’anagrafe sull’edilizia scolastica.</p>
<p>Abbiamo bisogno di aule più spaziose, che ci permettano di svolgere didattica alternativa, di spazi dove fare assemblee d’istituto, di palestre, laboratori, biblioteche e di aulette autogestite.</p>
<p>Non si può rischiare di morire andando a scuola. Scarica anche tu il  <a title="VADEMECUM SULL'EDILIZIA SCOLASTICA" href="https://issuu.com/retedellaconoscenza/docs/sicuridamorire-chefare">VADEMECUM SULL&#8217;EDILIZIA SCOLASTICA</a> e se nella tua scuola sei &#8220;Sicuro da morire&#8221; contattaci: 3295991994</p>
<p>&nbsp;</p>
<div><span style="color: #222222; font-family: arial, sans-serif; font-size: small;"><br />
</span></div>
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		<title>Oltre il 7 Ottobre &#8211; Saremo l&#8217;incubo degli annoiati!</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Oct 2016 12:09:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francescapicci</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti degli studenti]]></category>
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		<description><![CDATA[Il 7  Ottobre è stata una prima data di mobilitazione che ha visto 100.000 studenti nelle piazze di tutto il Paese, per gridare il nostro NO alle politiche portate avanti ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-10509" href="/sito/oltre-il-7-ottobre-saremo-lincubo-degli-annoiati/in-un-tempo-senza-eta-saremo-lincubo-degli-annoiati-2/"><img class="alignleft size-medium wp-image-10509" title="In un tempo senza età SAREMO L'INCUBO DEGLI ANNOIATI" src="/sito/wp-content/uploads/2016/10/In-un-tempo-senza-età-SAREMO-LINCUBO-DEGLI-ANNOIATI1-300x251.png" alt="" width="300" height="251" /></a> Il 7  Ottobre è stata una prima data di mobilitazione che ha visto 100.000 studenti nelle piazze di tutto il Paese, per gridare il nostro NO alle politiche portate avanti da questo governo e per la conquista di quei diritti ormai sviliti dalle riforme neoliberiste. Abbiamo reso esplicito il nesso che c&#8217;è tra le riforme volute su scuola e lavoro, e la torsione autoritaria che si sta portando avanti con il referendum del 4 Dicembre.</p>
<p>L&#8217;antidemocraticità di questo Governo era già esplicita in seguito all&#8217;approvazione, a colpi di fiducia della legge 107, si sta esercitando attraverso un processo di delegittimazione della sovranità popolare: la riforma costituzionale. Questa riforma, portata avanti con demagogia e retorica del &#8220;tagli agli sprechi&#8221;, è un attacco corazzato ai diritti e alla democrazia. L’impoverimento della popolazione e la sottrazione di potere decisionale, diritti e tutele vanno di pari passo, è un processo che ci consegna un paese fortemente sperequato in cui le disugualianze si accentuano. Vogliamo passare da &#8220;chi ha meno decide meno&#8221; a redistribuire la ricchezza per decidere tutti: solo in un Paese che garantisce i diritti e il welfare universale si può avere una vera democrazia popolare. Per questo il NO alla riforma costituzionale è quello che abbiamo gridato il 7 Ottobre e continueremo a portare nelle scuole e nelle piazze attraversando il 29 Ottobre. Saremo nelle scuole per informare delle ragioni del NO al referendum costituzionale, e se ci saranno negate le assemblee ce le prenderemo.<br />
Noi non ci fermiamo, vogliamo tutto e lo vogliamo ora!<br />
Ma il 7  Ottobre non è stato che l&#8217;inizio.<br />
Chi ci taccia di conservatorismo ha qualcosa da nascondere, e noi lo smaschereremo.</p>
<p>Ad un anno dell’approvazione della Buona Scuola è opportuno fare un bilancio generale di come questa legge sia riuscita a modificare le nostre scuole: lo school bonus, la possibilità da parte dei privati di finanziare gli istituti, ha reso di fatto la scuola un’impresa che si è trovata a doversi immettere nel mercato per attirare a se i finanziamenti perdendo il suo carattere pubblico, si cementifica un sistema che alimenta una classifica di scuole di serie A e scuole di serie B. Il comitato di valutazione e la creazione dello staff del dirigente ha creato una classifica sia dei soggetti che animano la scuola che delle scuole stesse, andando a denaturare il fine stesso dell’istruzione, in un clima competitivo infatti, si crea un clima non favorevole alla crescita collettiva e la logica dei comitati di valutazione, tanto quanto dei Rapporti di Autovalutazione punta a creare una scaletta che non valorizza le scuole situate in territori poveri o periferici. L’autonomia, svilita del suo significato originario, è diventata solo uno strumento per centralizzare il potere in mano ad una sola persona, il preside manager che deve “gestire” gli affari interni della sua “piccola azienda”.<br />
Per questo vogliamo intendere una nuova rappresentanza studentesca, che sia presidio di democrazia nel proprio istituto e che, tramite una rete di rappresentanti, possa unire le forze per dare una risposta all&#8217;attacco che stiamo subendo.<br />
&#8220;Rights Now!&#8221; ha proprio questa funzione, ridare centralità alla rappresentanza studentesca per ripartire dalle conquiste nelle nostre scuole, coordinarci per avere giustizia. I rappresentanti oggi sono sempre più marginalizzati, le assemblee di istituto sono boicottate da presidi ottusi e gli spazi decisionali sono occupati, &#8220;Rights Now&#8221; è la risposta a questo processo: costruire una coscienza critica in ogni scuola per non delegare le decisioni ma far valere le nostre voci.<br />
La scuola- azienda e i presidi manager portano con se l&#8217;idea di una scuola austera e autoritaria, che si è già rivelata all&#8217;interno degli istituti nell&#8217;autunno 2014-2015, attraverso una forte repressione voluta dai dirigenti scolastici nei confronti di chi esprimeva il suo dissenso nelle piazze e nelle occupazioni. Oggi, però questa &#8220;torsione&#8221; la viviamo in maniera ancora più stringente. I &#8220;poteri&#8221; conferiti ai dirigenti scolastici aumentano il controllo che questi hanno sul corpo docente e sugli studenti, il ricatto del 5 in condotta diventa sempre più uno strumento per disincentivare gli studenti alla partecipazione democratica nella loro scuola, si negano le assemblee d&#8217;istituto, si prendono decisioni senza passare dai Consigli di Istituto. Questa deriva va fermata.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-10514" href="/sito/oltre-il-7-ottobre-saremo-lincubo-degli-annoiati/stiamodir1-2/"><img class="alignleft size-medium wp-image-10514" title="stiamodir1" src="/sito/wp-content/uploads/2016/10/stiamodir11-300x300.png" alt="" width="300" height="300" /></a><br />
In seguito alla grande mobilitazione del 7 Ottobre infatti, a centinaia di studenti è stato intimato che sarebbero stati &#8220;puniti&#8221;. La valutazione così diventa uno strumento di intimidazione e controllo della vita degli studenti, cui sono sottratti ormai la maggior parte dei diritti contenuti nello statuto delle studentesse e degli studenti del &#8217;98.<br />
Riteniamo quindi fondamentale partire dai nostri bisogni materiali, dall&#8217;abbattimento delle barriere di accesso all&#8217;istruzione, dalla riconquista dei diritti fondamentali delle studentesse e degli studenti, dalla richiesta di nuovi diritti: quelli degli studenti del &#8220;2000&#8243;.<br />
La campagna &#8220;Stiamo diritti&#8221; è la Consultazione nazionale studentesca, una campagna per la conquista di nuovi diritti: vogliamo ridare voce a chi per troppo tempo ha subito le ingiustizie tra i banchi di scuola.<br />
A chi è stato minacciato in seguito al 7 Ottobre diciamo: la lotta non si arresta!<br />
Nessuna studentessa o studente sarà lasciato solo, per questo è attivo lo sportello &#8220;SOS- Stiamo diritti&#8221;, attraverso il quale chiunque subisca minacce o ritorsioni, abbia dei problemi  nella sua scuola, può denunciare gli episodi all&#8217;Unione degli studenti. I nostri diritti oggi sono ancora ad uno stato primitivo e non possiamo più rimanere dei primati, delle scimmie: dobbiamo evolverci.</p>
<p>Non rimanere indietro. Partecipa all’evoluzione!</p>
<p>Contattaci: unionedeglistudenti@gmail.com</p>
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		<title>Foggia -Edilizia scolastica? Sicuri da MORIRE!  CROLLO DI INTONACO AL LICEO POERIO</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Oct 2016 16:42:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>martinacarpani</dc:creator>
				<category><![CDATA[News dai Territori]]></category>
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		<category><![CDATA[foggia]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi al Liceo Carolina Poerio si è verificato l’ennesimo cedimento strutturale del Palazzo degli Studi: infatti, durante l’orario di lezione, sono crollati dei pezzi di intonaco. Tutto il secondo piano ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-10490" title="edilizia" src="/sito/wp-content/uploads/2016/10/edilizia-300x176.jpg" alt="" width="300" height="176" /></p>
<p>Oggi al Liceo Carolina Poerio si è verificato l’ennesimo cedimento strutturale del Palazzo degli Studi: infatti, durante l’orario di lezione, sono crollati dei pezzi di intonaco. Tutto il secondo piano del Palazzo degli Studi è stato dichiarato inagibile e le classi che occupano queste aule domani non potranno svolgere le attivitá didattiche.<br />
Una notizia simile non è che l’ulteriore conferma del rapporto che Legambiente ha pubblicato sull’edilizia scolastica italiana: la maggioranza delle scuole del Sud sta sì attraversando un periodo di adeguamento alle certificazioni e norme ambientali e un aggiornamento progressivo degli strumenti adoperati nella didattica quotidiana (Lim, laboratori, pc etc) ma resta assolutamente carente per quanto riguarda l’edilizia. Infatti, il 45% delle scuole sono state costruite durante il Ventennio fascista o subito dopo la fine della Seconda guerra mondiale e per quanto le si possa “ritoccare” con interventi superficiali hanno bisogno di urgenti manutenzioni. È questo dunque anche il caso del Palazzo degli Studi che viene lasciato a se stesso nonostante gli episodi di cedimenti che si moltiplicano negli anni e i vari fondi stanziati.<br />
Il progetto portato avanti da Matteo Renzi con la sua disastrosa riforma Buona Scuola e la campagna &#8220;scuole belle&#8221; si dimostra ancora una volta fallace: soldi spesi male e assegnati alle scuole sulla base di una “Anagrafe” scolastica che privilegia gli istituti giá forti e affossa i più deboli.<br />
L’edilizia è parte integrante del nostro diritto allo studio: lo dimostra chi rimane fisicamente danneggiato, le lezioni che saltano, i disagi creati. Come il 9 ottobre 2015, quando abbiamo presentato alla Provincia un documento in cui presentavamo le carenze edilizie di ogni scuola foggiana, rivendichiamo il diritto allo studio in una struttura che non rischi di crollarci addosso, perché finalmente veniamo riconosciuti come studenti e non topi destinati a morire in gabbia. I fondi a Foggia invece vengono ancora una volta spesi per tecnologie inutilizzate, progetti incompiuti ed interventi di Edilizia soltanto di facciata.</p>
<div>
<p>ABBIAMO BISOGNO DI INTERVENTI REALI, PER POTER STUDIARE IN STRUTTURE SICURE!</p>
</div>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Rappresentanza studentesca- &#8220;RightS Now!&#8221; [Scarica tutti i materiali]</title>
		<link>http://www.unionedeglistudenti.net/sito/rappresentanza-studentesca-candidati-con-rights-now/</link>
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		<pubDate>Sat, 08 Oct 2016 11:50:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francescapicci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Vuoi diventare rappresentante di classe, istituto o consulta? Candidati con “RightS Now!” La più grande rete dei rappresentanti di classe, d’Istituto e di Consulta delle scuole italiane. Lungo tutto lo ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-10478" href="/sito/rappresentanza-studentesca-candidati-con-rights-now/rappresentanza-2/"><img class="alignleft size-medium wp-image-10478" title="rappresentanza" src="/sito/wp-content/uploads/2016/10/rappresentanza-300x300.png" alt="" width="300" height="300" /></a>Vuoi diventare rappresentante di classe, istituto o consulta?</p>
<p>Candidati con “RightS Now!” La più grande rete dei rappresentanti di classe, d’Istituto e di Consulta delle scuole italiane. Lungo tutto lo stivale, la campagna si propone di immaginare un altro modello di scuola, a partire da una rappresentanza fondata sulla partecipazione di tutt e tutti, necessaria ai tempi di una scuola che sempre più toglie potere agli studenti. Come abbiamo denunciato più e più volte, le riforme della scuola degli ultimi vent’anni, soprattutto la “Buona Scuola” del Governo Renzi, sono state volte all’accentramento del potere nelle mani del Dirigente Scolastico, promuovendo un modello aziendale dei luoghi della formazione.</p>
<p>In questo quadro, ad un boicottaggio di un modello di scuola nettamente distante da quello promosso dalle studentesse e degli studenti scesi in piazza negli anni, per l’istituzione di una scuola realmente democratica ed inclusiva, va affiancato un ripensamento sostanziale del ruolo della rappresentanza studentesca all’interno degli Organi Collegiale.</p>
<p>La Campagna RightS Now! parte da questi presupposti: oggi più che mai un rappresentante, che sia di classe, d’Istituto o di Consulta, ha bisogno del sostegno di tutto il corpo studentesco per essere riconosciuto come un interlocutore reale all’interno degli organi; se la tendenza, infatti, è quella di non ascoltare il rappresentante, questo si deve munire di tutta l’energia, creatività e attivismo degli studenti che rappresenta.</p>
<p>Per riprenderci il protagonismo all’interno delle nostre scuole dobbiamo partire dalla partecipazione collettiva, da un generale ripensamento dei luoghi di democrazia di cui possiamo disporre: le assemblee d’Istituto e di Classe, ad esempio, non possono più essere soltanto dei luoghi di informazione o discussione, ma anche dei fondamentali momenti di decisione. Sono tutti gli studenti ad essere garanti del rispetto della democrazia all’interno della scuola.</p>
<p>Le assemblee devono diventare deliberative, devono essere il momento in cui gli studenti prendono parola sulle questioni riguardanti le loro scuole e sulle loro città.</p>
<p>Il rappresentante deve essere voce, all’interno degli organi collegiali, di queste decisioni collettive. Ridare slancio anche ai collettivi studenteschi, ai comitati studenteschi, rendendoli a loro volta luoghi operativi, non può che essere funzionale alla riconquista del protagonismo che ci spetta per migliorare la scuola pubblica.</p>
<p>Ma la rappresentanza di istituto e di classe non è l’unico strumento cui bisogna ridare centralità. Le consulte studentesche necessitano di essere ripensate, al loro interno, per essere più funzionali ai bisogni di tutti gli studenti. Siamo stanchi di partecipare a Consulte Provinciali che diventano dei parlamentini in cui si da spazio a giovanili di organizzazioni politiche che, più che al bene degli studenti, pensano a portare visibilità alle loro sigle.</p>
<p>Noi vogliamo rendere le consulte dei luoghi che, in stretta connessione con le singole scuole presenti sui territori, siano laboratori per la creazione di nuovi spazi di socialità e aggregazione studentesca, che diano la possibilità di incrementare la creatività degli studenti, non solo attraverso le GDA (Giornate dell’Arte), ma anche attraverso la creazione di giornalini, concorsi di scrittura, musica e fotografia, progetti di interesse culturale e attività ricreative.</p>
<p>Per questo e tanto altro, “Rights Now!” si propone di costruire assieme agli aspiranti rappresentanti di classe, istituto e consulta, dei momenti di formazione, in cui scrivere tutti assieme dei programmi per le nostre scuole, confrontarsi su come affrontare alcuni presidi autoritari ed ottenere delle vittorie a partire dai nostri istituti.</p>
<p>Saremo un presidio permanente all’interno delle nostre, per tutelare i nostri diritti e conquistarne di nuovi, per far crescere luoghi e momenti di democrazia e socialità e per immaginare una scuola più giusta per tutte e tutti.</p>
<p>Per aderire alla campagna: candidati anche tu con “RightS Now”, trova tutte le informazioni necessarie per essere un buon rappresentante e collegati al  <a title="SITO RIGHTS NOW" href="https://studentsrightsnow.wordpress.com/">SITO RIGHTS NOW</a></p>
<p>Contattaci: 3333020656</p>
<p><a title="PAGINA FB" href="https://www.facebook.com/studentsrightsnow/?ref=ts&amp;fref=ts">PAGINA FB</a></p>
<p>Scarica i materiali utili!</p>
<a class="downloadlink" href="/sito/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=301" title=" scaricato 317 volte" >Volantino a colori (317)</a>
<p>&nbsp;</p>
<a class="downloadlink" href="/sito/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=302" title=" scaricato 301 volte" >Volantino bianco e nero (301)</a>
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