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	<title>Unione degli Studenti &#187; Edilizia scolastica</title>
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		<title>Stiamo Diritti &#8211; Students&#8217; (r)Evolution &#124; Al via la consultazione nazionale studentesca</title>
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		<pubDate>Mon, 30 May 2016 07:17:50 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-10293" href="/sito/stiamo-diritti-students-revolution-al-via-la-consultazione-nazionale-studentesca/stiamodirittidef-011/"><img class="alignleft size-full wp-image-10293" title="STIAMODIRITTIDEF-01(1)" src="/sito/wp-content/uploads/2016/05/STIAMODIRITTIDEF-011.png" alt="" width="364" height="258" /></a>Al via una nuova consultazione nazionale studentesca per  l’identificazione di un nuovo statuto delle studentesse e degli studenti  delle scuole secondarie di II grado. La campagna si chiama Stiamo  Diritti &#8211; Students’ (r)Evolution e ha come obiettivo, al termine di una  consultazione semestrale, di proporre una nuova carta per conquistare un  rinnovato protagonismo nelle scuole e nelle città attraverso la  definizione di uno stutus dei soggetti in formazione.<br />
In questi ultimi anni  stiamo assistendo ad una compressione dei diritti degli studenti nelle  scuole superiori. La spinta propulsiva delle lotte degli anni ‘90, che  ha portato all’approvazione del <a href="/sito/wp-content/uploads/downloads/2012/01/Statuto-aggiornato.pdf" target="_blank">DPR 294/1998</a>, il vecchio statuto dei  diritti delle studentesse e degli studenti, si è definitivamente  esaurita. Le nostre scuole sono diventate dei luoghi di  disciplinamento e controllo, basti pensare agli effetti che hanno avuto  alcune scelte quali l’introduzione nella riforma Gelmini del limite  delle 50 assenze, il voto di condotta, l’utilizzo distorto delle nuove  tecnologie. Oggi, a quasi un anno dall’approvazione della legge 107/15,  registriamo un inasprimento delle misure repressive ai danni degli  studenti da parte di Dirigenti Scolastici o professori particolarmente  autoritari, nonché una restrizione sostanziale degli spazi di  protagonismo degli studenti. Risulta palese la perdita di tutele,  diritti e possibilità di decisione su tanti aspetti della vita scolastica e non, quali  il diritto allo studio, i percorsi di alternanza scuola-lavoro, la  valutazione, la didattica, la progettualità studentesca, gli organi  collegiali.<br />
Il Governo ha preso troppe scelte in nostro nome senza  mai ascoltarci &#8211; basti pensare alla consultazione sulla Buona Scuola -, pertanto abbiamo deciso di avviare una vera  consultazione nazionale studentesca in grado di raccogliere i nuovi  bisogni degli studenti all’interno della scuola riformata e le nuove  necessità alle quali dare una risposta se si vuole garantire l’accesso  ai saperi e la crescita consapevole dei cittadini. Nella prima fase della campagna, che durerà sino a fine settembre,  proveremo ad intercettare opinioni e domande, in particolare ci  confronteremo sull’attualità dei diritti sanciti nello Statuto degli  studenti e delle studentesse e proveremo ad immaginare soluzioni per  vedere riconosciuti diritti di cui sentiamo l’esigenza ma che ad oggi  non sono ancora sanciti. Sul sito<a href="http://www.stiamodiritti.it/" target="_blank"> www.stiamodiritti.it</a> ci sono una serie  di sezioni in cui si può rispondere alle domande o inserire le istanze  individuali o collettive, emerse nel corso di assemblee di classe,  assemblee d’istituto, comitati studenteschi, collettivi. Nella seconda  fase, da ottobre a dicembre, elaboreremo le istanze emerse e le  tradurremo in proposte, che verranno nuovamente sottoposte a  consultazione aperta. A gennaio, infine, presenteremo un nuovo Statuto  delle studentesse e degli studenti, per conquistare un nuovo  protagonismo nelle scuole e nelle nostre città.</p>
<h3>Partecipa alla consultazione visitando <a href="http://www.stiamodiritti.it/" target="_blank">www.stiamodiritti.it</a> e attivati nellla tua scuola! Segui la pagina <a href="https://www.facebook.com/stiamodiritti/?fref=ts" target="_blank">facebook</a> e il profilo<a href="https://twitter.com/Stiamo_Diritti" target="_blank"> twitter!</a></h3>
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		<title>BOLOGNA &#8211; 4 e 5 giugno: scuole di formazione ai diritti per gli studenti del nord-est</title>
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		<pubDate>Mon, 16 May 2016 11:16:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>danilolampis</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-10280" href="/sito/bologna-4-e-5-giugno-scuole-di-formazione-ai-diritti-per-gli-studenti-del-nord-est/piacenza-foto-bella/"><img class="alignleft size-full wp-image-10280" title="piacenza foto bella" src="/sito/wp-content/uploads/2016/05/piacenza-foto-bella.jpg" alt="" width="403" height="269" /></a>“La cultura [...] è organizzazione, disciplina del proprio io interiore;  è presa di possesso della propria personalità, e conquista di coscienza  superiore, per la quale si riesce a comprendere il proprio valore  storico, la propria funzione e nella vita, i propri diritti, i propri  doveri.”<br />
Antonio Gramsci, Socialismo e cultura</p>
<p>L&#8217;Unione degli  Studenti organizza, per gli studenti del nord-est, le scuole di  formazione sui diritti degli studenti, sulle rivendicazioni in merito al  diritto allo studio, al welfare, sulle prassi mutualistiche, sulla  buona rappresentanza studentesca e sulla comunicazione politica. Le  scuole di formazione si terranno a Bologna, il 4 e 5 giugno, presso il  circolo Arci <a href="https://www.facebook.com/RitmoLento-1197605863586683/?fref=ts" target="_blank">Ritmo Lento</a>. Scuole di formazione aperte a tutti gli  studenti curiosi e pronti a rivendicare i propri diritti, a tutte e  tutti coloro che non si arrendono e che vogliono comprendere e cambiare  il mondo a partire dalla propria scuola.<br />
Pensare dei corsi di  formazione per essere capaci di affrontare le complessità dei contesti  territoriali è un atto di coraggio, in controtendenza rispetto alla  politica del &#8220;fare&#8221; senza contenuti, della giornata piuttosto che del  lungo periodo. Una politica spettacolarizzata, incapace di destrutturare  le demagogie dando risposte concrete. Formarsi sui propri diritti è  dunque uno strumento per cambiare realmente dal basso la propria  condizione, senza dover delegare ma facendo sentire la propria voce. Gli  studenti sono cittadini a 360° e perciò hanno tutto il diritto di  studiare la realtà che li circonda, analizzarla e prendere posizione per  cambiarla. Non ci si può limitare a studiare senza agire, come non  basta agire senza comprendere il proprio contesto. Per questo le scuole  di formazione possono rappresentare un momento importante per tutti  coloro che credono nella necessità del sindacato studentesco come  strumento di reale cambiamento delle proprie condizioni. Uno strumento  unico, che può costruire dal basso un&#8217;alternativa culturale non solo  nelle scuole ma anche nelle città.</p>
<p>Gli obiettivi che ci proponiamo di raggiungere sono:<br />
- Conoscenza di base rispetto ai diritti degli studenti e a quali sono gli strumenti di difesa e di tutela;<br />
- Conoscenza degli strumenti della rappresentanza studentesca;<br />
- Capacità di impostare una vertenza nella propria scuola e nella propria città;<br />
- Conoscenza del modello di welfare attuale e delle nostre rivendicazioni;<br />
- Cosa intendiamo per diritto allo studio e come lo rivendichiamo e lo costruiamo sui territori;<br />
- Conoscenza sul mutualismo e delle diverse pratiche da poter realizzare sui territori;<br />
- Conoscenze di base sulle strategie comunicative</p>
<p>Modalità e tempi della discussione</p>
<p>I  punti di partenza sono i materiali informativi richiedibili scrivendo  alla mail segnalata poco sotto e la modalità di discussione sarà quanto  più aperta e orizzontale possibile, con l&#8217;utilizzo di cartelloni e  post-it. Pensiamo di organizzare la discussione in questo modo:<br />
-  sabato 4, dalle ore 18: Memoria e Immaginazione: dibattito sulla storia e  le nuove sfide dell’Unione degli Studenti. A seguire serata a Ritmo  Lento.<br />
- domenica 5, dalle ore 10, si terranno i seguenti gruppi di  lavoro: vertenzialità e rappresentanza; diritto allo studio e welfare;  mutualismo e solidarietà; comunicazione e organizzazione della  mobilitazione.</p>
<p>Se vuoi ricevere i materiali utili per  partecipare all&#8217;iniziativa o se vuoi organizzare le scuole di  formazione nella tua  città scrivi a  unionedeglistudenti@gmail.com  o chiama al 3401653203.</p>
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		<title>SENTENZA SU CROLLO LICEO DARWIN NON RISOLUTIVA. SERVONO INVESTIMENTI E UN PIANO NAZIONALE, DAL GOVERNO SOLO SLOGAN.</title>
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		<pubDate>Thu, 31 Mar 2016 13:02:56 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-10061" href="/sito/edilizia-scolastica-uds-sentenza-su-crollo-liceo-darwin-non-risolutiva-servono-investimenti-e-un-piano-nazionale-dal-governo-solo-slogan/manutenzione-3/"><img class="alignleft size-full wp-image-10061" title="manutenzione" src="/sito/wp-content/uploads/2016/03/manutenzione1.png" alt="" width="380" height="537" /></a>In seguito al crollo del liceo Darwin di Torino, avvenuto il 22 novembre  2008, che segnò una pagina nera nella storia dell’edilizia scolastica  in Italia con la morte di Vito Scafidi, ieri è stata confermata la  condanna per sei responsabili. La Cassazione ha infatti emanato una  sentenza fondamentale: “Le scuole che non offrono un adeguato livello di  sicurezza per l’incolumità degli allievi e del personale che ci lavora  devono essere chiuse su iniziativa degli insegnanti che hanno accettato  di ricoprire il ruolo di responsabili della sicurezza e prevenzione e  che agiscono su delega del preside e non possono rimanere inerti di  fronte a criticità foriere di pericoli”. La scuola ed i responsabili  alla sicurezza, dunque, sono considerati tra i principali responsabili  per quanto riguarda la sicurezza edilizia.</p>
<p>“Come sindacato  studentesco riteniamo sia stato fatto un passo in avanti verso la  considerazione del problema dell’edilizia come basilare per la comunità  scolastica. Pensiamo tuttavia che non si possa considerare tale sentenza  una soluzione al problema.” &#8211; afferma Danilo Lampis, coordinatore  nazionale dell’Unione degli Studenti &#8211; “Denunciamo da anni la condizione  in cui versano le strutture scolastiche, conosciamo i drammi che ne  derivano e spesso, quando si procede alla chiusura delle scuole a  rischio, le alternative della locazione sono capannoni industriali ed  altri “alloggi” di fortuna.</p>
<p>“Vogliamo un piano nazionale per  l’edilizia scolastica che consideri l’anagrafe dell’edilizia” &#8211; conclude  l’UdS &#8211; “più indagini dimostrano che oltre il 46% delle strutture  scolastiche in Italia necessitano di manutenzione urgente, i  finanziamenti irrisori del Governo non son serviti neanche per rifare  l’intonaco sulle pareti. Oggi più che mai è necessario dare una risposta  a tutti coloro i quali rischiano la vita ogni giorno in strutture  fatiscenti e con pericolo di crollo. Gli investimenti per la prevenzione  delle tragedie sono l’unica soluzione reale a questa piaga della scuola  italiana”.</p>
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		<title>Studenti per il referendum contro La Buona Scuola. Apriamo una primavera di diritti, per una scuola di tutti e per tutti!</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Mar 2016 12:57:48 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr">La scuola pubblica italiana sta soffrendo: per l’inesistenza di un piano di investimenti, per l’assenza del diritto allo studio, per una situazione dell’edilizia scolastica che giorno dopo giorno si fa sempre più tragica e per tanti altri motivi che ben conosciamo, che fanno parte della nostra quotidianità. Ma sopratutto soffre perché è vittima di una riforma ingiusta, la legge 107, che non soltanto non ha risposto ai bisogni cronici della scuola italiana, ma che sta imponendo un modello di scuola padronale, con un dirigente che decide tutto in forma diretta e indiretta, succube dei privati, palestra di precarietà per docenti e studenti, in cui le diseguaglianze attraverso lo school bonus vengono legittimate anziché abbattute, in cui scuola privata e scuola pubblica vengono messe in concorrenza falsata, salvo poi concedere nuove agevolazioni a favore di quest’ultima.</p>
<p dir="ltr"><a rel="attachment wp-att-9991" href="/sito/studenti-per-il-referendum-contro-la-buona-scuola-apriamo-una-primavera-di-diritti-per-una-scuola-di-tutti-e-per-tutti/la-buona-scuola-siamo-noi-3/"><img class="alignright size-full wp-image-9991" title="la buona scuola siamo noi" src="/sito/wp-content/uploads/2016/03/la-buona-scuola-siamo-noi.jpg" alt="" width="346" height="230" /></a>Noi non siamo mai stati conservatori, come ci ha voluto dipingere il Governo: negli ultimi mesi abbiamo fatto delle proposte concrete contenute ne l’Altra Scuola, documento frutto delle mobilitazioni studentesche<a href="/sito/wp-content/uploads/downloads/2015/03/altrascuola-2.pdf" target="_blank">. Chiediamo di partire da 7 priorità: un nuovo diritto allo studio col fine di raggiungere la piena gratuità dell’istruzione; un’alternanza scuola-lavoro finanziata e qualificata; finanziamenti per il rilancio della scuola pubblica; una riforma della valutazione in chiave democratica; investimenti sostanziosi sull’edilizia scolastica; un ripensamento radicale dell’autonomia scolastica; una riforma dei cicli scolastici, dei programmi e della didattica. Non ci hanno voluto ascoltare, preferendo i consigli di Confindustria e dei poteri forti.</a></p>
<p dir="ltr">Eppure, nonostante l’approvazione della legge 107, in questi ultimi mesi le scuole hanno dimostrato di essere ancora una volta indomabili. Da Nord a Sud del Paese si sono moltiplicate forme di boicottaggio dei comitati di valutazione, assemblee e coordinamenti in grado di opporre alla ristrutturazione neoliberale, autoritaria e centralistica delle valide alternative, cortei e iniziative &#8211; prevalentemente studentesche &#8211; in grado di palesare ancora una volta il vero significato della parola “democrazia”. La più bella lezione che ci lascia il movimento della e per la scuola pubblica è proprio questa: quando un governo, a maggior ragione se non legittimato dal voto popolare, impone delle leggi, allora è giusto lottare per cancellarle e imporre una visione alternativa di società. Per questo il Governo non ci ha sconfitto, poiché non ha fatto i conti con l’ostinazione e il forte consenso raccolto da chi in questi ultimi anni ha lottato contro l’aziendalizzazione della scuola pubblica, contro le devastazioni ambientali, contro la precarizzazione del lavoro e la ristrutturazione istituzionale in chiave verticistica.</p>
<p dir="ltr"><a rel="attachment wp-att-9985" href="/sito/studenti-per-il-referendum-contro-la-buona-scuola-apriamo-una-primavera-di-diritti-per-una-scuola-di-tutti-e-per-tutti/mani-rep/"><img class="alignleft size-full wp-image-9985" title="mani rep" src="/sito/wp-content/uploads/2016/03/mani-rep.jpg" alt="" width="285" height="190" /></a>Ora è giunto il momento di unire le forze, organizzando un’irruzione della maggioranza invisibile che i vari governi che si sono succeduti hanno provato a schiacciare in questi ultimi anni. Vogliamo avviare un processo costituente politico e sociale di ricomposizione nell&#8217;era della frammentazione, considerando le lotte come uno strumento imprescindibile per affermare i nostri bisogni, rivendicando e praticando l&#8217;uguaglianza nei luoghi che attualmente riproducono disuguaglianze, combattendo le logiche autoritarie e costruendo un&#8217;altra scuola e un&#8217;altra società dal basso. E’ il momento di entrare in scena, tutti assieme, per decidere sulla scuola pubblica e sul futuro del Paese. Per questo, un inedito arco di forze sociali, che vede in campo per ora sindacati e associazioni di studenti e genitori, ha deciso di promuovere un referendum contro parti della legge 107, contro la Buona Scuola che di “buono” non ha nulla.</p>
<p dir="ltr">Nei prossimi giorni quattro quesiti verrano depositati in Cassazione da parte del <a href="/sito/verso-il-referendum-contro-la-legge-107-le-delibere-dellassemblea-nazionale-di-napoli/" target="_blank">Comitato Promotore</a> e ad aprile inizierà la raccolta delle firme per poter andare al voto nella primavera del 2017. I quesiti andranno ad attaccare i seguenti punti, forse i più pericolosi della legge 107:</p>
<ol>
<li>School bonus. Si chiederà di cancellare un beneficio di fatto  riservato alle scuole private, che inoltre accrescerebbe anche le  disuguaglianze tra le scuole pubbliche: le erogazioni liberali non  dovranno più essere riservate alle singole scuole, ma all’intero sistema  scolastico. Non possiamo accettare che si accresca la divisione tra  scuole di serie A e scuole di serie B, come non possiamo accettare che  si privatizzi ulteriormente l’istruzione;</li>
<li>Poteri del dirigente  scolastico: si prova ad abrogare la chiamata diretta degli insegnanti da  parte del dirigente scolastico sugli ambiti territoriali per incarichi  solo triennali. Nella scuola pubblica non può esserci spazio per  clientelismi e competizione.</li>
<li>Alternanza scuola-lavoro: si vuole  abrogare l’obbligo di 200 ore nei licei e 400 ore nei  tecnico-professionali, lasciando le scuole libere di organizzare tali  attività come hanno sempre fatto, al fine di impedire che gli studenti  possano affrontare, come già stiamo rilevando, dei percorsi di  alternanza dequalificati, senza reali tutele, non attinenti al percorso  di studi e soprattutto eccessivamente invasivi per l’assurdità delle ore  imposte;</li>
<li>Premi ai docenti: si vuole abrogare la possibilità del  dirigente Scolastico di attribuire dei premi ai docenti, ripristinando  le funzioni precedenti del comitato di valutazione secondo il T.U. (Dl  297/94), salvaguardando al contempo il fondo per la valorizzazione dei  docenti, demandandolo dunque alla contrattazione d’istituto. Non è  questo il modello di valutazione che ci interessa: alla punizione e ai  premi preferiamo la cooperazione, il dialogo e la definizione dal basso  di strategie di miglioramento condivise.</li>
</ol>
<p dir="ltr"><a rel="attachment wp-att-9982" href="/sito/studenti-per-il-referendum-contro-la-buona-scuola-apriamo-una-primavera-di-diritti-per-una-scuola-di-tutti-e-per-tutti/vogliamo-potere-napoli/"><img class="size-full wp-image-9982 alignright" title="vogliamo potere napoli" src="/sito/wp-content/uploads/2016/03/vogliamo-potere-napoli.jpg" alt="" width="363" height="233" /></a>Abbiamo definito questi quattro quesiti per cambiare stagione: è il momento di aprire una primavera democratica di contestazione e creazione, per restituire la parola al popolo e ai suoi bisogni. Il referendum contro la legge 107 pertanto sarà accompagnato da altri referendum: uno per fermare gli incentivi alla privatizzazione dell’acqua e dei servizi pubblici locali; uno per cambiare le politiche ambientali, a partire dallo stop definitivo alle trivellazioni petrolifere in terra e in mare; uno contro la riforma del lavoro del Governo Renzi, il Jobs act, che verrà promosso dalla CGIL. Pensiamo dunque ad una nuova stagione di referendum sociali, naturale compimento del percorso di mobilitazione capillare e diffuso <a href="http://www.notriv.com/2016/02/26/perche-dobbiamo-votare-si-al-referendum-no-triv-del-17-aprile/" target="_blank">per il SI al referendum contro le trivellazioni che si terrà il 17 aprile</a> e del referendum per il NO alla controriforma costituzionale promossa dal Governo che si terrà ad ottobre. Di questo parleremo nell’assemblea nazionale promossa a <a href="http://www.retedellaconoscenza.it/blog/2016/02/24/appello-per-unassemblea-nazionale-verso-la-stagione-dei-referendum-sociali/" target="_blank">Roma il 13 marzo dalle varie forze che oggi compongono  l’arco dei referendum sociali</a>. Crediamo sia necessario immaginare la tornata referendaria non soltanto affiancata da un nuovo piano di mobilitazione diffusa, ma anche accompagnata da un piano di proposte alternative a partire da: <a href="http://www.retedellaconoscenza.it/blog/2016/02/11/la-strategia-del-governo-sul-lavoro-e-la-strada-verso-i-diritti-per-tuttei/" target="_blank">la Carta dei diritti universali del Lavoro promossa dalla Cgil, la carta dei diritti e dei principi del lavoro autonomo e indipendente promossa dalla coalizione 27f</a>, la <a href="http://linkcoordinamentouniversitario.it/nasce-il-comitato-promotore-della-lip-sul-diritto-allo-studio-la-partita-e-aperta/" target="_blank">legge d’iniziativa popolare sul diritto allo studio universitario presentata da Link</a>, la battaglia per il<a href="https://www.facebook.com/redditodidignita/" target="_blank"> reddito di dignità promossa da Libera</a>, le nostre  idee per un’<a href="https://issuu.com/retedellaconoscenza/docs/altrascuola__2_" target="_blank">Altra Scuola</a>. Esiste la possibilità di mettere a sistema referendum, mobilitazione e proposte alternative; una possibilità da non sprecare ma da incentivare, a partire dai territori, promuovendo larghe coalizioni sociali. Per questo ci impegneremo per la scrittura di una nuova legge per la scuola pubblica, in base alle numerose idee e proposte raccolte negli ultimi anni in autogestioni, assemblee ed occupazioni.</p>
<p dir="ltr"><a rel="attachment wp-att-9994" href="/sito/studenti-per-il-referendum-contro-la-buona-scuola-apriamo-una-primavera-di-diritti-per-una-scuola-di-tutti-e-per-tutti/studenti-sui-banchi/"><img class="size-full wp-image-9994 alignleft" title="studenti sui banchi" src="/sito/wp-content/uploads/2016/03/studenti-sui-banchi.jpg" alt="" width="277" height="207" /></a>Come accennavamo non possiamo pensare però che bastino i referendum per riscattare anni di soprusi e ingiustizie. La campagna referendaria dovrà viaggiare di pari passo ad un moltiplicarsi delle lotte, scuola per scuola, città per città. Per questo pensiamo che in ogni scuola si debba discutere di come praticare sin da subito un modello alternativo a quello della legge 107, utilizzando gli strumenti, gli OdG e le buone pratiche consigliati dal <a href="/sito/manuale-per-una-scuola-ribelle-leggi-diffondi-pratica-lalternativa-dal-basso/" target="_blank">Manuale della Scuola Ribelle</a>, lottando per un’alternativa di valutazione con la campagna Nessuno ci può giudicare, denunciando le condizioni<a href="/sito/sicuridamorire-parte-la-campagna-di-denuncia-sulledilizia-scolastica/" target="_blank"> dell’edilizia scolastica con la campagna “Sicuri da Morire”</a>, attivandosi <a href="/sito/formati-non-sfruttati-al-via-la-campagna-sullalternanza-scuola-lavoro/" target="_blank">affinché i percorsi di alternanza scuola-lavoro non diventino occasioni di sfruttamento e lavoro gratuito</a>. Occorrerà dunque sfruttare i banchetti di raccolta delle firme per parlare della scuola che si ribella ogni giorno, del perché si boicotteranno anche quest’anno i test Invalsi o ad esempio dell’importanza di aver ottenuto un’aula autogestita nella propria scuola. La campagna referendaria sarà quindi un’importante occasione per far comprendere che la scuola è di tutti e per tutti, non soltanto per gli addetti ai lavori. Una scuola al centro del territorio, che nonostante abbia subito per anni un attacco devastante al suo ruolo pubblico, mantiene ancora tutte le potenzialità per essere fucina di cambiamento e liberazione individuale e collettiva. Solo così si comprenderà pienamente il senso del referendum contro la legge 107: esso non potrà mai essere la panacea di tutti i mali, nè lo strumento di qualche partito per ridurlo ad ariete di punta contro il Governo Renzi; esso invece sarà un utile strumento per rispondere ai nostri bisogni, per praticare la democrazia e parlare al Paese della necessità di una scuola democratica, inclusiva, di tutti e per tutti.</p>
<p dir="ltr"><a rel="attachment wp-att-9988" href="/sito/studenti-per-il-referendum-contro-la-buona-scuola-apriamo-una-primavera-di-diritti-per-una-scuola-di-tutti-e-per-tutti/roma-3/"><img class="alignright size-full wp-image-9988" title="roma" src="/sito/wp-content/uploads/2016/03/roma.jpg" alt="" width="363" height="242" /></a>I referendum sociali, combinati alle tante lotte che continueremo a promuovere in tutto il Paese, <a href="http://www.notriv.com/2016/02/26/perche-dobbiamo-votare-si-al-referendum-no-triv-del-17-aprile/" target="_blank">a partire dal prossimo appuntamento del referendum contro le trivelle del 17 aprile</a>, rappresentano un’opportunità per disegnare tutti assieme i contorni di una nuova democrazia partecipata. La democrazia non è un feticcio, non è il voto ogni 5 anni. La democrazia è presenza costante, affermazione della volontà collettiva in ogni Consiglio d&#8217;Istituto, in ogni assemblea, in ogni drammatico sgombero di occupazione abitativa, in ogni lotta contro la devastazione dei territorio e in tanto altro. La politica, invece, parafrasando Foa, non è soltanto governo della gente, ma aiutare la gente a governarsi da sè. E’ proprio questa la scommessa dei prossimi mesi: occuparci del bene comune, dando fiducia ai nostri saperi e alla nostra voglia di cambiamento, praticando la democrazia senza subire più le decisioni dall’alto. Da aprile riempiremo le nostre scuole e città di banchetti di raccolta firme per poter presentare i quesiti, accompagnandoli con iniziative, cortei e assemblee di confronto aperte a tutta la cittadinanza. Raccoglieremo tutte le firme, da quelle per la scuola pubblica a quelle per i beni comuni, per la tutela dell’ambiente e dei territori, per i diritti del lavoro, per una nuova legge d’iniziativa popolare sul diritto allo studio universitario.</p>
<p dir="ltr"><a rel="attachment wp-att-9979" href="/sito/studenti-per-il-referendum-contro-la-buona-scuola-apriamo-una-primavera-di-diritti-per-una-scuola-di-tutti-e-per-tutti/porte-ouverte/"><img class="alignleft size-full wp-image-9979" title="porte ouverte" src="/sito/wp-content/uploads/2016/03/porte-ouverte.jpg" alt="" width="259" height="259" /></a>Stiamo attraversando tempi difficili: il progetto europeo svanisce con l’erizione dei muri alle frontiere, vi è una preoccupante avanzata delle destre xenofobe e fasciste, le politiche economiche continuano a garantire i privilegi accanendosi contro i deboli, la povertà e le disuguaglianze si accrescono. I governi di mezzi Europa sono complici ed esecutori delle peggiori politiche antidemocratiche e autoritarie dal dopoguerra ad oggi. Il caso italiano ne è un emblema, con le riforme imposte l’ultimo anno. Non possiamo consegnare il nostro futuro alle decisioni di una casta economico-politica che risponde agli interessi dei pochi che mangiano sulle nostre spalle, sui saperi e sul lavoro della maggioranza che mantiene la testa bassa perché divisa, sfiduciata, senza prospettive. Vogliamo un Paese e un’Europa per tutte e tutti, diritti, lavoro, reddito e istruzione. Noi studenti torniamo prepotentemente in campo per conquistare il nostro futuro, che è il futuro del Paese e dell’Europa intera. Per questo facciamo appello a tutta la cittadinanza: organizziamoci ed entriamo in scena, reclamando il potere di decidere sulle nostre vite, sul nostro lavoro, sui nostri studi. Stanno provando a recidere tutti i fiori, ma non fermeranno mai la nostra primavera.</p>
<h4>Vuoi aprire un comitato locale nella tua città per prepararti alla raccolta delle firme? Contattaci scrivendo a <a href="mailto:unionedeglistudenti@gmail.com">unionedeglistudenti@gmail.com</a> o chiamando ai tuoi <a href="/sito/nazionale/" target="_blank">responsabili territoriali di riferimento.</a></h4>
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		<title>#SICURIDAMORIRE: parte la campagna di denuncia sull&#8217;edilizia scolastica</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Jan 2016 11:20:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>danilolampis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In seguito alla ricerca svolta, come ogni anno, da Cittadinanzattiva e Legambiente, nel report &#8220;Ecosistema Scuola&#8221; emerge una fotografia disastrosa delle condizioni degli edifici scolastici italiani. I dati, aggiornati al ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-9739" href="/sito/sicuridamorire-parte-la-campagna-di-denuncia-sulledilizia-scolastica/sicuri/"><img class="alignleft size-full wp-image-9739" title="sicuri" src="/sito/wp-content/uploads/2016/01/sicuri.png" alt="" width="304" height="430" /></a> In seguito alla ricerca svolta, come ogni anno, da Cittadinanzattiva e  Legambiente, nel report &#8220;Ecosistema Scuola&#8221; emerge una fotografia  disastrosa delle condizioni degli edifici scolastici italiani. I dati,  aggiornati al 2015, ci dicono infatti che sono sottoposte al rischio  sismico il 68,2% delle scuole situate in Sardegna e Sicilia e ben il 70%  delle scuole in Molise; le norme di sicurezza sono totalmente  scavalcate da una situazione allarmante che vede il 46,4% delle scuole  italiane sprovviste di scale antincendio e un 40% che necessita di  manutenzione urgente. Se guardiamo, invece, alle problematiche relative  all&#8217;inquinamento ambientale, allora i dati più preoccupanti emergono dal  sud e dalle isole, laddove tra presenza di materiali radioattivi,  amianto e vicinanza a discariche si registra una situazione assai  complessa. Questi ed altri dati sono stati da noi raccolti nelle  infografiche &#8220;Edilizia scolastica? Sicuri da morire!&#8221; dove è  visibilmente leggibile tale ricerca.<br />
Da anni, come Unione degli  studenti, denunciamo l&#8217;inefficacia degli investimenti e dei  provvedimenti messi in campo dal Governo Renzi, come &#8220;scuole belle  scuole sicure&#8221; e i Mutui Bei, crediamo che la necessità di interventi  urgenti non sia più derogabile. Le nostre scuole hanno bisogno di un  piano di investimenti strutturato sulla base delle necessità emerse  dall&#8217;anagrafe dell&#8217;edilizia scolastica. Bisogna colmare il gap tra nord e  sud nella ripartizione dei finanziamenti, infatti nel sud e nelle isole  le scuole che necessitano di una manutenzione urgente hanno ricevuto  finanziamenti pari a 1/5 di quelli ricevuti dalle scuole del nord.  Crediamo che questo divario sia vergognoso e pretendiamo delle risposte  concrete.<br />
E&#8217; per questo che abbiamo lanciato la campagna nazionale  &#8220;Sicuri da morire&#8221;, una denuncia della condizione delle nostre scuole,  che si compone di segnalazioni, dati e denunce inviateci direttamente  dalle studentesse e dagli studenti delle scuole. Tramite fotografie,  video e descrizioni della condizione in cui versano gli edifici,  vogliamo documentare in un Report- inchiesta quanto descritto e  diffondere questi dati per sollecitare un rapido intervento senza mezzi  termini. Il Governo deve ascoltare le nostre richieste: sulle nostre  vite e sulla qualità della scuola non si scherza!</p>
<div><strong>Che fare?</strong></div>
<div>
<ol>
<li><strong>Fotografa la situazione che vuoi denunciare della tua scuola;</strong></li>
<li><strong>Inviaci la fotografia con il nome della scuola ed una breve descrizione del problema a unionedeglistudenti@gmail.com o inviando un messaggio alla<a href="https://www.facebook.com/uds.studenti/?fref=ts" target="_blank"> nostra pagina facebook</a> ;</strong></li>
<li><strong>Contattaci e inviaci il </strong><strong><a class="downloadlink" href="/sito/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=272" title=" scaricato 476 volte" >Questionario sull'edilizia scolastica (476)</a> da compilare per il Dossier sull&#8217;edilizia scolastica.</strong></li>
<li><strong>Se hai bisogno di informazioni utili, leggi il <a href="https://issuu.com/retedellaconoscenza/docs/sicuridamorire-chefare" target="_blank">vademecum sull&#8217;edilizia scolastica! </a></strong></li>
</ol>
</div>
<div><span style="font-size: x-small;"><strong>
<a href='/sito/sicuridamorire-parte-la-campagna-di-denuncia-sulledilizia-scolastica/sicuri/' title='sicuri'><img width="141" height="200" src="/sito/wp-content/uploads/2016/01/sicuri-141x200.png" class="attachment-thumbnail" alt="sicuri" title="sicuri" /></a>
<a href='/sito/sicuridamorire-parte-la-campagna-di-denuncia-sulledilizia-scolastica/scale/' title='scale'><img width="141" height="200" src="/sito/wp-content/uploads/2016/01/scale-141x200.png" class="attachment-thumbnail" alt="scale" title="scale" /></a>
<a href='/sito/sicuridamorire-parte-la-campagna-di-denuncia-sulledilizia-scolastica/amianto/' title='amianto'><img width="141" height="200" src="/sito/wp-content/uploads/2016/01/amianto-141x200.png" class="attachment-thumbnail" alt="amianto" title="amianto" /></a>
<a href='/sito/sicuridamorire-parte-la-campagna-di-denuncia-sulledilizia-scolastica/isole/' title='isole'><img width="146" height="200" src="/sito/wp-content/uploads/2016/01/isole-146x200.png" class="attachment-thumbnail" alt="isole" title="isole" /></a>
<a href='/sito/sicuridamorire-parte-la-campagna-di-denuncia-sulledilizia-scolastica/manutenzione/' title='manutenzione'><img width="141" height="200" src="/sito/wp-content/uploads/2016/01/manutenzione-141x200.png" class="attachment-thumbnail" alt="manutenzione" title="manutenzione" /></a>
<a href='/sito/sicuridamorire-parte-la-campagna-di-denuncia-sulledilizia-scolastica/nordsud/' title='nordsud'><img width="141" height="200" src="/sito/wp-content/uploads/2016/01/nordsud-141x200.png" class="attachment-thumbnail" alt="nordsud" title="nordsud" /></a>
<a href='/sito/sicuridamorire-parte-la-campagna-di-denuncia-sulledilizia-scolastica/pisa-2/' title='pisa'><img width="141" height="200" src="/sito/wp-content/uploads/2016/01/pisa-141x200.png" class="attachment-thumbnail" alt="pisa" title="pisa" /></a>
<a href='/sito/sicuridamorire-parte-la-campagna-di-denuncia-sulledilizia-scolastica/radon/' title='radon'><img width="141" height="200" src="/sito/wp-content/uploads/2016/01/radon-141x200.png" class="attachment-thumbnail" alt="radon" title="radon" /></a>
<a href='/sito/sicuridamorire-parte-la-campagna-di-denuncia-sulledilizia-scolastica/sicuri1/' title='sicuri1'><img width="141" height="200" src="/sito/wp-content/uploads/2016/01/sicuri1-141x200.png" class="attachment-thumbnail" alt="sicuri1" title="sicuri1" /></a>
<a href='/sito/sicuridamorire-parte-la-campagna-di-denuncia-sulledilizia-scolastica/sud/' title='sud'><img width="141" height="200" src="/sito/wp-content/uploads/2016/01/sud-141x200.png" class="attachment-thumbnail" alt="sud" title="sud" /></a>
</p>
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<p></strong><strong> </strong><strong> </strong></p>
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]]></content:encoded>
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		<title>EDILIZIA SCOLASTICA. Dopo grandi annunci e spot fallisce il piano del Governo sull&#8217;edilizia scolastica. Ecco i dati, tra ritardi e scarsità di fondi.</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Jan 2016 10:29:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>danilolampis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Uno dei &#8220;cavalli di battaglia&#8221; del governo Renzi, ovvero il piano sull&#8217;edilizia scolastica, doveva prevedere ingenti investimenti per rimettere a norma le scuole sia dal punto di vista strutturale, &#8220;Scuole ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-9648" href="/sito/edilizia-scolastica-dopo-grandi-annunci-e-spot-fallisce-il-piano-del-governo-sulledilizia-scolastica-ecco-i-dati-tra-ritardi-e-scarsita-di-fondi/ediliziascol-3/"><img class="alignleft size-full wp-image-9648" title="ediliziascol" src="/sito/wp-content/uploads/2016/01/ediliziascol2.jpg" alt="" width="393" height="400" /></a></p>
<p><em>Uno  dei &#8220;cavalli di battaglia&#8221; del governo Renzi, ovvero il piano  sull&#8217;edilizia scolastica, doveva prevedere ingenti investimenti per  rimettere a norma le scuole sia dal punto di vista strutturale, &#8220;Scuole  sicure&#8221;, sia sul piano dell&#8217;innovazione &#8220;Scuole belle&#8221;. A un anno di  distanza da annunci e dalla prima tranche di investimenti a pioggia, a  cadere è l&#8217;impalcatura mediatica del Governo, partendo dagli effetti del decreto Milleproroghe.</em></p>
<p>Il decreto Milleproroghe rimanda al 31  dicembre 2016 la messa a norma degli edifici, attualmente coperti da una  normativa del 1992. I fondi non utilizzati, inoltre, saranno assegnati  tra un anno.</p>
<p>Ciò avviene in un contesto assai  preoccupante che, nel nostro paese, vede una percentuale di strutture  prive di certificato di prevenzione pari al 60%, come denunciato già da  Legambiente nel rapporto &#8220;Ecosistema Scuola&#8221;</p>
<p>Ad aggravare il  quadro vi è la proroga dell’Osservatorio per l’edilizia che slitterà a  febbraio 2016, così come sono prorogati i fondi per &#8220;Scuole Sicure&#8221;,  totalmente insufficienti i 40 milioni per le norme antisismiche. Una  situazione limite, se pensiamo ai dissesti idrogeologici causati dalle  forti piogge e alluvioni che hanno colpito il nostro paese negli ultimi  mesi, e che evidenziano quanto l&#8217;abusivismo e la speculazione edilizia  siano pericolosi per la vita delle persone.</p>
<p>Abbiamo denunciato più volte l&#8217;inconsistenza dei provvedimenti presi  dal Governo in materia di Edilizia scolastica, non ultima la delibera  sui mutui BEI, una scelta gravissima che sta causando non solo un  ritardo nei lavori di messa in sicurezza, ma anche un aumento del debito  pubblico.</p>
<p>Come Uds da anni denunciamo, tramite questionari, la  condizione delle nostre scuole, metà delle quali costruite prima della  normativa antisismica e che, di anno in anno, sono sempre più esposte a  crolli, allagamenti e incidenti di vario genere. È per questo che  consideriamo non sufficiente la risoluzione del Governo Renzi, vogliamo  un piano di rimessa a norma delle scuole con investimenti che seguano le  priorità dell&#8217;anagrafe dell&#8217;edilizia scolastica, eliminando le barriere  architettoniche e tutto quanto possa costituire pericolo per chi vive  le scuole. Non abbiamo bisogno di spot mediatici e propaganda, con le  nostre vite non si scherza.</p>
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		<title>Edilizia scolastica: mutui per ristrutturare le scuole, un altro pasticcio!</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Oct 2015 13:55:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>danilolampis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; ormai definitivo, con la registrazione da parte della Corte dei Conti, il decreto che autorizza le Regioni a stipulare mutui BEI (Banca europea per gli Investimenti) per la rimessa ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><a rel="attachment wp-att-9349" href="/sito/edilizia-scolastica-mutui-per-ristrutturare-le-scuole-un-altro-pasticcio/ediliziascuolanonsicure-2/"><span style="color: #000000;">E&#8217; ormai definitivo, con la registrazione da parte della Corte dei Conti, il decreto che autorizza le Regioni a stipulare mutui BEI (Banca europea per gli Investimenti) per la rimessa a norma degli edifici scolatici. Si tratta di mutui agevolati, a carico dello Stato che potranno essere accesi solo dagli enti locali proprietari degli immobili.</span>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000;">A solo un anno dal piano di ristrutturazione degli edifici &#8220;Scuole belle, Scuole sicure&#8221;, il Governo Renzi appalta i finanziamenti per l&#8217;edilizia scolastica alla BEI, un ricatto economico- finanziario che denota una finta volontà di intervenire in questo ambito.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Ci chiediamo perché, se da un lato si annuncia l’edilizia scolastica come un problema prioritario, dall’altro si sceglie di rinviare questi investimenti andando ad incrementare il debito pubblico.  E’ intollerabile che non ci sia una scala di priorità in relazione agli edifici più a rischio. Il piano prevede, infatti, una programmazione triennale della quale i primi 1.300 interventi saranno finanziati per 905 milioni, tuttavia non si prende in considerazione l’anagrafe dell’edilizia scolastica stilata attraverso criteri oggettivi circa lo stato degli edifici.</span></p>
<p></a><a rel="attachment wp-att-9349" href="/sito/edilizia-scolastica-mutui-per-ristrutturare-le-scuole-un-altro-pasticcio/ediliziascuolanonsicure-2/"><span style="color: #000000;">Vogliamo, dunque, smascherare la retorica del Governo, il quale dichiara puntualmente interventi da milioni di euro che poi si rivelano un pasticcio non risolutivo. Dopo anni di tagli ai fondi per l’istruzione e per l’edilizia noi oggi siamo in credito. Siamo in credito di risposte concrete e continueremo a mobilitarci per avere ciò che ci spetta, ora iniziamo a riscuotere!</span><img class="alignleft size-medium wp-image-9349" title="ediliziascuolanonsicure" src="/sito/wp-content/uploads/2015/10/ediliziascuolanonsicure-300x252.jpg" alt="" width="300" height="252" /></a></p>
</div>
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		<title>PESCARA &#8211; Il De Cecco è pericoloso: studenti e docenti pretendono risposte!</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Aug 2015 13:55:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>danilolampis</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi su &#8220;Il Centro&#8221; la Provincia ed il MI<a rel="attachment wp-att-9130" href="/sito/pescara-il-de-cecco-e-pericoloso-studenti-e-docenti-pretendono-risposte/de-cecco/"><img class="alignleft size-full wp-image-9130" title="de cecco" src="/sito/wp-content/uploads/2015/08/de-cecco.jpg" alt="" width="391" height="223" /></a>UR rispondono ai Docenti del  De Cecco, l&#8217;alberghiero di Pescara, che avevano presentato un esposto in Procura sulla  trasformazione della palestra in nuovi laboratori di cucina, sala e ricevimento, con lavori bloccati da mesi.<br />
Il Presidente della Provincia Antonio Di Marco fa sapere che si sta  lavorando per risolvere i problemi e che si cerca di sciogliere nodi  fondamentali, come le disponibilità finanziarie, mentre il Miur dice di  non aver ricevuto nessuna richiesta dagli enti locali per far destinare  fondi all&#8217;Ipssar: allora la passerella del Ministro Giannini è stata  soltanto inutile.</p>
<div>
<p>Oltre i vari cedimenti strutturali riscontrati all&#8217;interno ed  all&#8217;esterno delle sedi in tutti gli edifici sono presenti  piccole e grandi crepe, intonaco mancante e condizioni  igienico-sanitarie vicine al fatiscente, oltre alla grandissima quantità  di muffa presente.<br />
Nella sede di Via Italica nel 2012 si verificò  un&#8217;invasione di blatte che secondo alcuni studenti non è stata ancora  risolta, inoltre questa sezione scolastica è priva di aula magna,  smantellata per la creazione di nuove aule.<br />
In Via Tirino i  laboratori non bastano per tutti gli studenti,la struttura nel 2000 è  stata dichiarata inagibile, nel 2004 da demolire e nel 2006 è tornata  operativa come istituto alberghiero. Inoltre in questa stessa struttura  ci sono bagni dove manca il water o mancano le porte.<br />
Per quanto  riguarda la sede di Via dei Sabini nella palazzina A è  ora aperto solo il piano terra e il primo piano, i restanti sono chiusi  e gli studenti sono stati trasferiti e, come anche nelle altre sedi, si  allaga spesso a causa della pioggia. Nell&#8217;altra palazzina invece, la B,  si riscontrano anche problemi di sicurezza basilare, come il  malfunzionamento delle scale antincendio.</p>
<p>Noi studenti ci rifiutiamo di frequentare istituti pericolosi, nei  quali ogni giorno si rischia di finire in ospedale, come successo a tre  ragazzi della scuola in questione lo scorso anno scolastico. Pretendiamo  una risoluzione immediata della situazione ormai critica.</p>
<p>Collettivo Studentesco Pescara</p>
</div>
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		<title>EMPOLI &#8211; Mille studenti evacuati per un incendio, due intossicati</title>
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		<pubDate>Wed, 13 May 2015 15:52:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>danilolampis</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr">Questa mattina si è verificato un incendio nell’istituto tecnico Ferraris Brunelleschi di Empoli. La scuola era all’interno di un prefabbricato da sette anni. Mille studenti sono stati evacuati, mentre due studenti sono rimasti intossicati dal monossido di carbonio.</p>
<p dir="ltr">Apprendiamo a mezzo stampa che in una scuola superiore di Emboli questa mattina si è verificato un corto circuito che ha causato un incendio che ha messo in serio pericolo le studentesse e gli studenti. Da sette anni la scuola è all’interno di un prefabbricato. Quello che è successo questa mattina era evitabile ma è mancata la volontà politica di prevenirlo. Sappiamo, infatti, che le studentesse e gli studenti hanno ripetutamente denunciato le condizioni indegne in cui erano costretti a fare lezione ma le loro den<a rel="attachment wp-att-8883" href="/sito/empoli-mille-studenti-evacuati-per-un-incendio-due-intossicati/empoli/"><img class="alignleft size-full wp-image-8883" title="empoli" src="/sito/wp-content/uploads/2015/05/empoli.jpg" alt="" width="392" height="221" /></a>unce sono rimaste inascoltate!</p>
<p dir="ltr">Nel dimostrare la nostra solidarietà a chi questa mattina è rimasto coinvolto nell’incendio e in particolare agli studenti intossicati dal monossido di carbonio, ribadiamo a gran voce che è inaccettabile andare incontro a pericoli entrando  scuola! I nostri istituti devono essere anzitutto dei presidi di sicurezza. Il Governo utilizza strumentalmente  la tematica dell’edilizia scolastica per elaborare le ennesime promesse che non si traducono in interventi concreti. Ricordiamo  che nel DEF sono scomparsi i 489 milioni destinati all’edilizia scolastica e che la pubblicazione dell’Anagrafe dell’edilizia scolastica è stata ulteriormente prorogata come se i 19 anni di ritardo non fossero già sufficienti. Le condizioni edilizie delle nostre scuole sono pietose, tanto nel nord quanto nel sud del nostro Paese. Servono risposte e interventi immediati!</p>
<p>All&#8217;inadeguatezza e alla fumosità delle risposte del Governo contrapponiamo la campagna nazionale sull&#8217;edilizia scolastica &#8220;A misura di studente” non solo per pretendere la messa in sicurezza e la messa a norma degli edifici scolastici, ma  anche per esigere edifici scolastici realmente inclusivi che consentano un miglioramento dell’offerta formativa e della didattica, nonché l’avvio di meccanismi di riappropriazione dell’ambiente scolastico e di riqualificazione territoriale su tutto il territorio nazionale. Siamo esausti di dover constatare la totale incapacità del Governo di rendersi promotore di una programmazione di ampio respiro che non si limiti a rispondere sommariamente alle singole situazioni di emergenza. Basta slogan fatti sulla nostra pelle!</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Appello per un&#8217;assemblea nazionale per costruire una manifestazione della e per la scuola pubblica.</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Apr 2015 18:42:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>danilolampis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La scuola e la democrazia sono nelle nostre mani. Appello per un’assemblea della e per la scuola pubblica per valutare l&#8217;opportunità di costruire tutti assieme una manifestazione nazionale unitaria. Vediamoci ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 dir="ltr">La scuola e la democrazia sono nelle nostre mani.</h2>
<p><img class="alignleft size-large wp-image-8631" title="nellenostremani" src="/sito/wp-content/uploads/2015/04/nellenostremani-600x222.jpg" alt="" width="600" height="222" /></p>
<h5 dir="ltr">Appello per un’assemblea della e per la scuola pubblica per valutare l&#8217;opportunità di costruire tutti assieme una manifestazione nazionale unitaria. Vediamoci il pomeriggio di sabato 11 aprile a Roma, a partire dalle 15.30, presso Spin Time Labs in via Statilia 15.</h5>
<p style="text-align: right;" dir="ltr">&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;" dir="ltr">A tutti i soggetti sociali, sindacali e politici,<br />
A tutti i singoli che credono ancora nella scuola pubblica e nella democrazia,</p>
<p dir="ltr">La Buona Scuola ha iniziato il suo percorso parlamentare. Un percorso che si preannuncia denso di insidie e che potrebbe ritardare la conversione in legge agli inizi dell’estate. Al di là delle tante considerazioni che si potrebbero fare, ciò significherebbe che tante delle promesse del Governo sulle assunzioni e sull&#8217;implementazione degli organici cadrebbero nel vuoto. Difatti il 31 maggio, termine ultimo per permettere al Miur di attivare il complesso meccanismo delle immissioni in ruolo, è vicino. Per questo le tanto acclamate assunzioni, cavallo di battaglia di Renzi, o verranno salvate mediante un decreto legge o resteranno unicamente sulla carta delle 136 pagine patinate diffuse a settembre.</p>
<p dir="ltr">Da mesi tantissime voci hanno provato a dire la loro sulla scuola. Voci inascoltate, delegittimate da una consultazione tendenziosa e di conseguenza scarsamente partecipata. Voci che però non si sono rassegnate, ma che hanno costruito negli ultimi mesi centinaia di momenti di confronto e mobilitazione, l’ultimo dei quali quello del <a href="/sito/50-mila-in-piazza-gli-studenti-sfiduciano-il-governo/" target="_blank">12 marzo</a>, giornata che ha visto un’inedita mobilitazione studentesca diffusa su 40 città italiane. Abbiamo occupato le scuole e costruito momenti di mobilitazione non per rappresentare una ritualità stanca o il solito déjà vu, ma per mostrare il senso dei sapere, funzionale alla comprensione e alla presa di posizione e non al silenzio acritico. La riforma rispetto alle premesse iniziali è cambiata in peggio e, nonostante le forti critiche, il Governo, forte dei risultati della consultazione, ha deciso di procedere a tappe forzate, imponendo dei tempi stringenti alla discussione parlamentare.</p>
<p dir="ltr">Al di là della pessima gestione antidemocratica, sulla quale occorrerà aprire un dibattito serio nel Paese,<a href="/sito/guida-critica-a-la-buona-scuola-il-ddl-analizzato-punto-per-punto/" target="_blank"> è utile far emergere le principali linee politiche sulle quali si inscrive questa riforma.</a> A cinque anni dalla sconfitta del movimento universitario e dalla messa in campo della legge Gelmini, si vuole frantumare il sistema scolastico pubblico al pari di quello universitario. La valutazione e il merito diventano strumenti di selezione feroce per far competere sulla miseria, la gestione viene centralizzata nelle mani del preside-manager, lasciando che i clientelismi imperversino, e il contesto territoriale, sociale ed economico, determina la qualità di ogni singola scuola. Non che ora la scuola sia perfetta, non che ora il sistema riesca a garantire a tutti pari opportunità indipendenetemente dal contesto. Di certo però il Governo non ha come priorità una risoluzione positiva delle disuguaglianze. Semplicemente le accetta e le inasprisce, senza garantire cospicui investimenti a livello centrale e legando tutto alla capacità di ogni singola scuola di rendersi appetibile agli interessi dei privati. E allora il dato è tratto: sarà legittimato pienamente un sistema binario diviso tra scuole di qualità e scuole “parcheggio” o di serie B. Basta guardare la situazione universitaria e si capisce qual è la direzione che si vuole intraprendere. Una cosa accumunerà scuole di serie A, B e Z: i costi sempre più alti che ogni famiglia dovrà sostenere &#8211; anche attraverso il 5 per 1000 &#8211; se vorrà garantire semplicemente l’attività ordinaria. Dietro l’evocazione di una nuova autonomia scolastica, completamente svilita e distorta, si nasconde la legittimazione della gerarchizzazione tra scuole ed un inasprirsi del classismo. Se ci si addentra poi sul tema del rapporto tra scuola e lavoro si palesa ulteriormente l’idea distorta che si ha dello stesso, tristemente evidenziata dalle parole del Ministro Poletti che legittimavano lo scaricare delle cassette un’esperienza formativa. Nel corso degli ultimi mesi nulla sono serviti i solleciti per far fronte alle grandi priorità assenti dal testo della riforma, dal diritto allo studio ai finanziamenti per rilanciare l’autonomia in chiave democratica, da una nuova alternanza scuola lavoro ad una riforma radicale dei cicli, della didattica e della valutazione. In tanti dall’inizio hanno riscontrato queste mancanze che, oggi confermate, denotano un’assenza di un complesso progetto educativo fondato sull’inclusione, la laicità e la gratuità dell’accesso ai saperi.</p>
<p dir="ltr">Il Ddl, inoltre, non assegna tutti i temi alla discussione parlamentare, delegandone tantissimi al Governo. Un atteggiamento inaccettabile, considerando peraltro i temi importanti e nodali come quello del diritto allo studio o della riforma del Testo Unico del ‘94. E’ in atto una forzatura democratica troppo forte che merita risposte altrettanto forti e quanto più unitarie e di massa. Occorre continuare a farsi sentire e contemporaneamente costruire dal basso un’altra idea di scuola e di Paese. Dal canto nostro ci stiamo provando da tempo attraverso la lotta per la messa in discussione della<a href="/sito/buona-scuola-no-grazie-meglio-la-lip-costruiamo-lalternativa/" target="_blank"> Legge d’Iniziativa Popolare (LIP)</a>, finalmente <a href="http://lipscuola.it/blog/comunicato-stampa-del-2-aprile-2015/" target="_blank">abbinata nella discussione della Commissione Cultura al ddl governativo</a>, insieme alle decine di comitati per la riproposizione del Ddl,<a href="/sito/buona-scuola-no-grazie-meglio-la-lip-costruiamo-lalternativa/"> </a>e l’apertura di un dibattito sulle <a href="http://issuu.com/retedellaconoscenza/docs/altrascuola__2_">7 priorità per un’Altra Scuola</a>. Crediamo però sia necessaria una presa di responsabilità da parte di tutti, perché stiamo giungendo ad un punto di non ritorno. A fronte di una deriva aziendalista del sistema formativo pubblico e ad una sua sostanziale perdita del carattere “pubblico” dello stesso, accompagnato da uno strapotere del mercato del lavoro nel determinarne obiettivi e contenuti dell’apprendimento, non possiamo sottrarci ad una forte presa di posizione che sappia far emergere voci diverse unite non soltanto per difendere, ma soprattutto per rivendicare la riapertura di un dibattito democratico su una nuova idea di scuola alternativa a quella del Governo.</p>
<p dir="ltr">Crediamo sia opportuno considerare la possibilità di una grande manifestazione nazionale, magari a Roma, per la prima metà di maggio, in concomitanza del probabile approdo del Ddl al Senato, per rivendicare un’idea alternativa di scuola, pubblica, gratuita, di qualità, non fucina di precarietà ma palestra di cittadinanza e democrazia. Una manifestazione nazionale sulla scuola e non soltanto della scuola, perché pensiamo che ora più che mai si debba abbandonare ogni approccio corporativo e concepire il tema dei saperi come un tema di ordine generale sul quale il Paese intero deve sentirsi chiamato a dare una risposta. Una risposta tesa alla liberazione dei saperi, variabile indipendente dalle logiche del mercato, in grado di cambiare il modello sociale, di sviluppo e di lavoro. Dopo le giornate di mobilitazione del 10 ottobre, del 14 novembre, del 12 dicembre e del 12 marzo, ci sentiamo addosso la responsabilità di allargare quanto più possibile il fronte dell’opposizione a questo provvedimento. Noi, che siamo “poveri in incubazione”, che subiamo un’esclusione quotidiana dalla cittadinanza, che subiamo una dispersione scolastica altissima nelle nostre classi, ci sentiamo una fetta di un’ampia condizione di precarietà e subalternità diffusa che reclama risposte a partire dal sistema d’istruzione. Vogliamo dire la nostra insieme a tutti i lavoratori, i precari, i docenti, i genitori che vivono la scuola o che, da fuori, pensano che la scuola sia un bene collettivo da difendere e sul quale investire. Vediamoci tutti assieme il pomeriggio dell’11 aprile a Roma per identificare un percorso di lotta che valuti l&#8217;opportunità di costruire una manifestazione nazionale in grado di rivendicare il ritiro de La Buona Scuola ma anche di opporre delle valide alternative, connesse ad una nuova idea di società. Vogliamo che ci siano veramente tutti, dai sindacati alle associazioni, dai singoli ai collettivi delle scuole e delle città sino ad esponenti della politica. C’è il bisogno di tutti per costruire una manifestazione in grado di parlare al Paese intero e di avviare una riscossa democratica sempre più necessaria. Non abbiamo la presunzione di mettere d’accordo tutti, crediamo però sia possibile unirci tutti assieme con lo scopo di contrastare questa riforma e fissare anche dei punti basilari condivisi per costruire un’azione unitaria. E’ tempo di coalizzarci e di far sentire la voce di chi crede realmente in una scuola libera in un Paese libero dalla precarietà e dall’austerità.</p>
<p dir="ltr">Non abbiamo fatto passi indietro finora, ma siamo rimasti divisi. E’ il momento di farne avanti tutti assieme!</p>
<p dir="ltr">Per confermare la propria partecipazione all&#8217;assemblea vi chiediamo cortesemente di inviare una mail di conferma a unionedeglistudenti@gmail.com e comunicare il numero dei partecipanti per esigenze di natura logistica.</p>
<p>&nbsp;</p>
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