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	<title>Unione degli Studenti &#187; Temi</title>
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		<title>21 marzo &#124; Ponti di solidarietà, opportunità di futuro: perché scendiamo in piazza nella XXI Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime delle mafie</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Mar 2016 18:12:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>danilolampis</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<h4><strong><a rel="attachment wp-att-9964" href="/sito/21-marzo-ponti-di-solidarieta-opportunita-di-futuro-perche-scendiamo-in-piazza-nella-xxi-giornata-della-memoria-e-dell%e2%80%99impegno-in-ricordo-delle-vittime-delle-mafie/copertina-21-marzo-messina/"><img class="alignleft size-full wp-image-9964" title="copertina 21 marzo messina" src="/sito/wp-content/uploads/2016/03/copertina-21-marzo-messina.png" alt="" width="560" height="208" /></a></strong></h4>
<h4>Cos’è il 21 Marzo</h4>
<p>Dal 1995 ogni 21 marzo si celebra la Giornata  della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime delle mafie.  Quest’anno la giornata sarà riconosciuta a livello nazionale, dunque la  manifestazione naionale di Messina sarà accompagna da manifestazioni su  tutto il territorio.</p>
<h4>Cosa fare il 21 Marzo</h4>
<p>Il 21 Marzo  raggiungeremo le piazze organizzate da Libera o renderemo le scuole, le  università, i nostri spazi sociali, i luoghi simbolici della città dei  “luoghi dell’impegno”. In tutti i luoghi si procederà alle 11 alla  lettura dei nomi di tutte le vittime di mafia.<br />
Non vogliamo quindi  che ci si limiti ad interrompere le lezioni per mezz’ora o si costruisca  il solito seminario, ma vogliamo che all’interno dei luoghi scelti si  organizzi una intera giornata dell’antimafia sociale per spingere alla  riflessione sul proprio territorio, all’apertura di spazi di  partecipazione, alla pratica diretta dell’alternativa. Vogliamo aprire  dei “cantieri” in cui sia possibile discutere e praticare un modello  alternativo di città, in memoria di chi ha dato la vita per questo. Al  modello mafioso rispondiamo infatti con un altro modello di socialità e  di legami tra le persone che possa costruire dal basso una alternativa  al ricatto delle mafie.</p>
<h4>Perchè mobilitarsi contro le mafie</h4>
<p>Le  mafie sono un fenomeno sociale complesso, non sempre riconoscibile. I  film hanno costruito una idea stereotipata di mafia che non corrisponde  alla realtà, poichè il fenomeno mafioso non è solo al Sud e non è solo  legato alla violenza.<br />
Una delle principali ragioni di espansione al  Nord ed a livello internazionale delle mafie è infatti quella  dell’arricchimento, della gestione economica di flussi di capitali e dei  traffici non solo di droga. Le mafie come organizzazioni para-statali  si rafforzano in un momento storico di crisi economica come quello che  stiamo vivendo poichè sono in grado di dare opportunità a coloro che non  ricevono adeguati diritti dallo Stato, approfittando della condizioni  di bisogno in cui versa gran parte della popolazione. In virtù degli  interessi della criminalità organizzata, inoltre, è diffusa la  collusione tra mafie e politica attraverso la concessione di appalti e  autorizzazioni.<br />
Vi è dunque una gestione del territorio totalmente  parallela, che nella maggior parte dei casi specula su di esso e sulla  vita delle persone ai danni della salute e dell’ambiente (in questo caso  di parla di ecomafie). Le mafie speculano anche sullo sfruttamento a  causa dell’assenza di diritti al lavoro e tutele per molti soggetti in  difficoltà. Caso noto è quello dei migranti in agricoltura, che  subiscono il fenomeno del caporalato sulla loro pelle (in questo caso  parliamo di agromafie), ma non solo.<br />
Combattere le mafie significa  oggi voler riprendere potere sulle nostre vite e sui nostri territori,  agendo sulle cause che spingono alla criminilità sociale. Ai meccanismi  di controllo delle mafie noi rispondiamo con l’attivazione dal basso,  ossia lottando per un mondo più giusto che possa abbattere  disuguaglianze e marginalità sociale, praticando una idea nuova di  gestione partecipata dei nostri territori, pretendendo leggi contro le  grandi speculazioni ambientali e finanziarie.</p>
<h4><strong><a href="https://drive.google.com/folderview?id=0B2VNelw8YhpvLUdkR1k0V01lWXc&amp;usp=sharing">1) Scarica i materiali a questo link<br />
</a></strong><strong><a href="http://www.retedellaconoscenza.it/wp-content/uploads/2016/03/Scheda-tecnica-21-Marzo-2016.pdf">2) Scheda tecnica, approfondimenti e spunti di lavoro<br />
</a><a href="http://www.retedellaconoscenza.it/wp-content/uploads/2016/03/circolare-miur-21-marzo-cn-allegato.pdf">3) Circolare di adesione dal MIUR che permette la giustificazione dell&#8217;assenza<br />
</a></strong></h4>
<h4>Per informazioni o per organizzare le iniziative in verso il 21:<br />
<strong>Marco (Rete della Conoscenza): 3343249585</strong><br />
<strong>Alberto (Link Coordinamento Universitario): 3464115401</strong><br />
<strong>Danilo (Unione degli Studenti): 3401653203</strong></h4>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>MONOPOLI &#8211; A scuola di omofobia? No, grazie!</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Oct 2015 18:11:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>danilolampis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tramite gli organi di stampa abbiamo appreso che lunedì 26 ottobre si terrà un incontro pubblico a tema “ideologia gender” nell’Auditorium della Scuola “V. Sofo” con l’ avv. Gianfranco Amato, ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-9395" href="/sito/monopoli-a-scuola-di-omofobia-no-grazie/nomofobia/"><img class="alignleft size-medium wp-image-9395" title="nomofobia" src="/sito/wp-content/uploads/2015/10/nomofobia-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a> Tramite gli organi di stampa abbiamo appreso che lunedì 26 ottobre si  terrà un incontro pubblico a tema “ideologia gender” nell’Auditorium  della Scuola “V. Sofo” con l’ avv. Gianfranco Amato, esponente  dell’associazione “Giuristi per la vita”. Ci preme sottolineare che  l’incontro verrà utilizzato anche per la presentazione del libro “Gender  (D)Istruzione &#8211; Le nuove forme d&#8217;indottrinamento nelle scuole  italiane”, scritto dallo stesso avvocato.</p>
<p>L’evento sarà moderato  dalla dirigente scolastica del Primo Istituto Comprensivo, dott.ssa  Liliana Camarda. Ci chiediamo, allibiti, cos’è che un genitore “dovrebbe  sapere sull’ideologia gender nella scuola italiana” e con che  presunzione l’avv. Amato ritenga di poter insegnarlo in un luogo  predisposto alla formazione prospettica quale è una scuola media  inferiore, contravvenendo al concetto stesso di educazione. Proprio  nella circolare n. 1972 del 15/09/2015 diffusa dal Ministero  dell’Istruzione c’è scritto che: “Nell’ambito delle competenze che gli  alunni devono acquisire, fondamentale aspetto riveste l’educazione alla  lotta ad ogni tipo di discriminazione, e la promozione ad ogni livello  del rispetto della persona e delle differenze senza alcuna  discriminazione. Si ribadisce, quindi, che tra i diritti e i doveri e  tra le conoscenze da trasmettere non rientrano in nessun modo né  “ideologie gender” né l’insegnamento di pratiche estranee al mondo  educativo”.</p>
<p>L&#8217;Associazione Italiana di Psicologia ha anche  dichiarato, in un documento del 5 ottobre 2015, che &#8220;l&#8217;inserimento nei  progetti didattico-formativi di contenuti riguardanti il genere e  l&#8217;orientamento sessuale aiuta a fare chiarezza sulle dimensioni  costitutive della sessualità e dell&#8217;affettività, favorendo una cultura  delle differenze e del rispetto della persona umana in tutte le sue  dimensioni&#8221;. Non accettiamo che un signore che in un&#8217;intervista su Il  Giornale si è dichiarato “omofobo” dicendo di essere “pronto per andare  in galera per questo” possa entrare in una scuola per esporre le proprie  tesi cariche di odio. Siamo fortemente contrari a manifestazioni  semplicistiche e tendenziose che propugnano un&#8217;ideale errato di famiglia  naturale e per giunta paventano minacce inesistenti all&#8217;integrità  dell&#8217;educazione scolastica, che ricordiamo essere laica, nonché tesa al  rispetto delle diversità e al superamento di qualsiasi forma di  discriminazione.</p>
<p>E’ inaccettabile che un evento di questo tipo,  semplicistico, di parte e senza contraddittorio, possa svolgersi in uno  dei luoghi istituzionalmente deputati all’istruzione dei nostri figli.  Notiamo, tuttavia, che questo stia avvenendo non solo in un auditorium  scolastico, ma per di più con una Preside che modera l’unico  partecipante alla serata, e con la collaborazione dell’intero Istituto  Comprensivo il cui Collegio d’Istituto, di conseguenza, si assume la  responsabilità di tale scelta. Chiediamo, nel pieno rispetto della  sensibilità di tutti, che l’incontro non si svolga nell’auditorium della  scuola “V. Sofo” di Monopoli.</p>
<p>- AltraPolis &#8211; Laboratorio Urbano di Cittadinanza Attiva &#8211; Unione degli Studenti Monopoli &#8211; ARCI Monopoli</p>
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		<title>Cagliari &#8211; Respingiamo i neofascisti dalla città!</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Oct 2015 14:21:45 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-9341" href="/sito/cagliari-respingiamo-i-neofascisti-dalla-citta/cagliari1-3/"></a><a rel="attachment wp-att-9341" href="/sito/cagliari-respingiamo-i-neofascisti-dalla-citta/cagliari1-3/"><img class="alignleft size-medium wp-image-9341" title="cagliari1" src="/sito/wp-content/uploads/2015/10/cagliari11-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a>Nelle giornate del 14 e del 19 settembre individui appartenenti ad un&#8217;organizzazione neofascista, hanno svolto dei volantinaggi al Liceo Siotto e in altre scuole del cagliaritano, millantandosi studenti medi. Contestavano un&#8217;iniziativa di solidarietà del Siotto nei confronti dei migranti, cercando di diffondere idee xenofobe e razziste, presentando l&#8217;iniziativa come esercizio di demagogia e plagio nei confronti degli studenti.</p>
<p>Non possiamo tollerare un simile attacco, che ha incontrato inoltre la complice collaborazione delle forze dell&#8217;ordine, ai luoghi del sapere, che dovrebbero appartenere all&#8217;emancipazione e all&#8217;integrazione culturale. Non possiamo tollerare soprattutto la concessione di spazi sociali alla cultura dell&#8217;esclusione, essendo i gruppi fascisti e i rispettivi partiti di rifermento i primi a lucrare sulla discriminazione dei migranti e degli stranieri. Come studenti, abbiamo ritenuto prioritaria la costruzione di un percorso inclusivo che coinvolgesse tutte le scuole, a partire dai collettivi scolastici, ponendo come temi aggreganti l&#8217;antifascismo, l&#8217;antirazzismo e l&#8217;antisessismo. Siamo quindi riusciti a creare un fronte di mobilitazione comune che risultasse punto di riferimento, attraverso la convocazione di assemblee, che hanno visto la partecipazione di studenti medi ed universitari, al fine di creare momenti di confronto, dibattito e autoformazione all&#8217;interno della cittadinanza.</p>
<p>Ci siamo schierati contro l&#8217;ipocrita avanzata della Lega Nord in Sardegna che ha fondato la sua campagna politica sull&#8217;ignoranza delle masse fomentando la paura e l&#8217;odio razziale, in vece di una presunta invasione. Una propaganda analoga è stata portata avanti da gruppi neofascisti, ad esempio Casapound o Forza Nuova, ai fini di alimentare una guerra tra poveri, nella speranza di accumulare voti e consensi. Gli stessi gruppi neofascisti che, in passato, avrebbero potuto manifestare indisturbati per le strade di Cagliari, incontrando inoltre il consenso e il beneplacito della questura, se non fosse stato per i gruppi antifascisti che in tutte le occasioni hanno fatto sentire forte il loro dissenso nelle strade e nei quartieri della città. Rispetto al fatto che ogni autorizzazione data dalla questura sia strumentale al potere costituito e vada a influire sui rapporti di forza, abbiamo scelto di non farci legittimare dalla stessa istituzione che più volte ha sostenuto le sparute avanguardie fasciste.</p>
<p>Ieri, 15 Ottobre, un corteo si è snodato per le strade di Cagliari, attraversando alcune scuole e facoltà, per portare all&#8217;interno di esse la voce di chi sceglie di opporsi a queste manifestazioni di becero razzismo e populismo. Nonostante da parte dei manifestanti ci fosse la palese volontà di evitare lo scontro fisico, sin dalla partenza, la questura ha dispiegato un ingente quantitativo di forze dell&#8217;ordine, quali quattro reparti celere e un elevato numero di agenti addetti alle operazioni speciali. La tensione è progressivamente aumentata durante il progredire della manifestazione, fino a sfociare in episodi di violenza all&#8217;ingresso e all&#8217;uscita del polo della facoltà di lettere, dove il corteo si è ritrovato chiuso tra due cordoni di celere e alle minacce fisiche sono susseguite alcune manganellate. Questa è la risposta che si da a chiunque osi contrapporsi ai poteri forti nella città di Cagliari, che inaugura così il recente insediamento del questore V. D. Gagliardi, con la seconda carica in cinque giorni. Ci appare quindi necessario rilanciare l&#8217;invito alla costruzione di un percorso condiviso che porti al rafforzamento di una rete di confronto e dibattito reale sui temi dell&#8217;antifascismo.</p>
<div>STUDENTI ANTIFASCISTI CAGLIARITANI</div>
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		<title>TIVOLI &#8211; Saperi contro le mafie</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Oct 2015 15:28:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>danilolampis</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-9332" href="/sito/tivoli-saperi-contro-le-mafie/tivoli1/"><img class="alignright size-large wp-image-9332" title="tivoli1" src="/sito/wp-content/uploads/2015/10/tivoli1-600x337.jpg" alt="" width="420" height="236" /></a></p>
<p>In seguito a quanto accaduto nella città di Tivoli, in cui alcuni giornalisti hanno ricevuto minacce personali per aver denunciato pubblicamente attività illecite agevolate da gruppi riconducibili all’estrema destra, l’unione degli studenti ha deciso di prendere parola.</p>
<p>Riteniamo inaccettabile che ciò accada senza che ci sia una risposta contro l’intimidazione e l’ambiente mafioso. La mafia a Tivoli trova spazio sfruttando situazioni di disagio nei quartieri perchè offre una realizzazione economica apparentemente semplice, parliamo anche di tante e tanti studentesse e studenti che non riuscendo a completare il loro percorso formativo sono ricattati da finte opportunità.</p>
<p>La criminalità agisce in tanti modi, ha radici profonde, è un nemico comune per chi vuole difendere la giustizia sociale e per questo lotteremo assieme contro tutte le mafie, noi come studenti delle scuole superiori abbiamo iniziato un percorso: nella giornata del 10 Ottobre l’Unione degli studenti Tivoli ha organizzato una conferenza intitolata &#8220;Le mani sulla provincia&#8221; con lo scopo di approfondire la conoscenza della relazione storica tra fascismo e criminalità organizzata che, nel nostro territorio vede le sue radici in alcune relazioni intessute tra queste “organizzazioni” a partire dagli anni ’70 del ‘900.</p>
<p>Alla partecipazione numerosa della giornata seguirà un percorso scuola per scuola, siamo stanchi del &#8220;dominio&#8221; che la mafia e &#8220;l&#8217;ambiente nero&#8221; hanno avuto per tutto questo tempo, soprattutto nella città di Tivoli e lotteremo con ogni mezzo per non lasciare nessuno spazio a questi soggetti che fanno solo male alla collettività.</p>
<p>L&#8217; Unione degli studenti Tivoli</p>
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		<title>MI MUOVO &#8211; Lottiamo assieme per i trasporti gratuiti e di qualità!</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Apr 2015 17:54:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Oggi tanti studenti sono costretti a muoversi per raggiungere la propria scuola o i luoghi di formazione informale, come cinema, teatri e biblioteche. Viviamo pienamente la condizione pendolare; la viviamo ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr"><a rel="attachment wp-att-8675" href="/sito/mi-muovo-lottiamo-assieme-per-i-trasporti-gratuiti-e-di-qualita/immagine-profilo/"><img class="alignleft size-large wp-image-8675" title="Mi muovo" src="/sito/wp-content/uploads/2015/04/Immagine-profilo-600x600.jpg" alt="" width="360" height="360" /></a>Oggi tanti studenti sono costretti a muoversi per raggiungere la propria scuola o i luoghi di formazione informale, come cinema, teatri e biblioteche. Viviamo pienamente la condizione pendolare; la viviamo al pari di tanti altri lavoratori, precari e semplici cittadini che, per vari motivi, sono costretti a prendere treni, bus, metro per raggiungere i luoghi in cui lavorare e formarsi. Dunque, guardando alla nostra condizione, se non viene garantito adeguatamente il diritto alla mobilità, si producono disuguaglianze tra chi vive nei “centri” e chi nelle periferie, tra chi vive vicino al luogo della formazione (scuola o università) e chi invece proviene da luoghi distanti da essi. Una mobilità economicamente escludente è una delle principali fonti di precarietà esistenziale degli studenti. Infatti i trasporti diventano un capitolo di spesa sempre più incisivo per le famiglie degli studenti e delle studentesse creando e peggiorando le sacche di disagio e povertà, aggravando i livelli di abbandono scolastico, sospingendo sempre più studenti nei percorsi lavorativi, legali ed illegali. Il diritto alla mobilità si tramuta in un privilegio, perdendo la capacità, al pari di ogni altro diritto, di dare cittadinanza, di essere motore per il riscatto sociale, di essere la via per un miglioramento degli individui, delle comunità e della società tutta. Rivendicare il diritto alla mobilità significa lottare per una reale autonomia sociale degli studenti sul diritto allo studio ma non solo. Richiedere un trasporto pubblico più efficiente vuol dire lottare contro l’inquinamento e gli sprechi.<br />
Il problema dei trasporti per gli studenti si compone di due aspetti: i trasporti locali e quelli su scala nazionale.<br />
Partiamo da questi ultimi: la possibilità di spostarsi a livello nazionale non deve essere vista unicamente come un mero dislocamento da un luogo ad un altro, ma come un occasione per allargare le proprie conoscenze, intessere relazioni, acquisire competenze, mettere in rete le diverse esperienze. In quanto tale il diritto alla mobilità dovrebbe essere garantito a tutti, e in particolar modo ai soggetti in formazione, senza alcuna barriera economico-sociale che impedisca il completo utilizzo dei sistemi di trasporto pubblico.<br />
Per quanto riguarda il trasporto locale il problema è molto più ampio: spesso i mezzi di trasporto sono organizzati male, ci sono poche corse, molto spesso affollate, c&#8217;è un bassissimo collegamento tra le aree cittadine e quelle periferiche e rurali, i mezzi servono poco le aree universitarie e di interesse culturale e sociale, e in moltissimi casi terminano le proprie corse presto la sera. Ciò mette in grande difficoltà tutte quelle fasce di popolazione che non possiedono mezzi di locomozione propri. Inoltre in questi anni i costi dei mezzi pubblici sono fortemente aumentati, rendendo oneroso il loro utilizzo. Vogliamo organizzarci, a partire da ogni città, per richiedere una rivoluzione sui trasporti pubblici. Ognuno di noi ogni giorno si lamenta dicendo “non #mimuovo perché i biglietti costano troppo, le corse sono poche, il servizio è scadente”. Vogliamo ribaltare il NON e affermare un “#mimuovo per il traporto gratuito, per un migliore collegamento tra città e zone periferiche, per il servizio notturno…” e per tante altre rivendicazioni da elaborare a seconda del contesto che si vive in ogni singola città o paese.</p>
<div>Organizziamoci in comitati di pendolari, mettiamoci in rete e mettiamo in chiaro i nostri bisogni! Vogliamo essere liberi di muoverci!</div>
<div>
<h3>Come attivarsi?</h3>
</div>
<h5>1) Organizza un&#8217;assemblea nella tua scuola sui temi della mobilità (frequenza corse, impatto ambientale, costi, qualità del servizio, collegamenti città/provincia):</h5>
<ul>
<li>
<h5>Scarica la <a class="downloadlink" href="/sito/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=219" title=" scaricato 742 volte" >Piattaforma campagna #mimuovo (742)</a> con tutte le possibili rivendicazioni dal livello nazionale a quello locale!</h5>
</li>
<li>
<h5>Scarica le grafiche da diffondere sui social</h5>
</li>
</ul>
<h5>2) Apri un collettivo di studenti e cittadini pendolari per avviare la campagna nella tua città contattando collettivi/associazioni che si occupano del tema già da tempo! Comunicaci l&#8217;apertura del collettivo per il diritto alla mobilità #mimuovo scrivendo a unionedeglistudenti@gmail.com o chiamando al 3401653203.<br />
3) Scarica il <a class="downloadlink" href="/sito/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=220" title=" scaricato 277 volte" >Questionario sui trasporti (277)</a> per diffonderlo nella tua scuola o compilalo online <a href="https://docs.google.com/forms/d/1xHOoGlBNRictPeB5NVDlEx3nfmXKvpOvbbYt8Zybeus/viewform" target="_blank">QUI</a><br />
4) Organizza la mobilitazione #mimuovo e segnalaci la tua iniziativa alla <a href="https://www.facebook.com/uds.studenti?ref=hl" target="_blank">pagina nazionale dell&#8217;Unione degli Studenti</a>, creando delle pagine su facebook &#8220;Mi muovo a [città]]&#8221; per raccontare giorno dopo giorno come procede la campagna sui trasporti. Usa l&#8217;hashtag #mimuovo per raccontare i disagi quotidiani e spiegare per quale motivo lotterai. Un esempio: &#8220;Non #mimuovo perché i biglietti costano troppo. #mimuovo per i trasporti gratuiti nella mia città&#8221;.<br />
5) Rivendica l&#8217;apertura di un tavolo di confronto con assessori ai trasporti (locali, provinciali, regionali) e aziende dei trasporti. Scarica i modelli di lettera da inviare: <a class="downloadlink" href="/sito/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=222" title=" scaricato 123 volte" >Lettera alla provincia #mimuovo (123)</a> e <a class="downloadlink" href="/sito/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=221" title=" scaricato 234 volte" >Lettera al comune (234)</a></h5>
<p dir="ltr">&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>BOLOGNA, 21 MARZO &#8211; SAPERI CONTRO LE MAFIE: STUDENTI IN PIAZZA!</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Feb 2015 23:15:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>danilolampis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti di tutte le mafie giunge alla sua XX edizione e quest’anno si svolgerà a Bologna. Da anni partecipiamo attivamente ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a rel="attachment wp-att-8350" href="/sito/bologna-21-marzo-saperi-contro-le-mafie-studenti-in-piazza/grafica-marcia-1-2/"><img class="alignright size-large wp-image-8350" title="Grafica Marcia - 1" src="/sito/wp-content/uploads/2015/02/Grafica-Marcia-11-424x600.jpg" alt="" width="339" height="480" /></a>La Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti di tutte le mafie giunge alla sua XX edizione e quest’anno si svolgerà a Bologna.</strong></p>
<p>Da anni partecipiamo attivamente ai percorsi di antimafia sociale nelle nostre scuole e università, perchè crediamo che il cambiamento necessario per mettere la parola fine a tutte le mafie debba essere anche e soprattutto culturale: l’istruzione inclusiva e aperta a tutt* è la prima arma che dobbiamo mettere in campo per dar vita a questo cambiamento. Negli anni abbiamo sempre lottato per rendere le scuole e università dei veri e propri presidi di legalità democratica in territori dove la criminalità organizzata fa da padrona, spazi aperti tutto il giorno dove incontrarsi, studiare, crescere, socializzare.</p>
<p><strong>Crediamo che la lotta alle mafie non si limiti ad una giornata, ma sia un vero e proprio percorso.</strong> Questo percorso vive della partecipazione e del protagonismo quotidiano degli studenti e delle studentesse, dei giovani cittadini di oggi e domani, della loro informazione e formazione critica. Per questo in queste settimane daremo vita a centinaia di assemblee, iniziative, banchetti informativi per una partecipazione più ampia possibile alla manifestazione di Bologna.</p>
<h3>&gt;&gt; Segnalaci la tua iniziativa e contattaci se hai bisogno di aiuto a<a href="mailto:info@retedellaconoscenza.it">info@retedellaconoscenza.it</a> o contattandoci allo 0669770332 / 3296217785</h3>
<h3>&gt;&gt; <a href="/sito/wp-content/uploads/downloads/2013/02/Scheda-campagna-antimafia-2013-Firenze-16-Marzo.pdf">Scarica gli spunti e la scheda formativa</a></h3>
<h3>&gt;&gt; <a href="http://www.retedellaconoscenza.it/wp-content/uploads/2015/02/circolare_MIUR-1.pdf" target="_blank">Scarica la circolare MIUR del 21 Marzo per le scuole</a></h3>
<h3>&gt;&gt; Organizza un autobus per raggiungere Bologna, contattaci!</h3>
<h3>&gt;&gt; Scarica il <strong><a class="downloadlink" href="/sito/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=209" title=" scaricato 223 volte" >manifesto 21 marzo - Bologna (223)</a> in alta definizione!</strong></h3>
<ul>
<li>
<h3><strong>Perchè a Bologna il 21 marzo? – Una breve riflessione</strong></h3>
</li>
</ul>
<p><strong>«Senza politica… non si fa niente». </strong>Sono le parole di Antonio Gualtieri, il capo finanziario della ‘ndrangheta emiliana, uno degli arrestati dell’indagine Aemilia; sottolineano lapidariamente<strong> la centralità dei rapporti con le istituzioni e con la dimensione della decisione politica delle mafie in Emilia e nel nord-est in generale.</strong> Il manager della ‘ndrina usa queste parole infatti per aggiornare il “superiore” dei Grande Aracri dei buoni rapporti del loro collega, l’imprenditore veronese Moreno Nicolis con l’amministrazione leghista della città. Le indagini giudiziarie di fine Gennaio gettano luce sul controllo che la ‘ndrangheta ha dei territori tra Reggio Emilia, Piacenza, Modena: si puntava a fare affari nel veronese ma il resto del Veneto non era immune. A Padova infatti la camorra si vedeva sequestrati negli stessi giorni beni per 130 milioni di euro.</p>
<p>Ad inizio 2015 l’opinione pubblica “riscopre”<strong> il patto di lavoro tra politica-mafie ed imprenditoria che, funzionale da decenni alla spartizione del Sud Italia da parte di malapolitica e criminalità, si è da tempo ampiamente delocalizzato,</strong> in maniera radicata e potente, non soltanto in Emilia ed in Veneto ma in tutto il Nord Italia.</p>
<p>La speculazione sulla ricostruzione post sisma nel 2012, l’influenza bipartisan delle cosche emiliane sulla politica locale, lo sfruttamento dei finanziamenti pubblici negli appalti edilizi, oltrechè l’usura e il riciclaggio, sono solo alcuni dei principali terreni su cui le organizzazioni criminali hanno strutturato il proprio impero economico con il sostegno e la connivenza di buona parte della classe dirigente presente nelle istituzioni. Parliamo di delocalizzazione non perché si siano lasciati alcuni territori per altri – le ‘ndrine emiliane mantengono ad esempio in maniera forte un rapporto di dipendenza con le case calabresi – piuttosto perché, così come nel caso del trasferimento delle produzioni industriali, <strong>ciò che attira le Mafie al nord è la possibilità di sfruttare tessuti produttivi più ricchi, zone grigie di illegalità interne al circuito imprenditoriale e politico disponibili di per sé a stringere relazioni di complicità con le organizzazioni criminali.</strong> Non infiltrazioni dunque, corpi estranei che si insinuano in una realtà economica ignara, ma piuttosto l’elevamento a potenza della logica del vantaggio a tutti i costi che attrae le mafie proprio perchè già di per sé funzionante nella strutturazione dei rapporti di collaborazione tra poteri pubblici e privati.</p>
<p><strong>Le vicende del MOSE a Venezia e il caso EXPO a Milano dimostrano l’efficacia di questa strategia di radicamento</strong> da parte delle organizzazioni criminali e la totale strutturalità della corruzione nelle zone produttive del Paese, riconfermano inoltre l’unica utilità certa che hanno grandi eventi e grandi opere in Italia, quella di offrire occasione di arricchimento a politici, imprenditori, dirigenti. Il MOSE,  la grande opera di ingegneria civile che dovrebbe proteggere la laguna di Venezia dalle acque alte separandola con sistemi di paratoie mobili dall’Adriatico, per ora ha prodotto solo una montagna d tangenti che hanno arricchito e cementificato i rapporti di collusione tra politica locale e imprese di costruzione del Consorzio Nuova Venezia a cui i lavori sono stati appaltati in via esclusiva. Expo, allo stesso modo, ha visto appalti influenzati per il valore di quasi  200 milioni di euro, decine di funzionari coinvolti e una debolezza dei controlli e della presenza delle istituzioni pubbliche che ha permesso l’appropriazione delle partite di forniture, del traffico illecito di rifiuti, del controllo autoritario dei cantieri da parte delle ‘ndrine lombarde.</p>
<p>I numeri della ricchezza delle mafie al nord e il modello di esercizio del potere che hanno strutturato trova proprio<strong> nel rapporto con la dimensione politica il fil rouge che le rende paragonabili al “mondo di mezzo” che le indagini di Mafia Capitale hanno portato a galla</strong> o alle organizzazioni criminali “classiche” del Meridione. La mafia romana, organizzazione nuova ma insieme paradigmatica del controllo delle mafie sul Paese, fa infatti dell’utilizzo della corruzione il suo punto di forza e raccorda in questo modo la zona grigia della burocrazia della capitale e i “piani alti” delle istituzioni e dell’imprenditoria con quelli “bassi” della criminalità legata all’eversione nera romana. E’ <strong>capace di infiltrarsi e fare business nella gestione dei centri accoglienza per immigrati e dei campi nomadi, di manipolare le nomine e indirizzare le scelte politiche dell’amministrazione, finanziare cene e campagne elettorali, affiliare imprenditori e diventare un sistema parallelo di erogazione di welfare e reddito</strong> che guadagna consenso sociale nei vuoti immensi lasciati dallo Stato Sociale definanziato e inaccessibile che in questi anni si è costruito.</p>
<p>Le Mafie hanno ridefinito in Italia il senso e l’utilità di una dimensione politica, concorrendo non solo come gruppo criminale che corrompe ed affilia ma come blocco sociale alla produzione delle decisioni riguardanti la distribuzione delle risorse, la gestione del territorio, l’erogazione di servizi e protezione. <strong>L’arretramento imposto dalle politiche di austerity allo Stato da una funzione regolativa nell’economia e dalla garanzia dei più basilari diritti di cittadinanza ha permesso alle mafie di “supplire”, senza neanche mettersi in concorrenza coi poteri pubblici, a queste mancanze, di marcire sul deserto fatto dai tagli alla spesa pubblica e sulla privatizzazione dei servizi locali garantendo un welfare delle mafie.</strong> Dal lavoro, alla sanità, alla protezione nelle sue forme totalitarie il legame di interdipendenza del disagio sociale, specie nelle zone periferiche delle città, con le mafie si fa strutturale e impossibile da distruggere se non riagganciando il terreno sociale alla dimensione politica in una maniera alternativa ed efficace.</p>
<p><strong>“Senza politica non si fa niente”. Le parole degli ‘ndranghetisti emiliani ci sembra indichino la regola alfa di funzionamento delle mafie nel nostro Paese che, a prescindere dalla collocazione geografica e dalla precisa tipologia di organizzazione, bisogna individuare come obiettivo prioritario da disarticolare.</strong> Vuol dire combattere la corruzione, ad esempio approvando con urgenza le misure contro la prescrizione farsa, l’introduzione dei delitti ambientali nel Codice Penale, ma significa anche e soprattutto <strong>riaggangiare alla giustizia sociale e alla tutela dei diritti degli ultimi l’unico senso possibile e praticabile d’intendere la politica che contrasta realmente e non solo retoricamente le mafie e le logiche che ci impongono.</strong></p>
<p><strong>Da qui al 21 Marzo vogliamo costruire nelle città, a partire dalle nostre scuole ed università percorsi che ci permettano di analizzare l’espansione delle mafie e rilanciare le battaglie che sono necessarie per contrastarle</strong>: dalla lotta alla corruzione e all’imporsi delle logiche dell’economia mafiosa, dalla tutela dell’ambiente e dei beni comuni alla garanzia effettiva di diritti di cittadinanza realmente inclusivi.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>PIACENZA &#8211; Simboli razzisti e nazifascisti presso il liceo Gioia</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Dec 2014 11:04:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>danilolampis</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-7950" href="/sito/piacenza-simboli-razzisti-e-nazifascisti-presso-il-liceo-gioia/gioia-piacenza/"><img class="alignleft size-full wp-image-7950" title="gioia piacenza" src="/sito/wp-content/uploads/2014/12/gioia-piacenza.jpg" alt="" width="361" height="290" /></a></p>
<p>Nella notte tra martedì 25 e mercoledì 26 novembre 2014 sui muri all’interno del parcheggio di via della Ferma, dove si trova anche la sede dislocata del Liceo Statale M. Gioia, sono state impressi slogan e simboli razzisti e nazifascisti.</p>
<p>Le scritte, evidenti e indelebili, sono state notate subito dai gestori del parcheggio e da studenti, insegnanti e personale scolastico del Liceo, poiché le finestre della maggior parte delle aule della sede si affacciano direttamente sul parcheggio. È stata sporta denuncia verso ignoto, ma è comunque importante che, vista la gravità dell’accaduto, la vicenda non passi inosservata o sotto silenzio.</p>
<p>Come Unione degli Studenti prendiamo una posizione netta e severa di denuncia e riteniamo gravissimo quanto è successo, soprattutto considerato che queste scritte si trovano vicino a una scuola, vicino a un luogo di crescita e formazione frequentato ogni giorno da tantissimi giovani, e che quindi ospita anche studenti e studentesse attaccati personalmente da quegli slogan.</p>
<p>Crediamo che la lotta al razzismo e al fascismo non possa dirsi mai conclusa, poiché sono all’ordine del giorno episodi e manifestazioni di razzismo, di discriminazione, di violenza e di intolleranza verso chi è più debole, verso chi è considerato “diverso”, per fattori economici, sociali, razziali o per il proprio orientamento sessuale. Tali scritte sono sintomo di un clima culturale e sociale sempre più in tensione, alla ricerca del capro espiatorio da vittimizzare, che porta in sè valori sbagliati, impregnati di odio e intolleranza, di discriminazione e ignoranza. Siamo il futuro di questa città e pertanto pretendiamo e ci battiamo per  un modello culturale rinnovato, basato su nuovi valori, all’insegna del rispetto e dell’inclusività.  Vogliamo un sistema sociale che educhi i suoi cittadini ai valori costituzionali, che mantenga viva la memoria delle nostre radici storiche e delle lotte al fascismo, che condanni ogni forma di razzismo, di odio e di fascismo, oggi sempre più frequenti e attuali nella nostra società.</p>
<p>E se è stata una scuola a essere marchiata con queste scritte, è proprio dalla scuola che bisogna ripartire, riportando in questa l’educazione alla cittadinanza e alla legalità, troppo spessa lasciata nel dimenticatoio. Quello che è avvenuto non è solo una bravata adolescenziale: è sintomo di una crisi che da economica è diventata sociale, culturale, umana, e davanti a cui nessuno si può permettere il lusso di abbassare gli occhi.</p>
<p>UDS PIACENZA</p>
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		<title>LATINA &#8211; corteo in solidarietà del giudice Aielli #stoconaielli. La lotta contro le mafie continua</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Nov 2014 23:45:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>danilolampis</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-7813" href="/sito/latina-corteo-in-solidarieta-del-giudice-aielli-stoconaielli-la-lotta-contro-le-mafie-continua/latina-uds-1/"><img class="alignright size-large wp-image-7813" title="latina uds 1" src="/sito/wp-content/uploads/2014/11/latina-uds-1-600x222.jpg" alt="" width="600" height="222" /></a>La scorsa settimana in città Latina ha avuto l&#8217;ennesimo segno della presenza mafioso nel territorio.<br />
Cinque manifesti attaccati nei pressi dei tribunali annunciavano la &#8220;prematura scomparsa&#8221; del giudice Lucia Aielli,in prima linea nel territorio nella lotta alla criminalità organizzata,che già un mese fa il giudice aveva ricevuto altre minacce.<br />
Lucia Aielli nel 2009 è stata il giudice titolare del processo Damasco relativo all&#8217;inchiesta sulle infiltrazioni delle famiglie di &#8216;ndrangheta Trani e Tripodo, che terminò il 19 dicembre del 2011 con la condanna di 23 persone ad un totale di 110 anni di carcere.<br />
In particolare furono inflitti 5 e 13 anni di reclusione ai due principali imputati, i fratelli Venanzio e Carmelo Tripodo, figli di don Mico, capobastone di Sambatello, cittadina che si affaccia verso il mare, sulla collina che sovrasta Reggio Calabria.<br />
Condannati anche alcuni importanti esponenti della politica e dell&#8217;amministrazione locale: sei anni per l&#8217;ex assessore ai lavori pubblici Riccardo Izzi, di Forza Italia, primo degli eletti nel 2006; nove mesi per l&#8217;ex comandante dei vigili urbani, Dario Leone, cugino dell&#8217;ex sindaco Luigi Parisella.<br />
Ma la settimana che è appena passata che si concluderà con la giornata di domani ha dimostrato che Latina non rimane in silenzio di fronte a queste minacce.<br />
<a rel="attachment wp-att-7814" href="/sito/latina-corteo-in-solidarieta-del-giudice-aielli-stoconaielli-la-lotta-contro-le-mafie-continua/latina-uds-2/"><img class="alignleft size-full wp-image-7814" title="latina uds 2" src="/sito/wp-content/uploads/2014/11/latina-uds-2.png" alt="" width="248" height="249" /></a>Latina non ha più paura, Latina continua a lottare.<br />
Dopo il 22 Marzo scorso, giornata che ha visto la nostra città protagonista del grande corteo di Libera si è cercato di costruire un percorso nelle scuole e nelle città sui temi della legalità che ha portato i suoi frutti nell&#8217;immediata rete di solidarietà che ha costruito la giornata del 28 Novembre.<br />
Oggi non è una semplice giornata di solidarietà ma anche una giornata di informazione, di elaborazione di modalità concrete di contrasto all&#8217;illegalità,di costruzione di un percorso culturale duraturo nel territorio di giustizia sociale e legalità.<br />
Il corteo di oggi sarà diviso in 4 momenti,dove nei luoghi simbolo della città,si porteranno realmente i temi fisicamente della lotta alle mafie: un primo davanti al Municipio sul tema della corruzione e della collusione tra criminalità organizzata e politica,poi davanti la prefettura su gestione delle forze dell&#8217;ordine e strategie di opposizione alla mafia, in prossimità del Liceo Classico &#8220;Dante Alighieri&#8221; un messaggio di solidarietà al giudice e alla sua famiglia , infine davanti il Tribunale di Giustizia su legalità e partecipazione attiva alla cittadinanza.<br />
La giornata si concluderà con uno spazio artistico e musicale allestito nella piazza principale della città alle 21.<br />
Il messaggio che è stato lanciato e che domani ribadiremo a gran voce in piazza è preciso: la nostra città non al gioco della criminalità organizzata.<br />
E&#8217; il momento di dimostrare coesione,stingere le maglie di una rete di relazione virtuose sino a diventare tessuto impenetrabile per qualsiasi tipo di infiltrazione mafiosa.</p>
<p>Unione degli Studenti Latina</p>
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		<title>Stop Omofobia &#8211; Parte lo sportello SOS DIRITTI RAINBOW</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Oct 2014 10:15:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>martinacarpani</dc:creator>
				<category><![CDATA[News dai Territori]]></category>
		<category><![CDATA[Sessualità]]></category>
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		<description><![CDATA[E&#8217; partita nelle scuole una campagna omofoba e piena di stereotipi di genere chiamata SOS RAGAZZI per la &#8220;rieducazione&#8221; delle studentesse e degli studenti all&#8217;eteronormalità, in contrapposizione alla campagna sul ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; partita nelle scuole una campagna omofoba e piena di stereotipi di genere chiamata SOS RAGAZZI per la &#8220;rieducazione&#8221; delle studentesse e degli studenti all&#8217;eteronormalità, in contrapposizione alla campagna sul gender da poco lanciata da Amnesty Italia e rivolta alle scuole per l&#8217;educazione ai diritti LGBTQIA.</p>
<p>Non possiamo accettare che non solo i diritti, <a rel="attachment wp-att-7475" href="/sito/stop-omofobia/10348366_10204729824953961_3542516322091560592_n/"><img class="alignleft size-medium wp-image-7475" title="10348366_10204729824953961_3542516322091560592_n" src="/sito/wp-content/uploads/2014/10/10348366_10204729824953961_3542516322091560592_n-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>ma addirittura l&#8217;identità LGBTQIA siano negate a partire dalle scuole, che invece dovrebbero essere presidi di abbattimento degli stereotipi di genere ed educazione alla valorizzazione positiva delle differenze. Partire dalla scuola per progetti omofobi e bigotti rappresenta la chiara volontà di costruire una società di emarginazione. Secondo noi non esiste un paradigma di normalità a cui rifarsi ed a cui rieducarsi, siamo tutt* liber* di essere e liber* di amare!</p>
<p>L&#8217;Unione degli Studenti sceglie di supportare la campagna di <a href="http://scuole-lgbti.amnesty.it/" target="_blank">Amnesty International Italia</a> e, a seguito della segnalazione di uno studente napoletano, apre lo sportello SOS STUDENTI. Mandate una mail a unionedeglistudenti@gmail.com per segnalare altri casi  come quello qui di seguito riportato.</p>
<p>&#8212;&#8211;</p>
<p>La settimana scorsa la madre di un nostro compagno ha ricevuto questa mail nella sua casella di posta:</p>
<p><em><span style="font-size: 13px;">&#8220;Cara Maria,</span></em></p>
<p><em>all’inizio di questo nuovo anno scolastico purtroppo dobbiamo registrare un nuovo tentativo di rieducazione all’ideologia gender nelle scuole italiane.</em><br />
<em>Questa volta il pericolo arriva da Amnesty International Italia che ha lanciato il progetto “Scuole attive contro l’omofobia e la transfobia” e una guida per docenti dall’eloquente titolo “Diritti Lgbti, diritti umani”.</em><br />
<em>L’obiettivo è quello di sempre: mostrare che non esiste alcun legame tra sesso e genere e mostrare i diritti delle persone LGBTI tra cui matrimonio e adozione di minori come &#8220;diritti umani&#8221;.</em><br />
<em>La bandiera della discriminazione e del bullismo nelle scuole viene ancora una volta strumentalizzata al fine di rieducare i ragazzi secondo le teorie di genere e dunque a insegnar loro: che non esiste alcun legame tra sesso e genere; che ognuno è libero di costruirsi il proprio orientamento sessuale a prescindere dal sesso biologico; che la famiglia uomo-donna è uno stereotipo imposto dalla società da combattere in nome della libertà e della fluidità dei generi; che chi pensa che un bambino abbia bisogno di crescere con una figura maschile e una femminile è in realtà omofobo.</em><br />
<em>Di fronte a questo ennesimo e subdolo atto di “rieducazione” alla luce delle teorie di genere dei nostri ragazzi, SOS Ragazzi invita tutti i genitori e tutti coloro che hanno un compito educativo a vigilare e prestare attenzione a quanto accade nelle scuole, informandosi e contattando tempestivamente le Associazioni dei genitori del territorio.</em><br />
<em>Le nuove generazioni hanno bisogno di essere aiutate nella costruzione della propria identità, hanno bisogno di colonne, di riferimenti sicuri, non di teorie che portano maggiore confusione in un tema così delicato come la sessualità.</em></p>
<p><em>SOS Ragazzi è più che mai decisa a battersi nella tutela dei nostri ragazzi, che sono il futuro del nostro Paese!</em></p>
<p><em>Un cordiale saluto!</em></p>
<p><em>A***** L******</em><br />
<em>Responsabile Campagna SOS Ragazzi&#8221;</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ed ha risposto così:</p>
<p><em>&#8220;Sig L******, come è possibile che genitori così mortificanti, quali siete voi per i vostri figli, ancora oggi, in una nazione come l&#8217;Italia, si riuniscano in associazioni per impedire ai propri figli la libera crescita e la possibilità di vivere essendo se stessi, liberi dai pregiudizi, liberi dalla paura, liberi dalle mortificazioni. tutti voi genitori che vi riunite in queste assurde associazioni, vi siete mai chiesti chi sono i vostri figli? li avete mai guardati negli occhi nel cuore dicendo che li amate e li accettate a qualsiasi costo? sapete che se lo fate, almeno il venti per cento dei vostri figli si dichiarerà gay?.</em><br />
<em>io sono la madre orgogliosa di un ragazzo gay. ogni giorno mi contattano ragazzi terrorizzati dai loro genitori. mi dicono: signora, come vorrei che mia madre, mio padre potesse accettarmi e capirmi come voi capite vostro figlio. e a volte mi raccontano cose dolorosisssime: madri bigotte che li giudicano indemoniati, e padri volgari che li umiliano e li offendono. </em><br />
<em>affrontate la realtà e non nascondetevi dietro associazioni che nascono in nome dell&#8217;odio. dove c&#8217;è accettazione, c&#8217;è solo amore. è dietro la vostra omofobia che ancora vive l&#8217;anima di hitler, l&#8217;anima dei razzismi e della paura delle differenze. e ciò che fa paura, si deve farlo sparire. </em><br />
<em>non ce la faccio a dirvi troppe cose, sono mortificata dal fatto che persone adulte, genitori, che dovrebbero aver fatto attraverso i figli l&#8217;esperienza dell&#8217;amore e quindi della libertà, si riuniscano per opporsi al grande cambiamento. la sessualità è una scelta personale e va rispettata, come va rispettata la scelta degli studi e della propria vita. il compito di noi genitori è solo quello di sostenere i nostri figli nelle loro scelte, indirizzandoli verso una vita moralmente corretta, e la sessualità non riguarda la morale. la morale è educarli al rispetto degli altri, all&#8217;onestà, alla purezza di intenti, alla coscienza del lavoro, all&#8217;amore per Dio e per i più deboli. se vi concentraste su questi valori, potreste cambiare il mondo, permettendo ai vostri figli di crescere nella libertà e nell&#8217;amore. </em><br />
<em>quando ero ragazza, ogni tanto mi piaceva farmi una domanda e fantasticare sulla risposta. mi chiedevo: ma se fossi libera da tutta questa morale, se potessi fare delle scelte veramente libere e non avessi paura del giudizio del mondo, come mi comporterei? la risposta era sempre che avrei vissuto in modo completamente diverso, perchè quella che viveva non ero io, ma un modello, impostomi dalla società. fatevi questa domanda, ognuno di voi. non potete essere diversi da me, avete avuto le stesse infelicità che ho avuto io. avete vissuto una vita non vostra. provate. e poi guardate i vostri figli, onestamente negli occhi e nel cuore.</em></p>
<p><em>Con grande rispetto ed amore, una mamma di un ragazzo gay.&#8221;</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>RESISTENZA, È SEMPRE ORA! VERSO IL 25 APRILE SMASCHERIAMO I NUOVI FASCISMI</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Apr 2014 09:11:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>danilolampis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Scarica la scheda tecnica sui neofascismi, scarica il manifesto della campagna e segnalaci le iniziative allo 06/69770332 o scrivendoci a info@retedellaconoscenza.it Il mondo era così recente, che molte cose erano prive di ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-6941" title="sempreora1" src="/sito/wp-content/uploads/2014/04/sempreora1-300x150.jpg" alt="" width="300" height="150" /></p>
<p>Scarica la <a href="http://www.retedellaconoscenza.it/wp-content/uploads/2014/04/Resistenza_sempreora_st.pdf">scheda tecnica</a> sui neofascismi, scarica il <a href="http://www.retedellaconoscenza.it/wp-content/uploads/2014/04/sempreora.jpg">manifesto</a> della campagna e segnalaci le iniziative allo 06/69770332 o scrivendoci a info@retedellaconoscenza.it</p>
<p>Il mondo era così recente, che molte cose erano prive di nome, e per citarle bisognava indicarle col dito.<br />
Gabriel García Márquez, Cent’anni di solitudine</p>
<p>Le nostre città, scuole e università pullulano di gruppi che si rifanno al nazifascismo, alle sue idee e alle sue pratiche violente e ingiuste. Questi fermentano nelle periferie, dove la marginalità sociale e la povertà producono, senza soggetti sociali in grado di rappresentare i bisogni, l’emersione di facili populismi.<br />
Il fascismo, dunque, ha saputo reinventarsi. Continuano a permanere gruppi che ripropongono il culto del Duce e del ventennio, ma la maggioranza ha assunto nuovi modi di agire, insinuandosi nelle contraddizioni. Il neofascismo non può essere considerato come una ripetizione, un remake di cattivo gusto del “fascismo storico”. L’antifascismo troppo spesso cade in letture vecchie e non al passo con i mutamenti avvenuti nel campo delle nuove destre, al punto da continuare a restituire l’immagine del fascismo esclusivamente come l’avanguardia violenta del sistema capitalista. Non ci si può limitare alla necessità della memoria, senza capire come questa può essere usata per comprendere i movimenti che incidono sempre più su una determinata cultura underground presente nella società. Occorre individuare le continuità ma anche le differenze.<br />
I neofascismi non si estirpano sfidandoli sul piano della violenza. Occorre invece essere radicalmente alternativi sul piano culturale alle logiche dei gruppi di destra, coniugando prassi democratiche e partecipazione, con nuove forme di partecipazione e mutualismo. Vogliamo lanciare una grande campagna culturale nelle scuole, università e città per smascherare e mettere sotto gli occhi di tutti i contenuti e le pratiche maciste, xenofobe, omofobe e razziste dei neofascismi. Accanto alle assemblee nei nostri luoghi vogliamo restituire una dignità ai nostri quartieri, riqualificandoli ripulendo le scritte oppure costruendo dei momenti di confronto, cineforum, concerti, presentazioni di libri.<br />
Da sempre, insieme ad organizzazioni come l’ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia) e con l’Osservatorio Democratico sulle Nuove Destre, realizziamo campagne sull’antifascismo e la memoria storica. Se crediamo che i luoghi della formazione debbano rappresentare dei presidi di democrazia e cittadinanza, dobbiamo partire proprio dalle nostre aule per fare una grande “operazione chiarezza” sui gruppi neofascisti e neonazisti che hanno sempre più agibilità politica nelle nostre città.<br />
Non dobbiamo retrocedere, anche perché purtroppo in tutta Europa si stanno formando le condizioni per una rivalsa dell’estrema destra. Il caso dell’Ungheria in cui una forza nazionalista e ultraconservatrice è andata al governo, ma anche quello dell’Ucraina in cui la destra estrema ha guidato le lotte di EuroMajdan o la recrudescenza di Alba dorata in Grecia e del Front Nationalle in Francia dimostrano che oggi l’appiglio xenofobo, conservatore e nazionalista può apparire una via d’uscita dalle politiche di austerità e dall’impoverimento della popolazione.<br />
È ora di fare chiarezza, è ora di smascherare i neofascismi che si insinuano nel nostro Paese. Costruiamo e pratichiamo un mondo di diritti e democrazia.<br />
Non è mai finito il tempo della Resistenza: è sempre ora!</p>
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