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	<title>Unione degli Studenti &#187; Assemblee territoriali</title>
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		<title>BOLOGNA &#8211; 4 e 5 giugno: scuole di formazione ai diritti per gli studenti del nord-est</title>
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		<pubDate>Mon, 16 May 2016 11:16:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>danilolampis</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-10280" href="/sito/bologna-4-e-5-giugno-scuole-di-formazione-ai-diritti-per-gli-studenti-del-nord-est/piacenza-foto-bella/"><img class="alignleft size-full wp-image-10280" title="piacenza foto bella" src="/sito/wp-content/uploads/2016/05/piacenza-foto-bella.jpg" alt="" width="403" height="269" /></a>“La cultura [...] è organizzazione, disciplina del proprio io interiore;  è presa di possesso della propria personalità, e conquista di coscienza  superiore, per la quale si riesce a comprendere il proprio valore  storico, la propria funzione e nella vita, i propri diritti, i propri  doveri.”<br />
Antonio Gramsci, Socialismo e cultura</p>
<p>L&#8217;Unione degli  Studenti organizza, per gli studenti del nord-est, le scuole di  formazione sui diritti degli studenti, sulle rivendicazioni in merito al  diritto allo studio, al welfare, sulle prassi mutualistiche, sulla  buona rappresentanza studentesca e sulla comunicazione politica. Le  scuole di formazione si terranno a Bologna, il 4 e 5 giugno, presso il  circolo Arci <a href="https://www.facebook.com/RitmoLento-1197605863586683/?fref=ts" target="_blank">Ritmo Lento</a>. Scuole di formazione aperte a tutti gli  studenti curiosi e pronti a rivendicare i propri diritti, a tutte e  tutti coloro che non si arrendono e che vogliono comprendere e cambiare  il mondo a partire dalla propria scuola.<br />
Pensare dei corsi di  formazione per essere capaci di affrontare le complessità dei contesti  territoriali è un atto di coraggio, in controtendenza rispetto alla  politica del &#8220;fare&#8221; senza contenuti, della giornata piuttosto che del  lungo periodo. Una politica spettacolarizzata, incapace di destrutturare  le demagogie dando risposte concrete. Formarsi sui propri diritti è  dunque uno strumento per cambiare realmente dal basso la propria  condizione, senza dover delegare ma facendo sentire la propria voce. Gli  studenti sono cittadini a 360° e perciò hanno tutto il diritto di  studiare la realtà che li circonda, analizzarla e prendere posizione per  cambiarla. Non ci si può limitare a studiare senza agire, come non  basta agire senza comprendere il proprio contesto. Per questo le scuole  di formazione possono rappresentare un momento importante per tutti  coloro che credono nella necessità del sindacato studentesco come  strumento di reale cambiamento delle proprie condizioni. Uno strumento  unico, che può costruire dal basso un&#8217;alternativa culturale non solo  nelle scuole ma anche nelle città.</p>
<p>Gli obiettivi che ci proponiamo di raggiungere sono:<br />
- Conoscenza di base rispetto ai diritti degli studenti e a quali sono gli strumenti di difesa e di tutela;<br />
- Conoscenza degli strumenti della rappresentanza studentesca;<br />
- Capacità di impostare una vertenza nella propria scuola e nella propria città;<br />
- Conoscenza del modello di welfare attuale e delle nostre rivendicazioni;<br />
- Cosa intendiamo per diritto allo studio e come lo rivendichiamo e lo costruiamo sui territori;<br />
- Conoscenza sul mutualismo e delle diverse pratiche da poter realizzare sui territori;<br />
- Conoscenze di base sulle strategie comunicative</p>
<p>Modalità e tempi della discussione</p>
<p>I  punti di partenza sono i materiali informativi richiedibili scrivendo  alla mail segnalata poco sotto e la modalità di discussione sarà quanto  più aperta e orizzontale possibile, con l&#8217;utilizzo di cartelloni e  post-it. Pensiamo di organizzare la discussione in questo modo:<br />
-  sabato 4, dalle ore 18: Memoria e Immaginazione: dibattito sulla storia e  le nuove sfide dell’Unione degli Studenti. A seguire serata a Ritmo  Lento.<br />
- domenica 5, dalle ore 10, si terranno i seguenti gruppi di  lavoro: vertenzialità e rappresentanza; diritto allo studio e welfare;  mutualismo e solidarietà; comunicazione e organizzazione della  mobilitazione.</p>
<p>Se vuoi ricevere i materiali utili per  partecipare all&#8217;iniziativa o se vuoi organizzare le scuole di  formazione nella tua  città scrivi a  unionedeglistudenti@gmail.com  o chiama al 3401653203.</p>
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		<title>TIVOLI &#8211; Saperi contro le mafie</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Oct 2015 15:28:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>danilolampis</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-9332" href="/sito/tivoli-saperi-contro-le-mafie/tivoli1/"><img class="alignright size-large wp-image-9332" title="tivoli1" src="/sito/wp-content/uploads/2015/10/tivoli1-600x337.jpg" alt="" width="420" height="236" /></a></p>
<p>In seguito a quanto accaduto nella città di Tivoli, in cui alcuni giornalisti hanno ricevuto minacce personali per aver denunciato pubblicamente attività illecite agevolate da gruppi riconducibili all’estrema destra, l’unione degli studenti ha deciso di prendere parola.</p>
<p>Riteniamo inaccettabile che ciò accada senza che ci sia una risposta contro l’intimidazione e l’ambiente mafioso. La mafia a Tivoli trova spazio sfruttando situazioni di disagio nei quartieri perchè offre una realizzazione economica apparentemente semplice, parliamo anche di tante e tanti studentesse e studenti che non riuscendo a completare il loro percorso formativo sono ricattati da finte opportunità.</p>
<p>La criminalità agisce in tanti modi, ha radici profonde, è un nemico comune per chi vuole difendere la giustizia sociale e per questo lotteremo assieme contro tutte le mafie, noi come studenti delle scuole superiori abbiamo iniziato un percorso: nella giornata del 10 Ottobre l’Unione degli studenti Tivoli ha organizzato una conferenza intitolata &#8220;Le mani sulla provincia&#8221; con lo scopo di approfondire la conoscenza della relazione storica tra fascismo e criminalità organizzata che, nel nostro territorio vede le sue radici in alcune relazioni intessute tra queste “organizzazioni” a partire dagli anni ’70 del ‘900.</p>
<p>Alla partecipazione numerosa della giornata seguirà un percorso scuola per scuola, siamo stanchi del &#8220;dominio&#8221; che la mafia e &#8220;l&#8217;ambiente nero&#8221; hanno avuto per tutto questo tempo, soprattutto nella città di Tivoli e lotteremo con ogni mezzo per non lasciare nessuno spazio a questi soggetti che fanno solo male alla collettività.</p>
<p>L&#8217; Unione degli studenti Tivoli</p>
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		<title>“Alziamo il volume”: una data-megafono per le rivendicazioni degli studenti!</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Sep 2014 16:52:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>martinacarpani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’anno scolastico è iniziato da soli pochi giorni ma il clima nelle nostre scuole si sta già surriscaldando. In numerose città d’Italia si susseguono giornate dense di momenti di confronto ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-7403" href="/sito/%e2%80%9calziamo-il-volume%e2%80%9d-una-data-megafono-per-le-rivendicazioni-degli-studenti/alziamo-il-volume-jpg/"><img class="alignleft size-medium wp-image-7403" title="alziamo-il-volume jpg" src="/sito/wp-content/uploads/2014/09/alziamo-il-volume-jpg-212x300.png" alt="" width="212" height="300" /></a></p>
<p dir="ltr">L’anno scolastico è iniziato da soli pochi giorni ma il clima nelle nostre scuole si sta già surriscaldando. In numerose città d’Italia si susseguono giornate dense di momenti di confronto in cui migliaia di studentesse e studenti si riuniscono per organizzare il percorso di avvicinamento alla data di mobilitazione studentesca nazionale del 10 ottobre e per discuterne la <a href="http://goo.gl/wKkyP1">piattaforma rivendicativa</a>.</p>
<p dir="ltr">Una data di fondamentale importanza sarà il 25 settembre, giornata che porta il nome evocativo di “Alziamo il volume” e che sarà funzionale al lancio del 10 ottobre. Da nord a sud, assisteremo a l’organizzazione massiccia di iniziative politiche e culturali dentro e fuori le nostre scuole. La mattina verranno strutturate assemblee straordinarie, blocchi della didattica, lezioni alternative con i professori e autogestioni. Il pomeriggio, invece, saranno lanciate assemblee pubbliche, che verranno accompagnate da eventi musicali, teatrali e culturali in generale. Centrale per questa giornata sarà la stesura delle piattaforme rivendicative territoriali e relative alla singola scuola, passaggio imprescindibile per la costruzione di percorsi di partecipazione reali e di qualità. Come lo stesso nome vuole sottintendere, la giornata del 25 settembre ha tutti i presupposti per diventare una data di riferimento per tutti gli studenti che hanno voglia di entrare in scena e di riprendere protagonismo fuori e dentro le scuole per dare voce agli studenti prima di scendere in piazza il 10 ottobre per un’istruzione pubblica, gratuita e di qualità.</p>
<p dir="ltr">Se anche tu hai voglia di organizzare un’assemblea o un evento culturale nella tua città in avvicinamento al 10 ottobre, non esitare a comunicarcelo inviando una mail a unionedeglistudenti@gmail.com</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>NAPOLI &#8211; Un appello dalle scuole occupate</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Nov 2013 11:04:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giuseppinatucci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[NAPOLI &#8211; Pubblichiamo l&#8217;appello uscito dall&#8217;assemblea delle scuole tenutasi al liceo Cuoco occupato a Napoli dagli studenti e dalle studentesse. Dall&#8217;assemblea regionale al &#8220;V.Cuoco&#8221; occupato di Napoli, 19.11.2013 Siamo studentesse ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>NAPOLI &#8211; Pubblichiamo l&#8217;appello uscito dall&#8217;assemblea delle scuole tenutasi al liceo Cuoco occupato a Napoli dagli studenti e dalle studentesse.</p>
<p>Dall&#8217;assemblea regionale al &#8220;V.Cuoco&#8221; occupato di Napoli,</p>
<p>19.11.2013</p>
<p>Siamo studentesse e studenti in mobilitazione permanente!</p>
<p>Stiamo occupando e autogestendo le nostre scuole nelle forme più diverse e diversificate.</p>
<p>Ma abbiamo un obbiettivo comune: il cambiamento.</p>
<p>Crediamo che il 16 novembre abbia rappresentato per la nostra regione un segnale di svolta. Crediamo che 100.000 persone siano scese in piazza per farsi portatrici di un problema che è di tutti, non solo dei cittadini Campani, ma dell&#8217;intero Paese.</p>
<p>Oggi in Campania si muore, e noi non possiamo nè vogliamo restare indifferenti difronte a quello che è stato definito &#8220;biocidio&#8221;.</p>
<p>Addirittura una serie di dinamiche illegali sono diventate norma: dallo smaltimento di rifiuti speciali e tossici, quali amianto, scarti della lavorazione tessile, pneumatici e copertoni (ai quali quotidianamente viene dato fuoco nelle vastissime zone periferiche delle province di Napoli e Caserta) fino all&#8217;intombamento di fusti di rifiuti industriali e termonucleariprovenienti dal nord Italia e dal nord Europa, sparsi a macchia di leopardo in aree agricole molto ampie, all&#8217;interno delle quali, ancora oggi, vengono prodotti alimenti che vengono consumati sulle tavole degli italiani.</p>
<p>Terreni sopra ai quali talvolta sono state costruite scuole(il caso di Acerra e di Marcianise) strade (come quella che congiunge la zona vesuviana al vallo di Lauro, costruita per evitare ingorghi nel caso di eruzioni del Vesuvio, ed ora posta sotto sequestro)centri commerciali, (come Il Vulcano Buono di Nola, il più grande centro commerciale d&#8217;Europa) e complessi residenziali.</p>
<p>Per non parlare delle enormi cave dismesse che, invece di essere bonificate, venivano (e vengono) utilizzate come discariche abusive.</p>
<p>Grazie all&#8217;emergenzialità di cui sopra, il confine tra legalità ed illegalità è diventato estremamente labile, talvolta inesistente. Discariche illegali che venivano gestite dalla camorra senza alcun tipo di precauzione venivano poi legalizzate dallo Stato in nome dell&#8217;emergenza.</p>
<p>I resposabili di tale situazione sono molteplici:</p>
<p>- lo Stato che ha permesso ed avallato per ragioni economiche, logiche distruttive a livello sanitario ed ambientale. In tutte le sue forme, a livello nazionale, regionale, provinciale, comunale, nella migliore delle ipotesi si è reso colpevole di negligenza, nella peggiore, di collusione;</p>
<p>- Gli imprenditori settentrionali,e non solo, che per abbattere i costi, si rivolgevano a ditte quantomeno dubbie che proponevano offerte per lo smaltimento ridicole;</p>
<p>- Alcune famiglie appartenenti a clan camorristiche quali hanno gestito e gestiscono i flussi dei rifiuti industriali, speciali e tossici;</p>
<p>- La popolazione troppo spesso silente, indifferente, assuefatta, disillusa, impaurita.</p>
<p>Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti. La regione Campania pur non avendo un registro tumori, nonostante sia stato più volte richiesto, secondo alcune statistiche è la regione con il più alto tasso di tumori d&#8217;Italia. Nel duemiladieci sono stati registrati 398 casi di tumore ogni 100mila abitanti.</p>
<p>Rifiutiamo con forza contro ogni tipo di trattamento a caldo dei rifiuti e cioè gli inceneritori, i termovalorizzatori, i gassificatori, gli impianti a biomasse, eproporremo modelli alternativi per i quali il principio cardine non è l&#8217;economicità, ma il rispetto della salute e dell&#8217;ambiente.</p>
<p>Inoltre esigiamo bonifiche anche (e soprattutto) attraverso la riconversione agricola.</p>
<p>Infine contrasteremo con tutte le forze che abbiamo ogni tipo di militarizzazione e legge speciale, perchè non sopporteremo ancora un altro stupro della democrazia.</p>
<p>Crediamo che la nostra terra e le nostre città debbano avere la possibilità di rialzarsi, di creare società aperte, di diventare modelli di democrazia e sviluppo.</p>
<p>E ci impegneremo affinchè questo avvenga perchè vogliamo vivere e studiare in questa regione, ma soprattutto, finiti gli studi, vogliamo avere la possibilità di costruirci un futuro.</p>
<p>In Campania, oggi, viviamo condizioni di disagio ovunque.</p>
<p>- Corse annullate o puntualmente in ritardo, aumento dei prezzi del biglietto, mezzi affollatissimi e in pessime condizioni. Il trasporto pubblico è ormai al collasso! E il problema non riguarda solo i collegamenti tra le diverse province della regione, ma soprattutto le possibilità di raggiungere i capoluoghi dalle zone più periferiche e dalle città limitrofe. Come non citare il clamoroso esempio della circumvesuviana di Napoli? Da settembre sono rimasti fermi 100 treni su 140 e addirittura alcuni ferrovieri vengono &#8220;aggrediti&#8221; da pendolari esausti, che restano in attesa per ore, che non riescono a tornare a casa, ad andare a lavoro, scatenando una vera e propria &#8220;guerra tra poveri&#8221;. Oppure l&#8217;esempio di Salerno, dove sono state annullate tutte le corse extraurbane domenicali. O, ancora, Caserta, così come Avellino e Benevento, irraggiungibili dalla provincia.</p>
<p>E&#8217; insopportabile il fatto che il governo spenda milioni di euro per la costruzione di grandi opere (inutili) come il TAV, piuttosto che investirli per il miglioramento qualitativo del sistema del trasporto pubblico e dei servizi.</p>
<p>Chiediamo uno sconto di almeno il 40% sul costo mensile dell&#8217;abbonamento, la gratuità totale per gli studenti con reddito inferiore a 5.600 euro e il 70% di sconto per gli studenti con reddito inferiore a 12.500 euro.</p>
<p>- Le condizioni delle nostre scuole sono pessime. Da vere e proprie scuole-cantiere fino all&#8217;assenza di materiale didattico, aule, laboratori, palestre. Chiediamo che i nostri edifici vengano messi in sicurezza, ma soprattutto che vengano liberati da materiali tossici e inquinanti, perchè vogliamo studiare serenamente e vogliamo che le nostre scuole non distruggano il territorio circostante.</p>
<p>Crediamo che la retorica degli investimenti messa in campo dall&#8217;attuale governo sia soltanto uno strumento per metterci a tacere, ma i fondi stanziati non sono nemmeno una minima parte di quello che il sistema scolastico Italiano ha bisogno.</p>
<p>- Nel 2005, dopo una fase intentissima di mobilitazioni, l&#8217;amministrazione regionale varò una legge sul diritto allo studio, che ancora oggi è considerata tra le più avanzate su tutto il territorio nazionale; non solo perchè riconosce che il sistema scolastico e formativo è uno strumento fondamentale per lo sviluppo, ma perchè si impegna a rendere la possibilità di accedere ai canali formativi effettiva per tutti, specialmente per coloro che riscontrano ostacoli di ordine economico, sociale e culturale.</p>
<p>Le disposizioni della legge vanno dal miglioramento delle condizioni dei soggetti con disabilità alla fornitura gratuita o semi-gratuita dei libri di testo, i servizi di trasporto e residenziali, servizi di mensa e borse di studio. Inoltre sono previsti percorsi integrativi di formazione professionale all&#8217;interno delle scuole ( stages formativi e lavorativi ) e attività di orientamento universitario e al lavoro.</p>
<p>La legge istituisce anche una conferenza, da convocarsi almeno due volte all&#8217;anno (a cui partecipano: l&#8217;amministrazione regionale, gli enti locali, le scuole e le realtà culturali e assistenziali del terzo settore) al fine di verificare lo stato del diritto allo studio, individuare le problematiche e avanzare proposte e soluzioni. A tale conferenza sono invitate anche le realtà associative e sindacali degli studenti, dei genitori e del personale.</p>
<p>La regione Campania, però, da 8 anni non mette nemmeno un euro sulla legge regionale sul diritto allo studio, nascondendosi dietro al solito mantra del &#8220;non ci sono soldi&#8221;. Eppure i soldi ci sono, ma si preferisce utilizzarli per le emergenze piuttosto che prevedere un piano di ristabilizzazione definitivo della nostra regione.</p>
<p>Chiediamo l&#8217;immediata riattivazione della conferenza regionale sul diritto allo studio, che non viene convocata da più di 5 anni, anche e soprattutto per discutere l&#8217;integrazione all&#8217;interno della legge dello Statuto delle Studentesse e degli Studenti in stage e la sua approvazione all&#8217;interno di tutte le scuole della regione.</p>
<p>Rivendichiamo un piano di finanziamento sulla legge regionale 4/2005, che garantisca:</p>
<p>- la copertura totale delle borse di studio (o almeno per le fasce di reddito più basse) assegnate tramite un regolamento slegato da vincoli di spesa;</p>
<p>- comodato d&#8217;uso gratuito dei libri di testo;</p>
<p>- la realizzazione di una carta studenti regionale per studenti medi e universitari, che preveda agevolazioni su cartolibrerie, librerie, cinema, teatri e tutti gli altri luoghi di cultura.</p>
<p>Chiediamo, infine, la pubblicizzazione dei rapporti annuali delle spese in materia di diritto allo studio da parte dell&#8217;ente regionale campano.</p>
<p>Ribadiamo il nostro NO al contributo scolastico!</p>
<p>Dirigenti scolastici e professori autoritari molto spesso impongono il pagamento del contributo, che a volte viene spacciato come tassa di iscrizione. Le cifre richieste talvolta superano i 120/130€, confermando il ruolo essenziale che hanno le famiglie italiane nel sostentamento della scuola pubblica. Infatti, nonostante i fondi derivanti dalla contribuzione volontaria debbano essere indirizzati unicamente all’ampliamento dell’offerta formativa, attraverso una gestione trasparente dei fondi, quotidianamente vengono destinati al funzionamento ordinario delle scuole.</p>
<p>Questo è il drammatico risultato di anni di tagli alla scuola e alla sua privatizzazione, riscontrabile nei costi sempre più elevati di accesso e nell’incapacità di sostentarsi autonomamente senza dover affidarsi a privati.</p>
<p>Non possiamo accettare che l’emergenza possa divenire normalità, siamo ben consapevoli di quanto dietro i tagli e la dequalificazione dell’istruzione pubblica vi siano precise volontà politiche.</p>
<p>Soprattutto oggi, con la crisi economica che impoverisce sempre più, non possiamo permettere che studenti vengano minacciati o subiscano ritorsioni per non aver voluto o potuto pagare il contributo volontario.</p>
<p>L’istruzione pubblica e il diritto alla studio vanno rifinanziati e non si possono continuare a coprire anni di tagli con contributi imposti alle famiglie.</p>
<p>Ribadiamo il nostro NO ai test INVALSI perchè sono:</p>
<p>• COSTOSI &#8211; mentre si dice che &#8220;non ci sono soldi&#8221; per finanziare il diritto allo studio o l&#8217;edilizia scolastica, si sprecano ogni anno 14 milioni di euro per i test;</p>
<p>• DANNOSI &#8211; producono una didattica nozionistica che considera gli studenti numeri e non persone. I test sono incapaci di valorizzare le intelligenze di tutte e tutti;</p>
<p>• ESCLUDENTI &#8211; sono basati su un concetto di merito sbagliato che ignora le</p>
<p>disuguaglianze socio- economiche profonde che ci sono tra gli studenti;</p>
<p>• ANTIDEMOCRATICI : essi sono costruiti dal MIUR e dall&#8217;INVALSI mentre la valutazione dovrebbe essere un tema costantemente discusso e deciso nelle scuole dal basso.</p>
<p>Chiediamo che ci vengano concessi:</p>
<p>- Spazi e aule autogestite all&#8217;interno delle scuole, in cui poter discutere di attualità, politica, cinema, musica, in cui mettere a frutto le nostre inclinazioni e capacità, ma soprattutto in cui poter dar libero sfogo alla nostra creatività.</p>
<p>- Commisioni paritetiche, ovvero un organo collegiale a tutti gli effetti, cui è possibile dare vita con una modifica del regolamento d&#8217;istituto. Si tratta di un organo costituito da egual numero di studenti e docenti che elabori e scriva il P.O.F. dopo un percorso di consultazione che coinvolga anche l’assemblea d’istituto e il comitato studentesco.</p>
<p>La commissione paritetica deve essere quindi il laboratorio di sintesi, confronto e cooperazione tra il collegio dei docenti e il comitato studentesco, sia per togliere potere al corporativismo dei docenti sia per legittimare spazi di costruzione e analisi come il Comitato studentesco.</p>
<p>NOI VOGLIAMO DEMOCRAZIA E DIRITTI, il diritto alla salute, il diritto allo studio, ma soprattutto il diritto di scegliere e decidere.</p>
<p>Decidere delle leggi e i decreti che da anni i governi nazionali ci impongono.</p>
<p>Decidere della gestione dei nostri territori, che hanno subito una devastazione ambientale, culturale e sociale.</p>
<p>Decidere delle nostre scuole, con maggiori spazi di democrazia, discussione, creazione di coscienze critiche.</p>
<p>Manderemo questo sistema in CORTO CIRCUITO, occupando, autogestendo e mettendo in atto le più diverse forme di costruzione di alternativa dal basso.</p>
<p>SCUOLE CAMPANE IN MOBILITAZIONE</p>
<p>Liceo Linguistico-Scientifico Statale &#8220;Cuoco-Campanella&#8221; OCCUPATO (Napoli)</p>
<p>IPSSAR &#8220;Duca di Buonvicino&#8221; OCCUPATO (Napoli)</p>
<p>ITIS &#8220;Alessandro Volta&#8221; OCCUPATO (Napoli)</p>
<p>Per condividere il manifesto, basta commentare la nota con il nome della propria scuola.</p>
<p>METTIAMO IN RETE LE NOSTRE MOBILITAZIONI!</p>
<p><a href="/sito/napoli-un-appello-dalle-scuole-occupate/napocc/" rel="attachment wp-att-6445"><img src="/sito/wp-content/uploads/2013/11/napocc-211x300.png" alt="" title="napocc" width="211" height="300" class="alignnone size-medium wp-image-6445" /></a></p>
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		<title>Occupazioni, autogestioni, assemblee &#8211; Cambia la tua scuola, Partecipa alla protesta!</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Nov 2013 10:03:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>saravallerani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 15 e il 16 novembre siamo scesi in piazza, siamo stati un fiume in piena dal nord al sud del paese e in questi giorni la mobilitazione sta tornando ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 15 e il 16 novembre siamo scesi in piazza, siamo stati un fiume in piena dal nord al sud del paese e in questi giorni la mobilitazione sta tornando nelle scuole con le prime occupazioni, autogestioni, assemblee permanenti.</p>
<p>Una scuola in occupazione, una scuola autogestita o cogestita da studenti e insegnanti è uno spazio liberato : un laboratorio di costruzione di un altra-scuola possibile, un’officina dei saperi liberi. </p>
<p>Vent’anni di politiche sbagliate e calate dall’alto ci consegnano infatti in eredità una scuola strutturalmente a pezzi: fortemente segnata dall’autoritarismo, attraversata da contenuti e metodi didattici vecchi e inattuali e perennemente minacciata da nuovi tagli.<br />
Negli ultimi anni le studentesse e gli studenti che hanno inondato le piazze del Paese in questi mesi hanno capito però che c’è poco da difendere e tutto da ricostruire: c’è una scuola pubblica da cambiare dal basso, in maniera radicale, qui ed ora.<br />
Sarà necessario avviare nelle scuole in occupazione/assemblea permanente/autogestione, riflessioni serie su temi come le pratiche di lotta, i modelli didattici autoritari, il ripensamento di un&#8217;offerta formativa partecipata dagli studenti stessi, i sistemi di valutazione repressivi come l&#8217;INVALSI, l&#8217;antidemocraticità dei luoghi decisionali delle scuole, nei quali gli studenti, ad oggi, non riescono ad avere un peso reale.</p>
<p>A governi e ministri che da anni ci ripetono che quella intrapresa “e’ l’unica strada possibile” e che “non ci sono soldi” per fare altrimenti, dobbiamo saper rispondere sperimentando modelli di scuola alternativi all’esistente. Dobbiamo mettere al centro la partecipazione e il protagonismo attivo degli studenti, partire dai disagi che ogni giorno viviamo andando a scuola per riuscire a immaginare e praticare metodi didattici alternativi alla lezione frontale, commissioni formate da un numero pari di studenti e docenti che definiscano il Piano dell’Offerta Formativa, sistemi di valutazione che non facciano del numero il proprio unico e incontestabile parametro.</p>
<p>PARTECIPA ALLA PROTESTA!</p>
<p>Consigli utili per le occupazioni – <a href="/sito/wp-content/uploads/downloads/2012/11/vademecum-occupazioni-2012.pdf">scarica il Vademecum per le occupazioni</a></p>
<p>Occupare una scuola non è reato – <a href="/sito/wp-content/uploads/downloads/2012/11/occupazioni-delle-scuole-norme-e-sentenze-da-conoscere.pdf">norme e sentenze da conoscere</a></p>
<p>Spunti utili per le autogestioni – <a href="/sito/wp-content/uploads/downloads/2012/11/vademecum-autogestioni-2012.pdf">scarica il Vademecum per le autogestioni</a></p>
<p>MATERIALE PER DIBATTERE, CONTESTARE E CREARE:</p>
<p><a href="http://issuu.com/retedellaconoscenza/docs/vademecum">Altrariforma della scuola &#8211; Cambia la tua scuola dal basso!</a></p>
<p>- La mia è una scuola sicura? Scarica il <a href="http://issuu.com/retedellaconoscenza/docs/vademecum_definitivo">vademecum</a> per scoprirlo e compila il <a href="http://issuu.com/retedellaconoscenza/docs/questionario_def_impaginato">questionario</a></p>
<p>- Scarica il modello di odg per la settimana della <a href="/sito/didattica-e-democrazia/">didattica alternativa</a></p>
<p>- Scarica il modello di odg per le commissioni paritetiche</p>
<p>- Scarica il modello di odg per i referendum studenteschi</p>
<p>- <a href="/sito/wp-content/uploads/downloads/2012/04/SCHEDA-VALUTAZIONE-PDF.pdf">Cosa sono gli INVALSI?</a> </p>
<p>- Cos&#8217;è lo Statuto delle Studentesse e degli studenti in <a href="/sito/non-sei-un-robot-campagna-sugli-stages-2011/">stage</a>? </p>
<p>PARTECIPA ALLA PROTESTA<br />
CAMBIA LA TUA SCUOLA!</p>

<a href='/sito/occupazioni-autogestioni-assemblee-cambia-la-tua-scuola-partecipa-alla-protesta/copia-di-occupy1/' title='Copia di occupy1'><img width="150" height="55" src="/sito/wp-content/uploads/2013/11/Copia-di-occupy1-150x55.png" class="attachment-thumbnail" alt="Copia di occupy1" title="Copia di occupy1" /></a>
<a href='/sito/occupazioni-autogestioni-assemblee-cambia-la-tua-scuola-partecipa-alla-protesta/occupy1/' title='occupy1'><img width="150" height="55" src="/sito/wp-content/uploads/2013/11/occupy1-150x55.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="occupy1" title="occupy1" /></a>
<a href='/sito/occupazioni-autogestioni-assemblee-cambia-la-tua-scuola-partecipa-alla-protesta/occupy2/' title='occupy2'><img width="150" height="55" src="/sito/wp-content/uploads/2013/11/occupy2-150x55.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="occupy2" title="occupy2" /></a>
<a href='/sito/occupazioni-autogestioni-assemblee-cambia-la-tua-scuola-partecipa-alla-protesta/occupy3/' title='occupy3'><img width="150" height="55" src="/sito/wp-content/uploads/2013/11/occupy3-150x55.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="occupy3" title="occupy3" /></a>
<a href='/sito/occupazioni-autogestioni-assemblee-cambia-la-tua-scuola-partecipa-alla-protesta/occupy4/' title='occupy4'><img width="150" height="55" src="/sito/wp-content/uploads/2013/11/occupy4-150x55.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="occupy4" title="occupy4" /></a>
<a href='/sito/occupazioni-autogestioni-assemblee-cambia-la-tua-scuola-partecipa-alla-protesta/occupy5/' title='occupy5'><img width="150" height="55" src="/sito/wp-content/uploads/2013/11/occupy5-150x55.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="occupy5" title="occupy5" /></a>

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		<title>L&#8217;AQUILA &#8211; Studenti in mobilitazione verso il #15Now</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Nov 2013 12:40:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>robertocampanelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;AQUILA &#8211; Continua senza sosta l&#8217;autunno caldo degli studenti aquilani. Due importanti appuntamenti vengono inseriti nell&#8217;agenda delle mobilitazioni per L&#8217;Aquila, città in cui le giovani generazioni hanno costruito momenti di ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;AQUILA &#8211; Continua senza sosta l&#8217;autunno caldo degli studenti aquilani. Due importanti appuntamenti vengono inseriti nell&#8217;agenda delle mobilitazioni per L&#8217;Aquila, città in cui le giovani generazioni hanno costruito momenti di confronto, di elaborazione e di rivendicazione.</p>
<p>Sabato 9 novembre alle ore 17:00, presso L&#8217;AsiloOccupato noi studenti invitiamo tutti i cittadini ad una assemblea che vorremmo sia utile ad avviare un percorso vertenziale con le istituzioni sulle difficili tematiche degli spazi sociali e del diritto allo studio. Siamo infatti convinti che il dibattito non possa rimanere ancorato in una dinamica studentesca, ma debba permeare tutte le fasce sociali della nostra città in quanto si tratta di una lotta generale. L&#8217;istruzione pubblica è infatti l&#8217;unico investimento che può rivelarsi utile alla crescita del Paese. La nostra città è stata completamente estromessa dalla legge di stabilità, ci vengono ancora una volta negati i fondi per la ricostruzione, e non per l&#8217;esigenza di mantenere bassi i costi da coprire, ma per un chiaro disegno politico, che si alimenta nell&#8217;aumentare le disuguaglianze sociali e togliere ogni possibile orizzonte di scelta alle nuove generazioni.</p>
<p>Le decisioni del Consiglio regionale in materia di istruzione lasciano a dir poco interdetti: è infatti del tutto incredibile anche solo il tentativo di giustificare un investimento pari a zero in edilizia scolastica nella città dell&#8217;Aquila. Provvedimento affiancato ad una legge regionale sul diritto allo studio che risale al 1978, a fronte di testi legislativi che risalgono anche al 2009.</p>
<p>In Consiglio comunale si è palesata più di una volta la proposta di dedicare una seduta di discussione agli studenti. Raccogliamo la sfida, e ci faremo trovare pronti a decidere delle nostre vite e della nostra città. In assemblea redigeremo un documento da consegnare alle istituzioni con una serie di proposte da attuare con scadenza immediata</p>
<p>Venerdì 15 novembre, alle ore 9:00, presso il piazzale antistante l&#8217;ITIS, a Colle Sapone scenderemo in piazza tutti insieme in una manifestazione unitaria, per urlare a gran voce il nostro ultimatum al governo e alle istituzioni locali. Vogliamo una città in cui poter vivere senza la scelta obbligata di abbandonarla per non essere abbandonati. Noi siamo il paradigma su cui si coniuga il futuro della città, e coloro che sono stati deboli con i forti e forti con i deboli faranno i conti con noi.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-6368" href="/sito/laquila-studenti-in-mobilitazione-verso-il-15now/laquila-4/"><img class="alignleft size-medium wp-image-6368" title="l'aquila" src="/sito/wp-content/uploads/2013/11/laquila-300x177.jpg" alt="" width="300" height="177" /></a></p>
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		<title>7-8 novembre: assemblee e iniziative verso il #15now!</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Oct 2013 15:07:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>robertocampanelli</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;autunno di mobilitazione si è aperto con numerose mobilitazioni. A  partire dall&#8217;11 ottobre, noi studenti e studentesse abbiamo invaso le  piazze di tutt&#8217;Italia dicendo che il tempo è scaduto ed esigiamo  risposte immediate ai problemi che ogni giorno viviamo nelle nostre  scuole.</p>
<p>In numerose regioni e territori gli studenti hanno aperto  vertenze pubbliche con le istituzioni, in altre la risposta alle piazze  è stata la totale sordità alle nostre istanze. Le giornate passano, ma i  problemi restano. Il nostro autunno è però appena iniziato e pensiamo  che l&#8217;11 ottobre sia stato solo l&#8217;inizio di un percorso di mobilitazione  che miri ad ottenere risposte e raggiugere obiettivi, dal diritto allo  studio all&#8217;edilizia scolastica, dai trasporti alle agevolazioni per gli  studenti, fino alla battaglia generale contro le politiche di austerity e  la precarietà.</p>
<p>A seguito dell&#8217;appello dai noi sostenuto per il  rilancio delle mobilitazioni abbiamo quindi deciso di tornare in piazza  il 15 novembre, in occasione della giornata internazionale dello  studente (17 novembre), per non interrompere le proteste che abbiamo  intrapreso in tutto il paese. Crediamo sia fondamentale costruire una  mobilitazione forte e coordinata in tutte le città d&#8217;Italia. Abbiamo  quindi lanciato in vista del 15 novembre due giornate di preparazione  della manifestazione: il 7 e 8 novembre vogliamo costruire centinaia di  assemblee studentesche nelle scuole del Paese, per discutere i problemi e  costruire una presa di parola collettiva nelle scuole. Se chi dovrebbe  non ci ascolta, vuol dire che grideremo ancora più forte!</p>
<p>APPROFONDISCI &amp; ORGANIZZATI</p>
<p>Leggi l&#8217;appello &gt;&gt; <a href="http://retedellaconoscenza.it/component/content/article/44-homepage/750-ultimatum-al-governo-15-now-cortei-per-respingere-legge-di-stabilita-e-austerita.html">Ultimatum al Governo</a><br />
Legge di Stabilità &gt;&gt; <a href="http://retedellaconoscenza.it/component/content/article/50-lavoro-precarieta-economia/743-una-legge-di-stabilita-per-lausterita-contro-i-diritti.html" target="_blank">Articolo e scheda tecnica</a><br />
Leggi il documento sull&#8217;austerity &gt;&gt; <a href="http://issuu.com/retedellaconoscenza/docs/oradisapere" target="_blank">E&#8217; ora di sapere, è ora di decidere</a><br />
Come organizzare un&#8217;assemblea &gt;&gt; <a href="/sito/wp-content/uploads/downloads/2011/05/Scheda-tecnica-assemblee-come-funzionano.pdf" target="_blank">Scheda tecnica</a><br />
Segnalaci cosa organizzate nella tua scuole e nella tua città &gt;&gt; info@unionedeglistudenti.it</p>
<p>ATTIVATI SUBITO<br />
Partecipa all&#8217;evento FB &gt;&gt; <a href="https://www.facebook.com/events/596892327027411/" target="_blank">clicca qui</a><br />
Cambia l&#8217;immagine di copertina &gt;&gt; <a href="https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10151955878806023&amp;set=a.10150690210916023.449587.325481031022&amp;type=1&amp;theater" target="_blank">clicca qui</a></p>
<div><a href="https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10151955878806023&amp;set=a.10150690210916023.449587.325481031022&amp;type=1&amp;theater" target="_blank"></a><a rel="attachment wp-att-6292" href="/sito/7-8-novembre-assemblee-e-iniziative-verso-il-15now/15nov/"><img class="alignleft size-medium wp-image-6292" title="15nov" src="/sito/wp-content/uploads/2013/10/15nov-300x110.jpg" alt="" width="300" height="110" /></a></div>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Verso un autunno di mobilitazione &#8211; Defender la alegrìa, Organizar la rabìa</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Aug 2013 11:03:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>saravallerani</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Dal 23 luglio al 5 di agosto, a Frassanito, si è svolto il Riot Village, il più grande campeggio studentesco, che coinvolge studentesse e studenti di tutto il paese.<br />
Dal Coordinamento Nazionale dell&#8217;Unione degli studenti, alla IV Assemblea Nazionale della Rete della Conoscenza &#8211; “Defender la alegrìa, organizar la rabìa” e al congresso di Link – Coordinamento Universitario, diversi e numerosi sono stati i momenti di confronto, condivisione, elaborazione e costruzione delle prossime stagioni di lotta.<br />
In queste intense giornate più di 1500 studentesse e studenti hanno preso parte alle numerose attività politiche e culturali del campeggio, dai dibattiti, ai workshop e ai cineforum.<br />
In un paese stretto nella morsa dell&#8217;antipolitica è stato necessario fare uno sforzo di messa in discussione di modelli e pratiche e avviare una fase di sperimentazione interna a tutti i livelli sulle prassi politiche, le forme organizzative, sull&#8217;esplorazione tematica dell&#8217;identità dei soggetti in formazione.<br />
Un&#8217;ampia rielaborazione propedeutica alle future fasi di movimento, sulle quali a lungo ci siamo confrontati in tutti i luoghi di discussione del campeggio.</p>
<p>L&#8217;UdS, Link e la Rete della Conoscenza hanno individuato come prima data di mobilitazione autunnale Venerdì 11 ottobre.</p>
<p>Defender la alegrìa, organizar la rabìa, questa frase è stata più volte ripetuta al Riot Village e continueremo a farlo nelle scuole, nelle università, nelle piazze e nei quartieri.</p>
<p>L&#8217;11 ottobre darà il via ad una nuova stagione di lotta e lo farà coinvolgendo le studentesse e gli studenti di tutto il paese, non solo sul tema dell&#8217;istruzione, perchè ormai l&#8217;attacco che subiamo è generale e generalizzato.</p>
<p>Noi ci saremo, ci saremo contro lo smantellamento della scuola e dell&#8217;Università pubblica, per il welfare, per una mobilità nuova e sostenibile, per una sanità pubblica, per la casa come diritto e non come privilegio. Ci saremo per difendere la costituzione e la democrazia.</p>
<p>Ci saremo contro le esasperanti privatizzazioni di tutto ciò che è pubblico e per i beni comuni, ci saremo contro le grandi opere e per l&#8217;ambiente, per la salute, per il lavoro; ci saremo contro l&#8217;omofobia, il femminicidio e la repressione, per rivendicare, costruire e difendere i diritti fuori e dentro i luoghi della formazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>CAGLIARI &#8211; Nasce l&#8217;UdS Sardegna: la Rivoluzione inizia dentro ognuno di noi.</title>
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		<pubDate>Mon, 13 May 2013 22:08:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>danilolampis</dc:creator>
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<tbody>
<tr>
<td>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva; font-size: small;">CAGLIARI &#8211; La Sardegna vive una crisi economica e sociale pesantissima. I record di dispersione scolastica e disoccupazione sono i veri protagonisti del ritratto di una regione dove il futuro diventa un&#8217;incognita per le nostre generazioni. Le politiche di “sviluppo e valorizzazione” del territorio hanno mostrato il loro volto più truce e occorre ripensare il modello di sviluppo ripartendo dalla centralità dei saperi, dei diritti e dalla partecipazione. </span><br />
<img class="alignleft size-large wp-image-5544" title="sardix" src="/sito/wp-content/uploads/2013/05/sardix-600x385.jpg" alt="" width="360" height="231" /><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva; font-size: small;">In questo contesto, dopo anni di lotte, il 19 maggio 2013 fondiamo l&#8217;Unione degli Studenti Sardegna, una voce per le studentesse e gli studenti, che difende i loro diritti e che lotta per acquisirne dei nuovi. Un&#8217;associazione di studenti che si impegna anche in un fronte più ampio di lotta, affianco ai precari, ai disoccupati, ai migranti, ai pastori, agli artigiani, a tutti i deboli.</span><br />
<span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva; font-size: small;">Lottiamo per una scuola pubblica finanziata e di qualità, per un vero diritto allo studio, per un maggior protagonismo degli studenti all&#8217;interno delle scuole e nel proprio paese o città, per una didattica nuova, per avere scuole sicure e non a rischio crollo. Vogliamo una scuola pubblica, laica, democratica, solidale e antifascista che veda le differenze come una risorsa da valorizzare. </span><br />
<span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva; font-size: small;">Lottiamo per ritessere un tessuto sociale dilaniato dalla crisi e per ricostruire un ampio fronte di opposizione sociale a partire dai luoghi che viviamo ogni giorno. </span><br />
<span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva; font-size: small;">Partiamo dalle nostre scuole, dai nostri bisogni materiali e immateriali, per cambiare la società nel suo insieme, perché crediamo che da questa crisi si possa uscire solamente lottando per la difesa dei diritti, per una democrazia partecipativa, per la giustizia sociale.</span><br />
<span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva; font-size: small;">Partiamo da noi, dai nostri territori in crisi, perché vogliamo essere la spinta propulsiva del cambiamento, per poter restare nella nostra terra e non dover fuggire.</span><br />
<span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva; font-size: small;">Dalla partecipazione parte il cambiamento, perché “la rivoluzione inizia dentro ognuno di noi”.</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;"><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva; font-size: x-small;"> </span></span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva; font-size: small;">I territori fondatori:</span></p>
<ul>
<li><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva; font-size: small; line-height: 19px;">UDS CAGLIARI</span></li>
<li><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva; font-size: small; line-height: 19px;">UDS BARBAGIA-MANDROLISAI</span></li>
<li><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva; font-size: small; line-height: 19px;">UDS MEDIO CAMPIDANO</span></li>
<li><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva; font-size: small; line-height: 19px;">UDS SULCIS</span></li>
<li><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva; font-size: small; line-height: 19px;">UDS MACOMER</span></li>
</ul>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva; font-size: x-small;"> </span></td>
</tr>
</tbody>
</table>
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		<title>GENOVA &#8211; Assemblea pubblica: Valutati, non schedati!</title>
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		<pubDate>Wed, 08 May 2013 16:25:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>carmenguarino</dc:creator>
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		<category><![CDATA[unione degli studenti]]></category>

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		<description><![CDATA[GENOVA &#8211; Agli inizi di aprile, il MIUR e il ministro Profumo hanno stabilito che le prove invalsi non solo verranno propinate alle classi seconde, ma saranno introdotte anche alle ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">GENOVA &#8211; Agli inizi di aprile, il MIUR e il ministro Profumo hanno stabilito che le prove invalsi non solo verranno propinate alle classi seconde, ma saranno introdotte anche alle classi quinte, in via sperimentale, per l’anno scolastico in corso. Alcune classi campione svolgeranno le prove, che non influiranno sul rendimento scolastico, ma, che dall’anno venturo, saranno obbligatorie per tutti gli studenti maturandi e potranno quindi andare a incidere sulla valutazione dell’esame di maturità oltre a essere usate come criterio di ammissione all’università. Questa decisione seguendo la linea degli ultimi governi tende a uniformare le conoscenze e le menti di coloro che si troveranno a comporre la società futura.</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">Questo tipo di valutazione infatti non tiene conto delle specificità presenti all’interno di ogni contesto scolastico, riducendo l’apprendimento a semplici nozioni che non descrivono appieno le conoscenze dei singoli. Lo scopo ultimo di queste prove sarà inoltre valutare il rendimento delle singole scuole, determinando così una divisione in classi, aumentando il divario tra gli istituti di serie A che riceveranno finanziamenti maggiori rispetto a quelli di serie B.</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;">Per discutere di questo scempio e organizzare il boicottaggio dei test invalsi, che saranno svolti il 16 maggio, vi invitiamo a partecipare all’assemblea pubblica che si terrà l’8 maggio alle ore 15 presso l’Ex Latteria Occupata in piazza Sarzano, durante la quale interverranno membri dell’Unione degli Studenti, professori autoconvocati e rappresentanti dei genitori.</span></p>
<p><span style="font-family: 'trebuchet ms', geneva;"><a href="https://www.facebook.com/events/441314102627142/?fref=ts">link dell&#8217;evento fb</a></span></p>
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