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CATANIA – High School Game o la scuola a misura di mercato. Vergogna! 03/06/16

Gli High School Game sono un concorso nazionale promosso dal ministero del lavoro e delle politiche sociali e da numerosi sponsor privati, che premia la classe più preparata d’Italia tramite ...


Gli High School Game sono un concorso nazionale promosso dal ministero del lavoro e delle politiche sociali e da numerosi sponsor privati, che premia la classe più preparata d’Italia tramite dei test a risposta multipla. Il concorso prevede diverse fasi: in primis la gara di qualificazione presso le singole scuole, a cui seguirà la fase provinciale, quella regionale ed infine la competizione finale, quella nazionale. A Catania, Presso il Liceo Scientifico Principe Umberto di Savoia, una circolare presentava come obbligatoria la partecipazione di tutti gli studenti le cui classi erano già state registrate preventivamente. Il 16 e il 19 Febbraio hanno avuto luogo le gare di qualificazione: ciò a cui abbiamo assistito ci ha davvero fatto riflettere sul ruolo che stanno avendo, e che avranno in futuro, i privati nelle nostre scuole, e in generale sul modello di scuola che si sta sempre più affermando. Il dirigente scolastico apre l’evento dichiarandosi “lieta di promuovere questo tipo di orientamento”. Un presentatore annuncia in pompa magna gli sponsor che hanno finanziato la gara, tra cui una nota compagnia assicurativa, diverse università private, un’importante azienda turistica che si occupa di viaggi in crociera (la stessa che offre il premio per i vincitori del concorso) e diverse imprese locali. Ogni domanda era “offerta” da quello o questo sponsor e prevedeva dalle tre alle cinque opzioni possibili. Tra un quesito e l’altro non potevano certo mancare gli intermezzi pubblicitari, con l’annessa proiezione di spot pubblicitari degni della più banale televendita. Oltre a strumentalizzare la cultura in funzione di meri scopi commerciali gli HighSchool Game, promuovono un modello di istruzione assolutamente competitivo e nozionistico in cui sono gli stessi privati a misurare, secondo canoni funzionali al mercato (basti pensare che una buona parte delle domande aveva per oggetto i “prodotti” offerti dagli sponsor del concorso) la preparazione degli studenti. La scuola non può e non deve diventare una piattaforma pubblicitaria, né tantomeno un luogo di competizione fra studenti, ma di cooperazione e confronto. Nel nostro Paese esistono centinaia di scuola incapaci di offrire agli studenti una didattica di qualità e un ambiente decoroso in cui studiare e per rimediare alla tragica situazione il governo preferisce delegare il finanziamento delle istituzioni scolastiche alle imprese private, che sfruttano la situazione per fare i loro interessi, a discapito di quelle scuole che più di tutte avrebbero bisogno di aiuto da parte dello stato, ma che hanno la colpa di non fornire abbastanza lustro ai padroni. La divisione fra scuole di serie A e scuole di serie B, punto cardine della Buona Scuola, sta diventando realtà. Dobbiamo prendere atto di quanto sta succedendo e boicottare con ogni mezzo non solo questi eventi, ma il sistema di istruzione e di società di cui questi sono soltanto una manifestazione.

UNIONE DEGLI STUDENTI CATANIA


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