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Brindisi – NOI NON DIMENTICHIAMO 05/19/14

“Quando si spegneranno i riflettori inizierà la fase più dura e in quel momento dovremo essere noi stessi a ripartire”. Questo è quello che ci dicevamo circa due anni fa, ...


“Quando si spegneranno i riflettori inizierà la fase più dura e in quel momento dovremo essere noi stessi a ripartire”.

Questo è quello che ci dicevamo circa due anni fa, all’apice del movimento spontaneo di immediata, decisa e forte risposta all’attentato alla Morvillo-Falcone del 19 maggio 2012 che ha fortemente segnato un intera comunità, l’intera città e la famiglia Bassi.

Spinti da una comune voglia di rilanciare un idea di società fondata su legalità e democrazia, una comune voglia di portare avanti un cambiamento dal basso che partisse dalla cultura e dalle scuole per sconfiggere ogni forma di violenza, 7mila giovani invadevano sotto la pioggia una città pronta a gridare che “non si può morire entrando a scuola” ed a stringere un forte abbraccio collettivo alle famiglie delle ragazze coinvolte.

Eravamo coscienti delle difficoltà di questo processo ambizioso ma necessario in una città pietrificata da troppo tempo ormai.

Le parole d’ordine, anche in questo caso, sono due: memoria e impegno

Dunque oggi, è necessario fermarsi e riflettere con criticità per comprendere i molti errori che si sono fatti e per cui ognuno ha una sua fetta di responsabilità.

Ne hanno molte istituzioni e politica, per non avere che strumentalizzato il 19 maggio, Melissa e le altre ragazze ferite, non aver tutelato come spazio sicuro la scuola Morvillo-Falcone, diventata per mesi un teatrino giornalistico, e aver ridotto la memoria alla sola commemorazione.

Ne hanno altrettante le organizzazioni e associazioni attive nel territorio, per non essere state capaci di ricordare non solo negli anniversari del 19 maggio e di continuare a coltivare quell’onda propulsiva che con straordinaria energia era cresciuta spontaneamente nei giorni successivi al 19 maggio, che era riuscita ad unire l’intera cittadinanza di fronte alla rabbia, allo sgomento, allo spirito di rivalsa di una intera generazione e di una città che aveva bisogno di curare l’enorme ferita che quella bomba le aveva inferto.

Ne ha l’intera comunità studentesca per aver messo in secondo piano quei propositi , quella voglia di cambiare il tessuto sociale e di rappresentare i valori della legalità e della giustizia sociale come riscatto di fronte a un evento così grave.

Tutta la cittadinanza ha responsabilità, Brindisi necessitava di sviluppare un forte processo sociale che invertisse alcuni schemi al suo interno, ma questo processo lo ha abbandonato.

E’ sembrato infatti che una volta sventata la minaccia, riconosciuto il responsabile in un folle, tutto sia tornato alla normalità. Da un giorno all’altro il problema era risolto e dimenticato o delegato al 19 maggio successivo.

Proprio da questa sentita esigenza nasceva l’iniziativa promossa al Dopolavoro dall’UdS Brindisi insieme a Libera il 15 Maggio. Nasceva dall’esigenza di riportare all’attenzione il tema della violenza e della legalità, in una città in cui fenomeni di piccola criminalità sono cresciuti in maniera esponenziale nell’ultimo anno. Credevamo inoltre fondamentale, partendo dalla riflessione, ricordare quella tragedia che ha lasciato in tutti noi una profonda cicatrice che forse dovremmo osservare più spesso prima di volgere lo sguardo al futuro.

Vogliamo quindi ripartire sulla memoria e sull’impegno, che devono essere ancora più parole chiave del nostro agire.

Memoria di Melissa e di quello che è stato, impegno perchè non si lasci al caso la creazione delle condizioni socio-culturali affinchè questo non accada mai più e perchè non si lascino sole le famiglie e le ragazze per le quali 2 anni non hanno potuto alleviare le ferite.

Riconosciuti gli sbagli, consapevoli che Brindisi ha avuto modo di dimostrare di esserci in passato, e che oggi deve dimostrare di non aver dimenticato e di voler costruire al suo interno e nelle sue scuole una nuova società fondata su democrazia, legalità, solidarietà.

Abbiamo ancora la speranza che si possa riprendere quel meraviglioso processo di rivoluzione del nostro tessuto sociale, auspichiamo ad un processo comune che passa da grosse rivendicazioni che devono portare Brindisi e i Brindisini a evolversi, intendiamo dare un nuovo collettivo abbraccio a chi vive quella grossa ferita tutt’oggi. La nostra città può e deve diventare simbolo di legalità e lotta alla violenza e alla criminalità, nonostante sappiamo che sarà un processo duro e impervio.

Oggi, ancora una volta, vogliamo quindi ricordare Melissa.

In una data che per noi non è una celebrazione da riportare di 19 maggio in 19 maggio, ma rappresenta davvero la volontà di un impegno comune durante tutto l’anno per non dimenticare.

Ancora una volta Ciao Melissa, perdona i nostri errori.

 


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