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BRINDISI – A scuola di precarietà? No, grazie! 09/09/14

L’Unione degli Studenti di Brindisi, presa conoscenza tramite gli organi di informazione del progetto di apprendistato targato Enel, che vede l’interessamento di circa 150 studenti  in tutta Italia, tra cui ...


L’Unione degli Studenti di Brindisi, presa conoscenza tramite gli organi di informazione del progetto di apprendistato targato Enel, che vede l’interessamento di circa 150 studenti  in tutta Italia, tra cui 20 provenienti dall’ITT “Giorgi” di Brindisi, intende esprimere in questa nota la propria totale e imprescindibile contrarietà a questo modello formativo che avanza.

Premettendo che l’apprendistato non è comparabile ad uno stage e dunque non ha alcun valore formativo, ma rappresenta un vero e proprio contatto di lavoro, la domanda che ci poniamo è la seguente: “fino a che punto si dovrà dequalificare il ruolo della scuola?”

Dal nostro punto di vista crediamo infatti che la scuola debba insegnare competenze di base, spendibili nel mercato del lavoro e utili ad affrontare dignitosamente la propria vita. Ben diverso è costruire una scuola schiava degli interessi del mercato del lavoro, che sforni in serie masse di lavoratori  ricattabili, sfruttabili e poco qualificati.

Intendiamo dire chiaramente che questa non è la scuola che vogliamo, schiava degli interessi privati. Una scuola che parcellizza le competenze e mira ad immettere manodopera poco qualificata e malleabile nel mercato del lavoro.
Invece che investire in università e ricerca, generando personale sempre più qualificato e al contempo costruendo un tessuto produttivo adatto a queste competenze, il MIUR preferisce legare accordi con grandi colossi industriali e costruire la “scuola della precarietà”.

L’istruzione e il lavoro devono parlarsi, ma è la scuola a dover determinare il lavoro, per cambiarlo e garantire a tutti una occupazione qualificata e con diritti e tutele.

Per di più se consideriamo il rapporto tra Enel e territorio di Brindisi, non possiamo che vedere questo come l’ennesimo esempio di schiavitù e sottomissione. Proprio Enel, responsabile di incommensurabili danni ambientali, sanitari, economici e sociali nel nostro territorio, si infiltra nelle scuole, portando insieme a sè i suoi evidenti interessi.
Ci piacerebbe invece che a partire dalle scuole si educassero gli studenti a decostruire l’attuale dannoso modello di sviluppo, mettendo a servizio le competenze acquisite per immaginarne uno nuovo, socialmente sostenibile.

Per questo e molto altro il 10 Ottobre torneremo ad invadere le piazze in tutta Italia, per contrastare questo dannoso modello di scuola e società e esigerne uno alternativo, fondato su accessibilità e gratuità, su welfare e reddito.

UNIONE DEGLI STUDENTI BRINDISI


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