Studenti: «In piazza contro lettera Ue» 10/27/11
da l’Unità – Gli studenti della ‘Rete della conoscenza bocciano la lettera che il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha consegnato alla Ue parlando di «macelleria sociale» con «tagli profondi ...
da l’Unità – Gli studenti della ‘Rete della conoscenza bocciano la lettera che il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha consegnato alla Ue parlando di «macelleria sociale» con «tagli profondi nella carne viva degli italiani, in particolare dei giovani». E contro le misure annunciate dal governo gli studenti annunciano che il 4 novembre scenderanno in piazza «per il diritto allo studio e contro il governo», si legge in una nota. «Nella lettera presentata oggi in Europa si legge chiaramente: aumento delle tasse universitarie, libertà di licenziamento, privatizzazioni. È la nostra generazione -precisa la nota della Rete della Conoscenza- l’agnello sacrificale che Berlusconi ha portato sull’altare dell’Unione europea». Secondo gli studenti davanti ad «un paese fermo, incapace di reagire alla crisi, l’unico provvedimento legato alla ricerca e all’innovazione, tra quelli annunciati da Berlusconi, è l’aumento massiccio delle tasse universitarie: insomma, ancora una volta si fa cassa sugli studenti e sulle loro famiglie, ancora una volta si decide, di sacrificare centinaia di migliaia di giovani. Per farsi bello di fronte agli speculatori, Berlusconi propone di cacciare di fatto dagli atenei chi non potrà permettersi rette astronomiche, privando il nostro paese dell’unica risorsa di cui dispone, cioè noi giovani». Secondo gli studenti «non solo ci vuole cacciare dagli atenei. Se volessimo cercare lavoro ci andrebbe anche peggio: il governo promette di liberalizzare i licenziamenti, aumentare l’età pensionabile, privatizzare i servizi pubblici. Insomma – conclude la nota- la prospettiva è quella dello smantellamento totale del welfare». Per gli studenti, «di fronte a questo ennesimo tentativo di scaricare su di noi le contraddizioni della crisi e le difficoltà interne del governo, serve una stagione di mobilitazione straordinaria per mandare a casa questo governo, resistere ai diktat della Bce, uscire dalla crisi investendo sui saperi, sui diritti e sui beni comuni»
26 ottobre 2011
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