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In piazza il 24 Novembre. Riscatto, è ora! [SCARICA I MATERIALI] 10/30/17

Nessun passo indietro, ROVESCIAMO IL PRESENTE! Ci hanno detto che siamo snob, viziatelli, radical chic, sfaticati che non vogliono lavorare, bamboccioni… La veritá la diciamo noi però: siamo le 250mila ...


Nessun passo indietro, ROVESCIAMO IL PRESENTE!

Ci hanno detto che siamo snob, viziatelli, radical chic, sfaticati che non vogliono lavorare, bamboccioni…
La veritá la diciamo noi però: siamo le 250mila studentesse e studenti che, in tuta blu il 13 Ottobre, in 70 piazze d’Italia, hanno scioperato dall’alternanza scuola lavoro per liberarsi dal ricatto dello sfruttamento. Abbiamo inondato le piazze e riaperto una fase storica, quella in cui ci riprendiamo il nostro tempo.
E se tutto questo fosse solo l’inizio? Che ne dite di rifare tutto?

Partiamo da una cosa semplice, presentiamoci ai presuntuosi e ai sordi: siamo quelli che hanno fritto patatine al McDonald’s, siamo quelli che hanno piegato indumenti da Zara, siamo quelli che hanno fatto fotocopie negli uffici e nelle banche, siamo quelli che hanno lavato piatti, spostato ombrelloni sotto il sole, zappato la terra. Siamo quel milione e mezzo di studentesse e di studenti costretti ad affrontare 200 e 400 ore obbligatorie di alternanza scuola lavoro che nel migliore dei casi risultano perdita di tempo e nel peggiore dei casi significano sfruttamento, senza tutele e senza diritti.

Nell’era della scuola azienda, fatta per pochi, che moltiplica le disuguaglianze e non risponde all’espulsione progressiva dai luoghi della formazione, noi siamo l’ultimo anello della catena, lo stesso che può spezzarla insieme a tutte e tutti: siamo la bufera che non si ferma, rovesciamo il presente!

Sulle nostre proteste sono nati grandi scandali, dai giornali, alle tv fino ad arrivare alla politica, e hanno rivestito le nostre parole di ambiguitá che non ci appartengono…

Non siamo contro i lavoratori, anzi, vogliamo mobilitarci insieme per combattere lo sfruttamento.
Non siamo contro gli sfruttati, anzi, siamo contro lo sfruttamento, a scuola ed in universitá, così come nei luoghi di lavoro.
Non siamo contro l’alternanza scuola lavoro, anzi, vogliamo essere formati al futuro ed intendere l’alternanza scuola lavoro come una vera metodologia didattica per imparare a saper fare.

La questione è molto semplice: non vogliamo essere schiavi del mercato del lavoro, degli interessi di Confindustria, delle grandi aziende e delle multinazionali che sulla nostra pelle speculano. Per loro siamo manodopera gratuita, la scusa per licenziare più lavoratori e sfruttare più studenti ma non può più essere così: siamo stanchi di perdere il nostro tempo in attivitá che non ci formano, stanchi di fare percorsi di alternanza in luoghi di lavoro che sfruttano l’ambiente o fanno affari con le mafie, solo perché altrimenti “non arrivo alla fine dell’anno scolastico”.

É arrivato il tempo di riscattarci e se il Miur ed il Governo continuano a prenderci in giro con una Carta dei Diritti e dei Doveri che é carta straccia e con la Legge di Stabilitá 2018 che investe 0 euro sul diritto allo studio e che incentiva gli sgravi fiscali per le aziende che sfruttano gli studenti in alternanza, che nessuno si aspetti un passo indietro: abbiamo ancora tutto da rovesciare e conquistare e, a dirla tutta, siamo anche più incazzati di prima.

In quella carta straccia non si parla di gratuitá dei percorsi in alternanza, mentre noi ancora paghiamo di tasca nostra i trasporti, i pasti e gli spostamenti che siamo costretti a fare per rispettare quelle ore obbligatorie di sfruttamento.
In quella carta straccia non si parla di qualitá dei percorsi di alternanza, mentre noi ancora andiamo sui luoghi di lavoro senza alcuna garanzia né sulla nostra salute né sui nostri diritti né sull’inerenza tra ciò che apprendiamo tra i banchi di scuola e ciò che dovremmo apprendere nei luoghi dell’alternanza.
In quella carta straccia non si parla di Codice Etico da richiedere come requisito minimo alle aziende e agli enti lavorativi – liberi dai ricatti delle mafie, fuori dall’inquinamento dei territori, in regola per la tutela dei lavoratori – si iscrivono al Registro Nazionale dell’alternanza scuola lavoro, mentre noi andiamo a regalare la nostra manodopera a chi licenzia, a chi incentiva il lavoro nero, a chi ha legami con la criminalitá, a chi inquina le nostre cittá e i nostri territori.

Se il Miur fa tutto questo, come risponde intanto il Governo?
Ci avevate sperato eh, ma la strada si fa ancora più buia: nella Legge di Stabilitá 2018 sono previsti sgravi fiscali del 100% per tutte le aziende che sfruttano gli studenti per più di 3 mesi e grossi incentivi per chi si iscrive al Registro Nazionale dell’Alternanza. Ma quale scuola del progresso e dell’innovazione… ci stanno svendendo, siamo nelle mani di Confindustria e del lavoro povero che garantisce solo un futuro precario!

A chi ci ha chiamato bamboccioni, noi rispondiamo che ha sbagliato sostantivo. Siamo sognatori e non ci arrendiamo!

Sogniamo e intanto rovesciamo lo stato attuale delle cose: abbiamo approvato in 4 cittá d’Italia lo statuto delle studentesse e degli studenti in alternanza scuola lavoro, con la garanzia di diritti circa la gratuitá assoluta dei percorsi di studio, la qualitá della formazione e il rispetto dei principi etici da parte delle aziende. Acerra, Brindisi, Bojano e Bitonto sono solo l’inizio, in ogni scuola stiamo denunciando i casi di cattiva alternanza e stiamo proponendo il vero modello di alternanza degna!

Ma ora serve unire la forze, diventare insieme bufera, spezzare insieme quella catena dello sfruttamento che ci intrappola in un presente che non ci piace e ci promette un futuro che gli altri hanno giá scelto per noi senza chiedere il nostro parere.

Abbiamo lanciato un appello a tutte e tutti, famiglie, docenti, lavoratori, precari, tirocinanti, organizzazioni sociali perché vogliamo raccontarci le nostre storie e unire le nostre lotte durante la data del 17 Novembre che lancia gli “Stati Generali dello Sfruttamento”: assemblee di piazza, giornate di alternanza scuola lavoro alla rovescia che immaginano un nuovo modo di imparare e che mettono in discussione l’attuale mercato del lavoro, momenti di aggregazione sociale, creativi e collettivi.

Dal 17 Novembre in poi, ci riprendiamo le nostre scuole per rovesciarle e rovesciare il modello di sfruttamento e di svalutazione della conoscenza a cui ci hanno costretti per dare vita il 24 Novembre ad una grande mobilitazione nel Paese, territorio per territorio, che vedrá in piazza tutti gli anelli della catena dello sfruttamento!

In questa nuova stagione di lotta e di conquista che si apre davanti a noi, siamo la spinta che rovescia tutto nell’ottica del ribaltamento dei ruoli! Per questo saremo in piazza a Roma anche il 25 Novembre per l’appello lanciato dal movimento internazionale transfemminista Non Una Di Meno: lo sfruttamento delle donne nasce sin dai banchi di scuola, in assenza di diritti per le studentesse in alternanza che si ritrovano sole in caso di molestie avvenute nei luoghi di lavoro (vedi casi di Monza) e che subiscono sin da piccole la retorica patriarcale e maschilista in primis della “bella presenza” del corpo femminile costretto a svolgere le ore obbligatorie come hostess ben vestite ed in secondo luogo come addette solo alla sfera pedagogica del sapere – anche quando questi percorsi non c’entrano nulla con quello che si studia ogni giorno – quasi come se non si potesse diventare scienziate, elettriciste, filosofe, contadine, astronaute!

Se il Miur e la cara Ministra Fedeli pensano di avere via libera, in questo quadro così scomodo, in occasione degli stati generali dell’alternanza convocati per il 16 Dicembre, noi li invitiamo a stare all’erta: per troppo tempo ci avete rubato il nostro presente, ora siamo pronti per sabotare e sovvertire! Nessun passo indietro.

Le tute blu.

***Per partecipare alle iniziative contattaci e scopri la piazza più vicina a te!***

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Volantino fronte (12)

Retro volantino 24 Novembre (6)

 

Immagine di copertina 24 novembre (3)

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