Sardegna: sciopero generale e assemblea studentesca regionale sul diritto allo studio 11/10/11
Siamo le studentesse e gli studenti sardi che hanno animato le piazze lo scorso autunno, che hanno riacceso una fiamma di speranza, di riscatto. Abbiamo costruito all’interno dei movimenti una ...
Siamo le studentesse e gli studenti sardi che hanno animato le piazze lo scorso autunno, che hanno riacceso una fiamma di speranza, di riscatto. Abbiamo costruito all’interno dei movimenti una primavera inedita, che ci ha fatto capire che si può vincere, che si può cambiare lo stato di cose presenti partendo dalla democrazia partecipata. È da queste vittorie che partiamo per affermare che la lotta è necessaria e che porta risultati. Siamo determinati a cambiare la nostra isola, troppe volte abbandonata da uno Stato centralista. Per questo saremo in piazza con i sindacati confederali per rilanciare con forza e determinazione la lotta per la dignità dei sardi, per dire un secco NO all’iniquità della politica economica e finanziaria del Governo nazionale, ad una Giunta regionale che non riesce a fronteggiare la gravità della situazione sarda e ai tagli agli enti locali. Non possiamo più accettare che in Sardegna ci sia un tasso di disoccupazione giovanile quasi al 45 %, che ci vengano imposti nuovi tagli accompagnati ora da licenziamenti più facili, come scritto nella lettera di Berlusconi alla BCE. In Sardegna il numero dei poveri sta crescendo sempre di più, toccando quota 350 mila, tuttavia dai palazzi del potere regionali e nazionali non arrivano risposte concrete di rilancio, ma solo vecchie ricette che stanno schiacciando il tessuto sociale della nostra Isola. La Sardegna ha bisogno di ben altre soluzioni che mirino a costruire un sistema di welfare moderno, che garantisca la continuità di reddito per chi perde il posto di lavoro, che salvaguardino il diritto al lavoro di tutti i cittadini, che implementino i servizi, che valorizzino l’ambiente, le zone interne. Non è di certo con i tagli allo stato sociale che si risolvono i problemi. È ora di invertire la tendenza, di riprenderci il nostro futuro agendo nel presente. Ma la nostra indignazione viene anche dalla presa di coscienza della nostra condizione di studenti. Siamo indignati perché ogni anno che passa torniamo in scuole sempre più fatiscenti, perché i libri di testo sono sempre più costosi, perché anche gli abbonamenti dei trasporti non sono più sostenibili per le tasche dei nostri genitori. Siamo indignati perché non viene rispettato l’articolo 3, comma 2 della Costituzione della Repubblica Italiana che recita: “È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”. Nonostante questo, noi studenti, troviamo ogni giorno barriere che non ci permettono di accedere al sapere liberamente, che non ci consentono di crescere indipendentemente dalle condizioni economiche della nostra famiglia. Crediamo sempre più che il grande rilancio della nostra Isola e dell’Italia intera possa passare da un massiccio investimento nella formazione e nella conoscenza e non siamo più disponibili ad aspettare. Finanziando questi settori pensiamo anche che si possa dare un grande contributo per la partecipazione attiva alla vita culturale della Regione. La giornata dell’11 per noi sarà quindi doppiamente importante. Nell’assemblea studentesca regionale pomeridiana, presenteremo una nostra proposta di legge sul diritto allo studio che raccoglie tutte le nostre richieste. Nella legge parliamo di:
- Borse di studio regionali, per dare a tutt* gli strumenti, anche puramente economici, per tentare il raggiungimento del merito formativo;
- Reddito diretto per i soggetti in formazione, al fine di garantire allo studente una tutela economica per renderlo autonomo dal contesto familiare di provenienza;
- Reddito indiretto per i soggetti in formazione, ossia tutte le riduzioni atte a favorire il libero accesso al sapere e ai servizi;
- Progettualità, per costruire nuovi percorsi didattici nelle scuole basati su temi di forte interesse sociale e culturale;
- Politiche d’integrazione, realizzando un piano di assunzione di mediatori culturali per ogni Istituto con più del 3% di studenti e studentesse stranieri;
- Abbattimento delle barriere architettoniche e tutela dei soggetti con disabilità;
- Tutela delle minoranze linguistiche e culturali, attraverso l’insegnamento delle lingue e delle culture minoritarie presenti sul territorio;
- Cittadinanza digitale, garantendo la copertura wi-fi di tutte le scuole;
- Orientamento e rimotivazione scolastica;
- Formazione permanente, con l’istituzioni di corsi per disoccupati e cassintegrati;
- Commissioni Paritetiche d’Istituto, composte da un pari numero di studenti e
docenti in ogni Istituto della Regione che si occupano di redigere il P.O.F.;
- Conferenza Regionale sul Diritto allo studio, al fine di vigilare sul rispetto di questa legge e proporre applicazioni pratiche alla stessa.
Faremo questa assemblea anche per chiedere il sostegno delle forze politiche che, accogliendo le nostre proposte, presenteranno la legge in consiglio regionale. Vogliamo cambiare il nostro stato dal basso, con le nostre idee, con i nostri bisogni e desideri. La nostra proposta di legge è un punto da cui partire per rendere veramente effettiva la Costituzione, per ribaltare vecchie concezioni di diritto allo studio ormai superate poiché la legge regionale vigente (legge 31 del 25-06-1984), è in molte parti obsoleta. L’11 novembre sarà la giornata della partecipazione, del rilancio e del cambiamento. Facciamo appello a tutte le studentesse e agli studenti, ai movimenti di lotta, ai sindacati e a tutti i partiti interessati ad esserci per contribuire e per aprire una discussione proficua sul futuro della società, ossia noi giovani. Si uscirà dalla crisi passando necessariamente da questa via. Ore 9:00 Spezzone studentesco nel corteo dei sindacati da PIAZZA GIOVANNI XXIII Ore 14:30 Assemblea regionale studentesca [PIAZZA SAN SEPOLCRO-ZONA PEDONALE QUARTIERE MARINA] Unione degli studenti Sardegna EVENTO FACEBOOK https://www.facebook.com/event.php?eid=192863510792239
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a della pevenzione dei fenomeni discriminatori nell’ambiente classe; tutto questo mediante una sostanziale riforma di riqualificazione degli spazi scolastici pomeridiani ben oltre la tradizionale didattica frontale.
Si moltiplicano nelle Università iniziative per la promozione della prassi del doppio libretto - piccola soluzione - per studentesse e studenti in transito come provvedimento che tuteli il loro percorso di cambiamento, assicurando così un sereno percorso di studi: attualmente più di dieci gli atenei (Bari, i tre atenei di Roma, Salerno, Pisa, Napoli, Milano etc) in cui la proposta è in corso di discussione nei Comitati Pari Opportunità - in via di chiusura - o nei Senati Accademici, sul modello virtuoso inaugurato dall’Università di Torino. All’università di Fisciano uno sportello cogestito da Arcigay, Link e Cgil tutela i diritti delle persone LGBTQI, garantendo, oltre ai servizi, momenti di proposte programmatiche per l’Ateneo attraverso i rappresentanti di Link presenti negli organi di governance dell’ateneo.
Sempre a Salerno a partire da questa settimana saranno attivi militanti di Arcigay e della Rete nel far vivere nella città l’esperienza del Pride Park al parco Pinocchio, costruendo un percorso sociale e culturale forte nel capoluogo di provincia, che vada oltre la giornata del 17, e che vedrà il suo culmine nella parata del 26 maggio. All’università di Siena il 16 maggio un’intera giornata dedicata ai diritti LGBTQI, attraverso assemblee, workshop e cineforum promosse sempre in modo congiunto dalle due associazioni; a Bari il 15 e il 16 lezioni in piazza su diritti e omofobia: il 17 sarà inaugurata una targa al comune in memoria delle vittime dell’omocausto, e la sera verrà rilanciato il cross-kissing nelle strade della città. Le bandiere arcobaleno coloreranno le finestre di tante scuole da Piacenza a Campobasso, da Vimercate a Latina e tante altre ancora, con assemblee e dibattiti a tema. A Torino il 17 maggio verrà promosso un flash mob sotto l’Inps dalla Rete della Conoscenza come Alter Eva, Laboratorio Last e Studenti Indipendenti, per denunciare il modulo ICD9 chiedendo provocatoriamente la pensione in quanto omosessuali egodistonici.
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Non rassicurano affatto le ultime dichiarazioni di Profumo sul fatto che la scuola "ha già pagato tanto e non deve dare ancora", se l'alternativa è l'entrata dei privati nella gestione delle scuole come prevede la 
















