ROMA – Iniziativa al Tasso e nelle Università contro i test d’ingresso 09/05/11
Oggi 5 settembre, apertura le università italiane, come ogni anno inaugurano il ritorno dalla pausa estiva con i famigerati test d’ingresso in tutt’Italia. A Roma il Liceo Tasso ha il ...
Link Coordinamento Universitario e l’Uds hanno organizzato presso la Sapienza e il Liceo Tasso di Roma un azione dimostrativa contro i tagli a scuola e università e il numero chiuso. Mentre si discute la manovra economica nelle nostre scuole e nelle nostre università ci si scontra sempre più con le i danni dei tagli di questo Governo e della riforma Gelmini.
La conseguenza più evidente è un progressivo aumento dei corsi a numero programmato, ad un innalzamento della contribuzione studentesca un crescente attacco al sistema di diritto allo studio che, ad oggi, è sempre meno in grado di tutelare chi, per legge, ha diritto ad essere tutelato. Oltre duecentomila “studenti fantasma” che rischiano di essere espulsi dall’università a seguito del taglio del 94,71% al diritto allo studio che insieme al taglio alle Regioni, previsto nella manovra tutt’ora in discussione, segnano la fine del diritto allo studio.
Al posto delle borse di studio, il ministro Gelmini vuole introdurre un test nazionale per gli studenti diplomati con almeno 80/100, che assegni, senza tener conto del reddito familiare, prestiti da 10.000 € per pagare le spese degli studi e da restituire una volta laureati.
Il nostro no al numero chiuso è la battaglia contro le barriere all’accesso all’istruzione sempre più legate l’esigenza delle università italiane di escludere rientrare nei parametri del ministero e avere accesso a più fondi, in un periodo di tagli stringenti e miopi.
Per questo oggi davanti all’università la Sapienza e il liceo Tasso abbiamo voluto sensibilizzare gli studenti indossando, provocatoriamente un costume da fantasma: gli studenti non possono essere i fantasmi di questo paese. E domani saremo presenti allo sciopero generale indetto dalla CGIL per riibadire con forza che questo autunno il governo dovrà farli anche con noi.
Due spettri si aggirano per l’Europa, da un lato la crisi economica, dall’altro le lotte e i movimenti di indignazione. La crisi, prodotta dalla speculazione finanziaria, complici i governi di mezzo mondo è diventata la scusa per ulteriori tagli al welfare, alla scuola, all’università e alla ricerca.
Come i fantasmi in catene, ci sentiamo prigionieri di una scuola che non ci lascia spazio per le nostre speranze, la nostra voglia di sapere, reprimendoci con una didattica ripetitiva e nozionistica, silenziosi come fantasmi, sotto la minaccia costante del limite delle 50 assenze e del voto di condotta, tra le pareti di scuole sempre più fatiscenti.
Decine di migliaia rischiano di essere gli studenti – fantasma “rifiutati” dal numero chiuso e da un sistema che pretende di selezionare il merito con poche domande a crocetta. In Italia, a causa dei tagli all’università sono sempre più numerosi i corsi che introducono il numero chiuso. Vogliamo che aumentino strutture, risorse e docenti, e non che diminuiscano gli studenti.
Oltre duecentomila rischiano di essere gli studenti – fantasma espulsi dall’università: – 94,71% di tagli al diritto allo studio, insieme al taglio alle Regioni, previsto nella manovra tutt’ora in discussione, segnano la fine del diritto allo studio, anche le borse di studio diventano fantasmi. Al loro posto il ministro Gelmini vuole introdurre un test nazionale per gli studenti diplomati con almeno 80/100, che assegni, senza tener conto del reddito familiare, prestiti da 10.000 € per pagare le spese degli studi e da restituire una volta laureati. Noi rifiutiamo la cancellazione del diritto allo studio e la promozione di un sistema che ci vuole – una volta laureati – precari e indebitati.
Siamo studenti medi e universitari, vogliamo studiare, avere una formazione di qualità e avere un futuro non precario. Per questo daremo avvio a una stagione di lotte e resistenza, spogliandoci delle nostre vesti di fantasmi, e ci faremo vedere e sentire nelle piazze di tutt’Italia a partire dallo sciopero generale di domani 6 settembre. Non resteremo invisibili. Stiamo arrivando.
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Contro la violenza e il terrorismo gli studenti invitano a reagire.
La violenza cieca e criminale del terrorismo ha colpito ancora. Colpisce vittime innocenti, ragazzi, studenti nella loro scuola, presidio di legalità e spazio di giustizie e libertà, luogo in cui dovrebbe nascere la speranza di un futuro migliore, e che invece oggi è stato teatro di una orribile tragedia.
Il fatto che si possa morire a scuola è per noi inconcepibile da sempre, ma il fatto che questo accada in una dinamica folle ed omicida è un dato preoccupante che non può lasciarci in silenzio. Proprio in una scuola, che ha il nome della moglie del giudice Falcone, vittima di una violenza mafiosa, proprio in contemporanea al passaggio in città della carovana antimafia. Poco importa quale sia la pista, certo è che la violenza in questi territori, nel Sud Italia, è figlia di una cultura che deve essere distrutta e cancellata.
Indipendentemente dall'esito delle prime indagini, quello che oggi è successo è un atto gravissimo, senza precedenti. La risposta delle studentesse e degli studenti deve essere immediata, come quella di tutta la cittadinanza italiana, colpita ancora una volta al cuore, aggredendo al futuro del Paese, agli studenti. Per chi oggi è morto, per chi è ferito, senza motivo, solo perchè era uno studente con dei sogni, con delle passioni, con dei desideri, con un futuro di libertà per cui lottare.
Per chi aveva dei sogni che oggi sono stati spezzati dalla follia della cieca violenza. Perché non si può morire così, entrando a scuola. Non ci faremo terrorizzare, non possiamo darla vinta a chi vuole, attraverso la violenza e il terrorismo, mettere in scacco la democrazia nel nostro Paese e mettere a rischio la vita di innocenti.Non abbiamo paura di urlare, di opporre la conoscenza e la voglia di libertà alla vile azione violenta.
Come studenti non possiamo restare fermi. La solidarietà attiva, umana è una necessità senza la quale si rimane soli, senza la quale si perde il senso collettivo di una tragedia come questa. Chiediamo quindi di mobilitarci sin da subito, nelle piazze, davanti ai Comuni. A Brindisi saremo in piazza alle 18.00. Vi chiediamo di fare lo stesso in tutta Italia. Lo chiediamo, come studenti a tutta la cittadinanza italiana. Non restiamo fermi, bisogna reagire a questa violenza.
Contro la violenza e il terrorismo, scendiamo subito in piazza, insieme, uniti da un solo spirito e da quella voglia di libertà e democrazia che ancora una volta hanno provato a scalfire, ma che non potranno mai soffocare.
Martina Carpani, Presidente della Consulta Provinciale di Brindisi
Francesca Rossi, Studentessa di Brindisi, coordinatrice dell'UdS Brindisi
Giuseppe Campanelli, Portavoce regionale Rete della Conoscenza Puglia


a della pevenzione dei fenomeni discriminatori nell’ambiente classe; tutto questo mediante una sostanziale riforma di riqualificazione degli spazi scolastici pomeridiani ben oltre la tradizionale didattica frontale.
Si moltiplicano nelle Università iniziative per la promozione della prassi del doppio libretto - piccola soluzione - per studentesse e studenti in transito come provvedimento che tuteli il loro percorso di cambiamento, assicurando così un sereno percorso di studi: attualmente più di dieci gli atenei (Bari, i tre atenei di Roma, Salerno, Pisa, Napoli, Milano etc) in cui la proposta è in corso di discussione nei Comitati Pari Opportunità - in via di chiusura - o nei Senati Accademici, sul modello virtuoso inaugurato dall’Università di Torino. All’università di Fisciano uno sportello cogestito da Arcigay, Link e Cgil tutela i diritti delle persone LGBTQI, garantendo, oltre ai servizi, momenti di proposte programmatiche per l’Ateneo attraverso i rappresentanti di Link presenti negli organi di governance dell’ateneo.
Sempre a Salerno a partire da questa settimana saranno attivi militanti di Arcigay e della Rete nel far vivere nella città l’esperienza del Pride Park al parco Pinocchio, costruendo un percorso sociale e culturale forte nel capoluogo di provincia, che vada oltre la giornata del 17, e che vedrà il suo culmine nella parata del 26 maggio. All’università di Siena il 16 maggio un’intera giornata dedicata ai diritti LGBTQI, attraverso assemblee, workshop e cineforum promosse sempre in modo congiunto dalle due associazioni; a Bari il 15 e il 16 lezioni in piazza su diritti e omofobia: il 17 sarà inaugurata una targa al comune in memoria delle vittime dell’omocausto, e la sera verrà rilanciato il cross-kissing nelle strade della città. Le bandiere arcobaleno coloreranno le finestre di tante scuole da Piacenza a Campobasso, da Vimercate a Latina e tante altre ancora, con assemblee e dibattiti a tema. A Torino il 17 maggio verrà promosso un flash mob sotto l’Inps dalla Rete della Conoscenza come Alter Eva, Laboratorio Last e Studenti Indipendenti, per denunciare il modulo ICD9 chiedendo provocatoriamente la pensione in quanto omosessuali egodistonici.
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Non rassicurano affatto le ultime dichiarazioni di Profumo sul fatto che la scuola "ha già pagato tanto e non deve dare ancora", se l'alternativa è l'entrata dei privati nella gestione delle scuole come prevede la 















