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QUANTE FRECCE AL NOSTRO ARCO: 25 ANNI IN DIREZIONE OSTINATA E CONTRARIA 03/12/19

  “Se fate una foto all’associazione ne svilupperete migliaia”   Abbiamo sempre vissuto la politica come un viaggio. La strada che percorriamo verso l’utopia: questa è l’Unione degli Studenti che ...


 

“Se fate una foto all’associazione ne svilupperete migliaia”

 

Abbiamo sempre vissuto la politica come un viaggio. La strada che percorriamo verso l’utopia: questa è l’Unione degli Studenti che oggi invecchia e continua ad autoalimentarsi per liberare energie, sogni, orizzonti, desideri. E’ passato un quarto di secolo dall’assemblea fondativa del Sindacato Studentesco [in foto il 12 Marzo del 1994 a Roma].

Da quel giorno memorabile ed ancora attuale per i compagni e le compagne che scrivono e che attraversano la nostra storia, mille evoluzioni e cambiamenti hanno dato vita alla freccia a sinistra che va in direzione ostinata e contraria. Un pugno che scrive dell’Unione degli Studenti è una forza collettiva, di intelligenza e passioni, che ricostruisce la storia per leggere il presente e per conquistare il futuro con gli stessi obiettivi di sempre: liberare la conoscenza ed i saperi nel Paese, costruire l’avanguardia dell’aggregazione politica scuola per scuola e città per città. Non per noi ma per tutti, per il collettivo. Abbiamo imparato negli anni che per lottare “non sono necessari leader, messia o salvatori”. Ed è proprio così che per natura, attraversiamo la storia da protagonisti per prendere posizione e farci giustizia assieme con la necessità arrogante e la giusta ambizione di cambiare il mondo a partire dai banchi delle nostre classi.

E’ un’impresa titanica raccontare l’UdS in poche righe ma è emozionante rimettere in fila i tasselli di un’esperienza che dagli anni ‘90 in poi ha riunito parecchie realtà, anche diverse tra di loro, nel richiamo ad un’idea di società tutta da costruire: i sindacati studenteschi emiliani, le realtà studentesche contro le mafie nate dopo le stragi di Capaci, studenti contro le camorre, le associazioni “A Sinistra” e tante altre realtà hanno sempre dato vita ad una grande organizzazione studentesca che si regge su un processo di “sintesi” complesso ed importante, tratto distintivo della cultura politica del sindacato studentesco.

Negli anni abbiamo fatto navigare le nostre menti tra sogni e aspettative ma sempre tenendo i piedi fissi per terra, in mezzo alle contraddizioni delle nostre vite e delle nostre scuole, affrontando tutto dalla lente di ingrandimento della condizione studentesca e dei bisogni materiali così come delle aspirazioni per il presente e per il futuro, costruendo un’idea di scuola – e quindi di società – in cui “Nessuno educa nessuno, nessuno si educa da solo”. Così abbiamo cominciato a mettere in fila cause e mandanti, nemici e artefici nel mondo dei padroni, convinti che la Scuola ed il Paese non fossero parole dai suoni distanti ma che proprio dai banchi e dalla cattedra derivasse un preciso modello di Paese. Il tetto crollato in classe, i diritti alla partecipazione negati, i tassi di abbandono scolastico inaccettabili, i costi dell’istruzione pubblica esorbitanti, le città sconnesse dai luoghi della cultura fino ad arrivare allo sfruttamento in alternanza scuola-lavoro non sono mai stati un caso ma sempre precisa volontà politica dei Governi a cui abbiamo dato la lotta, come spina nel fianco: per l’UdS non sono mai esistiti Governi amici. Le condizioni delle nostre scuole sono sempre state figlie di un preciso schema di disuguaglianze e precarietà generale, d’altronde lo abbiamo sempre detto che di scuole belle in un mondo di merda abbiamo ben poco che farcene.

 

E’ il nostro manifesto politico costante, fino alla rivoluzione – s’intende!

Così si riproduce e moltiplica una generazione intera che si confronta, discute, costruisce l’opposizione dal basso, agisce e indossa vesti scomode per i potenti della politica, difendendo i diritti degli studenti quotidianamente nell’immaginazione di nuove conquiste. Di lotte, cortei, presìdi, occupazioni e proteste ne abbiamo davvero combinate tante, 25 anni non sono pochi! Da quel 12 Marzo 1994 il Sindacato Studentesco non si è più fermato: abbiamo iniziato con la strenua opposizione al Governo Berlusconi ed al suo Ministro d’Onofrio con numerose mobilitazioni tra cui lo sciopero studentesco con corteo nazionale a Napoli il 22 ottobre del ‘94. L’anno successivo abbiamo iniziato insieme a Libera – associazioni nomi e numeri contro le mafie –  il cammino per liberare la società dalla criminalità a partire dal diritto allo studio che ha portato alla conquista della legge per il riutilizzo dei beni confiscati ai mafiosi e l’istituzione del 21 Marzo come giornata della memoria e dell’impegno per le vittime innocenti di mafia. Nel ‘96 abbiamo preso parola con il primo Referendum Studentesco nazionale e intanto lavoravamo per una legge che garantisse agli studenti  e alle studentesse diritti oltre ai soliti doveri: volevamo la libertà di manifestare, di esprimere il nostro pensiero, di fare ricorso a sanzioni ingiuste ed è così che il 24 Giugno del 1998 il Governo Prodi non ha più potuto ignorare il nostro protagonismo: la prima grande vittoria di approvazione dello statuto delle studentesse e degli studenti diventava realtà. Arriva qualche anno dopo un capitolo della storia macchiato di sangue: siamo scesi in piazza a Genova, durante il G8 per opporci ai capi di Stato chiusi in una stanza blindata che pretendevano di decidere per 7 miliardi di persone. Dopo Genova era tutto diverso e scontavamo sulla nostre pelle l’ingiustizia dei padroni: abbiamo partecipato sin dall’inizio all’enorme movimento pacifista contro chi bombardava scuole e uccideva persone in nome del petrolio. Eravamo destinati a scrivere pagine indelebili per la storia di questo Paese.

Il 23 marzo 2002 insieme a 3 milioni di lavoratori abbiamo bloccato l’abolizione dell’articolo 18 dello statuto dei lavoratori: dagli studenti e dall’impegno per una scuola diversa doveva partire la trasformazione dell’intera società. Per questo nel 2003 ci siamo mobilitati contro la Riforma Moratti che divideva ulteriormente la società tra sfruttatori e sfruttati già a partire dai banchi di scuola. Arriva la variabile non calcolata: tra il 2008 e il 2010 mettiamo in piedi uno dei più grandi movimenti studenteschi della storia d’Italia: l’Onda Anomala. Cortei, scioperi e occupazioni hanno travolto i personaggi della politica, dalla Gelmini a Berlusconi fino Tremonti, colpevoli di aver tagliato 8 miliardi di euro all’istruzione pubblica. Il grido era imperioso: “noi la crisi non la paghiamo!”. Da qui abbiamo creato la Rete della Conoscenza insieme ai nostri compagni ed alle nostre compagne di viaggio di Link – Coordinamento Universitario; la sfida era ed è ambiziosa: rappresentare ed organizzare tutti i soggetti in formazione per cogliere la sfida di trasformazione generale della società a partire dalla liberazione dei saperi.

Sulla scia del movimento, oltre il movimento, nel 2012 conquistiamo un’altra grande vittoria: inondiamo di cortei Roma e le nostre città a tamburo battente fino a bloccare il ddl Aprea che avrebbe consentito alle imprese private di entrare nelle scuole e decidere sulla nostra formazione e sul nostro futuro. Ma i nemici forti sono difficili da annientare…

Nel 2014 arriva l’ennesima e cruciale mossa di distruzione della scuola pubblica e della partecipazione studentesca: il segretario del Partito Democratico che in quegli anni indossa le vesti di Premier del Governo, con una consultazione farsa in regia con l’allora ministra dell’istruzione Stefania Giannini ci imponeva la riforma “Buona Scuola” che tornava a privatizzare la scuola pubblica e ci mandava a lavorare gratuitamente nelle aziende: il 5 maggio 2015 eravamo in centinaia di migliaia a opporci nelle piazze in mobilitazione con tutti i lavoratori della conoscenza. Da lì la scuola non sarebbe stata più la stessa e tutt’ora ne paghiamo le conseguenze. Arriva, però, un punto di svolta: il 4 Dicembre 2016 rottamiamo il Governo Renzi bloccando la Riforma Costituzionale come Studenti per il NO. Non ci siamo mai arresi alla sconfitta incassata con l’approvazione della legge 107 e  nel dicembre 2017 abbiamo costretto la Ministra Fedeli ad approvare la Carta dei Diritti degli studenti in Alternanza scuola lavoro mentre centinaia di scuole in tutta Italia piegavano presidi e aziende alle nostre richieste approvando gli statuti dei diritti in alternanza.

Nel 2018 c’è una terra di confine, ancora tutta da riconquistare: nell’epoca del Governo giallo-verde di matrice leghista abbiamo smascherato il “governo del cambiamento” firmato Salvini-DiMaio sin dall’autunno di mobilitazioni studentesche. Il 26 Ottobre abbiamo sbugiardato da vicino persino chi si è sempre dimostrato dalla parte degli studenti solo per giochi di propaganda: abbiamo messo alle strette il Governo senza ricevere nessuna risposta sulla Legge nazionale sul Diritto allo studio a cui, ad oggi, si risponde con progetti di regionalismo differenziato che ci portano a riprendere la lotta di classe da alimentare a partire dalle mura delle nostre scuole.

Fieri di questa storia non ci siamo mai fatti ammaliare dalle sirene della politica, coltivando con i sacrifici della nostra militanza l’indipendenza del sindacato studentesco che si regge su un’indipendenza quindi economica ed organizzativa unica per chi ha alle spalle un quarto di secolo: siamo gli studenti e le studentesse che fanno politica per necessità, per emanciparsi dalle condizioni sociali ed economiche di partenza tramite la solidarietà e la cooperazione. Non sono mai state utili nè necessarie prerogative specifiche, interessi individuali, carriere personali per entrare a far parte dell’Unione degli Studenti: abbiamo sempre creduto che “è necessaria un po’ di vergogna, un tanto di dignità e molta organizzazione, il resto o serve al collettivo o non serve.”

Ma l’indipendenza ha sempre un costo che i militanti e le militanti conoscono bene: è per questo che la nostra organizzazione si regge su costanti attività di autofinanziamento, solidarietà tra pari e mutualismo. Da Nord e Sud del Paese con feste studentesche, mercatini del libro usato, ripetizioni autogestite, spazi studenteschi, campagne di tesseramento ed il grande campeggio nazionale studentesco estivo Riot Village – Desideri in Movimento, coltiviamo con sudore ed impegno l’indipendenza del Sindacato Studentesco.   L’Unione degli Studenti è così, ancora oggi, un’attività politica capillare e quotidiana nei grandi centri e nelle periferie, nelle scuole così come nei quartieri: assemblee di istituto, autogestioni e occupazioni delle scuole, vertenze studentesche per la difesa dei diritti e l’ambizione di conquistarne di nuovi.

 

Questo è solo uno scatto. Un’istantanea della grande freccia a sinistra che da 25 anni forma l’equipaggio del nostro arco: sviluppare la storia significa rivivere mille sguardi, mille storie di vita, mille amori e sogni di rivoluzione, mille emozioni e mille lacrime. E’ una storia di tante vittorie e di qualche sconfitta, di romanticismo e di fresca adrenalina, di un presente che ci sta stretto e di un futuro da immaginare, tutte e tutti insieme in direzione ostinata e contraria.

 

“E’ bellissima vero la freccia?

Vedi,

non è solo il simbolo di un’associazione.

E’ la raffigurazione della forza e del sentimento d’amore che abbiamo dentro,

La rappresentazione di un sogno che vogliamo realizzare.

Perchè in quella bandiera c’è la nostra casa,

ed una consapevolezza che ci fa sentire talvolta diversi,

ma connessi al resto.

La consapevolezza che ci sono dei problemi e che tocca a noi risolverli,

ora.

Per noi,

Per i nostri cari,

Per i nostri fratelli e sorelle,

e per tutto ciò che di bello c’è su questa terra!”

 

Buona Lotta Unione degli Studenti,

 

La Coordinatrice Nazionale

 


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