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Petizione contro la cancellazione della Liberazione, 1° Maggio e 2 Giugno. 09/01/11

L’Unione degli Studenti e la Rete della conoscenza sostengono la petizione  popolare indetta dalla CGIL e sostenuta dall’ARCI e dall’ANPI contro l’accorpamento delle festività nazionali della Liberazione (25 aprile), del ...


L’Unione degli Studenti e la Rete della conoscenza sostengono la petizione  popolare indetta dalla CGIL e sostenuta dall’ARCI e dall’ANPI contro l’accorpamento delle festività nazionali della Liberazione (25 aprile), del Lavoro (1° maggio) e della Repubblica (2 giugno) ai week-end. Queste aberranti norme che cancellano con un colpo di spugna la memoria storica e il valori fondanti del paese sono contenute nella manovra finanziaria in discussione in questi giorni.

clicca qui per firmare la petizione di seguito riportata

Care cittadine e cari cittadini,

nel Decreto legge in materia economica, approvato di recente dal Consiglio dei Ministri, è prevista una norma con la quale si vorrebbe modificare la collocazione temporale di tre festività civili e laiche (fra l’altro, le uniche) per spostarla in un altro giorno (venerdì o lunedì) o per accorparla con la

domenica.

In un provvedimento iniquo, e che noi contrastiamo con forza, si colloca così anche una norma che colpisce l’identità e la storia del nostro Paese, ne indebolisce la memoria e rappresenta un grave limite per il futuro.

Le ricorrenze civili vanno celebrate con attenzione e rispetto, perché parlano a tutti, alla ragione stessa del nostro stare insieme, e perché i valori che esse affermano non siano ridotti ad un momento residuale.

Il ricordo della Liberazione del nostro Paese da una dittatura feroce e sanguinaria; la celebrazione del Lavoro come strumento di dignità per milioni di don

ne e uomini che con la loro intelligenza e fatica consentono al Paese di progredire; la celebrazione del passaggio alla Repubblica parlamentare sono tappe fondamentali che non intendiamo consentire vengano cancellate.

Per altro, mentre irrisorio è il beneficio economico che ne deriverebbe i costi civili sul versante della memoria e dell’identità sarebbero, se la norma venisse confe

rmata, di gran lunga maggiori.

Infine, è sufficiente un confronto con altre situazione per vedere come l’Italia è un Paese che ha un numero contenuto di festività civili e come in altri Paesi le ricorrenze civili siano celebrate e custodite con attenzione.

Bisogna che ognuno di noi si faccia carico di dichiarare la propria contrarietà a questa previsione e di farla dichiarare al maggior numero di cittadini possibile: tante sono le gravi conseguenze dei contenuti del Decreto legge n° 118, quella che riguarda le festività civili non è da meno.

Per questo vi chiediamo di firmare la Petizione riportata in questa pagina, o direttamente presso le Camere del Lavoro della vostra città.

Alziamo insieme la nostra voce perché l’identità ed il futuro dell’Italia sono un bene indisponibile ad ogni manipolazione.

La segreteria nazionale della CGIL

Agosto, 2011


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