OCCUPATO il liceo di Patti: edilizia scolastica totalmente fuori norma 09/02/11
Nella giornata di ieri 1 settembre è stata occupata nella città di Patti in provincia di Messina dagli studenti della scuola e dell’UdS Patti il liceo scientifico cittadino. “Questo gesto ...
Nella giornata di ieri 1 settembre è stata occupata nella città di Patti in provincia di Messina dagli studenti della scuola e dell’UdS Patti il liceo scientifico cittadino.
“Questo gesto clamoroso nei primi giorni di settembre, ancora prima che cominci la scuola è il sintomo del clima che si respira nelle scuole del paese. La motivazione dell’occupazione – dichiara Francesco Calderaro, coordinatore dell’UdS Patti – è stato motivato dalla scandalosa situazione di un’edilizia scolastica totalmente non a norma. In seguito alle nostre proteste dell’anno scorso ci avevano promesso spazi adeguati per situare il liceo, ma gli appalti e i passaggi burocratici si sono come al solito interrotti e noi ci troveremo anche quest’anno a fare lezione in strutture in una non-scuola”
“E non è purtroppo un caso isolato” aggiunge Francesco Santimone, responsabile nazionale edilizia scolastica UdS “Sono purtroppo centinai le scuole non a norma del Paese che si trovano nella condizione del liceo scientifico di Patti e il ministero deve immediatamente provvedere a risanare il problema attraverso uno stanziamento straordinario di fondi per l’edilizia scolastica, di cui vediamo diminuire le risorse da anni.”
L’Unione degli Studenti sarà in piazza in 7 ottobre in tutto il paese anche per rivendicare fondi per un’edilizia scolastica di qualità e libera dalla collusione cui spesso sono soggetti gli appalti per le scuole.
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Gli studenti del Liceo Scientifico di Patti hanno deciso di occupare il “cortile” del plesso di Contrada Rasola. La protesta ha inizio ben due settimane prima dell’avvio del nuovo anno scolastico, in quanto gli impegni assunti dell’amministrazione provinciale, disattesi per l’ennesima volta, spingono il movimento studentesco a cominciare la protesta nella data simbolica del 1 settembre: ben lontani dall’inizio delle lezioni e dalle futili polemiche. Quarant’anni di proteste non sono stati sufficienti per ottenere una nuova struttura per il Liceo Scientifico. Le attuali sedi di Contrada Rasola e Piazza Gramsci non rispettano le basilari norme di sicurezza e di igene e non sono dunque idonee ad essere delle strutture scolastiche. Gli studenti avevano già occupato entrambe le sedi nel mese di ottobre, ottendendo così un incontro con il Presidente della Provincia Nanni Ricevuto. A seguito di questo incontro e di successivi contatti, si era arrivati alla pianificazione di un bando di gara al quale due privati avevano presentato le loro proposte, dichiarate poi non idonee dall’amministrazione provinciale. Dopo mesi di continue pressioni da parte degli studenti si era giunti a una soluzione accordata con l’ex sindaco Venuto: spostare il Liceo Scientifico presso i locali dell’ex USL di Case nuove Russo. Questo accordo non è stato mantenuto e la soluzione dataci per certa si è rivelata tecnicamente impraticabile. Nel quadro di un sistema politico che non è mai stato attento alla cultura e all’istruzione e che piuttosto ha perpetuato sprechi, inefficienze e forse altri interessi, gli studenti intendono adesso mostrare con forza il loro disappunto.
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Contro la violenza e il terrorismo gli studenti invitano a reagire.
La violenza cieca e criminale del terrorismo ha colpito ancora. Colpisce vittime innocenti, ragazzi, studenti nella loro scuola, presidio di legalità e spazio di giustizie e libertà, luogo in cui dovrebbe nascere la speranza di un futuro migliore, e che invece oggi è stato teatro di una orribile tragedia.
Il fatto che si possa morire a scuola è per noi inconcepibile da sempre, ma il fatto che questo accada in una dinamica folle ed omicida è un dato preoccupante che non può lasciarci in silenzio. Proprio in una scuola, che ha il nome della moglie del giudice Falcone, vittima di una violenza mafiosa, proprio in contemporanea al passaggio in città della carovana antimafia. Poco importa quale sia la pista, certo è che la violenza in questi territori, nel Sud Italia, è figlia di una cultura che deve essere distrutta e cancellata.
Indipendentemente dall'esito delle prime indagini, quello che oggi è successo è un atto gravissimo, senza precedenti. La risposta delle studentesse e degli studenti deve essere immediata, come quella di tutta la cittadinanza italiana, colpita ancora una volta al cuore, aggredendo al futuro del Paese, agli studenti. Per chi oggi è morto, per chi è ferito, senza motivo, solo perchè era uno studente con dei sogni, con delle passioni, con dei desideri, con un futuro di libertà per cui lottare.
Per chi aveva dei sogni che oggi sono stati spezzati dalla follia della cieca violenza. Perché non si può morire così, entrando a scuola. Non ci faremo terrorizzare, non possiamo darla vinta a chi vuole, attraverso la violenza e il terrorismo, mettere in scacco la democrazia nel nostro Paese e mettere a rischio la vita di innocenti.Non abbiamo paura di urlare, di opporre la conoscenza e la voglia di libertà alla vile azione violenta.
Come studenti non possiamo restare fermi. La solidarietà attiva, umana è una necessità senza la quale si rimane soli, senza la quale si perde il senso collettivo di una tragedia come questa. Chiediamo quindi di mobilitarci sin da subito, nelle piazze, davanti ai Comuni. A Brindisi saremo in piazza alle 18.00. Vi chiediamo di fare lo stesso in tutta Italia. Lo chiediamo, come studenti a tutta la cittadinanza italiana. Non restiamo fermi, bisogna reagire a questa violenza.
Contro la violenza e il terrorismo, scendiamo subito in piazza, insieme, uniti da un solo spirito e da quella voglia di libertà e democrazia che ancora una volta hanno provato a scalfire, ma che non potranno mai soffocare.
Martina Carpani, Presidente della Consulta Provinciale di Brindisi
Francesca Rossi, Studentessa di Brindisi, coordinatrice dell'UdS Brindisi
Giuseppe Campanelli, Portavoce regionale Rete della Conoscenza Puglia


a della pevenzione dei fenomeni discriminatori nell’ambiente classe; tutto questo mediante una sostanziale riforma di riqualificazione degli spazi scolastici pomeridiani ben oltre la tradizionale didattica frontale.
Si moltiplicano nelle Università iniziative per la promozione della prassi del doppio libretto - piccola soluzione - per studentesse e studenti in transito come provvedimento che tuteli il loro percorso di cambiamento, assicurando così un sereno percorso di studi: attualmente più di dieci gli atenei (Bari, i tre atenei di Roma, Salerno, Pisa, Napoli, Milano etc) in cui la proposta è in corso di discussione nei Comitati Pari Opportunità - in via di chiusura - o nei Senati Accademici, sul modello virtuoso inaugurato dall’Università di Torino. All’università di Fisciano uno sportello cogestito da Arcigay, Link e Cgil tutela i diritti delle persone LGBTQI, garantendo, oltre ai servizi, momenti di proposte programmatiche per l’Ateneo attraverso i rappresentanti di Link presenti negli organi di governance dell’ateneo.
Sempre a Salerno a partire da questa settimana saranno attivi militanti di Arcigay e della Rete nel far vivere nella città l’esperienza del Pride Park al parco Pinocchio, costruendo un percorso sociale e culturale forte nel capoluogo di provincia, che vada oltre la giornata del 17, e che vedrà il suo culmine nella parata del 26 maggio. All’università di Siena il 16 maggio un’intera giornata dedicata ai diritti LGBTQI, attraverso assemblee, workshop e cineforum promosse sempre in modo congiunto dalle due associazioni; a Bari il 15 e il 16 lezioni in piazza su diritti e omofobia: il 17 sarà inaugurata una targa al comune in memoria delle vittime dell’omocausto, e la sera verrà rilanciato il cross-kissing nelle strade della città. Le bandiere arcobaleno coloreranno le finestre di tante scuole da Piacenza a Campobasso, da Vimercate a Latina e tante altre ancora, con assemblee e dibattiti a tema. A Torino il 17 maggio verrà promosso un flash mob sotto l’Inps dalla Rete della Conoscenza come Alter Eva, Laboratorio Last e Studenti Indipendenti, per denunciare il modulo ICD9 chiedendo provocatoriamente la pensione in quanto omosessuali egodistonici.
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Non rassicurano affatto le ultime dichiarazioni di Profumo sul fatto che la scuola "ha già pagato tanto e non deve dare ancora", se l'alternativa è l'entrata dei privati nella gestione delle scuole come prevede la 















