Manifesto dell’Assemblea dell’Università di Siviglia 11/08/11
“Decir que los hombres y las mujeres son personas, y como personas son libres y no hacer nada para lograr que esta afirmación sea objetiva, es una farsa”. Paulo Freire Da ...
“Decir que los hombres y las mujeres son personas, y como personas son libres y no hacer nada para lograr que esta afirmación sea objetiva, es una farsa”.
Paulo Freire
Da anni lottiamo, studiamo, ci formiamo e facciamo tutto quello che ci hanno imposto per un futuro che non arriva, che non esiste, un futuro che è una bugia. Noi studenti e giovani vediamo peggiorare lenostre aspettative e non lasceremo che continuiate a vendere il nostro presente, a ipotecare il nostro futuro.
Nel XX secolo siamo riusciti a garantire l’accesso ai diritti fondamentali. Abbiamo conquistati il welfare state. Un’istruzione e una sanità gratuite e di qualità, un sistema pubblico di pensioni, una sicurezza sociale, dei diritti del lavoro, ecc. Così abbiamo ottenuto che l’università delle élite economiche diventasse, in parte, della maggioranza.
D’altra parte, negli ultimi decenni, sono state promosse riforme (LOU, LOE, Processo di Bologna, e ora un passo ulteriore con la cosiddetta “Strategia Università 2015″), che, una dopo l’altra, hanno spianato il cammino per trasformare il diritto all’istruzione in business. Si tenta di fare profitti sul sapere e orientare l’istruzione al mercato, approfondendo così nella vecchia scuole delle élite attraverso la nuova fabbrica di precari.
Il nostro futuro è sotto attacco e purtroppo non servirà a niente la nostra voglia di studiare e formarci per aver accesso a un’istruzione pubblica e di qualità, se non reagiamo con decisione adesso. I tagli, l’aumento delle tasse universitarie e in generale il nuovo sistema di finanziamento comportano e comporteranno l’esclusione dal sistema educativo di molti studenti, estendendo il modello elitario che loro perseguono e noi denunciamo.
La riforma della “Legge Andalusa delle Università” (LAU) è un altro esempio che indica lo stesso modello che non va a vantaggio nostro, ma consegna un potere superiore e decisivo ai banchieri e ai grandi imprenditori, quando l’università dovrebbe servire gli interessi di tutta la popolazione.
Inoltre, subiamo condizioni di lavoro che ci costringono alla precarietà permanente con stage non pagati o contratti precari per tutta la vita, e se non fosse sufficiente per i loro profitti, rendono più facili i licenziamenti e peggiori gli indennizzi per i lavoratori e le lavoratrici. Se parliamo di una “Juventud Sin Futuro” è perché abbiamo una società senza presente, ed è per questo che, comprendendo con chiarezza la bugia del progresso socioeconomico, siamo coscienti che questo è il nostro tempo e
comincia adesso.
Stiamo vedendo come vengono tagliati i nostri diritti fondamentali, diritti che sono stati conquistati generazione dopo generazione in una lotta che ora è il nostro turno proseguire. Per questo ci dirigiamo a tutta la comunita educativa e alla società nel suo complesso, perché capiamo che non possiamo accettare queste riforme e le loro conseguenze. Capiamo che si tratta di una riforma che ci ruba diritti e non ammette dibattito. Una riforma per noi, ma senza di noi. Una riforma che, in definitiva, riflette la mancanza di democrazia in questo sistema dispotico.
Non siamo i colpevoli di una crisi che è global ed è vostra. Questo è solo l’inizio. Lottiamo per quello che ci stanno togliendo e per quello che non abbiamo mai avuto.
Perché il nostro futuro non si vende, si difende!
Manifesto dell’Assemblea dell’Università di Siviglia, redatto dal Comitato Generale di Sciopero
- leggi la versione originale del Manifesto
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a della pevenzione dei fenomeni discriminatori nell’ambiente classe; tutto questo mediante una sostanziale riforma di riqualificazione degli spazi scolastici pomeridiani ben oltre la tradizionale didattica frontale.
Si moltiplicano nelle Università iniziative per la promozione della prassi del doppio libretto - piccola soluzione - per studentesse e studenti in transito come provvedimento che tuteli il loro percorso di cambiamento, assicurando così un sereno percorso di studi: attualmente più di dieci gli atenei (Bari, i tre atenei di Roma, Salerno, Pisa, Napoli, Milano etc) in cui la proposta è in corso di discussione nei Comitati Pari Opportunità - in via di chiusura - o nei Senati Accademici, sul modello virtuoso inaugurato dall’Università di Torino. All’università di Fisciano uno sportello cogestito da Arcigay, Link e Cgil tutela i diritti delle persone LGBTQI, garantendo, oltre ai servizi, momenti di proposte programmatiche per l’Ateneo attraverso i rappresentanti di Link presenti negli organi di governance dell’ateneo.
Sempre a Salerno a partire da questa settimana saranno attivi militanti di Arcigay e della Rete nel far vivere nella città l’esperienza del Pride Park al parco Pinocchio, costruendo un percorso sociale e culturale forte nel capoluogo di provincia, che vada oltre la giornata del 17, e che vedrà il suo culmine nella parata del 26 maggio. All’università di Siena il 16 maggio un’intera giornata dedicata ai diritti LGBTQI, attraverso assemblee, workshop e cineforum promosse sempre in modo congiunto dalle due associazioni; a Bari il 15 e il 16 lezioni in piazza su diritti e omofobia: il 17 sarà inaugurata una targa al comune in memoria delle vittime dell’omocausto, e la sera verrà rilanciato il cross-kissing nelle strade della città. Le bandiere arcobaleno coloreranno le finestre di tante scuole da Piacenza a Campobasso, da Vimercate a Latina e tante altre ancora, con assemblee e dibattiti a tema. A Torino il 17 maggio verrà promosso un flash mob sotto l’Inps dalla Rete della Conoscenza come Alter Eva, Laboratorio Last e Studenti Indipendenti, per denunciare il modulo ICD9 chiedendo provocatoriamente la pensione in quanto omosessuali egodistonici.
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Non rassicurano affatto le ultime dichiarazioni di Profumo sul fatto che la scuola "ha già pagato tanto e non deve dare ancora", se l'alternativa è l'entrata dei privati nella gestione delle scuole come prevede la 
















