LIBERI DI ESSERE, LIBERI DI ESPRIMERSI: campagna dell’UdS Napoli contro il 5 in condotta. 11/09/11
Abbiamo sempre sostenuto che il voto di condotta, ancor di più quello in decimi (e valido ai fini della bocciatura, se inferiore ai sei decimi), avrebbe potuto rappresentare un ostacolo ...
Abbiamo sempre sostenuto che il voto di condotta, ancor di più quello in decimi (e valido ai fini della bocciatura, se inferiore ai sei decimi), avrebbe potuto rappresentare un ostacolo alla partecipazione democratica degli studenti alla vita della scuola e un metodo per reprimere le manifestazioni di pensiero della componente studenti da parte dei presidi più autoritari. Fortunatamente il Presidente della Repubblica nel 2009 ha imposto alcuni criteri che, sebbene non sempre precisi, fissano delle regole a cui gli organi collegiali della scuola dovrebbero attenersi. Purtroppo non sempre ciò avviene. Spessissimo si verificano casi in cui la normativa vigente in materia viene completamente ignorata sia dal Collegio dei docenti (che fissa, magari, criteri interni ad un singolo istituto che differiscono da quelli riconosciuti a livello ministeriale) sia in sede di Consiglio d’istituto (che spesso ratifica ciò che è stato precedentemente proposto dalla componente docente senza prestarvi troppa attenzione) come anche nei Consigli di classe (che potrebbero, superficialmente, attribuire una valutazione senza prendere visione del regolamento e, dunque, perdendo di vista i limiti entro i quali dovrebbero rimanere saldamente). C’è da sottolineare, inoltre, come la semplice minaccia di sospensione, accompagnamento o bocciatura, che miri ad impedire di partecipare ad una manifestazione, siano pratiche attuate pressoché quotidianamente e in quasi tutti gli istituti da parte di docenti e presidi e che costituiscono già di per sé una violazione dei diritti costituzionali (art.21C: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.”) e di quelli espressi nello Statuto delle Studentesse e degli Studenti (che nell’articolo 1 ricorda che “La scuola è una comunità che deve agire in armonia con l’ordinamento italiano, i Principi Costituzionali, che deve valorizzare il singolo e la sua capacità di pensare ed esprimersi in maniera soggettiva”; e che nell’articolo 4 dice chiaramente che “In nessun caso può essere sanzionata, né direttamente né indirettamente, la libera espressione di opinioni correttamente manifestata e non lesiva dell’altrui personalità”).
I problemi principali, così come esposti precedentemente, risiedono perlopiù nella mancanza di informazioni da parte degli studenti e dei genitori ma anche dei docenti e, talvolta, dei dirigenti scolastici. Nasce quindi l’esigenza di lanciare una campagna di raccolta dati sulle attribuzioni del 5 in condotta (anche dello scorso anno) che agisca preventivamente garantendo la possibilità agli studenti di esprimere liberamente il proprio disagio ne confronti del panorama politico internazionale attuale e nei confronti della precarietà della scuola pubblica in Campania e in tutta la nazione e che instauri un rapporto tra la gli studenti napoletani e l’ufficio scolastico provinciale che si prefigga come duplice scopo:
quello di informare gli organi collegiali di tutte le scuole napoletane in merito alla questione, mediante delle circolari esplicative che sottolineino, ogni anno, le modalità per l’attribuzione delle valutazioni (in particolare, ma non solamente, quelle di condotta) e la liceità delle manifestazioni studentesche (non imputabili come assenze di massa ingiustificate);
monitorare il tasso di democrazia delle scuole mantenendo fitti i rapporti tra studenti (che possono denunciare ciò che accade) e istituzione scolastica (che può intervenire nel caso di comportamenti illeciti).
Bisogna perciò attivarsi affinché il livello d’informazione all’interno delle scuole in materia di 5 in condotta sia forte tra gli studenti attraverso volantinaggi e/o assemblee in-formative e che ogni caso di attribuzione di 5 in condotta ( naturalmente riferito all’anno scolastico scorso) o d’intenzione da parte dei consigli d’istituto di imporre una linea repressiva agli studenti venga segnalata al provveditorato mandando una lettera di segnalazione all’indirizzo e-mail istituzionale del provveditorato usp.na@istruzione.it. Bisognerà anche cercare la collaborazione dei nostri genitori e fare in modo che inviino anche loro la lettera di segnalazione al provveditorato.
MATERIALE IN-FORMATIVO:
Articoli di giornale dell’anno scorso che si riferiscono al caso del liceo Garibaldi:
- http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/06/occupano-la-scuola-contro-la-riforma-gelmini-il-preside-sospende-170-alunni/95757/
- http://www.nonsolofole.it/?p=73030
- http://tg24.sky.it/tg24/cronaca/2011/03/10/scuola_5_in_condotta_studenti_superiori_proteste_riforma_gelmini_occupazione_liceo_garibaldi_napoli.html
- http://www.orizzontescuola.it/node/14142
Riferimenti legislativi:
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a della pevenzione dei fenomeni discriminatori nell’ambiente classe; tutto questo mediante una sostanziale riforma di riqualificazione degli spazi scolastici pomeridiani ben oltre la tradizionale didattica frontale.
Si moltiplicano nelle Università iniziative per la promozione della prassi del doppio libretto - piccola soluzione - per studentesse e studenti in transito come provvedimento che tuteli il loro percorso di cambiamento, assicurando così un sereno percorso di studi: attualmente più di dieci gli atenei (Bari, i tre atenei di Roma, Salerno, Pisa, Napoli, Milano etc) in cui la proposta è in corso di discussione nei Comitati Pari Opportunità - in via di chiusura - o nei Senati Accademici, sul modello virtuoso inaugurato dall’Università di Torino. All’università di Fisciano uno sportello cogestito da Arcigay, Link e Cgil tutela i diritti delle persone LGBTQI, garantendo, oltre ai servizi, momenti di proposte programmatiche per l’Ateneo attraverso i rappresentanti di Link presenti negli organi di governance dell’ateneo.
Sempre a Salerno a partire da questa settimana saranno attivi militanti di Arcigay e della Rete nel far vivere nella città l’esperienza del Pride Park al parco Pinocchio, costruendo un percorso sociale e culturale forte nel capoluogo di provincia, che vada oltre la giornata del 17, e che vedrà il suo culmine nella parata del 26 maggio. All’università di Siena il 16 maggio un’intera giornata dedicata ai diritti LGBTQI, attraverso assemblee, workshop e cineforum promosse sempre in modo congiunto dalle due associazioni; a Bari il 15 e il 16 lezioni in piazza su diritti e omofobia: il 17 sarà inaugurata una targa al comune in memoria delle vittime dell’omocausto, e la sera verrà rilanciato il cross-kissing nelle strade della città. Le bandiere arcobaleno coloreranno le finestre di tante scuole da Piacenza a Campobasso, da Vimercate a Latina e tante altre ancora, con assemblee e dibattiti a tema. A Torino il 17 maggio verrà promosso un flash mob sotto l’Inps dalla Rete della Conoscenza come Alter Eva, Laboratorio Last e Studenti Indipendenti, per denunciare il modulo ICD9 chiedendo provocatoriamente la pensione in quanto omosessuali egodistonici.
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Non rassicurano affatto le ultime dichiarazioni di Profumo sul fatto che la scuola "ha già pagato tanto e non deve dare ancora", se l'alternativa è l'entrata dei privati nella gestione delle scuole come prevede la 

















