INIZIO ANNO SCOLASTICO SENZA DIRITTI? – Scarica il Volantino 09/09/11
“Lunedì sarà il primo giorno di scuola nella maggior parte delle scuole del paese, ma anche quest’anno in troppe scuole l’anno scolastico inizierà senza diritti” è questo l’allarme lanciato dal ...
“Lunedì sarà il primo giorno di scuola nella maggior parte delle scuole del paese, ma anche quest’anno in troppe scuole l’anno scolastico inizierà senza diritti” è questo l’allarme lanciato dal sindacato studentesco Unione degli Studenti.
Se infatti nel 1998 veniva approvato lo Statuto degli Studenti e delle Studentesse – dichiara Mariano di Palma, coordinatore nazionale – in cui veniva riconosciuto un protagonismo all’interno della scuola agli studenti, permettendoci di avere voce in capitolo nella didattica, sancendo finalmente il diritto d’assemblea, abolendo la condotta e separandola dal profitto scolastico e tanto altro ancora, ad oggi non solo alcuni di questi diritti sono stati cancellati, e le scuole si trasformano sempre più in carceri, ma non viene neanche distribuito, come invece dovrebbe essere all’atto di iscrizione.
Sempre meno interesse c’è da questo punto di vista da parte di presidi e docenti autoritari che non vogliono far conoscere loro diritti agli studenti, ma soprattutto da parte degli Uffici Scolstici Provinciali, Regionali e dal Ministero che non sollecitano le scuole alla distribuzione dello statuto. Rivendichiamo che il MIUR invii una circolare in cui solleciti le scuole alla distribuzione dello Statuto e per protestare e informare gli studenti dei propri diritti diffonderemo lo statuto con volantinaggi in tutte le scuole dal primo giorno di scuola.
Questa non sarà l’unica iniziativa che organizzeremo il primo giorno di scuola, ci faremo “sentire” in tutt’Italia.
STAMPA e DISTRIBUISCI IL VOLANTINO FRONTE-RETRO
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a della pevenzione dei fenomeni discriminatori nell’ambiente classe; tutto questo mediante una sostanziale riforma di riqualificazione degli spazi scolastici pomeridiani ben oltre la tradizionale didattica frontale.
Si moltiplicano nelle Università iniziative per la promozione della prassi del doppio libretto - piccola soluzione - per studentesse e studenti in transito come provvedimento che tuteli il loro percorso di cambiamento, assicurando così un sereno percorso di studi: attualmente più di dieci gli atenei (Bari, i tre atenei di Roma, Salerno, Pisa, Napoli, Milano etc) in cui la proposta è in corso di discussione nei Comitati Pari Opportunità - in via di chiusura - o nei Senati Accademici, sul modello virtuoso inaugurato dall’Università di Torino. All’università di Fisciano uno sportello cogestito da Arcigay, Link e Cgil tutela i diritti delle persone LGBTQI, garantendo, oltre ai servizi, momenti di proposte programmatiche per l’Ateneo attraverso i rappresentanti di Link presenti negli organi di governance dell’ateneo.
Sempre a Salerno a partire da questa settimana saranno attivi militanti di Arcigay e della Rete nel far vivere nella città l’esperienza del Pride Park al parco Pinocchio, costruendo un percorso sociale e culturale forte nel capoluogo di provincia, che vada oltre la giornata del 17, e che vedrà il suo culmine nella parata del 26 maggio. All’università di Siena il 16 maggio un’intera giornata dedicata ai diritti LGBTQI, attraverso assemblee, workshop e cineforum promosse sempre in modo congiunto dalle due associazioni; a Bari il 15 e il 16 lezioni in piazza su diritti e omofobia: il 17 sarà inaugurata una targa al comune in memoria delle vittime dell’omocausto, e la sera verrà rilanciato il cross-kissing nelle strade della città. Le bandiere arcobaleno coloreranno le finestre di tante scuole da Piacenza a Campobasso, da Vimercate a Latina e tante altre ancora, con assemblee e dibattiti a tema. A Torino il 17 maggio verrà promosso un flash mob sotto l’Inps dalla Rete della Conoscenza come Alter Eva, Laboratorio Last e Studenti Indipendenti, per denunciare il modulo ICD9 chiedendo provocatoriamente la pensione in quanto omosessuali egodistonici.
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Non rassicurano affatto le ultime dichiarazioni di Profumo sul fatto che la scuola "ha già pagato tanto e non deve dare ancora", se l'alternativa è l'entrata dei privati nella gestione delle scuole come prevede la 


















