Il contributo libero, fine della scuola pubblica? 02/01/12
da www.arci.it – Pubblichiamo questo nostro contributo comparso sul sito dell’Arci sul tema del contributo libero scolastico. La scuola gratuita e di massa è in pericolo? Ce ne eravamo accorti ...
da www.arci.it – Pubblichiamo questo nostro contributo comparso sul sito dell’Arci sul tema del contributo libero scolastico.
La scuola gratuita e di massa è in pericolo? Ce ne eravamo accorti da tempo, e probabilmente non si è mai realizzata. Forse perchè siamo uno dei paese con l’evasione e il tasso di abbandono scolastico più alti di quest’Europa (stimato tra il 18% e il 20% da più fonti), che qualche anno fa parlava attraverso il Trattato di Lisbona di ridurre questo dramma sociale del 10% in ogni paese, ed ora si trova ad abbandonare totalmente l’interesse nell’ambito della formazione per far fronte alla crisi finanziaria. Forse perchè è dai tempi della Moratti che si definanzia l’autonomia scolastica. Forse perchè la legge 133 ha totalmente devastato il livello di sopravvivenza economica degli istituti. Forse perchè i recenti tagli agli enti locali indeboliranno ancora di più il livello dell’edilizia scolastica. O forse un po’ per tutte queste ragioni e tante altre.
In questo quadro di grave sofferenza delle scuole, e ovviamente di chi le vive, ovvero gli studenti, i docenti e il personale della scuola, è stata resa nota attraverso il nuovo portale del MIUR Scuole in chiaro la portata di come i costi del definanziamento alla scuola stiano ricadendo sulle famiglie. A partire dal 2008 si è fatta strada la possibilità per le scuole di chiedere contributi aggiuntivi per arricchire l’offerta formativa e migliorare l’edilizia scolastica. In questo modo è stato introdotto un elemento pericolosissimo.
Tralasciando il fatto di per sé grave che le scuole utilizzano quei contributi anche per le loro spese ordinarie, in un quadro come quello attuale: in cui le scuole non riescono a garantire neanche l’offerta minima, è automatico il meccanismo per cui il contributo libero diventi uno strumento necessario, e non accessorio, e soprattutto imposto.
Per la sopravvivenza degli istituti vengono richiesti sacrifici sempre maggiori alle famiglie degli studenti, passa l’idea per cui l’istruzione non sia un diritto a cui tutti devono liberamente accedere senza oneri e costi, ma un privilegio per cui bisgona fare sempre maggiori sacrifici economici. In un contesto come quello italiano la situazione tenderà ad aggravarsi; è sufficiente vedere i redditi delle famiglie i cui figli frequentano istituti tecnici e professionali e confrontarli con quelli delle famiglie che frequentano i licei, è sufficiente vedere dove si iscrivono gli studenti migranti (sempre nei tecnici e professionali), dove sono i licei migliori (nel centro delle città) e che scarto spesso ci sia con le scuole delle periferie, per accorgersi di come le famiglie di reddito più alto potranno permettersi di continuare a garantire un’offerta formativa alta ai propri figli e viceversa, in contesti sociali meno semplici, le scuole saranno costrette al collasso economico o al taglio sconsiderato dell’offerta.
Vuole essere questo l’ennesimo passaggio di indebolimento della scuola pubblica per aprire definitivamente le porte ai finanziamenti privati e piegare l’offerta formativa agli interessi delle aziende, come aveva in testa l’onorevole Aprea nel 2008 con il suo progetto di legge? Come sindacato studentesco non possiamo accettare quest’idea di scuola e ne rivendichiamo una totalmente differente; abbiamo già avviato vertenze nelle scuole per impedire di imporre alle famiglie non in grado di sostenerli contributi illegittimi, a breve apriremo anche con il Ministero un’iniziativa politica per risolvere a monte il problema.
La discontinuità con Gelmini va maturata anche in questo.
per ulteriori informazioni sulle tasse scolastiche e contributo volontario visita l’approfondimento:
Both comments and pings are currently closed.


Contro la violenza e il terrorismo gli studenti invitano a reagire.
La violenza cieca e criminale del terrorismo ha colpito ancora. Colpisce vittime innocenti, ragazzi, studenti nella loro scuola, presidio di legalità e spazio di giustizie e libertà, luogo in cui dovrebbe nascere la speranza di un futuro migliore, e che invece oggi è stato teatro di una orribile tragedia.
Il fatto che si possa morire a scuola è per noi inconcepibile da sempre, ma il fatto che questo accada in una dinamica folle ed omicida è un dato preoccupante che non può lasciarci in silenzio. Proprio in una scuola, che ha il nome della moglie del giudice Falcone, vittima di una violenza mafiosa, proprio in contemporanea al passaggio in città della carovana antimafia. Poco importa quale sia la pista, certo è che la violenza in questi territori, nel Sud Italia, è figlia di una cultura che deve essere distrutta e cancellata.
Indipendentemente dall'esito delle prime indagini, quello che oggi è successo è un atto gravissimo, senza precedenti. La risposta delle studentesse e degli studenti deve essere immediata, come quella di tutta la cittadinanza italiana, colpita ancora una volta al cuore, aggredendo al futuro del Paese, agli studenti. Per chi oggi è morto, per chi è ferito, senza motivo, solo perchè era uno studente con dei sogni, con delle passioni, con dei desideri, con un futuro di libertà per cui lottare.
Per chi aveva dei sogni che oggi sono stati spezzati dalla follia della cieca violenza. Perché non si può morire così, entrando a scuola. Non ci faremo terrorizzare, non possiamo darla vinta a chi vuole, attraverso la violenza e il terrorismo, mettere in scacco la democrazia nel nostro Paese e mettere a rischio la vita di innocenti.Non abbiamo paura di urlare, di opporre la conoscenza e la voglia di libertà alla vile azione violenta.
Come studenti non possiamo restare fermi. La solidarietà attiva, umana è una necessità senza la quale si rimane soli, senza la quale si perde il senso collettivo di una tragedia come questa. Chiediamo quindi di mobilitarci sin da subito, nelle piazze, davanti ai Comuni. A Brindisi saremo in piazza alle 18.00. Vi chiediamo di fare lo stesso in tutta Italia. Lo chiediamo, come studenti a tutta la cittadinanza italiana. Non restiamo fermi, bisogna reagire a questa violenza.
Contro la violenza e il terrorismo, scendiamo subito in piazza, insieme, uniti da un solo spirito e da quella voglia di libertà e democrazia che ancora una volta hanno provato a scalfire, ma che non potranno mai soffocare.
Martina Carpani, Presidente della Consulta Provinciale di Brindisi
Francesca Rossi, Studentessa di Brindisi, coordinatrice dell'UdS Brindisi
Giuseppe Campanelli, Portavoce regionale Rete della Conoscenza Puglia


a della pevenzione dei fenomeni discriminatori nell’ambiente classe; tutto questo mediante una sostanziale riforma di riqualificazione degli spazi scolastici pomeridiani ben oltre la tradizionale didattica frontale.
Si moltiplicano nelle Università iniziative per la promozione della prassi del doppio libretto - piccola soluzione - per studentesse e studenti in transito come provvedimento che tuteli il loro percorso di cambiamento, assicurando così un sereno percorso di studi: attualmente più di dieci gli atenei (Bari, i tre atenei di Roma, Salerno, Pisa, Napoli, Milano etc) in cui la proposta è in corso di discussione nei Comitati Pari Opportunità - in via di chiusura - o nei Senati Accademici, sul modello virtuoso inaugurato dall’Università di Torino. All’università di Fisciano uno sportello cogestito da Arcigay, Link e Cgil tutela i diritti delle persone LGBTQI, garantendo, oltre ai servizi, momenti di proposte programmatiche per l’Ateneo attraverso i rappresentanti di Link presenti negli organi di governance dell’ateneo.
Sempre a Salerno a partire da questa settimana saranno attivi militanti di Arcigay e della Rete nel far vivere nella città l’esperienza del Pride Park al parco Pinocchio, costruendo un percorso sociale e culturale forte nel capoluogo di provincia, che vada oltre la giornata del 17, e che vedrà il suo culmine nella parata del 26 maggio. All’università di Siena il 16 maggio un’intera giornata dedicata ai diritti LGBTQI, attraverso assemblee, workshop e cineforum promosse sempre in modo congiunto dalle due associazioni; a Bari il 15 e il 16 lezioni in piazza su diritti e omofobia: il 17 sarà inaugurata una targa al comune in memoria delle vittime dell’omocausto, e la sera verrà rilanciato il cross-kissing nelle strade della città. Le bandiere arcobaleno coloreranno le finestre di tante scuole da Piacenza a Campobasso, da Vimercate a Latina e tante altre ancora, con assemblee e dibattiti a tema. A Torino il 17 maggio verrà promosso un flash mob sotto l’Inps dalla Rete della Conoscenza come Alter Eva, Laboratorio Last e Studenti Indipendenti, per denunciare il modulo ICD9 chiedendo provocatoriamente la pensione in quanto omosessuali egodistonici.
[caption id="attachment_3395" align="alignnone" width="561" caption="utilizza questa immagine come copertina facebook"]

Non rassicurano affatto le ultime dichiarazioni di Profumo sul fatto che la scuola "ha già pagato tanto e non deve dare ancora", se l'alternativa è l'entrata dei privati nella gestione delle scuole come prevede la 















