Edilizia Scolastica Pugliese: a che punto siamo? 05/24/11
Bari – “Le strutture edilizie costituiscono elemento fondamentale e integrante del sistema scolastico. Obiettivo della presente legge è assicurare a tali strutture uno sviluppo qualitativo”. Questo è quanto viene espresso ...
Bari – “Le strutture edilizie costituiscono elemento fondamentale e integrante del sistema scolastico. Obiettivo della presente legge è assicurare a tali strutture uno sviluppo qualitativo”.
Questo è quanto viene espresso nell’articolo 1 della legge 23/96 a proposito dell’edilizia scolastica italiana.
Prendendo in esame i successivi articoli di tale legge, scopriamo che gli interventi atti al miglioramento dell’edilizia scolastica dovrebbero garantire palestre e impianti sportivi che funzionino e che siano a completa disposizione degli studenti, strutture e risorse che possano aprire le porte all’innovazione didattica ed alla sperimentazione. Dovrebbero assicurare, soprattutto, le condizioni minime di agibilità, sicurezza ed igiene, al fine di non compromettere la salute di chi frequenta gli edifici scolastici.
Ancora, si dovrebbe favorire l’acquisto e l’eventuale riadattamento di immobili per porre rimedio a situazioni fastidiose, scomode e a volte incresciose, quali i doppi turni di frequenza scolastica o l’utilizzo di stabili inappropriati e non a norma di legge.
Ogni scuola, insomma, dovrebbe essere per legge sicura, solida e priva di barriere architettoniche.
Proprio per porre rimedio a tutte quelle situazioni mancanti di tali caratteristiche, la legge 296 del 2006 ha autorizzato la spesa, almeno per quanto riguarda la nostra regione, di 55 milioni di euro, utilizzati nei tre anni successivi. Questa legge disponeva che il 50% delle risorse assegnate annualmente fosse destinato al completamento delle attività di messa in sicurezza e di adeguamento a norma degli edifici scolastici già esistenti, a cui si era data assoluta priorità.
Tali attività avrebbero dovuto essere completate entro e non oltre il 31 dicembre 2009.
“Ecosistemascuola”, il rapporto sull’edilizia scolastica che Legambiente effettua ogni anno, però, sembra mettere in dubbio l’efficacia dei lavori e delle messe a punto che si sarebbero dovuti svolgere fra il 2007 e il 2009. Nell’anno successivo al termine degli interventi agli edifici, infatti, molte delle scuole pugliesi sembrano essere qualsiasi cose fuorché a norma di legge. La provincia di Foggia, ad esempio, spicca nella graduatoria del rischio, piazzandosi ad un degradante sesto posto su scala nazionale. Il 60% dei nostri edifici scolastici necessita di manutenzioni urgenti, per non parlare delle certificazioni su sicurezza ed igiene, che nella stragrande maggioranza dei casi non sono stati esibiti da neanche il 30% delle scuole.
Per esempio, la provincia di Bari non compare nel rapporto del 2011, in quanto i dati forniti non erano sufficienti per inserirla nelle graduatorie.
Ci sarebbe anche da chiedersi, a questo punto, quale sia l’utilità delle vigenti norme antincendio, quando quasi il 70% dei nostri istituti manca addirittura di scale di sicurezza.
L’investimento pugliese nell’ambito della scuola pubblica prospettava dei risultati incredibili. Una politica costruita su belle parole e grandi promesse, ma che raramente ha tradotto tali parole in fatti. Esempio eclatante è la legge approvata nel 2009 sotto il governo Vendola, una delle migliori fra le regioni italiane. Il suo valore potenziale, però, non è mai stato pienamente attuato, in quanto essa pecca non solo di decreti attuativi, ma anche di fondi. In particolare, considerando il tema dell’edilizia scolastica, ci si rende conto di come siano necessarie ben più che semplici promesse per cambiare lo stato delle cose.
Per comprendere meglio l’enorme differenza che intercorre fra l’idilliaca visione descritta sulla carta e la mera realtà, è sufficiente fare qualche piccola analisi, raffrontando ciò che decreta la legge, con alcuni dei tanti casi che rispecchiano l’edilizia scolastica pugliese:
· ” La presente legge è finalizzata a programmare interventi coordinati e integrati di edilizia scolastica orientati a garantire agli studenti l’esercizio del diritto all’istruzione e alla formazione in ambienti accoglienti e sicuri”. Nel complesso Virgilio a Lecce non meno di tre settimane fa, è avvenuto un fatto increscioso che evidenzia esattamente l’opposto. A seguito di un azione notturna, son stati distrutti alcuni estintori della scuola, facendo quindi spargere le polveri anti-incendio nell’aria, la preside della scuola ha deciso di bonificare la struttura facendola semplicemente ripulire dal personale ATA, senza poi richiede una verifica delle forze dell’ordine. Questo poiché all’interno della scuola vi sono delle scale anti-incendio completamente fuori norma ed estremamente pericolose, tanto che gli stessi studenti sanno che non è possibile accedere a queste scale in gran numero. A seguito di ciò, la componente studentesca si è attivata per contattare le autorità competenti, che però non sono state in grado di risolvere la situazione poiché neanche loro sapevano effettivamente a che area di competenza apparteneva questo tipo di problema. Altrettanto grave può essere considerata la situazione di un liceo classico di Brindisi che ha nella palestra interna dei residui di amianto.
· La legge Continua: ” Gli interventi di attuazione degli obiettivi di cui all’articolo 2 comprendono interventi di edilizia scolastica, da attuarsi per il tramite delle province e dei comuni, volti al recupero e alla riqualificazione del patrimonio edilizio esistente…” . A Bari, nelle vicinanze del porto, in una traversa di via Murat, vi è un edificio in buone condizioni adibito(con tanto di insegna) a Casa dello Studente. Purtroppo al contrario di come è scritto nella suddetta legge l’edificio non è in attività da anni.
· Aggiunge che la regione deve impegnarsi “… alla realizzazione di nuovi edifici scolastici…” . Nuovi edifici scolastici che, ovviamente, siano a norma di legge e siano sicuri, ma prendiamo per esempio in considerazione il liceo scientifico di Brindisi che, avendo la necessità di ospitare un gran numero di alunni ma non avendo spazio sufficiente, ha posto la succursale in un capannone industriale senza nessun elemento di base per la sicurezza dello spazio e nonostante le continue richieste da parte della componente studentesca e della cittadinanza stessa per far realizzare un edificio adeguato alle norme di sicurezza, il comune ha cercato diversi metodi per temporeggiare portando avanti futili promesse per più di un anno e mezzo.
· “…e alla razionalizzazione quali-quantitativa delle strutture coerente con la programmazione della rete scolastica e dell’offerta formativa sul territorio”. Al contrario, in circa il 30% delle scuole pugliesi possiamo ancora trovare delle scuole senza palestre, dove quindi non è possibile l’adeguato svolgimento delle ore di educazione fisica.
Da questa brevissima analisi, nella quale si fanno pochissimi esempi della realtà delle scuole della nostra terra, si intuisce subito l’inefficienza del sistema edilizio pugliese che costringe migliaia di studenti e studentesse a studiare in luoghi degradati e pericolosi. Il dramma più terribile è proprio dover denunciare questi problemi, che dovrebbero essere completamente assenti. Infatti non parliamo di casi isolati, piuttosto sono isolate le scuole che non hanno tali problemi, secondo Legambiente circa il 60% delle scuole necessita di interventi urgenti di manutenzione. Per quanto gli investimenti in questo settore stiano aumentando da parte della regione, i numeri parlano chiaro, essi non sono ancora sufficienti nemmeno per le manutenzioni urgenti.
Essendo questo un problema che mette a rischio la vita degli studenti ogni giorno, è da risolvere al più presto e da continuare a monitorare. Sarebbe di primaria importanza far cominciare, da parte della regione Puglia e dalle province un report dettagliato, che metta in evidenza in modo definitivo i veri problemi che spesso le scuole nascondono. Successivamente occorrerebbe iniziare opere di manutenzione delle situazioni più gravi, cercando, una volta per tutte, di poter consentire agli studenti, ai docenti e al personale ATA, una vita sicura all’interno degli istituti.
L’Unione degli Studenti – Puglia
Both comments and pings are currently closed.


Contro la violenza e il terrorismo gli studenti invitano a reagire.
La violenza cieca e criminale del terrorismo ha colpito ancora. Colpisce vittime innocenti, ragazzi, studenti nella loro scuola, presidio di legalità e spazio di giustizie e libertà, luogo in cui dovrebbe nascere la speranza di un futuro migliore, e che invece oggi è stato teatro di una orribile tragedia.
Il fatto che si possa morire a scuola è per noi inconcepibile da sempre, ma il fatto che questo accada in una dinamica folle ed omicida è un dato preoccupante che non può lasciarci in silenzio. Proprio in una scuola, che ha il nome della moglie del giudice Falcone, vittima di una violenza mafiosa, proprio in contemporanea al passaggio in città della carovana antimafia. Poco importa quale sia la pista, certo è che la violenza in questi territori, nel Sud Italia, è figlia di una cultura che deve essere distrutta e cancellata.
Indipendentemente dall'esito delle prime indagini, quello che oggi è successo è un atto gravissimo, senza precedenti. La risposta delle studentesse e degli studenti deve essere immediata, come quella di tutta la cittadinanza italiana, colpita ancora una volta al cuore, aggredendo al futuro del Paese, agli studenti. Per chi oggi è morto, per chi è ferito, senza motivo, solo perchè era uno studente con dei sogni, con delle passioni, con dei desideri, con un futuro di libertà per cui lottare.
Per chi aveva dei sogni che oggi sono stati spezzati dalla follia della cieca violenza. Perché non si può morire così, entrando a scuola. Non ci faremo terrorizzare, non possiamo darla vinta a chi vuole, attraverso la violenza e il terrorismo, mettere in scacco la democrazia nel nostro Paese e mettere a rischio la vita di innocenti.Non abbiamo paura di urlare, di opporre la conoscenza e la voglia di libertà alla vile azione violenta.
Come studenti non possiamo restare fermi. La solidarietà attiva, umana è una necessità senza la quale si rimane soli, senza la quale si perde il senso collettivo di una tragedia come questa. Chiediamo quindi di mobilitarci sin da subito, nelle piazze, davanti ai Comuni. A Brindisi saremo in piazza alle 18.00. Vi chiediamo di fare lo stesso in tutta Italia. Lo chiediamo, come studenti a tutta la cittadinanza italiana. Non restiamo fermi, bisogna reagire a questa violenza.
Contro la violenza e il terrorismo, scendiamo subito in piazza, insieme, uniti da un solo spirito e da quella voglia di libertà e democrazia che ancora una volta hanno provato a scalfire, ma che non potranno mai soffocare.
Martina Carpani, Presidente della Consulta Provinciale di Brindisi
Francesca Rossi, Studentessa di Brindisi, coordinatrice dell'UdS Brindisi
Giuseppe Campanelli, Portavoce regionale Rete della Conoscenza Puglia


a della pevenzione dei fenomeni discriminatori nell’ambiente classe; tutto questo mediante una sostanziale riforma di riqualificazione degli spazi scolastici pomeridiani ben oltre la tradizionale didattica frontale.
Si moltiplicano nelle Università iniziative per la promozione della prassi del doppio libretto - piccola soluzione - per studentesse e studenti in transito come provvedimento che tuteli il loro percorso di cambiamento, assicurando così un sereno percorso di studi: attualmente più di dieci gli atenei (Bari, i tre atenei di Roma, Salerno, Pisa, Napoli, Milano etc) in cui la proposta è in corso di discussione nei Comitati Pari Opportunità - in via di chiusura - o nei Senati Accademici, sul modello virtuoso inaugurato dall’Università di Torino. All’università di Fisciano uno sportello cogestito da Arcigay, Link e Cgil tutela i diritti delle persone LGBTQI, garantendo, oltre ai servizi, momenti di proposte programmatiche per l’Ateneo attraverso i rappresentanti di Link presenti negli organi di governance dell’ateneo.
Sempre a Salerno a partire da questa settimana saranno attivi militanti di Arcigay e della Rete nel far vivere nella città l’esperienza del Pride Park al parco Pinocchio, costruendo un percorso sociale e culturale forte nel capoluogo di provincia, che vada oltre la giornata del 17, e che vedrà il suo culmine nella parata del 26 maggio. All’università di Siena il 16 maggio un’intera giornata dedicata ai diritti LGBTQI, attraverso assemblee, workshop e cineforum promosse sempre in modo congiunto dalle due associazioni; a Bari il 15 e il 16 lezioni in piazza su diritti e omofobia: il 17 sarà inaugurata una targa al comune in memoria delle vittime dell’omocausto, e la sera verrà rilanciato il cross-kissing nelle strade della città. Le bandiere arcobaleno coloreranno le finestre di tante scuole da Piacenza a Campobasso, da Vimercate a Latina e tante altre ancora, con assemblee e dibattiti a tema. A Torino il 17 maggio verrà promosso un flash mob sotto l’Inps dalla Rete della Conoscenza come Alter Eva, Laboratorio Last e Studenti Indipendenti, per denunciare il modulo ICD9 chiedendo provocatoriamente la pensione in quanto omosessuali egodistonici.
[caption id="attachment_3395" align="alignnone" width="561" caption="utilizza questa immagine come copertina facebook"]

Non rassicurano affatto le ultime dichiarazioni di Profumo sul fatto che la scuola "ha già pagato tanto e non deve dare ancora", se l'alternativa è l'entrata dei privati nella gestione delle scuole come prevede la 















