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EDILIZIA SCOLASTICA. Dopo grandi annunci e spot fallisce il piano del Governo sull’edilizia scolastica. Ecco i dati, tra ritardi e scarsità di fondi. 01/05/16

Uno dei “cavalli di battaglia” del governo Renzi, ovvero il piano sull’edilizia scolastica, doveva prevedere ingenti investimenti per rimettere a norma le scuole sia dal punto di vista strutturale, “Scuole ...


Uno dei “cavalli di battaglia” del governo Renzi, ovvero il piano sull’edilizia scolastica, doveva prevedere ingenti investimenti per rimettere a norma le scuole sia dal punto di vista strutturale, “Scuole sicure”, sia sul piano dell’innovazione “Scuole belle”. A un anno di distanza da annunci e dalla prima tranche di investimenti a pioggia, a cadere è l’impalcatura mediatica del Governo, partendo dagli effetti del decreto Milleproroghe.

Il decreto Milleproroghe rimanda al 31 dicembre 2016 la messa a norma degli edifici, attualmente coperti da una normativa del 1992. I fondi non utilizzati, inoltre, saranno assegnati tra un anno.

Ciò avviene in un contesto assai preoccupante che, nel nostro paese, vede una percentuale di strutture prive di certificato di prevenzione pari al 60%, come denunciato già da Legambiente nel rapporto “Ecosistema Scuola”

Ad aggravare il quadro vi è la proroga dell’Osservatorio per l’edilizia che slitterà a febbraio 2016, così come sono prorogati i fondi per “Scuole Sicure”, totalmente insufficienti i 40 milioni per le norme antisismiche. Una situazione limite, se pensiamo ai dissesti idrogeologici causati dalle forti piogge e alluvioni che hanno colpito il nostro paese negli ultimi mesi, e che evidenziano quanto l’abusivismo e la speculazione edilizia siano pericolosi per la vita delle persone.

Abbiamo denunciato più volte l’inconsistenza dei provvedimenti presi dal Governo in materia di Edilizia scolastica, non ultima la delibera sui mutui BEI, una scelta gravissima che sta causando non solo un ritardo nei lavori di messa in sicurezza, ma anche un aumento del debito pubblico.

Come Uds da anni denunciamo, tramite questionari, la condizione delle nostre scuole, metà delle quali costruite prima della normativa antisismica e che, di anno in anno, sono sempre più esposte a crolli, allagamenti e incidenti di vario genere. È per questo che consideriamo non sufficiente la risoluzione del Governo Renzi, vogliamo un piano di rimessa a norma delle scuole con investimenti che seguano le priorità dell’anagrafe dell’edilizia scolastica, eliminando le barriere architettoniche e tutto quanto possa costituire pericolo per chi vive le scuole. Non abbiamo bisogno di spot mediatici e propaganda, con le nostre vite non si scherza.


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